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Il ruolo della curiosità nella formazione in psicoterapia

Luca Calzolari

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Se siamo curiosi cosa possiamo fare nel
colloquio?
• Capire il mondo mentale del paziente stimolando esso stesso ad
essere curioso di sé
• Utilizzare gli errori per migliorare la conoscenza del paziente
• Fare ragionamenti clinici funzionali all’applicazioni di tecniche
specifiche

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Cosa accade spesso
A B C
“Il didatta mi chiede di fare una “Devo fare una buona performance - Ansia
simulata” altrimenti non sarò mai un buon - Maggior controllo attraverso un
terapeuta” uso rigido dell’abc a discapito della
“Se sbaglio l’abc il didatta penserà comprensione
che sono incompetente”
“Oddio e se non riesco a capire il B N.B. In un contesto clinico questo
come faccio a portare a termine può portare il paziente a non
questa simulata? sarei proprio sentirsi capito e abbandonare la
incapace” terapia con conseguente conferma
di incapacità da parta del terapeuta

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Atteggiamento curioso

A B C
“Il didatta mi chiede di fare una “Mi interessa capire quale possa - Curioso
simulata” essere il problema” - Esploro

N.B. In un contesto clinico il


paziente si sente capito, migliora
l’alleanza terapeutica e la
percezione di autoefficacia da
parte dal terapeuta

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Conclusioni
• Stimolare gli allievi al ragionamento clinico attraverso un’apertura ricettiva sul
mondo del paziente
• Usare le tecniche in funzione dell’esplorazione della mente del paziente
• Avere sempre per gli allievi in mente il proprio funzionamento mentale e, quindi,
sapere con quale scopo noi mettiamo in atto quel determinato intervento
(differenza nell’uso dell’abc se come strumento di controllo o di esplorazione)
• Normalizzare gli errori e anzi stimolarli con l’obiettivo di capirli ed integrarli
all’interno del percorso formativo
• Sottolineare il ruolo dell’osservatore nelle simulate
• Portare gli errori che abbiamo fatto noi all’inizio della nostra professione e come
questi si siano spesso dimostrati preziosi momenti di apprendimento

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Grazie!!

“La curiosità può vincere la paura ancora più di


quanto possa fare il coraggio.”
(James Stephens)