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A Carnevale ogni

scherzo vale!
 A carnevale "si può". È questo il significato di una delle
feste più attese dell'anno. Una festa in cui è permesso
mangiare di più, travestirsi, "trasgredire" (come si direbbe
oggi). In questi giorni "tutto è ammesso".

 In Italia non c'è paese che non festeggi il suo carnevale.


"Il più bello" è quello di Venezia.
 Ogni comune ha la sua sfilata di carri, i balli in strada,
l'aspersione di coriandoli e luminarie. Ci si maschera,
soprattutto i bambini, prendendo spunto da cartoni
animati o personaggi della fantasia.
Coriandoli: confettis
Luminarie: illuminations
A Carnevale ogni
scherzo vale!

•Conosci le origini della parola «Carnevale»?

•Qual è il significato della festa?

•Che cosa vuol dire "Martedì grasso"?


Carnevale origine e
significato

CARNEVALE deriva dal latino, “carnem levare” ("eliminare la


carne") poiché anticamente indicava il banchetto che si teneva
l'ultimo giorno di carnevale (martedì grasso), subito prima del
periodo di astinenza e digiuno della Quaresima.

Con la festa del "carnevale" s'indicano i festeggiamenti, che


precedono l'inizio della Quaresima.

La sera del martedì grasso era poi la volta del sontuoso


banchetto della famiglia, "la tavolata".
CHIACCHIERE
CHIACCHIERE DI CARNEVALE
Ingredienti (per circa 3 vassoi):
- 400 g di farina 0
- 30 g di zucchero
- 40 g di burro
- 3 uova medie
- scorza grattugiata di una arancia e/o limone
- una presa di sale
- zucchero a velo per finire
- 1 l di olio per friggere

Preparazione:
disporre la farina a fontana e versarvi al centro le uova sbattute, lo zucchero, il sale, la
scorza di agrume e il burro tagliato a pezzetti.
Lavorare delicatamente.
Formare una palla e far riposare un paio d’ore.
Stendere la sfoglia sottilissima con il mattarello. Tagliare l’impasto formando delle
strisce irregolari ma non troppo grandi, ma ognuno si sbizzarrisca a dar la forma che
preferisce.
Mettere a riscaldare l’olio e friggere le chiacchiere facendole dorare da entrambi i lati, e
facendo attenzione a non farle diventare ne’ troppo scure ne’ lasciarle troppo bianche.
In frittura le vedrete gonfiarsi e allargarsi, è uno spettacolo!
Fatele raffreddare completamente e cospargere con zucchero a velo.
Carnevale origine e
significato

Gli Egiziani festeggiavano il Carnevale per una settimana.


Anche nell‘antica Grecia il carnevale ha sempre rappresentato la
fine dell‘inverno. La festa del Carnevale era dedicata al Dio del
vino, Dionisio.
Nell‘antica Roma le feste che annunciavano l‘arrivo della
primavera erano i Saturnali e i Lupercali.
Il massimo splendore del carnevale è stato raggiunto nel 1500
d.C.
Il carnevale, dopo la fine della seconda guerra mondiale, è
tornato ad essere la festa più pazza dell‘anno.
Famosi sono il Carnevale di Rio de Janeiro e quello di Venezia. Ad
Arezzo si festeggia un antico Carnevale, nato nel 1866.

Ad Ivrea, invece, vi è un carnevale famoso. Qui si svolgono delle


battaglie delle “arance“!

A Viareggio viene festeggiato il Carnevale più grande d‘Italia,


perché le manifestazioni sono tante: tornei di calcio, feste rionali,
fuochi d‘artificio, balli in maschera ...
Origine e significato
della maschera

La maschera

è l'elemento che caratterizza il carnevale ed ha un preciso


significato simbolico.
Il termine maschera, deriverebbe dal latino tardo medievale
"màsca,” che significava strega, demonio e rappresentava
le anime dei morti.

Con la Commedia dell’Arte, che dalla metà del Cinquecento


fino al Settecento ha rappresentato il più singolare
fenomeno della storia teatrale, nacquero le famose
maschere del teatro italiano, introdotte in scena per
divertire il pubblico. Il carnevale cosi conobbe il periodo di
maggior splendore in tutta la penisola.

Verso la fine dell'Ottocento i nobili facevano sfilate di carri


adornati, simbolo di ricchezza ed abbondanza.
La Commedia dell’Arte

Le rappresentazioni non erano basate su testi scritti ma dei canovacci


rappresentavano storie ispirate alla realta’ quotidiana, arricchite con numeri
acrobatici, danze e canti. Le commedie si basavano su personaggi dai caratteri
stereotipati, un’esagerata gestualita’, dialoghi basati sull’improvvisazione,
buffonerie, elementi in grado di soddisfare un vasto pubblico di diversa
estrazione sociale e culturale. Tutti gli attori della Commedia dell’Arte
portavano la mascherae queste maschere riproducevano alcuni caratteri ben
definiti e chiaramente riconoscibili.
La Commedia dell'Arte introdusse un elemento nuovo di portata rivoluzionaria:
la presenza delle donne sul palcoscenico.
CARLO GOLDONI

Goldoni nasce a Venezia nel 1707 e muore a Parigi nel 1793. Rinuncia a fare
Giurisprudenza per scrivere delle commedie: La bottega del caffè, La
locandiera, Le smanie per la villeggiatura o Arlecchino servitore di due
padroni.

Nel 1762 si trasferisce a Parigi dove gli artisti italiani recitano del loro teatro.
Ha insegnato il francese alle figlie di Luigi XV°.

Goldoni capisce la decadenza della Commedia dell’Arte. Scrive tutte le parti, i


suoi personaggi acquistano una dimensione psicologica che li rendi più vicini
al pubblico. I soggetti illustrano situazioni tratte dalla vita quotidiana e
Goldoni critica degli aspetti negativi dei Veneziani e delle loro abitudini
Carnevale di Striano

Il Carnevale di Striano, in provincia di Napoli, è considerato uno


dei più importanti carnevali del Sud. I carri allegorici, che sono i
più grandi e movimentati della Campania, sfilano ogni anno in un
luogo diverso della città di Striano dal 1983. Il carnevale strianese,
se non il più grandioso èsicuramente uno dei carnevali più
conosciuti e visitati della regione, con la sua trentennale storia. Il
carnevale a Striqno resta la manifestazione per eccellenza , e ogni
anno coinvolge attorno a sé centinaia di partecipanti, dai carristi ai
gruppi coreografi e non mancano i turisti che con grande gioia
vengono a visitare le maestose opere realizzate esclusivamente in
cartapesta nei cantieri della Cittadella del Carnevale, una struttura
unica nel suo genere nell'intera regione Campania.
Le maschere italiane
GIANDUIA

Rappresenta lo stereotipo del contadino


finto tonto, gran mangiatore e bevitore.

Veste con una giacca marrone, un


panciotto giallo, parrucca e calze rosse.
Porta il nome del cioccolato prodotto
tipico della sua città

Gianduiaè un personaggio popolare


piemontese
ARLECCHINO
(dal francese antico, Hellequin, nome di un
diavolo buffone, nelle leggende
medioevali francesi)

E' un servitore poverissimo, che non ha


i soldi neppure per rattoppare il
proprio vestito, con stoffe dello
stesso colore! Affamato e
infreddolito, Arlecchino, con la sua
furbizia, cerca di sfuggire alle
prepotenze dei ricchi e dei più forti.

La maschera di Arlecchino è la più


colorata, caratterizzata da pezzi di
stoffa multicolore, cuciti insieme.
PULCINELLA
E' una maschera originaria della Campania,
Questa maschera si diffuse in tutta Europa,
assumendo diversi nomi, Polichinelle in
Francia, Punch in Inghilterra.
Pulcinella è un contadino poverissimo, che non
ha voglia di lavorare. Furbo e ingegnoso,
impiega tempo ed energie, per cercare il
modo di mangiare.
Pulcinella indossa una bianca casacca e larghi
pantaloni, anch'essi bianchi. Egli si copre il
viso con una maschera nera, dal lungo naso
adunco. Ha due gobbe, una sulla schiena ed
una sul petto.
Con il tempo, la maschera di Pulcinella è
divenuta il simbolo del popolo napoletano.
PANTALONE

Pantalone è la caricatura del mercante,


tirchio, sospettoso e avaro.

Nel secolo scorso, Pantalone incarnò


l'immagine del buon padre di
famiglia. All'inizio, chiamato il
Magnifico, prese poi il nome di
Pantalone de' Bisognosi.

Ha un vestito rosso e un mantello nero.


COLOMBINA
È la servetta impicciona e
pettegola, spesso
rappresentata in coppia con
Arlecchino.

Furba e vanitosa, è stata


protagonista di molte
commedie, in Italia e in
Francia, sin dal XVI° secolo.
BRIGHELLA

Anche lui, come Arlecchino, fa parte


della famiglia dei servitori.

Inizialmente, era rappresentato come


un individuo superficiale, ma astuto
e intrigante. Successivamente,
Brighella divenne un servo saggio e
fedele.

Di origine bergamasca, Brighella


indossava dei pantaloni ed un
camicione di tela.
BALANZONE
Conosciuto anche come Dottor
Balanzone, è una caricatura del
sapientone, in riferimento ai dottori
della Scuola di Bologna, una delle
università italiane più prestigiose del
XVI° e XVII° secolo.

Parla con molte citazioni latine, non


sempre esatte. Anzi i suoi discorsi
rivelano una profonda ignoranza,
ricca di paroloni e presunzione.

Balanzone veste con un abito dottorale


nero, un ampio cappello ed il collare
bianco, spesso di grandi dimensioni,
con un notevole effetto comico. E' la
maschera dei bolognesi.
STENTERELLO
 Di origine toscana, è buono
solo con chi è più povero di lui.
Molto divertente ed il suo
ottimismo lo aiuta nelle
situazioni più avverse. Ha le
mani bucate per questo vive
nella miseria.
Giacca blu con risvolto a
scacchi rossi e neri, panciotto
color verde, pantaloni scuri e
corti. Una calza color rosso e
una a strisce bianche e
azzurre. Scarpe nere, cappello
a barchetta e parrucca con
codino.
MENEGHINO
Meneghino è la maschera milanese per
eccellenza, inconfondibile con il suo
cappello a tre punte e la parrucca con
codino alla francese.

Vestito di una lunga giacca di velluto,


calzoni corti e calze a righe rosse e
bianche, Meneghino impersona un
servitore rozzo ma di buon senso, che non
fugge quando deve schierarsi al fianco dei
suoi simili.

Generoso e sbrigativo, è abile nel deridere


i difetti degli aristocratici.
Il vestito di Arlecchino
Gianni Rodari
Per fare un vestito ad Arlecchino
ci mise una toppa Meneghino,
ne mise un’altra Pulcinella,
una Gianduia, una Brighella.
Pantalone, vecchio pidocchio,
ci mise uno strappo sul ginocchio,
e Stenterello, largo di mano
qualche macchia di vino toscano.
Colombina che lo cucì
fece un vestito stretto così.
Arlecchino lo mise lo stesso
ma ci stava un tantino perplesso.
Disse allora Balanzone,
bolognese dottorone:
“Ti assicuro e te lo giuro
che ti andrà bene li mese venturo
se osserverai la mia ricetta:
un giorno digiuno e l’altro bolletta!”.
Il girotondo delle maschere

È Gianduia torinese
Meneghino milanese.
Vien da Bergamo Arlecchino
Stenterello è fiorentino.
Veneziano è Pantalone,
con l'allegra Colombina.
Di Bologna Balanzone,
con il furbo Fagiolino.
Vien da Roma Rugantino:
Pur romano è Meo Patacca.
Siciliano il buon Pasquino,
di Verona Fracanapa.
G. Gaida
Costumi carnevaleschi

Arlecchino

e Pulcinella
Costumi carnevaleschi

Arlecchino
Pulcinella
e

Balanzone