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Parametri vitali

Rappresentano i sei elementi di valutazione obiettiva che indicano


lo stato fisiologico dell’organismo.
Sono particolarmente suscettibili alle alterazioni fisiologiche.

Pressione Arteriosa (PA)


Frequenza Cardiaca (FC)
Temperatura Corporea (T°)
Frequenza Respiratoria (FR)
Saturazione
Glicemia
Valutazione cardiaca
Si attua attraverso la
misurazione della
frequenza cardiaca a
livello di un polso
arterioso periferico, la
valutazione del tipo di
battito e la misurazione
della pressione arteriosa
POLSO

Il polso stabilisce il valore di base di riferimento


per: ottenere dei dati di base per confrontare
frequenza e il ritmo delle misurazioni successive
Ricercare le alterazioni del polso valutare la
risposta cardiaca a diversi trattamenti o farmaci
accertare il flusso ematico all’estremità
TIPI DI POLSO:
Il Polso può essere:

• FORTE:
Se è pieno e scoccante i battiti sono ben percepibili alla palpazione dell’arteria

• DEBOLE:
Battiti difficilmente o poco percepibili alla palpazione dell’arteria: la pressione
arteriosa è bassa

• NORMALE:
Rispetto alle diverse età, sono da considerare normali i seguenti valori:
da 80 a 180 bpm per i neonati;
da 80 a 100 bpm per i bambini;
da 70 a 120 bpm per gli adolescenti;
da 60 a 90 bpm per gli adulti (con una minima differenza tra l’uomo e la donna)
METODI DI PERCEZIONE DEL POLSO
Possono essere di due tipi:

-POLSO APICALE

-POLSO PERIFERICO
Polso Apicale:

• Eseguire il lavaggio sociale delle mani


• Riscaldare per qualche secondo il diaframma del
fonendo
• Inserire gli auricolari nelle orecchie
• Localizzare l’apice cardiaco: il polso apicale si
rileva nella parte sinistra dell torace tra il 4° e 5°
spazio intercostale
• Trascrivere in grafica il valore rilevato è le
eventuali anomalie
Polso Periferico:
• Lavaggio sociale delle mani
• Appoggiare i polpastrelli delle 3 dita sull’arteria
• Premere sull’arteria fino a bloccare il battito, poi
rilasciare la pressione fino a percepire la pressione
• Verificare l’ampiezza e la regolarità del polso
• Contare i battiti per un minuto se il polso è
aritmico, è possibile contare i battiti per 30secondi
e moltiplicare per 2, se il polso e ritmico
• Trascrivere in grafica: frequenza, ritmo e qualità
CARATTERISTICHE DEL POLSO
• LA FREQUENZA

• LA QUALITA’

• IL RITMO
Qualità

Si riferisce alla forza della pulsazione. La qualità


normale del polso è descritta come polso pieno
e facilmente palpabile è riflette la forza di
contrazione del cuore, il volume di eiezione,
elasticità delle arterie e la massa di sangue
circolante
IL RITMO
Significa cadenza dei battiti potrà essere regolare e
irregolare se i battiti intervengono a intervalli
regolari si parla di ritmo sinusale, se avvengono a
intervalli irregolare si parla di aritmia.
Il ritmo puo essere:

- RITMICO

- ARITMICO
RITMICO
I battiti cardiaci sono scandati regolarmente nel
tempo, a distanza uguale l’uno dall’altro:
l’attività cardiaca è valida e ottimale
ARITMICO
I battiti non sono regolari nel tempo, alternando
periodi in cui sono più vicini a periodi in cui sono
più distanti
FATTORI D’INFLUENZA DEL POLSO
- ETA’
- ESERCIZIO FISICO
- STRESS
- EMOZIONI
- POSTURA
- SOSTANZE STIMOLANTI
- EMORRAGIA
- FARMACI
- FEBBRE
- PESO
SEDI E METODI DI MISURAZIONE
DEL POLSO
Il polso si apprezza in qualunque zona del corpo umano
in cui un’arteria superficiale poggia su un piano osseo.
• CAROTIDEO
• BRACHIALE
• ULNARE
SI POSSONO • TEMPORALE
CLASSIFICARE IN: • APICALE
• RADIALE
• FEMORALE
• POPLITEO
• TIBIALE POSTERIORE
SEDI IN CUI SI PUO’
MISURARE IL POLSO:
CAROTIDEO: è il polso situato
sull’arteria carotidea che è localizzata sul
collo a lato della laringe, tra la trachea e
il muscolo sternocleidomastoideo;

BRACHIALE: è il polso sull’arteria


brachiale, localizzato sul lato interno della
piega del gomito, tra muscolo bicipite e
tricipite;
TEMPORALE: è il polso situato
sull’arteria temporale, localizzata tra l’occhio e
l’attaccatura dei capelli, appena al di sopra
dell’osso zigomatico;

APICALE: è il polso ascultativo a


livello dell’apice cardiaco nel quarto o
quinto spazio intercostale;
RADIALE: è situato sull’arteria radiale,
lungo il radio, nel lato interno del polso in
prossimità del pollice;

FEMORALE: situato sull’arteria


femorale localizzato in corrispondenza
dell’inguine nel triangolo femorale;
POPLITEO: localizzato nella fossa
poplitea, dietro al ginocchio, lungo il lato
esterno del tendine mediale;

TIBIALE POSTERIORE: situato


sull’arteria posta dietro il malleolo mediale,
osso interno della caviglia, nel solco tra
malleolo e tendine d’Achille;

POLSO PEDIDIO: situato sull’arteria dorsale


del piede, localizzato lungo la parte superiore del
piede (dorso) lateralmente al tendine estensore
dell’alluce.
Frequenza Cardiaca
Corrisponde al numero di battiti per minuto del cuore
A riposo la FC in un adulto è di circa 70 bpm nell’uomo e
di circa 75 bpm nelle donne, nei neonati è di circa
100/180 bpm
Quando il numero dei battiti è al di sotto di 60 si parla di
bradicardia mentre quando è al di sopra di 100 si parla di
tachicardia
FC
• Normale:
I valori normali di F.C. sono i seguenti:
• Neonato 120-160 B/min
• Bambino 80 -100 B/min
• Adulto 60-100 B/min
• Anziano 60-100 B/min
• Rapido: Quando la frequenza cardiaca supera i 100 battiti
al minuto si
• parla di Tachicardia (polso rapido).
• Lento: Quando la frequenza cardiaca è minore di 60 Battiti
al minuto
• si parla di Bradicardia (polso lento).
SINTOMI E COMPLICANZE DELLA
BRADICARDIA E TACHICARDIA
• I Sintomi della brachicardia comprendono:
- vertigini
- Mancamenti
- Profondo senso di stanchezza
- Sensazione « mancanza d’aria» con difficoltà respiratoria
Essa è pericolosa quando raggiunge frequenze estremamente basse (35bpm)

• La tachicardia può compromettere il normale apporto di sangue ai vari tessuti con


sofferenza dei distretti meno irrorati. I sintomi più comuni sono:
- Palpitazioni (fastidiosa percezione del battito cardiaco)
- Svenimento
- Dolore toracico
- Vertigini
In alcune persone può essere asintomatica, un eccessiva frequenza cardiaca a riposo
può aumentare il rischio di subire un isctus o arresto cardiaco
Elettro cardio gramma «ECG»
L’elettrocardiogramma (o ECG) è la
riproduzione grafica dell’attività elettrica del
cuore durante il suo funzionamento, registrata
dalla superficie del corpo.
Il principio su cui si basa la misurazione dell'attività elettrica
del cuore è prettamente fisiologico: l'insorgere degli impulsi
nel miocardio porta alla generazione di differenze di
potenziale, che variano nello spazio e nel tempo e che
possono essere registrate tramite degli elettrodi. Il tracciato
è caratterizzato da diversi tratti denominati onde, positive e
negative, che si ripetono ad ogni ciclo cardiaco, che sono:
-Onda P
-Intervallo PR
-Onda/Complesso QRS
-Tratto ST
-Onda T
-Intervallo QT
-Onda U
ONDA P
Onda P : è la prima onda che si genera nel ciclo, e
corrisponde alla depolarizzazione degli atri. È di piccole
dimensioni, poiché la contrazione degli atri non è così
potente. La sua durata varia tra i 60 e i 120 ms,
l'ampiezza (o altezza) è uguale o inferiore ai 2,5 mm.
ONDA P
La presenza di un ritmo irregolare associato all’assenza di una chiara onda P, deve
far pensare all’aritmia di più frequente riscontro nella pratica quotidiana:
la fibrillazione atriale (FA). Questa si definisce come attività elettrica caotica degli
atri, che determina una inefficace contrazione delle pareti ed una conseguente
alta probabilità di formazione di coaguli all’interno degli stessi.
La FA può essere:

-Ad alta risposta ventricolare (fc media 170bpm)


-A bassa risposta ventricolare (fc media 45bpm)
-A media risposta ventricolare (fc media 80/90 bpm)
INTERVALLO PR
L’intervallo PR esprime la conduzione dell’impulso attraverso il nodo atrio-ventricolare, il
fascio di His, le branche destra e sinistra. Può essere di due tipi:
-corto
-lungo
-normale
Nel ci troviamo difronte ad un intervallo PR lungo, è indicativo di un rallentamento della
conduzione ai ventricoli (blocchi atrio-ventricolari – BAV).

I BAV possono essere:


BAV di 1°grado: PR allungato
BAV di 2° grado tipo I: allungamento progressivo dell’intervallo PR fino alla mancata
conduzione in ventricolo (P bloccata cioè non seguita dal QRS)
BAV di 2° grado tipo II: l’intervallo PR è normale ma la conduzione è di tipo 1:2, 1:3, 1:4,
ecc.
BAV di 3° grado o blocco completo: dissociazione atrio-ventricolare, senza relazione
costante fra onde P e complessi QRS.
ESEMPI DI BAV:
COMPLESSO QRS
Complesso QRS: si tratta di un insieme di tre onde che si
susseguono l'una all'altra, e corrisponde alla depolarizzazione
dei ventricoli. "L'onda Q" è negativa e di piccole dimensioni, "la
R" è un picco molto alto positivo, "la S" è un'onda negativa
anch'essa di piccole dimensioni.
Sulla base della durata del complesso, si definiscono le tachicardie o
bradicardie a QRS largo o stretto.
La presenza di una tachicardia a QRS largo con ampiezza e morfologia
variabile da un complesso all’altro, è tipica della fibrillazione
ventricolare (FV).
Questa è l’aritmia che più frequentemente, associata alla TV, è causa di
arresto cardio-circolatorio; è determinata da un’attività elettrica
disorganizzata dei ventricoli, con conseguente arresto dell’attività
meccanica.
ONDA Q DI NECROSI
L'onda Q, tristemente nota per indicare, in certi casi, una necrosi
miocardica, è la prima deflessione negativa che si incontra dopo la
P.
Per rientrare nei limiti di normalità, essa non deve essere più
profonda di tre quadratini, né deve avere una durata superiore a
0,04 secondi, cioè non deve essere più larga di un quadratino.
In ogni caso, è bene guardare con sospetto un'onda Q profonda più
di un quarto della R che segue.
TRATTO ST
Tratto ST: rappresenta il periodo in cui le cellule ventricolari
sono tutte depolarizzate e pertanto non sono rilevabili
movimenti elettrici. Da ciò deriva che di norma è
isoelettrico, cioè posto sulla linea di base del tracciato, da
cui si può spostare verso l'alto o il basso di non più di 1 mm.
Esprime il termine della depolarizzazione ventricolare. Quando è presente un
sopralivellamento superiore alla norma, si parla di lesione miocardica ovvero di un
quadro compatibile con infarto miocardico acuto (IMA). L’infarto mio cardico acuto
si presenta in due forme principali:

-STEMI (sovraslivellamento del tratto ST)


-NON STEMI (sottoslivellamento del tratto ST)

In alcuni casi quest’alterazione ST può non essere evidente, proprio per questo non
bisogna valutare solo l’ECG ma anche la situazione clinica del paziente
INTERVALLO QT

Intervallo QT: rappresenta la sistole elettrica, cioè il


tempo in cui avviene la depolarizzazione e la
ripolarizzazione ventricolare. La sua durata varia al
variare della frequenza cardiaca, generalmente si
mantiene tra i 350 e i 440 ms.
INTERVALLO QT
• Esprime il tempo totale di depolarizzazione e
ripolarizzazione ventricolare e varia con la
frequenza cardiaca; pertanto è espresso più
correttamente come QTc, cioè corretto per la
frequenza cardiaca.
• Il valore normale varia da 360 a 440 ms. È
patologico sia quando è più corto (sindrome QT
corto) che quando è più lungo (sindrome QT
lungo) ed in entrambi i casi si associa ad una
maggiore probabilità di sviluppare aritmie
ventricolari.
ONDA T

Onda T: rappresenta la ripolarizzazione dei


ventricoli. Non sempre è identificabile, perché
può anche essere di valore molto piccolo.
Quando presenta la stessa polarità del QRS nelle
derivazioni periferiche ed è positiva nelle derivazioni
precordiali (o negativa da V1 a V3 nelle giovani donne),
indica una normale ripolarizzazione ventricolare.
In caso contrario è indice di ischemia o sofferenza
miocardica (ipertrofia ventricolare,cardiopatie, ecc.).
ONDA U

Onda U : è un'onda che non sempre è possibile


apprezzare in un tracciato, dovuta alla
ripolarizzazione dei muscoli papillari.
L’onda U deriva da appiattimento dell’onda
T e dunque alterazioni quali; ipo e iper
potassiemia
LAVORO FATTO DA:
- ALESSIO FONES
- SILVIA DI STEFANO
- GIUSEPPE DONADIO
- STEFANO SILVIO D’ONORIO DE MEO
- FANTUAZZI ALESSIA
- FERRARA FEDERICA
- MELISSA FABRIZIANI