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RADIAZIONI OTTICHE

ARTIFICIALI:
PROTEZIONE DAI RISCHI
(CAPO V – DLGS 81/2008)
RADIAZIONI OTTICHE
Lo spettro della radiazione ottica viene
suddiviso, in ordine decrescente di
lunghezza d’onda (e crescente di
energia), in 7 intervalli:
RADIAZIONI OTTICHE
RADIAZIONI OTTICHE
RADIAZIONI OTTICHE

Infrarossi: effetti di natura termica;

Ultravioletti: effetti di natura fotochimica;

Visibile: coesistono e si sovrappongono


effetti termici e fotochimici.
RADIAZIONI OTTICHE

Ai fini della protezione della salute, lo


spettro di interesse non comprende tutta
la radiazione ottica ma si estende
soltanto da 180 nm a 1 mm. Le
lunghezze d’onda inferiori a 180 nm
(ultravioletto da vuoto) non si
propagano attraverso
l’aria poiché sono fortemente assorbite
dall’ossigeno e dall’azoto.
INFRAROSSI
Le sorgenti di infrarossi normalmente presenti in
ambiente di lavoro emettono quantità trascurabili di
IR-C, quindi i problemi di protezione sono limitati
alla presenza delle componenti IR-A e IR-B.
INFRAROSSI
Ai fini della prevenzione del danno retinico
di natura termica, particolarmente
importante è la valutazione
dell’esposizione alla radiazione IR-A che
viene trasmessa e focalizzata come la luce
sulla retina, dove sviluppa calore ma, a
differenza della luce, non provoca alcuno
stimolo visivo.
VISIBILE

Lampade a incandescenza, lampade a fluorescenza,


altre lampade a scarica.
ULTRAVIOLETTI

Per la maggior parte della popolazione, il


sole è ancora la sorgente che
maggiormente contribuisce a
determinare il livello di esposizione a UV.
ULTRAVIOLETTI

Ultimi cinquant’anni: aumentato


di tipi, il numero e diffusione delle
sorgenti artificiali di UV (medicina, ricerca,
estetica, sterilizzazione e in varie
applicazioni industriali.
Inoltre: emissioni di UV, come
sottoprodotto (ad es. saldatura dei metalli
mediante archi elettrici).
ULTRAVIOLETTI