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STORIA MEDIEVALE

PARTE GENERALE
Corso di Laurea interclasse «Beni culturali e Turismo» (L-1/L-15)
a.a. 2015/16 - I anno, I semestre
Prof. Francesco PIRANI
1. Dalle migrazioni di popoli
ai regni romano-barbarici
TEMI E CARTE FONTI MATERIALI DI
QUESTIONI GEOGRAFICHEI STORICHE APPROFONDIMENTO
1. Dalle migrazioni di popoli TEMI E
QUESTIONI
ai regni romano-barbarici

L’Europa nei secoli IV-VII

popoli in migrazione

sintesi culturali fra:


 tradizione romana
 “universo barbarico”
 religione cristiana
1. Dalle migrazioni di popoli CARTE
ai regni romano-barbarici GEOGRAFICHE

L’Europa
nel V sec.
1. Dalle migrazioni di popoli TEMI E
QUESTIONI
ai regni romano-barbarici

L’universo barbarico (secoli IV-VI)

Concetti e interpretazioni:
“Invasioni barbariche” vs
Volkerwanderung (migrazione di popoli)
Volksseele (‘anima’ dei popoli) vs
identità etniche “aperte” (Pohl)
“teoria etnogenetica” =
rapporto fra: identità etnica cultura
1. Dalle migrazioni di popoli FONTI
STORICHE
ai regni romano-barbarici
L’esercito romano nella battaglia
dei Campi Catalaunici (451)
Da parte romana, la preveggente attività del patrizio Ezio,
su cui poggiava l’impero d’Occidente, fu tale da
permettergli di marciare contro quella feroce e numerosa
turba di nemici [gli Unni] con forze non inferiori, riunite
da ogni parte. Infatti i Romani potevano contare su
contingenti di Franchi, di Sarmati, di Armoricani, di
Liziani, di Burgundi, di Sassoni, di Ripuari, di Ibrioni, un
tempo soldati dell’impero, ma ora richiamati solo come
ausiliari, e su truppe di altre stirpi celtiche e germaniche
(Giordane, Storia dei Goti – metà VI secolo)
1. Dalle migrazioni di popoli FONTI
STORICHE
ai regni romano-barbarici

Dittico di Stilicone,
Monza, Tesoro della
Cattedrale,
circa 400
1. Dalle migrazioni di popoli FONTI
STORICHE
ai regni romano-barbarici

Bratteato di Undley
(UK),
V secolo
1. Dalle migrazioni di popoli TEMI E
QUESTIONI
ai regni romano-barbarici

L’integrazione romano-barbarica
(secoli V-VII)
Esercito romano = laboratorio di integrazione
Processi di “acculturazione” (scambi dinamici)
Nuova idea di cittadinanza:
godimento di diritti esercizio delle armi
Fattori identitari:
 miti di origine (teoria etnogenetica);
 leggi (compattamento etnico)
 idea di regalità (re = capacità di comando)
1. Dalle migrazioni di popoli CARTE
ai regni romano-barbarici GEOGRAFICHE

L’Europa
nel 476 d.C.
1. Dalle migrazioni di popoli TEMI E
QUESTIONI
ai regni romano-barbarici

L’integrazione romano-barbarica
(secoli V-VII)

Unni: il motore decisivo della mobilità;


Vandali, Burgundi, Alamanni, Turingi,Angli,
Sassoni: la stanzialità-rifugio;
Visigoti (Spagna): l’integrazione abortita;
Ostrogoti (Italia): complementarità vs fusione;
Longobardi (Italia): l’evoluzione incompiuta di
un popolo-esercito;
Franchi (Gallia): la realizzazione della simbiosi
1. Dalle migrazioni di popoli CARTE
ai regni romano-barbarici GEOGRAFICHE

L’Europa
all’inizio del
VI secolo
1. Dalle migrazioni di popoli TEMI E
QUESTIONI
ai regni romano-barbarici

La Gallia: un laboratorio di
integrazione (secoli V-VII)
Realizzazione di un connubio fra:
tradizione romana:
componenti religiose e letterarie;
competenze amministrative;
valorizzazione del latifondo.
cultura barbarica:
mito del valore guerriero;
tradizione di comando sugli uomini;
personalità del diritto.
1. Dalle migrazioni di popoli MATERIALI DI
APPROFONDIMENTO
ai regni romano-barbarici

Il dibattito storiografico

 E. Gibbon, History of the Decline and Fall of the


Roman Empire (1776);
 S. Mazzarino, La fine del mondo antico. Le cause
della caduta dell’impero romano (1959);
 A. Momigliano, La caduta senza rumore di un
impero nel 476 d.C. (1973);
 P. Brown, Il mondo tardo antico. Da Marco
Aurelio a Maometto (1974).
1. Dalle migrazioni di popoli MATERIALI DI
APPROFONDIMENTO
ai regni romano-barbarici

Attila, flagello di Dio

Documentario in lingua inglese:


https://www.youtube.com/watch?v=4dQox6pI7nw&list=PL87F7
12619FA16561
Puntata de Il tempo e la storia, con A. Barbero
http://www.raistoria.rai.it/articoli-
programma/attila/24098/default.aspx
2. Cristianesimo e chiese
nell’alto medioevo (V-X secolo)
TEMI E
QUESTIONI

CARTE
GEOGRAFICHEI

FONTI
STORICHE

MATERIALI DI
APPROFONDIMENTO
2. Cristianesimo e chiese TEMI E
nell’alto medioevo (V-X secolo) QUESTIONI

La diffusione del Cristianesimo


in Europa (secoli IV-VI)
Due vie per la cristianizzazione:
 Ecclesiale (diocesi, chiese urbane, pievi rurali)
 Monastica (cenobi nelle campagne)
Processi di acculturazione:
Tradizione romana:
 attitudine alla speculazione teologica e filosofica
 rete urbana e distrettuazione territoriale
Cultura barbarica:
 culto delle reliquie e dei santi (religione locativa)
 innesto della terminologia militare (militia Christi)
2. Cristianesimo e chiese TEMI E
nell’alto medioevo (V-X secolo) QUESTIONI

L’Europa cristiana (IV-IX sec.):


cronologia essenziale

 313 Editto di Milano (Costantino)


 380 editto di Tessalonica (Teodosio)
 432 missione di Patrizio in Irlanda
 496 battesimo cattolico del re franco Clodoveo
 529 Benedetto di Norcia fonda Montecassino
 590-604 pontificato di Gregorio I
 596 evangelizzazione dell’Inghilterra
 612 il monaco irlandese Colombano fonda Bobbio
 744 Winfrid/Bonifacio fonda Fulda (Assia)
 metà IX sec.: Cirillo e Metodio evangelizzano gli Slavi
2. Cristianesimo e chiese TEMI E
nell’alto medioevo (V-X secolo) QUESTIONI

La formazione dell’ortodossia
 325 Concilio di Nicea (“ortodossia politica”)
 IV-V secolo: diffusione dell’arianesimo fra i germani
 V secolo: eresie - monofisismo (Alessandria),
nestorianesimo (Antiochia)
 482 Henotikon (atto di unione) dell’imperatore
d’Oriente Zenone
 482-519 Scisma d’Acacio
 494 lettera di papa Gelasio I
 544 Editto dei “Tre Capitoli” di Giustiniano
 metà VII secolo: monotelismo (Eraclio)
 VIII-IX secolo: lotta per l’iconoclastia in Oriente
2. Cristianesimo e chiese CARTE
nell’alto medioevo (V-X secolo) GEOGRAFICHE

La diffusione
della religione
cristiana in
Europa
fino al V sec.
2. Cristianesimo e chiese CARTE
nell’alto medioevo (V-X secolo) GEOGRAFICHE

Cattolici e ariani
nel V secolo
2. Cristianesimo e chiese CARTE
nell’alto medioevo (V-X secolo) GEOGRAFICHE

La religione
cristiana fra
VI e IX sec.
2. Cristianesimo e chiese CARTE
nell’alto medioevo (V-X secolo) GEOGRAFICHE

Cristianesimo e Islam (metà VIII secolo)


2. Cristianesimo e chiese FONTI
nell’alto medioevo (V-X secolo) STORICHE

Bibbia di Ulfila,
Codex Argenteus
Università di Uppsala
(Svezia)
2.Cristianesimo e chiese FONTI
nell’alto medioevo (V-X secolo) STORICHE

Potere spirituale e autorità temporale:


la lettera di papa Gelasio (494)

Due sono i poteri, o augusto imperatore, con cui questo mondo è


principalmente retto: la sacra autorità dei pontefici e la potestà regale.
Tra i due, l’importanza dei sacerdoti è tanto più grande, in quanto essi
dovranno rendere ragione al tribunale divino anche degli stessi
reggitori d’uomini. Tu sai certo, o clementissimo figlio, che, pur
essendo per la tua dignità al di sopra degli uomini, tuttavia devi
piegare devotamente il capo dinanzi a coloro che sono preposti alle
cose divine, e da loro aspettare le condizioni della tua salvezza; e nel
ricevere i santissimi sacramenti e nell’amministrarli come compete, tu
sai che ti devi sottoporre agli ordini della religione […] e che pertanto
in queste questioni tu devi essere sottomesso al giudizio degli
ecclesiastici e non volere che essi siano obbligati alla tua volontà.
2. Cristianesimo e chiese FONTI
nell’alto medioevo (V-X secolo) STORICHE

I Franchi, popolo eletto:


il prologo della Lex salica (ca. 510)

L’illustre popolo dei Franchi, creato da Dio stesso, forte in


guerra, costante nei patti di pace, profondo nel giudizio, nel
corpo nobile, intatto nel candore, illustre nelle forme, audace,
impetuoso e fiero, convertito alla fede cattolica, immune
dall’eresia[…]. Viva chi ama i Franchi, Cristo custodisca il loro
regno, riempia del lume della grazia i loro corpi, protegga il loro
esercito, dia [ad esso] le difese della fede; il signore Gesù Cristo,
che propizia la pietà, conceda le gioie della pace e il tempo della
felicità ai loro dominatori.
È questo il popolo che, essendo forte e valoroso, dopo il
riconoscimento del battesimo ha ornato d’oro e di pietre
preziose i corpi dei santi martiri, che i Romani avevano bruciato
con il fuoco, mozzato con il ferro o gettato alle fiere.
2. Cristianesimo e chiese FONTI
nell’alto medioevo (V-X secolo) STORICHE

Il monachesimo in Occidente:
la Regola di Benedetto da Norcia (ca. 540)
L’ozio è nemico dell’anima, e perciò i fratelli in certe ore
devono essere occupati nel lavoro manuale, in altre ore nella
lettura divina. Di conseguenza riteniamo che entrambe le
occupazioni siano ripartite nel tempo con il seguente
ordinamento: da Pasqua fino alle calende di ottobre, uscendo al
mattino facciano i lavori necessari dalla prima fin quasi all’ora
quarta. Poi, dall’ora quarta fino all’ora in cui faranno la sesta,
attendano alla lettura. Dopo la sesta, alzandosi da tavola si
riposino nei loro letti in assoluto silenzio o, se qualcuno vorrà
leggere per conto suo, legga in modo da non disturbare nessuno.
[….] Se le esigenze del luogo o la povertà richiedono che essi si
occupino personalmente di raccogliere le messi, non se ne
affliggano, giacché allora sono veramente monaci, se vivono del
lavoro delle proprie mani, come i nostri padri e gli apostoli.
Tutto però sia fatto con misura, avendo riguardo per i deboli.
2.Cristianesimo e chiese FONTI
nell’alto medioevo (V-X secolo) STORICHE

Il monachesimo irlandese:
Liber poenitentialis di Finnian (metà VII sec.)

36. Se un laico avrà contaminato la moglie di un altro, o una vergine,


faccia penitenza per un anno intero a pane ed acqua e non si unisca a
sua moglie, e dopo un anno di penitenza sia riammesso alla
comunione, e dia un’elemosina per la propria anima, e non
commetta più fornicazione con un’estranea, finché avrà vita. […]
37. Se un laico avrà contaminato una vergine consacrata a Dio,
privandola del suo merito, e avrà generato da lei un figlio, faccia
penitenza per tre anni: nel primo anno stia a pane ed acqua, e vada
senza armi, e non si unisca a sua moglie; negli altri due si astenga dal
vino e dalla carne, e non si unisca a sua moglie.
2.Cristianesimo e chiese FONTI
nell’alto medioevo (V-X secolo) STORICHE

La conversione dei Sassoni:


Capitolare di Carlo Magno (fine VIII sec.)

2. Se qualcuno avrà trovato rifugio in una chiesa, nessuno osi


cacciarlo di lì con la forza, ma abbia pace finché non si presenti
davanti al placito, e per il rispetto di Dio e dei santi, e la riverenza
della sua chiesa, abbia salva la vita e non subisca mutilazione alcuna.
7. Se qualcuno, secondo il rito pagano, avrà fatto consumare
dalle fiamme il corpo di un defunto e avrà ridotto in cenere le sue
ossa, sarà punito con la pena capitale.
8. Se in seguito, nel popolo dei Sassoni, qualcuno che si celi tra
loro non battezzato avrà voluto nascondersi sdegnando di ricevere il
battesimo e preferendo rimanere pagano, sia messo a morte.
9. Se qualcuno avrà sacrificato un uomo al diavolo offrendolo
come vittima ai demoni secondo l’uso pagano, sia messo a morte.
10. Se qualcuno avrà congiurato con i pagani contro i cristiani, o
con loro si sarà ostinato ad osteggiare i cristiani, sia messo a morte.
2. Cristianesimo e chiese MATERIALI DI
APPROFONDIMENTO
nell’alto medioevo (V-X secolo)

Bisanzio e la lotta per l’iconoclastia

The Early Middle Ages, 284--1000: The Splendor of Byzantium


(lezione tenuta alla Yale University dal Prof. J. Freedman)
https://www.youtube.com/watch?v=wMrV4qZ0fao

The Icon Controversy - Christian History Made Easy


https://www.youtube.com/watch?v=46f-3rane14
3. I Longobardi in Italia
(secoli VI-VIII)
TEMI E CARTE FONTI MATERIALI DI
QUESTIONI GEOGRAFICHEI STORICHE APPROFONDIMENTO
TEMI E
3. I Longobardi in Italia (VI-VII sec.) QUESTIONI

Cronologia essenziale (568-774)


 568 Alboino guida il popolo in armi dalla
Pannonia in Italia
 574-584 “interregno”
 590 Autari è proclamato re
 643 Editto di Rotari
 712-744 regno di Liutprando
 728 donazione di Sutri
 751 Astolfo occupa Ravenna
 773-774 fine del regno Longobardo
TEMI E
3. I Longobardi in Italia (VI-VII sec.) QUESTIONI

Istituzioni e società
 la composizione sociale: arimanni, aldii, servi;
 le unità di insediamento: le fare;
 la gairethinx e l’elezione del re;
 Cariche e uffici:
- i duchi da capi militari a funzionari regi;
- i gastaldi e l’amministrazione del fisco regio;
- i gasindi e i legami personali;
- gli sculdasci e la distrettuazione minore;
 il diritto: il regolamento delle pene dal superamento
della faida privata al guidrigildo (multa in denaro)
CARTE
3. I Longobardi in Italia (VI-VII sec.) GEOGRAFICHE

L’Italia
dal 568 al 774
CARTE
3. I Longobardi in Italia (VI-VII sec.) GEOGRAFICHE

L’Italia
nel VII-VIII sec.
FONTI
3. I Longobardi in Italia (VI-VII sec.) STORICHE

Frontale dell’elmo di Agilulfo in lamina (ca. 600 d.C.),


Firenze, Museo Nazionale del Bargello
FONTI
3. I Longobardi in Italia (VI-VII sec.) STORICHE

La conversione al cattolicesimo (Paolo Diacono)

In questi giorni (nel 599) il sapientissimo e beatissimo Gregorio,


papa della città di Roma, che aveva già scritto molte opere per il
bene della santa Chiesa, compose anche quattro libri sulla vita dei
santi e chiamò l’opera Dialogo, cioè conversazione tra due persone,
perché lo aveva messo in forma di ragionamento con il suo diacono
Pietro. Il papa stesso inviò questi libri alla regina Teodolinda, che
sapeva essere dedita pienamente alla fede di Cristo e grande nel
fare il bene.
Anche per merito di questa regina la Chiesa di Dio ottenne grandi
benefici. Infatti i Longobardi, quando erano ancora immersi
nell’errore del paganesimo, si erano impadroniti di quasi tutti i beni
delle chiese. Ma, spinto dalle salutari suppliche di lei, il re si
converti alla fede cattolica ed elargì anche molti possessi alla Chiesa
di Cristo e riportò all’onore della consueta dignità i vescovi che si
trovavano in una condizione di avvilimento e di umiliazione.
FONTI
3. I Longobardi in Italia (VI-VII sec.) STORICHE

Il Proemio dell’Editto di Rotari:


la funzione della memoria di un popolo

Vogliamo che sia riunito tutto in un volume, perché sia


consentito a ciascuno vivere in pace nella legge e nella giustizia
e con questa consapevolezza impegnarsi contro i nemici e
difendere se stesso e il proprio paese. Tuttavia, sebbene le
cose stiano così, ci è parso utile per la memoria dei tempi
futuri ordinare che siano annotati in questa pergamena i nomi
dei re nostri predecessori, da quando i re cominciarono ad
essere nominati nella nostra stirpe dei Longobardi, così come
lo abbiamo appreso tramite gli anziani (segue l’elenco dei re).
FONTI
3. I Longobardi in Italia (VI-VII sec.) STORICHE

Un mito fondativo:
i Longobardi secondo Paolo Diacono
Racconta la tradizione antica una favola ridicola: cioè che i Vandali,
recatisi da Wodan, gli avrebbero chiesto la vittoria sui Vinnili; egli
avrebbe risposto che avrebbe dato la vittoria a quelli che per primi
avesse visto al sorgere del sole. Si dice che allora Gambara andasse
da Frea, la moglie di Godan, chiedendo la vittoria per i Vinnili, e
Frea le suggerisse che le donne dei Vinnili si sistemassero i capelli
sciolti intorno al viso così da farli sembrare barbe e appena giorno
si presentassero insieme agli uomini e si disponessero, per farsi
vedere anch’esse da Godan, da quella parte dove egli era solito
guardare dalla finestra verso oriente. E così si dice che fosse fatto. E
Godan, al sorgere del sole, vedendole, avrebbe detto: ‘Chi sono
questi lunghe-barbe?’. Allora Frea gli avrebbe suggerito di donare la
vittoria a quelli cui aveva attribuito il nome. E così Godan avrebbe
concesso la vittoria ai Vinnili. Queste sono cose degne di riso e
prive di qualsiasi valore. La vittoria non è stata infatti assegnata al
potere degli uomini, ma al contrario è amministrata dal cielo.
MATERIALI DI
3. I Longobardi in Italia (VI-VII sec.) APPROFONDIMENTO

I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)

(nome ufficiale dato dall’UNESCO ai sette gruppi


monumentali costituiscono il Sito UNESCO diffuso in più
luoghi)
Associazione «Italia Langobardorum»
http://longobardinitalia.it/index.php/it/
4. L’Europa dei Franchi
e l’impero carolingio (secoli VIII-IX)
TEMI E CARTE FONTI MATERIALI DI
QUESTIONI GEOGRAFICHEI STORICHE APPROFONDIMENTO
4.L’Europa dei Franchi CARTE
e l’impero carolingio (secoli VIII-IX) GEOGRAFICHE

Il regno
dei
Franchi
(V-IX sec.)
4. L’Europa dei Franchi TEMI E
e l’impero carolingio (secoli VIII-IX) QUESTIONI

Le istituzioni nel regno dei Franchi


(secoli VI-VIII)
 L’integrazione di un sistema ibrido basato su:
- vincoli personali a carattere militare (trustis)
- concezione territoriale del potere (comes)
 la concezione del potere come banno (ban, bannum)
 il ruolo dell’aristocrazia e delle clientele armate
 la concessione dell’immunità alle chiese

Gli avvenimenti più importanti nell’VIII secolo:


• 732 Carlo Martello sconfigge gli arabi a Poitiers
• 751 Pipino il breve depone l’ultimo re merovingio
• 754 papa Stefano II consacra Pipino patricius Romanorm
4.L’Europa dei Franchi CARTE
e l’impero carolingio (secoli VIII-IX) GEOGRAFICHE

Il regno dei
Franchi
alla fine del
sec. VIII
4. L’Europa dei Franchi TEMI E
e l’impero carolingio (secoli VIII-IX) QUESTIONI

I caratteri distintivi dell’impero


carolingio (IX secolo)
 Sovranazionalità e coordinamento dei diversi regni
 L’impalcatura istituzionale dello Stato:
 - conti (comites), marchesi (marchiones), duchi (duces):
agenti territoriali del potere regio a capo di circoscrizioni
(hoste, via, ac placito: poteri militari e giudiziari);
 - vassi dominici: un funzionariato di provata fedeltà;
 - missi dominici: inviati regi con funzioni di controllo.
 I fattori unificanti:
 La moneta: il denaro argenteo
 (1 lira = 20 soldi = 240 denari);
 La cultura: la Schola Palatina (Acquisgrana);
 La scrittura: la minuscola carolina e l’unificazione grafica.
4.L’Europa dei Franchi CARTE
e l’impero carolingio (secoli VIII-IX) GEOGRAFICHE

Le divisioni
dell’impero nel
IX sec.
4. L’Europa dei Franchi TEMI E
e l’impero carolingio (secoli VIII-IX) QUESTIONI

La divisione e la fine dell’impero carolingio (814-888)

Ludovico il Pio (814-40): accentuazione dei caratteri cristiani e sacrali


 817: Ordinatio imperii: Ludovico, Pipino, Lotario, poi Carlo (il Calvo)
 824 Constitutio romana: giuramento di fedeltà del papa
La conflittualità fra i figli di Ludovico:
 842: giuramento di Strasburgo (Carlo e Ludovico),
 843: trattato di Verdun (nascita di tre regni autonomi)
Carlo il Grosso: ricomposizione effimera e deposizione dall’aristocrazia
tedesca (888)

Emergere di aree regionali e frammentazione del potere =


laboratorio di tradizioni politiche e forme istituzionali nuove.

I regni postcarolingi e gli spazi nazionali:


 Italia - 888-961: il Regnum Italiae e le rivalità fra le grandi famiglie
territoriali (Spoleto, Friuli, Toscana, Ivrea)
 Francia - 987: ricomposizione di un Regnum Franciae da parte di Ugo
Capeto,
 Germania – X secolo: il regnum Theotonicum e l’egemonia
dell’aristocrazia sassone.
4. L’Europa dei Franchi FONTI
e l’impero carolingio (secoli VIII-IX) STORICHE

La conversione dei Sassoni:


Capitolare della Sassonia (fine VIII sec.)

2. Se qualcuno avrà trovato rifugio in una chiesa, nessuno osi


cacciarlo di lì con la forza, ma abbia pace finché non si presenti davanti
al placito, e per il rispetto di Dio e dei santi, e la riverenza della sua
chiesa, abbia salva la vita e non subisca mutilazione alcuna.
7. Se qualcuno, secondo il rito pagano, avrà fatto consumare dalle
fiamme il corpo di un defunto e avrà ridotto in cenere le sue ossa, sarà
punito con la pena capitale.
8. Se in seguito, nel popolo dei Sassoni, qualcuno che si celi tra loro
non battezzato avrà voluto nascondersi sdegnando di ricevere il
battesimo e preferendo rimanere pagano, sia messo a morte.
9. Se qualcuno avrà sacrificato un uomo al diavolo offrendolo come
vittima ai demoni secondo l’uso pagano, sia messo a morte.
10. Se qualcuno avrà congiurato con i pagani contro i cristiani, o con
loro si sarà ostinato ad osteggiare i cristiani, sia messo a morte.
4. L’Europa dei Franchi FONTI
e l’impero carolingio (secoli VIII-IX) STORICHE

Statuetta di Carlomagno
(inizio IX sec.),
Parigi, Museo del Louvre
4. L’Europa dei Franchi FONTI
e l’impero carolingio (secoli VIII-IX) STORICHE

Carlo Magno secondo il biografo Eginardo

Carlo vestiva secondo il costume nazionale dei Franchi: sul corpo


una camicia di lino e il panno femorale; sopra una tunica bordata di
seta e calzoni; calzari ai piedi e fasce attorno alle gambe; un
panciotto di pelle di lontra o di martora gli proteggeva d’inverno le
spalle e il petto; indossava un mantello blu e si cingeva sempre di
una daga; la cui elsa e bandoliera erano d’oro e d’argento. Talvolta
usava una spada con l’impugnatura gemmata, ma solamente nelle
festività più importanti o quando riceveva delegazioni straniere. In
effetti egli ricusava le vesti di foggia straniera, sebbene fossero
bellissime, e non sopportava d’indossarle se non a Roma, dove la
prima volta su richiesta del pontefice Adriano e la seconda volta per
istanza del successore di quello.
4. L’Europa dei Franchi FONTI
e l’impero carolingio (secoli VIII-IX) STORICHE

L’incoronazione a Roma di Carlo Magno


secondo il biografo Eginardo

Fra le cause della sua ultima venuta ci fu anche il motivo che i Romani
avevano costretto papa Leone a invocare sua la protezione, avendogli
fatto subire molte violenze. Perciò venne a Roma per rimettere a posto la
situazione della Chiesa, che era diventata molto confusa, e vi si trattenne
per tutto il periodo invernale.
In questo periodo prese il titolo di imperatore e di Augusto. Il che
dapprima lo contrariò a tal punto che giunse a dichiarare che in quel
giorno, anche se era una delle più grandi festività, mai sarebbe entrato in
chiesa se avesse potuto supporre quale era il progetto del pontefice. In
seguito però sopportò con grande tolleranza l’odio suscitato dall’aver egli
assunto quel titolo, sdegnandosi soprattutto di ciò gli imperatori romani,
vinse la loro arrogante fierezza con la sua magnanimità, nella quale
indubbiamente li superava di gran lunga, e ottenne ciò mandando loro
frequenti ambascerie e chiamandoli ‘fratelli’ nelle sue lettere.
4. L’Europa dei Franchi FONTI
e l’impero carolingio (secoli VIII-IX) STORICHE

L’incoronazione a Roma di Carlo Magno secondo il


Liber pontificalis

Il re, essendosi recato nella basilica del beato Pietro Apostolo, vi fu


ricevuto con grande onore, fece riunire nella medesima chiesa
arcivescovi, vescovi, abati e tutta la nobiltà dei Franchi e dei Romani. […]
Essendo arrivato il giorno del Natale di Nostro Signore Gesù Cristo, si
riunirono tutti insieme di nuovo nella medesima basilica del beato Pietro
apostolo. E allora il venerabile e benefico presule incoronò [Carlo] con le
sue mani con una preziosissima corona. Allora tutti i fedeli Romani,
vedendo quanta protezione e amore aveva avuto per la santa Chiesa
romana e per il suo vicario, per volontà di Dio e del beato Pietro
possessore delle chiavi del Regno dei Cieli esclamarono all’unanimità
con voce altisonante: “A Carlo, piissimo augusto coronato da Dio, grande
e pacifico imperatore, vita e vittoria!” Fu detto per tre volte, davanti alla
sacra confessione del beato Pietro apostolo, invocando
contemporaneamente parecchi santi; e così da tutti fu fatto imperatore
dei Romani.
MATERIALI DI
APPROFONDIMENTO

Carlo Magno, l’impero e la rinascita culturale


Carlo Magno, puntata de «Il tempo e la storia» con A. Barbero:
http://www.raistoria.rai.it/articoli-programma/carlo-
magno/24138/default.aspx

(in English):
Professor Freedman (Yale University) discusses the Carolingian
https://www.youtube.com/watch?v=diwsP8eOpvE
Charlemagne and the Carolingian Revival (Smart History)
https://www.youtube.com/watch?v=pyDPJENZOs0
5. L’Europa feudale
e i poteri locali (secoli IX-XI)
TEMI E CARTE FONTI MATERIALI DI
QUESTIONI GEOGRAFICHE STORICHE APPROFONDIMENTO
TEMI E
5. L’Europa feudale e i poteri locali (secoli IX-XI) QUESTIONI

Il feudalesimo: il concetto

La Rivoluzione francese: l’abolizione dei diritti feudali


(1789) come superamento dell’antico regime
Le principali accezioni storiografiche del termine:
 economica (Marx): si basa sulla organizzazione
servile del lavoro agricolo;
 sociale (Bloch): definisce tutta la società
dell’Occidente medievale fra IX e XII secolo;
 politica (Ganshof, Mitteis): designa una forte
frammentazione del potere statale.
TEMI E
5. L’Europa feudale e i poteri locali (secoli IX-XI) QUESTIONI

Il feudalesimo: origine e sviluppi

Nella Gallia merovingica (VI-VIII sec.) convergono


due istituti molto diversi fra loro:
 la commendatio (di tradizione romana)
 la trustis (di tradizione franca)
Nello stato carolingio le clientele armata vengono
massicciamente utilizzate:
 per creare raccordi fra re e aristocrazie
 per rifondare l’esercito
TEMI E
5. L’Europa feudale e i poteri locali (secoli IX-XI) QUESTIONI

Il rapporto vassallatico-beneficiario:
gli elementi fondanti

Un rapporto “sinallagmatico” (giuridicamente comporta una


reciprocità d’impegno)
Signore (dominus):
 accorda protezione
 offre un mantenimento
Vassallo (vassus)
 fornisce aiuto militare (auxilium)
 partecipa al placito (consilium)
Beneficio (beneficium), dall’XI secolo ‘feudo’:
 pegno del rapporto pattuito
 mezzo di ricompensa del vassallo
TEMI E
5. L’Europa feudale e i poteri locali (secoli IX-XI) QUESTIONI

Un falso storiografico:
la ‘piramide feudale’

Un ‘luogo comune’
nei manuali
scolastici di storia
TEMI E
5. L’Europa feudale e i poteri locali (secoli IX-XI) QUESTIONI

Il feudalesimo: il rituale
Si definisce non prima dell’XI secolo:
homagium (immixtio manus)
sacramentum
investitura (simboli: zolla o fuscello)
osculum

Senior,
dominus
Vassus, vasallus,
valvassor o fidelis
TEMI E
5. L’Europa feudale e i poteri locali (secoli IX-XI) QUESTIONI

Un triplice processo imitativo:


diritti di tipo pubblicistico
Signori laici Conti
concretezza del dominio
sui contadini

immunità immunità
Enti ecclesiastici
TEMI E
5. L’Europa feudale e i poteri locali (secoli IX-XI) QUESTIONI

La società nel pieno medioevo:


la teoria trifuzionale

oratores laboratores

bellatores
5. L’Europa feudale CARTE
e i poteri locali (secoli X-XII) GEOGRAFICHE

Il trionfo dei poteri locali in uno


schema proposto da G. Sergi
FONTI
5. L’Europa feudale e i poteri locali (secoli IX-XI) STORICHE

Diploma dell’imperatore Ottone I al vescovo di Parma (962)


In nome della santa e individuale Trinità. Ottone per divina disposizione della
Provvidenza imperatore augusto. Siccome crediamo di essere assurti al vertice
imperiale per provvedere alle necessità di tutti e in particolare a quelle delle chiese
di Dio, non dubitiamo che se a esse avremo provveduto molto gioverà alla
stabilità del nostro impero e all’aumento di vita eterna. Poiché è nota a tutti i
fedeli della santa chiesa e nostri, presenti e futuri, la solerzia con cui il vescovo
della chiesa di Parma Uberto venendo alla nostra clemenza ha richiesto che,
secondo il costume dei nostri predecessori, favorissimo la sua chiesa con
l’aumento di quei diritti che sono sottoposti all’autorità regia e alla pubblica
amministrazione e specialmente di quelli dal cui esercizio da parte dei funzionari
pubblici del comitato la chiesa viene aggredita, in particolare [egli ha richiesto che]
trasferissimo dal diritto pubblico al diritto della chiesa il controllo e il distretto
sulle persone e cose tanto appartenenti all’intero clero dell’episcopato in qualsiasi
luogo si trovino, quanto appartenenti agli uomini che abitano all’interno della
città, affinché abbia il potere di deliberare, giudicare e intervenire sulle persone e
le cose del suddetto clero quanto sugli uomini che abitano all’interno di tale città e
sulle loro cose e servitù, come se fosse presente il nostro conte palatino […].
FONTI
5. L’Europa feudale e i poteri locali (secoli IX-XI) STORICHE

(segue)
Concediamo e doniamo, trasferiamo interamente dal nostro diritto e dominio al
diritto e dominio suo, e a lui affidiamo le mura della stessa città, la giurisdizione, la
regolamentazione del mercato e ogni pertinenza della pubblica amministrazione
tanto all’interno della città quanto all’esterno per un raggio di 3 miglia, […] le vie
regali, il decorso delle acque e ogni terra colta e incolta ivi adiacente e qualsiasi
altra cosa di pubblica pertinenza.
Inoltre concediamo che tutti gli uomini che abitano all’interno della predetta città
e dei predetti confini, ovunque abbiano possessi ereditati o acquistati, tanto nel
comitato di Parma quanto nei comitati vicini, non siano costretti a corrispondere
nessuna prestazione a nessuna persona del nostro regno, né a intervenire al placito
fuorché a quello del vescovo di Parma, ma abbia tale vescovo l’autorità pari a
quella del nostro conte di palazzo nell’intervenire, deliberare, giudicare su tutto il
patrimonio e i dipendenti. […]
Se qualcuno violerà il nostro precetto, sappia che dovrà pagare 1.000 lire d’oro,
metà alla nostra camera e metà al vescovo della stessa chiesa.
5. L’Europa feudale CARTE
e i poteri locali (secoli X-XII) GEOGRAFICHE

L’Europa nel Mille


MATERIALI DI
APPROFONDIMENTO

LI ‘classici’ della storiografia del Novecento:


 M. Bloch, La société féodale (1939)
 G. Duby, La société aux XIe e XIIe siècles dans la
région maconnaise (1952)
 P. Toubert, Les structures du Latium médiéval. Le
Latium méridional et la Sabine di IXe à la fin di XIIe
siècle (1973)
 J.-P. Poly, E. Bournazel, La mutation féodale: Xe e XIIe
siècles (1980)
6. Economie, paesaggi, società
(secoli IX-XII)
TEMI E CARTE FONTI MATERIALI DI
QUESTIONI GEOGRAFICHEI STORICHE APPROFONDIMENTO
TEMI E
6. Economie, paesaggi, società (secoli IX-XII) QUESTIONI

La fine dell’economia antica


e la ‘tesi Pirenne’
 Continuità e fratture nel mondo tardo antico;
 Il Mediterraneo come «lago musulmano»
(Henry Pirenne, Maometto e Carlomagno , 1937)
 Il rischio dell’anacronismo (Polanyi)
 Il ruolo dei commerci e dell’economia agraria
 Terre e boschi: l’economia silvo-pastorale
 La monetazione: al plurimetallismo al
monometallismo
CARTE
6. Economie, paesaggi, società (secoli IX-XII)
GEOGRAFICHE

Il Mediterraneo nel secolo VIII


TEMI E
6. Economie, paesaggi, società (secoli IX-XII) QUESTIONI

L’economia agraria : il sistema curtense


Due elementi complementari:
 dominicum: conduzione diretta (servi);
 massaricium: conduzione indiretta (coloni) bannum)

Le corvées: prestazioni d’opera dei coloni nel dominicum


I livelli produttivi: tesi «minimalista» (Toubert)
vs dinamismo (Wickham)

Curtis = «unità teorica e gestionale»

Insediamenti rurali: i villaggi


FONTI
6. Economie, paesaggi, società (secoli IX-XII) STORICHE

Il capitulare de villis (fine VIII sec.)


1. Vogliamo che le nostre ville, che abbiamo istituito per il nostro profitto,
siano sfruttate integralmente a nostro vantaggio e non all’altrui.
5. Quando i nostri giudici devono occuparsi dei lavori agresti sulle nostre
terre: seminare, arare e raccogliere le messi, falciare il fieno o vendemmiare,
ciascuno di loro in ogni località, al momento di eseguire questi lavori,
provveda e regoli le cose in modo che tutto si svolga nel modo migliore.
7. Che ciascuno dei giudici adempia pienamente al suo compito, come gli è
stato prescritto; e se fosse necessario lavorare di più, faccia calcolare se si
debba aumentare il carico di lavoro o le giornate lavorative.
20. Ogni giudice faccia sempre arrivare ogni anno alla corte prodotti in
abbondanza.
26. I fattori non devono avere sotto la loro tutela più terra di quanta possono
percorrere e sorvegliare in un giorno.
32. Ogni intendente provveda a rifornirsi delle sementi migliori,
acquistandole o in altro modo.
33. Effettuati i suddetti approvvigionamenti, e terminata la semina, tutto ciò
che sarà restato di ogni prodotto sia conservato fino a nostro ordine, finché
non sia messo in vendita o tenuto di riserva le nostre disposizioni.
55. Vogliamo che i nostri giudici facciano annotare in un inventario tutto ciò
che hanno consegnato, messo da parte o impiegato a nostro uso, e in un altro
quello che avranno speso; e ci informino con un inventario delle rimanenze.
TEMI E
6. Economie, paesaggi, società (secoli IX-XII) QUESTIONI

La società agraria: coloni e servi

Alto medioevo: fine della schiavitù antica e varietà giuridica:

 servi casati : dispongono di abitazione per la famiglia;


 servi prebendarii : soggetti a vincoli giuridici più cogenti

Anacronismo del concetto «servi della gleba» (concetto


derivante dal diritto romano: adscriptio glebae)

Presenza di alloderi (liberi proprietari)

Varietà di forme di conduzione della terra (contratti agrari)


FONTI
6. Economie, paesaggi, società (secoli IX-XII) STORICHE
Patto tra la badessa di S. Sisto e gli uomini di Guastalla, 1102
In nome della santa e indivisa Trinità. Nell’anno millesimo centesimo secondo
dall’Incarnazione di nostro Signore Gesù Cristo, il sesto giorno del mese di luglio,
indizione decima. Non è possibile ritenere con la memoria tutte le azioni che vengono
compiute, pertanto è giusto che esse vengano annotate per iscritto. Così vogliamo
che siano manifesti a tutti i nostri fedeli il patto e la convenzione stipulati da me,
Imilda, badessa per volontà di Dio nel monastero dei SS. Sisto e Fabiano in Piacenza,
e dal mio avvocato Opizo con gli uomini della curtis di Guastalla.
Nei loro confronti non dovrà essere compiuto alcun atto di offesa e di violenza, senza
ragione e senza un giudizio di legge, da parte mia, dei miei uomini o di chi mi
succederà, sia nell’ambito del castello – dove avremo diritto solo al reddito annuo di
un ranucinus per ogni tavola – sia nel borgo – dove avremo diritto solo al reddito
annuo di un denaro della moneta in corso, per ogni tavola – sia sulla riva [del Po]. Qui
continueremo a riscuotere il ripatico, nella misura conveniente e legittima, dai
forestieri, mentre dichiariamo esenti le persone originarie del luogo e quei
commercianti che ivi risiedono; quanto all’altra imposta, il teloneo […], la doniamo
insieme con i porti agli uomini di Guastalla, perché ne abbiano il possesso in comune.
Concedo inoltre a tutti gli uomini di curia di Guastalla, che intendano mantenere un
cavallo da combattimento per difendere la libertà della chiesa e la propria, il
possesso di tutti i beni che hanno in feudo, con tutte le prerogative ad essi inerenti.
Quanto ai coltivatori, essi saranno tenuti nei confronti della badessa suddetta e di chi
le succederà a compiere lavori sulle braide e nelle vigne, a dare un porco e un
montone, la terza o la quarta parte dei prodotti, il legname. A titolo di albergaria
daranno un sestario di pane e di vino per ogni iugero di terra, nonché lo strame e il
letto.
Non vi siano altre imposizioni; e se una delle parti subirà offesa dall’altra, sia risarcita
entro trenta giorni in base al giudizio di tre degli uomini maggiori.
TEMI E
6. Economie, paesaggi, società (secoli IX-XII) QUESTIONI

Insediamenti e villaggi nell’alto medioevo


TEMI E
6. Economie, paesaggi, società (secoli IX-XII) QUESTIONI

Signoria fondiaria e signoria territoriale


TEMI E
5. L’Europa feudale e i poteri locali (secoli IX-XI) QUESTIONI

La società nel pieno medioevo:


la teoria trifuzionale

oratores laboratores

bellatores
FONTI
6. Economie, paesaggi, società (secoli IX-XII) STORICHE

L’Anno Mille: continuità e trasformazioni


Quasi tutte le città della Gallia e dell’Italia subirono danni provocati da incendi. Anche la
stessa città di Roma fu distrutta in gran parte da un incendio, durante il quale il fuoco si
appicco addirittura alle travature della chiesa di San Pietro, e avvampando sotto la
copertura del soffitto cominciò a bruciare le parti in legno. La grande folla dei presenti,
visto l’incendio e non trovando alcun mezzo per scongiurare il pericolo, tutta insieme si
diresse con grida angosciate verso l’altare della confessione del principe degli apostoli,
e gridò che se in quella circostanza l’apostolo non fosse stato vigile protettore della sua
chiesa, molti nel mondo avrebbero abbandonato la fede. Subito le fiamme divoratrici
andarono smorzandosi sulle travature d’abete e poi si spensero. […] In quel tempo una
terribile malattia travagliava gli uomini: un fuoco nascosto consumava e staccava le
membra che aveva colpito. Molti furono completamente divorati da questo fuoco in una
sola notte. […] In quello stesso tempo si verificò in tutto l’occidente una grandissima
carestia che durò cinque anni: non vi fu regione in cui non regnasse la miseria e non
mancasse il pane. Molta gente morì consumata dall’inedia. Allora in molti paesi per la
fame atroce si arrivò al punto di cibarsi non solo della carne di animali immobili e di
rettili, ma addirittura di carne umana di uomini, donne e bambini, e non vi fu alcun
vincolo di parentela che potesse impedirlo. La crudeltà della fame era arrivata a tal
punto che i figli già adulti divoravano le carni delle madri e queste quelle dei bambini
più piccoli, senza più alcun sentimento di amore materno.
Mentre ci si avvicinava al terzo anno dopo il Mille, in quasi tutto il mondo, ma soprattutto
in Italia e in Gallia, furono rinnovati gli edifici delle chiese. Benché la maggior parte di
esse, essendo costruzioni solide, non avesse bisogno di restauri, tuttavia le genti
cristiane sembravano gareggiare tra loro per edificare chiese che fossero le une più
belle delle altre. Era come se il mondo stesso, scuotendosi, volesse spogliarsi della sua
vecchiezza per rivestirsi di un bianco manto di chiese. I fedeli, infatti, non solo
abbellirono quasi tutte le cattedrali e le chiese dei monasteri dedicate a diversi santi,
ma persino le cappelle minori poste nei villaggi. (Rodolfo il Glabro, Cronaca)
TEMI E
6. Economie, paesaggi, società (secoli IX-XII) QUESTIONI

Dopo il Mille: l’espansione agraria


Fattori tecnologici e sfruttamento di fonti energetiche:

 giogo frontale dei buoi


 collare del cavallo
 aratro in metallo con versoio
 rotazione triennale
 mulini ad acqua

Ampliamento degli spazi coltivati:


 dissodamenti
 bonifiche
 Colonizzazione: «villenuove» e «borghi franchi»
FONTI
6. Economie, paesaggi, società (secoli IX-XII) STORICHE

Il lavoro nelle
campagne
(ms, XI sec.)
FONTI
6. Economie, paesaggi, società (secoli IX-XII) STORICHE
Mercato e fiere nelle città: Vercelli, 913
Nel nome del Signore Dio eterno. Berengario per grazia di Dio re. Sia noto a tutti i
fedeli della santa chiesa e nostri presenti e futuri che, su richiesta del
gloriosissimo marchese Adalberto, nostro genero amatissimo e dell'illustre conte
Grimaldo, fedeli nostri, doniamo e concediamo, con il presente decreto alla chiesa
della santa Madre di Dio e di S. Eusebio di Vercelli, per uso e sostentamento dei
canonici che ivi servono Dio, il luogo detto un tempo Corte Regia, […], con case e
rustici, dipendenti, diritti di mercato, di piazza e ogni altro diritto connesso con
l'amministrazione pubblica.
Aggiungiamo anche due mulini che sono sul Rivofreddo con entrambe le sponde
del torrente fino al fiume Sarva. Concediamo poi oltre a questo ai canonici il
pubblico mercato [cioè la fiera] che ogni primo giorno di agosto si tiene in
occasione della festa di S. Eusebio, sette giorni prima della festa e sette giorni
dopo continuativamente, e il mercato settimanale che si tiene ogni sabato, per
tutta la giornata.
Inoltre concediamo la metà della parte dominicale della stessa corte ricordata
sopra, tanto delle case quanto degli edifici rustici, delle vigne, dei prati, delle
terre, delle selve, delle peschiere e di ogni cosa che pertiene legalmente a detta
corte. Doniamo anche una piccola corte in nostro possesso a […], con cinque
mansi e servi, serve e dipendenti che legalmente dipendono da questa piccola
corte con tutti i diritti più sopra elencati. Tutto quanto era di diritto del nostro
palazzo sia ora in uso dei canonici della chiesa di S. Maria e di S. Eusebio.
Dato il 26 gennaio dell'anno dell'incarnazione del Signore 913, venticinquesimo di
regno del piissimo Berengario, prima indizione. Fatto a Monza felicemente nel
nome di Cristo. Amen.
7. La Chiesa e il papato universale
(secoli XI-XIII)
TEMI E MATERIALI DI
QUESTIONI APPROFONDIMENTO

CARTE
FONTI
GEOGRAFICHEI
STORICHE
TEMI E
7. La Chiesa e il papato universale (secoli XI-XIII) QUESTIONI

Progetti di riforma nell’XI secolo

 Riforma monastica:
 congregazione cluniacense;
 eremitismo e cenobitismo: nuove forme
 ‘monastizzazione’ del clero.
 Moralizzazione dei costumi del clero:
 lotta contro la simonia e il nicolaismo;
 affermazione stabile del celibato;
 movimenti pauperistici e nuove istanze:
la pataria milanese.
FONTI
7. La Chiesa e il papato universale (secoli XI-XIII) STORICHE

Urbano II consacra la nuova chiesa abbaziale di Cluny (1095)


FONTI
7. La Chiesa e il papato universale (secoli XI-XIII) STORICHE

La pataria milanese secondo il cronista


Arnolfo da Milano (IIa metà XI secolo)
Un diacono del clero decumano di nome Airaldo, allevato nel lusso e caricato
di onori dal vescovo Guido, mentre era impegnato negli studi divenne un
severissimo interprete della legge divina, applicando soltanto al clero i suoi
duri giudizi. E poiché non era molto ascoltato, essendo di nascita umile,
pensò bene di associarsi Landolfo, che era più nobile e più adatto a queste
cose, e divenne suo assiduo compagno. Landolfo, che era più capace di
parlare in pubblico, e amava essere applaudito, si abituò a prendere la
parola, usurpando contro l’usanza il compito della predicazione, che spetta
alla Chiesa. Costui, che non aveva alcun grado ecclesiastico, imponeva un
grave giogo alla nuca dei consacrati; mentre invece il giogo di Cristo è lieve e
soave il suo peso … Per cui, preso il comando, impose a tutti i laici un
giuramento comune, pretendendo di voler combattere lo scempio degli ordini
sacri e le consacrazioni a pagamento. E dopo un po’ costrinse a giurare
anche i chierici. A partire da quel momento una gran folla di uomini e donne
lo seguiva ovunque, e restava a fargli la guardia anche di notte; tutti costoro,
a una voce, disprezzano le chiese e avviliscono, con gli officianti, gli stessi
uffici divini, vedendo la simonia dappertutto. E gli altri del popolo li
chiamarono ironicamente Patarini. Quanto ad Arialdo, se ne va a Roma e
venne subito accolto con favore dai Romani. Che rivendicano il primato per
diritto apostolico, ma in realtà è chiaro che vogliono comandare dappertutto
e sottomettere ogni cosa al loro potere.
TEMI E
7. La Chiesa e il papato universale (secoli XI-XIII) QUESTIONI

L’affermazione del primato papale


 Libertas Ecclesiae vs Reichskirche («sistema della
chiesa imperiale»):
 «lotta per le investiture» (metà XI secolo – 1122);
 Nuove procedure di elezione del papa:
 Decretum in electione papae (1059);
 La desacralizzazione del potere imperiale:
 Dictatus papae (1075);
 Una nuovo spazio europeo:
 lo scisma di Michele Cerulario (1054);
 Nascita dell’idea di crociata:
 Urbano II e l’appello di Clermont Ferrand (1095);
 la reconquista in Spagna (XI secolo – 1492).
FONTI
7. La Chiesa e il papato universale (secoli XI-XIII) STORICHE

Gregorio VII: il Dictatus papae (1075)


FONTI
7. La Chiesa e il papato universale (secoli XI-XIII) STORICHE

Gregorio VII: il Dictatus papae (1075)


I. Che la Chiesa Romana è stata fondata direttamente da Dio.
II. Che solo il pontefice romano ha il diritto di chiamarsi universale.
III. Che lui solo può deporre i vescovi o perdonarli.
VII. Che a lui solo è lecito stabilire nuove leggi, organizzare nuove pievi,
trasformare una canonica in abbazia e viceversa, suddividere una diocesi.
VIII. Che egli solo può usare le insegne imperiali.
IX. Che solo al papa tutti i principi devono baciare i piedi.
X. Che solo il suo nome dev’essere recitato nelle chiese.
XI. Che lui solo nel mondo può portare questo nome.
XII. Che gli sia lecito deporre gli imperatori.
XIV. Che in ogni diocesi possa ordinare chierici a suo piacimento.
XVI. Che nessun sinodo si può chiamare generale senza suo ordine.
XIX. Che non possa essere giudicato da nessuno.
XX. Che nessuno osi condannare chi si appella alla sede apostolica.
XXII. Che la Chiesa Romana non ha mai sbagliato e come attesta la Scrittura
non sbaglierà mai.
XXVI. Che non sia considerato cattolico chi non è d’accordo con la Chiesa
Romana.
XXVII. Che può assolvere i sudditi dalla fedeltà dovuta agli iniqui.
FONTI
7. La Chiesa e il papato universale (secoli XI-XIII) STORICHE

Matilde di Canossa riceve l’imperatore Enrico


IV (1077) insieme a Ugo, abate di Cluny
CARTE
7. La Chiesa e il papato universale (secoli XI-XIII)
GEOGRAFICHE

La cristianità
alla fine del
secolo XI
FONTI
7. La Chiesa e il papato universale (secoli XI-XIII) STORICHE

L’appello di Urbano II a Clermont (1095)


Poiché, o figli di Dio, gli avete promesso di osservare tra voi la pace e
di custodire fedelmente le leggi con maggior decisione di quanto
siate soliti, è il caso d’impegnare la forza della vostra onestà in
qualche altro servizio a vantaggio di Dio e vostro. È necessario che vi
affrettiate a soccorrere i vostri fratelli orientali, che hanno bisogno
del vostro aiuto e lo hanno spesso richiesto. Infatti, come a molti di
voi è già stato detto, i Turchi, gente che viene dalla Persia e che ormai
ha moltiplicato le guerre occupando le terre cristiane sino ai confini
della Romània uccidendo molti e rendendoli schiavi, rovinando le
chiese, devastando il regno di Dio, sono giunti fino al Mediterraneo
cioè al Braccio di San Giorgio [il Bosforo]. Se li lasciate agire ancora
per un poco, continueranno ad avanzare opprimendo il popolo di Dio.
Per la qual cosa insistentemente vi esorto - anzi non sono io a farlo,
ma il Signore - affinché voi persuadiate con continui incitamenti,
come araldi di Cristo [si rivolge ai partecipanti al concilio], tutti, di
qualunque ordine (cavalieri e fanti, ricchi e poveri), affinché
accorrano subito in aiuto ai cristiani per spazzare dalle nostre terre
quella stirpe malvagia. Lo dico ai presenti e la comando agli assenti,
ma è Cristo che lo vuole. Per tutti quelli che partiranno, se
incontreranno la morte in viaggio o durante la traversata o in
battaglia contro gli infedeli, vi sarà l’immediata remissione dei
peccati: ciò io accordo ai partenti per l’autorità che Dio mi concede.
CARTE
7. La Chiesa e il papato universale (secoli XI-XIII)
GEOGRAFICHE

Le prime quattro crociate (1096-1204)


FONTI
7. La Chiesa e il papato universale (secoli XI-XIII) STORICHE

San Giacomo matamoros, Spagna, XII secolo.


TEMI E
7. La Chiesa e il papato universale (secoli XI-XIII) QUESTIONI

La teocrazia papale
Innocenzo III (1198-1216):

 Papa = vicarius Christi, non più soltanto


successore di Pietro;
 plenitudo spritualium e latitudo temporalium;
 moltiplicazione dei simboli: chiavi, cattedra;
 IV Concilio Lateranense (1215);
 rilancio dell’idea di crociata e applicazione
contro gli eretici;
 nascita effettiva dello Stato della Chiesa.
FONTI
7. La Chiesa e il papato universale (secoli XI-XIII) STORICHE

La cosiddetta Cattedra di San Pietro (sec. IX), Città del Vaticano, Basilica di S. Pietro
TEMI E
7. La Chiesa e il papato universale (secoli XI-XIII) QUESTIONI

Il contrasto all’eresia (XII-XII sec.)


 in negativo - la repressione:
eresia da ‘reato d’opinione’ a crimine penalmente
perseguibile Tribunale dell’Inquisizione (1231)

 in positivo - istituzione di nuovi Ordini tesa a contrastare


sul piano pastorale le dottrine eretiche:

Ordini Mendicanti

Frati Predicatori Frati Minori


FONTI
7. La Chiesa e il papato universale (secoli XI-XIII) STORICHE

San Domenico
di Guzman
(Firenze, S.
Maria Novella)
FONTI
7. La Chiesa e il papato universale (secoli XI-XIII) STORICHE

Il sogno di Innocenzo III, Assisi,


Basilica Superiore.
FONTI
7. La Chiesa e il papato universale (secoli XI-XIII) STORICHE

Affreschi nella cappella di S. Silvestro, Roma, Basilica dei SS. Quattro Coronati (1244)
8. La teocrazia papale
e l’impero degli Svevi (secoli XII-XIII)
TEMI E MATERIALI DI
QUESTIONI APPROFONDIMENTO

CARTE
FONTI
GEOGRAFICHEI
STORICHE
TEMI E
8. Teocrazia papale e impero degli Svevi (secoli XII-XIII) QUESTIONI

Il papato e l’affermazione teocratica


Innocenzo III (1198-1216):
Papa = vicarius Christi, non solo successore di Pietro;
 plenitudo spritualium e latitudo temporalium;
 moltiplicazione dei simboli: chiavi, cattedra;
 IV Concilio Lateranense (1215);
 rilancio dell’idea di crociata e applicazione contro
gli eretici;
 nascita effettiva dello Stato della Chiesa.
Innocenzo IV (1243-1254)
 intensificazione del processo di imitatio imperii;
 Concilio di Lione (1245): deposizione di Federico II.
FONTI
8. Teocrazia papale e impero degli Svevi (secoli XII-XIII) STORICHE

La cosiddetta Cattedra di San Pietro (sec. IX), Città del Vaticano, Basilica di S. Pietro
FONTI
8. Teocrazia papale e impero degli Svevi (secoli XII-XIII) STORICHE

Viterbo, Palazzo
dei Papi , facciata
(metà XIII secolo)
TEMI E
8. Teocrazia papale e impero degli Svevi (secoli XII-XIII) QUESTIONI

Il contrasto all’eresia (XII-XII sec.)


 in negativo - la repressione:
eresia da ‘reato d’opinione’ a crimine penalmente
perseguibile Tribunale dell’Inquisizione (1231)

 in positivo - istituzione di nuovi Ordini, tesi a contrastare


sul piano pastorale le dottrine eretiche:

Ordini Mendicanti

Frati Predicatori Frati Minori


FONTI
8. Teocrazia papale e impero degli Svevi (secoli XII-XIII) STORICHE

San Domenico
di Guzman
(Firenze, S.
Maria Novella)
FONTI
8. Teocrazia papale e impero degli Svevi (secoli XII-XIII) STORICHE

Il sogno di Innocenzo III, Assisi,


Basilica Superiore.
FONTI
8. Teocrazia papale e impero degli Svevi (secoli XII-XIII) STORICHE

Cappella di S. Silvestro, Roma, Basilica dei SS. Quattro Coronati (1244), affreschi
CARTE
8. Teocrazia papale e impero degli Svevi (secoli XII-XIII)
GEOGRAFICHE

L’Europa
nel XIII secolo
TEMI E
8. Teocrazia papale e impero degli Svevi (secoli XII-XIII) QUESTIONI

L’universalismo imperiale
e la dinastia degli Hohenstaufer
Federico I Barbarossa:
 il vigore delle leggi e la forza del diritto romano
(sacrae leges): l’Autentica Habita (1155);
 la negazione di mediazione sacrale (beneficium);
 la rivendicazione degli iura regalia;
 la definizione del Sacro Romano Impero (1158).
Federico II:
 il Proemio del Liber Augustalis (1231);
 una nuova idea di crociata;
 lo stupor mundi e l’orizzonte cosmopolita.
CARTE
8. Teocrazia papale e impero degli Svevi (secoli XII-XIII)
GEOGRAFICHE

Il Sacro Romano Impero (XII-XIII secolo )


FONTI
8. Teocrazia papale e impero degli Svevi (secoli XII-XIII) STORICHE

Federico Barbarossa, miniatura, ca. 1190


FONTI
8. Teocrazia papale e impero degli Svevi (secoli XII-XIII) STORICHE

La concezione imperiale
di Federico Barbarossa (1157)
La divina potenza, dalla quale deriva ogni potestà in cielo e in
terra, ci delegò a governare ed a regnare e ancora ci ordinò di
conservare la pace ecclesiastica (…) Ribadiamo che, siccome
attraverso l’elezione dei principi il nostro regno e impero deriva
dal solo Dio ,che nella passione di suo figlio Cristo ritenne
necessario sottomettere il mondo al governo delle due spade,
e siccome l’apostolo Pietro ha insegnato a tutti questo
principio: «Temete Dio e onorate il re», chiunque dirà che noi
abbiamo ricevuto in beneficio dal papa la corona imperiale, si
porrà contro la rivelazione di Dio e la dottrina di Pietro e sarà
colpevole di menzogna. (…) Ci rammarichiamo presso di voi [il
papa] per l’ignominia perpetrata nei nostri confronti e nei
confronti dell’impero, sperando che per l’onore dell’impero che
dalla costituzione della città [di Roma] e dall’istituzione della
Chiesa cristiana è giunto glorioso e non diminuito fino a voi,
l’indiscussa sincerità della vostra fede non sopporti una così
inaudita innovazione e una così presuntuosa teoria.
TEMI E
8. Teocrazia papale e impero degli Svevi (secoli XII-XIII) QUESTIONI

Il tramonto delle idee universali


Bonifacio VIII (1294-1303)
;
 L’indizione del Giubileo nell’anno 1300;
 Il canto del cigno: la bolla Unam Sanctam (1302)
 Lo «schiaffo di Anagni» e il ruolo dei re di Francia
Giotto, Bonifacio VIII
indice il Giubileo
(frammento di
affresco)

Arnolfo di Cambio,
Busto di Bonifacio VIII,
Firenze, Museo
dell’Opera del Duomo
FONTI
8. Teocrazia papale e impero degli Svevi (secoli XII-XIII) STORICHE

La bolla Unam Sanctam (1302)


Per imperativo della fede non possiamo che credere che vi è
una sola Santa Chiesa Cattolica ed Apostolica, e noi
fermamente la crediamo e professiamo con semplicità, e non
c’è né salvezza né remissione dei peccati fuori di lei […] Essa
rappresenta l’unico corpo mistico, il cui capo è Cristo, e
(quello) di Cristo è Dio, e in esso c’è un solo Signore, una sola
fede, un solo battesimo. Una sola infatti fu l’arca di Noè al
tempo del diluvio, che prefigurava l’unica Chiesa; ed era stata
costruita da un solo braccio, ebbe un solo timoniere e un solo
comandante, ossia Noè […] Dunque la Chiesa sola e unica ha
un solo corpo, un solo capo.
Le parole del vangelo ci insegnano che in questa Chiesa e nella
sua potestà ci sono due spade, cioè la spirituale e la temporale
[…]. Ambedue sono a disposizione della Chiesa, la spada
spirituale e quella materiale. Però quest’ultima dev’essere
esercitata in favore della Chiesa, l’altra direttamente dalla
Chiesa; la prima dal sacerdote, l’altra dalle mani dei re e dei
soldati, ma agli ordini e sotto il controllo del sacerdote. Poi é
necessario che una spada sia sotto l’altra e che l’autorità
temporale sia soggetta a quella spirituale.
9. Città e comuni in Italia
(secoli XI-XIV)
TEMI E MATERIALI DI
QUESTIONI APPROFONDIMENTO

CARTE
FONTI
GEOGRAFICHEI
STORICHE
TEMI E
9. Città e comuni in Italia (secoli XI-XIV) QUESTIONI

La città vescovile (secoli X-XI)

 il prestigio morale e il carisma dei vescovi;


 i vescovi e l’esercizio dei poteri pubblici sulla
città e sul territorio (districtus);
 l’affermazione dei culti civici (es.: Modena);
 una società articolata: i boni homines;
 la diffusione dei vincoli vassallatici (Milano);
 la difesa delle consuetudines locali (Pisa).
FONTI
9. Città e comuni in Italia (secoli XI-XIV) STORICHE

Cittadini e cavalieri davanti al sepolcro di


San Geminiano, Modena, Archivio Capitolare
(ms. inizio XII sec.)
FONTI
9. Città e comuni in Italia (secoli XI-XIV) STORICHE

Identità religiosa e culto civico:


Modena, inizio XII secolo
L’anno dell’Incarnazione 1106, sotto l’episcopato di Dodone,
per grazia di Dio venerabile vescovo della chiesa modenese, è
stabilito il termine sicuro di questa traslazione [del corpo di
san Geminiano nella nuova cattedrale], graditissima al cuore di
tutti, al prossimo l° maggio. Si annuncia pertanto l’evento tutto
intorno e per tutta la diocesi fervono i preparativi con gioia
incomparabile.
Si raduna dunque un grandissimo concilio di vescovi, di
chierici, di abati e di monaci; si radunano i vassalli, si raduna il
popolo di entrambi i sessi, in modo tale che ai nostri tempi non
si era in precedenza mai visto né ricordato. Non c’è infatti più
nessun posto libero, nessuna piazza, nessuna casa, nessun
atrio, nessun portico, anche piccolo che sia possibile trovare
vuoto, tanta è la gente convenuta.
TEMI E
9. Città e comuni in Italia (secoli XI-XIV) QUESTIONI

Il comune consolare (XII secolo)

 il collegio consolare: un’istituzione latente;


 il potere consolato: fisionomia pubblicistica e
carattere laico (es.: la compagna di Genova);
 istituzioni e società: visione plurale (milites,
mercanti, giudici e notai) e varietà di esiti;
 la conquista del contado e lo sviluppo attivo
della iurisdictio: la teoria politica della
‘comitatinanza’;
 la formazione di ‘leghe’ intercittadine e lo
scontro con Federico Barbarossa.
FONTI
9. Città e comuni in Italia (secoli XI-XIV) STORICHE
Il “breve della Compagna” del comune di Genova (1157)
Dalla prossima festa della Purificazione di Maria [2 febbraio] io giuro
a onore di Dio la Compagna per quattro anni.
Nel presente anno avrò quattro consoli per il comune e otto per i
placiti che saranno pubblicamente eletti nel parlamento e giureranno
il consolato.
Qualsiasi cosa avranno stabilito e decretato i consoli eletti, secondo
quanto è stabilito nei loro Brevi […], osserverò ed eseguirò da porto
Venere a porto Monaco, [mettendo a disposizione] case, torri,
persone, figli e servi senza inganno e senza cattive intenzioni. E se
avrò saputo che qualcuno dei consoli di Genova, per onore di Dio e
dell’arcivescovato di Genova, o della chiesa o della città, o per
giustizia o per punizione, reputi secondo il suo arbitrio di fare guerra,
lo aiuterò in buona fede e senza cattive intenzioni fino alla
conclusione della guerra. Come sentirò la campana che suona per il
parlamento o il banditore che raduna il popolo per la città […], andrò
a quel parlamento a sentire le decisioni dei consoli […].
Se qualcuno sarà stato chiamato dai consoli per due o tre volte a
prestare il giuramento della Compagna in forma pubblica e non avrà
obbedito a tale ingiunzione entro quaranta giorni, non porterò
consapevolmente il suo denaro per commerciare per mare in nessun
modo, né navigherò insieme con lui oltre porto Venere o porto
Monaco, se non per ordine del comune di Genova.
FONTI
9. Città e comuni in Italia (secoli XI-XIV) STORICHE

Federico Barbarossa espugna Milano (1162), fregio di Porta Romana,


Milano, Musei del Castello sforzesco)
FONTI
9. Città e comuni in Italia (secoli XI-XIV) STORICHE

La pace di Costanza (1183)


[PREAMBOLO]
Federico per divina clemenza Imperatore dei Romani
Augusto … Sappiano tutti i fedeli dell’Impero presenti e
futuri, che noi per consueta benignità della nostra grazia,
aprendo il cuore della nostra innata pietà alla fede ed
all’ossequio dei Lombardi, i quali s’erano levati contro di noi
e dell’Impero, li abbiamo ricevuti nella nostra grazia colla
Società loro ed i loro fautori; che noi clementi condoniamo
loro tutte le offese e le colpe colle quali avevano provocata
la nostra indignazione, e che, avuto riguardo ai servigi di
leale affetto che noi speriamo da loro, giudichiamo di
annoverarli tra i nostri diletti e fedeli sudditi.
Pertanto abbiamo comandato di sottoscrivere e di
confermare col sigillo della nostra autorità la pace che nella
presente pagina abbiamo loro benignamente accordata.
Tale ne è il tenore.
FONTI
9. Città e comuni in Italia (secoli XI-XIV) STORICHE

La pace di Costanza (1183)


[TESTO DEGLI ACCORDI]
Noi Federico imperatore dei Romani ed il nostro figlio Enrico re dei
Romani concediamo a voi città, terre e persone della Lega le regalìe e
le consuetudini vostre tanto in città che fuori… che nella città abbiate
ogni cosa come avete avuto sin qui ed avete, fuori poi esercitiate
senza nostra contraddizione tutte le consuetudini come avete sino ad
oggi esercitate. Ciò sul fodro, sui boschi, sui pascoli, sui ponti, sulle
acque e molini come usaste ab antico o fate ora nel formare esercito,
nelle fortificazioni delle città, nella giurisdizione, così nelle cause
criminali come pecuniarie entro e fuori, ed in tutte l’altre cose che
appartengono agli utili delle città…
Sia lecito alle città di fortificarsi e fare fortilizii anche fuori.
E potranno conservare la Lega che ora hanno, e revocarla quando
loro piaccia.
Quando noi entreremo in Lombardia quegli che sogliono e devono ci
daranno nel tempo che sogliono e devono il consueto fodro reale, e ci
riatteranno sufficientemente le vie, e ci appresteranno sufficiente
vettovaglia in buona fede e senza frode per l’andata e il ritorno.
Richiedendolo noi o direttamente o per nostri nunzii ci rinnoveranno
ogni dieci anni le fedeltà.
FONTI
9. Città e comuni in Italia (secoli XI-XIV) STORICHE

Il carroccio, simbolo del comune (G. Villani, Cronaca, miniatura, metà XIV secolo)
TEMI E
9. Città e comuni in Italia (secoli XI-XIV) QUESTIONI

Il comune podestarile
(fine XII - XIII secolo)

 l’integrazione dei ceti dirigenti cittadini;


 il governo del podestà: un sistema politico
basato sul principio elettivo e sull’idoneità;
 una nuova cultura politica: il bene comune;
 la rivoluzione documentaria: la produzione e
la conservazione di registri;
 il rapporto con la parola: l’ars concionandi;
 nuovi protagonisti di nuovi conflitti: le partes.
FONTI
9. Città e comuni in Italia (secoli XI-XIV) STORICHE

La crescita demografica delle città:


Alba, 1215
1215, 3 ottobre. Nel portico dei Censoldi in Alba, alla presenza
di Anselmo di Braida e di Guglielmo Crespo, costituiti dal
podestà degli Albesi, per ricevere i cittadini che abitano il
nuovo borgo che gli Albesi stanno costruendo oltre il ponte.
Andrea Galopo di Savigliano davanti ai suddetti che lo
ricevevano a nome del comune si fece cittadino e abitatore
della città di Alba per sé e per i suoi eredi in perpetuo e per
questo egli Andrea agli stessi Anselmo e Guglielmo a nome del
comune promise e giurò sui santi Evangeli che avrebbe posto
la sua residenza e avrebbe abitato nella città di Alba o nel
borgo nuovo di oltre ponte di Alba secondo la volontà e la
parola del podestà e dei consoli che nel tempo ci saranno o dei
loro inviati; obbligò inoltre tutti i suoi beni a tale scopo, mentre i
detti Anselmo e Guglielmo da parte del podestà e del comune
di Alba esentarono Andrea Galopo dal fodro per vent’anni
completi e gli promisero di fornirgli residenza o area edificabile
nel luogo nuovo, se aveva intenzione di accettare, e gli rimisero
tutte le esazioni del comune come agli altri cittadini di Alba.
CARTE
9. Città e comuni in Italia (secoli XI-XIV)
GEOGRAFICHE

L’Italia alla fine del XIII secolo: geografia del popolamento urbano
CARTE
9. Città e comuni in Italia (secoli XI-XIV)
GEOGRAFICHE

L’espansione delle mura


urbane nell’Europa
bassomedievale
CARTE
9. Città e comuni in Italia (secoli XI-XIV)
GEOGRAFICHE

L’Italia ‘politica’ alla fine del XIII secolo


TEMI E
9. Città e comuni in Italia (secoli XI-XIV) QUESTIONI

IV. Il comune popolare


(seconda metà del XIII secolo)

 la definizione politica di ‘popolo’;


 la genesi delle organizzazioni popolari: società
armate di pedites e associazioni di mestieri (Arti)
 una costruzione dualistica del governo comunale
 la cultura del popolo come ‘cultura delle istituzioni’:
la coscienza dei meccanismi;
 intellettuali ‘integrati’: i notai;
 il linguaggio politico: un modello ‘repubblicano’;
 le leggi antimagnatizie nelle città maggiori (i casi di
Bologna e Firenze).
FONTI
9. Città e comuni in Italia (secoli XI-XIV) STORICHE

Stemmi delle Corporazioni della città di


Orvieto (XVII secolo).
FONTI
9. Città e comuni in Italia (secoli XI-XIV) STORICHE

Una riunione del Consiglio dei Cento di


Firenze (19 giugno 1301)
Nel Consiglio dei Cento uomini il capitano mise in discussione i
seguenti punti alla presenza dei priori e del gonfaloniere:
Che si presti al papa il servizio di cento cavalieri per il tempo che
riterrà opportuno ai priori e al gonfaloniere presenti;
Che questo servizio continui ad essere prestato da Neri de’
Giandonati, capitano di detti cavalieri […] allo stipendio solito, a
condizione che detto servizio non duri oltre il 1° settembre e che
detto denaro sia versato alla persona indicata dai priori e dal
gonfaloniere […].
Il signor Guidotto de’ Canigiani, giudice, propose di approvare i
predetti punti.
Dante Alighieri propose che non si deliberasse sul servizio al
papa; in merito al secondo punto propose di approvarlo così come
sopra indicato.
Fatta la votazione per bossoli e ballotte, risultarono 49 voti a
favore, 32 contrari per il primo punto, mentre 80 a favore e 1
contrario per il secondo punto.
(Archivio del Comune di Firenze, Liber fabarum, vol. 5)
TEMI E
9. Città e comuni in Italia (secoli XI-XIV) QUESTIONI

V. Signori e città nel Trecento

 ordine cittadino e pacificazione sociale vs libertà del


gioco politico;
 governi personali e chiusure oligarchiche;
 i regimi signorili: scarsa tenuta ma incremento della
capacità coercitiva;
 varietà di modelli e stabilizzazione delle alleanze;
La ‘mutazione’ signorile
 dinastizzazione delle cariche e del potere familiare;
 legittimazione del ‘vicariato’ imperiale e apostolico;
 irreversibilità del potere signorile fra ricerca di
consenso e rivolte urbane;
 costruzione di cittadelle urbane.
CARTE
9. Città e comuni in Italia (secoli XI-XIV)
GEOGRAFICHE

L’Italia ‘politica’
alla metà del XIV
secolo
FONTI
9. Città e comuni in Italia (secoli XI-XIV) STORICHE

Bartolo da Sassoferrato: il De tyranno


Consta che è tiranno cittadino colui che in città non
governa col diritto. Poiché accade che molti siano i modi
con cui si può governare senza diritto, così sono molte le
specie dei tiranni. Infatti qualcuno è apertamente e
manifestamente tiranni, altri può esserlo velatamente e
nascostamente. Inoltre può verificarsi che qualcuno sia
tiranno manifesto per mancanza di titoli, altri per il modo
in cui esercitano il potere. Allo stesso modo può esservi
un tiranno velato, talvolta per titolo e talaltra per
mancanza di titolo.
[…]
Riteniamo un buon regime quello nel quale prevale l’utilità
comune e pubblica piuttosto che quella di colui che è
reggente. Di contro è tirannico quello in cui si attende più
alla propria utilità.
FONTI
9. Città e comuni in Italia (secoli XI-XIV) STORICHE

Rocca di Angera, Sala della Giustizia, affreschi, particolare ( inizio XIV secolo).
FONTI
9. Città e comuni in Italia (secoli XI-XIV) STORICHE

Ambrogio Lorenzetti, Allegoria del mal governo, affresco, Siena, Palazzo Pubblico (1336).
FONTI
9. Città e comuni in Italia (secoli XI-XIV) STORICHE

Verona, Santa Maria Antica, statua equestre di


Cangrande I della Scala (metà XIV secolo).
10. Dalle monarchie feudali agli
stati nazionali (secoli XI-XIII)
TEMI E MATERIALI DI
QUESTIONI APPROFONDIMENTO

CARTE
FONTI
GEOGRAFICHEI
STORICHE
10. Dalle monarchie feudali TEMI E
agli stati nazionali (secoli XI-XIII) QUESTIONI

La costruzione delle monarchie


feudali (XI-XII secolo)

 uso politico dei rapporti feudali;


 sacralizzazione del re;
 pratiche amministrative.
La varietà degli esiti in Europa:
 Francia capetingia;
 Inghilterra anglo-normanna;
 i Normanni in Italia meridionale;
 i regni iberici e la «reconquista».
10. Dalle monarchie feudali FONTI
agli stati nazionali (secoli XI-XIII) STORICHE

L’Arazzo di Bayeux
(partic.)
http://www.youtube.com/w
atch?v=TEP4vT9yxRI
10. Dalle monarchie feudali FONTI
agli stati nazionali (secoli XI-XIII) STORICHE

Il Domesday Book (1086)


http://www.nationalarchives.gov.uk/domesday/
10. Dalle monarchie feudali CARTE
agli stati nazionali (secoli XI-XIII) GEOGRAFICHE
10. Dalle monarchie feudali FONTI
agli stati nazionali (secoli XI-XIII) STORICHE

Incoronazione di Ruggero II, Duomo di


Monreale, mosaici nell’abside (partic.)
11. Dalle monarchie feudali TEMI E
agli stati nazionali (secoli XI-XIII) QUESTIONI

Il consolidamento dei regni (XIII sec.)


La Francia dei re Capetingi:
 affermazione territoriale e sviluppo amministrativo;
 La Domenica di Bouvines (27 luglio 1214)
 Filippo Augusti re di Francia;
 politica e religione: i «re taumaturgi», re Luigi IX.
L’Inghilterra dei re Plantageneti:
 conflittualità fra il re e i poteri eminenti (chiesa, città e
baroni):
 Magna Charta libertatum (1215);
 Provision of Oxford (1258)
I particolarismi della penisola iberica:
 i successi militari nella lotta contro i musulmani;
 il regno di Castiglia e la nobiltà cavalleresca;
 La Corona di Aragona e la vocazione mediterranea.
11. Dalle monarchie feudali FONTI
agli stati nazionali (secoli XI-XIII) STORICHE

Magna Charta (British Library Cotton MS Augustus II.106)


10. Dalle monarchie feudali FONTI
agli stati nazionali (secoli XI-XIII) STORICHE

La Magna charta (1215)


Giovanni, per grazia di Dio, re d'Inghilterra, signore d'Irlanda,
duca di Normandia e di Aquitania e conte di Angiò, agli
arcivescovi, abati, conti, baroni, funzionari della foresta,
sceriffi, giudici, intendenti, servitori ed a tutti i balivi e fedeli
sudditi, salute[…]
Sappiate che noi, per timore di Dio e per la salvezza dell'anima
nostra e di quella di tutti i nostri predecessori ed eredi, per
l'onore di Dio ed il prestigio della santa Chiesa, e per la riforma
del regno nostro, su consiglio dei nostri venerabili padri,
Stefano arcivescovo di Canterbury, primate di tutta l'Inghilterra
e cardinale della santa romana Chiesa [...] ed altri nostri fedeli
sudditi: (1) In primo luogo abbiamo concesso a Dio ed abbiamo
confermato con questa nostra carta, per noi ed i nostri eredi in
perpetuo, che la Chiesa inglese sia libera, ed abbia i suoi diritti
integri e le sue libertà intatte [...] Abbiamo anche concesso a
tutti gli uomini liberi e consenzienti del nostro regno, per noi ed
i nostri eredi di sempre, tutte le libertà sottoscritte, che essi ed
i loro eredi ricevano e conservino, da noi e dai nostri eredi.
10. Dalle monarchie feudali CARTE
agli stati nazionali (secoli XI-XIII) GEOGRAFICHE
10. Dalle monarchie feudali CARTE
agli stati nazionali (secoli XI-XIII) GEOGRAFICHE

L’Europa
verso il 1270
11. Dalle monarchie feudali TEMI E
agli stati nazionali (secoli XI-XIII) QUESTIONI

Le trasformazioni in Francia
fra XIII e XIV secolo
La monarchia di Filippo IV il Bello (1285-
1314):
 controllo del territorio e prelievo fiscale;
 occupazione militare delle Fiandre (1300)
 1302: convocazione degli «Stati generali»
(nobiltà, borghesia, clero);
 1302: l’incameramento delle decime
spettanti alla Chiesa e lo scontro con papa
Bonifacio VIII;
 1306: il processo ai Templari, la
11. Dalle monarchie feudali CARTE
agli stati nazionali (secoli XI-XIII) GEOGRAFICHE
11. Dalle monarchie feudali TEMI E
agli stati nazionali (secoli XI-XIII) QUESTIONI

Il tramonto delle idee universali


Bonifacio VIII (1294-1303)
;
 L’indizione del Giubileo nell’anno 1300;
 Il canto del cigno: la bolla Unam Sanctam (1302)
 Lo «schiaffo di Anagni» e il ruolo dei re di Francia
Giotto, Bonifacio VIII
indice il Giubileo
(frammento di
affresco)

Arnolfo di Cambio,
Busto di Bonifacio VIII,
Firenze, Museo
dell’Opera del Duomo
10. Dalle monarchie feudali FONTI
agli stati nazionali (secoli XI-XIII) STORICHE

La bolla Unam Sanctam (1302)


Per imperativo della fede non possiamo che credere che vi è
una sola Santa Chiesa Cattolica ed Apostolica, e noi
fermamente la crediamo e professiamo con semplicità, e non
c’è né salvezza né remissione dei peccati fuori di lei […] Essa
rappresenta l’unico corpo mistico, il cui capo è Cristo, e
(quello) di Cristo è Dio, e in esso c’è un solo Signore, una sola
fede, un solo battesimo. Una sola infatti fu l’arca di Noè al
tempo del diluvio, che prefigurava l’unica Chiesa; ed era stata
costruita da un solo braccio, ebbe un solo timoniere e un solo
comandante, ossia Noè […] Dunque la Chiesa sola e unica ha
un solo corpo, un solo capo.
Le parole del vangelo ci insegnano che in questa Chiesa e nella
sua potestà ci sono due spade, cioè la spirituale e la temporale
[…]. Ambedue sono a disposizione della Chiesa, la spada
spirituale e quella materiale. Però quest’ultima dev’essere
esercitata in favore della Chiesa, l’altra direttamente dalla
Chiesa; la prima dal sacerdote, l’altra dalle mani dei re e dei
soldati, ma agli ordini e sotto il controllo del sacerdote. Poi é
necessario che una spada sia sotto l’altra e che l’autorità
temporale sia soggetta a quella spirituale.
10. Dalle monarchie feudali TEMI E
agli stati nazionali (secoli XI-XIII) QUESTIONI

L’Italia meridionale:
Angioini e Aragonesi
Le tappe cronologiche fondamentali:
 1265: Carlo d’Angiò, re di Sicilia su investitura
di papa Clemente IV
 1266: battaglia di Benevento – fine
dell’egemonia sveva
 1268: battaglia di Tagliacozzo – scomparsa
dell’ultimo esponente degli Svevi
 1282: Vespri Siciliani – Pietro III d’Aragona re
di Sicilia chiamato dalla nobiltà siciliana
 1302: pace di Caltabellotta
11. Dalle monarchie feudali FONTI
agli stati nazionali (secoli XI-XIII) STORICHE

Clemente IV investe Carlo


d’Angiò del regno di Sicilia
10. Dalle monarchie feudali CARTE
agli stati nazionali (secoli XI-XIII) GEOGRAFICHE
10. Dalle monarchie feudali CARTE
agli stati nazionali (secoli XI-XIII) GEOGRAFICHE

L’Europa nel
1300
11. Crisi e trasformazioni
alla fine del medioevo (secoli XIV-XV)

TEMI E MATERIALI DI
QUESTIONI APPROFONDIMENTO

FONTI
CARTE STORICHE
GEOGRAFICHEI
11. Crisi e trasformazioni TEMI E
alla fine del medioevo (secoli XIV-XV) QUESTIONI

La «crisi» del Trecento:


una crisi «strutturale»
 carestie e crisi annonarie nelle città maggiori;
 raffreddamento climatico: la «piccola era glaciale»;
 una pandemia europea: la «peste nera» (1348);
 l’economia: incapacità compensativa del mercato;
 la finanza: crollo delle compagnie fiorentine;
 le campagne: dopo l’abbandono, modificazioni
dell’habitat e nuovi contratti agrari (mezzadria)
 rivolte contadine (jacquerie in Francia, rivolta
contro la poll-tax in Inghilterra)
 una nuova organizzazione del lavoro: i salariati;
 rivolte urbane (nelle Fiandre, «tumulto dei Ciompi»
a Firenze nel 1378).
11. Crisi e trasformazioni FONTI
alla fine del medioevo (secoli XIV-XV) STORICHE
11. Crisi e trasformazioni FONTI
alla fine del medioevo (secoli XIV-XV) STORICHE

Masolino da Panicale, scena dagli affreschi della Cappella Brancacci, Firenze.


11. Crisi e trasformazioni FONTI
alla fine del medioevo (secoli XIV-XV) STORICHE

Sovrappopolazione e carestia a Firenze:


la descrizione del Libro dei Biadaiolo
Aprile grano e bianda mcccxxviiij.
Sabato, a dì viij del detto mese d'aprile, inperciò che i detti
signori huficiali vidono pocho grano in sulla piazza d'Orto
Samichele, e meno pane ed altra biada, e che grande
moltitudine di gente di diverse parti, e contadini e cittadini,
veniano per comperare tanto che il terzo della gente a pena
sarebbe fornita, per temenza di romore mandorono per lo
chavaliere della podestà e per la famillia. Giunti che furono
armati, come si va a battallia o a terra rotta, andò un bando da
parte de' Sei e della podestà, ch'egli non fosse veruno
merchatante o altra persona il quale avesse grano per vendere,
di che ragione si fosse, che debbia vendere più che s. xxx a
quello bando che piacesse loro di torre. Et incontanente che il
bando fu ito, ed egli andarono per la piazza ponendo mente chi
avesse grano calvello o ciciliano buono, sì llo ristoravano alle
spese del comune e davano danari dodici e più e meno come
pareva a lloro d'ogni staio più. (CONTINUA)
11. Crisi e trasformazioni FONTI
alla fine del medioevo (secoli XIV-XV) STORICHE

Sovrappopolazione e carestia a Firenze:


la descrizione del Libro dei Biadaiolo
Et la gente de' comperatori era grande e tanta che non sarebbe
tocchato per uno u' mezzo staio: e cominciorono a borbottare e
a dire l'uno contro l'altro: «Questi merchatanti sono coloro che
amettono il charo e si vorrebbono tutti uccidere e rubagli».
I detti Sei erano a la pancha allato al pilastro della loggia.
Quando sentirono questo mormorio ebono paura di peggio.
Incontanente mandorono e puosono a ogni venditore alquanti
della famillia che guardassono e aiutassono a' detti venditori
ke non fosse fatto niuna noia a lloro. Chiunque fosse che
facesse noia e rubasse niuno venditore, fosse preso
incontanente e menato a loro. A questo si diedoro le staia e lle
grida erano grandi de' conperatori di pianto doloroso e di
diversi sospiri e strida e simili cose. Incontanente fue venduto
e andaronne questo dì le due parti di conperatori, che non ne
poterono avere né conperame, bestemmiando e piangendo di
mal modo.
Questo die sarebbe venduto più che non si vendé, se non
avesse fatto così i detti uficiali, più ogni staio – s. ij.o.
11. Crisi e trasformazioni FONTI
alla fine del medioevo (secoli XIV-XV) STORICHE

Fi renze accoglie i poveri di Siena,


miniatura del Libro del Biadaiolo (ca. 1340),
Firenze, Biblioteca Mediceo-Laurenziana.
11. Crisi e trasformazioni FONTI
alla fine del medioevo (secoli XIV-XV) STORICHE

La fine della rivolta dei contadini in Inghilterra: Wat Tyler ucciso da William Walworth
sotto gli occhi di Riccardo II (1381).
11. Crisi e trasformazioni FONTI
alla fine del medioevo (secoli XIV-XV) STORICHE

Un contratto di mezzadria: Siena, 1254


Io, Guglielmo del fu Ghiberto, agendo per me e per i miei fratelli […],
concedo a titolo di locazione a te, Dietaviva di Martino, che ricevi in
conduzione per te e per tuo fratello Ugolino, un podere con vigne sito
a Lestina, con le sue pertinenze e con una casa e una capanna,
affinché tu vi lavori per tre anni a partire dalla festività di S. Michele di
settembre prossima ventura. Prometto di darti la metà dei buoi
nonché, ogni anno, la metà di tutte le sementi e di tutti gli attrezzi di
ferro e delle altre cose che servono al lavoro, vale a dire delle
masserizie […]. Ed io, conduttore suddetto, ti prometto […] di
lavorare il podere e le vigne bene e con diligenza, nei tempi opportuni
e nel modo consueto per un buon lavoratore. E ti prometto di
conferire la metà di tutte le sementi, la metà dei buoi, degli attrezzi di
ferro e delle altre cose che servono al lavoro, vale a dire delle
masserizie, e di portare a Siena nella tua casa, a mie proprie spese,
la metà di tutti i prodotti del podere in questione; soltanto per il mosto
non avrò l’obbligo del trasporto a Siena. Prometto che per la durata
del contratto io e la mia famiglia custodiremo e governeremo le
bestie, secondo la tua volontà, e che al termine del periodo indicato
sopra lasceremo nel podere tutta la paglia, la lolla e il letame che ci
sarà allora, eccetera; e che riconsegneremo le vigne con i pali così
come stanno adesso e la stessa estensione di terra a coltura che c’è
adesso.
11. Crisi e trasformazioni FONTI
alla fine del medioevo (secoli XIV-XV) STORICHE

Trionfo della Morte (partic.), Lucignano (Arezzo), fine del XIV secolo.
11. Crisi e trasformazioni TEMI E
alla fine del medioevo (secoli XIV-XV) QUESTIONI

Regni e stati nazionali in Europa

Tendenze comuni:
 ampliamento della rete amministrativa: gli «ufficiali»;
 controllo del territorio e prelievo fiscale;
 assemblee rappresentative: i «corpi» del regno.

 Francia e Inghilterra: la «Guerra dei Cento anni»


 Germania: l’affermazione dei poteri territoriali e la
«bolla d’oro» di Carlo IV (1356);
 penisola iberica: unione dei regni di Castiglia e
Aragona (1469) e nascita della monarchia spagnola;
 regni e stati territoriali ai confini dell’Europa.
11. Crisi e trasformazioni FONTI
alla fine del medioevo (secoli XIV-XV) STORICHE

Giovanna d’Arco, pittura del 1485 ca.,


Paris, Centre Historique des Archives
Nationales.
11. Crisi e trasformazioni FONTI
alla fine del medioevo (secoli XIV-XV) STORICHE
11. Crisi e trasformazioni TEMI E
alla fine del medioevo (secoli XIV-XV) QUESTIONI

La Chiesa e il papato
fra scismi e ricomposizioni
 1309: trasferimento della sede papale ad Avignone;
 la «cattività avignonese» (1309-1377);
 il Grande scisma d’Occidente (1378-1417);
 il Concilio di Pisa (1409): l’elezione di tre papi;
 il Concilio di Costanza (1414 -1417) e le teorie
«conciliariste»;
 la ricomposizione sotto Martino V (1417-1431) ;
 i Concili di Basilea, Ferrara e Firenze (1431-1439);
 Roma, la curia e il fiorire della cultura umanistica;
 A Roma una nuova tutela per i «beni culturali».
11. Crisi e trasformazioni FONTI
alla fine del medioevo (secoli XIV-XV) STORICHE

Il Palazzo dei Papi di Avignone


11. Crisi e trasformazioni FONTI
alla fine del medioevo (secoli XIV-XV) STORICHE

Miniatura del XV secolo da un


manoscritto delle Cronache di
Jean Froissart: la Chiesa divisa in
due «obbedienze» (romana e
avignonese)
11. Crisi e trasformazioni CARTE
alla fine del medioevo (secoli XIV-XV) GEOGRAFICHE
11. Crisi e trasformazioni TEMI E
alla fine del medioevo (secoli XIV-XV) QUESTIONI

L’Italia degli stati regionali


 un sistema integrato di ‘potenze grosse’ e
piccole formazioni territoriali;
 Stati repubblicani (Firenze, Venezia) e stati
monocratici (Milano, Stato della Chiesa);
 ‘Stato composito’ e dimensione pattizia: i vari
‘corpi’ dello Stato;
 la rete degli ‘ufficiali’ e la burocrazia: la
venalità delle cariche e il disciplinamento
territoriale
 il ruolo della diplomazia;
 la guerra: le truppe mercenarie.
11. Crisi e trasformazioni CARTE
alla fine del medioevo (secoli XIV-XV) GEOGRAFICHE

L’Italia ‘politica’ alla metà del XV secolo


11. Crisi e trasformazioni FONTI
alla fine del medioevo (secoli XIV-XV) STORICHE

Muzio Attendolo Sforza (1369-1424) Bonifacio Bembo, Ritratto di Francesco


in una miniatura quattrocentesca. Sforza, Milano, Pinacoteca di Brera.