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La cattedrale di Modena

La costruzione della cattedrale di Modena ebbe inizio nel 1099.


L'impresa fu affidata all'architetto Lanfranco e allo scultore Wiligelmo.
Modena, Cattedrale, 1099-1184, pianta.

La cattedrale
modenese presenta
una semplice pianta
basilicale, priva di
transetto, ripartita in
tre navate absidate.
La facciata con profilo a
due spioventi e salienti più
bassi rivela all'esterno la
divisione interna in tre
navate. L'edificio si
caratterizza per un'intima
corrispondenza tra le
strutture interne e quelle
esterne. La facciata, i
fianchi e le absidi sono
scompartiti ritmicamente da
sottili semicolonne
collegate da archi a tutto
sesto entro le quali si
inseriscono loggette trifore
che richiamano il falso
matroneo a triplice apertura
dell'interno.
Navata centrale
All'interno, la scansione dei pilastri a fascio
alternati alle colonne conferma il ritmo spaziale
già indicato esternamente.
Il portale maggiore è protetto da un protiro a due piani retto da due leoni stilofori.

Originariamente aveva tetto a capriate


lignee, le attuali volte a crociera furono
realizzate nel XV secolo.
• Il grande rosone le due porte laterali della facciata, come pure la stupenda «Porta Regia» sul fianco meridionale, sono opera dei Maestri
Campionesi, che dopo Lanfranco, operarono a Modena sin verso il 1230. Col termine Campionesi sono stati chiamati architetti e scultori
provenienti da Campione (oggi in Svizzera) che costituirono maestranze organizzate, dotate di propria fisionomia artistica. Essi furono attivi
in Lombardia per diverse generazioni, dalla fine del XII a tutto il XIV secolo.

• La porta della Regia si distacca da tutti gli altri ingressi dell’edificio: la


Regia, in marmo e pietra di Verona, abbandona la tradizione
lanfranchiana dell’austero portale con semplici stipiti scolpiti,
conformandosi invece, alla tradizione lombarda, secondo il modello
del portale strombato ritmato da numerose colonnine, preceduto da
protiro.
Porta regia
Scultura: Wiligelmo
• Oltre alla realizzazione dei capitelli, la fama di Wiligelmo è legata soprattutto ai rilievi
della facciata. Le formelle con i geni reggifiaccola [fig. 2], riprese dal repertorio funerario
romano, le lapide in cui i profeti Enoc ed Elia affiancano una tabula inscriptionis in cui è
riferita la data di fondazione (9 giugno 1099) e il nome dello scultore [fig. 3].
• A lato del portale principale, poi spostate per l’apertura degli ingressi laterali, Wiligelmo
scolpì quattro lastre che narrano episodi della Genesi, tutte impaginate con un motivo ad
archetti che ricorda la fronte di sarcofagi paleocristiani: nella prima è descritta
la Creazione di Adamo e di Eva, e il loro Peccato di disubbidienza; nella seconda
il Rimprovero di Dio, la Cacciata dei progenitori e la Condanna al lavoro; nella terza
l’Offerta di Caino e di Abele, il Fratricidio e il Rimprovero divino; nella quarta l’Uccisione
di Caino, il Diluvio universale con l’arca di Noè, la Progenie salvata [fig. 4
• Negli intradossi Wiligelmo mise sei Profeti per parte, inseriti ciascuno entro una struttura
architettonica arcuata. Negli estradossi dello stipite, nell’architrave e nell’archivolto del
portale principale si snodano tralci abitati da figure umane e animali
Portale maggiore, intradosso e tralcio abitato

tralcio abitato che corre senza soluzione di continuità


fronte degli stipiti, dell’architrave e dell’archivolto
Wiligelmo, Capitelli delle loggette in facciata, Modena, Cattedrale, 1106 ca.
Wiligelmo, Genio reggifiaccola, Modena, Cattedrale, facciata, 1106 ca.
Wiligelmo, Lastra di Enoc ed Elia, Modena,
Cattedrale, facciata, 1106 ca.
Wiligelmo, Lastre della Genesi, Modena,
Cattedrale, facciata, 1106 ca.
scultura
• Wiligelmo fu alla guida di una vera équipe di artisti, per noi anonimi,
che realizzarono le sculture dei portali laterali della cattedrale e le
otto antefisse de
• I rilievi della Porta dei Principi, posta sul lato Sud dell’edificio,
concentrano negli stipiti il solito tralcio abitato e le figure
degli Apostoli, impaginati come i Profeti del portale principale;
nell’architrave sono narrate storie della vita di San Geminiano,
protettore della città cui era stata intitolata la chiesa [fig. 1].i
contrafforti esterni.
Porta della Pescheria
• Nel portale del lato Nord, detto Porta della Pescheria, il repertorio delle sculture, è più laico e interessato alla rappresentazione del mondo terreno e della cultura
del tempo.
• Nell’archivolto sono narrati episodi desunti dalla leggenda del re Artù, mentre nell’architrave sono raffigurate favole e scene tratte da romanzi dell’epoca: la Nereide
cavalca il Tritone; i galli portano a spalla la volpe che si finge morta; due cicogne cercano di liberarsi dal serpente che le ghermisce; un lupo e una gru appartengono
a una favola di Fedro.
Come nel Portale maggiore, ciascuno dei due telamoni – le figure che sorreggono
gli stipiti - sostiene un tralcio vegetale abitato soprattutto da animali, uomini e
mostri; l’intradosso (parte interna degli stipiti) accoglie le personificazioni
dei Mesi intenti alle attività, per lo più agricole, consone al periodo [fig. 3].
Gennaio concia il maiale, Febbraio si scalda al fuoco avvolto in una coperta, Marzo
pota le viti, Aprile reca in mano mazzolini di fiori, Maggio conduce un cavallo (era il
mese in cui si iniziavano le guerre), Giugno taglia l’erba con la falce, Luglio falcia le
spighe di grano, Agosto le batte, Settembre pigia l’uva dentro una botte, Ottobre
versa il vino, Novembre semina e Dicembre prepara la legna. Si mostra così il ciclo
senza fine delle stagioni, imprescindibili regolatrici della vita dell’epoca.

Un altro anonimo artista, detto "Maestro delle metope", realizzò le otto lastre
(metope) un tempo sui salienti delle murature laterali, oggi spostate nel Museo del
Duomo e sostituite da copie.