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Albania

LAlbania detta anche Shqipria,


letteralmente Paese delle aquile, uno stato
della Penisola balcanica, nel sud-est
dellEuropa. Confina con il Montenegro, il
Kosovo e la Serbia a nord, con la Macedonia
Capitale ad est e con la Grecia a sud; le sue coste si
Tirana
affacciano sul Mar Adriatico e sullo Ionio. Il
Abitanti 3.563.112
paese fa parte della Nato.
Clima Mediterraneo - continentale

Lingua Albanese Tosco (ufficiale), Albanese


Ghego, Greco. Diffusa litaliano e linglese
Etnie 95% albanesi, 3% greci, 2% valacchi,
macedoni, serbi, bulgari e gitani.
Unit Lek
Monetaria
Governo Repubblica di Albania
La leggenda
dellaquila
Un giovane stava cacciando per le montagne, unAquila volteggiando sopra di lui si
pos in cima ad una rupe. LAquila era straordinariamente maestosa e serrava nel
becco un serpente. Dopo un po lAquila vol via dalla cresta dove aveva il nido. Il
ragazzo allora si arrampic sulla cima della rupe dove vide, nel nido, il piccolo
dellaquila giocare con il serpente morto. Ma il serpente non era davvero morto!
Allimprovviso infatti si mosse di scatto rivelando i suoi denti aguzzi ed era pronto a
penetrare laquilotto con un veleno mortale. Repentinamente, il giovane tir fuori
arco e freccia e uccise il serpente. Poi prese laquilotto e si avvi verso casa.
Allimprovviso il giovane sent sopra di lui un fragoroso suono, era il frullare delle
immense ali dellAquila.
Perch rapisci mio figlio? grid forte l Aquila. Il piccolo mio, perch lho
salvato dal serpente che tu non avevi ucciso rispose il ragazzo.
Restituiscimi mio figlio disse il rapace e io ti dar come ricompensa lacutezza
dei miei occhi e la potente forza delle mie ali. Tu diventerai invincibile e nel mio
nome sarai osannato.
Cos il giovane consegn laquilotto. Questultimo crebbe, e volava sempre sopra la
testa del ragazzo, ormai un uomo pienamente cresciuto, che con il suo arco e
frecce uccideva molte bestie selvatiche e con la sua spada ammazzava molti
nemici di quelle lande. Durante tutte queste imprese, lAquila, fedelmente lo
guardava dallalto e lo guidava. Sbalorditi dalle gesta del valoroso cacciatore, le
genti di quella terra lo incoronarono re e lo chiamarono Shqiptar (albanese), che
vuol dire figlio dellAquila e il suo regno divenne conosciuto come Shqipri
(Albania) o Terra delle Aquile.
Giorgio Castriota : qualcosa sul
leggendario eroe albanese
Skanderbegh

Giorgio Castriota Skanderbegh (in albanese: Gjergj


Kastrioti Sknderbeu; Dibra, 6 maggio 1405
Alessio, 17 gennaio 1468) un i principati dell'Epiro e
d'Albania e resistette per 25 anni ai tentativi di
conquista dell'Impero turco ottomano; per tale
motivo stimato come Atleta della Cristianit e
considerato l'eroe nazionale dell'Albania e di tutti gli
albanesi sparsi nel mondo.
Tra la fine del XIV secolo e i primi decenni del XV secolo l'Albania fu
occupata dalle forze ottomane. Giovanni Castriota, principe di Kruje
e padre di Giorgio Castriota Skanderbeg, fu uno dei signori ribelli
all'occupazione ottomana. Le forze ottomane catturarono i quattro
figli maschi di Giovanni e li tennero come ostaggi, conducendoli alla
corte di Adrianopoli. Due di loro morirono, probabilmente uccisi, uno
si fece monaco, mentre il quarto, Giorgio, combatt per i Turchi.

Alla corte del sultano, Giorgio Castriota si distinse per capacit ed


intelligenza. Divenne esperto nell'uso delle armi nonch di strategia
militare, guadagn a tal punto la stima e la fiducia del sultano, che
gli diede il nome: Isknder Bej (principe Alessandro, in turco,
probabilmente alludendo al Macedone Alessandro Magno), che gli
Albanesi nazionalizzarono in Sknderbe.
Ritorno in albania

Dopo una serie di imprese militari, la fama del giovane Castriota


giunse in Albania e si inizi a sperare in un suo ritorno in
patria. Emissari della sua famiglia lo raggiunsero di nascosto
nel quartiere generale del sultano e lo informarono della
drammatica situazione degli Albanesi. Il 28 novembre 1443, il
sultano diede incarico a Skanderbeg di affrontare una
coalizione di eserciti cristiani guidati dal signore di
Transilvania, Jnos Hunyadi per riprendersi la Serbia.
Skanderbeg, probabilmente influenzato dalle suppliche della
sua gente, disattese gli ordini del sultano scegliendo di non
intervenire nello scontro e favorendo per giunta di fatto una
colossale sconfitta turca. Poi, assieme ad altri suoi 300
fedelissimi albanesi, decise di combattere per la causa
nazionale albanese. Con il suo gruppo di soldati si riprese il
castello di Kruj, radun i nobili e diede inizio alla attivit di
ricupero nei confronti del territorio occupato dai turchi.

Skanderbeg, si auto-proclam vendicatore della propria


famiglia e del proprio Paese pronunciando queste famose
Guerra
Il 2 marzo 1444, contro
Skanderbeg organizzi Turchi
un grande convegno dove fu
proclamato all'unanimit come guida della nazione albanese.
Intanto il sultano Murad II, furioso per il tradimento del suo
protetto, invi contro gli albanesi, un potente esercito. Lo scontro
con le forze di Skanderbeg, avvenne il 29 giugno 1444, a Torvjoll.
I turchi riportarono una cocente sconfitta. Il successo di
Skanderbeg ebbe vasta risonanza oltre il confine albanese.
L'esito dello scontro rese ancora pi furibondo il sultano, che
ordin a Firuz Pasci di distruggere Skanderbeg e gli Albanesi e
cos il comandante ottomano part alla testa di ben 15.000
cavalieri. Il Castriota ancora una volta usc vincitore. Le gesta di
Skanderbeg risuonavano per tutto l'occidente. Skanderbeg si
guadagn i titoli di "difensore impavido della civilt occidentale"
e "atleta di Cristo".

Ma Murad II non si rassegnava. Allora dispose agli ordini di


Mustaf Pasci due eserciti che si scontrarono con gli Albanesi il
27 settembre 1446: l'esito fu disastroso. Le imprese di
Scanderbeg, tuttavia, preoccupavano i veneziani, che vedendo in
Nel 1450, Murad II in persona intervenne contro l'Albania. I
Turchi persero met dell'esercito e il comandante Firuz Pasci
venne ucciso da Scanderbeg. Ma, anche se le straordinarie
vittorie avevano inferto profonde ferite alle forze e all'orgoglio
turco, avevano pure indebolito le forze albanesi e il Castriota,
decise di chiedere aiuto ad Alfonso d'Aragona, che si rese
disponibile.

Maometto II, successore di Murad, si rese conto delle gravi


conseguenze, che l'alleanza degli albanesi con il Regno di Napoli
poteva far nascere, decise quindi di mandare due armate contro
l'Albania. Nel luglio del 1452 le due armate furono annientate.
Altre incursioni turche si tramutarono in sconfitte. Infine, nel
corso del 1458 altre tre armate turche furono sbaragliate.

La fama di Scanderbeg fu incontenibile, anche per il fatto che i


suoi uomini a disposizione non erano mai pi di 20000, ed al
sultano turco non rimase altro che chiedere di trattare la pace. Il
Castriota rifiut ogni accordo e continu la sua battaglia.
Intanto, altre due armate turche mossero contro gli albanesi
costringendo Skanderbeg a rientrare in tutta fretta nella sua
patria. Ci fu una furiosa battaglia presso Skopj che vide i turchi
annientati e il sogno di Maometto II, di far giungere il potere
musulmano fino a Roma infrangersi. La decisione finale fu un
trattato di pace firmato il 27 aprile 1463 tra Maometto II ed il
Castriota.

La morte di papa Pio II determin il fallimento della grande


crociata che il Pontefice aveva in mente e che teneva in grande
apprensione il sultano. Quest'ultimo, incaric Sceremet-bey di
muovere contro gli albanesi, ma i turchi furono nuovamente
sconfitti.

L'anno dopo il Sultano intravide la possibilit di farla finita con il


Castriota: mise insieme un poderoso esercito affidandolo ad un
traditore albanese. Ma anche quest'impresa fall; l'esercito turco
in prossimit di Ocrida, fu messo in fuga dalle forze albanesi.

Ancora una volta, nella primavera del 1466, riun forze


imponenti, mosse contro gli albanesi e cinse d'assedio Kruj;
La morte

La stessa preoccupazione convinse il doge di Venezia ad


inviare Francesco Cappello Grimani da Skanderbeg per
organizzare una difesa comune, ma l'ambasciatore
veneziano non pot portare a termine l'incarico perch
Skanderbeg mor di malaria, ad Alessio, il 17 gennaio 1468.

La leggenda racconta che nel suo letto di morte, Skanderberg,


ordin , fra tutte le persone riunite accanto a lui, ad un bambino di
andare fuori, raccogliere tanti pezzetti di legno e di queste farne un
mazzo. Al suo ritorno lui sfid i presenti a spezzare questo mazzo,
ma nessuno di essi riusc nell' impresa. Fu cos che il nostro eroe
disse allora al giovane di disfare il mazzo e romperli uno per volta...
Concluse dicendo: "Con questo gesto, io, vi volevo dimostrare che
se restate tutti uniti nessuno potr mai spezzarvi, ma dividendovi
anche un solo bambino potr condurvi alla morte".
Detto questo spir.

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