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LE DISABILITA MOTORIE

Per quanto riguarda le tipologie di disabilit si


rileva che circa 700 mila persone dai 6 anni
e pi presentano delle difficolt nel
movimento, ossia dichiarano limitazioni
motorie, pari all1,3%.
Tassi pi alti si riscontrano tra le donne
(1,7%) e tra gli anziani ultraottantenni
(9,6 %).
Le patologie o condizioni che tratteremo sono:

La Mielolesione in particolare la lesione


traversa del Midollo spinale (Tetraplegici
e Paraplegici) e la Poliomielite;
Le Amputazioni
La Cerebrolesione (in particolare la paralisi
cerebale infantile)
Altre patologie (di interesse neurologico od
ortopedico) non incluse nelle precedenti,
che vengono definite Altri (Les Autres).
LE LESIONI SPINALI

Il midollo spinale lorgano attraverso il quale


le informazioni viaggiano dallencefalo al
resto del corpo. La lesione del midollo
spinale determina una interruzione totale o
parziale del passaggio degli impulsi motori e
sensoriali attraverso la o le sedi di lesione
Attualmente la causa pi frequente di
lesione del midollo spinale rappresentata
dagli incidenti stradali, mentre sono
progressivamente diminuiti gli incidenti sul
lavoro.

La lesione interessa per il 20% il rachide


cervicale, per il 50% il rachide dorsale e per
il rimanente 30% quello lombosacrale.
Il trattamento terapeutico di questi pazienti ha
subito una rivoluzionaria trasformazione
negli anni immediatamente successivi al
secondo conflitto mondiale.

Le novit che furono introdotte sono state


lintroduzione degli antibiotici, la precoce
mobilizzazione, lo sport terapia.
Lassistenza nelle fasi immediatamente
successive al trauma stata una tappa
fondamentale del successo del trattamento
terapeutico permettendo, mediante una
precoce mobilizzazione, la prevenzione
della comparsa di ulcere da decubito e di
tutte quelle patologie che pi spesso
compaiono come conseguenza di un
prolungato allettamento.
Importante il successo terapeutico
psicologico che si ottiene in un soggetto
disabile che si reinserisce in un contesto
sociale dopo una lesione midollare
I traumi con frattura vertebrale sono la
principale causa di lesioni midollari. Pi
raramente tale quadro pu essere
conseguente a patologie vascolari
dellirrorazione midollare (embolia,
trombosi dell'arteria spinale anteriore,
malattie dell'aorta)
In altri casi l'eziologia da ricondurre a
patologie infettive, virali o infiammatorie, a
tumori o a cause tossiche.
Il decorso della lesione midollare di
carattere traumatico si articola in tre fasi:
fase di shock midollare;
fase di automatismo;
fase di stato.
La fase di shock midollare inizia subito
dopo il trauma e pu durare anche oltre
un mese.
Durante questa fase il soggetto ha perso
in misura totale o parziale la motilit e la
sensibilit di tutti gli organi sottostanti il
livello di lesione. I riflessi sono
completamente aboliti e la paralisi
colpisce anche gli sfinteri con
conseguente ritenzione di feci e urina.
Se la lesione ha interessato i segmenti
prossimali del midollo cervicale, insorge
una gravissima insufficienza respiratoria
incompatibile con la vita, il paziente
assistito mediante limpiego di respiratori
automatici.
La paralisi della muscolatura volontaria
determina alterazioni metaboliche e del
sistema immunitario tanto pi gravi quanto
pi alto il livello della lesione.
Il paziente pu quindi essere colpito, con
relativa facilit, da patologie infettive a
carico dellapparato respiratorio e
dellapparato urinario e, a causa
dellimmobilit a letto cui costretto,
spesso affetto da ulcere da decubito di
difficile trattamento.
La fase dello shock midollare seguita da
quella di automatismo, durante la quale
si verifica il recupero delle funzioni
midollari riflesse e dellattivit automatica
dei centri spinali situati sotto il livello della
lesione
In questa fase ricompaiono il riflesso rotuleo
e achilleo
In questa fase costante la comparsa
dellipertono muscolare che in un certo
numero di casi esita nella spasticit
La fase di stato ha carattere cronico ed
caratterizzata dalla comparsa di numerose
complicanze. La pi temibile
linsufficienza renale cronica che in
passato costituiva la pi frequente causa
di morte del soggetto con lesione
midollare, causata da uno stato infettivo
costante a carico delle vie urinarie.
I quadri clinici della lesione trasversa del
midollo spinale presentano una
sintomatologia che dipende strettamente
dal livello della lesione midollare e dalla
sua totalit o parzialit.

Una lesione al di sopra della prima vertebra


toracica (lesione mielica sopra o a livello
T1), ad esempio, provoca una condizione
patologica definita come tetraplegia.
La tetraplegia caratterizzata da una ridotta
funzionalit del diaframma, dei muscoli
intercostali e dalla interruzione della
trasmissione dellimpulso nervoso dai
centri superiori verso la muscolatura
striata del tronco e dei muscoli degli arti.
La paraplegia si manifesta con perdita
delluso degli arti inferiori e con alterazioni
dei muscoli toraco addominali tanto pi
gravi quanto pi alto il livello della
lesione. I muscoli conservano
lorganizzazione funzionale in unit
motorie.
Ci comporta che essi conservino un certo
grado di trofismo e possano contrarsi per
stimolazione elettrica.
Capacit funzionale del paziente con
lesione midollare da C1 a C4:
I pazienti necessitano di dispositivi di
ventilazione assistita o di pace-maker per
il nervo frenico. La paralisi motoria
coinvolge sia gli arti superiori sia inferiori.
La loro capacit residua limitata alla
possibilit di dirigere il personale di
assistenza nei trasferimenti con limpiego
di sollevatori meccanici.
Capacit funzionale del paziente con
lesione midollare a livello C5
Questo livello di lesione comporta la
possibilit a livello motorio di flettere il
gomito, riuscendo a svolgere alcune
attivit nellambito della cura della persona
e della mobilit, quali ad esempio ligiene
orale e del viso, la nutrizione.
Il paziente con una lesione midollare C5 riesce
anche a collaborare alla propria vestizione
con aiuto e a manovrare una carrozzina
elettrica con la mano.

Capacit funzionale del paziente con lesione


midollare a livello C6
In questi pazienti oltre alla flessione del gomito
presente anche lestensione radiale del
polso che, unitamente allimpiego di
particolari ortesi, consente loro di alimentarsi
in modo autonomo.
In alcuni casi anche di eseguire
autonomamente il cateterismo

Alcuni pazienti con questo livello lesionale


sono anche in grado di spingere
autonomamente la carozzina.
Capacit funzionale del paziente con
lesione midollare a livello C7 e C8
Nelle lesioni midollari a livello C7 presente
la funzione del tricipite brachiale che il
muscolo estensore del gomito. Questi
pazienti riescono anche ad estendere le
dita e flettere il polso aumentando la
propria autonomia funzionale.
Si muovono indipendentemente nel letto
curano ligiene orale e del viso, provvedono
alle funzioni vescicali ed intestinali
Si vestono nella parte superiore del corpo
ed eseguono trasferimenti dal letto alla
carrozzina e alla automobile.
Capacit funzionale del paziente con
lesione midollare a livello toracico
Il paziente con lesione a livello T1 presenta
una funzione della mano normale. A
seconda del livello toracico lesionale pu
anche essere presente in misura variabile
la muscolatura intercostale e addominale.

I pazienti riescono ad essere autonomi nelle


attivit della vita quotidiana.
Alcuni di loro riescono anche a mantenere la
stazione eretta e a deambulare per brevi
tratti con lausilio di particolari ortesi per
larto inferiore.
Capacit funzionale del paziente con
lesione midollare a livello lombare
Questi pazienti sono quelli che presentano
una maggiore autonomia nelluso della
sedia a ruote e hanno la maggior capacit
di poter recuperare una seppur parziale
deambulazione mediante ausili specifici.
E presente la funzione dellarto superiore
e del tronco e in parte presente anche
parte della muscolatura prossimale
dellarto inferiore.
Indicazioni mediche allesercizio fisico nel
mieloleso
Gli effetti benefici dell'esercizio fisico sul
disabile sono documentati sia dal punto di
vista riabilitativo che dal punto di vista
psicologico ma soprattutto dal punto di vista
cardiocircolatorio.
Lo sport infatti pu contrastare il rapido
decadimento fisico indotto dalla vita
sedentaria in questi soggetti e limitare tutti i
fattori di rischio connessi con il loro stile di
vita.
In campo riabilitativo lo sport permette nei
soggetti affetti da lesione midollare bassa un
miglior trofismo della muscolatura residua
dorsale e addominale garantendo una
migliore stabilizzazione del tronco per cui la
posizione seduta mantenuta con pi
facilit.
L'esercizio fisico inoltre si oppone
all'osteoporosi.
Non si deve per cadere nell'equivoco di
considerare la pratica sportiva solo come
mezzo riabilitativo.
Oggi il livello dell'allenamento e delle
competizioni molto simile a quello dei
normodotati ed un atleta disabile si allena
e gareggia per vincere e non certo per
riabilitarsi.

Bisogna infatti considerare che il soggetto


affetto da lesione midollare quando arriva
allo sport agonistico ha gi effettuato un
periodo di riabilitazione.
Attualmente il livello di specializzazione
degli atleti progressivamente aumentato
cos come il livello della loro prestazione e
i carichi di lavoro durante lallenamento.

Bisogna quindi tenere conto di eventuali


rischi che possono derivare dallo sport sia
a carico del tessuto del muscolo
scheletrico sia a carico del sistema
cardiocircolatorio
Effetti psicologici dello sport nei mielolesi
Per quanto riguarda i benefici psicologici
indotti dalla pratica sportiva, questi
comprendono una riduzione dell'ansia e
della depressione, un aumento della
autostima.
E' stato osservato che tra gli atleti costretti
all'uso di sedia a ruote, quelli che erano
affetti da lesione congenita avevano un
profilo psicologico peggiore rispetto a quelli
che avevano una lesione acquisita
La pratica sportiva e la partecipazione ad
eventi sportivi continua a dare un contributo
importante alla riabilitazione del mieloleso.
L'ideatore e il promotore di tale tecnica di
recupero fisico e psicologico fu il
neurochirurgo Ludwig Guttman che negli
anni immediatamente successivi alla
seconda guerra mondiale riconobbe
limportanza della collaborazione attiva del
malato unitamente alle cure mediche nella
prevenzione delle patologie secondarie
allhandicap.
Lattivit sportiva inizialmente fu intesa come
strumento di occupazione del tempo libero e
come mezzo di riabilitazione del soggetto
disabile, per cui furono preferite tutte quelle
discipline sportive che si avvicinavano
maggiormente ai movimenti eseguiti durante
la riabilitazione. Attraverso lo sport, i pazienti
del Dottor Guttmann, reduci inglesi del
secondo conflitto mondiale, riuscirono ad
acquisire ottime abilit motorie per luso della
sedia a rotelle come mezzo di locomozione
migliorando cos la loro vita di relazione.
Il Dottor Guttmann nel 1948, nel centro di
riabilitazione da lui istituito a Stoke
Mandeville,organizz i primi "British
Veterans Games" che nel 1952 divennero
competizioni internazionali per atleti
mielolesi.

Nello stesso anno fu istituita la Federazione


Internazionale dei Giochi di Stoke
Mandeville (ISMGF).
Le prime discipline sportive praticate da
soggetti mielolesi furono latletica leggera, il
nuoto, i lanci, la pallacanestro, la scherma, il
tennis-tavolo, il tiro con l'arco, il tiro a segno
e le bocce.
Ormai le persone con disabilit fisica con
lesioni del midollo spinale praticano, in
maniera adattata tutti gli sport praticati dai
normodotati e parallelamente aumentato
anche l'interesse del pubblico verso lo sport
praticato da atleti disabili.
Poliomielite
La poliomielite una malattia infettiva
virale causata da un virus chiamato
Poliovirus hominis. Ne consegue una
paralisi muscolare a carico degli arti
inferiori e/o superiori caratterizzata da
flaccidit, ovvero da mancanza di tono
muscolare. La modalit di trasmissione
del virus solo interumana e avviene per
via oro-fecale.
La profilassi della poliomielite si avvale
della vaccinazione che oggi viene
effettuata con il vaccino vivente attenuato
di Sabin che ha sradicato la malattia in
Italia, in Europa e nellemisfero
occidentale
Le amputazioni
Lamputazione la rimozione di una
porzione del corpo ricoperta dalla cute. La
rimozione di un dito viene considerata
unamputazione.

Un soggetto che sia stato sottoposto ad


amputazione viene definito amputato.
Lamputazione viene considerata un
fallimento e linizio di un lento declino
anche a livello psicologico.

Al contrario andrebbe considerata come un


intervento ricostruttivo che rimuove un
evento patologico grave. In ogni caso a
seguito di unamputazione il paziente va
subito riabilitato per evitare atrofia
muscolare ed alterazioni trofiche.
Lelemento cardine da studiare
attentamente e da seguire il moncone
osseo residuo dallamputazione.
Lobiettivo quello di evitare:
complicanze a carico della cute, quali:
difetti di cicatrizzazione per insufficiente
irrorazione, possibili aderenze,fistole,
dermatiti, eccesso o scarsit di tessuti
molli.
Edema del moncone
Complicanze a carico delle parti ossee:
difetti di lunghezza del moncone,
irregolarit nellestremit dell osso
sezionato, comparsa di osteoporosi.
Dolore del moncone: dolori ischemici
legati a turbe trofiche e circolatorie, dolori
dalterazione del segmento osse, da
patologie cutanee, da cicatrici.
Larto fantasma

Larto fantasma un disturbo dello schema


corporeo, intendendo questultimo come la
rappresentazione mentale del proprio
corpo e della sua posizione nello spazio,
stato descrittoper la prima volta nel 1551
da Ambroise Par.
Nel 1969 Weinstein lo definisce come
limpressione soggettiva della
consapevolezza di un segmento corporeo
mancante o deafferentato, da parte di un
paziente senza turbe psichiche o
cognitive.
Larto fantasma compare anche a seguito di
altri eventi mutilanti ed in associazione a
lesioni nervose: amputazioni di arti,
mastectomie, estrazioni dentarie.
L'arto fantasma, una sensazione non
dolorosa dell'arto amputato possibilmente
accompagnata da lieve prurito, avvertito
da pi del 70% dei nuovi amputati. Questa
sensazione pu perdurare diversi mesi o
anni, ma solitamente scompare senza
trattamento.
Il dolore dell'arto fantasma si avverte pi
probabilmente se il paziente presentava una
condizione dolorosa prima dell'amputazione
o se il dolore non stato adeguatamente
controllato durante e dopo l'intervento.
Vari trattamenti, come gli esercizi simultanei
dell'arto amputato e di quello
controlaterale, il massaggio del moncone,
la percussione del moncone con le dita,
l'uso di strumenti meccanici (per esempio,
un vibratore) e gli ultrasuoni, sono
sicuramente efficaci.
Larto fantasma viene percepito come la
percezione dellarto mancante a seguito
dell amputazione, con tutte le sue
caratteristiche spaziali, tende a comparire
subito dopo lamputazione e pu persistere
anche indefinitivamente, ha carattere di
realt e il soggetto ha la sensazione di
compiere movimenti con le parti mancanti
in genere caratterizzato da parestesie,
dolore, senso di pesantezza.
E un fenomeno di erroneo adattamento alla
nuova condizione e viene di solito
avvertito nella parte pi distale dellarto
amputato
Le caratteristiche sono quelle della
sensazione di bruciore, di dolore trafittivo,
di dolore schiacciante e crampiforme. Pu
avere durata continua o intermittente ed
intensit da lieve a lancinante.
Cerebrolesioni Infantili

La paralisi cerebrale infantile si manifesta


con diverse sindromi caratterizzate da
disturbi del movimento e della postura a
causa di una lesione non evolutiva che
colpisce lencefalo quando questo
ancora immaturo.
La caratteristica peculiare di queste
sindromi rappresentata da alterazioni
della postura e del tono muscolare sia a
riposo che durante lattivit muscolare
volontaria. In genere la lesione encefalica
insorge entro i 2 anni di vita e lampia
variabilit individuale nello sviluppo
neurologico del bambino entro il primo
anno di vita rende difficile la diagnosi
precoce della patologia.
La paralisi cerebrale una delle patologie
determinanti disabilit che pi
frequentemente colpiscono i bambini. La
prevalenza di 1:500 bambini in et
scolare.
Sono stati identificati alcuni fattori associati
alla paralisi cerebrale: alcuni di carattere
generale, come la durata della gestazione
inferiore alle 32 settimane ed un peso alla
nascita inferiore a 1,5 kg, altri legati a
patologie materne come ritardo mentale,
epilessia, ipertiroidismo.
La classificazione della paralisi cerebrale
pu essere fatta sulla base del disturbo
del tono muscolare e del movimento. Si
parla di paralisi spastica, discinetica,
atetoide, coreiforme, ballistica,
atassica, ipotonica o mista. Quando il
criterio di classificazione utilizzato la
parte del corpo colpita, si parla di
diparesi, tetraparesi, triparesi,
emiparesi.
Nei due terzi dei pazienti il sintomo
predominante laumentato tono
muscolare o spasticit.
La corea, termine di origine greca che
significa danza, indica movimenti
involontari, aritmici, violenti, rapidi e a
scatto. I movimenti coreici possono essere
complessi ma sono sempre privi di
coordinazione.
Alcuni esempi di movimenti coreici sono le
smorfie della faccia e lemissione di rumori
respiratori.
Latetosi un termine anchesso originato
dal greco che significa mutevole, non
fisso ed indica un disturbo del movimento
caratterizzato dallincapacit di mantenere
in una data posizione una qualsiasi parte
del corpo. Di conseguenza il paziente si
muove continuamente in modo lento
Movimenti atassici sono quelli caratterizzati
da mancanza di coordinazione.
Nella paralisi cerebrale tutti questi tipi di
disturbo del tono muscolare e del
movimento possono variamente
combinarsi tra loro: lassociazione pi
frequentemente riscontrata quella tra
spasticit ed atetosi.
Laspetto pi grave nelle paralisi cerebrali
la perdita del controllo neuromuscolare. I
sintomi pi frequenti che compaiono
durante i primi anni di vita del bambino
sono la letargia (grave sonnolenza e
difficolt di risveglio), la suzione debole
e con la lingua in fuori, le posture assunte
dal bambino sono spesso anomale.
In alcuni casi a suggerire la presenza della
paralisi cerebrale un ritardo o
unanomalia nelle tappe di sviluppo
neurologico tipiche del bambino, come ad
esempio il rotolamento, lo strisciare
bocconi sul pavimento e il movimento in
posizione quadrupedica.
I danni cognitivi sono tanto pi gravi
quanto maggiore la disabilit motoria.
L'incidenza stimata del ritardo mentale
circa del 30%. In un terzo dei casi
presente epilessia mentre i disturbi uditivi
sono quasi esclusivamente tipici delle
paralisi cerebrali dovute ad infezioni
prenatali come la toxoplasmosi, la rosolia
e il citomegalovirus
Nella paralisi cerebrale fondamentale il
trattamento farmacologico della spasticit al
fine di ridurre le contratture e le posture
anomale
Il trattamento fisioterapico sempre effettuato
con continuit nei bambini con paralisi
cerebrali per ritardare linsorgenza delle
contratture e per migliorare il trofismo della
muscolatura. Tutti questi tipi di trattamento,
in associazione tra loro hanno lo scopo di
facilitare la conquista del maggior grado di
indipendenza funzionale
A livello fisico bisogna sottolineare che il
movimento volontario in queste persone
notevolmente limitato e disturbato dalla
presenza della spasticit o degli altri
disturbi motori prima descritti. Ci
comporta una difficolt di esecuzione del
gesto tecnico sportivo e un notevole
dispendio energetico per cui il
raggiungimento di un gesto motorio ben
eseguito e finalizzato per questi atleti
molto pi faticoso rispetto a soggetti sani.
Les Autres
Sclerosi multipla: una frequente causa di
disabilit acuta e cronica in persone di
giovane e media et. Generalmente si
manifesta per la prima volta tra i 15 e i 50
anni con una massima incidenza in
giovani adulti, colpendo due volte pi le
donne che gli uomini. Non si conoscono le
cause specifiche, anche se fattori genetici
sembrano essere coinvolti nella
predisposizione a sviluppare la malattia.
Essa dovuta alla nascita spontanea e
acuta di circoscritti focolai infiammatori
in cui il sistema immunitario promuove un
attacco (reazione autoimmune) verso la
mielina che riveste gli assoni dei neuroni
del sistema nervoso centrale. Il compito
della mielina quello di accelerare la
trasmissione degli impulsi elettrici.
L'infiammazione acuta rallenta la
trasmissione degli impulsi elettrici lungo le
connessioni nervose, preservandone
comunque la struttura. Nei primi anni della
malattia l'infiammazione spesso
regredisce spontaneamente, con un
conseguente miglioramento o una
remissione completa dei sintomi. Per
questa dinamica la forma clinica pi
frequente quella a 'ricadute e
remissioni'.
Un frequente sintomo iniziale un transitorio
annebbiamento della vista di un occhio
(neurite del nervo ottico). Altri sintomi
frequenti sono la visione sdoppiata
(diplopia), disturbi dell'equilibrio e della
coordinazione dei movimenti (atassia),
tremore, disturbi dell'articolazione delle
parole (disartria), paralisi e spasticit
muscolari e disturbi della sensibilit, con
un'alterazione della sensibilit cutanea
spesso accompagnata da formicolio o
sensazioni sgradevoli al tatto.
Una parte dei pazienti ha poche ricadute e
si stabilizza spontaneamente con sintomi
scarsi o nulli, in altri pazienti la malattia
progredisce causando una graduale
disabilit che pu determinare una grave
compromissione o perdita della capacit
di camminare; possono, inoltre, verificarsi
disturbi del controllo vescicale e della
funzione sessuale.
Le Paralimpiadi sono lappuntamento pi
importante per llite degli atleti con
disabilit.
La filosofia fondamentale del movimento
Paralimpico di dare a questi campioni di
livello mondiale le stesse opportunit ed
esperienze di quelle raggiunte dagli atleti
normodotati.
Il 28 Luglio del 1948, in concomitanza con la
cerimonia di apertura delle Olimpiadi di
Londra, si tennero i primi Giochi di Stoke
Mandeville che nel 1952 divennero
internazionali fino ad inserirsi nel contesto
delle Olimpiadi di Roma del 1960. Vi presero
parte 400 atleti para e tetraplegici provenienti
da 23 Paesi, impegnati in 8 discipline
sportive. Da allora le Paraolimpiadi sono
sempre state organizzate con cadenza
quadriennale nel medesimo anno in cui si
effettuavano le Olimpiadi.
Nel 1964 a Tokyo appare per la prima volta
lo stendardo e linno delle Paralimpiadi
Nel 1988 (VIII edizione dei Giochi
Paralimpici) a Seul gli atleti disabili hanno
utilizzato per la prima volta gli stessi
impianti e la stessa logistica dei Giochi
Olimpici per normodotati.
Negli anni il movimento Paralimpico ha
aggiunto nuove classi di partecipanti con
diverse disabilit: fisiche, sensoriali e nel
2012 a Londra quelle intellettive.
Anche il termine Paralympics ha acquisito
nel tempo un diverso significato,
inizialmente Paralympics voleva
intendere, quando fu creato, Giochi
Olimpici per Paraplegici, oggi, il prefisso
para vuole invece indicare che i giochi
sono paralleli e assolutamente
complementari alle Olimpiadi per
normodotati.
Come le Olimpiadi hanno i loro cerchi
colorati, anche le Paraolimpiadi hanno un
loro logo:
Il logo paralimpico rappresenta tre agitos
(dal latino agito, ovvero io mi muovo) in
blu, rosso e verde, i tre colori pi utilizzati
nelle bandiere dei Paesi del Mondo. un
simbolo in movimento attorno a un punto
centrale, il che enfatizza il ruolo del CPI
come raggruppatore degli atleti da ogni
parte del mondo.
Inoltre vuole anche rappresentare lo spirito
degli atleti che costantemente ispirano e
smuovono il mondo con le loro
performance, lottando senza arrendersi
alle proprie disabilit, e che cos facendo
personificano il fine ultimo del Comitato