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FENOMENOLOGIA DEL

RITO
Argomenti

Il metodo fenomenologico
Fenomenologia del corpo
Fenomenologia dellintersoggettivit
Lesperienza del rito
La corporeit nellesperienza rituale
Possibilit e rischi dellesperienza
rituale
Bibliografia

Merleau-Ponty M. Fenomenologia della


percezione, Bompiani, Milano, 2003 (alcuni
capitoli)

Bonaccorso G. Il corpo di Dio, Cittadella


Editrice, Assisi, 2006

AA.VV. La natura del rito (a cura di A.N. Terrin,


Messaggero, Padova, 2010)capitoli)
Perch la fenomenologia
adatta allo studio del rito
-scarto dallovvio
-tensione verso le origini
-ricerca della genesi del senso
-riattualizzazione dello stato nascente
-visione in profondit, apertura
alleidos
FENOMENOLOGIA

SCIENZA DELLESPERIENZA
ESPERIENZA

-Ponete attenzione a quello che


sorge in voi e ponetelo sopra a tutto.
(Rilke)
FENOMENOLOGIA

scienza (radicale) dei


fenomeni
(Husserl)
Scienza dellesperienza

Noi miriamo alla scoperta di un


nuovo territorio scientifico
(Husserl, Id. I, 65)
Scienza del mondo-della-vita

Quel che cerco di fondare sotto il titolo di


fenomenologia una scienza nuova, la scienza
di un nuovo campo desperienza.
(Husserl, Id., 917)
FENOMENOLOGIA

... ogni significato si


modifica rispetto alle
scienze ormai familiari...

(Husserl)
FENOMENOLOGIA

STILE DI PENSIERO
ATTEGGIAMENTO
METODO DI RICERCA
Fenomenologia un esercizio, esercizio
che ognuno deve rifare da s in prima
persona, se vuole davvero comprendere.
Loperazione fenomenologica ognuno
deve riattivarla per proprio conto, in carne
e ossa, se vuole incontrare la cosa stessa.
La fenomenologia una prassi teorica,
non una serie di enunciati scritti su un
libro e ripetuti a memoria.
Chi si ferma agli enunciati non ha
compreso lo spirito del metodo
fenomenologico, il quale ha nellevidenza
vivente di ognuno il suo banco di prova e
la sua via.
(Sini)
FENOMENOLOGIA

La fenomenologia
non accessibile se
non a un metodo
fenomenologico
(Merleau-Ponty)
Che cosa serve
)

Insoddisfazione
Radicalismo
Ironia
Inter-esse
Rigore
Insoddisfazione:
Critica alle scienze naturali
"Le scienze naturali non ci hanno fatto
decifrare in alcun punto la realt in cui
viviamo, ci muoviamo ed esistiamo.
La comune credenza che la loro
funzione stia nel produrre proprio una
tale spiegazione e che esse non siano
perci ancora abbastanza progredite,
l'opinione che esse possano tanto per
principio, si rivelata a chi abbia
riflettuto seriamente come una
superstizione" (Husserl)
Questa scienza non ha
niente da dirci. Essa
esclude di principio quei
problemi che sono i pi
scottanti per luomo,() i
)
problemi del senso e del
non senso dellesistenza
umana nel suo
complesso. (Husserl)
Il principio che fonda le scienze
esatte lastrazione da
qualsiasi soggetto ,
pregiudizio di una realt
indipendente da chi la conosce,
pregiudizio talmente resistente
S/O
da trasformarsi in
unovviet.
(Husserl)
Insoddisfazione:
Critica alla psicologia

La moderna psicologia esatta, proprio in quanto ritiene di


essere metodologicamente perfetta e scienza rigorosa,
diviene veramente antiscientifica ogni volta che vuol
penetrare nel senso dello psichico (...), quando cio essa
vuol condurci ad una vera comprensione psicologica
(Husserl)
Husserl imputa alla psicologia un errore fatale:
quello di attribuire ai concetti psicologici
un contenuto che non tratto
semplicemente da ci che dato
nellesperienza, ma che al contrario gli
applicato. (Husserl, 1911, p. 41)
Insoddisfazione: la scienza naturalistica
non esaurisce la conoscenza

La scienza pur sempre unideazione che lumanit ha


prodotto nel corso della sua storia; sarebbe perci assurdo
se luomo decidesse di farsi giudicare da una sola delle sue
ideazioni
(Husserl)
Radicalismo

Quasi tutti i miei vecchi alunni sono


rimasti in difficolt a met lavoro.
Essi hanno avuto paura del
radicalismo, necessario per essenza
alla fenomenologia, ci che era il mio
elemento vitale e al quale devo tutte le
mie idee

(Husserl)
Radicalismo
La scienza di ci che radicale deve
essere radicale anche nel suo
metodo, e sotto ogni riguardo;
"Qui bisogna rifiutare ogni tentativo
di conciliazione(...), non c'
possibilit di compromesso nella
scienza

(Husserl)
Ironia

Gi in partenza il fenomenologo vive nel


paradosso di essere costretto a
considerare lovvio come problematico ed
enigmatico
(Husserl)
Ironia
L'aver tutto visto e tutto compreso: la sicurezza
di s e la disivoltura del Si creano
un'indifferenza crescente verso la comprensione
emotiva autentica e piena, creano nell'Esserci
uno stato di tranquillit: tutto va nel modo
migliore e tutte le porte sono aperte.
Una curiosit polivalente e un'onniscienza
incontenibile creano l'illusione di una
comprensione universale. Resta per del tutto
indeterminato ci che si deve veramente
conoscere.
( Heidegger , S.Z, 153)
Ironia

Consapevolezza
dellulteriorit
di senso
Inter-esse

Non possibile una conoscenza


neutrale,
Ogni conoscenza ci implica in
prima persona
Inter-esse

In fenomenologia non c'


separazione di piani: quello
della scienza (della
professionalit )

e quello del mondo della vita.


Rigore

La fenomenologia un metodo rigoroso


che muove da premesse rigorose

stata riscoperta dalle scienze forti perch


un pensiero forte
Il progetto di fondazione della
fenomenologia la riscoperta del
primato dellesperienza umana e
della sua qualit diretta vissuta

Ed qui che giace il potenziale per la trasformazione.


E qui si trova anche la chiave degli ostacoli che questa posizione ha trovato allinterno della
comunit scientifica, poich ci chiede di abbandonare una certa idea di come si fa scienza, e di
mettere in discussione uno stile di addestramento scientifico che una parte importante della
costruzione della nostra identit
(Varela)
Sta diventando sempre
pi chiaro a molti
ricercatori che la scienza
cognitiva incompleta
().
Una scienza della mente
completa deve rendere
conto della soggettivit e
della coscienza.
(Thompson 2007, 3)
Occorre prendere in esame
quellinterazione tra oggetto e osservatore
che necessariamente congiunta a ogni
osservazione.
Nelle teorie classiche, questa interazione
veniva considerata o come
trascurabilmente piccola o come
controllabile. Nella fisica atomica, invece,
tale ammissione non si pu fare, poich
ogni interazione pu produrre variazioni
parzialmente incontrollabili e
relativamente grandi.
(Heisenberg, 1930, 13 )
Non si pu
discriminare tra il
contributo
dell'apparato
misurativo e il
contributo
dell'ipotetico oggetto

(Bohr , 1987)
La scienza non pu
trascendere
lorizzonte della
nostra esperienza
(von Glasersfeld)
La scienza deve tornare al mondo-della-vita

Il mondo-della-vita il mondo costantemente gi dato, che


vale costantemente come preliminarmente essente (K,
p.486)

ci che nella sua tipicit ci gi sempre familiare attraverso


lesperienza;

vita pre-scientifica (K, p.153),

regno di evidenze originarie (K, p.156).


Il mondo-della-vita

sfondo
preteoretico
che avvolge la
nostra
esperienza
Il mondo-della-vita

fatto di percezioni, di
modi di sentire e di
sentirci, di atti concreti di
valutazione e di decisione,
di movimenti reali,
immaginati o sognati, di
vissuti personali e di
significati condivisi.
Il mondo-della-vita
fatto di presenze che con
noi hanno a che fare, che
sono a portata di mano o
assenti, gradevoli o
sgradevoli, al centro del
nostro sguardo o alla sua
periferia, collocate
comunque in un campo
fenomenico che il dominio
concreto dellesperienza.
Il mondo della vita non mai stato
tema scientifico

Non si mai pensato di


risalire alle verit che
precedono la scienza, e
alla "logica" che
normativa entro questa
sfera
(Husserl, K., 163).
Il mondo della vita non mai stato
tema scientifico

La ricerca scientifica stata condizionata


dai principi metafisici del materialismo
scientifico.
Tale dogma consente alla scienza di esplorare
solo quegli aspetti della realt che si
conformano al suo credo, cos lesperienza
semplicemente lasciata fuori.

(Wallace, 2000, 187)


Il mondo della vita non mai stato
tema scientifico

Mentre i metodi naturalistici


che indagano i processi in
terza persona sono
consolidati, lesperienza
vissuta non mai stata
indagata scientificamente,
lasciando un dominio di
ignoranza pratica che deve
essere rimediato
(Varela, 1996, p. 19)
Convertire le intuizioni profonde in
forme razionali inequivocabili
(Edmund Husserl, 1911, p.103)
Una logica il pi possibile rigorosa
e formulazioni quanto mai precise
devono ridare fondamento allo stupore.
(Von Foerster, 1997, p.59)
Il rigore, nella scienza del
mondo della vita, prevede che
non si possa pi escludere di
principio la dimensione
del sentire e dellintuizione
perch queste forme di
conoscenza sono
fondamentali nellesperienza
Sentire

La dimensione del
sentire originariamente
umana come
sentimento di esistere

(Varela).
Sentire

la
piacevolezza

o il suo contrario

si percepiscono
come qualcosa di
gi dato
Sentire

La carezza non
nutre il bambino, non
gli fornisce sostanze
ma vitale a livello
psichico
Sentire
Cos percepiamo
la bellezza di un volto,
leleganza di
unandatura,
sentiamo lorrore di un
gesto brutale,
gustiamo la dolcezza
di un paesaggio o
della cioccolata
Ma questo sentire
che appartiene al
De Monticelli
mondo della vita non compreso
nel mondo della scienza
Intuizione
Lospregio con cui tutto ci che
"meramente soggettivo-
relativo" viene trattato dagli
scienziati moderni al servizio
di un ideale di obiettivit non
cambia assolutamente nulla al
suo modo d'essere, come del
resto non cambia nulla il fatto
che agli scienziati stessi
questo elemento deve essere
di comodo, visto che vi
ricorrono tanto spesso e
inevitabilmente
(Husserl, K, p.154).
Intuizione
Intuizione

I possessi sempre veraci


sono la scienza e
l'intuizione, e non
sussiste altro genere di
conoscenza superiore
alla scienza, all'infuori
dell'intuizione Aristotele
Intuizione

Facolt intuitiva: una


capacit di penetrare
nellintimit del vivente
e di coglierne la
problematica
complessa Dostoevskij
Intuizione

proprio caratteristica
occidentale celare il
proprio cuore sotto il
mantello
dellintelligenza
scientifica

Jung
La dimensione del sentire nel
Rito

Secondo il rito non si accede a


ci che trascende il mondo
lasciando il mondo e la
percezione sensibile del mondo,
ma riorganizzando la sensibilit
e quindi il modo di percepire il
mondo.
Non a caso il 'senso' (il significato) e i
'sensi' (la vista, l'udito, il gusto,
l'odorato, il tatto) hanno la stessa
radice etimologica. Il 'senso' della vita
nei 'sensi' dell'uomo; il 'senso' della
fede nei 'sensi' di coloro che credono
in un Dio fattosi uomo e sensi. Qui
emerge un aspetto rilevante.
Se la rivelazione intrinsecamente
legata alla sensibilit, allora l'atto di
fede strettamente connesso alla sfera
sensibile dei credenti. A un Dio che si
fa corpo non c' altro modo di
corrispondere se non con il proprio
corpo.
La liturgia non pu essere ridotta a rito
esplicativo della fede, come se il corpo
celebrante fosse lesemplificazione di un
discorso su Dio e sulla fede che pretende
di sapersi e di potersi svolgere
pienamente gi prima del corpo
La partecipazione attiva alla celebrazione, invece, per
essere efficace, richiede una conversione di
atteggiamento: chiede al soggetto di entrare con piena
disponibilit nellazione () senza cercarla o rimandarla
altrove.
Si tratta di riconoscere il valore dellazione liturgica (cos
come ci consegnata dalla tradizione ecclesiale, ossia
come attuazione dellesistenza credente) e quindi lasciarsi
condurre da essa, quasi arrendersi al corpo che la
compie
Fenomenologia:
Analisi rigorosa del
mondo-della-vita
(Lebenswelt)
Rito
Azione preriflessiva di accordo col
mondo

Atto originario pre-pragmatico e


ultrasignificante su cui si innesta sia
la religione sia la cultura
Il Rito e il mondo della vita
Lessenza del rito dipende dal suo dispiegarsi
nel mondo della vita e dalle capacit che ha
di rispondere alle esigenze fondamentali
del vivere umano.
un primum che non pu essere percepito se
non nel contesto vivo del vissuto, delle
situazioni, dei comportamenti
fondamentali del vivere.

Terrin, 1997, 57
Fenomenologia

Scienza in prima persona


Fenomenologia

Scienza intersoggettiva
Le parole-chiave
della
fenomenologia
TORNARE ALLE
COSE STESSE
EPOCH
INTENZIONALIT
ESSENZE
(invarianti
strutturali)
Tornare alle cose stesse

Lasciar essere le cose come si


danno
e nei limiti in cui si danno
Tornare alle cose stesse
Tutto ci che so del mondo, anche
tramite la scienza, io lo so a partire
da una veduta mia, o da
unesperienza del mondo senza la
quale i simboli della scienza non
significherebbero nulla.

Tutto luniverso della scienza


costruito sul mondo vissuto, e se
vogliamo pensare la scienza stessa
con rigore, valutarne esattamente il
senso e la portata, dobbiamo
anzitutto risvegliare questa
esperienza del mondo di cui essa
lespressione secondaria. ()
Ritornare alle cose stesse
significa ritornare a questo
mondo anteriore alla
conoscenza di cui la
conoscenza parla sempre, e
nei confronti del quale ogni
determinazione scientifica
astratta, signitiva e
dipendente, come la
geografia nei confronti del
paesaggio in cui
originariamente abbiamo
imparato che cos una
foresta, un prato, un fiume.
(Merleau-Ponty)
Tornare alle cose stesse

Lasciar parlare le cose stesse, senza


lasciarsi fuorviare da quanto ci noto
o abbiamo appreso, dallovvio, dal
sapere implicito, dalle esigenze della
logica, dagli stereotipi linguistici o
dalla povert del nostro vocabolario

e riservare semmai il dubbio e la


diffidenza verso le premesse e i
concetti con i quali si tentato
tradizionalmente di comprendere il
mondo dei dati.
(Metzger)
TORNARE ALLE COSE STESSE

Educati come siamo dalla scienza, oggi ciascuno di noi


non fa alcuna fatica a rinunciare alla propria
esperienza e a svalutare il proprio punto di vista sul
mondo, per adottare il punto di vista esatto della
scienza sul mondo.

Rinunciamo cos a vedere le cose da una prospettiva


per vederle scientificamente da nessuna prospettiva.
Rinunciamo a vederle in un tempo, perch preferiamo
vederle scientificamente da nessun tempo.
Rinunciamo a vederle con i nostri occhi perch ci
imponiamo di vederle con gli occhi di tutti.
Non ci occupiamo pi del corpo, del
tempo, del mondo come li viviamo,
ma come l'idea scientifica del corpo,
del tempo, del mondo ci impone di
vederli.

Dal corpo non pi vissuto, ma visto;


dal corpo non pi soggetto, ma
oggetto, nasce l'oggettivazione del
mondo, un mondo che non pi per
noi, perch in s.
(Galimberti)
Epoch
Il risultato:

mettere in
parentesi scoperta del
fenomeno
la conoscenza
ovvia
Epoch
Il risultato:

Riconoscere e
Il dato rivela la
annullare i sua realt
pre-giudizi
Epoch
Lepoch non un artificio La fatica quella di
intellettuale n
un'illuminazione mistica, ma liberarsi dai vincoli pi forti
unoperazione metodica un e pi universali e perci pi
esercizio faticoso occulti

Muoversi liberamente in esso,

la difficolt pi grossa
senza ricadere nei vecchi
atteggiamenti, imparare a
consiste nel neutralizzare
vedere e a descrivere ci che il complesso delle abitudini
sta dinanzi agli occhi esige mentali dominanti
studi speciali e faticosi.

(Husserl Id., 71) ( Husserl, Id., 8)


Epoch

Metodo con cui si rivelano le


modalit reali della
conoscenza e si scopre il
primato dell'esperienza
sull idea di mondo.
Epoch
Solo ci che veramente presente nella
coscienza pu essere rappresentato in modo
vivo, tutto ci che non dato realmente nella
coscienza non presente.

Dobbiamo lasciar da parte tutte le teorie che


sono giunte fino a noi, tutte le costruzioni
psicologiche, tutte le pure interpretazioni ed i
giudizi,

e dobbiamo interessarci solo a ci che


possiamo comprendere, distinguere e
descrivere nella sua vera esistenza...

Jaspers
Epoch
Piuttosto che allontanarci dal mondo, ce lo restituisce nella
sua forma originaria rivelando il pregiudizio delle precedenti
costruzioni.

Mentre mettiamo in parentesi la tesi del mondo,


infatti, la tesi rimane in s quella che ; essa
sussiste sempre, come ci che stato messo in
parentesi sussiste dentro le parentesi
Husserl, Id.,64
Ci che cambia il modo di guardare e, di
conseguenza, i significati delle cose.
Epoch

Il nuovo modo di vedere


conquistato con lepoch
destinato "a produrre
innanzitutto una
completa trasformazione
personale"
Husserl
Lesercizio dellepoch
Epoch come esperienza
profondamente
emotivo-affettiva, patica.

Strumento attivo nei confronti


della vita personale, elemento
autoriflessivo di formazione

Di Petta , 2010
vertigine della libert
(Kierkegaard)
Il tutto
associato ad una
dimensione
emozionale di
forte
partecipazione.
paura, ma,
insieme,
allegria della
mente
Il Rito e lepoch
Lazione rituale crea una sortita dal
mondo quotidiano, dal banale,
dallovvio.

Lapertura al senso presuppone


sempre una messa in parentesi delle
logiche correnti.
Il Rito e lepoch
Perdono validit le regole dellutile,
dellordinario, delleconomico

Ascolto
Apertura
Abbondanza di possibilit

GRATUITA
Il Rito e lepoch

SOSPENSIONE :
interruzione dellagire ordinario

Confine e passaggio
ll rito sottrae luoghi, oggetti, persone e gesti della
quotidianit alla consuetudine e alla banalit e
li soffonde di una particolare tonalit emotiva;
tramuta esperienze ordinarie in eventi densi di
significato;
dischiude all'individuo l'accesso a dimensioni che
lo sovrastano, a esperienze universali e
transpersonali.

Widmann C. Il Rito in psicologia, in patologia, in


terapia, Magi, Roma, 2007
RITO: FENOMENO DI SOGLIA

Interrompe l'ordinario per aprire


lorizzonte dello straordinario

Tiene in tensione ci che non si


accorda e non si risolve

(Tagliaferri, 2010, 87)


Il rito comporta una
condensazione di significati
che si muove sopra,
sotto, e oltre la
conoscenza esplicita

(Terrin, 2010, 8)
Intenzionalit

Direzionalit della coscienza

Correlazione essenziale
tra soggetto e oggetto

S O
Intenzionalit

ci che esiste non loggetto ma


lintenzione, lintenzionare loggetto
con queste sue determinazioni
(Husserl, Id., 209)

esperienza originaria del conoscere che


appartiene al mondo della vita
Intenzionalit

Tutta la realt dentro lesperienza


Intenzionalit
Loggettualit non una cosa
che se ne sta dentro la
conoscenza come in un
sacco, quasi che la
conoscenza sia una vuota
forma ovunque uguale, un
sacco vuoto sempre identico,
in cui si caccia una volta
questo una volta quello.
Intenzionalit
Invece noi vediamo nella
datit che loggetto si
costituisce nella conoscenza,
che tante sono le figure
fondamentali degli atti di
conoscenza e dei gruppi, dei
contesti di atti di conoscenza
donatori.
Intenzionalit

Tutto questo occorre


studiare (...). Occorre
intuire che il problema
veramente significativo
quello dellultima
donazione di senso da
parte della conoscenza
Husserl
Intenzionalit
modi di accesso della persona
alla realt
Intenzionalit
I vissuti intenzionali si distinguono
per i loro modi specifici

Lintenzionalit di una percezione


diversa dallintenzionalit della
fantasia o dellimmaginazione per il
modo di presenza del suo oggetto
Il Rito e lintenzionalit
La ricca simbologia riconosciuta ai riti non
identificabile, per esempio, con elementi
come l'acqua e l'olio oppure il pane e il vino,
ma implica i sensi grazie ai quali l'acqua,
l'olio, il pane, il vino sono percepiti appunto
come acqua, olio, pane, vino.
Il valore simbolico non costituito
dall'acqua, ma dall'acqua in quanto entra
nell'orizzonte dei sensi, perch solo cos pu
evocare qualcosa che abbia senso. Il rito non
fatto dall'acqua tutta e dagli altri elementi,
ma dall'acqua in quanto entra nell'orizzonte
dei sensi e cos via per gli altri elementi
Il Rito e lintenzionalit
I sensi sono questo incrocio
intrafisico tra organo e oggetto:
incrocio che alla base della
forza simbolica degli elementi
che costituiscono il rito.

(Bonaccorso)
Essenze
Fenomeno non
semplicemente
lapparenza della
cosa.
E anche la
manifestazione
della sua identit
specifica, del tipo di
cosa di cui si tratta.
Essenze
I fenomeni manifestano
fenomeni manifestano (parzialmente)
(parzialmente) propriet
propriet essenziali, essenziali,
o invarianti
o invarianti
strutturali, chestrutturali, che
caratterizzano il loro Tipo
caratterizzano il loro Tipo
Visione eidetica
il fenomeno
manifesta
essenzialmente
la sua identit
specifica
Visione eidetica

Il vedere eidetico, in quanto


modificazione mirata del vedere
empirico non ha nulla a che fare con
la riflessione, e neppure con la
visione interiore

(Husserl)
Visione eidetica
La intuizione dessenza non
offre difficolt o segreti
mistici pi che la
percezione.
Quando noi nellintuizione
portiamo il colore a piena
chiarezza e a piena datit, il
dato allora una essenza.

(Husserl)
La paura
In verit, tutti vedono, per cos dire,
ininterrottamente idee o essenze,
operano con esse nel pensare e compiono
dei giudizi essenziali -soltanto, le
negano dal loro punto di vista
gnoseologico

(Husserl, Id I, p.48).
Visione eidetica
Chi non ha pregiudizi ammetter
naturalmente che le essenze
colte nellintuizione si possono
fissare in saldi concetti, almeno
entro un limite abbastanza largo,
di modo che si danno possibilit
per enunciazioni stabili e, nel
loro genere oggettivamente
valide.
Husserl, FSR, pp.47-48
la matematica e la geometria sono
antiche discipline eidetiche

matematica dellesperienza vissuta


Ci che la fenomenologia e le scienze
matematiche hanno in comune la
condizione di avere come tema non
i dati, ma i significati e le
possibilit dei loro rapporti.
Ricerca delle invarianti strutturali dei
fenomeni.
Tecnica della variazione desempio

L'intuizione coglie la struttura necessaria ed


insopprimibile di una oggettivit nelle infinite
possibili variazioni prodotte
dall'immaginazione su di essa.
L'eidos ci che rimane invariante in tutte le
possibili variazioni. L'eidos la generalit
specifica che riassume tutte le esperienze
passate ed anticipa quelle future.
Ricerca delle invarianti strutturali
dei fenomeni.
Tecnica della variazione desempio
Si tratta di confrontare il vissuto di un dato
fenomeno con quello di altri soggetti, ma
anche con situazioni ricordate o soltanto
immaginate da noi e da altri, per ricavarne
le forme essenziali e condivise.
Si basa sulla preliminare epoch che
consente allo psicologo di procedere come
il geometra nella libert e purezza della sua
visione
Husserl, Id., 335
La fenomenologia scopre linevitabile
riferimento al soggetto di ogni conoscenza
ma non per questo si risolve in
soggettivismo.

Lobiettivo di conoscenza leidos, la


realt essenziale del fenomeno
Lessenza del rito
Lessenza del rito ancora un capitolo
aperto.
Esso resta fondamentalmente un
enigma. Non ci si sente mai del tutto
soddisfatti nel renderne conto. C
qualcosa che sfugge e che non si
riesce a trascrivere in quanto non si
riesce a captare. (Terrin,1997, 46)
Il rito resta ancora non compreso
nella sua profondit
(Terrin, 2010, 8)
Esperienza di ci che
oltre lesperienza

Gli strumenti della


logica descrittiva e
della razionalit
teorica sono
insufficienti a rendere
conto del rito
Lessenza del rito
In ogni esperienza pu
essere colta lessenza
del rito

Ma si possono
rigorosamente studiare
le invarianti strutturali
che attraversano le
singole esperienze.
FENOMENOLOGIA

SCIENZA Delle forme


Saper guardare
Porsi davanti agli
occhi in tutta la sua
ricchezza il fenomeno
della cosa in
questione: questo il
modo fenomenologico
di istruire una ricerca
(De Monticelli)
Che cosa un fenomeno
Vibrazione prodotta da un corpo in rapida e
regolare
oscillazione, che si propaga nellaria o in altri
mezzi elastici
provocando una sensazione uditiva

Sensazione
acustica prodotta
- ludovico einaudi, le onde.mp3
dalla voce umana,
da strumenti
musicali o da altre
fonti sonore.
Non dobbiamo chiederci
se percepiamo
veramente il mondo,
dobbiamo invece dire:
il mondo ci che
percepiamo
Merleau-Ponty
Qual la realt del
fenomeno?

La tela?
I colori usati?
Le molecole?
Luomo?
Limpressione
soggettiva
prodotta?

..
Il fenomeno qualcosa che
si manifesta secondo il suo
stile, ma non interamente

C sempre di pi di ci
che provvisoriamente
risulta
quello sconfinare delle cose
verso il loro significato
(Merleau-Ponty)
Il rito e il mondo-della-
vita
Il rito esperienza vissuta
del sacro
Lesperienza del rito
Il rito e la persona
Il rito non pu trovare una spiegazione
esaustiva solo sulla base di un ordine
razionale,
ma investe lintera presenza umana.

VIVIFICAZIONE DEL VISSUTO


La soggettivit e il rito
legame della liturgia con il soggetto vitale:
Ri-creare il rito nella propria esperienza
vissuta

Lo spartito musicale uno ma sempre


interpretato diversamente dai diversi musicisti
Riva S., 2002, 449
Istruzioni (De Monticelli)
Fermati
Sospendi tutte le prese di posizione (giudizi,
valutazioni,decisioni).
Metti fra parentesi tutto quello che sai su questa
cosa, ma che nel suo fenomeno non si mostra.
Accogli (descrittivamente, concettualmente)
ogni cosa come essa si d a conoscere, ovvero
per quello che appare, essenzialmente (o
tipicamente).
Lasciati guidare oltre le apparenze delle cose
dalle apparenze stesse, ovvero segui il profilo
nascosto della cosa, quale te lo suggerisce il
profilo apparente.
Lesperienza del rito

Situazione
Vissuto (aggettivi, espressioni)
Percezione della propria
corporeit
Lesperienza del rito

Temporalit
Spazialit
Coesistenza
Lesperienza del rito
Differenza con altre situazioni vissute

-situazioni di vita ordinaria


-situazioni in cui si vive altrimenti la
trascendenza
Vissuto
Gioia, meraviglia, bellezza, danza,
vitalit
Pace
Liberazione, libert
Essere raggiunto, consegna,
abbandono, consacrazione
Novit, passaggio
Affetto per gli altri, accoglienza
calda
Vissuto

Contrasto (tra consapevolezza di ci


che fai e qualcosa che ti sfugge di
mano) (tra vicinanza e lontananza)
(tra morte e energia)

Stanchezza per la prestazione


Temporalit
Uscire dal tempo
Tempo altro
Tempo soggettivo
Tempo dilatato
Presente che si ravviva
Mattina, inizio
Ripetizione ( sempre stato cos)
Progresso, estensione
Disturbo del tempo ordinario
Corporeit
espansione
Spazialit
Coesistenza
Differenza situazioni ordinarie
Differenza altri vissuti di trascendenza
Il corpo
Krper Leib
corpo-oggetto corpo vivo
Krper
Lorganismo, cosa
scomponibile e
analizzabile
(ana-temnein)

Sottoposto a leggi di
funzionamento
Krper
Il corpo-oggetto, non
individuo ma forma
tautologica,
imprigionato dalle
attese e dagli standard
sociali
Krper

II corpooggetto di
trasformazioni e
manipolazioni
Leib
Il corpo esprime
lesistenza totale, non
perch esso ne sia
laccompagnamento
esteriore, ma perch
essa si realizza in lui.
Questo senso incarnato
il fenomeno centrale
in cui corpo e spirito,
segno e significato sono
dei momenti astratti.
(Merleau-Ponty)
Leib

Non si pu dire che il


nostro corpo nello
spazio e nel tempo.
Esso abita lo spazio e
il tempo
Leib

La coincidenza di
corpo ed esistenza
crea uno stato di
ben-essere
Husserl (Idee II): la soggettivit
strettamente connessa con la corporeit
(Leib).

A noi importa qui innanzitutto lunit


dellio puro (trascendentale), poi lunit
dellio psichico reale, cio del soggetto
empirico, del soggetto che inerisce alla
psiche, ove la psiche costituita come
una realt connessa o intrecciata con
la realt del corpo proprio(ID-II 92-
93, 489).
Aretusa 147
Sotto il titolo di io empirico troviamo
anche lunit io-uomo, quellio cio
che non soltanto si attribuisce i propri
Erlebnisse in quanto stati psichici, le sue
nozioni, le sue peculiarit di carattere e
tutte le altre caratteristiche permanenti
che si manifestano negli Erlebnisse, ma
che definisce anche sue e quindi fa
rientrare nella sfera dellio anche le sue
caratteristiche corporee
(ID-II 93, 489).
Aretusa 148
deve allora essere chiaro [] che lio
puro di cui si a lungo discusso, quellio
che si offre come sum cogitans, centro
di raggi intenzionali possibili e reali, in
cui i suoi atteggiamenti si correlano alle
specificit delle varie ontologie regionali,
un campo pluriforme, una polarit.

(Costa-Franzini-Spinacci, 2000, p. 191)

*
Aretusa 149
Certamente, nel corpo proprio trovo
localizzato lo strato delle sensazioni, entro
questo strato il dolore e il piacere dei sensi;
ma ci indica semplicemente come questo
strato non rientri nellambito di ci che
propriamente egologico; come il corpo
proprio in generale, tutto ci che non-
io e che costituisce il medesimo come
oggetto sta di fronte allio, e inerisce allio
solo nella modalit del di fronte, appunto
in quanto oggetto delle sue esperienze
(ID-II 212, 607)
Aretusa 150
Certo, il corpo proprio ha certe particolari
virt rispetto al le altre cose: soggettivo
in un senso ben distinto, cio in quanto
latore di campi sensoriali, in quanto organo
di liberi movimenti, e quindi in quanto
organo della volont, in quanto latore del
centro e delle direzioni fondamentali
dellorientamento spaziale; ma tutte queste
cose sono egoit [Ichlichkeiten] per grazia
delle egoit originarie
(ID-II 212-13, 608).

Aretusa 151
MERLEAU-PONTY
Intanto io ho un corpo e in quanto agisco nel
mondo attraverso questo corpo, lo spazio e il
tempo non sono per me una somma di punti
giustapposti, n daltra parte una infinit di
relazioni di cui la mia coscienza effettuerebbe la
sintesi e nella quale essa implicherebbe il mio
corpo ; io non sono nello spazio e nel tempo, non
penso lo spazio e il tempo: inerisco allo spazio e
al tempo, il mio corpo si applica ad essi e li
abbraccia
(PP 164, 195).
Aretusa 152
Noi siamo al mondo in virt del
nostro corpo, in quanto percepiamo il
mondo con il nostro corpo. Ma
riprendendo cos contatto con il corpo
e con il mondo, ritroveremo anche noi
stessi, giacch, se si percepisce con il
proprio corpo, il corpo un io naturale
e come il soggetto della percezione

(PP 239, 281).


Aretusa 153
Il corpo , dunque, il vero centro
dellattivit percettiva ed in gran parte
anonima. La percezione, quindi, si attua
attraverso un corpo che il portatore di
una conoscenza latente.

Questo nesso evidenziato dallo stesso


Husserl: Il corpo il mezzo di qualsiasi
percezione, lorgano della percezione,
partecipa necessariamente a qualsiasi
percezione
(ID-II 56, 453).*
Aretusa 154
La soggettivit, per Husserl come per
Merleau-Ponty, ha bisogno di un ancoraggio
nel mondo e ci lo pu dare solo una realt
corporea in grado di accogliere parte degli
aspetti nascosti che si sottraggono alla
coscienza tetica.

Corposoggetto o corpo proprio (Leib)


come corpo che non pensa, non costituisce
un mondo.
Mondo che non ci che io penso, ma ci
che io vivo (PP XI-XII, 26).
Aretusa 155
Il corpo proprio vivente e fungente lattore
principale della nostra relazione con il mondo.
Esso opera in quellorizzonte che costantemente
presente che il mondo-della-vita.

IO SONO IL MIO CORPO (Marcel).

Il mio intero corpo non per me un aggregato di


organi giustapposti nello spazio. Io lo tengo in un
possesso indiviso e conosco la posizione di ogni
mio membro grazie ad uno schema corporeo nel
quale sono comprese tutte le membra
(PP 114, 151)

Aretusa 156
Lintenzionalit motoria permette al mio corpo di
comprendere il mondo senza dover passare attraverso
rappresentazioni senza subordinarsi a una funzione
simbolica od oggettivante.

Il movimento del corpo pu esplicare una funzione nella


percezione del mondo solo se esso stesso una
intenzionalit originale, una maniera di riferirsi
alloggetto distinta dalla conoscenza. Il mondo deve
essere attorno a noi, non come un sistema di oggetti di
cui facciamo la sintesi, ma come un insieme aperto
di cose verso le quali ci proiettiamo

(PP 444, 498).


Aretusa 157
Lesperienza del corpo ci fa riconoscere una
imposizione di senso che non quello di una
coscienza costituente universale, ci fa
riconoscere un senso che aderisce a certi
contenuti.
Il mio corpo quel nucleo significativo che
si comporta come una funzione generale e
che nondimeno esiste ed accessibile alla
malattia

Aretusa 158
Ecco perch Husserl distingue lintenzionalit
datto, che quella dei nostri giudizi e delle nostre
prese di posizione volontarie, la sola di cui La Critica
della ragion pura abbia parlato, e lintenzionalit
fungente (oprante), quella che costituisce lunit
naturale e antepredicativa del mondo e della nostra
vita, che appare nei nostri desideri, nelle nostre
valutazioni, nel nostro paesaggio pi chiaramente che
nella conoscenza oggettiva, e che fornisce il testo di
cui le nostre conoscenze cercano di essere la
traduzione in
linguaggio esatto

(PP XIII, 27)

Aretusa 159
Il corpo il
veicolo dellessere
al mondo

Aretusa 160
AMBIGUITA del CORPO

Koerper Liebe
Corpo oggetto Corpo proprio
Fenomenologia del corpo
Fin dallepoca neolitica luomo aveva
grande considerazione del corpo
Omero
il cadavere
corporatura,
aspetto
pelle
membra
Le mani e la torsione del busto sono
la collera
Ettore sente con il cuore e il plesso
solare (frenes) che Troia cadr
Platone
Squalificazione del corpo
rispetto allanima
Corpo come prigione, come
tomba dellanima
La parte razionale deve
dominare quella sensibile
Aristotele
Unit corpo-anima
Lanima la forma del
corpo
Lintelletto domina su
anima e corpo
Il Vecchio Testamento
Il corpo il corpo vivente e il linguaggio
che lo esprime non dualistico
Nefes 755v tr anima, respiro Gola sede
dellindigenza

Basar 273v tr carne


Ruah 389v tr Spirito Vento
Leb 858v tr cuore

Il dualismo non tra corpo e psiche ma


tra uomo e Dio
Il Nuovo Testamento

Questo il mio corpo.


Cartesio
Res extensa

Res cogitans

Identificazione dellIo con il pensiero


CORPOREITA

Dal latino medievale corporeitas


indica

avere un corpo
l'essere corpo

Aretusa 171
Il Rito e il Corpo
Coloro che prendono
parte a una performance
rituale danno vita
allordine che stanno
compiendo con la
propria energia fisica

(Rappaport, 2004)
Il Rito e il Corpo
La dimensione corporea della
liturgia non ha altro motivo se
non la struttura stessa delluomo,
per il quale la corporeit figura
come una dimensione essenziale
del suo essere.

Lidentit cristiana non si sviluppa


prima della sua espressione
corporea, ma insieme con essa e
anche grazie ad essa.
Il Rito e il Corpo
La partecipazione attiva alla celebrazione
chiede al soggetto di entrare con piena
disponibilit nellazione, la quale non solo
suppone la fede, ma anche la pone in atto (
la corporeit della fede). Entrare con
disponibilit nellazione significa disporsi a
vivere immediatamente nellazione del
corpo celebrante lespressione e la
realizzazione della relazione di fede, senza
cercarla o rimandarla altrove.
Si tratta di riconoscere il valore dellazione
liturgica e quindi lasciarsi condurre da essa,
quasi arrendersi al corpo che la compie

(Girardi, IL CORPO CELEBRANTE E LESPERIENZA DELLA SALVEZZA.


RIFLESSIONI DI TEOLOGIA LITURGICA FONDAMENTALE)
Il Rito e il Corpo
Il sorgere unitario di significante e
significato, la non estrinsecit del corpo
celebrante rispetto al contenuto
salvifico della celebrazione e la
possibilit di sperimentarli
integralmente luno nellaltro
costituiscono ci che rende efficace il
linguaggio liturgico e insieme ci che
conferisce autorit alla liturgia proprio
nel suo aspetto corporeo: lautorit di
un gesto che, pur nel suo limite storico,
sa introdurre chi lo compie
allesperienza nuova (rinnovata e
rinnovante) della relazione con Dio.
Il rito e il Lapetto
corpo
fondamentale
Il rito simbolo, lincrocio delle
ossia lo stare azioni
insieme del senso sensibili,ossia la
nel suo doppio rete di
valore di sensibilit interdipendenze tra
e di conoscenza il suono,
limmagine,
lodore,
ilmovimento

Bonaccorso
Temporalit

Il rito si pone in un tempo


fuori dal tempo

(Rappaport, 2004)
Temporalit
La celebrazione liturgica,
pur collocandosi nel tempo
storico, provoca una rottura
di questo tempo per
collocarsi nel tempo sacro,
nel tempo archetipico, nell
illud tempus

Si diventa contemporanei
delle origini
(Ries)
Temporalit
Lemozione attuale tuttuno
con levento significante
Lemozione trova una
originale e originaria
connessione col tempo
secondo una trama
narrativa che la inserisce
direttamente nel sacro
(Bonaccorso, 2006,p.239)
Spazialit
Lo spazio sacro si apre
verso lalto

Il luogo sacro a un
tempo limmagine del
mondo
e il mondo santificato
dalla presenza
dellEssere Supremo

(M.Eliade)
Spazialit
Il sacramento gioca il triangolo interiorit-
esteriorit-alterit..
Ges non contenuto nel sacramento come in un
luogo che lo delimita, cos come non indicato dal
sacramento come una realt del tutto diversa dal
sacramento stesso. La presenza sacramentale
coniugazione del contenere e del rimandare,
dellesser dentro e dellessere fuori, dellinteriore
e dellesteriore

La dinamica interiore-esteriore-altro appartiene alla


natura del corpo, ossia a quanto di pi originario
ci sia nellesperienza umana (Bonaccorso, 147)
Alterit

Il rito un comportamento
intersoggettivo e sociale

Bonaccorso
FENOMENOLOGIA
DELLINTERSOGGETTIVITA

Come viviamo gli altri nella nostra esperienza?


COME MI ACCORGO CHE LALTRO NON
E UNA COSA TRA LE ALTRE COSE

MA UNA PERSONA?
Stando alla nostra esperienza vissuta, ci
rendiamo subito conto che il fenomeno
di un individuo psicofisico
decisamente diverso da quello di un
oggetto fisico.
Lindividuo psicofisico non si d soltanto
come un corpo fisico, ma anche come un
corpo-proprio di un Io, capace di avere
delle sensazioni, di pensare, di sentire e
volere.
Tale corpo-proprio inoltre non fa parte
solo del mio mondo fenomenico ma , a
sua volta, centro di orientamento di tale
mondo fenomenico, di fronte al quale si
trova e con il quale io pure sono in
rapporto reciproco.

(Stein)
Lanalisi di Husserl
Scritti (1905-1935): secondo libro di Idee, Fenomenologia
dellintersoggettivit, e Quinta Meditazione Cartesiana

Come appaiono gli altri


nellesperienza
originaria?
Lanalisi di Husserl: il Metodo

Epoch sul fenomeno

Se sospendo lovvia presenza degli altri che cosa resta?

Se astraggo dagli altri, intesi nel senso usuale, io rimango


solo. Ma una tale astrazione non radicale, un tale esser-
solo non altera per nulla il senso naturale e mondano
dellesser- esperibile per ognuno
(M.C.116).
Lanalisi di Husserl:le cose presuppongono altri sguardi

La cosa conosciuta una regola


per le apparizioni possibili e
diventa oggettiva solo quando
intersoggettivamente comune (Id.,
481).

Il mondo non , quindi, n esterno


alla mia conoscenza, n un prodotto
della mia coscienza, ma prende
forma come orizzonte comune delle
nostre prospettive.
Lanalisi di Husserl: il corpo proprio
Attraverso lepoch scopro lambiguit della mia
presenza corporea

il paradosso della soggettivit


umana che soggetto per il
mondo e insieme oggetto nel
mondo
Il corpo un oggetto di tipo particolare,

una cosa costituita in un modo curiosamente


incompiuto (Id, 553).
Lambiguit del corpo proprio
da un lato cosa fisica, materia, ha
una sua estensione, in cui rientrano
le sue qualit reali, il colore, il peso,
il calore e le altre analoghe qualit
materiali; dall'altro io ho
sensazioni su di esso e in esso:
sento lallarme del dolore, sento il
calore, mi protendo verso lo spazio
ambiente, mi situo in una
prospettiva ecc (Husserl, Id.,540).
Lambiguit del corpo proprio

Lambiguit dellessere al
mondo si manifesta con
quella del corpo, e
questultima si comprende
mediante quella del tempo

(Merleau-Ponty).
Lambiguit del corpo proprio

appartenenza
estranea

trascendenza
immanente.
Lambiguit del corpo proprio
alterit "mia propria"
DUALITA VISSUTA (Varela)
Possiamo partire dal sentire corporeo
dellorganismo, la base naturale per lo
studio degli eventi vissuti.
Il sentire, in questo senso ha un doppio
valore, o una doppia valenza: naturale e
fenomenica.

Naturale, perch il sentire rappresenta lorganismo e il suo


accoppiamento strutturale con lambiente, evidente in un senso
determinato e empirico. Ci include, senza eccezioni, le
determinazioni biologiche della costituzione e la spiegazione delle
funzioni; un racconto inevitabile.

Fenomenico, perch laltra faccia del sentire limmanenza del


mondo dellesperienza e del fare esperienza; esso ha uninevitabile
dimensione vissuta
(Varela)
Lappartenenza estranea, la dualit vissuta che mi
appartiene e che scopro nellepoch fa s che io possa
percepire l'Altro come "estraneo analogo".

Quanto era stato messo fuori campo, lalterit in


parentesi, si trova gi dentro le parentesi, dentro
lesperienza del "mio proprio", nella "sfera dell'originale
(Husserl, Id,.126).
la percezione dell'altro

percezione di un altro io, che, per se stesso


un io come io sono io per me

(Husserl, M.C.,211).
"L'esperienza dell'altro
presuppone che gi
nella veduta che io ho
di me stesso sia
abbozzata la mia
qualit di altro
possibile e che nella
veduta che io assumo
dell'altro sia implicita
la sua qualit di ego
(Merleau-Ponty)
Posso "mettermi nei panni dell'altro" perch la struttura della mia
presenza essenzialmente analoga alla sua.
Posso intenzionare il vissuto di unaltra persona, perch i modi con
cui lo rappresento sono gli stessi con cui rappresento me stesso in
termini di possibilit

io sono il punto zero del mio mondo come lui


il punto zero del suo mondo
Poich la mia soggettivit anche corpo, laltro corpo
animato da una soggettivit

ognuno centro di un campo di significazione


UN ALTRO IO
Un altro io uno
che non solo vive,
ma si vive, come
mi vivo io,
e come tale io lo
percepisco

(De Monticelli)
Relazione
Luomo relazione: non un
Io, ma un Io-Tu. Di qui
linvito:sii quel che sei per
avvicinarti a chi non sei.
Tieni presente che come tu
hai la tua identit (da
approfondire) devi
riconoscere allaltro la sua
propria identit.
Devi attraversare la tua
cornice ed entrare in quella
altrui. Altrimenti la
Buber, "Io e tu"
relazione Io-esso: con una
cosa o con un altro ridotto a
cosa.
Relazione
Il soggetto non pu essere
percepito e indagato come
cosa, perch il soggetto ,
nella misura che rimane
tale , non pu essere senza
voce. Ne segue che la
conoscenza pu essere solo
dialogica.

Lorizzonte del conoscente


entra in interazione con
Buber, "Io e tu"
quello della persona da
conoscere
Lo scopo della relazione il suo
stesso essere, cio il contatto con il
tu. Perch a contatto con il tu ci
sfiora un soffio della vita. Chi nella
relazione parte di una realt che
non semplicemente in lui n
semplicemente fuori di lui.
Non c realt dove non c
partecipazione. Non c realt dove
c autoappropriazione. Quanto pi
immediato il contatto con il tu,
tanto pi compiuta la
partecipazione

Buber, 1993, 103


I neuroni mirror

Rizzolatti Gallese
Fenomenologizzare le neuroscienze

Il modello neurofisiologico di molti aspetti di


base dellintersoggettivit mostra indubbie
assonanze con il modello di empatia venutosi a
delineare nella tradizione fenomenologica.
Nellattuale periodo storico caratterizzato dal
riemergere prepotente di particolarismi identitari
etnico-religiosi, riaffermare con Husserl
luniversalit dellempatia, lEinfhlung, come uno
dei meccanismi che garantiscono lattribuzione
allaltro dello statuto di umanit, ci sembra un
ottimo punto di partenza non solo per costruire
un dialogo tra fenomenologia e neuroscienze, ma
anche per mostrare la rilevanza etica della
ricerca condotta in entrambi questi ambiti .
La simulazione incarnata
Ogni volta che
osserviamo qualcuno
eseguire un'azione,
oltre all'attivazione
delle aree visive, si ha
una concomitante
attivazione di circuiti

corticali motori che Sebbene noi non riproduciamo
sono normalmente effettivamente le azioni
attivi durante osservate, tuttavia il nostro
sistema motorio si attiva come se
l'esecuzione di quelle noi eseguissimo le azioni che
stesse azioni. osserviamo. Vedere unazione
significa simularla.
I neuroni mirror

I neuroni nella corteccia premotoria del macaco scaricano ogni


volta che l'animale esegue con la mano o con la bocca atti motori
finalizzati al raggiungimento di uno scopo, come afferrare, prendere
del cibo,manipolarlo, romperlo, spezzarlo.

Ma anche quando l'animale spettatore passivo di azioni analoghe


eseguite da un essere umano o da un'altra scimmia.
Lattivazione
neuronale che
sottende questo
processo
unattivit che
precede la
cognizione;
automatica,
irriflessa e pre-
linguistica
I neuroni mirror

Vedere un altro nel suo


mondo della vita non
solo registrare
passivamente
comportamenti, ma gi
da subito simularli a
livello pre-conscio.

Nell'uomo sono localizzati


nel sistema motorio fronto-
parietale
La simulazione incarnata

Percepire unazione -e comprenderne il


significato- equivale a simularla
internamente
(Gallese)
Percepire unazione in quanto azione, e non
semplicemente come una sequenza di
movimenti, quindi comprenderne il
significato per noi, equivale a simularla
internamente, equivale cio ad attivare il
suo programma motorio pur in assenza
dellesecuzione fattuale di quella stessa
azione.

Ci consente allosservatore di utilizzare le


proprie risorse neurali per penetrare il
mondo dellaltro dallinterno, mediante un
meccanismo automatico e prelinguistico di
simulazione motoria.
Il sistema mirror collegato al significato dellazione

Un gruppo di neuroni premotori,


tradizionalmente considerati parte
della via finale mediante cui
lagente risponde a stimoli esterni
eseguendo movimenti, si rivela
correlato con il livello pi astratto di
descrizione del movimento: il suo
finalismo.

Umilt, Escola, Intskirveli et al. 2008


Comprensione implicita dello
scopo
Due condizioni sperimentali.
Nella prima a una scimmia
consentito di osservare unazione
nella sua completezza.
Nella seconda consentito
osservare solo una parte
dellazione, mentre la parte finale
oscurata.
Pi della met dei neuroni
specchio attivati nella prima
condizione sperimentale si
attivano anche nella seconda.

(Umilt, 2001).
Comprensione implicita dello
scopo
Un particolare insieme di
neuroni specchio, sempre
appartenenti allarea premotoria
F5, si attiva non solo
durante lesecuzione e
losservazione di una determinata
azione, ma anche
quando il suono prodotto dal
realizzarsi della stessa azione
viene udito: lesistenza
di questi neuroni specchio audio-
visivi suggerisce la possibilit
che i neuroni
specchio rappresentino un livello
Il sistema mirror collegato al significato dellazione

Losservazione di un oggetto,
pur in un contesto che con
esso non prevede alcuna
interazione attiva, determina
lattivazione del programma
motorio che si
impiegherebbe se si volesse
interagire con loggetto.
Il sistema mirror collegato al significato
dellazione

Diversi neuroni mirror


si attivano a seconda
del contesto e
dellintenzione
(Fogassi et al. 2005;
Iacoboni et al. 2005).
Regioni cerebrali, come
linsula, lamigdala e la
corteccia cingolata
anteriore, sono similmente
attivate durante lesperienza
in prima persona di
emozioni, come la paura o il
disgusto, o sensazioni,
come il dolore e la loro
osservazione negli altri

(per una rassegna, v. Gallese


2006; Rizzolatti, Sinigaglia,
2006).
Lesperienza del dolore

Le stesse strutture nervose coinvolte nellanalisi delle


sensazioni ed emozioni esperite in prima persona sono attive
anche quando tali emozioni e sensazioni vengono
riconosciute negli altri
Lesperienza del dolore

I nodi affettivi della


matrice del dolore
(nodi della corteccia
cingolata anteriore)
sono attivati sia
quando si sottoposti
allo stimolo doloroso
sia osservando
lapplicazione dello
stimolo ad altri
(Morrison et al., 2004)
Assumendo un punto
di vista soggettivo
nellosservazione
di stimoli dolorosi
su altri si attiva la
corteccia parietale
come nellempatia
Lesperienza del dolore

Immaginando se stessi e altri in situazioni che provocano


dolore si attivano aree della pain matrix simili ma con
una maggiore estensione per la rappresentazione di s

Jackson et al., 2005, 2006; Moriguchi et al., 2007


Quando i soggetti
osservano visi di
pazienti con dolore
cronico, lattivazione
dellinsula anteriore
bilaterale e della
corteccia cingolata
anteriore sinistra
nellosservatore
sono correlate con la
stima del dolore
osservato

Saarela et al., 2007


Si scoperto che lesperienza
soggettiva di essere toccati in una
parte del proprio corpo determina
lattivazione dello stesso circuito
neurale attivato dallosservazione
del corpo di qualcun altro che
viene toccato in una parte
corporea equivalente.
La regione corticale implicata
larea somatosensoriale seconda
(SII), comunemente ritenuta
unarea esclusivamente tattile.

(Blakemore, Bristow, Bird et al. 2005)


La simulazione incarnata

Anche losservazione di uno stato sensoriale,


motorio o emozionale in unaltra persona, attiva
una rappresentazione corrispondente
nellosservatore
La simulazione incarnata
Quando vediamo l'uomo parlare si
osserva unattivazione bilaterale del
sistema pre-motorio che include
l'area di Broca;

quando vediamo la scimmia si


osserva un'attivazione premotoria
bilaterale di intensit ridotta;

quando vediamo il cane abbaiare si


ha unassenza completa di
attivazione motoria.
(Buccino et al.,2004).
il typos corpo umano non delimita
il campo dei miei oggetti di empatia,
ma delimita bens un campo entro cui
possibile un grado ben preciso di
riempimento empatizzante. Nel caso di
empatia nella mano estranea sussiste
la possibilit di un riempimento del
tutto soddisfacente
Se invece per fare un paragone
considero la zampa di un cane, anche
in tal caso non ho una pura cosa fisica,
ma un membro senziente di un corpo
proprio, e qui ancora possibile una
certa trasposizione, ad esempio
lendosensazione di un dolore, nel caso
che lanimale venga ferito, mentre
molte altre cose come certi
atteggiamenti, certi movimenti ecc. ci
sono date soltanto come vuote
rappresentazioni senza cio la
possibilit di un riempimento. E quanto
Consonanza intenzionale col mondo degli altri

Quando ci troviamo di fronte all'altro


ne esperiamo direttamente lumanit
(Gallese, 2007)
Consonanza intenzionale col
mondo degli altri
La capacit di comprendere gli altri in quanto
soggetti intenzionali, al contrario di quanto
sostenuto per anni dal cognitivismo classico, non
dipende esclusivamente da competenze
mentalistico-linguistiche, ma fortemente
dipendente dalla natura relazionale del
comportamento.
Secondo questa ipotesi, possibile conseguire una
comprensione esperienziale diretta degli altri
modellando il comportamento altrui come
intenzionale sulla base di unequivalenza tra ci che
gli altri fanno ed esperiscono e ci che fa ed
esperisce losservatore.
Consonanza intenzionale col mondo degli altri

Assegniamo implicitamente allaltro lo status di


alter ego, di altra soggettivit che condivide
con noi lumana posizione di eccentricit.
Tutto ci non richiede unesplicita spiegazione
razionale, una logica applicata post-hoc ai dati
registrati dai nostri sensi. Grazie ai meccanismi
di rispecchiamento e simulazione, laltro
vissuto come un altro s.
(Gallese, 2007)
Consonanza intenzionale col mondo degli altri

Grazie alla simulazione


incarnata ho la capacit di
riconoscere in quello che vedo
qualcosa con cui risuono, di
cui mi approprio
esperienzialmente, che posso
fare mio.
Il significato delle esperienze
altrui compreso non in virt
di una spiegazione, ma grazie
ad una comprensione diretta,
per cos dire, dallinterno.
(Gallese, 2007)
In virt di questa comprensione
interna, di questa consonanza
intenzionale, laltro oggettuale
diventa un altro se stesso (Gallese et
al, 2007)
La simulazione incarnata pu essere considerata
come il correlato funzionale dellempatia.
(Gallese)
Sistema multiplo di condivisione

Condivisione dello spazio


intenzionale,per cui il mondo
non pi un insieme di
oggetti muti che possono al
massimo stimolare la nostra
reazione,ma un ambito di
appartenenza, un habitat che
condividiamo e che ci mette in
comunicazione.
Potremmo spingerci a sostenere che una piena
comprensione dellaltro in quanto persona non possa
prescindere dal coinvolgimento in prima persona di
unesperienza tattile incarnata.
Questa prospettiva ci riporta nuovamente a Husserl e alla
sua nozione di intersoggettivit.
Come ripetutamente sostenuto dal padre della
fenomenologia, proprio la duplice natura del nostro
corpo come soggetto senziente e oggetto delle nostre
percezioni a consentirci la costituzione degli altri esseri
umani come persone.
Il corpo, simultaneamente percepito come oggetto esterno e
come soggetto esperienziale, fonda sullo stesso substrato
carnale il senso esperienziale di personalit che
attribuiamo agli altri.
Siamo cos in grado di derivare dai comportamenti altrui il
senso interno delle esperienze e delle motivazioni che ne
stanno alla base grazie al fatto che questi comportamenti
percepiti attivano lo stesso meccanismo funzionale grazie
al quale noi stessi ci esperiamo come persone.
(Gallese)
I neuroni mirror
La pi importante conseguenza
psicologica e filosofica di questa
scoperta che, evidentemente, contro
la tendenza individualistica prevalente
nella psicologia contemporanea, in
particolare nelle scienze cognitive, la
soggettivit animale e umana in
particolare, in realt una
intersoggettivit originaria (Gallese)
I neuroni mirror

La scoperta del sistema dei neuroni specchio


mette in luce l'enorme importanza del corpo
vivo nella co-costruzione del nostro rapporto
con l'altro.
Non a caso ho parlato di simulazione
incarnata per caratterizzare il meccanismo
che descrive la funzione dei neuroni specchio.
I risultati delle nostre ricerche si avvicinano
alle riflessioni offerte dalla prospettiva teorica
fenomenologica di autori come Husserl e
Merleau-Ponty.
Sicuramente mi riconosco molto di pi nella
Fenomenologia della Percezione di Merleau-
Ponty che nella Mente Modulare di Fodor.
I neuroni mirror

La scoperta dei neuroni mirror ha messo in


luce come la reciprocit che ci lega
all'altro sia una nostra condizione
naturale, pre-verbale e pre-razionale e
che il legame con gli altri iscritto nel
nostro corpo.
La neurofenomenologia
Le analisi fenomenologiche
sulla struttura dellesperienza
e le loro controparti nella
scienza cognitiva sono
correlate tra loro attraverso
vincoli reciproci

La fisiologia del cervello e


lesperienza hanno la stessa
importanza e hanno un
rapporto di codeterminazione

(Varela,
1996)
Bisogna sapere che
c' tutta una nuova
generazione, che
prende la
fenomenologia come
uno strumento di
lavoro, per lo studio
di questioni cognitive

(Varela, 2001)
La dualit vissuta
Il paradosso della soggettivit umana che soggetto
per il mondo e insieme oggetto nel mondo
(Husserl, 1936,
53)
Questa ambiguit non una imperfezione della
dell'esistenza, ma ne la definizione
(Merleau-Ponty, 1945, 431),
Si tratta di capire che unentit pu avere sia le
propriet caratteristiche della materia, sia le
propriet caratteristiche del mentale, a dispetto
dellapparente eterogeneit tra di loro
(Roy, Petitot, Pachoud, Varela, 2000, 46)
La dualit vissuta
Noi riteniamo, con
Merleau-Ponty, che la
cultura scientifica
occidentale richiede
che noi vediamo i
nostri corpi tanto come
strutture fisiche quanto
come strutture
desperienza vissuta
in breve tanto
comeesterni che
interni, biologici e
Il sentire ha una doppia valenza: naturale e
fenomenica...
E tuttavia il fatto che lorganismo sia un agente
senziente e cognitivo possibile solo perch
siamo gi coscienti e abbiamo unintuizione
originaria della vita e delle sue manifestazioni
Dato che la tradizione scientifica ha identificato il
naturale con loggettivo, ha reso impossibile
vedere lunit... Nessun ponte pu pi
funzionare
Bisogna riconsiderare da capo le basi della scienza
moderna
Varela, 2001
: Crede forse di capire i volti altrui, per strada, nella sua famiglia, perch sa qualcosa che succede nel loro cervello ? (Changeux, Ricoeur, 1998, p.103).

Crede forse di capire i volti altrui, per


strada, nella sua famiglia, perch sa
qualcosa che succede nel loro cervello?
: Crede forse di capire i volti altrui, per strada, nella sua famiglia, perch sa qualcosa che succede nel loro cervello ? (Changeux, Ricoeur, 1998, p.103).

Ma la nostra esperienza reciproca impegna


obbligatoriamente i nostri cervelli
Certo non agendo direttamente sul
cervello che otteniamo larmonia dei
rapporti, ma indirettamente attraverso il
dialogo
La meditazione

Durante la meditazione avviene un riavvio (re-boot) del


cervello che dissolve strutture mentali abituali (particolarmente
strutture centrate sulle idee io, me , mio) e ne ricostruisce
altre pi elastiche, pi ricettive e pi compassionevoli.
Levoluzione
biologica e la
cultura religiosa
concordano sulla
centralit
(ontologica ed
epistemologica)
della vita

(Bonaccorso, p.
217)
Il rito
Il corpo presente
come Leib annulla
la distinzione
soggetto/oggetto,
S/altro

La vita prevale
sulla ragione
L'altro ha fenomenologicamente luogo come
modificazione di me stesso
(M.C., 135)
non vuol dire che io costruisco
laltro attraverso unanalogia
logica, ma che io posso
riconoscerlo come una presenza
analoga alla mia, perch ho gi
in me la struttura intenzionale
dellalterit,
perch posso concepire anche per
me la possibilit di un
oggettivazione.

Per questo con-esserci la percezione dell'altro


percezione di un altro io, che, per se stesso un io
come io sono io per me (M.C.,211).
La mente estesa
Gli ultimi venticinque anni
testimoniano il graduale
sviluppo di un approccio
incarnato, situato, alla mente.
Siamo fuori dalle nostre teste. Siamo
nel mondo e parte del mondo

No A., Perch non siamo il nostro cervello,


Cortina, Milano, 2010
Questa polarit centrale
nell'analisi del concetto di corpo
elaborata dalla riflessione
fenomenologica, che mira a
sottolineare la dimensione di
esperienza vissuta proprio della
corporeit, la sua capacit di
costituirsi come presa di
coscienza del nostro essere nel
mondo (Callieri).
Aretusa 250
Sistema multiplo di condivisione

Il sistema della molteplicit


condivisa non implica che noi
esperiamo gli altri come esperiamo
noi stessi. Tale sistema
semplicemente costituisce e
promuove il processo di mutua
intelligibilit (Gallese, 2006, 318).
Dimensione teologica / dimensione antropologica

In quanto esseri umani


siamo nati dal rito
Dimensione teologica / dimensione antropologica

Rappaport, Rito e religione nella costruzione dellumanit, Padova, 2004

Teologi e liturgisti vedono solo il lato


conscio e intenzionale del rito e non
possono vederne la natura profonda,
universale, antropologica

Il pensiero razionale incapace di


cogliere la totalit perch selettivo e
schematico
Il senso comune e la razionalit ci
separano dai nostri simili
Dimensione teologica/ dimensione antropologica

Duplice aspetto:

Canonico trascende il tempo


presente ed immutabile in
quanto esprime i postulati sacri

Autoreferenziale rappresenta
limmediato, il modo in cui gli
esecutori partecipano (vissuto
personale)
Dimensione teologica/ dimensione antropologica

Canonico:

I postulati sacri sono dogmi


essenziali fuori del tempo:
la verit che oggetto di fede
e che il rito riattualizza
Dimensione teologica/ dimensione antropologica

Autoreferenziale:

Comporta una
trasformazione fisica e
psichica in chi lo compie

Ha unefficacia concreta

autoimplicazione

Coinvolge lalterit
Aspetto
trasformativo
del rito

(Turner)
Dimensione teologica/ dimensione antropologica

Forma e sostanza sono inseparabili

1.Il rito non interamente codificato dagli attori

2. Il rito formale

3. Il rito esige linvarianza

4. Il rito esige la performance

5. Il rito comporta la comunicazione


I riti sono le regole di condotta che
prescrivono come un uomo deve comportarsi in
presenza del sacro

Kertzer, Riti e simboli del potere, Laterza, Roma, 1989, 17


LESSENZA DEL RITO
LIMINALITA (Turner)

Il rito unazione complessa in cui


intervengono tanti linguaggi
simbolici tesi a scardinare lordine
del mondo e immettere il fedele in
un altro orizzonte
(Tagliaferri, 2010)
LESSENZA DEL RITO

Il rito un atto sacro (in quanto


separato dallo scorrere della vita
banale) in cui si celebra lorigine del
significato, riattualizzandone il
senso attraverso il corpo