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Viaggio nel romanzo

I PROMESSI SPOSI
Scheda
I Personaggi
Trama

Titolo:I Promessi Sposi.


Storia della composizione
Autore:Manzoni
Genere:Romanzo Storico
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I PERSONAGGI
Renzo
Lucia
Don Abbondio
Don Rodrigo
Azzeccagarbugli
Fra Cristoforo
Agnese
Innominato
Monaca Di Monza
Federico Borromeo

LA TRAMA

I Promessi Sposi il pi importante romanzo storico italiano. Il romanzo storico, nato nei primi decenni dellOttocento
per opera dello scrittore Walter Scott un romanzo di storia e di invenzione: esso, narra una vicenda di invenzione
ambientata, per, in unepoca storica precisa, generalmente del passato, ricostruita pi o meno fedelmente nelle sue
caratteristiche sociali e culturali. Accanto a personaggi storici, si muovono personaggi inventati. Una caratteristica di
questo romanzo la presenza di personaggi collettivi, cio di gruppi di persone. Inoltre caratterizzato da descrizioni di
personaggi e da dettagliate descrizioni di oggetti e arredi. Il linguaggio di alto registro, che riproduce fedelmente
quello parlato nellepoca in cui si svolge la vicenda. Per quanto riguarda lopera di Manzoni, bisogna sottolineare che il
periodo che fa da sfondo al romanzo il 1600. Infatti siamo nel 1628, ai tempi della dominazione spagnola sul ducato
di Milano. Renzo Tramaglino e Lucia Mondella, due contadini e operai tessili di un non precisato paesino della provincia
di Lecco, stanno per sposarsi. Don Rodrigo, il signorotto del villaggio, infatuatosi di Lucia, impedisce le nozze,
intimidendo il curato Don Abbondio. I due promessi sposi tentano di tutto, per difendersi: Renzo si reca da un avvocato
di Lecco (soprannominato Azzecca-garbugli), Lucia si rivolge a Fra Cristoforo, un borghese che ha vestito il saio per
espiare un delitto commesso in giovent. I fidanzati ricorrono perfino allespediente di un matrimonio a sorpresa,
comparendo allimprovviso di fronte a Don Abbondio. Tutto inutile. In compenso Lucia sfugge al rapimento organizzato
da Don Rodrigo e viene portata al sicuro in un convento di Monza, mentre Renzo si dirige a Milano. La vicenda segue
due percorsi. Il primo porta Lucia a subire un nuovo rapimento, questa volta riuscito, da parte di un potente fuorilegge
LInnominato, che proprio allinterno del convento ottiene la complicit di Gertrude. Portata al suo castello, Lucia fa
voto alla Madonna di rinunciare al matrimonio, in cambio della propria salvezza. Il miracolo avviene e lInnominato
decide di cambiare vita. Infatti questultimo, invece di consegnare la donna a Don Rodrigo, la d in custodia alla
famiglia nobile milanese di don Ferrante. Nel frattempo, Renzo, giunto a Milano nel pieno della carestia, si lascia
trascinare ingenuamente nei tumulti, si ubriaca e viene ritenuto pericoloso dalle autorit spagnole. Arrestato, riesce poi
a fuggire e a rifugiarsi nei territori di Bergamo. In seguito arriva la peste, che colpir i due protagonisti principali. Proprio
nel lazzaretto di Milano i due fidanzati si ritroveranno, scampati al terribile morbo. Fra Cristoforo, prima di morire,
scioglie Lucia dal suo voto e nulla impedir a Don Abbondio di celebrare le sospirate nozze, che concludono il romanzo
(autunno 1630). In seguito Renzo e Lucia emigrano nel bergamasco, per avviarvi un florida attivit tessile.

ALESSANDRO MANZONI

La vita
Alessandro Manzoni nacque a Milano nel 1785 dal conte Pietro Manzoni e da Giulia Beccaria,
figlia di Cesare Beccaria, autore del famoso trattato Dei delitti e delle pene contro la tortura e la
pena di morte.
Compiuti i suoi primi studi in collegi religiosi, a ventanni si rec a Parigi, raggiungendo la madre
che si era separata dal marito. Gli anni parigini (1805- 1810) furono molto importanti per la sua
formazione politica, morale e culturale. Nel 1808, durante un breve soggiorno a Milano, conobbe
e spos Enrichetta Blondel, di religione calvinista. Il fervore religioso della moglie, convertitasi al
cattolicesimo, spinse Manzoni a una profonda meditazione sui problemi morali e religiosi che
determin il suo ritorno alla fede cristiana. Dalla conversione in poi la sua vita fu povera di
avvenimenti, ma ricca di opere e di meditazione interiore. Visse quasi sempre a Milano in modo
appartato e schivo, seguendo per con intensa passione le vicende del Risorgimento.
Il Manzoni, per la sua indole timida e riservata, non partecip direttamente alle lotte del
Risorgimento, ma si limit ad esortare gli italiani, mediante gli scritti, a combattere per la libert e
lindipendenza della Patria. sia direttamente con le opere di ispirazione patriottica e civile, come
la lode Marzo 1821, sia indirettamente con il romanzo. Le poesie patriottiche hanno spesso un
tono polemico, aspro e violento e fremono dodio contro gli oppressori della Patria; invece nelle
poesie del Manzoni non c una sola parola dodio o di violenza, ma la moderazione di un animo
cristiano, che parla a sentimento di tutti i popoli civili per perorare la causa della libert della
Patria. Ma il contributo pi alto che Manzoni ha dato al Risorgimento fu nella questione della
lingua, la creazione di una prosa nuova, semplice e popolare che facilit lunificazione spirituale e
culturale della Nazione. Nel 1848 firm con altri patrioti la petizione a Carlo Alberto perch
intervenisse in Lombardia contro gli Austriaci; nel 1861, nominato senatore del nuovo Regno
dItalia, partecip a Torino alla prima seduta del Parlamento italiano e nel 1872 accett la
cittadinanza onoraria di Roma per aver contribuito, con la sua opera di scrittore, alla causa
italiana.
Alessandro Manzoni mor nel 1873 allet di ottantotto anni. Tra le opere ricordiamo: gli Inni
Sacri, alcune liriche (Marzo 1821, 5 Maggiio), I Promessi Sposi.

IL ROMANZO STORICO
Il romanzo manzoniano di tipo storico. Tale genere ebbe fortuna nel XIX secolo. Per romanzo storico si intende
una narrazione che racconta vicende immaginarie ambientate in contesti storici definiti che fanno da sfondo al
racconto. Manzoni, scrittore ottocentesco, narra una storia ambientata nel 1600, ricostruisce gli eventi e le
abitudini del tempo e in tale contesto d vita ad una vicenda verosimile, cio che sarebbe potuta accadere.
Quando Manzoni si dilunga a parlare dei bravi , della giustizia come arma dei potenti contro gli umili, parla di
situazioni che caratterizzavano quei tempi; i signorotti locali realmente si avvalevano di veri e propri eserciti
illegali, i bravi per lappunto, di cui abbiamo notizia nelle cronache del tempo. Gli avvenimenti che fanno da
sfondo alla vicenda sono realmente accaduti, come ad esempio la sommossa popolare di Milano e la peste che
devast il Milanese.
Per quel che riguarda gli attori del romanzo ci sono da una parte personaggi di pura fantasia, come Renzo,
Lucia, Agnese, Don Abbondio, Perpetua, Don Rodrigo, il Conte Attilio, il dottor Azzecca-garbugli. Dallaltra si
incontrano personaggi storici realmente esistiti, come Fra Cristoforo (= Padre Cristoforo di Cremona); la Monaca
di Monza (= Virginia Maria di Leyva); LInnominato (= Francesco Bernardino Visconti), ecc
STORIA DELLA COMPOSIZIONE
I Promessi Sposi ebbero tre stesure o redazioni. La prima aveva come titolo Fermo e Lucia e poi Gli Sposi
Promessi. Di questa prima stesura non solo erano diversi i nomi di alcuni personaggi (LInnominato si chiamava il
Conte del Sagrato; Renzo Tramaglino era Fermo Spolino; Lucia Mondella era Lucia Zarella), ma erano diversi
anche alcuni episodi come quello della fine di Don Rodrigo, il quale, nel Lazzaretto, alla vista di padre Cristoforo e
delle sue vittime, Fermo e Lucia, balzava su un cavallo e, dopo una folle cavalcata, veniva raccolto morto da due
monatti e gettato su un mucchio di appestati. Insoddisfatto della sua opera, il Manzoni dopo la prima stesura ne
pubblic unaltra nel 1827 col titolo di Promessi Sposi, storia milanese del XVII sec., scoperta e rifatta da A.
Manzoni. Lo scrittore, per, insoddisfatto della seconda redazione, che gli appariva ricca di lombardismi, lo
stesso anno (1827) si rec a risciacquare i cenci in Arno e sottopose tutto il romanzo ad unaccurata revisione
linguistica sul modello del fiorentino vivo e medio, si ebbe cos la terza ed ultima edizione, che fu pubblicata tra il
1840 e il 1842.

Il Seicento
Le vicende di Renzo e Lucia, nella narrazione manzoniana, si
sviluppano nei primi decenni del XVII sec. Il Seicento stato un
secolo particolarmente cupo per i territori della penisola italiana. Gli
Spagnoli dominavano in Lombardia, in Sicilia, nel Regno di Napoli e in
parte della Toscana, generando malgoverno e scontento tra la
popolazione. Un secolo segnato dallingiustizia. Tutta la narrazione
vive nellambito di questa cornice di valori, dove la condizione degli
umili oppressi pu trovare solo riscatto nella salvezza morale, non
potendo sperare in nessuna forma di garanzia da parte delle istituzioni
e del potere. Lanalisi spietata che Manzoni opera sulla dominazione
spagnola un atto di accusa a tutte le dominazioni straniere, quindi
testimonianza di opposizione al governo austriaco, potenza straniera
che governava nel Lombardo-Veneto al tempo in cui lautore compose
lopera.

I luoghi
I Promessi Sposi ambientato in Lombardia nel XVII secolo, specificatamente in un paesino, non
nominato, che si trova sul ramo lecchese del lago di Como, nella citt di Lecco, Milano e in tutta la parte
che comprendeva il Ducato di Milano . Qui vivono i protagonisti del romanzo, vengono ambientate le
scene principali e i viaggi di Renzo e Lucia. Solo Bergamo, luogo dove si rifugia Renzo per sfuggire
alla polizia che lo sta cercando, nel territorio della Repubblica di Venezia.
Il borgo nato dove stata ambientata la prima parte della vicenda stato identificato con Olate, piccolo
paesino poco a nord di Lecco. Lidentificazione dei luoghi reali dove si svolgono le vicende appare
complessa, in quanto Manzoni raramente fornisce chiare indicazioni in merito.

DON ABBONDIO

Don Abbondio il curato di un piccolo paese vicino


Lecco, inoltre uno dei primi personaggi che si
incontrano nel romanzo.
uno dei personaggi pi importanti di questa
vicenda, ma non n nobile,
n ricco, n
coraggioso. Il suo sistema di vita si basava su
poche regole precise: scansare tutti i pericoli,
schierarsi sempre dalla parte del pi forte facendo,
rimanere sempre neutrale per evitare rischi, badare
solo a s stesso, non prendere mai posizione nei
contrasti per evitare qualunque problema.
Il momento in cui dimostra appieno la sua fifa
durante il suo incontro con i bravi, quando cerca
una via di fuga e rendendosi conto che lunica
maniera era affrontarli gli corre incontro e affretta i
tempi, cos che la paura duri il meno possibile.
Un episodio che evidenzia la paura di Don
Abbondio nei confronti dei pi ricchi e potenti
testimoniato dallincontro con i bravi. In tal
contesto, appena sente il nome di Don Rodrigo, si
dichiara disposto ad ubbidire ai suoi comandi, pur
sapendo di andare incontro ad un guaio.
Don Abbondio un tipo insolito e, pur non
approvando il suo comportamento di fronte ai bravi,
non si pu che non provare una forte pena per un
uomo cos debole, che si trova a vivere in un
mondo cos crudele, in una societ piena di
violenza.

RENZO
Renzo uno dei protagonisti principali del
romanzo, un filatore di seta che
praticamente vive del suo lavoro. Egli vive in
una determinata epoca: il XVII secolo. E un
personaggio
configurato
in
modo
strettamente storico, che il modo poetico
del Manzoni:
Dalla descrizione che fa Manzoni , Renzo
appare un personaggio pacifico , anche se
affronta le avversit con impeto ed
impulsivit, adirandosi e inveendo, ma poi
quasi sempre si contiene facendosi guidare
da una radicata moralit. A volte sembra
ingenuo come nella taverna di Milano,
quando si lascia andare fino a sembrare un
sovversivo, ma riesce anche ad evitare le
trappole che insidiano la sua fuga verso
Bergamo, dove trova rifugio dal cugino. E
legato a Lucia e non riesce a non pensare ad
un futuro senza la sua promessa sposa, cos
quando viene a sapere del voto pronto a
partire soldato.

DON RODRIGO

Don Rodrigo lantagonista di Renzo, colui che vuole


impedirne il suo matrimonio con Lucia e che si pone
contro i protagonisti e d origine a tutta la vicenda. Don
Rodrigo lo specchio del suo tempo, di quel Seicento di
cui Manzoni ci ha lasciato il quadro pi vasto, multiforme
e completo che mai sia stato fatto.
Sebbene sia colui che, con il suo agire avventato e
prepotente, rende possibile tutta la vicenda, lunico
personaggio di cui non ci venga fatta una presentazione,
n fisica, n morale. Lo conosciamo solo attraverso la sua
autorit e attraverso il suo agire e le conseguenze che ne
derivano. Appare sin dallinizio tramite le parole dei bravi e
il racconto di Lucia, ma la sua vera comparsa fisica nel
cap. V: Don Rodrigo [] era l in capo di tavola, in
casa sua, nel suo regno, circondato damici, domaggi, di
tanti segni della sua potenza, .Quello che subito salta
agli occhi la sua prepotenza e il suo essere uomo al di
sopra degli altri. Per quanto riguarda il suo carattere, egli
compie il male solamente per l appoggio che riceve da
persone di una certa importanza, che gli permettono di
violare molte leggi. Per lui esiste solo una legge :quella
del pi forte, visto che le altre le pu violare sempre,
grazie alla sua ricchezza e a persone che lo aiutano come
i Bravi.
Questi ultimi insieme ad alcuni amici suoi fedelissimi
sono inviati a fare i lavori sporchi per conto suo, come ad
esempio nel caso del rapimento di Lucia, di cui viene
incaricato il Griso anche se tale tentativo di sequestro
fallir. Don Rodrigo un tiranno di campagna che non
accetta le conseguenze delle sue azioni, non facendosi
cos valere neppure nel male, non sapendo suscitare
paura e rispetto allo stesso tempo.
Don Rodrigo pu essere considerato un personaggio
statico, visto che non cambia nel male, ma neanche nel
bene.

LUCIA
..Lucia sandava schermando con quella
modestia un po guerriera delle contadine,facendosi
scudo alla faccia col gomito, chinandola sul busto,e
aggrottando i lunghi e neri sopracigli,mentre per la
bocca sapriva al sorriso..aveva qello quotidiano
duna modesta bellezza,rilevata allora e accresciuta
dalle varie affezioni che le si dipingeva sul viso:una
gioia temperata dal un turbamento leggiero,quel
placido accoramento che si mostra di quandin
quando sul volto delle spose,e,senza scompor la
bellezza,le d un carattere particolare
( capitolo II I Promessi Sposi ).
Lucia la protagonista de I Promessi Sposi, a cui
vengono attribuite come doti la bont e
linnocenza.
Lei fedele al suo sposo, lo ama e cerca in tutti i
modi di sposarlo. La ragazza molto religiosa e
sincera e non mente mai, anche quando Agnese le
propone di sposare Renzo, prendendo alla
sprovvista don Abbondio, Lucia non se la sente di
sposarlo con linganno. Ella convinta che i mali
non si possono evitare, tuttavia possono essere
superati con labbandono alla provvidenza. Figura
semplice e delicata, di modesta bellezza, la
descrive lautore, ma con una luce di interiore
serenit che mette a disagio linterlocutore : sia la
Monaca di Monza, che lInnominato provano
turbamento al cospetto di Lucia, che sembra
risvegliare rimorsi da tempo soffocati.

AZZECCA-GARBUGLI

Nel romanzo di Alessandro Manzoni "I


Promessi
Sposi",
Azzecca-garbugli

l'avvocato di Lecco (a quel tempo chiamato


dottore).
Nel suo studio presente una
notevole quantit di libri, che tiene pi come
elementi decorativi che come materiale di
studio. Il suo tavolo invece cosparso di fogli
che impressionavano gli abitanti del paese che
vi si recavano.
Renzo Tramaglino si presenta da lui, per
chiedere se ci fosse stato un editto che
avrebbe potuto condannare don Rodrigo, ma
lui sentendo nominare il potente signore,
respinge Renzo, perch non avrebbe potuto
contrastare la sua potente autorit.
Azzecca-garbugli un personaggio del tutto
secondario, ma rimasto famoso per l'abilit
con cui Manzoni descrive la sua personalit.
Egli viene descritto come un uomo sulla
sessantina danni, alto, magro, calvo, con il
naso sporgente.
Nel testo il dottor Azzeccagarbugli
rappresenta la crisi della giustizia del Seicento.

FRA CRISTOFORO

Il personaggio di fra Cristoforo, oltre ad avere un


importanza non trascurabile ai fini della storia de I
Promessi Sposi, presenta delle caratteristiche che
testimoniano labilit di Manzoni nel creare personaggi
compositi e dotati di una vera e propria psicologia.
Lautore lo presenta inizialmente con la descrizione
dellaspetto fisico, attraverso la quale mostra anche alcune
delle caratteristiche interiori la cui natura sar specificata
da Manzoni in seguito. Di fra Cristoforo, durante la
narrazione del suo passato, ci viene detto che, pur
essendo di origini plebee, disponeva di mezzi sufficienti
per condurre una vita da aristocratico; nonostante le sue
grandi ricchezze Lodovico (questo era il suo nome prima
di ricevere gli ordini) era trattato con disprezzo dai vari
signori del luogo, e quindi aveva iniziato a difendere con la
violenza gli umili dalla prepotenza dei nobili, giungendo ad
ucciderne uno per futili motivi; il rimorso e lorrore per
questa azione lo portano infine a farsi monaco. La
narrazione della storia passata di Padre Cristoforo molto
interessante sotto vari punti di vista. In primo luogo ci
permette di capire la morale dello scrittore: la purezza
interiore, di conseguenza la grazia divina, non insita
nelluomo, ma va ricercata attraverso un duro percorso di
peccato e purificazione.
.
Manzoni mette anche in risalto alcune caratteristiche
positive di Lodovico: viene presentato s come arrogante e
impulsivo, ma si dice di lui che non era un sanguinario e
spesso risultava aggressivo solo per impedire che
venissero commessi dei soprusi sui pi deboli; queste
qualit, pur moderate dallumilt acquisita in seguito al suo
pentimento, continuano a costituire un tratto distintivo
della personalit di fra Cristoforo. Egli quindi pu essere
per certi versi paragonato a Renzo, con cui condivide
unimpetuosa generosit danimo, inoltre il suo percorso
spirituale presenta delle analogie con quello dellautore.
dellautore

AGNESE
Agnese si pu identificare come il personaggio
che svolge la funzione di aiutante dei protagonisti
allinterno della storia.
Lautore presenta questo personaggio
indirettamente: non fornisce una descrizione
completa, ma una serie di indizi che costruiscono la
figura.
Agnese la tipica donna che si trova nelle contrade
brianzole. Il suo carattere, deciso e sbrigativo, unito
ad unesperienza di vita che lei stessa dentro di s
forse sopravvaluta, la induce ad unestrema
sicurezza di giudizio; la sua sollecitudine e il suo
amore per lunica figlia, la sua facilit di parola e la
sua arditezza di espressioni, costituiscono un
marchio inconfondibile. Una caratteristica di Agnese
la sollecitudine con cui si dispone ad aiutare la
figlia nel raggiungimento della sua felicit. Agisce
con la sicurezza di s, propria della gente di limitata
cultura, che portata a vedere una faccia sola della
realt, quella che la interessa direttamente. Agnese
astuta, a volte invadente e ciarlona, ma anche
acuta conoscitrice dellanimo umano: sa come
distrarre Perpetua quando i due giovani promessi
tentano di sorprendere Don Abbondio. Inoltre
amorevole verso Lucia e ama, come fosse suo
figlio, Renzo ed anche pettegola quando serve.
Infine c da dire che rappresenta nel corso di tutta
la storia un punto dappoggio per Lucia.

LINNOMINATO

L'Innominato una delle figure


psicologicamente pi complesse e interessanti
del romanzo. Con pochi tratti Manzoni ci delinea
la figura fisica dellInnominato: alto, bruno, calvo,
vicino alla sessantina, ma ancora virile e vitale.
un personaggio storicamente esistito al quale
lautore fa svolgere un dramma spirituale.
L'Innominato, figura malvagia, la cui malvagit
pi che ripugnanza forse incute rispetto, il
potente cui Don Rodrigo si rivolge per attuare il
piano di rapire Lucia. In preda a una profonda
crisi spirituale, l'Innominato scorge nell'incontro
con Lucia un segno, una luce che lo porta alla
conversione: durante la famosa notte in cui Lucia
prigioniera nel castello, la disperazione
dell'Innominato giunge al culmine, tanto da far
pensare al suicidio, ma ecco che il pensiero di
Dio e le parole di Lucia lo salvano e gli mostrano
la via della misericordia e del perdono.
L'Innominato un personaggio de I
promessi sposi chiamato cos per il nome
sconosciuto.. Dopo la conversione l'Innominato
cambia completamente e coglie al volo
l'occasione per fare del bene in maniera
proporzionata al male che aveva fatto. Infatti
quando scendono in Italia i lanzichenecchi
(mercenari tedeschi che combattono nella guerra
di successione al Ducato di Mantova), che
mettono a sacco il paese di Renzo e Lucia e
diffondono il morbo della peste, molti, tra cui don
Abbondio, Perpetua e Agnese, trovano rifugio nel
castello dell'Innominato, che si fatto campione
di carit.

FEDERIGO BORROMEO
Il cardinale F. B. un personaggio realmente
esistito, in quanto si avvicina molto allarcivescovo
di Milano suo omonimo Federigo Borromeo
realmente esistito e nato a Milano il 16 agosto
1564, arcivescovo di Milano dal 1595. Il Cardinale
uomo dotto, sapiente, ma caritatevole e
misericordioso, pronto ad accogliere chi si pente
con
sincerit,come
linnominato.
Federigo
Borromeo non rappresenta la Chiesa rigida e
inflessibile,ma quella che svolge la sua azione tra la
gente. Egli non combattivo come Padre
Cristoforo, tuttavia si muove tra gli umili e non ha
paura di correre rischi. Borromeo viene presentato
da Manzoni nel capitolo XXII con una lunga
digressione in cui non raccontata solo la vicenda
umana del cardinale, ma delineata la sua
personalit, il suo temperamento e le sue
debolezze:
egli
assecond
le
credenze
superstiziose del suo tempo circa le cause della
peste.

LA MONACA DI MONZA
La storia di Gertrude occupa il capitolo IX e
per intero quello successivo. Tutto il racconto
offre
un
illuminante
spaccato
delle
consuetudini,
sulle
ipocrisie
e
sulle
convenzioni del sec. XVII. Gertrude vittima
delle convenienze e degli interessi superiori,
ai quali viene sacrificata tutta la sua
esistenza.
E avviata alla vita monacale, con metodi
subdoli: infatti ella non animata da vera
fede ma dalla convinzione che in convento
avr un ruolo molto importante. <quando
comprende che sar costretta a rinunciare
alla vita di tutti i giorni intreccia una relazione
amorosa con
Egidio; scoperta, viene
segregata in casa, non le resta altro che
accettare la vita monacale, con tutto il
rancore e lastio per una scelta subta. La sua
vita da monaca diventa una rivalsa contro
quanti hanno causato la sua infelicit, la
famiglia e le monache. La sua colpa quella
di essere troppo debole, di non aver mai
osato una reale opposizione alle decisioni dei
genitori.

I BRAVI
.avevano
.avevano entrambi intorno al capo una reticella verde che terminava sullomero sinistro terminata in una gran nappa, e dalla quale
usciva sulla fronte un enorme ciuffo: due lunghi mustacchi arricciati in punta: una cintura lucida di cuoio, e a quelle attaccate due piccol
corno ripieno di polvere, cascante sul petto, come una collana:un manico di coltellaccio che spuntava fuori dun taschino degli ampi e gonfi
calzoni:uno spadone,con gran guardia traforata a lamine dottone, congegnate come in cifra, forbite e lucenti.(cap.
lucenti.(cap. I).
I Bravi nel romanzo di Manzoni appaiono subito, nel primo capitolo. Due di loro aspettano Don Abbondio al bivio che lo conduceva a casa
sua,sono aggressivi e armati fino ai denti. Da questo episodio si evincono alcune caratteristiche di questi personaggi, che cercano di
persuadere il curato attraverso minacce e bestemmie.
I Bravi sono sempre al servizio dei potenti signori e pronti ad obbedire agli ordini pi crudeli e a uccidere chi osa mettersi sulla loro strada.
I Bravi descritti nel romanzo sono spavaldi, ma quando temono qualcuno sono ruffiani e codardi.
Il Griso il Bravo prediletto da Don Rodrigo ed esegue sempre i suoi ordini.
Al Griso ordinato di portare a compimento il rapimento di Lucia e verr punito quando vedr arrivare la carrozza vuota.
La codardia del Griso si evidenzia in uno negli ultimi capitoli del romanzo.
Egli torna a casa di notte, dopo una festa in compagnia di Don Rodrigo e dei suoi amici, e si accorge che il padrone sta poco bene. Gi
mettendolo a dormire, si tiene a distanza, ma pi tardi, quando viene chiamato e pregato di recarsi con urgenza da un medico, per soccorrere
Don Rodrigo che si scoperto malato di peste, corre invece dai monatti. Alla fine anche questi muore di peste.
Il Nibbio, invece, un uomo crudele ed incaricato di nascondere i misfatti di Don Rodrigo. Nibbio crudele, ma ha compassione di Lucia.
Infatti, nel momento in cui la trasporta al castello, cerca di farla soffrire il meno possibile.
I bravi erano i segni pi evidenti dellanarchia che caratterizzava la dominazione spagnola in Lombardia e contro di loro erano emanate delle
griide, cio delle leggi gridate dai banditori in modo che anche le persone analfabete ne fossero informate.