Sei sulla pagina 1di 44

La musica nella cultura

greca
Larte della Memoria

Coordinate temporali
XII-IX sec. a.C. Medioevo ellenico
IX-VI sec. a.C. Periodo arcaico
V-IV sec. a.C. Et classica
Drammaturghi Teorici musicali Filosof
Eschilo 525-456
Damone V sec. Pitagora VI sec.
Sofocle 496-405 Platone 429-347
Euripide 482-406 Timoteo 450-360 Aristotele 384322

336-146 a.C.

Et ellenistica

Mousik Tkne ( )
1)Per la cultura greca il concetto di Musica come
arte autonoma non esisteva. Mousik Tkne era
larte delle Muse, figlie di Zeus e Memoria, la
realizzazione sonora della poesia.
2) La struttura della lingua greca prevedeva
qualit meliche. In un discorso parlato (lgos) le
sillabe si differenziavano per ritmo, melodia e
timbro. La voce parlante saliva e scendeva come
glissando nello spazio sonoro (movimento continuo):

La voce cantante grazie ai nmoi intonava con


precisione i suoni in un movimento intervallare:

Nmos ()
Il Nmos un modulo melico, una sorta di cellula che si
sviluppa
attraverso
il
lgos
(testo
verbale),
determinandone la pronuncia intonata. I nomoi,
dorigini arcaiche e rituali, fissavano le coordinate
espressive dei brani musicali; erano infatti regole
desunte dalla tradizione che fornivano una gamma di
suoni omogenea.
I nomi derivavano dalla destinazione rituale (pitico, di
Athena) o dallarea geografica di produzione (beotico,
eolico).
La radice nem- nmo (distribuisco a ciascuno) e nom- nmeus (pastore) ci
dice che i nomi nutrono, le leggi (la radice leg-log- dal verbo lgo) invece
vincolano, vietano.

La pratica musicale greca pu sintetizzarsi cos


(P.E.Carapezza): Spremere il logos nel metro poetico
(grazie al ritmo) ed estrarne il melos (grazie al nomos)

Tetracordo
Il sistema scalare greco si basava sul tetracordo,
un gruppo di quattro suoni discendenti prodotti
da quattro corde: quelle esterne (mese e upate)
producevano suoni fissi a intervallo di quarta
giusta e le corde interne (lichanos e parupate)
suoni facoltativi mobili la cui posizione era
determinata dal genere

diatonico (diatnio = tendo) quello che tende al massimo grado


le 4 corde della lyra; successione di tono, tono, semitono (limma)
cromatico, allenta: tono e mezzo (triemitonio), semitono
(apotome) semitono (limma)
enarmonico, allenta di pi: due toni (ditono) e due quarti di tono
(diesis) [fu presto in disuso]
Enarmonico
Cromatico
Diatonico

Generi, Croi, pyknon

Il genere diatonico e cromatico prevedevano delle sfumature


(3 ciasuno) dette colorazioni (croai, )
La regione di suoni ristretti caratteristica dei generi cromatico
ed enarmonico era detta pyknon (pugno): nellenarmonico il
pyknon era ridotto a due quarti di tono.
Il dualismo tra diatonico da un lato (espressione apollinea,
chiara) e dallaltro cromatico/enarmonico (espressione
dionisiaca, ambigua) vide trionfare il primo sul secondo,
Apollo su Marsia.

Armona
Nel VI sec. le armonai offrirono un sistema di
classificazione di nuovi brani musicali che si svincolarono
dalle convenzioni pi antiche sullonda innovatrice della
produzione di ditirambi.
Unarmona rappresentava una ben connessa gamma di
suoni.
Le principali armonie etniche tradizionali erano tre:
Lidia (dal DO) frigia (dal RE) doria (dal MI) formate da
2 tetracordi disgiunti (diazeuxi)
Se i tetracordi erano congiunti (sunaf) con un suono
aggiunto al grave formavano larmonia: ipolidia Ionia
(dal FA) Ipofrigia (dal SOL) ipodoria Eolia (dal LA)
Se erano congiunti con un suono aggiunto allacuto le tre
armonie erano iperlidia, iperfrigia (le stesse note
dellipofiriga e ipodoria) e iperdoria o misolidia (dal SI).

Armone congiunte e disgiunte

Armonie e teoria dellthos


Ogni armonia indicava una gamma scalare di suoni e
al tempo stesso il colore espressivo, landamento
melodico, lo stile di un brano. A ciascuna harmonia si
legava
un
thos,
un
effetto
sulla
psiche
dellascoltatore (lo teorizz Damone nel V sec., poi
Platone, infine i filosofi alessandrini); questi tre
principali:
Doria = ethos diastaltico = esaltazione eroica
Eolia = ethos sistaltico = pacatezza, lirismo
Frigia = ethos esicastico = sfrenatezza, lascivia
Il logos, latto linguistico, mimesi (rappresentazione)
Il mlos espressione ricca di senso, irresistibile e
incontrollabile, sovrumana, misteriosa, divina.

Sistema perfetto (tleion)


Lunione di pi armonie formava il sistema tleion che
poteva essere:
Minore (11 note) tre tetracordi congiunti con suono
aggiunto al
grave
re-do-si b-la(la)sol-fa-mi(mi)re-do-si+LA
Maggiore (15 note) due coppie di tetracordi congiunti con
disgiunzione centrale e con suono aggiunto al grave
la-sol-fa-mi(mi)re-do-si / la-sol-fa-mi(mi)-re-do-si+LA
Le grandi cetre a 15 corde dei professionisti si accordavano
secondo il sistema perfetto maggiore che permetteva di
suonare in tutte le sette armonie

Tleion maggiore e minore

Tleion maggiore e minore

Stessi nomi per note diverse

Notazione
(decifrata grazie alle tavole di Alipio IV sec. d.C.)
Lettere alfabetiche
Lettere fenicie
(mus.vocale)
(mus.strumentale)

Nomi dei suoni

I nomi dei suoni derivano dalle corde della kithara:


1) nete (corda acuta)
2) paranete (vicina allacuta)
3) trite (terza corda)
4) paramese (prossima alla media)
5) mese (media)
6) lichanos (corda dellindice)
7) parupate (corda vicina a quella pi alta)
8) upate (corda pi in alta)
9) proslamenomene
(aggiunta al grave)

Fonti musicali
La musica greca era trasmessa per via orale; le musiche
potevano

venire

fissate

per

iscritto

scopo

didattico

celebrativo.
Destinate agli specialisti della tragedia (erano cio materiale per

tecnici scritto su papiro, condannato allusura e alla scomparsa;


si dava longevit ai testi ma non alle musiche, ritenute
componenti effimere legate al singolo spettacolo) I filologi
alessandrini lavorarono su copie del 330 a.C. mentre i papiri pi
antichi - non destinati alla lettura ma solo alla prassi dei coraghi contenevano le parti da cantare, poi andate disperse.
Donate come offerte votive agli dei o a persone defunte (dunque

incise su pietra).

1.Prima ode pitica 470 a.C.


La fonte pi antica (e pi dubbia):
linizio (vv.1-5) della prima
ode pitica di Pindaro,
testimoniata dalla trascrizione
che ne fece Athanasius Kircher
intorno al 1650 dopo averla
scoperta in una pergamena nel
convento messinese del
SS.Salvaotre (notazione vocale
vv.1-2, strumentale vv. 3-5).
Armonia ipodorica, ritmo
dattilo epitrito.

2.Frammenti di Oreste 408 a.C.

Versi

140-142,

(primo

338-344
stasimo)

dallOreste

di

Euripide

trditi da un brandello di
papiro del II secolo a. C.
conservato

alla

Biblioteca

Nazionale di Vienna, editi nel


1892.
Armonia

doria,

genere

cromatico, ritmo dimetri


docmiaci

3.Inni delfci 138-128 a.C.


Canti liturgici in onore di Apollo
basati sul nmos ptico e
armonia doria legati alle
tradizioni musicali pi antiche,
incisi su pietra e depositati nel
tempietto nominato tesoro
degli Ateniesi a Delfi.
Sono i pi ricchi documenti
musicali dellantichit greca e
ne testimoniano la finalit
rivolta ad enfatizzare il
contenuto del testo poetico
(descrivendo la lotta del
serpente Pitone con Apollo
sintroduce il genere cromatico;
il tetracordo delle disgiunte
usato per la resa di immagini
legate alla limpidezza).

Inni delfci

Armonia: doria ritmo: cretici e peoni (nel peana) gliconei (iporchema)

I inno 138 a.C. di


Ateneo

II inno 128 a.C. di


Limenio

4.Epitaffio di Seikilo I sec. d.C.

Contenuto su una stele scoperta nel


1883 in Asia minore, la sua
musica fu edita nel 1891; dal
1966 la stele si trova nel Museo
Nazionale di Copenhagen.
Dopo il distico elegiaco
(presentazione: Immagine sono,
non pietra; mi pose qui Sicilo,
segno longevo di memoria
immortale) quattro dimetri
giambici sono intonati con
notazione ritmica e melodica
(scala frigia):
Quanto vivi, splendi,non affliggerti
per nulla: la vita breve e il
Tempo ne reclama la fine.

Epitaffio di Seikilo
Per rendere il glissando
della lingua greca
parlata possibile
intonare il distico iniziale
e la dedica finale con la
Sprechstimme ideata
nel primo 900 da
Schoenberg.
I quattro dimetri giambici
intonano invece una
melodia precisa grazie
alladozione del nomos.
Armonia frigia, ritmo
dimetri giambici

5. Inni di Mesomede II sec. d.C.


musico alla corte di Adriano
Mesomede inton due
proemi e due inni nei quali
laccento melico cede il
passo alla percussione
regolare dellictus,
oscurando la percezione
della quantit sillabica.
Editi da V.Galilei nel 1581
nella notazione originale,
furono trascritti da
Bellermann nel 1840.
Armonia doria (2 proemi e
inno al sole) e ionia
(inno a Nemesi), ritmo:
dimetri anapestici
catalettici

Musica monodica o polifonica?


Lidea che la musica greca
fosse solo monodica
deriva dalle supposizioni
dei teorici attivi tra 500 e
600 e interessati ad
attribuire una patente di
classicit alla nuova
prassi della monodia
accompagnata.
invece plausibile
lesistenza di pratiche
polifoniche vocali e
strumentali peraltro
comuni a diverse culture
mediterranee (eterofonia)

Musica vocale e strumentale


La musica greca poteva
essere vocale o solo
strumentale.
Citarodo indicava un
suonatore di cetra che
accompagnava un
canto (prassi detta
citaroda).
Citarista invece un
esecutore di musica
strumentale priva di
accompagnamento
canoro (prassi detta
citaristik).

Strumenti musicali
1. Lyra
Formata da una cassa di
risonanza (guscio di
testuggine) e da due bracci
lignei che sostenevano il
giogo; tra questo e la
cordiera si tendevano
.
tramite piroli delle corde di
budello ritorto, in numero
variabile.

Lyra
lo strumento di Apollo
(ma fu inventato da
Hermes dio ladro e
ispiratore dei sogni) e
viene abbinato alla
sfera razionale poich
si suona con
accompagnamento del
canto (logos); il culto
apollineo che non
ammetteva il contatto
tra Dio e Uomo
divenne la religione
ufficiale della classe
dominante

2. Aulos
Strumento ad ancia di varie
taglie e di materiali diversi
(legno, canna, osso, avorio).
Nel bocchino si inserivano le
ance collocate nella
strozzatura di collegamento
tra esso e due rigonfiamenti
connessi ad un tubo cilindrico
o conico che prevedeva 5 fori
nellet classica.
Unimbracatura facciale detta
forbeia permetteva di ottenere
un suono pi potente
comprimendo le guance.
Le Sinaulia erano i concerti
ateniesi con due auleti

Aulos
lo strumento di Dioniso (ma
inventato da Atena dea della
saggezza per simulare il
grido della Medusa) viene
abbinato alla sfera
irrazionale si suona
deformando il volto e senza
possibilit di esprimersi nel
canto (a-logos); il culto
dionisiaco (di area frigiolidia) che ammetteva il
contatto Dio-Uomo attecch
negli strati sociali emarginati
(stranieri, donne, servi)

3. Barbitos
Variante della lyra con
bracci pi lunghi per
realizzare suoni pi
gravi.
Si associa al culto
dionisiaco e spesso
imbracciato da satiri
in situazioni danzanti
o erotiche

4. Cetra (Kthara)
Variante pi elaborata (7
corde) della lyra,
sempre associata ad
Apollo, era dotata di
ampia cassa armonica
e bracci finemente
elaborati.
Dal suono robusto la
cetra si pone al vertice
dellorganaria greca
per nobilt e dignit.

5. Phorminx
Variante pi piccola e
pi antica della cetra
riconoscibile dalla
stondatura della cassa
armonica.
Si pensa fosse questo lo
strumento dei cantori
omerici.

6. Pektis (arpa greca)


Di provenienza asiatica o
egizia, larpa a 20 corde
era suonata pizzicata dalle
due mani e poteva avere
forme diverse (quella
triangolare era detta
trigonon).
Magadis termine che indica
una prassi dintonare
allottava, oppure una
grande arpa detta anche
psalterion.
Larpa era suonata in
momenti di intimit e di
ispirazione poetica.

7. Salpinx
Una sorta di tromba
lunga oltre il metro e
mezzo, era impiegata
in battaglia o durante
festivit solenni.
Necessitava della forbeia
per aiutare lesecutore
a ottenere suoni pi
squillanti.

8. Flauto di Pan, Syrinx


Due strumenti a
imboccatura diretta
connessi a divinit
silvane o agresti sono
il flauto di Pan (tubi di
canna di uguale
lunghezza ma turati a
diverse altezze) e il
flauto semplice detto
syrinx in riferimento
alla ninfa amata dal
dio Pan.

9. Cimbali, crotali, sistri


Percussioni dorigine
asiatica e egizia. I cimbali
sono piatti metallici, i
crotali nacchere osee o
lignee (associate ad aulos
e barbitos).
Il krupalon era una sorta di
nacchera da suonare con
il piede destro (serviva
anche a scandire il
tempo)
Pi elaborati i sistri
impiegati in riti misterici e
dionisiaci.

10. Tympanon
Grande tamburo a
cornice provvisto di
sonagli legati alla
circonferenza lignea
che teneva tesa la
pelle.
Strumento dionisiaco era
sfruttato in contesti
danzanti.

Forme poetico-musicali-coreutiche

Tipologie di canti
inno = per divinit o per celebrazioni
politiche
peana = in onore di Apollo
ditirambo = in onore di Dioniso
threnos = canto funebre
epitalamio = canto nuziale
epinicio = canto per celebrare la vittoria
prosodio = canto processionale
scolio = canto conviviale

Il teatro: scena

Il teatro: 1 cavea, 2 orchestra, 3 accessi del


coro, 4 scena

Il teatro di Epidauro

Il teatro di Epidauro, ipotesi ricostruttiva

La tragedia: aspetti macroformali


La struttura di una tragedia classica alternava sezioni cantate
e recitate: dopo il prologo recitato, inaugurava lo spettacolo
il canto corale con la parodo; partiva poi una successione di
episodi recitati alternati a stasimi cantati dal coro (al loro
interno divisi in un numero variabile di strofe e antistrofe
chiuse dallepodo). Chiudeva luscita del coro (esodo).
Attori (versi recitati, in serie continua) =Prologo
(giambo)tre Episodi
Coro (versi cantati, lirici di lunghezza variabile) = Parodo
(anapesto) tre Stasimi (ogni stasimo suddiviso in: strofe,
antistrofe, epodo
Coro e attori cantavano su ritmo giambico lEsodo.

Nel commo il coro canta e recita insieme agli attori (parodo


commatica o stasimo commatico). Nei commi il coro
diventava un vero personaggio partecipe dellazione.
Lamebeo era invece il canto del coro diviso in due gruppi e
inframmezzato dalla recitazione degli attori.