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Luigi Anolli
Anolli (a
(a cura
cura di),
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Psicologia della
della comunicazione
comunicazione
L’evoluzione della comunicazione

La comunicazione animale
fra antropocentrismo e antropomorfismo

La comunicazione affonda le sue radici nell’evoluzione delle


specie animali

Psicologia evoluzionistica: consente di migliorare le


conoscenze sulla comunicazione e sulla mente umana
attraverso laq comprensione dei processi che nel corso
della filogenesi ne hanno modellato l’architettura

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L’evoluzione della comunicazione

Lo studio dell’evoluzione della comunicazione può portare a


due errori:

• Errore di omissione = mancato riconoscimento nelle specie


animali di abilità che possiedono

• Errore di falsa attribuzione = attribuzione alle specie


animali di abilità che non possiedono

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L’evoluzione della comunicazione

Antropocentrismo Antropomorfismo

Differenze e discontinuità nei Somiglianze nei differenti sistemi


sistemi di comunicazione di comunicazione
(rischio: la comunicazione degli (Rischio: attribuzione di
uomini è un’attività esclusiva) competenze tipicamente umane
a specie animali)

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L’evoluzione della comunicazione

Le principali prospettive teoriche sulla comunicazione animale

1. L’approccio evoluzionistico ed etologico

Etologia tradizionale Etologia cognitiva

Uso di segnali espressivi per Presenza di una rudimentale


comunicare informazioni sullo teoria della mente nelle scimmie
stato emotivo e motivazionale antropomorfe
dell’emittente (Darwin)

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L’evoluzione della comunicazione

2. L’ecologia comportamentale

• Principio dell’handicap = i segnali sono “onesti” solo se


producono costi per l’emittente

• Studio della morfologia dei segnali in termini di benefici


per l’emittente e costi per il destinatario

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3. L’approccio differenziale

• Discontinuità filogenetica

• Linguaggio come abilità distintiva della specie umana.


Presenza di:
• organo del linguaggio
• tratto vocale differente dagli animali

• Protolinguaggio come risultato di una mutazione genetica

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Il presente contributo rifiuta:

• l’ottimismo evoluzionistico: miglioramento progressivo,


cumulativo e lineare delle competenze psichiche e
comunicative da una specie all’altra, raggiungendo il culmine
nella specie umana

• l’ipotesi della discontinuità filogenetica: ogni specie fa storia a


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Piuttosto, si tratta di:

• riconoscere la specificità comunicativa di ogni specie

• riconoscere le somiglianze comunicative in termini di:


• omologie: somiglianze dovute alla discendenza da un comune
antenato
• omoplasie: somiglianze per evoluzione convergente o
parallela delle varie funzioni comunicative in specie fra loro
distanti

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La comunicazione animale
come adattamento cognitivo e sociale

La conoscenza del mondo fisico

Nei primati non umani, presenza di:


• costruzione di una mappa mentale del territorio

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• capacità di discriminazione e categorizzazione degli oggetti. In


particolare, presenza di:
• abilità per risolvere i problemi di inferenza transitiva
(date le premesse A>B, B>C, si ha A>C)
• principio della transitività associativa (disporre elementi
in un ordine sequenziale lungo una determinata
dimensione)

• Abilità cognitive manifestate attraverso la costruzione e


l’impiego di strumenti

• Specializzazioni adattive in funzione dell’habitat e della


nicchia ecologica

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La conoscenza del mondo sociale


1. Conoscenza e padronanza del campo sociale

Capacità dei primati di:

• Riconoscere gli individui della propria comunità

• Prevedere le azioni dei consimili.

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La previsione delle azioni dei consimili comprende le abilità di:

• riconoscere le esibizioni ritualizzate attraverso cui i compagni


rendono manifesto il proprio stato motivazionale;

• percepire la condotta dei compagni in termini di:


• spontaneità (azioni pianificate in modo discrezionale e
variabile in funzione delle condizioni contestuali);
• direzionalità (il comportamento si svolge seguendo una
certa direzione al fine di raggiungere uno scopo)

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• Conoscere le relazioni che intrattengono con i propri


consimili.

• relazione di parentela, importante nelle azioni di


attacco e di difesa;

• relazione di dominanza, utlie per orientare la condotta


di avvicinamento o di ritirata

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• Percepire e comprendere le relazioni fra terzi

• aggressione spostata (individui che sono stati vittime di


un attacco reagiscono in modo aggressivo in un
momento successivo con i piccoli dei loro aggressori);

• minaccia protetta (una femmina minaccia un’altra


femmina dominante mentre si domostra sessualmente
disponibile al maschio dominante rispetto a entrambe)

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2. Coalizioni e alleanze, reciprocità e altruismo

POLITICA DEGLI SCIMPANZÈ

Cooperazione per la competizione; se stabile alleanza

alleanza

reciprocità scambio

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Reciprocità = alternanza di favori nel medesimo tipo di attività

Scambio = alternanza di favori in diverse attività

Altruismo reciproco = comportamento che risulta vantaggioso per


i propri simili, ma svantaggioso per sé. E’ particolarmente
evidente nei richiami d’allarme e nei richiami per il cibo

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L’evoluzione della comunicazione

Le principali competenze comunicative


dei primati non umani

La comunicazione referenziale

Capacità di alcune specie animali di scambiarsi precise


informazioni su particolari stati del mondo

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1. Il caso della “danza” delle api


• serve per acquisire e codificare informazioni puntuali sulla
distanza e sulla direzione di volo per raggiungere il cibo
facendo riferimento al sistema astronomico e alle energie
spese
• tipi di danza:
• waggle dance: danza dell’addome. Si esegue quando la
distanza del cibo dall’alveare è grande
• tremble dance: danza del tremito. Si esegue in presenza
di cibi vantaggiosi

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2. Segnali referenziali nelle scimmie

Nei cercopitechi, 3 segnali d’allarme in base alla presenza di:

• un leopardo (segnale forte)


• un’aquila (segnale corto)
• un serpente pericoloso (chutter = segnale acuto e
stridente)

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Flessibilità dei segnali


• Sono appresi durante il primo anno
• Errori di ipergeneralizzazione
• Apprendimento legato all’esposizione

Effetto audience = uso sociale dei segnali comunicativi

Siamo in presenza di un preciso sistema di categorizzazione

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3. Uso dei segnali referenziali da parte dei galli

• anche in questo caso, presenza di un effetto audience

• uso dei richiami per:

• il cibo
• segnalazione d’allarme

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La categorizzazione delle informazioni

1. La percezione categorica dei segnali vocali

Teoria motoria del linguaggio: il sistema vocale umano crea


delle discontinuità nel flusso acustico

• valutazione di uguaglianza di due suoni


• è alla base della teoria motoria del linguaggio = capacità
esclusiva del sistema vocale umano di creare delle
discontinuità nel flusso acustico

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2. La costruzione di categorie mentali

Numerose specie animali sono in grado di classificare e ordinare la


loro esperienza in categorie discrete

• processo di categorizzazione (Herrnstein):


• discriminazione
• categorizzazione per routine
• costruzione di categorie intermedie
• concetto
• relazioni astratte

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La comunicazione intenzionale

Il segnale inviato dall’emittente implica uno scopo e un certo grado di


flessibilità nei mezzi espressivi per raggiungerlo

1. La comunicazione intenzionale attraverso i gesti

il valore comunicativo dei gesti dipende dal loro grado di


convenzionalizzazione

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2. La comunicazione intenzionale attraverso le


vocalizzazioni

la vastità del repertorio vocale dei cercopitechi facilita il


riconoscimento di ogni singolo individuo e il riferimento
contestuale

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La comunicazione simbolica

Apprendimento del linguaggio da parte dei primati non umani

1. La comunicazione gestuale con gli esseri umani

facilita l’arricchimento e la variazione del repertorio di


gesti comunicativi degli scimpanzè

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2. Apprendimento e uso di simboli linguistici

APPRENDIMENTO DEL LINGUAGGIO

lessico sintassi
(buona capacità di (mancanza di marcatori e
padroneggiare i simboli astratti) connettivi sintattici di
secondo ordine)

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I primati non umani hanno una teoria della mente?

La comprensione dello sguardo


e dell’attenzione degli altri

La comprensione dello sguardo degli altri implica:


• vedere come attenzione referenziale
• vedere come atto cognitivo
• vedere come prospettiva epistemica

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Regola della faccia (Povinelli) Regola degli occhi

“rivolgiti alla persona la cui faccia “rivolgiti alla persona che ha gli
è visibile” occhi visibili”

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Il riconoscimento di sé allo specchio

• gioco contingente = riproduzione volontaria di movimenti e di


azioni insolite come smorfie o espressioni di emozioni

• superamento del test della macchia implica la presenza di


competenze cognitive quali l’imitazione, l’impiego di simboli,
l’inversione dei ruoli, la permanenza dell’oggetto, il gioco di
finzione ecc.

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autoriconoscimento allo specchio

rappresentazione di sé

genesi della ToM

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La condotta e la comunicazione ingannevole

1. Menzogna funzionale e menzogna intenzionale

• menzogna funzionale: all’interno di un contesto


definito e regolare l’animale produce un segnale in modo
tipico e prevedibile, tale da suscitare negli altri una certa
risposta.

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Per quel che riguarda la menzogna funzionale, si hanno due tipi


di condotta ingannevole:

• falsificazione attiva: l’animale produce il medesimo


segnale in un contesto differente in modo da indurre i
partner alla solita risposta, e ciò gli procura un vantaggio
temporaneo

• occultamento di informazione: l’animale non produce il


medesimo segnale nel consueto contesto, e ciò gli
procura un vantaggio temporaneo

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• menzogna intenzionale:

• nel contesto C1 un animale produce un segnale S1


poiché sa che esso produce un cambiamento nelle
credenze dei consimili e, di conseguenza, produce in
loro un certo comportamento X

• a ragione della loro comprensione fra S1 e X, in


modo occasionale l’animale produce S1 in un contesto
diverso C2, sapendo che i suoi compagni
risponderanno con X (falsificazione attiva)

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• a ragione della loro comprensione fra S1 e X, in modo


occasionale l’animale inibisce la produzione di S1,
sapendo di non fornire tale informazione agli altri
(occultamento di informazione)

• in entrambe le situazioni l’animale ottiene un vantaggio


personale a discapito degli altri

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2. Menzogna tattica

menzogna tattica = capacità di un animale di produrre un’azione


comune in modo tale che gli altri individui del gruppo siano indotti
a interpretare erroneamente il suo significato, e ciò a vantaggio
dell’animale ingannatore

• occultamento attivo. Es.: alcuni gorilla e scimpanzé coprono con


le mani le loro espressioni facciali per non far vedere il loro stato
emotivo al partner

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• condotta fuorviante. Es.: in una situazione uno scimpanzé,


arrabbiato con un altro, ha disteso un braccio in segno di
riappacificazione e, quando l’altro si è avvicinato, lo ha attaccato
ripetutamente

• controinganno. Condotte di risposta all’inganno con altre forme


di inganno

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La “teoria implicita della mente”


nei primati non umani

Capacità di rappresentarsi mentalmente le rappresentazioni


mentali altrui

I primati non umani hanno una teoria della mente?

• È necessaria la presenza della rappresentazione


secondaria o metarappresentazione

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I requisiti della comunicazione intenzionale sono:

• processo di mediazione: gli atti comunicativi di A


raggiungono lo scopo prefissato in maniera mediata
attraverso l’azione di un altro individuo
• contatto attentivo: A osserva se B ha recepito il suo
segnale e lo ha preso in considerazione

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Ipotesi della reinterpretazione (Povinelli): la specie umana è


caratterizzata dalla comparsa di una nuova specializzazione
cognitiva che consente agli esseri umani di ragionare sugli stati
mentali propri e altrui e di interpretare le tendenze
comportamentali degli altri in un nuovo modo

Teoria implicita della mente: capacità “unica” dei primati non


umani di percepire i consimili come “animati” e “diretti” verso uno
scopo, in grado di comportarsi in modo spontaneo e, in parte,
prevedibile in base a una serie di indizi

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TEORIA IMPLICITA DELLA MENTE

rappresentazioni primarie

rappresentazioni secondarie

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Conclusioni

La comunicazione nei primati non umani:

• è relazionale e non proposizionale

• è referenziale

• è unidirezionale

• ha carattere “imperativo”

• manca della capacità imitativa

Per questi motivi i primati non umani non sono in grado di


sviluppare una cultura
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