Sei sulla pagina 1di 34

Il

Il linguaggio
linguaggio nel nel
contesto
contesto ed ed ilil contesto
contesto
per
per ilil linguaggio
linguaggio
Marinella Majorano
Dipartimento di Psicologia
Università degli Studi di Parma
Differenze individuali nello sviluppo del linguaggio

bambini referenziali

orientati verso oggetti


lessico costituito da nomi

bambini espressivi

orientati verso la socialità e l’espressione dei propri sentimenti


lessico costituito da espressioni sociali stereotipati
più rapidi nello sviluppo sintattico
Anna e Arianna a 20 e 24 mesi
20 MESI 2
4ME
SI
il ta v o lo v ie n iq u a
Qua no c o s 'è q u e s taq u a
Panchina lucia s c o tta no
Bambola bamba q u a n ti ap ri c 'èn e ra
q u e lli q u im a m m a
Barbi nenè
tra tto re q
ues
toq u estom a m m a
Animali qua l'o m in o q u e s toa de le
Cavallo rotto d o v 'è que s too rs etto
basta mamma tra tto re q u e s top a p à
èbelloiltra tto re q
u estom iofra te llin o
altri dammi tratto rem io dov'èm a rin e lla
cari me ca m io n e quino ns ic h iu d e
seduta questa q u i p a p àv a d o
s i la c o np a p à
caduti si fin e s tra n oto n d o
Manuel adele lafin e s trin a c a m p a n ile
forte ciao ciao s ia p re o ro lo g io
ch iu d e re v o g lioc an e
chiudere tata
a n c o ra c a va llo
fresco bello ro tta q ues toèil te tto
questa bau b ra v a dop ofa in a n n a
ancora papà rima s ti d u e be lla
q u a ttro q u e s to
cappello altri n o giochiam oaq u e sto
piedi gallo b e s
tiefe ro c i giochiam oin s ie m e
occhi nanna tre n in o s o n oc a d u ti
g
lia
nim
ali d o
ves o n o co sas u c c ed e
trattore pappa
g
li a n im a li so
n oc a d u ti q u e s ti
nonno apri ca d eg iù q u e s taa de le
cabina nenè bimba n e rv o s o m e ttoq u a
bimba bimba bella sonon u o v i no nc is ta n n o
c a ffè ap ri c 'èn e ra
uomo grande s c o tta q u a
caduta d o v 'è s i
brum s i pre n d iil k o a la
p e rlap a p p a d o v 'èilp a n d a
vespa w a lte r ec c o
macchina u n o n onn os i ro m p e
Marinella q u e s to m ettiv iaq u es ti
g ira to n ovo g lioq u e s to
bella
il tre n o c 'èl'a ere o
moto m a ia lo n e qu aig ioc h i
metto p o rto n e c o s av uo le
maiale c a n c e llo n o nc is ta
c a v o lo tuq u a
gira s u q ue s tac is ta
Differenze individuali
nello sviluppo del
linguaggio
ETA' IN MEDIA PAROLE MEDIA PAROLE
MESI COMPRESE PRODOTTE
8-9 26 (DS 35) 1 (DS 2)
10-11 53 (DS 47) 2 (DS 5)
12-13 109 (DS 57) 8 (DS 9)
14-15 141 (DS 71) 37 (DS 10)
16-17 186 (DS 85) 32 (DS 40)
20-21 130 (DS 119)
24-25 331 (DS 167)
…i bambini parlatori
tardivi
PRODUZIONE
• Una dimensione del vocabolario ridotta rispetto all’età
• Una crescita lenta del vocabolario espressivo: meno di 40
parole nuove al mese
• Una mancata esplosione del vocabolario espressivo verso i
24 mesi
• Un inventario lessicale con una bassa % di nomi e predicati
rispetto all’età
• Enunciati comprensibili composti prevalentemente da
parole singole
FONOLOGIA
• Una dimensione dell’inventario consonantico ridotto
rispetto all’età
• Una intelligibilità dell’eloquio inferiore al 50% rispetto agli
enunciati prodotti

COMPRENSIONE VERBALE
• Un ritardo di sei mesi rispetto all’età
ALTRE CARATTERISTICHE
• Assenza di deficit uditivi importanti
• Assenza di problematiche di tipo clinico, relazionale
• Sviluppo cognitivo non verbale nella norma
• Contesto culturale, comunicativo e linguistico adeguato
Punti deboli che persistono nel
parlatore tardivo a 36 mesi
PRODUZIONE
• Persistere della crescita del vocabolario espressivo in modo
lineare e lento
• Vocabolario espressivo che si mantiene inferiore rispetto ai
limiti per l’età
• Composizione del vocabolario con una bassa % di verbi
• Produzione caratterizzata da parole in successione, scarsa
organizzazione morfo-sintattica
• Una lunghezza media dell’enunciato inferiore rispetto all’età
FONOLOGIA
• Mantenimento di un inventario di suoni limitato
• Inventario di strutture sillabiche ridotto
• Una pronuncia immatura simile a quella di bambini
più piccoli con errori fonologici
• Intelligibilità delle produzioni inferiori al 70%
Indici fonetici e fonologici
e ritardo di linguaggio
Studi longitudinali
• Stoel-Gammon (1984): 2 LT da 9 a 24 mesi. Indici: uso di suoni
glottali e vocalizzazioni semplici; strutture sillabiche semplificate
e delezione della consonante finale
• Scarobough e Dobrich (1990): 4 LT a 30, 36, 42 mesi. Numero
totale di consonanti corrette
• Whitehurst et al. (1991) : 37 bambini dai 24 ai 36 mesi. Indici:
lallazione canonica, vocalizzazioni, no lunghezza e responsività
• Williams e Elbert (2003): 5 LT di due età seguiti dai 22 ai 33 mesi
e dai 30 ai 42 mesi. Indici: minor inventario, minor numero di
consonanti corrette, maggiore sostituzione di suoni gruppo1;
gruppo2: aspetti qualitativi (patterns atipici, variabilità fonemica e
bassa stimolabilità)
Indici fonetici e
fonologici e ritardo di
linguaggio
Studi trasversali
• Paul e Jennings (1992): 28 LT (18-23 mesi e 24-35 mesi).
Indici: LMB, l’inventario consonantico, il numero di
consonanti corrette. Profilo ritardato piuttosto che atipico.

• Rescorla e Ratner (1996): 30 LT. Indici: minor numero di


vocalizzazioni, inventario fonetico ridotto e delle strutture
sillabiche semplificate. Profilo rallentato.

• Pharr, Ratner e Rescorla (2000): 20 LT differenze


fonotattiche (cluster e consonante finale) e minor numero di
enunciati.
Inventario fonetico
4 gruppi di bambini:
TDE: 10 bambini osservati a 20 mesi
TDV: 10 bambini di 16 mesi circa
TL: 10 late-talkers a 20 mesi che mantengono il ritardo a 30 mesi
LB: 10 late-talkers a 20 mesi che recuperano il ritardo a 30 mesi

TDE p*, b * , t * , d , k η,, ml, *w, n, ,j ,


TDV p*, b * , d * , t* , k , n , w
TL p*, k, m *, w ,
LB p*, b * , t* , k , m * , n , w
Complessità sillabica

TDE TDV LB TL

% Livello I (M) 57% 39% 75% 81%


% Livello II (M) 32% 53% 23% 18%
%Livello III (M) 11% 7% 2% 1%

Bassa presenza di enunciati “variati” (Livello 3) rispetto alle


vocalizzazioni semplici (Livello 1) nei LT
Esempi di frasi
(livello: 200-300 parole)
• I teino titoino (il cagnolino piccolino)
• ti tono i datto (sì sono il gatto)
• Vanno a tada (vanno a casa)
• ti tei diata (ti sei svegliata)
• ha tanuto i panta (è caduto il ponte)

• ache ito nanciahe questo mangia)


• i nati macia ito (i gatti mangia questo)
• mamino macia uito (xxx mangia questo)
• un natto due natti ga qua (un gatto due gatti ga)
• i micio fa e nanne i micio (il micio fa la nanna il micio)
Come sostenere lo sviluppo del
linguaggio nel bambino

Per Bruner il bambino “apprende ad usare” il linguaggio


per mezzo di due forze:

- una “spinge” dall’interno (predisposizione biologica al


linguaggio; prerequisiti)

- una “tira” dall’esterno ed è LASS il sistema di


sostegno all’acquisizione del linguaggio (contesto
sociale)
Il linguaggio rivolto al
bambino
Studi sul madrese (pochi studi sul padrese, nessuno studio sul
contesto extrafamigliare)

• semplificazione grammaticale
• vocabolario ristretto
• intonazione alta (spesso esagerata)
• ridondanza
• ritmo lento
• largo uso della referenza
Fattori che influenzano
il madrese
• Aspettative sul bambino
• Età del bambino
• Reazioni del bambino
• Sesso
• Classe sociale di appartenenza
• Situazione sociale (lettura dialogica)
Strategie di lettura
dialogica

• Porre domande aperte


• Far seguire alla risposta del bambino una
domanda ad essa correlata
• Ripetere ciò che il bambino ha detto
• Aiutare il bambino quando ne ha bisogno
• Lodare ed incoraggiare
• Seguire l’interesse del bambino
• Divertirsi
Fattori correlati al ritmo di
acquisizione del linguaggio
• Frequenza dell’input linguistico indirizzato al bambino
• Interazione caratterizzata da attenzione condivisa
• Responsività dell’input linguistico dell’adulto rispetto al focus
attentivo
• Stile conversazionale piuttosto che direttivo
• Responsività rispetto all’intenzione comunciativa del bambino

Chapman (2000)
• Trasparenza semantica e stabilità
• Repertorio fonologico del bambino
• Congruenza del linguaggio adulto con il
repertorio fonologico del bambino
• Espansione e ristrutturazione grammaticale
• Estensione degli argomenti proposti dal
bambino
• Espressione di affetti positivi
• Sviluppo cognitivo non verbale del bambino
• Capacità di coinvolgimento sociale
Parlare a bambini con
problemi di sviluppo

I genitori con bambini in difficoltà


sono più direttivi e meno responsivi,
più centrati sulla comunicazione
verbale e poco su quella nonverbale
Il linguaggio dei genitori di
bambini con problemi di
linguaggio
…rispetto alle madri di bambini più piccoli
• Usano meno parole, espansioni esempi, frasi
comprensibili e complete
• Differenze nella sintassi (meno domande aperte)
• Parlano più velocemente
• Linguaggio con minore complessità concettuale
• Sono meno sintonizzate sulle produzioni del bambino
Lo stile comunicativo
tutoriale
• Conferma del successo, complimenti
incoraggiamenti
• Aiuto ad elaborare l’argomento
• Imitazione più espansione
• Denominazione contingente
• Descrizione semplice contingente
• Descrizione complessa
Lo stile comunicativo
asincronico/svalutativo

• Comportamento intrusivo non


contingente
• Cambiamento di focus
• Risposta mancata
• Disconferma verbale
Stile controllante
• Diretto: controllo dell’azione e
attenzione del bambino attraverso il
linguaggio e l’azione (ordini, istruzioni,
imperativi, domande chiuse)
• Modulato:controllo in modo indiretto e
cortese (suggerimenti e verbi al
condizionale)
Strategie che sostengono e
favoriscono lo sviluppo linguistico e
comunicativo del bambino
Strategie centrate
sul bambino
• Comunicare faccia a faccia (modalità
verbale, prosodica, gestuale, facciale,
corporea)
• Centrarsi sul bambino
• Seguire l’interesse del bambino
• Commentare in diretta
Strategie che
promuovono l’interazione
• Parlare con un ritmo lento
• Fare frequenti pause per favorire la presa
di turno conversazionale
• Usare turni bilanciati nella conversazione
• Cogliere e confermare il successo
comunicativo
• Fare domande aperte
Strategie che modellano
il linguaggio
• Semplificare il linguaggio
• Ripetere frequentemente le frasi
• Denominare in modo contingente
• Descrivere
• Imitare ed espandere
• Stimolare l’apprendimento di una parola-
target
• Ristrutturare
Strategie che promuovono
l’emergere del discorso
• Dare spiegazioni
• Dare suggerimenti
• Creare una realtà immaginaria
• Esprimere in modo organizzato i contenuti, i
sentimenti, i desideri impliciti
• Fare riferimento all’esperienza passata e futura
• Aiutare a raccontare eventi
• Aiutare ad esplicitare i punti di vista
• Descrivere eventi/immagini in modo complesso
Diversi livelli di astrazione del
linguaggio rivolto al bambino
• Livello 1: Corrispondere alla percezione (etichettare,
collocare, far notare)
• Livello 2: Analisi selettiva/integrazione della
percezione (descrizione delle caratteristiche,
completamento di frasi)
• Livello 3: Riordinare/ fare inferenze relative alla
percezione (inferire, recuperare info, dare giudizi,
stabilire somiglianze e differenze)
• Livello 4: Ragionare sulla percezione (predire,
definire, spiegare)
Cosa è utile osservare...
Comportamenti comunicativi ed interattivi

• Presta attenzione ed interesse al linguaggio


• Mantiene un’attività /un interesse
• Propone un argomento
• Commenta
• Formula richieste
• Formula domande
• Risponde a domande/richieste
• Esprime accordo/disaccordo
Comportamenti comunicativi ed interattivi

• Imita le parole
• Produce parole
• Linguaggio intelligibile
• Combina due o più parole
Per concludere…..
• Presenza di indici precoci che permettono di
individuare i bambini a rischio

• Possibilità di uso di strategie linguistiche


adeguate alle competenze del bambino che ne
favoriscono la comunicazione e linguaggio