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La modulazione FM

Perch inventarono la modulazione


FM?
La modulazione AM era molto sensibile al
rumore.
Infatti linformazione da trasmettere risiede nella
variazione dellampiezza del segnale modulato.
Il rumore che cade nella banda del segnale
modulato si somma ad esso, degradando cosi il
contenuto informativo.
La modulazione AM molto sensibile al rumore.

Inventata da Armstrong nel 1935, ma regolamentata solo nel


1961 in Europa all'interno delle radiodiffusioni stereofoniche,
costituisce un considerevole miglioramento rispetto alla AM
sia per immunit ai disturbi cui invece molto soggetta la AM,
che per numero di canali effettivamente disponibili, che per
l'alta fedelt delle trasmissioni.
usata anche per la parte audio del segnale televisivo,
trasmesso via etere, per la televisione satellitare analogica,
per i cellulari di tipo ETACS, oltre che per alcune trasmissioni
dei radioamatori
Per le trasmissioni stereofoniche sono riservate in Italia le
frequenza da 88 a 108 MHz all'interno delle VHF.
In stereofonia la maggior parte dei disturbi, interferenze
rumori, ecc. hanno spettro che si estende fino a circa 50 MHz
e non oltre.

La modulazione FM
E meno sensibile al rumore rispetto alla modulazione
AM.
E ottenuta facendo variare la frequenza del segnale
portante in maniera proporzionale allampiezza del
segnale modulante (informazione).

sm t Am cos 2f mt
s p t Ap sin 2f p t

Indichiamo con fFM(t) la frequenza istantanea del segnale


modulato:

f FM t f p k1sm t f p k1 Am cos 2f mt
dove K1 [Hz/V] una cost di proporzionalit del
modulatore. Indica di quanti Hz cambia la frequenza del
segnale modulato a fronte della variazione di 1V del
segnale modulante.
La pulsazione istantanea, sostituendo Kf=2K1:

FM t p k f Am cos mt

La modulazione FM caratterizzata da:


Deviazione di frequenza f
Indice di modulazione mf
Modulazione percentuale m%
Occupazione di banda del segnale modulato
Potenza del modulato
Espressione matematica del modulato
Spettro del modulato

Deviazione di frequenza

E la massima variazione di frequenza rispetto ad fp, che


subisce il segnale modulato:

f k1 Am

Indice di modulazione
E definito come:

mf

k f Am

Dove :
f la deviazione di frequenza del modulato
fm la frequenza (massima) del segnale modulante
Al contrario dellAM, indice di modulazione pu essere
maggiore di 1.

Modulazione percentuale

f
m%
*100
f max
Nelle modulazioni FM necessario limitare il
valore di f in quanto, pur vero che
aumentandolo aumentano le prestazioni del mio
sistema ma aumenta pure la banda, che
comunque deve rientrare nel canale assegnato.
Quindi viene fissato un fmax per evitare
interferenze con altri canali.
fmax limita anche il valore di Am.

Occupazione della banda


Nella pratica, si utilizza la formula di Carson:

BFM 2 f f max
fmax la massiam frequenza contenuta nel segnale
modulante.
Facciamo un esempio..

Esempio
Radio FM commerciale : 88MHz a 108MHz
Segnale modulante: segnale audio con frequenze
comprese tra 30Hz a 15 kHz.
Le normative impongono una deviazione di frequenza
pari a 75KHz.
Loccupazione in banda :

Bmax 2(75000 15000) 180 KHz


Per non avere interferenze sceglieremo una banda
maggiore di 180kHz ovvero 200kHz.

Potenza del segnale modulato


In FM lampiezza del segnale modulato non varia e
rimane sempre uguale a quello della portante Ap.

Ptot Pport

2
p

2R

Aumentando lampiezza della modulante, aumenta la


deviazione di frequenza ma la potenza totale trasmessa
non cambia.
Si allarga per la banda del modulato in quanto aumenta
la deviazione di frequenza.

Espressione matematica del segnale modulato

sFM t Ap sin p t m f sin mt

s FM t Ap sin M t

d
dt

M (t ) FM (t )dt p k f sm (t )dt p t k f Am cos(mt )dt


M (t ) p t m f sin(mt )

s FM t Ap sin p t m f sin(mt )

Spettro del segnale modulato


Applicando la relazione trigonometrica:

sin sin cos cos sin

s FM t Ap sin p t cos m f sin mt Ap cos p t sin m f sin mt


Le funzioni cerchiate sono dette funzioni di Bessel di
prima specie incicate come Jn(mf) dove lindice n
rappresenta lordine.

Lo spettro di un segnale modulato FM


composto da infinite righe distanziate tra di loro
di fm.
Le funzioni di Bessel sono dei coefficienti che
determinano lampiezza delle componenti
spettrali. La componente n-esima ha come
ampiezza Ap*Jn(mf).
Vi una simmetria rispetto alla frequenza
portante per cui la componente a frequenza
fp+nfm ha la stessa ampiezza della componente
a frequenza fp-nfm

Le funzioni di Bessel

Lo spettro del segnale modulato

Trasmettitori a modulazione di frequenza

Il modo pi semplice per generare un


segnale modulato in frequenza consiste nel
variare la frequenza di un oscillatore in
maniera proporzionale al segnale modulato.
In questo modo si realizza una modulazione
FM diretta.

Un oscillatore per applicazioni radio un circuito


retroazionato positivamente, dotato di:
Circuito attivo per sostenere loscillazione che si
genera.
Circuito passivo: Circuito LC per fissare una
frequenza di oscillazione pari a

1
f0
2 L0C0

Applichiamo in parallelo al circuito LC un


elemento circuitale in grado di realizzare una
reattanza il cui valore dipenda dalla tensione
applicata ai suoi capi ( reattanza controllata in
tensione).
Se applichiamo il segnale modulante alla
reattanza, la frequenza istantanea generata
dalloscillatore varia in modo dipendente dal
segnale modulante
Supponiamo lineare il legame tra variazione di
reattanza e variazione tensione del modulante.

Questo tipo di modulatore viene chiamato


Modulatore a reattanza.
Viene utilizzata come reattanza variabile
una reattanza capacitiva controllata in
tensione

Diodi varactor
( vedi fig.5.12 a pag 112)

Abbiamo cosi realizzato un modulatore


FM e, pi in generale, un VCO ( Voltage
Controlled Oscillator)

Un oscillatore che genera una frequenza il


cui valore dipende dallampiezza della
tensione applicata al varicap.

Trasmettitore FM e controllo automatico


della frequenza
Loscillatore presente nei modulatori FM non al
quarzo- problema di stabilit in frequenza
della portante
Variazioni di temperatura, invecchiamento
componenti, causano una lenta variazione della
frequenza della portante ( problemi interferenza)
Risolviamo questo problema con il controllo
automatico della frequenza (AFC).
Vedi fig. 5.13 di pag. 114

Il segnale generato dal modulatore FM


viene inviato in un mixer insieme ad un
segnale generato da un oscillatore al
quarzo.
Il mixer genera segnali a frequenza pari
alla somma ed alla differenza dei segnali
in ingresso.
Si prelevano tramite un filtro le frequenze
differenza che comprendono le bande
laterali del modulato pi un evenuale
termine a lenta variazione.

Il segnale differenza applicato al


demodulatore FM il quale traduce le
variazioni lente di frequenza ( deriva ) in
una variazione di tensione.
Questultima usata per la polarizzazione
degli elementi reattivi che compongono il
modulatore.
In tal modo, a riposo, la frequenza di
lavoro risulta quella nominale.

Demodulatore FM
Compito del demodulatore quello di fornire
in uscita un segnale la cui ampiezza vari
in maniera proporzionale alla frequenza
del segnale modulato

PLL ( Phase Locked Loop)

1.
2.
3.

Detto anche anello ad aggancio di fase.


E costituito da:
Moltiplicatore o mixer
Filtro passa basso e amplificatore
VCO ( Voltage Controlled Oscillator)

PLL

Vin(t)

Filtro

Amplificatore
Vu(t)

Vvco(t)
VCO

Mixer : genera segnali aventi frequenza e fase


pari alla somma ed alla differenza delle
frequenze e delle fasi dei segnali posti in
ingresso ( Vin e Vvco)
Filtro passa basso: elimina le componenti spurie
ad alta frequenza ( prende solo la componente a
frequenza fvin-fvco)
Amplificatore:amplifica le piccole differenze di
fase.
VCO: unoscillatore la cui frequenza varia in
maniera proporzionale alla tensione al suo
ingresso

Il funzionamento del PLL evolve


attraverso tre stati:
Oscillazione libera
Cattura
Aggancio di fase
Vediamole singolarmente.

Oscillazione libera ( free runnig)


Il PLL nello stato di oscillazione libera
quando in ingresso al VCO abbiamo una
tensione nulla.
In uscita al VCO abbiamo una sinusoide a
frequenza prefissata fvco

Il PLL si trova in queste condizioni:


Quando non riceve alcun segnale
dallesterno
Quando la differenza fvin-fvco cosi
grande che esce fuori dalla banda del
filtro.

Cattura
Il PLL si trova nello stato di cattura quando la
differenza fvin-fvco tale che le componenti
spettrali ricadono nella banda del filtro passa
basso.
In ingresso al VCO abbiamo una tensione non
nulla che far variare la frequenza del VCO e la
far avvicinare a quella del segnale in ingresso.
E uno stato transitorio nel quale la frequenza
del VCO varia fino a quando non esattamente
uguale a quella del segnale in ingresso.

Aggancio di fase ( Phase Lock)


Il PLL si trova in questo stato quando
fvin=fvco e si ha un piccolo errore di fase.
Il piccolo errore di fase costante serve ad
avere una tensione in ingresso continua
che porta la frequenza del VCO dal valore
che si ha in oscillazione libera a quella del
segnale in ingresso.
Il segnale cosi fatto si dice agganciato in
frequenza e fase.

Se il segnale in ingresso non puramente


sinuosiodale, il PLL si aggancia alla componente
spettare che rientra nel campo di cattura e lo
porta nello stato di aggancio.
Se il PLL riceve un segnale immerso nel rumore,
avendo questultimo un andamento totalmente
casuale, non porter il PLL in uno stato diverso
da quello di aggancio.
Ma se fvin-fvco tale da uscire dalla banda del
filtro, il segnale in uscita dal mixer viene
totalmente eliminato dal filtro. In ingresso al
VCO si avr un segnale nullo si perder
laggancio

IL PLL come demodulatore FM


Nello stato di aggancio il PLL segue le
variazioni del segnale in ingresso e
fornisce alluscita del filtro un segnale
avente ampiezza proporzionale alle
variazioni di frequenza.
Se prelevo il segnale in ingresso al VCO
otterr il segnale modulante
( informazione).

Infatti se varia la frequenza del segnale in


ingresso ( modulato), luscita del mixer varier in
funzione di questultimo e del segnale
proveniente dal VCO.
Il segnale in uscita dal filtro va in ingresso al
VCO il quale varier la propria frequenza al fine
di inseguire la frequenza del segnale in ingresso
( modulato).
Il segnale in ingresso al VCO ha unampiezza
proporzionale alla variazione di frequenza del
segnale che arriva al PLL segnale
demodulato.

Il PLL lavora anche come:


Ricostruzione di una portante di
demodulazione
Ricostruzione del clock di ricezione dei
sistemi digitali
Sintetizzatore di frequenza.

Sintetizzatore di frequenza

Oscillatore

Filtro

fr
fd
:N

Amp

VCO

Nfr

Se N=1fr=fvco
Se N=2 fr=fd=fvco/2 fu=fvco=2fr
Quindi prendendo luscita sul VCO, la
frequenza di uscita N volte quella di
riferimento.
Un sintetizzatore di frequenza fornisce in
uscita una frequenza pari a N volte la
frequenza di riferimento.

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