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Uso delle nuove tecnologie per

favorire la partecipazione al
sociale e al controllo
dell'ambiente
Ing. Carlo Gubitosa
c.gubitosa@peacelink.it
Prof. Alessandro Marescotti
a.marescotti@peacelink.it

www.peacelink.it
Di cosa parleremo oggi
 Il nuovo “cittadino tecno-munito”
 La cassetta degli attrezzi per la cittadinanza attiva

Punto 0: la conoscenza delle leggi e degli accordi internazionali

Il principio di precauzione

Agenda 21

Convenzione di Aarhus

E-democracy
 Codice della pubblica amministrazione digitale
 Strumenti per il dialogo tra pubblica amministrazione e cittadini
 Come cambia il ruolo degli amministratori
 Smart Dust e nuove tecnologie di rilevamento dati
ambientali
Il nuovo “cittadino tecno-munito”
 Più informato
 Ha in mano documenti e atti ufficiali
 Utilizza internet ele nuove tecnologie
 E’ spesso più competente degli enti locali
 Esercita un controllo dal basso
 Ha capacità di mobilitazione
 E’ organizzato in rete con altre realtà
Il nuovo “cittadino tecno-munito”

E’ un soggetto scomodo o una


risorsa per chi amministra?
La cassetta degli attrezzi per la
cittadinanza attiva
 Punto 0: la conoscenza delle leggi e degli accordi
internazionali

Il cittadino bene informato è consapevole delle leggi poste


a tutela della sua sicurezza e dell’ambiente, e diventa
stimolo e risorsa per gli amministratori pubblici che
vengono aiutati a intercettare lo stato dell’arte
dell’evoluzione legislativa.
In questo modo al cittadino è affidato il compito di essere al
tempo stesso “consulente scomodo” e fonte di
informazioni della pubblica amministrazione.
La cassetta degli attrezzi per la
cittadinanza attiva
 IL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE
Nel mese di giugno del 1992, si riunirono a Rio de Janeiro,
in Brasile, 183 capi di stato, 700 rappresentanti di ONG e
migliaia di esponenti della società civile venuti da tutti i
paesi del mondo. In quello che fu soprannominato
Vertice della terra di Rio (Earth Summit), organizzato
dalle Nazioni Unite, venne fatta per la prima volta
collettivamente la diagnosi sullo stato di salute del
pianeta e si definì un piano d'azione, la Agenda 21, per
affrontare i principali problemi ambientali che, se non
controllati, porteranno ad un'emergenza ambientale di
dimensioni mai viste entro il 2030.
La cassetta degli attrezzi per la
cittadinanza attiva
 IL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE

Stabilito all'articolo 15 della "Dichiarazione


di Rio sull'ambiente e lo sviluppo” redatta
in occasione del “Vertice della Terra”
La cassetta degli attrezzi per la
cittadinanza attiva
 IL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE

"Per favorire la protezione dell'ambiente, l'approccio


precauzionale dovrà essere largamente applicato dagli
Stati in base alla loro possibilità. Nei casi in cui ci siano
minacce di danni seri o irreversibili, la mancanza di
conoscenze scientifiche complete non dovrà essere un
motivo per rimandare misure efficaci per la prevenzione
del degrado ambientale".
La cassetta degli attrezzi per la
cittadinanza attiva
 IL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE

In sintesi:
L’ONERE DELLA PROVA E’ CAPOVOLTO

 Non sono i cittadini a dover dimostrare che una certa


cosa è nociva per la salute. L’onere della prova della non
nocività spetta a chi vuole introdurre nell’ambiente nuove
tecnologie, alimenti, infrastrutture, materiali, farmaci.
La cassetta degli attrezzi per la
cittadinanza attiva
 AGENDA 21

Il capitolo 28 è un invito diretto alle autorità


locali ad adottare piani di sviluppo con la
partecipazione della popolazione
nell'intento di coniugare lo
sviluppo economico con la tutela
dell'ambiente e la sostenibilità sociale.
La cassetta degli attrezzi per la
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 AGENDA 21

“Ogni autorità locale, dovrebbe dialogare


con i cittadini, le organizzazioni locali e le
imprese private ed adottare una propria
Agenda 21 locale”.
La cassetta degli attrezzi per la
cittadinanza attiva
 AGENDA 21

Attraverso la consultazione e la costruzione


del consenso, le autorità locali dovrebbero
apprendere ed acquisire dalla comunità
locale e dal settore industriale, le
informazioni necessarie per formulare le
migliori strategie." (Agenda 21, Cap. 28,
1992)
La cassetta degli attrezzi per la
cittadinanza attiva
 AGENDA 21

Attraverso la consultazione e la costruzione


del consenso, le autorità locali dovrebbero
apprendere ed acquisire dalla comunità
locale e dal settore industriale, le
informazioni necessarie per formulare le
migliori strategie." (Agenda 21, Cap. 28,
1992)
La cassetta degli attrezzi per la
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 AGENDA 21

Nella pratica, l'Agenda 21 si traduce in un


programma operativo in grado di
coniugare la tutela dell'ambiente con lo
sviluppo economico e la crescita sociale.
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 AGENDA 21

L'Agenda 21 Locale si concretizza nell'avvio


di un processo che nasce dalla scelta
volontaria e condivisa tra più attori locali
con lo scopo di definire obiettivi comuni e
tradurli in una strategia integrata e azioni
attuabili con il coinvolgimento attivo di tutti
i soggetti.
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 AGENDA 21

Obiettivi, strategia e azioni compongono un piano di azione


che è il risultato materiale e più visibile del processo. La
portata innovativa dell'Agenda 21 risiede però proprio nel
suo carattere di percorso consapevole per il
miglioramento ambientale e socio-economico continuo,
al quale prendono parte – ognuno per le proprie
possibilità e competenze – tutti gli attori sociali,
economici e istituzionali attivi sul territorio.
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 AGENDA 21

PAROLE CHIAVE:

Coinvolgimento
Inclusione
Partecipazione
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 CONVENZIONE DI AARHUS

Definita dal Segretario generale delle Nazioni


Unite Kofi Annan come “il più importante
esempio di democrazia ambientale” e di
attuazione del Principio 10 della Dichiarazione di
Rio su Ambiente e Sviluppo, la Convenzione di
Aarhus è un nuovo modello di trattato
internazionale in cui diritti umani e tutela
ambientale trovano affermazione e sostegno
reciproco.
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 CONVENZIONE DI AARHUS

L’Italia è stata uno dei primi paesi a ratificare la


Convenzione di Aarhus, il secondo dell'Unione
Europea dopo la Danimarca. Con la legge n.108
del 16 marzo 2001, il Parlamento ha infatti
autorizzato il Presidente della Repubblica a
depositare lo strumento di ratifica presso
l'UNECE (Commissione economica per l'Europa
delle Nazioni Unite), impegnando il nostro Paese
a rispettarne le disposizioni.
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 CONVENZIONE DI AARHUS

art 6 Partecipazione del pubblico alle


decisioni
comma 3. Per le varie tappe della procedura di
partecipazione del pubblico, sono previsti termini
ragionevoli che lasciano abbastanza tempo per
informare il pubblico in conformità con il
paragrafo 2 qui di sopra e perché il pubblico si
prepari e partecipi effettivamente ai lavori
durante tutto il processo decisionale in materia
ambientale.
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 CONVENZIONE DI AARHUS

art 6 Partecipazione del pubblico alle decisioni ---

comma 4. Ogni Parte prende delle disposizioni


affinché la partecipazione del pubblico cominci
dall'inizio della procedura, ossia quando tutte le
opzioni e le soluzioni sono ancora possibili e
quando il pubblico può esercitare una vera e
propria influenza.
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 CONVENZIONE DI AARHUS

art 6 Partecipazione del pubblico alle


decisioni

comma 8. Ogni Parte controlla affinché, al


momento di prendere la decisione, i
risultati della procedura di partecipazione
del pubblico siano dovutamente presi in
considerazione.
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 CONVENZIONE DI AARHUS

art 7 Partecipazione del pubblico a quanto


riguarda i piani, i programmi e le politiche
relativi all'ambiente

Ogni Parte prende le disposizioni pratiche e/o


altre del caso affinché il pubblico partecipi
all'elaborazione dei piani e dei programmi relativi
all' ambiente in un ambito trasparente ed equo,
dopo avergli fornito le informazioni
necessarie.
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 CONVENZIONE DI AARHUS

art 7 - partecipazione del pubblico a quanto


riguarda i piani, i programmi e le politiche
relativi all'ambiente

Il pubblico, predisposto a partecipare, è nominato dall'


utorità pubblica competente, tenuto conto degli obiettivi
di questa Convenzione. Ogni Parte si sforza, per quanto
le conviene, di fornire al pubblico la possibilità di
partecipare all'elaborazione delle politiche relative
all'ambiente.
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 CONVENZIONE DI AARHUS

Quella il Segretario generale delle Nazioni


Unite Kofi Annan ha definito “il più
importante esempio di democrazia
ambientale” è spesso

IGNORATA
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 CONVENZIONE DI AARHUS

Quanto si parla di “Parte” non si indicano


solo i governi ma le istituzioni preposte
alla sua attuazione, ossia CHIUNQUE
abbia incarichi di rilievo pubblico, anche i
sindaci o gli assessori, ed esempio.
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 CONVENZIONE DI AARHUS

Ribaltamento prodotto dalla Convenzione di Aarhus: le


informazioni vanno date al pubblico senza che il
pubblico le debba richiedere.

Qui il punto debole e difficile è il ruolo della scuola e


dell'educazione perché senza cultura ambientale non c'è
comprensione della complessità informativa e degli
specialismi.

Le banche dati ambientali (es. INES/EPER) sono poco


conosciute su Internet ma anche se lo fossero pochi
saprebbero leggerle e usarle a fini partecipativi.
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 E-DEMOCRACY

DECRETO del 28 luglio 2005


Determinazione del cofinanziamento dei
progetti per lo sviluppo della cittadinanza
digitale (Gazzetta Ufficiale n. 262 del 10-
11-2005)

E’ una opportunità di sviluppo e di


autopromozione anche per le
amministrazioni locali.
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 E-DEMOCRACY

Il decreto del Ministro per l'innovazione e le


tecnologie del 2 marzo 2004
attribuisce alla competenza del Centro nazionale
per l'informatica nella pubblica
amministrazione (CNIPA), nell'ambito del
«Piano di azione di e-government»,
l'attuazione del progetto «L'avviamento dei
progetti per lo sviluppo della cittadinanza
digitale», con un finanziamento di euro
10.000.000.
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 E-DEMOCRACY

Obiettivo: avviare progetti di utilizzo delle


tecnologie ICT come strumento per
promuovere la partecipazione dei cittadini
alla vita delle amministrazioni pubbliche e alle
loro decisioni. I progetti prevedono l'utilizzo di
tecnologie adeguate in termini di affidabilità ed
accessibilità, la promozione della partecipazione
attiva dei cittadini, la garanzia del
coinvolgimento effettivo dei decisori pubblici, la
valutazione dei risultati del processo di
partecipazione.
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 E-DEMOCRACY

Punti qualificanti del decreto:


 cofinanziare progetti proposti da Regioni ed Enti locali
 partecipazione dei cittadini alle attività delle pubbliche
amministrazioni e ai processi decisionali attraverso le ICT
 attenzione a coloro che sono a rischio di esclusione.
ai progetti possono partecipare soggetti sociali, culturali e produttivi
anche in forma associata (comitati, associazioni, gruppi informali).
 promuovere e sostenere le iniziative locali che intendono adottare le
tecnologie informatiche e telematiche per potenziare o introdurre
forme di partecipazione dei cittadini alla vita delle Istituzioni e delle
comunità locali, con particolare riguardo ai processi di decisione
delle Pubbliche amministrazioni locali.
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 CODICE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DIGITALE

Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82


"Codice dell'amministrazione digitale"

pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 112


del 16 maggio 2005 - Supplemento
Ordinario n. 93
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 CODICE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DIGITALE

Le nostre e-mail dal 1' gennaio


2006 hanno valore di
comunicazione ufficiale con
assessorati, ministeri e tutto
quanto rientra nella Pubblica
Amministrazione.
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 CODICE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DIGITALE

Cosa cambia:
 I cittadini possono richiedere che le e-mail vengano
acquisite e protocollate al pari di una lettera.

 Viene stabilito il diritto a richiedere e ottenere l'uso delle


tecnologie telematiche nelle comunicazioni con gli uffici
pubblici. Assessori, ministri e funzionari devono
accettare per legge le comunicazioni inviate tramite
posta elettronica senza nascondersi dietro problemi o
difficoltà tecniche, e hanno l'obbligo di leggere (o di far
leggere a terzi) la corrispondenza elettronica, e l’obbligo
di fornire una risposta ai quesiti formulati.
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 CODICE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DIGITALE

 I cittadini hanno diritto di ricevere gratis ogni


comunicazione della Pubblica Amministrazione via e-
mail all'indirizzo dichiarato.

 Si puo' chiedere che il messaggio email venga stampato


e protocollato.

 Si puo' chiedere che il numero di protocollo venga inviato


per posta elettronica al fine di avere la certezza non solo
che la comunicazione sia andata a buon fine ma che sia
anche stata acquisita ufficialmente (e non solo
informalmente).
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 CODICE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DIGITALE

 Questo garantisce che la comunicazione del cittadino


non andra' nel cestino dell'ufficio dell'assessore o,
peggio ancora, nel cestino virtuale del suo computer.

 Si puo' chiedere e ricevere il nome del funzionario che


seguirà il procedimento, il suo telefono e la sua e-mail.

 I cittadini hanno inoltre il diritto all'accesso e all'invio di


documenti in formato digitale.
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 CODICE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DIGITALE

 Ad esempio è diritto dei cittadini ricevere una


delibera di giunta per e-mail o una relazione
nell'ambito della Valutazione di Impatto
Ambientale.

 Sarebbe ancora meglio che tutte le delibere e le


relazioni ufficiali siano messe sul sito Internet
dell'Ente Locale di competenza, cosa che non
sempre avviene.
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 CODICE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DIGITALE

 La digitalizzazione di tutti gli atti della pubblica


amministrazione è un passo in avanti notevole perché la
copia e l’invio di un file digitale non costa nulla e la
Pubblica Amministrazione si slega dai costi legati ai diritti
di fotocopia, di spedizione e altri balzelli vari.

 A tutto questo si aggiunge il diritto di partecipazione a


distanza per cui anche il cittadino che vive all'estero ha
diritto di intervenire via Internet per esprimersi ad
esempio sui problemi ambientali della propria città.
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 CODICE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DIGITALE

 Queste norme pur essendo legge non sono ancora


prassi. Gli enti locali, anche i più avanzati e
illuminati, segnano preoccupanti ritardi e omissioni
sui diritti telematici.

 E' importante non restare indietro e trasformare il


testo di legge in una opportunità di crescita,
promozione, riqualificazione e sviluppo
dell'amministrazione locale e di chi ci lavora.
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cittadinanza attiva
 STRUMENTI PER IL DIALOGO TRA LA PUBBLICA
AMMINISTRAZIONE E I CITTADINI

 Incontri con singoli o gruppi


 Focus group
 Interviste
 Questionari
 Forum in Internet
 Azioni di partnership con organizzazioni locali
 Punti di ascolto
 Organizzazione di gruppi di lavoro
Come cambia il ruolo degli
amministratori
Con l’entrata in vigore della legge 150/2000
e l’emanazione del regolamento attuativo
nel 2001 la comunicazione pubblica
cessa di essere un segmento aggiuntivo e
residuale dell’azione delle pubbliche
amministrazioni, e ne diviene parte
integrante. Questo presuppone anche un
diverso protagonismo da parte dei
cittadini. Ma che dei doveri degli URP
(Uffici Relazioni con il Pubblico).
Come cambia il ruolo degli
amministratori
Punti qualificanti della legge:
 Favorire e garantire i diritti dei cittadini a partire dall’informazione
 Promuovere ascolto, partecipazione, appartenenza, efficienza
 La comunicazione diventa un obbligo istituzionale
 Distinzione tra informazione (uff. stampa) e comunicazione (urp)
 Definizione della figura del portavoce
 Tre aree: media, cittadini, comunicazione interna
 Obbligo di formazione dei dipendenti pubblici
 Riforma degli URP

Introduzione massiccia tecnologie telematiche
 Coordinamento reti civiche
 Verifica di gradimento e qualità dei servizi
Come cambia il ruolo degli
amministratori
Le nuove tecnologie sono, per loro natura,
tali che le organizzazioni che le adottano
non possono utilizzarle appieno senza
assumerle anche nel loro carattere
“rivoluzionario”, cioè riorganizzativo di
procedure, prassi e comportamenti.
Come cambia il ruolo degli
amministratori
Le nuove tecnologie tendono
inevitabilmente a modificare lo status quo
economico, sociale e culturale, mettendo
in discussione assetti consolidati, valori
acquisiti, atteggiamenti codificati e la
stessa professionalità dei funzionari
pubblici.
Come cambia il ruolo degli
amministratori
Internet, per la sua interattività e bidirezionalità
è in grado, più e meglio di altri mezzi, di
rovesciare l’attuale piramide burocratica,
consentendo il passaggio dall’autoreferenzialità
alla parità, giacchè pubblica amministrazione e
cittadini posseggono gli stessi strumenti. E i
cittadini possono richiedere parità di
informazioni come stringente conseguenza
della parità dei diritti.
Come cambia il ruolo degli
amministratori
LE SFIDE DA RACCOGLIERE

 Essere capaci di ripensare il proprio ruolo e i propri


schemi lavorativi
 Fare un salto di qualità nella professionalizzazione e
nelle competenze
 Creare nuovi spazi e tempi di ascolto come risorsa
aggiuntiva
 Sfruttare le opportunità e i vantaggi del cambiamento
 Intercettare la nuova domanda di comunicatori pubblici
competenti
Come e dove i cittadini possono
partecipare
 Consulte e Agenda 21
 AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale)

Nazionale e Regionale
 VIA (Valutazione di Impatto Ambientale)

Nazionale e Regionale
 VIS (Valutazione di Impatto Sanitario)
 Area Vasta (Tavolo per l’ambiente)
 Prelievi e monitoraggi alla presenza delle associazioni e dei comitati
 Avvisi preventivi con mailing list e SMS (es. richieste di installazione
antenne, inizio dei 30 giorni per le osservazioni del pubblico)
 Sforamenti inquinanti: arriva un SMS (come per le banche che
inviano un SMS se il conto scende sotto un livello minimo)
Smart Dust e nuove tecnologie di
rilevamento dei dati ambientali
Le reti di sensori tradizionali impiegano tecnologie
differenti per:
 –Rilevazione dei dati dal campo
 –Comunicazione
 –Elaborazione(hardware, software, e algoritmi)

Scenari futuri:
 –Reti wireless
 –Elaboratori a basso costo e a basso consumo
 –Sensori con costo e dimensione contenuta basati su
MEMS (Micro Electro-Mechanical Systems ) e
nanotecnologie
Smart Dust e nuove tecnologie di
rilevamento dei dati ambientali
Le reti di sensori tradizionali impiegano tecnologie
differenti per:
 –Rilevazione dei dati dal campo
 –Comunicazione
 –Elaborazione(hardware, software, e algoritmi)

Scenari futuri:
 –Reti wireless
 –Elaboratori a basso costo e a basso consumo
 –Sensori di costo e dimensione contenuta basati su
MEMS (Micro Electro-Mechanical Systems ) e
nanotecnologie
Smart Dust e nuove tecnologie di
rilevamento dei dati ambientali
Applicazioni delle reti di sensori Wireless:

 Monitoraggio ambientale
 Monitoraggio di costruzioni ed edifici
 Applicazioni biomediche
 Sistemi di sicurezza industriale
 Monitoraggio di ecosistemi
 Controllo sismico
 Controllo del microclima in edifici
 “Sensing”per la sicurezza e strategico
 Domotica & elettronica consumer
 Musei interattivi
 Agricoltura intelligente
 Navigazione robotica
Smart Dust e nuove tecnologie di
rilevamento dei dati ambientali
SMART DUST

 Chiamata dagli scienziati californiani smart dust o


meglio conosciuta come "polvere intelligente"; il
Pentagono la definisce "la tecnologia strategica dei
prossimi anni".
 Il pulviscolo intelligente, che da qualche anno desta la
curiosità di molti, è fatto di una miriade di computer
microscopici, ognuno dei quali misura meno di un
millimetro cubo (meno di un granello di sabbia, per dare
l'idea), ma incorpora sensori elettronici, processori,
radiotrasmettitori, software e alimentatori elettrici.
Smart Dust e nuove tecnologie di
rilevamento dei dati ambientali
SMART DUST

 Invisibile e imprendibile, la polvere


intelligente si mimetizza nell'ambiente e
capta calore, suoni, movimenti. Può
essere diffusa su territori immensi e
sorvegliarli con una precisione
impressionante. Sa spiare le persone a
loro insaputa, intercettare comunicazioni,
trasmettere tutte le informazioni raccolte ai
satelliti.
Smart Dust e nuove tecnologie di
rilevamento dei dati ambientali
COSA SI STA REALIZZANDO OGGI

Nel 2005 un progetto realizzato in collaborazione con l' L'


Engineering and Physical Science Research Council
britannico ha sguinzagliato trenta biciclette nei dintorni
dello University College di Londra, munite di rilevatori di
monossido di carbonio. L'obiettivo quello di creare delle
mappe dinamiche dell'inquinamento cittadino, per poter
individuare delle soluzioni a questo annoso problema.
Smart Dust e nuove tecnologie di
rilevamento dei dati ambientali
COSA SI STA REALIZZANDO OGGI

Agosto 2006: Per uno stravagante esperimento in


California una quindicina di piccioni si è librata in volo,
equipaggiata con uno zainetto contenente un telefono
cellulare, un modulo GPS e un sensore capace di
rilevare la presenza di agenti inquinanti quali monossido
di carbonio e di biossido di azoto.
Smart Dust e nuove tecnologie di
rilevamento dei dati ambientali
COSA SI STA REALIZZANDO OGGI

Il progetto Pervasive Mobile Environmental Sensor Grids


(PMESG), nel quale sono impegnati ricercatori
dell'Imperial College di Londra e delle università inglesi
di Cambridge, Leeds, Southampton e Newcastle, è
l'ultima scommessa volta a fronteggiare l'inquinamento
urbano. L'Engineering and Physical Science Research
Council (EPSRC), il Department for Transport e
Transport for London credono nel progetto, e lo hanno
finanziato con tre milioni e mezzo di sterline.
Smart Dust e nuove tecnologie di
rilevamento dei dati ambientali
COSA SI STA REALIZZANDO OGGI

Sensori wireless itineranti che scorrazzano


a bordo delle automobili, dislocati sui
cartelli stradali, sui lampioni, addirittura
indossati dai pedoni. Questa rete di
sensori, sciamanti al ritmo delle sistole e
diastole del traffico, garantirà un
"monitoraggio pervasivo" degli agenti
inquinanti e del dipanarsi del viavai
urbano.
Smart Dust e nuove tecnologie di
rilevamento dei dati ambientali
COSA SI STA REALIZZANDO OGGI

Quando il sensore itinerante intercetta il


segnale di un rilevatore posto, ad
esempio, su un lampione, trasmette ad
esso le informazioni raccolte. Il rilevatore
che ha raccolto i dati, a sua volta, li
trasmette ad un altro rilevatore, o ad un
computer connesso a Internet, per
recapitarli alla centrale di elaborazione.
Smart Dust e nuove tecnologie di
rilevamento dei dati ambientali
COSA SI STA REALIZZANDO OGGI

Per ora i sensori hanno le sembianze di una


scatola di fiammiferi, ma i ricercatori
hanno fiducia nelle nanotecnologie, anche
se non mancano le perplessità. Sarà una
smart dust biodegradabile a compiere il
"lavoro sporco".
Smart Dust e nuove tecnologie di
rilevamento dei dati ambientali
LA DOMANDA FINALE

Cosa accadrà quando i cittadini


potranno disporre di questa mole di
informazioni, o peggio ancora quando
questi dati verranno prima raccolti e
poi negati a causa dell’opacità della
pubblica amministrazione?