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La malattia di Alzheimer

Una sconfinata giovinezza nellarte e con larte

Theodore Gericault
Anziana con mania di invidia
Saluzzo 21 settembre2011

Journe mondiale de la maladie de


Alzheimer : 21 settembre 2010
Nous ne pouvons plus attendre

ETIMOLOGIA
Demenza = da De mente = fuori di mente
Termine introdotto da Aulo Cornelio Celso nel
20 a.C nel De Medicina per indicare, in modo
generico, le alterazioni dellintelligenza e del
comportamento

Gaetano Perusini 1789 -1915

Maschi

Femmine

1861

1961

1981

1999

2002

2003

2009

40.3

68.0

70.6

76.1

76.5

76.8

79.0

40.9

73.9

77.2

82.2

82.4

82.5

84.4

Speranza di vita, alla nascita, in Italia dal 1861 al 2009


5

1900 %

1991 %

2001 %

2007 %

2050

Maschi

15
30.0

793
23.8

1080 17.1

1757
15.0

30000
15.0

Femmin
e

35
70.0

2549
76.2

5233 82.9

9954
85.0

170000
85.0

11711
100.0

200000
100.0

Genere

Centenari In Italia
Totale

50
100.0

3345
100.0

6313
100.0

Prevalenza

60-64 aa

1.0 %

65-69 aa

1.4 %

70- 74 aa

4.1 %

75- 79 aa

5.7 %

80-84 aa

13.0 %

85-89 aa

21.6 %

90-94 aa

32.2 %

Rispetto al 2001, nel 2020 in Europa ci sar un


incremento di AD del 43%
7

IL PROBLEMA

Disabili in Italia: 2.600.000


(4,8%)
Di cui 2.000.000 sono anziani
Indagine ISTAT 2007

In Italia ~ 700.00 malati di AD


Il costo mondiale per malati di AD pari a 604
miliardi di dollari
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La grave atrofia dellippocampo e della corteccia causa


un allargamento del sistema ventricolare (idrocefalo ex vacuo
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La DA una malattia inguaribile ma curabile, almeno nei


suoi disturbi comportamentali, e deve essere affrontata
con approccio globale alla cura delle persone colpite,
perch globale e progressivo il coinvolgimento della
famiglia

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Bisogna combattere lo stigma che isola la


famiglia, costretta a sopportare un peso
assistenziale gravoso e a rischio di burn out

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Mediamente il caregiver dedica


6 ore al giorno per l'assistenza diretta al malato
7 ore al giorno di sorveglianza
Il 76.6% dei caregiver sono familiari di sesso femmnile

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RETE DEI SERVIZ1


1) Legge n. 104/92 Legge quadro per lassistenza, lintegrazione sociale e i
diritti della persone handicapate (limiti: principi molto generali )

2) Contenere il declino cognitivo e della disabilit, agendo sia sul livello clinico
che comportamentale e ambientale: UVA
3) Consentire al malato di rimanere il pi a lungo possibile in famiglia
4) Sostenere il nucleo familiare (Counseling del caregiver)
5) 5) Ricovero di sollievo
6) ADI e O.D

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PERDITA DELLA MEMORIA

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Sintagmi:parole passe partout

Ecolalia

19

DISORIENTAMENTO

20

L'INUTILITA' DEL TEMPO

21

L'assenza di stimoli e di riabilitazione


e di orientamento

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LA COMUNICAZIONE: CORE CLINICAL SKILL

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DEMENZA E INVECCHIAMENTO

La demenza non unaccentuazione del fisiologico


processo di invecchiamento n una sua anticipazione
temporale.Vi sono chiare differenze qualitative sia sul
piano anatomopatologico che clinico-fenomenologico
Nellanziano
la disfunzione della memoria graduale e riguarda
soprattutto la rievocazione del materiale mnesico; egli
riesce comunque ad acquisire nuove informazioni; le
funzioni intellettive globali sia pure un po rallentate e
meno elastiche, sono comunque conservate le
disfunzioni presenti non interferiscono in maniera
significativa con la vita quotidiana
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Continuum Cognitivo
Normal Aging

MCI

Dementia

V. Van Gogh
Donne che portano sacchi

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AAMI. (Age Associated Memory Impairment 1960: disturbo lieve della


memoria
ARCD (Age Related Cognitive Decline) 1980: DSM IV declino nelle funzioni
cognitive identificato in modo obiettivo conseguente al processo di
invecchiamento, non attribuibile a malattie mentali o neurologiche
AACI (Aging Associated Cognitive Decline) 1990: valutazione NP pi estesa
rispetto allAAMI, non limitata alla sola memoria
MCD ( Mild Cognitive Disorders) 1990: declino cognitivo che non raggiunge il
livello della demenza (4%)

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Io ti proteggo anche nell'incertezza e cerco il pi


possibile di farlo, anche se ci sono mille difficolt nella
diagnosi e nella prognosi: se non lo facessi sarei solo un
cialtrone
The Lancet 2010

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L'importanza del fare:


l'etica della responsabilit
Linus

Ho insegnato a Snoopy a fischiare

Lucy

Ma Snoopy non sa fischiare

Linus

Snoopy

Ho detto che gli ho insegnato, ma non


che abbia imparato
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La demenza nella storia dellarte

Tanzo da Varallo

Giorgione

Goia

Gericault

Gericault

Cezanne

Van Gogh

Morbelli: il Trivulzio

Munch

Luigi Onetti: il demente che straccia la carta

Sciuti

Colombotto Rosso

Iannozzi: il demente

Glicerina: Joseph il Papero

Paco Roca: Rughe

Wiliam Uttermohlen
(Filadelfia 1933 Londra 2007)

Quando ripenso alla conoscenza dalla prima esperienza con la


malattia di Alzheimer ad oggi, sono soddisfatta perch posso
affermare con certezza che ogni forma darte, anche se povera,
alternativa, semplice, diviene una piccola vittoria
sullannientamento della persona che tale malattia porta con
s. Nello spazio transizionale dellarte, aver dato voce alle
forme, ai colori, alle linee, ascoltando le risonanze emotive
che risuonano in ognuno di noi, ha permesso un incontro
diverso, attraverso linguaggi non verbali, con chi lentamente
ed inesorabilmente stato privato della sua identit
Chiara Scalza: Arteterapia e Alzheimer

The rest is silence -Hamlet

GRAZIE PER LATTENZIONE


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