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LANIMA DEI LUOGHI Anna Anzani 03/11/2015

Niente pi pratico di una buona teoria


Kurt Lewin

La lezione porta il titolo di un libro di Hillman, ma gli


spunti che vorrei trasmettervi sono tratti sia
liberamente - da questo testo sia da altri, cercando di
cogliere idee che possano avere qualche utilit per
affrontare il tema degli AVANZI.
Parole chiave: ISTANZA PSICOLOGICA,
MEMORIA, ANIMA, ARCHITETTURA

ISTANZA PSICOLOGICA

MEMORIA

ANIMA DEI LUOGHI

BELLEZZA

ISTANZA PSICOLOGICA Negli anni sessanta R. Pane affront per la prima volta il
rapporto fra architettura, memoria e psicologia
dichiarando come allistanza estetica e a quella storica
andasse aggiunta una istanza psicologica.
Dallanalisi dei testi di Jung, approfond le relazioni fra
luomo e lambiente fisico ponendo, a fondamento della
conservazione dei contesti costruiti e naturali, generali
considerazioni di ordine psicoanalitico e antropologico, a
cui assegn un carattere precipuamente fondativo.
In tal senso listanza psicologica viene unita al valore
della memoria. Difendendo il patrimonio italiano ed
europeo, Pane sosteneva non vogliamo conservare
dimensioni e immagini del passato poich le troviamo
belle, o magari interessanti e curiose, ma perch esse
fanno parte della nostra memoria e quindi del nostro
prezioso patrimonio psicologico.
Emanuele Morezzi
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ISTANZA PSICOLOGICA
ROBERTO PANE

L'esperienza estetica dovrebbe costituire non


uneccezione ma un normale attributo della
nostra esistenza quotidiana.
La fruizione estetica dei valori ambientali
deve costituire il fondamento del diritto alla
citt.
Il patrimonio pubblico d'arte e di natura non
deve essere considerato come oggetto di
una contemplazione marginale e saltuaria,
poich impegna la nostra vita interiore, nei
suoi rapporti con il mondo della fantasia e
della stratificazione storica, ed quindi
retaggio insostituibile della nostra memoria.
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Sogno architettonico Jung sogna un edificio a due piani, in cui la sua casa trova posto in
di Jung (R. Pane)
un salotto rococ; poi scende al pianterreno dove scopre un
diverso arredo, in una stanza che egli ritiene debba appartenere al
XV o XVI secolo, poich presenta ancora aspetti medioevali (e a tal
proposito curioso rilevare che la sua attribuzione rispecchia
l'ambiente centroeuropeo, nel quale, appunto, le forme gotiche
hanno avuto pi lunga sopravvivenza). Successivamente,
attraverso una botola e scendendo per un'angusta scala, egli viene
a trovarsi in una sala a volta, con mura di mattoni e di sasso, nelle
quali riconosce una struttura romana; da questa ancora, dopo aver
sollevato l'anello di una lastra di pietra, egli scende in una bassa
caverna, scavata nella roccia, dove trova resti di una civilt
primitiva: cocci, ossa e due teschi. Dunque la coscienza
rappresentata dal salotto, con il suo aspetto di luogo abitato,
mentre con il pianterreno ha inizio l'inconscio vero e proprio. Pi
sotto Jung trova il mondo dell'uomo primitivo in me stesso. E poi
ancora: fu la mia prima intuizione dell'esistenza nella psiche
personale di un a priori collettivo, nel quale egli riconobbe pi
tardi quei modi di agire delle forme istintive, e cio degli
archetipi.
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LA TORRE DI BOLLINGEN

Carl Gustav Jung dedica un intero capitolo della sua autobiografia


all attivit di costruttore della sua residenza a Bollingen, che lo
impegna per pi di trenta anni.
Nel 1922 Jung compra un terreno di fronte al lago di Zurigo,
attratto dallo scenario della zona. Pensa subito di costruirvi una
dimora di tipo primitivo: una struttura circolare, con un focolare al
centro e cuccette lungo le pareti. Si ispira alla capanna africana ,
vuole rappresentare il mondo che si espande intorno alla forza
primordiale del fuoco , dare la sensazione aggiunge- di essere
al riparo, non solo in senso fisico ma anche in quello spirituale. L
intera costruzione , come un albero, fondata sul terreno da cui
spiritualmente trae nutrimento.
Nel 1955, dopo la morte della moglie, amplia il corpo posto al
centro tra le due torri che rappresentava il suo io stretto nella
tensione degli opposti. L elevazione della costruzione simboleggia
la crescita del suo io la superiorit della coscienza raggiunta con
la vecchiaia.
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Il tema della casa ricorrente negli scritti dello psicanalista


tedesco. In un suo saggio sul condizionamento terrestre dell
anima spiega che la struttura della nostra anima rassomiglia
a una costruzione il cui piano superiore stato costruito
recentemente, il primo piano magari del secolo XVI e a un
esame pi attento scopriamo che stato elevato su una torre
del II secolo. Nella cantina scopriamo le fondazioni romane, e
sotto la cantina una grotta sino a trovare la fauna glaciale.
Bollingen , quindi, pi di un semplice simbolo esoterico ,
dir Jung- la rappresentazione in pietra dei miei pi interni
pensieri e del mio sapere, un opera importante anche come
chiave di lettura delle sue teorie sugli archetipi: l io, come
insieme di conscio e inconscio, trovando fisica
rappresentazione nell architettura concretizza un mito; ma il
mito, dice Jung nel prologo dell autobiografia, rappresenta la
vita con la precisione della scienza. L architettura dunque,
come scienza del mito.
(prestinenza.it)

JUNG
il S appare come un gioco di luce e di ombra,
quantunque concettualmente esso venga inteso
come un tutto organico e quindi come una unit
nella quale gli opposti trovano la loro sintesi

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CONSERVAZIONE E RESTAURO
(M. Pignatelli)

Archeologia e restauro valgono soltanto se


innestati nella Storia perch ne alimentino la
continuit. E non se sono da essa isolati nella
venerazione rispettosa e statica del
monumento.
La negazione del passato d'altra parte, dando
al termine negazione il significato freudiano,
un meccanismo di difesa tra i pi elementari.
L'illusione catartica di liberarci di tutte le scorie
e gli impacci, di tagliare il groviglio dei
condizionamenti e delle colpe, di svegliarsi
domani diversi distruggendo la casa di ieri
densa di ricordi intollerabili, significa in realt
proiettare su di un atto magico il conflitto
interiore, nell'impotenza di elaborarlo.
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LANIMA DEI LUOGHI


2004

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Hillman sostiene che i luoghi hanno un'anima, sono popolati di


divinit diverse, assumono i pensieri e le tradizioni degli uomini che
li abitano da secoli o millenni" L'anima dei luoghi respira insieme
all'anima del mondo e alla nostra anima"
Perch ciascuno di noi alla ricerca, la nostra anima in questa
ricerca. Perch "anima" un insieme di impulsi vitali avvolti in una
recondita saggezza, un'arcaica coscienza della vita*.
La sfera dell'anima ha qui il compito di riportare l'attenzione {...} alla
bellezza, sempre rimasta indefinibile, perch porta una
testimonianza sensibile di ci che, al di l dell'umana comprensione,
fondamentale. Perch nel percepirla restiamo senza fiato, avvolti
dalla meraviglia. Eppure proprio la bellezza che ci guida a
scoprire il mondo, che rende reali le nostre passioni. "Lei ci insegna
che 'dobbiamo imparare a vedere'. Per accedere al potere della
conoscenza, in cui la trasformazione possibile".
La vera bellezza non ha scopo, si manifesta come anima mundi,
come immagine in cui si scorge il bene.
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Truppi
Necessit di mettere a punto una politica della
bellezza, teorizzata da Hillman.
Svolta professionale: passare da una posizione
tradizionale del modo di essere architetto a
unaltra basata sulla coscienza delle questioni
pi complesse sottese allincontro tra il luogo e
la sua anima.
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Abbiamo sperimentato connessioni tra i nostri


due mondi e ci che essi rappresentano.
Mille perplessit: un terapeuta tra gli architetti?
Ho dovuto fare i conti con le sentinelle
dellinvalicabilit dei confini disciplinari.
Ma avevamo un fine comune: promuovere una
maggiore sensibilit verso larchitettura e
lambiente.

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Il senso di questo lavoro: esplorare la


molteplicit, non il dualismo, non la
polarit, ma la pluralit.
Dialogo: strumento retorico grazie al quale
la nostra capacit di raccontare storie
sperimenta unapertura e corre il rischio del
confronto; una sorta di sizigia, due posizioni
non contrapposte, ma tese a cercare quello
che solo listinto faceva presagire.

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sterile mantenere separati gli ambiti di


interesse, un vizio razionalistico.
Le connessioni creano invece zone di
frontiera, in cui si aprono terre di nessuno,
sentieri in attesa di essere percorsi,
possibilit in cerca di nuovi esiti. Un confine
dovrebbe essere un punto di incontro
anzich una line di esclusione.
La partecipazione lo stimolo costante alla
ricerca, uno stimolo acceso dallAmore, il
demone figlio di Mancanza (un espediente
escogitato da Necessit) per tenere
costantemente desto lIngegno.
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Hillman
In la parola dellanima, la
preposizione pi importante in analisi.
La
maggiore
obiezione
al
comportamentismo da parte degli analisti
del profondo che il comportamentismo
non ha interiorit. Lattivit analitica si
svolge allinterno.
In dove c azione, dove il mondo
interno si organizza, dove ci sono le
immagini parentali introiettate, le proteste
infantili che persistono in ognuno di noi,
lintroversione della libido, lautoanalisi del
rimorso (Joyce).

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RAPPORTO CON
LINTORNO

Truppi
In Politica della bellezza indichi la strada
come guadagno, come uscita dal s. La
stanza allinizio ci protegge, ci fa sentire
immuni, ma poi ci reprime: troppe esigenze
in poco spazio. La stanza non pu
contenerle, allora esplodono, sono
costrette a uscire, vanno verso la strada.
Il mondo diventa la valle del fare anima: nel
rapporto con lintorno c qualcosa di
fondamentale per larchitettura.
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ARCHITETTURA

Hillman
Gli architetti, nelletimo della loro materia hanno le
archai, unidea-radice che orienta la loro disciplina.
La prima arche il riparo, il primo muro eretto fra le
creature e il pianeta. Non riduttivamente umana,
anche degli animali.
La seconda deve essere la techne, lideazione (il
suo design).
Unaltra arche: le potenze che rendono possibile la
vita, desiderio e intenzionalit. Larchitettura un
gesto spontaneo che onora quelle potenze. In tutti i
luoghi particolarmente significativi, la prima potenza
che richiama un luogo strutturato (unarchitettura)
il fuoco.
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HESTIA

La prima divinit a ricevere culto (prima di Zeus)


Hestia, la dea del focolare, il luogo della cultura.
Hestia il focolare, focus (come attenzione), solo
in e come la coscienza non visibile. Senza
Hestia non ci pu essere casa psichica, Hestia
custodisce le immagini.
Storia di Hestia: mentre dorme accanto al focolare
respinge Priapo che attraversa la soglia del suo
dominio per assalirla. La pudica Hestia detesta la
sessualit diretta e sfrenata. Hestia sembra
appartenere interamente al dentro, anche se
descritta come impersonale, algida, non emotiva e
non erotica. Eppure il suo terreno favorevole nella
citt greca il prytaneion, il municipio dove si
custodisce il fuoco sacro.
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ESTERNO/INTERNO

Lanima nel corpo, confinata nel corpo.


Architettonicamente, Hestia era accostata a Hermes:
lui allesterno, lei allinterno. Mentre ci avviamo sempre
pi verso unintossicazione da Hermes (modem, cd,
realt virtuali) si pu essere collegati ovunque
allesterno ma avere sempre pi disperato bisogno
della forza accentrante circolare di Hestia per non
svanire nello spazio.
Non Hermes che ci porta nella dimensione sbagliata,
il dimenticare tutti gli altri dei. Gli esclusi ci
perseguitano sotto forma di sintomi. Secondo Jung gli
dei sono diventati malattie.
[vedi R. Pane: benessere individuale e collettivo,
memoria e identit].
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LETTERALISMO

Stretta aderenza alla lettera, il naturale e abituale


significato di qualcosa, cos come si presenta,
senza altri sensi o sottintesi, senza metafore,
esagerazioni o inesattezze o suggestioni. Non
siamo immuni dalla mente istituzionalizzata, dalla
trasmissione di idee ricevute senza averle pensate
(definizione di stupidit di Vaclev Havel).
La de-letteralizzazione, la capacit di vedere oltre,
una mossa psicologica fondamentale.
La psiche non in noi, noi siamo nella psiche, una
psiche collettiva, lanima mundi nella quale viviamo
ogni giorno.
Una topografia interiore e dinamica regioni, figure
e forze, memorie e sentimenti, flussi e complessi
immaginati, interiori, sono dentro e vengono fuori.
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LANIMA DEL LUOGO

Lanima aderisce alla materia, ama il mondo, ama il corpo.


Trova posto nella musica nera, nel cibo etnico, nel rapporto
tra fratello e sorella.
Lanima del luogo deve essere scoperta allo stesso modo
dellanima di una persona: amando. Anche la sofferenza e il
dolore la rivelano.
Invece di cercare cosa fa anima in un luogo, forse
dovremmo ricercare lanima attraverso una patologia: cosa
ha fatto allontanare lanima da questo luogo?
Prima la gente si radunava nelle piazze o in luoghi aperti, ora
invece ci si incontra in luoghi chiusi, come centri
commerciali, club, ecc.
Ne Il codice dellanima ho descritto alcuni momenti di
autenticit, in cui il daimon annuncia qualcosa, il tuo
impulso, ci che pulls you. Riferito a un luogo, autentico
se appartiene alla storia, al fascino e al nome di quel luogo.
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LANIMA DEI LUOGHI

Larchitettura spesso considerata concetto


(engineering) ma anche e soprattutto
immaginazione.
Il luogo deve essere recuperato dallo spazio.
Nellantica Grecia luoghi quali i crocevia, sorgenti,
pozzi, boschi e simili avevano specifiche qualit e
specifiche personificazioni: dei, ninfe, daimones e se
si era disattenti a queste figure che abitavano un
luogo si poteva esserne posseduti. Ogni luogo aveva
unintima, peculiare qualit. Questa interiorit
lanima del luogo.
Lintima qualit del luogo dovuta sia alla percezione
del clima e della geografia, sia allimmaginazione: per
questo necessario stare a lungo in un luogo,
perch limmaginazione possa rispondere.
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LA CITT

Truppi
Vorrei ricordare i luoghi della necessit
archetipica, dove lo strazio non si placa mai, ai
quali continuamente torniamo, in cui prendiamo
coscienza del limite, ai quali il cinema ha dato
tanta rilevanza.
Il deserto in alcuni film di Antonioni e di
Wenders, lUnderground di Kusturica, la citt.
Metafora di Kahn: la citt quel luogo dove un
bambino passando sente cosa vuol fare da
grande.
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LA CITT

La citt, la pi grande tra le opere darte umane,


appartiene al regno dellimmaginazione.
Quellimmaginazione partecipe sulla quale la
citt fu fondata pu essere ritrovata. in mezzo a
noi e potrebbe rifiorire se solo si partisse non dal
problema, ma da ci che gi qui, che ancora
trattiene la scintilla della mente che lha creato. La
citt chiede di essere scoperta per nuove
percezioni, non per nuove forme di progettazione.
Unimmaginazione erotica pervade le grandi citt.
Le amiamo perch ci mantengono nei loro corpi, ci
eccitano, ci sfibrano, non ci fanno andar via

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LA CITT INVISIBILE
PIGNATELLI

Sembra di sentire sotto di noi i messaggi trasmessi dagli


strati sovrapposti delle civilt. Proprio questi messaggi, che
poi diventano miti e favole, hanno indotto Jung a parlare di
inconscio collettivo.
Anche se, guardando indietro, sembra che l'uomo abbia
fatto la citt per distruggerla e per esserne distrutto, in realt
importante utilizzare ci che la ricerca mette a
disposizione per capire e costruire la citt, non per negarla.
La citt il luogo del divenire, il campo di tensione che
contrappone la forza distruttiva a quella creativa, che parla
della vanit delle cose e del non senso, ma che propone la
continuit del senso, la memoria in funzione di progetto,
tradizione per il futuro, utopia per la realt.

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LA CITT INVISIBILE La citt invisibile quella che ciascuno di noi


PIGNATELLI

sogna, ricorda, desidera, immagina, ma anche


quella di cui non ci accorgiamo, che sta dietro
gli stucchi e sotto il sasso, all'interno delle
mura, che esiste senza essere notata perch
sfugge all'attenzione conscia.
Se noi riuscissimo a usare l'inconscio, la citt
ci apparirebbe diversa e certamente pi ricca.
L'inconscio non si tocca con le mani, non si
lascia plasmare in forme definite, e tuttavia
promuove e abita ogni costruzione.
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MEMORIA

Uno dei fattori da cui dipende la qualit dellin la


memoria: i luoghi hanno ricordi. La memoria non
nella nostra testa, inscritta nel mondo. Il restauro
di Ortigia un recupero della memoria, la cura di
unamnesia.
Nella nostra epoca si assiste a un disorientamento
della psiche: perdita della memoria dovuta agli
eccessi del costruire, dello sviluppo, degli
spostamenti. La continua distruzione di palazzi
come si fa per ristrutturarli equivale a una
lobotomia, una perdita di ricordi e di immagini.

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MEMORIA

La negazione del passato, dando al termine


negazione il significato freudiano, un meccanismo
di difesa tra i pi elementari. L'illusione catartica di
liberarci di tutte le scorie e gli impacci, di tagliare il
groviglio dei condizionamenti e delle colpe, di svegliarsi
domani diversi distruggendo la casa di ieri densa di
ricordi intollerabili, significa in realt proiettare su di un
atto magico il conflitto interiore, nell'impotenza di
elaborarlo.
Ma la fase di sviluppo presuppone il recupero degli
elementi rifiutati indiscriminatamente (AVANZI, nota
mia), per iniziare con essi un rapporto dialogico,
distinguere il grano dal loglio, riconoscere quanto del
dato genetico e culturale appartiene alla singolarit del
soggetto.
(M. Pignatelli)

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MEMORIA

Esistono almeno tre tipi di memoria, distinguibili in


italiano grazie alletimologia delle parole: il
rammentare (da mente) una memoria mentale, il
ricordare (da cordis, cuore) una memoria
emozionale, e il rimembrare (remember) una
memoria inscritta direttamente nelle membra. Tutti
partecipano della memoria complessiva. La memoria
mentale, che si esprime attraverso la competenza
verbale, non esaurisce infatti ogni aspetto corporeo;
il ricordare e il rimembrare hanno degli aspetti
senso-corporei complementari a quello mentale. Se
abbiamo a che fare solo con il livello mentale,
accediamo solo a un livello di memoria. Se
evochiamo gli altri livelli, la nostra memoria si
espande: non si limita a diventare pi capiente, ma
si integra, raggiungendo anche stati dellessere che
non sappiamo esprimere a parole (Marchino, 2011). 32

MEMORIA

I ricordi si possono rimuovere completamente?


Come diceva Freud, il rimosso torna sempre,
spesso come sintomo.
La lacerazione subita da Manhattan con
lattentato alle Torri: meglio preservare la
sacralit funerea di quel luogo o intervenire? Quel
luogo non deve essere ignorato. Non si possono
coprire le ferite. un luogo che richiede una
risposta dal cuore e dallimmaginazione. Ormai
lidea della distruzione appartiene a quel luogo.
come una memoria che lascia una cicatrice: la
cicatrice memoria.
(J. Hillman, Lanima dei luoghi)

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Ground Zero di New York


In questo caso la distruzione totale delle Twin
Towers, sebbene abbia lasciato dietro di s un
vuoto simbolico, rappresenta unicona
fortissima di ci che ha sconvolto la citt e
lintera nazione. Vista leco mondiale dei fatti
dell11 settembre 2001, una ricostruzione
fedele alloriginale sarebbe stata vista come
una negazione di quanto accaduto piuttosto
che come
un autentico sentimento di
superamento del dramma
(E. Morezzi)
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MEMORIA

Situazione analoga: alla ferita del


Vietnam, si risposto con il Vietnam
Memorial a Washington, un muro che
affonda nella terra, non eroico ma
tragico.
Di fronte al problema del cambiamento di
coscienza, potrebbe essere sufficiente
stare in un luogo, lasciare che sia il
luogo a suggestionarci, a darci delle
risposte.
(J. Hillman, Lanima dei luoghi)
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VIETNAM MEMORIAL
WASHINGTON

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MEMORIA

Anche il brutto va difeso se costituisce


linseparabile attributo di una memoria
storica.
La Dome di Hiroshima
Costruita nei primi decenni del 900, la
Commercial Exhibition Hall detta anche
Genbaku Dome fu concepita per avere un
carattere pubblicitario, per risaltare nel
tessuto omogeneo della citt caratterizzato
da edifici in legno che raramente
superavano i due piani fuori terra. La sua
costruzione ebbe carattere propagandistico
e corrispose alla fine della guerra russogiapponese e allinizio di una grande
ripresa economica per il Giappone.
(E. Morezzi)
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Ledificio portava echi della Secessione


viennese e svettava sulla citt sia per le
dimensioni dominate da una vistosa
cupola bronzea, sia per la vicinanza al
principale fiume cittadino. Nei mesi
successivi allinaugurazione (5 aprile
1915) i cittadini di Hiroshima capirono
che la loro citt aveva cambiato aspetto
e si era dotata di un simbolo la cui fama
riscattava Hiroshima dal precedente
periodo di crisi e ne incentivava la
rinascita come una delle pi sviluppate
del Giappone.
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Il 6 agosto 1945 la citt e il suo territorio nel


raggio di 3 km vennero rasi al suolo dal
lancio della prima bomba atomica. Nel
paesaggio post-atomico, il rudere della
Dome in precario equilibrio statico era
lunico edificio sopravvissuto in alzato.
Dopo un lungo dibattito negli anni
immediatamente successivi alla fine della
guerra, sebbene la citt fosse in fase di
ricostruzione totale, venne presa la
decisione di conservare il rudere della
Dome. A fronte di una visione del restauro
riferita in Giappone a unidea di ciclicit, la
decisione appare fortemente rivoluzionaria.
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Gli stessi templi scintoisti (il tempio di Ise su


tutti) vengono sottoposti a un processo di
rinnovamento, che si manifesta nella loro
distruzione e riedificazione in un luogo
adiacente ogni ventanni per conservare
non la materia (scarsamente considerata in
una religione profondamente spirituale) ma
lidea, il simbolo del tempio e traducendo in
fatti il concetto di precariet, uno dei cardini
dello Shintoismo.
Una delle voci pi autorevoli che sostenne
la conservazione del rudere fu quella di
Kenzo Tange, chiamato a progettare un
Memorial Park e un Museo della Pace.
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Il grande santuario di
Ise ( Isejing) un gruppo
di jinja (santuari shinto
isti) consacrato alla
dea Amaterasu
Omikami nella citt
di Ise, situata nella
prefettura di Mie,
in Giappone.
I santuari del complesso vengono smantellati e ricostruiti sempre identici
una volta ogni vent'anni, con spese esorbitanti. Gli edifici attuali, costruiti
nel 2013, sono la sessantaduesima ricostruzione, la prossima in
programma per il 2033.
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Secondo Morezzi, lesempio di Hiroshima


appare un paradigma rispetto al pensiero di
Pane: in un contesto socialmente e
culturalmente
poco
propenso
alla
conservazione, la Dome un esempio di
coraggio morale.
Allo stato di rudere, la struttura sembra
rinascere non solo come simbolo per la citt,
ma diventando unicona di pace e lotta contro
le guerre atomiche.
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Il centro antico di Varsavia

Varsavia bombardata
da http://archiviofoto.unita.it

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Nel 1944 Varsavia venne rasa al


suolo. Si decise di ricostruire sia la
parte vecchia che quella nuova
comera e dovera sulla base delle
vedute settecentesche del Canaletto
e di alcuni rilievi effettuati negli anni
trenta. Venne altres messa in luce
la cinta muraria del XIV-XV sec., gi
parzialmente rinvenuta nel 1937,
integrandola con terrapieni sistemati
a verde. Secondo R. Pane,
larchitettura contemporanea non
avrebbe potuto compensare e
sostituire
il
significato
che
limmagine storicizzata della citt
aveva assunto per la nazione.

LA RICOSTRUZIONE
DEL PONTE DI
MOSTAR

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LA RICOSTRUZIONE
DEL PONTE DI
MOSTAR

Il ponte venne considerato il simbolo della citt


e licona della distruzione bellica. La scelta della
ricostruzione comera e dovera fu molto
controversa. Venne presentata come una scelta
della popolazione, ma fu successivamente
molto criticata.
Casi analoghi di ricostruzione comera e
dovera vennero sostenuti da Pane nel
dopoguerra, ad esempio nei confronti del
centro storico di Varsavia

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LA RICOSTRUZIONE
DEL PONTE DI
MOSTAR

Dragan Nikoli, nella sua tesi in etnologia discussa allUniversit


di Lund (Three Towns, two Bridges and a Museum. Memory,
Politics and World Heritage in Bosnia and Herzegovina) spiega
come il ponte di Mostar, che la comunit internazionale ha
ricostruito perch simbolo dellidentit bosniaca e di una
possibile riconciliazione, per la gente sia diventato il luogo che
rinnova odii e conflitti mai sopiti. La gente va a rinfacciare alla
parte avversa le sue colpe su quel ponte, diventato emblema
delle vittime e di una gara a chi ha sofferto di pi. Unarma in un
conflitto che non ancora completamente risolto.
Secondo Nikoli, latteggiamento dellUnesco e del governo
bosniaco pare ancora legato a una mentalit coloniale, una
volont di imporre la propria visione delle cose perch giudicata
corretta. Secondo lui, le strategie e le politiche Unesco
dovrebbero cambiare perch sono avulse dalla realt,
dovrebbero essere pi attente ai mutamenti in atto nel mondo,
specie in terre martoriate come la Bosnia Erzegovina, e agire in
sintonia e a vantaggio della gente che nei luoghi vive.
https://filelleni.wordpress.com/tag/dragan-nikolic/
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Contemporary
L'ipotesi che alcuni beni siano significativi per tutta l'umanit uno
theory of
dei presupposti di base sottostanti la pratica della conservazione. La
conservation
Salvador Muoz Vias Cappella Sistina, per esempio, non semplicemente una propriet
del Vaticano, n romana, toscana o italiana; non nemmeno
occidentale: universale. E cos il Taj Mahal e la Torre Eiffel e i
Buddha di Bamiyan.
Tuttavia, queste nozioni sono stata criticate. Il Postmodernismo ha
sostituito l'idea di "culture" a quella di cultura, il che suggerisce che
non ci siano culture superiori o inferiori, ma piuttosto differenti.
Applicato alla conservazione, il principale punto di critica che la
nozione stessa di cultura universale in effetti occidentale, una sorta
di globalizzazione culturale.
In effetti nel 1994 un gruppo di esperti incaricato dall'Unesco per
valutare la rappresentativit della Heritage List dell'UNESCO,
concluse che vi era una preminenza di architetture europee, cristiane
e di lite, a differenza di siti popolari, e di carattere storico in
contrasto con siti preistorici e del XX secolo.
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Contemporary
theory of
conservation
Salvador Muoz Vias

Culture diverse possono avere diverse esigenze


culturali: alcune culture sono orientate verso la
distruzione piuttosto che la conservazione (come
nel caso di molti movimenti iconoclasti), mentre
altre basano i loro valori culturali sui beni
immateriali che non possono essere oggetto di
commercio e di possesso.
Questi concetti sono tradizionalmente occidentali.
Cos, anche se mossi da 'buona volont', questi
concetti possono essere visti come una sorta di
colonialismo: non si tratta solo di una selezione di
oggetti realizzati da occidentali, vengono anche
imposti dei doveri secondo la visione occidentale.
(Salvador Muoz Vias)
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RESTAURARE
LANIMA

Si pu intervenire su un luogo per


restaurarne lanima?
Cose che aggiungono anima a un luogo:
un racchiudere (muri, recinzioni). Riunirsi,
raggruppare, la molteplicit. La citt, per
avere anima, non pu essere
perfettamente pulita, ci devono essere
tracce di quello che accade (come le
rughe per Anna Magnani). Mi piace
vedere la gomma da masticare sulle
strade di New York. Gaston Bachelard:
Limmaginazione non la formazione
delle immagini, la loro deformazione.
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PROGETTO

Truppi
Ci troviamo spesso sbattuti fra due opposti,
le polarit o coppie archetipiche:
stanza-intorno
alto-basso
dentro-fuori
mente-corpo
qui-altrove
storia-geografia
Il progetto il telos che tesse gli opposti,
persegue la compiutezza che non comporta
lesclusione ma la comprensione. Perch le
opposizioni possiedono una loro reciprocit.
Il progetto relazione, stare e tessere
insieme.
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Il fatto che non sappiamo riconoscere lanima di


un luogo dovuto alla cultura in cui viviamo:
abbiamo perso la nostra risposta allestetica.
Lan-esteticit ci anestetizza.
Frastuono psichico: essere esteticamente
incompetenti. Il compito pi importante di un
architetto (di un designer, nota mia) il risveglio
della risposta estetica. Se i sensi rimangono
vivi, acuti, non anestetizzati, la sofferenza
alimentata dal vivere contemporaneo non potr
soffocarli.
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IMMAGINAZIONE

La psiche pesca i rottami che galleggiano nellambiente e li consegna al


sogno. Il sogno trova nella spazzatura i valori dellanima. Dovremmo
ampliare la nozione di ambiente nel senso di una ecologia del
profondo, poich qualunque cosa abbiamo intorno pu nutrire la nostra
anima, in quanto alimenta limmaginazione. Le scelte fondamentali non
dipendono esclusivamente dallastrazione concettuale, ma da cosa
amiamo, da come cerchiamo di proporre, da come vediamo,
dallimmagine che ne conserviamo.
Lanima appare indipendentemente dalle spiegazioni. La sfera
dellanima ha il compito di riportare lattenzione alle forme immaginali,
alla bellezza, perch nel percepirla restiamo senza fiato, avvolti dalla
meraviglia. proprio laspirazione alla bellezza che ci guida a scoprire il
mondo, Ci insegna che dobbiamo imparare a vedere, per accedere al
mondo della conoscenza in cui la trasformazione possibile.
La potenza immaginativa la peculiarit dellanima, il pensiero
analogico si basa su relazioni di somiglianza intese come processo di
conoscenza. La sua struttura connettiva, connessioni che non
conducono a definitive conclusioni, apre a nuove comprensioni.
Preferisce la metafora, il simbolo, lallusione, in una progressiva
conquista di identit, di appartenenza. (Truppi)
58

La nostra dimensione genetica ci rimanda alle


archai, le metafore radicali, le figure mitiche che
sono le metafore eterne dellimmaginazione, gli
elementi universali che sono la radice etimologica
della parola architettura. Figure grazie alle quali
larchitettura trova uno specchio. Larchitettura si
costituisce come un luogo: lappartenenza
ripensata in termini di esperienza di luogo.
Il nostro bisogno storico trovare legami,
solidariet. I luoghi non ci impongono regole
rigide e principi, ci chiedono di dare conto della
matericit della forma, di cogliere non la
superficie delle cose ma la loro natura profonda, il
loro carattere, che dipende da come le cose
sono fatte.
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ZONE DI CONFINE
Le zone di confine integrano
interessi e mondi
artificiosamente ritenuti
separati.

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FRATTURE

Il come non indica solo larte del costruire, ma una


visione. Non mette in risalto solo architetture ben
costruite, ma oggi sollecita anche ci che la storia
ufficiale dellarchitettura ha spesso trascurato o rimosso:
lesplorazione delle possibilit, la realt negata, il non
convenzionale, le fratture, le ferite, le pie(a)ghe.
[gli Avanzi, nota mia].
La frattura il varco che introduce il senso della storia
tramite un punto vulnerabile, un punto di rottura, il punto
a partire dal quale andare oltre. Un vedere ci che
accaduto rendendosi conto delle sue conseguenze, per
far emergere ci che pu ancora accadere. Un
procedere che, nelle anomalie, rivela la genesi del
nuovo. Un procedere che non consiste nel rincorrere le
persistenze, n un ritorno nostalgico allorigine, quanto
nello scoprire linatteso, ci che si apre alla
trasformazione e al cambiamento. Non per leggere
larchitettura nel suo svolgimento cronologico, ma per
ricavare ci che dalle rotture permane.
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DICOTOMIE

La dicotomia occhio/mente, ragione/sentimento,


classico/moderno, techne/poiesis intrinseca alla
natura delle cose e al come le si guarda. Il
dualismo, lantitesi, il principio commovente,
passionale, dialettico.
Paradossalmente, proprio l dove pi netto il
limite che separa le discipline pi agevole il suo
superamento. Le zone di frontiera diventano fronti
di interconnessione e possono dar luogo a
imprevisti assetti progettuali, i cui territori saranno
esplorati nello scambio tra i vari operatori. nelle
zone di frontiera che emergono idee generate da
intersezioni rivelatrici, le sole idee dalle quali non ci
distogliamo mai.
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PROGETTO

Il progetto inteso come opus: non d


conto solo del prodotto finito ma della
preparazione che richiede. Un progetto non
fatto solo di dati tecnici, di conoscenze
scientifiche, ma di qualcosa che nessuno
insegna: lattenzione, la sensibilit, il gusto,
la capacit relazionale, lattitudine ai
materiali.Come avviene nella scrittura, in
cui tessere il telos il modo per lasciar
lievitare unintuizione, un tarlo: una sola
trama diventa conoscenza, relazione,
ricerca. La stanza che apre alla realt, la
stanza in cui si avverte la necessit di
arrivare al fondo, al cuore delle questioni.
Per raggiungere il luogo in cui sentirsi a
casa.
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POLITICA DELLA

BELLEZZA

Negli spazi relazionali che si aprono tra le diverse


discipline si prefigura una matrice di responsabilit
che mira a riportare la bellezza nei nostri interessi e
nel nostro ambiente. Il fine ritrovare le nostre
reazioni estetiche perdute, il nostro senso della
bellezza.
La cura dellinterno richiede attenzione per lesterno;
la maggior parte dellanima sta fuori dal corpo.
Linteriore ovunque: dovunque guardiamo e
ascoltiamo. La politica della bellezza risveglia
limmaginazione, spinge a servirsi degli archai e a
ricondurli nella polis. (Truppi)
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BELLEZZA

(Architettura e felicit, A. de Botton)


Quanto pi qualcosa bello, tanto pi rischiamo di
abbatterci (...)
Non un vero e proprio dolore, ma piuttosto un
miscuglio di gioia e malinconia: gioia per la
perfezione che vediamo davanti a noi, malinconia
perch sappiamo che raramente capita la fortuna di
imbattersi in qualcosa del genere. La perfezione
delloggetto d risalto alla mediocrit che gli sta
attorno. Ci rammenta inoltre come vorremmo che
fossero le cose e quanto incomplete siano le nostre
vite.
(...) Queste opere darte ci toccano perch sono allo
stesso tempo diverse da noi e ci che noi vorremmo
essere.
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Immaginiamoci un uomo in un periodo particolarmente


tormentato, seduto nella sala dattesa di una casa in
stile georgiano, prima di un appuntamento. (...) alza lo
sguardo verso il soffitto e vede che a un certo punto del
diciottesimo secolo qualcuno si preso la briga di
disegnare una cornice complicata ma armoniosa, fatta di
ghirlande di fiori che si intrecciano, e poi lha dipinta di
bianco, azzurro carta da zucchero e giallo. Il soffitto un
ricettacolo delle qualit che luomo vorrebbe possedere:
riesce ad essere serio e giocoso, sottile ed esplicito,
formale e modesto. Anche se devessere stato
commissionato da gente con un senso pratico simile a
quello del nostro personaggio, ha una dolcezza
profonda e priva di sentimentalismo, come quella di un
sorriso che si apre allimprovviso sul volto di un
bambino.
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Luomo consapevole che il soffitto contiene tutto ci che a


lui manca. E invischiato in problemi di lavoro da cui non
riesce a districarsi, sempre stanco, sul viso ha dipinta
unespressione ostile e ha cominciato a urlare senza ritegno
contro gli sconosciuti, mentre vorrebbe soltanto spiegare
che sta soffrendo. Il soffitto la vera casa delluomo ma lui
non riesce a entrarvi. Quando un assistente entra nella
stanza per chiamarlo allappuntamento, lui ha le lacrime agli
occhi.
La tristezza delluomo ci spinge a formulare anche unaltra
considerazione. Forse proprio quando la nostra vita pi
problematica abbiamo maggiori possibilit di essere sensibili
alle cose belle.
(A. de Botton, Architettura e Felicit, 2006 Ugo Guanda
Editore, Parma)
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BELLEZZA

() proprio in questo modo sono costruite le vite


umane. Sono costruite come una composizione
musicale. L'uomo, spinto dal senso della bellezza,
trasforma un avvenimento casuale (...) in un motivo che
va poi a inscrivere nella composizione della sua vita. Ad
esso ritorna, lo ripete, lo varia, lo sviluppa, lo traspone,
come fa il compositore con i temi della sua sonata. (...)
L'uomo senza saperlo compone la propria vita secondo
le leggi della bellezza persino nei momenti di pi
profondo smarrimento.
Non si pu quindi rimproverare al romanzo di essere
affascinato dai misteriosi incontri di coincidenze (...), ma
si pu a ragione rimproverare all'uomo di essere cieco
davanti a simili coincidenze nella vita di ogni giorno, e di
privare cos la propria vita della sua dimensione di
bellezza."
L'insostenibile leggerezza dell'essere, M. Kundera, 1984

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RIFERIMENTI
BIBLIOGRAFICI

A. de Botton, Architettura e Felicit, 2006 Ugo Guanda


Editore, Parma
Marchino, L. & Mizrahil, M. (2011). Il corpo non mente.
Milano: Sperling & Kupfer Editori.
Morezzi E., Roberto Pane e listanza psicologica: sviluppi di
un concetto nel caso-studio di Hiroshima, in Casiello S.,
Pane A., Russo V. (a cura di), Roberto Pane tra storia e
restauro, Architettura, citt, paesaggio, Marsilio, 2008
Pane, R., Urbanistica, architettura e restauro nell'attuale
istanza psicologica, Roma: Marsilio. 1978.
Pignatelli, M., La citt invisibile, Roma: Marsilio. 1978.
Muoz Vias S., Contemporary theory of conservation,
Elsevier Butterworth-Heinemann, 2005
https://filelleni.wordpress.com/tag/dragan-nikolic/,visitato il
02-11-2015
http://prestinenza.it/2014/03/feyerabend-ammazzando-iltempo-unautobiografia-jung-ricordi-sogni-riflessioni-di-c-gjung/, visitato il 02-11-2015