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SUPSI-DACD Corso di laurea in architettura

Disegno architettonico

Lassonometria
Cenni storici, ambiente di lavoro

Spaccato assonometrico
Progetto per il monumento alla Resistenza a Cuneo, Aldo Rossi 1962

2013/2014

docente Marta Monti

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Disegno architettonico

Come suggerire la spazialit degli oggetti


I vantaggi dell'assonometria
L'assonometria un tipo
particolare di raffigurazione che
ha le stesse "prestazioni" delle
proiezioni ortogonali, ovvero
consente di rappresentare su un
piano,un oggetto tridimensionale
consentendo di individuare con
precisione le forme e le
dimensioni dell'oggetto stesso.
L'assonometria per, rispetto
alle proiezioni ortogonali, ha il
vantaggio di una maggiore
efficacia nella presentazione
volumetrica dell'oggetto.

II sec. d.C. Veduta assonometrica della Casa di Serapide ad Ostia

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Le proiezioni ortogonali sono infatti


un tipo di rappresentazione
altamente astrattivo: per
ricondurre i tre disegni che
compongono un sistema di
proiezioni ortogonali ad un oggetto
concreto, con una forma
determinata, occorre infatti un
occhio particolarmente esercitato.
Assai pi facile e intuitiva invece
la lettura di un'assonometria, infatti
la raffigurazione assonometrica si
compone di una sola immagine, in
cui viene chiaramente suggerito
l'aspetto volumetrico dell'oggetto
rappresentato.

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1982.- Aldo Rossi Schizzi di studio, la porta di Augusto e


versioni del teatro, Perugia

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Le prime applicazioni
dell'assonometria
La formulazione delle basi
teoriche della raffigurazione
assonometrica risale, come nel
caso delle proiezioni ortogonali,
ai primi dell'Ottocento, e
precisamente alla geometria
proiettiva. Si pu dire che la
rappresentazione assonometrica
una proiezione parallela
dell'oggetto su un piano obliquo
rispetto alle tre dimensioni
principali. Oppure si pu dire
anche che l'assonometria un

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Circa 70 d.C. Parte superiore di una decorazione


parietale , Napoli, Museo Nazionale

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tipo particolare di prospettiva, in


cui le proiettanti sono parallele.
Ma ben prima di trovare una
rigorosa giustificazione
teorica, il metodo
dell'assonometria aveva avuto
una grande diffusione per la sua
efficacia e immediatezza.
Assonometriche sono numerose
figurazioni realistiche in affreschi
e in mosaici di epoca romana e
ancora assonometrico il modo
prevalentemente usato nel
Medioevo per esprimere la terza
dimensione.

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Circa 1317 Giotto - Adorazione dei Magi

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Nei trattati cinquecenteschi sulle


fortificazioni troviamo poi che gli
architetti raffiguravano i loro
progetti attraverso disegni che
possiamo considerare
sostanzialmente delle
assonometrie.
Era il periodo in cui i pittori
utilizzavano normalmente il
metodo della prospettiva, basato
sulla proiezione centrale. Gli
architetti militari per preferivano
le raffigurazioni assonometriche,
perch in esse erano evidenti
oltre alla forma, anche le misure

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1593 Tempesta - Piazza San Pietro, Roma

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delle varie opere da realizzare.


Metodi di raffigurazione
riconducibili all'assonometria
venivano utilizzati anche nei
disegni catastali, per
rappresentare sia ambienti
urbani, sia paesaggi rurali.
Dal Cinquecento fino
allOttocento le piante
della citt e le mappe delle
possessioni agrarie furono
normalmente tracciate con
metodi assonometrici.
1625 Giovanni Maggi - San Pietro completo dei borghi confinanti

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Agli inizi l'assonometria si


trov a dover rivaleggiare col
metodo delle proiezioni
ortogonali. Il massimo teorico e
sostenitore dell'assonometria fu
l'inglese William Farish che
colse e sottoline l'efficacia di
quel metodo per presentare
progetti anche a persone non
esperte.

1983 Aldo Rossi - La nuova Piazza di Perugia

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Quando si usa l'assonometria


La descrizione di un edificio o di
un pezzo meccanico risultava pi
immediata in assonometria ed
ancor pi efficace era la
rappresentazione assonometri ca di incastri, assemblaggi di
macchine, visioni d'insieme di
architetture: tutti motivi che oggi
come ieri fanno dellassonome tria un fondamentale strumento
del disegno tecnico.
Larchitettura razionalista infatti,
agli inizi del Novecento, ha
rilanciato luso dellassonometria,

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1972 Fabio Reinhart Casa Tonini, Torricella

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che consente di rappresentare i


complessi giochi e incastri di
volumi che caratterizzano quei
manufatti architettonici. (Sartoris,
SantEllia) E anche
il disegno industriale del
Novecento ha privilegiato
l'assonometria, soprattutto
con particolari raffigurazioni
come l'assonometria esplosa.
Questa infatti consente di
rappresentare efficacemente le
procedure di assemblaggio di
oggetti anche molto complessi.
Questa caratteristica l'ha resa

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1973 Fabio Reinhart Stadthausanlange, Zurigo

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particolarmente adatta ad
analizzare, dipingere e
orientare le sequenze delle
operazioni nelle fabbriche in
cui si sono diffuse la catena di
montaggio o altre forme di
programmazione e
frammentazione del lavoro.

Lassonometria esplosa molto utile non solo in architettura


ma anche nel design per mettere in evidenza le parti di assemblaggio di un oggetto Vespa 125, Piaggio, 1953

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Concetti fondamentali dellassonometria


L'assonometria fornisce una
proiezione che, a differenza
delle proiezioni ortogonali,
presenta un'immagine unitaria
dell'oggetto, con alcune
caratteristiche delle proiezioni
ortogonali, ma con il sostanziale
vantaggio di una visione
tridimensionale.
Il sistema fornisce quindi
unimmagine delloggetto che
ne conserva i rapporti
proporzionali e ne descrive
laspetto volumetrico, pur con
Spaccato assonometrico della cupola S.Maria del Fiore a Firenze
inevitabili effetti di distorsione
- Filippo Brunelleschi
ottica.
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Lambiente di lavoro:
-

il quadro assonometrico;
i raggi proiettanti.

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Il quadro assonometrico
Il quadro assonometrico l'ideale
piano su cui si forma la visione
assonometrica. La sua
inclinazione rispetto all'oggetto
determinante per il tipo di visione
che si vuole ottenere.
La figura a fianco illustra come la
visione assonometrica sia
l'immagine risultante
dall'intersezione con il quadro
assonometrico dei raggi visuali
portati dai punti notevoli dell'oggetto.
Il centro di proiezione
Il centro di proiezione dal quale
escono i raggi proiettanti tangenti i
punti significativi, posto a distanza
infinita.

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I raggi proiettanti
In generale i raggi proiettanti
costituiscono l'altro elemento
caratterizzante il tipo di
assonometria.
Essi si considerano provenienti da
una sorgente posta a distanza
infinita e quindi paralleli fra loro, ed
intersecanti il quadro
assonometrico ortogonalmente od
obliquamente.
Si dicono raggi proiettanti
ortogonali quelli che formano con
il Q.A. angoli di 90, e raggi
proiettanti obliqui quelli che
formano con il Q.A. diverse
angolazioni convenzionali.
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Risultati:
-

lassonometria obliqua;
lassonometria ortogonale.

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Assonometria obliqua
In questo tipo di assonometria la
posizione del Q.A. viene assunta
parallelamente ad uno dei
piani fondamentali di proiezione
(nella figura a fianco parallelo
ai P.V.).
Questo fa s che i raggi
proiettanti (in questo caso obliqui
rispetto al Q.A. da cui la
definizione di assonometria
obliqua) proiettino due dei tre
assi x,y e z senza scorciarli, e pi
precisamente
1. sul Q.A. parallelo al P.O. gli
assi x e y formano
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un angolo di 90 e su di essi
viene conservata la vera
grandezza della figura mentre
sull asse scorciato z le misure
subiscono una riduzione
convenzionale;
2. sul Q.A. parallelo al P.V. sono
gli assi x e z ad essere
perpendicolari fra loro, ed
quindi su di essi che verranno
conservate le vere grandezze
della figura, che invece
subiranno una riduzione sul
rimanente asse y.
Lo schema si riferisce al caso 2.

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3. sul Q.A. parallelo al P.L.,


analogamente, gli
assi y e z non subiranno
riduzioni, che interesseranno
invece lasse x.

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Lassonometria ortogonale
Sul quadro assonometrico posto
obliquamente rispetto ai tre piani
fondamentali si proietta la terna
degli assi x, y, z di separazione
fra P.O., P.V. e P.L.
Detti assi porteranno le
dimensioni dell'oggetto da
rappresentare. I raggi proiettanti,
in questo caso, concorrono
perpendicolarmente al Q.A. (da
cui la definizione di
assonometria ortogonale), e vi
proiettano gli assi scorciati
secondo un determinato
rapporto di riduzione.
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Esempi:
-

lassonometria obliqua (monometrica convenzionale, cavaliera,


militare aerea);
lassonometria ortogonale (dimetrica).

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Lassonometria obliqua
monometrica convenzionale
Questo tipo di assonometria si
definisce monometrica
convenzionale in quanto, per
praticit, non viene applicato
alcun rapporto di riduzione. Le
misure su ognuno dei tre assi
si riportano invariate.
Ci che ne risulta un'immagine
leggermente deformata in
altezza, per cui forse sarebbe
opportuna una lieve riduzione.
E tuttavia il tipo di
rappresentazione assonometrica
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pi usato perch fornisce una


visione asimmetrica, senza
occasioni di coincidenza
di vertici o spigoli.
Il Q.A. parallelo al P.0, e gli
assi formano fra loro angoli di
90,120 e 150.
Nella pratica del disegno si
dispongono gli assi x, y e z a
30, 60 e 90 rispetto alla
orizzontale passante per
l'origine dei tre assi.

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Lassonometria obliqua cavaliera


In questo tipo di assonometria
viene applicato un rapporto di
riduzione di 0,5 sull'asse delle
profondit (y), su cui altrimenti
avremmo una deformazione
eccessiva per una corretta
percezione dell'oggetto
rappresentato. Il Q.A. parallelo
al P.V. e gli assi formano fra loro
un angolo da 90" e due da 135".
possibile anche disporre l'asse
y a 45" verso l'alto rispetto
all'orizzontale.
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Lassonometria
obliqua militare aerea
Costituisce una variante della
precedente, di
cui conserva l'inclinazione fra
gli assi, con
l'unica variante
dell'orientamento che gli
conferisce
la particolare visione
simmetrica.

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Lassonometria
ortogonale dimetrica
In questo caso sar
necessario, dopo aver stabilito
le angolazioni degli assi in
maniera da ottenerne due
uguali, determinare i rispettivi
rapporti di riduzione che
consentiranno la corretta
costruzione della figura.

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Costruzione di unassonometria
ortogonale dimetrica
Tracciammo i tre assi x, y e z
in maniera che formino
due angoli uguali; per rendere
possibile larrotondamento
del coefficiente di riduzione,
mantenendo una sufficiente
approssimazione ai valori
teorici, dovremmo scegliere per
gli angoli xy e xz un'ampiezza
di 13122', e per langolo yz
un'ampiezza di 97"10', con
questi valori otterremmo per gli
assi y e z coefficiente pari a
0.942 e per x pari a 0.471.
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Il nostro arrotondamento porta


gli angoli xy e xz a 130, con
un coefficiente di riduzione pari
a 1, e l'angolo yz a 100' con un
coefficiente pari a 0.5.
Otteniamo quindi una
proiezione pi scorciata sul
piano orizzontale e sul piano
Verticale sul cui asse x le
dimensioni vengono dimezzate.

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