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AGGIORNAMENTI IN PATOLOGIA VASCOLARE

ARTERIOSA E VENOSA

“Importanza della Interazione


Comunicazionale tra il Medico di
Medicina Generale e lo Specialista”

Agnese Cremaschi

A.C. 2010
AGENDA
 OBIETTIVO della comunicazione dal medico di medicina generale allo
specialista per poter raggiungere il sistema sanitario e fornire adeguata
assistenza all’uomo/cittadino ….: NOI

 COMUNICARE PER PROMUOVERE LA SICUREZZA IN SANITÀ

Discutere.
Indicare.
Analizzare .
Documentare.
Scegliere.
Individuare e descrivere. Le modalità relazionali atte
a sostenere la persona nel precisarsi aspettative realistiche e nell’integrare
l’esperienza di “malattia” all’interno della propria vita in condivisione con i
medici di medicina generale, gli specialisti, i famigliari, le strutture e loro
stessi.

 CONCLUSIONI

A.C. 2010
OBIETTIVO DEL CORSO

Mettere in evidenza come una corretta ed


adeguata comunicazione e formazione
siano “arma” efficace per la gestione del
paziente e del rischio clinico quando avviene
tra pazienti, i medici di medicina generale, gli
specialisti e le strutture a cui poi afferiscono i
pazienti stessi.

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A.C. 2010
… il concetto di “Lifelong learning”

Oggi in tutto il mondo si parla di


comunicazione/apprendimento
durante il corso della vita,

Tutto ciò è parte integrante del


trattamento e dell’assistenza tra il
paziente e il medico, sia di medicina
generale che specialista

A.C. 2010
“COMUNICARE = GUARIRE /CURARE IL
RISCHIO IN SANITA’ ?”

 L’IMPORTANZA DEL CONTRATTO


con il Paziente, il Medico di
Medicina Generale e lo Specialista
nella patologia Vascolare Arteriosa
e Venosa

 Il punto centrale a cui oggi tutti rivolgono l’attenzione è :


la Comunicazione!

A.C. 2010
Il contratto con il paziente ed i professionisti della
patologia vascolare

 La cura della persona:

 che cosa si intende, quanto incide sulla cura e


guarigione : vincere le paure personali
attraverso la comunicazione

 Mantenere la comunicazione al livello


essenziale per avere la percezione che
possa comprendere la patologia
arteriosa e/o venosa a cui o di cui è
affetto

A.C. 2010
Promuovere l’ascolto ed il
confronto

 Fornire un contributo di crescita della


cultura della cooperazione e della
solidarietà tra i medici di medicina
generale e gli specialisti a beneficio del
paziente.

A.C. 2010
Quali sono i professionisti a cui si rivolge il
“paziente” alla ricerca sulle caratteristiche
del proprio stato?

 L’adulto è portatore di esperienze e conoscenze pregresse


: la sua storia famigliare

 L’adulto ha interessi e doveri di differente natura ed


importanza: si fida di chi gli è più vicino, es vicino di casa,
il farmacista, …..

 L’adulto memorizza di meno ed elabora di più: quindi si


rivolge verso suggerimenti e poi allo specialista

A.C. 2010
L’adulto ha interessi e doveri di
differente natura ed importanza
La comunicazione attraverso
l’apprendimento permette di soddisfare:
 Proprie aspettative e quelle dei professionisti

 Realizza una gratificazione, un successo assistenziale in


qualità e quantità

 Rappresenta un “costo opportunità” in termini di tempo


dedicato

A.C. 2010
L’adulto/Paziente, memorizza
di meno ed elabora di più
ed allora:

 Competenze e conoscenze spendibili immediatamente


sono fondamentali;
 Capacità di trovare soluzioni operative congrue ed
interattive
 Miglioramento della qualità della vita sotto ogni profilo

A.C. 2010
ed allora:

Preferenza alle esperienze pratiche e all’azione


Preferenza alla ricerca
Preferenza all’imparare facendo
Preferenza all’apprendere ad apprendere

La comunicazione con i pazienti, con i professionisti

 segue ritmi e schemi cognitivi diversificati

 segue il modello Globale – Particolare – Globale

 deve seguire dal nucleo famigliare territoriale ospedaliero


ed averne poi il ritorno a ciclo continuo

A.C. 2010
Che cos’è l’educazione
terapeutica?

 È un processo educativo che si propone di


aiutare la persona malata ad acquisire e
mantenere la capacità di gestire in modo
ottimale la propria vita convivendo con la
malattia
 E’ un processo che transitando attraverso i
vissuti della persona prevede un insieme di
attività organizzate dai vari professionisti

A.C. 2010
Therapeutic patient education
(report WHO 1998 - trad. 2001)

Documenti di riferimento

P. S. N. 2006-2008

“ …. dal consenso informato all’ empowerment

dei pazienti”

A.C. 2010
Complessità del paziente
 DIMENSIONE
BIOLOGICA

 DIMENSIONE
PSICOLOGICA

 DIMENSIONE SOCIALE

 ricerca della massima appropriatezza medica,


assistenziale ed organizzativa verso la persona
“sana”!!!!!!
A.C. 2010
La comunicazione corretta:

 Modifica un sapere precedente


 Modifica l’immagine di sé e del proprio
ruolo professionale
 Comporta spesso un forte processo
emozionale
 Permette l’interazione tra i vari
professionisti e il paziente stesso

A.C. 2010
Appropriatezza
 Complessità del paziente :
 Promuovere la cura della persona
che cosa si intende, quanto incide sulla
guarigione?
 Un servizio o una prestazione devono
essere erogati solo per il paziente per cui
sono indicati, al momento giusto, al livello
organizzativo ottimale

A.C. 2010
Come procedere ?
Sempre nuove metodologie, celano ….
 L’incertezza dei comportamenti professionali, che vela ….
 La variabilità in medicina, che a sua volta nasconde ….
 la complessità in medicina, che a sua volta cela ….
 La complessità delle organizzazioni sanitarie ….

ed allora:

Rispettare il loro ruolo “adulto” favorendo una formazione attiva

Riconoscere la loro indipendenza nella scelta degli obiettivi, tempi, modi

A.C. 2010
La progettazione
dell’attività educativa
 Dagli anni ’60 iniziative in diabetologia

 Nell’’80 allargamento a pneumologia,


oncologia

 Prevista tra le attività degli operatori


sanitari

 Poco sviluppata nella formazione e nei


servizi
A.C. 2010
EVOLUZIONE DELLA STRATEGIA DI
INTERVENTO Vs APPROCCIO SICUREZZA
TIPO DI CAUSALITÀ
APPROCCIO ALLA CONCEZIONE DELLA STRATEGIA DI
PERIODO E CARATTERISTICHE
SICUREZZA SALUTE INTERVENTO
DEGLI EFFETTI
Concezione
Valutazione delle Prevalentemente fisica.
meccanicistica.
condizioni di lavoro che Primaria importanza del Incentrata sulla cultura
Anni ‘30-’40 Causalità lineare.
costituiscono rischio di fattore umano e degli del danno
Conseguenze in termini di
infortunio aspetti motivazionali
danno fisico
Lavoratore visto come Interazione
soggetto attivo che individuo/ambiente.
interagisce con l’ambiente Permane causalità Prevalentemente
Interesse verso gli aspetti
Anni ‘50-’60 di lavoro. Job design, lineare. incentrata sulla cura dei
mentali della salute
selezione e Conseguenze come danni fisici e mentali
addestramento del danno, anche mentale
personale sull’individuo
Prevenzione degli
Fattori biologici Centratura sull’individuo,
infortuni e delle malattie
psicologici e sociali ma è maggiormente Centratura sulla
Anni ‘70 professionali.
coinvolti nella genesi valutata l’interazione tra prevenzione
Potenziamento della
della malattia lavoro/individuo/conteso
health protection
Dall’ health protection
Inizio approccio
alla health promotion. Maggiore conoscenza e Sviluppo per l’approccio
sistemico. Conseguenze
Formazione, attenzione ai fattori preventivo e introduzione
Anni ‘80-‘90 in termini di malessere
partecipazione e organizzativi che del concetto di
psicofisico, valutate anche
coinvolgimento delle minacciano la salute promozione della salute
per l’organizzazione
persone
Importanza della cultura
della sicurezza e Approccio sistemico e
connessione con la causalità circolare.
Salute non come assenza Promozione cultura
Fine anni ’90 e nuove qualità del lavoro. Conseguenze in termini di
di malattia ma come stato della salute e della
prospettive Ricerche sui nuclei assenza di benessere
di benessereA.E.
psicofisico sicurezza 20
culturali delle psicofisico e sul sistema
organizzazioni altamente A.C. 2010 individuo organizzazione
affidabili
LifeStile: No Panic ! Secondo la
Scuola di Palo Alto
 Un aiuto a vivere meglio i rapporti tra professionisti
attraverso equilibri personali e attraverso lo sviluppo di
un modello positivo professionale e di vita, sereno e
sicuro che con il potere della comunicazione e della
consapevolezza , teorie e pratiche sono a braccetto verso
il benessere del paziente
(Poppa - Zizzadoro)

 le buone pratiche assistenziali nella patologia vascolare


arteriosa e venosa

A.C. 2010
RISK MANAGEMENT: FUNZIONI
E SOGGETTI COINVOLTI
SOGGETTI PROCESSI GESTITI COMPITI ASPETTATIVE

Assessorato Sanità Organizzazione sanitaria -Emanare piani sanitari e linee guida a livello -Attuare i piani sanitari-linee guida approvati.
Regionale regionale regionali -Ridurre la spesa della sanità pubblica regionale.

Direzione Generale Processi gestionali e -Applicare le norme regionali. -Raggiungere gli obiettivi stabiliti a livello
direzionali -Definire strategie, linee di lavoro e sistemi di regionale.
responsabilità. -Ridurre i costi legati all’impiego di risorse e
-Governare i fenomeni all’interno contenziosi legali.
dell’organizzazione. -“Tutela mediatica” in caso di evento avverso.

Direzione Sanitaria Processi clinici -Garantire le condizioni igieniche di ambienti, -Garantire un livello di servizio sanitario
Formazione del personale dotazioni, mezzi e materiali impiegati nei processi qualitativamente elevato.
sanitario di produzione sanitaria e loro relativa -Ridurre il numero degli eventi avversi.
organizzazione. -Migliorare il servizio.
-Accrescere la cultura della sicurezza ospedaliera e -Evidenziare e distinguere i ruoli.
le competenze degli operatori sanitari.

Dipartimenti Medici e Processi sanitari chirurgici -Garantire l’eseguibilità dei trattamenti -Disporre di un supporto decisionale.
Chirurgici e/o medici terapeutici, la disponibilità di mezzi e risorse per -Garantire efficienza ed efficacia ai processi
tutte le fasi che caratterizzano il processo di cura. clinici.
-Sentirsi parte integrante del sistema.

RISK MANAGEMENT Gestione del rischio clinico. -Identificare le attività rischiose. -Lavorare “preventivamente” sul rischio.
-Definire un piano di riduzione dei rischi. -Collaborare con gli operatori sanitari.
-Monitorare gli eventi sentinella. -Segnalazione degli eventi avversi da parte degli
-Applicare le azioni correttive/miglioramento. operatori sanitari.
-Investigare sulle cause di errori medici -Diminuire i costi assicurativi
-Gestire i rapporti con i soggetti coinvolti
-Conoscere e COMUNICARE il rischio.
A.E. 22

Cittadini --- --- --- A.C. 2010


--- --- --- -Soddisfazione per il trattamento di cura.
COMUNICARE PER PROMUOVERE
LA SICUREZZA IN SANITA’

La comunicazione costituisce una vera e propria


arma dell’organizzazione. Se non le si dà il giusto
peso e valenza, si crea per automatismo una catena
di eventi degeneranti:
1.Esigenza

Che
5.Errore rimane?? GESTIRLO!!
2.Problema

4.Affanno 3.Emergenza

A.E. 23
A.C. 2010
Inapropriatezza e contesto

 Il mito è una serie coerente di fantasie che gli uomini


creano per rassicurare se stessi e placare le proprie
paure.”

Ascott Robert Hope Moncrieff

 La medicina è anche un mito ?

A.C. 2010
Il ruolo dei media

 E’ possibile creare una organizzazione semplice cioè in


grado di adattarsi con flessibilità al contesto di
riferimento ,utilizzando le giuste risorse nel tentativo di
rispondere con efficacia alla domanda ambigua che lo
stesso ambiente gli rivolge?

A.C. 2010
… in sintesi
 Gli adulti dovrebbero partecipare attivamente ed accettare
di assumersi una parte delle responsabilità del processo di
apprendimento

 Gli adulti dovrebbero essere consapevoli dei propri


progressi e messi in condizione di provare un senso di
realizzazione

 Gli adulti dovrebbero essere in condizione di voler


imparare e i metodi di istruzione dovrebbero essere
motivanti

 Nella situazione di apprendimento il clima dovrebbe


essere cordiale e favorire la libera espressione

A.C. 2010
Criteri, secondo l’O.M.S., da rispettare
nell’ambito degli interventi educativi

 E’ un processo di apprendimento sistematico centrato sul


paziente: sui suoi bisogni, soggettivi ed oggettivi, espressi e non,
sui suoi processi di adattamento.

 E’ un processo continuo che richiede continui adattamenti al


decorso della malattia, al paziente e al suo stile di vita.

 Riguarda la vita quotidiana del paziente e l’ambiente psico-


sociale.

A.C. 2010
L’uso di conoscenze :
fonte di conflitti organizzativi

 Tra le tendenze conflittuali insite nella struttura organizzativa,


di assoluto rilievo, per la sanità, sono i conflitti creati dalla
necessità delle organizzazioni di far uso di conoscenze.

 Infatti i depositari di conoscenze (professionisti o esperti o


specialisti) sono detentori dell'autorità professionale, ma spesso
nell'O. occupano posizioni secondarie o intermedie rispetto a
quelle dei livelli gerarchici, che sono i detentori del potere
“amministrativo”.

A.C. 2010
COME MUOVERSI?

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A.C. 2010
Il management è consapevole
della mappa ?

 Chi progetta le organizzazioni assomiglia molto ad un


assessore al traffico che vuole regolare il flusso di
automobilisti ciclisti e pedoni di una città ma qualunque
divieto od ostacolo fisico sarà aggirato in funzione delle
necessità contingenti di ognuno dei “clienti”
dell’assessore!

A.C. 2010
La mappa : il management
la prende in considerazione?
 Chi abbisogna di una informazione e non ha accesso usa
canali informali

 Chi è di fronte ad una interdipendenza malgestita


formalmente , si guarda in giro , sente , cerca le vie delle
conoscenze personali , scavalca la burocrazia apparente.

 Chi “lavora con chi” non corrisponde a “chi parla con chi” e a
“chi aiuta chi”

 Per quanto si progetti esiste sempre un certo numero di


scorciatoie relazionali che , una volta scoperte si sostituiscono
ai collegamenti istituzionalizzati ,perché più economiche e
più sicure

A.C. 2010
La mappa

 La mappa è più capace di adattarsi velocemente agli input


esterni ed interni,provocando un mutuo aggiustamento
nella struttura di interazione tra soggetti interdipendenti
con effetti non indifferenti anche sulla organizzazione
formale e sui meccanismi di coordinamento e
sull’autoapprendimento.

A.C. 2010
 Il governo clinico comunicazionale, nella
condivisione della patologia vascolare arteriosa e
venosa: è solo una questione di appropriatezza ?

A.C. 2010
POSSIBILE APPROCCIO AL RISCHIO DA
PARTE DEI PROFESSIONISTI

NON VEDO, NON SENTO,


NON PARLO … …. ….
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A.C. 2010
L’aspetto comunicazionale è sicuramente basato sull’appropriatezza e
può diventare
una importante e diffusa logica di sano governo delle organizzazioni
sanitarie molto complesse .

il management tutto

governo clinico interdisciplinare ed i suoi strumenti ,


sistemi complessi adattativi

rappresentano una modalità/possibilità espressiva e


comunicativa attraverso le quali i professionisti coinvolti vivono e
fanno vivere le loro comunità di pratica esercitando un reale
autoapprendimento.

Se ciò avverrà avremo probabilmente qualche procedura in meno e


forse qualche risultato in più.

A.C. 2010
POSSIBILE APPROCCIO AL RISCHIO DA PARTE
DELLA MEDICINA DI BASE, DEGLI SPECIALISTI
DELLA DIREZIONE AZIENDALE

CANE DA GUARDIA … … … A.E.


A.C. 2010
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I LIVELLI DI MATURITÀ DELLA
PERCEZIONE DEL RISCHIO
CLINICO
EVOLUTIVO
LIVELLO 5
Progetti
Attuale CONTROLLATO
formalizzati di
miglioramento
Cultura del situazion LIVELLO 4 continuo.
Definizione di Utilizzo
rischio ante e obiettivi sistematico di
PIANIFICATO misure per
corsi LIVELLO 3
misurabili.
Definizione generare
feedback sui
formazione Definizione di
obiettivi
attuazione di
tracciamento di percorsi di
ESPLICITO misurabili. percorsi di miglioramento.
LIVELLO 2 Definizione di miglioramento
Dichiarata attuazioni di dei processi.
volontà di percorsi di Utilizzo di misure
INFORMALE miglioramento. miglioramento per valutare
Definizione e dei processi. l’efficacia dei
LIVELLO 1 Raccolta ed percorsi di
Consapevolezza sperimentazione
di alcuni utilizzo di misure miglioramento
del problema e
INESISTENTE processi pilota sui risultati
della sua natura.
LIVELLO 0 Iniziative con raccolta
informali di delle prime
Nessuna miglioramento. misure
consapevolezza
della reale natura
del problema;
nessuna gestione
esplicita . 37
A.C. 2010 Clinical Safety Capability Maturity Model Sysline
Mappa del rischio
comunicazionale
Nella mappa vengono schematizzate gli items che hanno
superato un determinato valore di soglia: non sono stati
presi in considerazione tutti quei comportamenti
rischiosi che prevedono una frequenza di accadimento
definita “trascurabile”.
Simbolo Significato
Stazione metro = Comportamento rischioso.

Linea metro = Catena di eventi che può legare i vari


comportamenti rischiosi.
Potenziali errori = Possibili errori/situazioni avverse che si
incorrono giungendo al capolinea della “linea metropolitana”.

Arco = Delimitazione zona di rischio, distinta tra alto, medio e


basso.
. 38
A.C. 2010
A.E. 39
A.C. 2010
Mappa del rischio
comunicazionale

E’ una rappresentazione che evolve e muta nel tempo: sotto


l’aspetto di una “corretta comunicazione”, fa sì che la
mappa possa modificarsi, andando ad eliminare/ridurre i
comportamenti rischiosi, grazie alle soluzioni proposte.

Le soluzioni sono state proposte secondo un ordine di


fattibilità di intervento e relativo investimento
economico che la “Struttura” affronta.

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A.C. 2010
Scenario in cui si inserisce
l’educazione terapeutica
 Malattie croniche
 Complessità delle procedure diagnostico-
terapeutiche
 Riconoscimento dei diritti riferiti alla salute
 Consapevolezza individuale dei diritti
 Esigenza di qualità ed efficacia nei servizi
sanitari

A.C. 2010
Ricordiamoci
l’educazione ai care giver, assistenti,
familiari
per curare nella comunicazione la
patologia arteriosa e venosa
 “ Per questo occorre tenere presente che la coscienza è la
parte di cui siamo direttamente consapevoli, lo schermo
dell’umana consapevolezza dove la medicina non è
soltanto una scienza, ma è anche l’arte di lasciar
interagire la nostra individualità con l’individualità del
paziente ”

A.C. 2010
CONCLUSIONI
La comunicazione per curare e/o guarire il rischio in
sanità nella patologia arteriosa e venosa quindi
deve:
 Far parte della vision assistenziale .
 Richiedere competenze per effettuare scelte
pertinenti e per adottare le metodologie e
strumenti appropriati.
 Svolgere il ruolo fondamentale per il continuo
aggiornamento delle diverse professionalità.
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A.C. 2010
Che scopo avrebbe l’assistenza
per la vita se non ci fosse una
reale comunicazione fra gli
individui dove a volte, più che di
un mondo nuovo, c’è bisogno di
occhi nuovi per guardare il
mondo”.

A.E. 44
A.C. 2010
Grazie!