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Aspetti della riflessione

filosofico-politica
Alcune tesi sullistruzione e sul
ruolo degli insegnanti fra la
seconda met del 1500 e la fine
del 1700

Schema della riflessione


Dalla filosofia alla riflessione sulle politiche dell'istruzione nel pensiero di
tre filosofi che segnano fasi diverse dello sviluppo del concetto di
educazione e istruzione, e del ruolo dellinsegnante:

Montaigne , 1533- 1592, cap. Della pedagogia e Delleducazione dei


fanciulli nei Saggi. Si astiene dalla politica, in modo specifico dalla vita di
corte, e rifonda il metodo educativo coerentemente con la sua adesione
allo scetticismo.

Locke, 1632- 1704, passa da posizioni filo-assolutistiche a posizioni


antiassolutistiche a sostegno di Guglielmo dOrange ; esercita presso la
nuova corte un notevole influsso ideologico. Rifonda l'educazione
indirizzata tuttavia al gentlemen, con ci mostrando la sua aderenza alle
ideologie del tempo. Saggio sullintelletto umano, 1690, Pensieri
sulleducazione , 1693

Condorcet : 1743- 1794, scienziato, matematico e filosofo , partecipa


attivamente alla rivoluzione francese dalla parte dei girondini. Elabora una
proposta legislativa, che presenta allAssemblea legislativa, per la riforma
dell'istruzione. Muore forse suicida , in carcere , condannato dai giacobini.
Cinque memorie sullistruzione pubblica, 1791, e I progressi dello
spirito umano, postumo nel 1795

Alcuni accenni al contesto storicoculturale


1) La Riforma protestante, in relazione alla politica
scolastica e alleducazione morale adottata nei paesi
protestanti.
Viene affermata la necessit della scuola elementare
pubblica e gratuita- a spese dei Municipi- per tutti,
poich il libero esame delle Scritture, apre la strada alla
libert di coscienza e allautonomia della ragione. Viene
ribadito il diritto-dovere di ogni cittadino allo studio,
almeno elementare, allobbligo dellistruzione e della
sua autonomia da qualche autorit che funga da
mediazione fra luomo e Dio. Il modello ispiratore per
lorganizzazione delle scuole quello umanistico, fondato
sullinsegnamento delle lingue e
sulleducazione
grammaticale. Gli esponenti pi importanti sono Lutero e
Melantone.

Lutero (1483-1546)
Lettera ai consiglieri comunali di tutte le citt della
Germania, 1524; Sermone sulla necessit di
mandare i figli a scuola, 1530; Grande e piccolo
catechismo, 1529;
Listruzione necessaria perch ogni uomo possa
assolvere i propri doveri sociali: scuole maschili,
per uomini in grado di governare bene, e femminili,
per donne in grado di condurre bene la loro casa.
Gli amministratori hanno il dovere di istituire le
scuole. Linvestimento economico per listruzione
costituisce una vera risorsa per la comunit intera.
La scuola organizzata in quattro settori:
1)Quello delle lingue ( latino, greco, ebraico, e
tedesco) per risalire alle fonti delle Sacre Scritture;

2) Quello delle opere letterarie (pagane e


cristiane)per la grammatica e per la lettura dei
testi sacri;
3) Quello delle scienze e delle arti
4) Quello della medicina e della giurisprudenza.
Il ruolo del maestro
Sostituisce la famiglia, se incapace di svolgere la
funzione dellistruzione; deve possedere un giusto
equilibrio fra severit e amore. Con lamore si
ottiene di pi che con la paura. Non deve essere
data nessuna punizione eccessiva. In Sassonia
vengono riorganizzate le scuole municipali,
vengono fondate scuole finanziate dallo Stato, e
nascono i ginnasi. Minor realizzazione delle scuole
popolari.

Melantone (1497- 1560)


Mette a punto il programma delle scuole
secondarie; opera importante De corrigendis
adolescentiae studiis, 1518.
Sostiene che
lignoranza sia il pi grande ostacolo alla fede per
cui necessaria una riforma dellistruzione e il
recupero dellautorit morale e culturale
degli educatori. Fonda una nuova scuola a
Norimberga nel 1526, in linea con gli obiettivi
prefissati. Nel 1527 scrive gli Articoli di
visitazione,che contengono una serie di istruzioni
per gli ispettori . Il metodo di apprendimento
basato sulla lettura e sulla conversazione, pi che
sulla grammatica e la sintassi. Gli insegnanti
devono possedere una buona cultura classica.

Alcuni accenni alle riflessioni di Erasmo da Rotterdam (14661536)


Ritorno agli studi classici in chiave non laica ma cristiana
1512 compone il De ratione studii in cui sostiene la necessit di
ritornare al latino e al greco classici, imbarbariti durante let
medievale dalla Scolastica. Sostiene il diretto contatto con i testi
(e successivamente linsegnamento della grammatica); ritiene
molto educativo lo studio della storia, fonte di esempi morali, e
delle scienze.
Il fine dellistruzione deve essere lattivazione dellattivit
razionale, tratto distintivo dellumanit (De pueris istituendis,
1529). I
Linsegnante: ha il compito di scoprire le diversit individuali
degli allievi e in relazione ad esse mettere a punto delle
metodologie diverse di insegnamento. E necessario elevare la
formazione professionale dei maestri.
Listruzione deve essere una funzione pubblica non meno
importante per lo stato di quella dellorganizzazione dellesercito.

2) Controriforma cattolica.
Il Concilio di Trento (1546-1563), fra altri importanti interventi,
favorisce la nascita di numerosi ordini religiosi per frenare lavanzata
protestante e per far riconquistare legemonia culturale alla chiesa
cattolica.
Ritorno alla spirito del Medioevo e alla filosofia di Aristotele ,
nellinterpretazione che ne d Tommaso dAquino, che dal 1565,
anno in cui Pio V lo proclama dottore della chiesa, diviene il filosofo
ufficiale delle scuole cattoliche. Nascono numerose congregazioni
religiose finalizzate alla formazione degli ecclesiastici e dei rampolli
delle classi nobiliari.
NB. Mentre la Riforma protestante privilegia listruzione dei ceti
borghesi e popolari, la Controriforma propone un modello educativo e
culturale
tradizionale, omogeneo ai valori delle classi
aristocratiche( F. Cambi). Luomo pensato soprattutto come
peccatore che necessario redimere mediante lacquisizione delle
abitudini del buon cristiano, che reprime gli istinti.
Da qui nasce una minuziosa precettistica , atta a controllare i
giovani, che offre modelli di comportamento per ogni momento della
vita.

Labitudine e lobbedienza sono il


mezzo e il fine delleducazione. Il
bambino si deve sottomettere al
padre,
nella
scuola
deve
sottomettersi allauctoritas magistri,
nei
collegi
deve
accettare
lobbedienza cieca: sempre bisogna
sottomettersi allordine prestabilito.
Vengono
istituiti
collegi
per
la
formazione dei giovani dei ceti
dirigenti
(
Orsoline,
Barnabiti,
Somaschi, Scuole pie ( a Roma per i
quartieri
poveri),
Oratori

I Gesuiti
Fondata nel 1540 da Ignazio di Loyola (1491-1556)la compagnia si caratterizza come
una milizia al servizio della chiesa di Roma.
I Gesuiti costituiscono un ordine militare, con un organizzazione gerarchica e
improntata alla completa obbedienza al capo supremo. Nascono numerosi collegi
per i religiosi e poi anche per i laici.
1599 completata la Ratio atque institutio studiorum Societatis Jesu da parte del
generale Claudio Acquaviva: normativa che riguarda tutta lorganizzazione della
vita e degli studi allinterno dei collegi. Obiettivi educativi: formare una
coscienza cristiana e imparare unobbedienza cieca e assoluta ( perinde
ac cadaver) allautorit religiosa e civile. Il fine degli studi la pietas
letterata, che si ottiene in 8 anni di studio, mediante la conoscenza dei classici,
luso delle lingua latina e greca. Il tomismo fa da sfondo filosofico e teologico.
Metodi dinsegnamento:
1) La praelectio (lettura di un passo senza interruzione, spiegazioni delle parti
oscure, collegamenti fra le varie parti del testo)
2) La concertatio (disputa suscitata dalle domande del docente o dei concorrenti
stessi)
3) Compiti scritti
4) Ripetizioni orali
5) La Ratio rimane in vigore fino al 1773 fino allo scioglimento dellordine da parte
dei Borboni di Spagna.

Listruzione delle donne e la loro intelligenza


1. Le donne possiedono la stessa intelligenza
degli uomini (le differenze sono determinate
dallesclusione delle donne dallistruzione)
2. Le donne sono determinate dal sentimento e
non dalla ragione ( si pu dare loro
unistruzione ridotta perch seguano meglio lo
sviluppo dei figli)
3. Le donne devono dipendere dagli uomini, che
per natura sono in grado di comandare e
governare.
Da queste tre posizioni discendono interventi
educativi diversi.

Montaigne
Della pedagogia, cap. XXV
Contro i pedagoghi che si curano solo di
riempire la memoria dei discepoli e non
la coscienza. La memoria pu essere piena
zeppa e la mente vuota.
Contro un sapere che non mette in
condizione il discepolo di saper fare.
Leducazione deve cambiarci in meglio.
Ogni scienza dannosa senza la bont.
Non devono insegnare coloro che lo fanno
solo per i soldi.

Delleducazione dei fanciulli, cap XXVI

Il rinnovamento educativo che prospetta ha le seguenti


caratteristiche:
Non si rivolge ad una classe in particolare anche se,
trattandosi delle sue memorie e di una presunta risposta alla
signora Diana de Foix, Contessa di Gurson, che gli chiede
consiglio per leducazione del figlio che deve nascere, pare
prospettare uneducazione per le classi superiori (dalla cui
frequentazione si tiene comunque distante)
necessario seguire le attitudini del bambino e quindi
ripensare i metodi educativi adottati
Osservare il bambino per mettere a punto un metodo
individualizzato
Non importante la quantit di conoscenze che il bambino
acquisisce quanto la capacit di applicare i principi appresi a
casi diversi; i principi hanno valore solo se determinano dei
comportamenti adeguati

Il fine delleducazione consiste nella capacit di dare dei


giudizi liberi da schemi precostituiti; la libert di giudizio non
ha bisogno di un numero inverosimile di libri e se non ci si
sente pronti ad elaborare dei giudizi autonomi, si rimanga nel
dubbio ( solo i pazzi sono sicuri e risoluti)
Uneducazione libera presuppone il confronto con gli uomini di
qualunque classe sociale; importante viaggiare per
confrontare le proprie opinioni ed usanze con quelle altrui, e
prendere atto della diversit delle leggi e delle abitudini. In tal
modo ci si rende conto della limitatezza del nostro intelletto.
importantissimo studiare la storia.
sbagliato riempire la memoria e lasciare vuoti lintelletto e
la coscienza
Non bisogna appiccicare il sapere allanima, bisogna
incorporarvelo
errato che si occupino delle lettere solo coloro che cercano
di insegnarle per trarre un sostentamento, perch lo fanno
senza anima

Un buon precettore deve avere la testa ben fatta piuttosto che


ben piena: dovr essere di buoni costumi e di intelligenza, non
necessario che abbia una scienza eccelsa
Non deve parlare solo il precettore, deve parlare anche il discepolo
Il maestro dovr accordarsi al passo del discepolo e non viceversa
Il precettore non deve usare la stessa lezione e lo stesso metodo con
ragazzi diversi
Bisogna che domandi del senso e della sostanza delle sue parole e non
la ripetizione delle stesse
Ai ragazzi necessario mostrare la variet dei giudizi senza privilegiarne
uno come indiscutibile ( vedi Aristotele). Chi segue un altro non segue
nulla
La ragione e la verit sono appannaggio di tutti
Non bene che i ragazzi siano allevati dai loro genitori : lamore li rende
troppo teneri
Ai ragazzi va irrobustita non solo lanima ma anche i muscoli
La modestia una qualit eccellente
l precettore deve insegnare a valutare, a giudicare
Il mondo deve essere il libro del buon scolaro, che deve imparare da
tutti, anche da coloro che appartengono a classi inferiori

La filosofia insegnata ai fanciulli


La filosofia invisa non solo ai fanciulli ma anche a molti dotti
perch le si dato un viso arcigno, accigliato e terribile.
Non c nulla di pi gaio, di pi vivace , di pi giocondo e, direi
quasi, burlone. Essa non predica che festa e buon tempo.() Ma
quanto ai ragionamenti della filosofia, essi son soliti rallegrare e
allietare quelli che li trattano, non irritarli e rattristarli. ()
lanima che alberga la filosofia deve, con la sua sanit, render
sano anche il corpo. Deve far risplendere anche al di fuori la sua
tranquillit e il suo benessere() Ha per fine la virt, che non ,
come dice la scuola, piantata sulla cima di un monte scosceso
() ma dove chi ne sa la direzione pu arrivare per strade
ombrose, erbose e dolcemente fiorite, agevolmente per un
pendio facile e liscio, come quello delle volte celesti. Per non aver
praticato questa suprema virt ( ) essi sono andati ,seguendo
la loro debolezza, ad inventar quella sciocca immagine triste,
corrucciata, minacciosa, arcigna, e a collocarla sopra una roccia,
in disparte , fra i rovi, fantasma per spaventare la gente.

Poich la filosofia insegna a vivere e poich


utile a tutte le et perch non viene
insegnata? La filosofia ha ragionamenti
adatti allinfanzia e alla decrepitezza.
La filosofia ha la prerogativa di mescolarsi
ovunque: una camera,un giardino, un letto,
la solitudine , la compagnia, tutti i luoghi
serviranno da studio. Lo specchio dei nostri
ragionamenti la nostra vita.
Bisogna abituare il ragazzo a tutto ma non
ai collegi
I collegi sono una sorta di carcere di
giovent prigioniera

Il precettore deve ispirare al suo


discepolo un affetto per la virt
La moderazione, e non la forza, la
virt: necessario usare dei beni
della bellezza, della gloria, della
salute con misura. Temperanza e
imperturbabilit sono caratteristiche
molto positive
Che cosa deve fare il precettore se il
discepolo non lo segue nella
moderazione? Risposta a Pag 215