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LA FISCALIT DEI PRODOTTI

FINANZIARI

Milano 18 aprile 2011


Paola Monica Giachetto
Ufficio tributario, bilancio e vigilanza
ABI

LA FISCALIT DEI PRODOTTI FINANZIARI

TITOLI OBBLIGAZIONARI E SIMILARI


TITOLI AZIONARI E SIMILARI

TITOLI ATIPICI

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LA FISCALIT DEI PRODOTTI FINANZIARI

Nozione di redditi di capitale


Provento che deriva da un impiego del capitale secondo uno
schema produttivo analogo a quello civilistico del frutto:

frutto economico dellimpiego del capitale


realizzato per effetto della diretta capacit di
fruttificazione del capitale
non necessariamente predeterminato o
predeterminabile
vi rientrano pure i proventi variabili ma non quelli
incerti o aleatori, la cui realizzazione caratterizzata
dallincertezza sul quantum e sul risultato

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LA FISCALIT DEI PRODOTTI FINANZIARI

Nozione di redditi di capitale


Il reddito di capitale costituito dallammontare di:

Interessi

Utili

Altri proventi

percepiti nel periodo dimposta


Si tratta di un reddito assoggettato a tassazione senza il
riconoscimento di alcuna spesa di produzione.

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Tipologie di redditi di capitale art. 44 Tuir


a) gli interessi e altri proventi derivanti da mutui, depositi e conti
correnti;
b) gli interessi e gli altri proventi delle obbligazioni e titoli similari,
degli altri titoli diversi dalle azioni e titoli similari, nonch dei
certificati di massa;
c) le rendite perpetue e le prestazioni annue perpetue di cui agli
articoli 1861 e 1869 del codice civile;
d) i compensi per prestazioni di fideiussione o di altra garanzia;
e) gli utili derivanti dalla partecipazione al capitale o al patrimonio
di societ ed enti soggetti all'imposta sul reddito delle societ,
salvo il disposto della lettera d) del comma 2 dell'articolo 53;
ricompresa tra gli utili la remunerazione dei finanziamenti
eccedenti di cui all'articolo 98 direttamente erogati dal socio o
dalle sue parti correlate, anche in sede di accertamento;
f) gli utili derivanti da associazioni in partecipazione e dai contratti
indicati nel primo comma dell'articolo 2554 del codice civile, salvo
il disposto della lettera c) del comma 2 dell'articolo 53;

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Tipologie di redditi di capitale art. 44 Tuir


g) i proventi derivanti dalla gestione, nell'interesse collettivo di pluralit
di soggetti, di masse patrimoniali costituite con somme di denaro e
beni affidati da terzi o provenienti dai relativi investimenti;
g-bis) i proventi derivanti da riporti e pronti contro termine su titoli e
valute;
g-ter) i proventi derivanti dal mutuo di titoli garantito;
g-quater) i redditi compresi nei capitali corrisposti in dipendenza di
contratti di assicurazione sulla vita e di capitalizzazione;

g-quinquies) i redditi derivanti dai rendimenti delle prestazioni


pensionistiche di cui alla lettera h-bis) del comma 1 dell'articolo 50
erogate in forma periodica e delle rendite vitalizie aventi funzione
previdenziale;
g-sexies) i redditi imputati al beneficiario di trust ai sensi dell'articolo
73, comma 2, anche se non residenti;
h) gli interessi e gli altri proventi derivanti da altri rapporti aventi per
oggetto l'impiego del capitale, esclusi i rapporti attraverso cui
possono essere realizzati differenziali positivi e negativi in
dipendenza di un evento incerto.
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Determinazione redditi di capitale


art. 45 Tuir comma 1
Il reddito di capitale costituito dall'ammontare degli
interessi, utili o altri proventi percepiti nel periodo
d'imposta, senza alcuna deduzione.
Nei redditi di cui alle lettere a), b), f), e g) del comma 1
dell'articolo 44 compresa anche la differenza tra la
somma percepita o il valore normale dei beni ricevuti
alla scadenza e il prezzo di emissione o la somma
impiegata, apportata o affidata in gestione, ovvero il
valore normale dei beni impiegati, apportati od affidati
in gestione.
I proventi di cui alla lettera g) del comma 1 dell'articolo
44 sono determinati valutando le somme impiegate,
apportate o affidate in gestione nonch le somme
percepite o il valore normale dei beni ricevuti,
rispettivamente, secondo il cambio del giorno in cui le
somme o i valori sono impiegati o incassati.

- indeducibilit
oneri
- scarti di
emissione

- valutazione
somme
impiegate in
gestioni

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Determinazione redditi di capitale art. 45


Tuir comma 1
Qualora la differenza tra la somma percepita od il valore
normale dei beni ricevuti alla scadenza e il prezzo di
emissione dei titoli o certificati indicati nella lettera b)
del comma 1 dell'articolo 4 sia determinabile in tutto
od in parte in funzione di eventi o di parametri non
ancora certi o determinati alla data di emissione dei
titoli o certificati, la parte di detto importo,
proporzionalmente riferibile al periodo di tempo
intercorrente fra la data di emissione e quella in cui
l'evento od il parametro assumono rilevanza ai fini
della determinazione della differenza, si considera
interamente maturata in capo al possessore a tale
ultima data.

- Regole di
maturazione
degli scarti di
importo
variabile

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Determinazione redditi di capitale art. 45


Tuir comma 1
I proventi di cui alla lettera g-bis) del comma 1
dell'articolo 44 sono costituiti dalla differenza positiva
tra i corrispettivi globali di trasferimento dei titoli e
delle valute. Da tale differenza si scomputano gli
interessi e gli altri proventi dei titoli, non
rappresentativi di partecipazioni, maturati nel periodo
di durata del rapporto, con esclusione dei redditi esenti
dalle imposte sui redditi.
I corrispettivi a pronti e a termine espressi in valuta
estera sono valutati, rispettivamente, secondo il
cambio del giorno in cui sono pagati o incassati.
Nei proventi di cui alla lettera g-ter) si comprende, oltre
al compenso per il mutuo, anche il controvalore degli
interessi e degli altri proventi dei titoli, non
rappresentativi di partecipazioni, maturati nel periodo
di durata del rapporto.

- Pronti contro
termine

- Corrispettivi in
valuta

- Prestito titoli

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Determinazione redditi di capitale art. 45


Tuir comma 4 bis
Le somme od il valore normale dei beni distribuiti, anche
in sede di riscatto o di liquidazione, dagli organismi
d'investimento collettivo mobiliari, nonche' le somme
od il valore normale dei beni percepiti in sede di
cessione delle partecipazioni ai predetti organismi
costituiscono proventi per un importo corrispondente
alla differenza positiva tra l'incremento di valore delle
azioni o quote rilevato alla data della distribuzione,
riscatto, liquidazione o cessione e l'incremento di
valore delle azioni o quote rilevato alla data di
sottoscrizione od acquisto. L'incremento di valore delle
azioni o quote e' rilevato dall'ultimo prospetto
predisposto dalla societa' di gestione

- Proventi dei
fondi

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Determinazione redditi di capitale - art. 47 Tuir


commi 1 e 4
1. Salvi i casi di cui all'art. 3, comma 3, lett. a), gli utili distribuiti
in qualsiasi forma e sotto qualsiasi denominazione dalle
societ o dagli enti indicati nellart. 73, anche in occasione
della liquidazione, concorrono alla formazione del reddito
imponibile complessivo limitatamente al 49,72%* del loro
ammontare. Indipendentemente dalla delibera assembleare, si
presumono prioritariamente distribuiti l'utile dell'esercizio e le
riserve diverse da quelle del comma 5 per la quota di esse non
accantonata in sospensione di imposta.

Partecipazioni
qualificate:
abbattimento
Presunzione di
distribuzione
prioritaria

* la percentuale del 49,72% opera per gli utili prodotti a partire dallesercizio
2008. Per quelli ante resta ferma la percentuale del 40%

4. Nonostante quanto previsto dai commi precedenti, concorrono


integralmente alla formazione del reddito imponibile gli utili
provenienti da societ residenti in Stati o territori diversi da
quelli di cui al DM emanato ai sensi dell'art. 168-bis, salvo i
casi in cui gli stessi non siano gi stati imputati al socio ai
sensi del c. 1 dell'art. 167 e dell'art. 168 o se ivi residenti sia
avvenuta dimostrazione, a seguito dell'esercizio dell'interpello
secondo le modalit del comma 5, lett. b), dello stesso art.
167, del rispetto delle condizioni indicate nella lettera c) del c.
1 dell'art. 87. Le disposizioni di cui al periodo precedente si
applicano anche alle remunerazioni di cui ()

Utili di paradisi
fiscali:
partecipazione
integrale

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Le norme di riferimento allinterno del sistema IRPEF

Redditi di capitale - una distinzione fondamentale:


Interessi
Deducibilit (eventuali limiti) per lemittente
Tassazione per il percettore
Dividendi

non deducibilit
Tassazione per il percettore con eliminazione (limiti) della
doppia imposizione

Eliminazione/riduzione della doppia imposizione:


Credito dimposta/ esenzioni

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Le norme di riferimento allinterno del sistema IRPEF

Distinzione tra interessi e dividendi


distinzione tra obbligazioni e azioni
Questione comune a tutti gli ordinamenti

In Italia: accentuazione del problema


successivamente alla riforma del diritto
societario, che ha reso pi sottile il confine tra
azioni e obbligazioni, con la creazione della
categoria degli strumenti finanziari
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LA FISCALIT DEI PRODOTTI FINANZIARI

In particolare: la riforma della disciplina civilistica delle societ di capitali e delle


societ cooperative (D.Lgs. n. 6 del 2003)

Accanto agli istituti tradizionali delle azioni (quale strumento di rischio di


partecipazione al capitale sociale) e delle obbligazioni (quale strumento di debito)
il legislatore civilistico ha riconosciuto la figura dello strumento finanziario la cui
costruzione in termini di diritti patrimoniali e/o amministrativi rinviata
allautonomia statutaria del soggetto emittente

Per ciascuna tipologia di strumento finanziario la scelta effettuata in sede di


emissione in merito ai diritti patrimoniali ovvero amministrativi a connotare la
natura di strumento di capitale di rischio ovvero di debito ovvero di strumento con
entrambe le caratteristiche, scelta che pu avvenire per tutte le tipologie di
strumenti finanziari

(art. 2436 e ss. Strumenti finanziari partecipativi; art. 2447 ter Strumenti partecipativi
patrimoni destinati; art. 2411 Obbligazioni; art. 2411 Strumenti finanziari con diritti
patrimoniali, comma 3; art. 2483 Titoli di debito)
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LA FISCALIT DEI PRODOTTI FINANZIARI

In particolare: la riforma della disciplina civilistica delle societ di


capitali e delle societ cooperative (D.Lgs. n. 6 del 2003) e le
risposte del legislatore fiscale

Gli interventi del legislatore fiscale sono innanzitutto diretti a


dare certezza circa la qualificazione dei proventi derivanti dagli
strumenti finanziari, in modo da poter applicare per ciascuno di
essi la corretta combinazione tra deducibilit/indeducibilit e di
tassazione piena/esenzione parziale prevista per emittenti e
investitori a seconda che si tratti di proventi su obbligazioni

ovvero di partecipazioni

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Quadro fiscale di riferimento


Tipologia strumento : azioni e titoli similari

Azioni (partecipazione nel capitale o patrimonio)

Titoli similari alle azioni: titoli e strumenti finanziari emessi da


societ ed enti la cui remunerazione costituita totalmente dalla
partecipazione ai risultati economici della societ emittente o di altre
societ appartenenti al gruppo; nel caso di emittente non residente la
similarit alle azioni riconosciuta solo se nel Paese estero di
residenza prevista lindeducibilit della remunerazione

Regime previsto

per lemittente indeducibilit;

per il portatore regime differenziato in relazione alla qualifica (se


persona fisica prelievo alla fonte del 12,5% semprech partecipazione
non qualificata; se qualificata concorrenza alla formazione del reddito
in misura del 49,72%; se societ concorrenza alla formazione del
reddito in misura pari al 5% del dividendo incassato)

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Quadro fiscale di riferimento


Tipologia strumento : obbligazioni e titoli similari

Obbligazioni (ex. Art. 2411 codice civile)

Titoli similari alle obbligazioni : Titoli di massa che


contengono lobbligazione incondizionata di pagare alla
scadenza una somma non inferiore a quello in essi indicata
con o senza la corresponsione di proventi periodici e che
non attribuiscono ai possessori alcun diritto di
partecipazione diretta o indiretta alla gestione dellimpresa
emittente o dellaffare in relazione al quale siano stati
emessi, n di controllo sulla gestione

Regime previsto

per lemittente: deducibilit, fatta salva la previsione di cui


al comma 9 dellart. 109 del TUIR;

per il portatore regime differenziato in relazione alla


qualifica (persona fisica prelievo alla fonte del 12,5% a
titolo dimposta ; societ concorrenza in forma piena alla
formazione del reddito imponibile)
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Quadro fiscale di riferimento


Tipologia strumento : titoli atipici

titoli atipici : Titoli e certificati di massa, diversi dalle azioni, obbligazioni e titoli
similari , nonch dai titoli o certificati rappresentativi delle quote di partecipazione
in organismi di investimento collettivo del risparmio (art. 5 D.L. n. 512/83)

Sono titoli atipici i titoli che non presentano i requisiti per poter essere considerati
similari alle azioni in quanto la relativa remunerazione non costituita totalmente
dalla partecipazione ai risultati economici della societ emittente, di societ dello
stesso gruppo o di un affare n i requisiti per essere considerati similari alle
obbligazioni, perch ad esempio non garantiscono la restituzione del capitale
oppure pur avendola garantita assicurano anche una partecipazione diretta o
indiretta alla gestione della societ emittente o dellaffare in relazione al quale
sono stati emessi. (circolare dellAgenzia delle entrate n. 26 /E del 16/6/2004)
Regime previsto

per lemittente: deducibilit, fatta salva la previsione di cui al comma 9 dellart.


109 del TUIR;

per il portatore: se persona fisica ritenuta dimposta del 27% sui proventi
percepiti alla scadenza cedole o rimborso; se societ concorrenza al reddito con
ritenuta 27% a titolo di acconto quando lemittente domestico)

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Quadro fiscale di riferimento


Norma di chiusura ad hoc per quanto concerne il profilo
emittente Art. 109, comma 9 del TUIR:
Non deducibile ogni tipo di remunerazione dovuta:
a) su titoli, strumenti finanziari comunque denominati
di cui allart. 44, per la quota di essa che direttamente
o indirettamente comporti la partecipazione ai risultati
economici della societ emittente o di altre societ
appartenenti allo stesso gruppo o dellaffare in relazione
al quale gli strumenti finanziari sono stati emessi

b) omissis

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Elementi di interpretazione
Partecipazione indiretta ai risultati economici societari:
1.

lindeducibilit non estesa ai proventi per i quali la connessione con i risultati economici
dellimpresa riguardi unicamente lan ma non il quantum, della corresponsione dei proventi
e/o del rimborso ai sottoscrittori (come nel caso dei titoli con tasso di rendimento
prestabilito per i quali il pagamento degli interessi in una certa misura sia subordinato
allesistenza di utili ovvero alleffettiva distribuzione di dividendi da parte dellemittente o
di altra societ del gruppo).

Relazione accompagnamento al D.Lgs. n. 344 del 2003


2.

Sulla base di tale interpretazione si ritiene che non comportino una partecipazione
indiretta ai risultati economici della societ emittente le obbligazioni e gli altri titoli
irredimibili emessi dalle banche ai sensi dellart. 12 del TUB. Si tratta di titoli i cui proventi
sono costituiti da interessi. Tuttavia il caso di andamento negativo della gestione,
lemittente pu sospendere il pagamento degli interessi e, in determinate ipotesi, imputarli
a copertura delle perdite ()
Nellipotesi descritta la remunerazione delle predette obbligazioni non assicura una
partecipazione agli utili della banca che li ha emessi essendo tale remunerazione
normalmente parametrata ai tassi correnti. Pertanto leventualit che tali interessi in caso
di perdite siano sospesi ed imputati alla loro copertura non incide sulla disciplina
strutturale dei titoli in argomento che quella tipica delle obbligazioni

Circolare dellAgenzia delle entrate n. 26/E del 16/06/2004


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Questioni di attualit:

Gli strumenti ibridi (bonds ibridi)


Strumenti finanziari a met strada fra le obbligazioni e le azioni e si
caratterizzano anche per la presenza di clausole di subordinazione
(postergazione del rimborso rispetto alle obbligazioni ordinarie) e per la
durata ultradecennale (titoli irredimibili)
Pu essere previsto il pagamento di cedole fisse o variabili subordinato o
meno ad alcune condizioni al ricorrere delle quali il diritto al pagamento

viene meno definitivamente. Generalmente si tratta di condizioni connesse


al mancato conseguimento di profitti distribuibili e/o al mancato pagamento
di utili agli azionisti (caratteristiche previste dalle istruzioni di Vigilanza della
Banca dItalia per il computo nel patrimonio di base degli strumenti
innovativi di capitale - cfr. Bankitalia circ. n. 263 del 27 dic 2006)

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Questioni di attualit:

Assimilazione alle azioni degli strumenti finanziari esteri

Come chiarito dalla circolare dellAgenzia delle entrate n. 4 del 2006 la normativa
dellart. 44, comma 2, lett. a) del tuir pone una doppia condizione ai fini
dellassimilazione alle azioni, delle partecipazioni nonch degli strumenti
finanziari emessi da soggetti non residenti:
1. la relativa remunerazione deve essere costituita esclusivamente da utili, ossia
essere rappresentativa di una partecipazione ai risultati economici della societ
emittente (di societ appartenenti allo stesso gruppo o dellaffare in relazione al
quale gli strumenti finanziari sono stati emessi);
2. tale remunerazione deve essere totalmente indeducibile dal reddito della societ
emittente secondo le regole proprie vigenti nel Paese estero di residenza
La previsione secondo cui lindeducibilit deve risultare da una dichiarazione
dellemittente stesso ovvero da altri elementi certi e precisi, non ha
completamente risolto le difficolt operative incontrate dagli intermediari, che
si possono trovare nella condizione di dover applicare a tali proventi il regime
dei titoli atipici

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