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STORIA della MEDICINA

Studia il rapporto tra malato-malattia ed


intermediario che promette guarigione
(sacerdote, sciamano, medico)

Quali sono le scienze sussidiarie


ovvero
le discipline di supporto?
Paleopatologia

E’ lo studio delle malattie in resti di organismi e fossili delle ere


antiche

Le malattie che possono


essere riscontrate sulle ossa
umane antiche sono
innumerevoli, ma quelle che
hanno il maggiore interesse
applicativo nelle ricerche sono
quelle connesse con
caratteristiche
comportamentali (ad esempio
traumi), alimentari, o
socio-economiche
Archeologia
Studia le civiltà
antiche attraverso lo
scavo e l’analisi della
varia documentazione
monumentale,
dei prodotti artistici e
delle iscrizioni
Paleobiologia

E’ il ramo della Biologia che


studia le condizioni di vita delle
piante e degli animali estinti.
Vengono rilevate le condizioni
di vita e le abitudini alimentari
(ad esempio dall’analisi dei
semi rinvenuti nelle tombe)
Antropologia

• Studia le caratteristiche
morfologiche, fisiologiche
psicologiche delle diverse
razze e popolazioni
umane
Fonti classiche
Fonti letterarie del periodo
pre-ippocratico:
• Iliade
• Odissea
(II metà del VIII sec. a C.)
I fatti narrati nei poemi
omerici si riferiscono
all’epoca della guerra di
Troia.
Riportano fatti e
consuetudini databili a
partire dal XII fino all’VIII
secolo a.C.
Omero (?) VIII sec. a. C.
• Le malattie
sono inviate dagli dei
per punire un
comportamento
umano scorretto
• Iliade I, 8-12
“Ma chi tra gli dei li fece lottare in
contesa?
Il figlio di Zeus e di Latona; egli
irato col re, mala peste fe’
nascere nel campo, la gente
moriva ….
Che cos’è la malattia?
• Fin dall’antichità ha assunto il significato
di sofferenza ….. e …..
l’idea di colpa,
associata alla malattia,
è presente in tutte le culture ed in tutti i tempi.

• Spesso la malattia si presenta sotto l’aspetto


del tutto naturale di una ferita ricevuta in
guerra o durante una caccia.
Concezione ontologica di malattia
La malattia viene vista come un’entità a sé
stante, come un agente estraneo che penetra
nell’individuo e ne prende possesso secondo
un rapporto di
malattia-punizione
La malattia proviene da una divinità offesa che
vuole punire in questo modo l’empio che ha
commesso un peccato.
Le origini della medicina occidentale

Medicina teurgico-templare
Nel I^ Canto dell’Iliade Apollo irato
contro il re Agamennone che ha
oltraggiato il suo sacerdote Crise
invia nel campo acheo una tremen-
da malattia che uccide uomini ed
animali.

Gli dei, a loro piacimento, possono scagliare le malattie


(esempio: la freccia che colpisce il corpo)
ma sono gli stessi dei che forniscono i rimedi
(esempio: le erbe salutari)
Medicina teurgico-templare

• L’arte medica
discende dagli dei
o da uomini che
vengono deificati.
•Nell’Iliade troviamo
Podalirio e
Macàone, due
medici chirurghi,
figli di Asclepio.
Medicina teurgico-templare

• Asclepio ha ricevuto il
sapere medico dal padre
(Apollo) e dal centauro
Chirone.
• Essi intervengono in caso
di ferite ed utilizzano
rimedi, essenzialmente a
base di erbe e di radici che
leniscono il dolore ed
arrestano la fuoriuscita del
sangue.

•La medicina dei poemi omerici è una medicina di guerra,


dunque una medicina d’urgenza
Medicina teurgico-templare

Tra il VII ed il IV secolo a.C. sorsero


in molte regioni della Grecia i templi
d’Asclepio tra i quali restano famosi
quello di Tricca e di Epidauro
Ogni tempio era circondato da molto spazio verde e consisteva
di varie costruzioni tra lequali spiccava il tempio vero e proprio
In cui veniva collocata la statua del dio affiancata dalle statue
dei suoi familiari.

C’era una certa concorrenza tra i templi, sicché venivano


scolpite su tavolette di pietra brevi descrizioni di episodi di
guarigioni miracolose.
Le tavolette (iamata o sanationes) venivano poste nei luoghi
più affollati del tempio.
Medicina teurgico-templare
• Il malato quando arriva al • Se la diagnosi non è
tempio viene lavato, poi, certa e la prognosi
dopo aver fatto un’offerta difficoltosa, il paziente
(in natura o in denaro) al viene trattenuto ed
dio-medico ed avere avviato a una stanza
ricevuto una statuetta del inaccessibile ai sani
dio a dimostrazione (àbaton), dove durante il
dell’avvenuto pagamento, sonno-sogno (incubatio)
viene ricevuto dal gli appare il dio per
medico. guarirlo.
Medicina teurgico-templare
Nella medicina templare il sogno-interventodivino-guarigione
sono un tutt’uno perché la guarigione è la logica conseguenza
della fede nel potere risanatore del dio che si concretizza nel
sogno.

Il sogno è un momento importante nella guarigione


perché rappresenta l’occasione di contatto con il dio.
Il dio agisce il più delle volte come chirurgo, altre volte medica
la parte malata con erbe salutari, oppure il serpente (simbolo
del dio stesso) lecca la ferita (gesto simbolico di esternazione
dei poteri divini).
Al serpente sono attribuite virtù salutari proprie, serpenti e cani
sacri con la loro saliva possono portare a guarigione le ferite.
Medicina d’osservazione
ovvero
Medicina laico-razionale
I filosofi della Ionia o filosofi della
natura, attivi tra il VII ed il V sec. a.C.
(Talete, Anassimandro, Anassimene) Talete
non si domandano più “chi ha fatto il
mondo”, ma piuttosto “di che cosa è
fatto il mondo”. La risposta (aria,
acqua, terra o fuoco) ha poca
Anassimandro
importanza di fronte alla rivoluzione
della domanda stessa. L’uomo inizia
ad osservare la natura; si espande
l’historie, cioè quel sapere
profondamente ancorato
all’osservazione che costituirà il
presupposto della medicina razionale. Anassimene
Medicina d’osservazione
ovvero
Medicina laico-razionale
Nella medicina l’osservazione diventa il
metodo principale per praticare l’arte alla La filosofia
ricerca delle cause delle malattie. naturalistica
formula le
Si formula un’ipotesi (theoria) basata sulle
grandi leggi,
osservazioni empiriche che richiedono la leggi generali
prova dell’esperienza (empeirìa) alla ricerca del
attraverso i segni (semeia). principio (arché)
su cui è fondata
L’ipotesi iniziale confermata da prove è la
la natura
base per un nuovo processo conoscitivo (physis)
(è indagine scientifica)
Medicina laico-razionale
IPPOCRATE
Ippocrate V-IV secolo a.C.
La malattia consiste in una rottura dell’equilibrio
preesistente.
Nell’organismo esistono 4 umori (sangue, flegma,
bile gialla, bile nera) cui corrispondono 4 qualità
(caldo, freddo, secco, umido), la loro mescolanza
corretta (eucrasia) si identifica con la salute, mentre
il disequilibrio (discrasia) corrisponde alla malattia.

Il corpo è visto come un contenitore unico, sicché lo squilibrio


di un umore o di una qualità, o di parti del corpo porta allo
squilibrio del tutto.
Medicina laico-razionale
IPPOCRATE
Il metodo della medicina ippocratica è fondato
sull’ascolto del paziente e sull’osservazione dei segni;
importante inoltre l’anamnesi e la prognosi.

La medicina si fonda sull’abilità (téchne) e


sulla sintesi tra abilità pratica (empeirìa) e
scienza o conoscenza (epistème)

Ippocrate ritiene che l’ambiente condizioni la salute

Il medico è un praticante che svolge la sua attività in un ambulatorio (iatreìon),


spesso annesso alla casa dove abita, nei pressi di una piazza frequentata o di
un mercato.
Altri svolgono l’attività come medici itineranti, di città in città, e si recano a casa
del malato.
Vi sono una grande quantità di maghi, purificatori, ciarlatani che spacciano
rimedi buoni a tutto.
Medicina laico-razionale/Medicina d’osservazione

Riassumendo ……

• La medicina diviene arte razionale di osservazione,


basata sul rilevamento dei segni che indicano l’equilibrio
o il disequilibrio degli umori.
• La malattia è rottura di un equilibrio umorale, dovuta a
scorretto regime o ad influssi ambientali (teoria dell’aria
morbifica).
• La terapia deve tendere a far riacquistare l’equilibrio
perduto, con la dieta, il regime di vita, o con interventi
terapeutici.
Medicina laico-razionale/Medicina d’osservazione
Riassumendo ……

• Il malato collabora con il medico per risolvere la


malattia. Malgrado ciò egli è in posizione subordinata
perché non sa e non può conoscere l’origine delle sue
sofferenze.
• Il medico è vincolato da una nuova deontologia
professionale:
– con il Giuramento ippocratico egli si vincola all’osservazione di
alcune norme di comportamento che tutelino sé stesso, i suoi
colleghi ed il malato.
– differenziazione dai maghi e dai ciarlatani, attaccati nell’opera
ippocratica De morbo sacro, opera che rappresenta la
testimonianza indiretta del distacco della medicina razionale da
quella teurgica.
Giuramento d’Ippocrate
• 1. Giuro su Apollo Medico e su Asklepio e su Igea e su
Panacea, e ne siano testimoni tutti gli dei e le dee, di
tener fede, sinchè lo consentiranno le mie forze e il mio
pensiero, a questo giuramento e a questo scritto.

• 2. Considererò come genitori chi mi ha insegnato


quest’arte e metterò la mia vita in comune con lui e
quando ne abbia bisogno gli darò ciò che gli è
necessario e i suoi discendenti considererò come miei
fratelli e, se desiderano apprenderla, insegnerò loro
quest’arte senza compenso, nè obbligazioni scritte.
Trasmetterò gli insegnamenti scritti e orali e ogni altra
parte del sapere tanto ai miei figli come ai figli del mio
maestro e agli allievi che abbiano sottoscritto il patto e
giurato secondo la prassi medica e a nessun altro.

• 3. Utilizzerò regimi appropriati per il beneficio del


malato secondo la mia abilità e il mio giudizio e mi
asterrò dal recar danno e ingiustizia.
Giuramento d’Ippocrate
• 4. Non darò a nessuno farmaci mortali, neppure se
richiesto, né mai suggerirò di prenderne.
Ugualmente, non darò a donne rimedi abortivi.
Preserverò pura e sacra la mia vita e la mia
professione. Non opererò chi soffra di mal della
pietra, anche se dolorante, ma lascerò far questo a
chi ne sia esperto.
• 5. In qualsiasi casa io entri, vi andrò per aiutare
malati, astenendomi dal recar volontariamente
ingiustizia o danni o dall’avere relazioni con
donne o uomini, liberi o schiavi.
• 6. E quanto vedrò o sentirò, esercitando la
professione o al di fuori di essa, riguardo agli
uomini e che non debba essere divulgato, lo terrò
per me, ritenendolo come cosa sacra.
• 7. Se terrò fede a questo giuramento e non lo
violerò, mi sia concesso di godere della mia vita e
della mia professione, sempre onorato di fama
presso tutti gli uomini; se io lo trasgredirò o mi
comporterò falsamente, che il mio destino sia
contrario.
La “scuola” di Alessandria
• Alessandria (in Egitto) nel IV-III
sec. a. C. diviene il più importante
centro culturale con la sua ricca e
celebre Biblioteca (III sec.) e luogo
di formazione per un buon medico
• Si determina l’integrazione di
culture diverse e diviene la prima
vera Universitas
• La Biblioteca contiene tutte le
opere antiche letterarie, filosofiche
e scientifiche e diviene il tramite
principale per la trasmissione ai
posteri della cultura classica.
La “nuova Biblioteca di Alessandria
La “cultura” ad Alessandria
Esponenti della cultura medica:
- Erofilo: dimostra che è il cervello la sede delle
sensazioni e non il cuore
- Erasistrato: distingue le vene dalle arterie (queste
ultime contenenti aria)
Si hanno i primi tentativi di introdurre un metodo di misura:
la valutazione della febbre attraverso la stima della
frequenza del polso misurata utilizzando - per segnare il
tempo - una clessidra ad acqua: dall’aumento della
frequenza deduceva l’entità dello stato febbrile.
Obiettivo: misurare un fenomeno medico.
Asclepiade di Bitinia

• Asclepiade (I sec. a.C.) è il primo medico greco che


riesca a farsi accettare a Roma.
Il corpo è formato da atomi che passano attraverso i pòroi.
Le malattie derivano dall’ostruzione o dal rilasciamento dei
poroi che condizionano il flusso degli atomi (status
strictus, status laxus).
La cura è data dall’opposto: bagni caldi per rilassare i poroi,
bagni freddi per restringerli.
La Medicina Egizia
• La medicina egizia era organizzata su
base territoriale, non vi era distinzione tra
medici, chirurghi, veterinari,ma c’era una
gerarchizzazione: medici, capi medici,
ispettori … fino ai capi dei medici dell’Alto
e Basso Egitto.
• Ogni medico si formava in una “Casa di
Vita” (un’istituzione templare) con annessa
una biblioteca.
La Medicina Egizia
• I papiri medici, risalenti ai secoli XIX-XIII
a.C. descrivono malattie e relative cure,
con relativo giudizio prognostico.
• Il medico egizio era scrupolosissimo e
prima di fare una diagnosi interrogava,
ispezionava, palpava il paziente e
formulava una valutazione delle
prospettive di guarigione (questa malattia
tratterò o non tratterò).
La Medicina Egizia
• L’imbalsamazione era una cerimonia rituale,
c’erano precise regole da rispettare e non era
consentito intervenire con manipolazioni o
dissezioni che avessero uno scopo profano.
• Gli imbalsamatori erano una casta a sé stante
con la quale il medico non voleva o non poteva
avere nulla a che fare.
• La pratica delle eviscerazioni nel preparare i
corpi per la mummificazione comporta buone
conoscenze anatomiche
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dal punto di vista
Galeno
• Nasce a Pergamo, studia ad
Alessandria ed a Pergamo.
• Non si ferma ad apprendere ciò
che appare, ma si dedica
all’indagine anatomo-funzionale
mediante dissezione (soprattutto
sulle scimmie).
• Cerca di comprendere la funzione
degli organi e degli apparati:
malattia è lesione delle funzioni di
un singolo organo.
• Razionalizza e sistematizza tutte
le conoscenze dell’epoca
Galeno
Il suo studio anatomo-fisiologico porta al superamento
della concezione del corpo umano come unico conteni-
tore, nel quale si bilanciano o si squilibrano i quattro
umori ippocratici, ma nella dottrina umorale, aggiornata
da Galeno, la patologia è dovuta all’accumulo, in un or-
gano, di uno degli umori; ciò va a costituire la materia
peccans. Sorge la necessità di eliminare la sostanza
patologica accumulatasi.
Dalla patologia complessiva si passa alla patologia d’or-
gano, la diagnosi perciò deve fondarsi sulla conoscenza
dell’anatomia e della fisiologia degli organi e degli appa-
rati e sul riconoscimento,attraverso i segni, del patologi-
co rispetto al normale.
Il Cristianesimo
Cristo visto come somma del triangolo ippocratico:
- è Iatros, cioè il medico per eccellenza. Egli con il Suo
sacrificio salva l’umanità;
- è il malato, perché chi si prende cura del più
sventurato si prende cura di Cristo;
- è al tempo stesso il medicamento, il pharmakon.
La carità, intesa come lo specchio dell’amore scambievole
che lega Dio alle Sue creature, è alla base del concetto
di assistenza (xenodochia, diaconie, hospitium)
Medicina Araba
• Trasmissione dei testi medici prima
attraverso la lingua siriaca e poi quella
araba.
• Nascita dell’ospedale a reparti differenziati
in cui esercita personale stipendiato ed in
cui è possibile, per gli studenti, l’approccio
diretto con il malato.
MEDIOEVO

476 caduta dell’impero


romano d’occidente
1492 scoperta dell’America

Alto Medioevo V – X secolo


Basso Medioevo XI- XV secolo
RINASCIMENTO
1492 – XVI secolo

XV secolo - preparazione

XVI secolo - esplosione

ILLUMINISMO (secolo dei Lumi)


XVIII secolo

ROMANTICISMO
fine XVIII secolo - XIX secolo
Nascita delle UNIVERSITA’

XII – XIII secolo

Corporazione di studenti

Centro d’insegnamento superiore ovvero centro di istruzione in
una branca specifica

Istituto superiore d’insegnamento e ricerca

BOLOGNA (1088)
Bologna


L’Università nasce prima come scuola di Diritto; nel XII
secolo si aggiunge la scuola di Medicina

Grande potere degli studenti che pagano lo stipendio ai
docenti e quindi hanno la possibilità di sceglierli e di
obbligarli all’adempimento dei loro compiti.

I docenti avevano comunque assoluta autonomia di
giudizio nelle prove d’esame.
PADOVA 1224
NAPOLI 1224

Nasce per volere di Federico II

ROMA 1303 (Studium Urbis)

Nasce per volere di Bonifacio VIII


ANATOMIA


L’anatomia fino al XII secolo si basa sulle conoscenze che
provengono dalla pratica settoria su animali, in particolare il
maiale.

Probabilmente furono effettuate autopsie occasionali, ma in
maniera clandestina.
Anatomia
Le prime dissezioni anatomiche
con finalità didattiche furono
eseguite a Bologna (1315) da
Mondino de’ Liuzzi
Anatomia

Nel 1490 venne costruito
a Padova il teatro
anatomico

L’Anfiteatro di Bologna risale al


Anatomia

Andrea VESALIO
(1514-1563)
De humani corporis fabrica
libri septem (1543)

Primo vero instauratore della nuova


anatomia, il suo trattato costituisce
una rivolta a tutto quello che fino ad
allora era risultato dogma imbattibile.
Anatomia
Gabriele FALLOPPIO
(1523-1563)
la sua fu un’opera vastissima,
ma eccelse nell’anatomia.

Realdo COLOMBO
(primi anni 1500-1569)
Allievo e successore di Vesalio, nonostante le sue
descrizioni sulla piccola circolazione sanguigna
ammetta ancora l’idea galenica che sia il fegato
l’origine delle vene e crede che l’aria nei polmoni
si mescoli direttamente con il sangue.
Anatomia
Bartolomeo EUSTACHIO
(1500/10-1574)
Sebbene scopritore di nuove verità
anatomiche rimase difensore di
Galeno senza però spingere il suo
ossequio fino a riconoscere al suo
detto il valore di dogma.
Si creò quindi molti nemici sia tra la
schiera dei galenisti che degli
antigalenisti (Vesalio)
Anatomia
Girolamo Fabrizio d’Acquapendente
(1533-1619)
Sebbene galenista, specie nella dottrina
della circolazione del sangue (per la
quale non aveva voluto accettare le
nuove vedute) senza volerlo, contribuì ad
essa, illustrando le valvole delle vene,
scoperta della cui importanza egli non si
rese conto.
PESTILENZE
Con la parola “pestilenza” o
“moria” si indicava qualunque
genere di malattia epidemica che
si diffondeva rapidamente:
° peste
° malaria
° vaiolo
° lebbra
° scorbuto
Pestilenza
Opinione diffusa:
° dal terreno si sviluppano dei vapori nocivi chiamati
“Miasmi” che vanno ad invadere l’aria;
° nell’aria quindi sono presenti questi “miasmi” che
contengono veleno pestilenziale:
° vi è quindi un’aria “inquinata” specialmente quando le
pestilenze sono precedute da vasta mortalità di
animali (come avviene quando vi sono invasioni di cavallette,
inondazioni, etc.).
ESEMPI
Pestilenza nella città di Milano (1347)

Obbligo per tutti i malati di peste di
uscire dalle mura della città.

Obbligo per chi avesse assistito i
malati di rimanere lontano dalla città
per 10 giorni e non aver rapporto con
alcuno.

Ordinanza di distruggere case e
suppellettili
Esempi
Pestilenza nella città di
Venezia (1374)
° Divieto di far approdare presso
la città le navi provenienti da
zone colpite da pestilenza.
° Si individua un luogo, lontano
dalla città, presso il quale fare
approdare lenavi sospette e
trattenerle per 40 giorni (periodo
di quarantena).
Difese contro le pestilenze
ovvero
Mezzi atti a distruggere tali “miasmi”

Accensione di grandi fuochi nelle vie, nelle
piazze, negli appartamenti.

Sulle cataste di legna o sui bracieri si gettano
erbe o resine.

Usanza di tenere alle narici sostanze odorose
(spugne imbevute d’aceto, speciali recipienti, pomi odoriferi)
Difese contro le pestilenze


Consigli dati al singolo individuo

Disposizioni di legge:
° divieto di suonare le campane a morto;
° divieto di accompagnare ai funerali;
° obbligo di seppellire i morti fuori città e di non seguire l’uso
comune di seppellirli nelle chiese
° obbligo di accettare solo i pacchi e le lettere provenienti da
paesi colpiti da pestilenza.
• Istituzioni di speciali luoghi di ricovero detti
“lazzaretti” dove potessero essere isolati i malati ed
evitare il propagarsi della malattia.
Storia degli Ospedali a Roma
Dopo il Concilio di Nicea (325), voluto dall’imperatore
Costantino per contrastare l’eresia di Ario, a Roma
sorsero numerosi xenodochia.
Inizialmente avevano il compito di accogliere ed
aiutare i numerosi pellegrini che giungevano stanchi e
sofferenti.

La carità privata gareggiava e sorpassava quella


pubblica.
Fabiola
Xenodochio di Porto

Nel Medioevo ebbero vita le “Scholae” veri ospizi creati


dalle vari nazioni allo scopo di dare alloggio ed
assistenza ai pellegrini indigenti.
Storia degli Ospedali a Roma

- Schola Saxonum (per gli Inglesi)


- Schola Longobardorum
- Schola Frisonum (per gli Olandesi)
- Schola Francorum

I “romei” muovevano verso Roma con un flusso continuo, costituito da


piccoli gruppi o da singoli individui che si distinguevano dagli altri per lo
speciale modo di vestire con la conchiglia, o la palma ed il bordone
(grosso bastone con manico ricurvo).
Alla Hospitalitas intesa come precetto del
buon cristiano si andò sovrapponendo un
nuovo tipo di Ospedale.

Le regole igieniche erano ignorate:


- i malati venivano posti 2, 3, 4 per letto
- personale prezzolato, poco caritatevole
- Il tipo di costruzione non corrispondeva
ai requisiti di tecnica ospedaliera.
Bonifacio VIII:
nel 1300 emanazione di una bolla
per l’istituzione del Giubileo univer-
sale con liberazione da colpa e
peccato.
Invitò masse a muovere verso
Roma e sorse, quindi, il problema
di come ospitare tante persone
stanche del lungo peregrinare e
bisognose di ogni forma di
assistenza.
Ci furono vari tentativi di venire
in aiuto, ma furono solo iniziative
personali.
Leggenda: Innocenzo III (1198-1216)
sognò che da reti tese nel Tevere
venivano raccolti cadaveri di neonati
gettati nel fiume da madri che, per
la vergogna e la disperazione, avevano
commesso il delitto.
Il Pontefice ordinò di fondare un
ospedale ad espiazione della macabra
scoperta.
Alla direzione dell’ospedale il Papa
chiamò Guido di Montpellier, fondatore
dell’Ordine di S. Spirito.

Liber regulae S. Spirito.


Durante la residenza dei Papi ad
Avignone (cattività avignonese 1304-
1377), l’Ospedale decadde fortemente
finché Sisto IV (1473-1476) lo fece
riedificare in modo fastoso.
Venne istituita la “ruota” degli esposti”
e l’attività principale del S. Spirito
divenne quella di brefotrofio.

(processione delle zitelle).


Contessa di Chincòn (corteccia
di china)
Spezieria
Museo
Nel S. Spirito erano riservati dei letti per la didattica universitaria
(Clinica medica).
Vi hanno insegnato i migliori Maestri del passato:
Lancisi, Flaiani, Baccelli.
Ospedale di San Rocco o delle Celate

Fu un’istituzione creata dal popolo,


Infatti, venne fondato da appartenenti
alle varie “arti” (soprattutto quella degli
scaricatori di porto) che concorrevano
al mantenimento del culto di S. Rocco
(Santo protettore dei malati di peste)
e al mantenimento dell’Ospedale.
Ospedale di San Rocco o delle Celate
Inizialmente accoglieva feriti che
non potevano curarsi nella propria
casa, malati di ogni genere ed in
particolare malati di peste.
A Roma ci furono violente epidemie
di peste nel 1522, nel 1524 ed ancora
di più dopo il sacco di Roma nel 1527.

Nel 1770 l’ospedale venne trasformato:


il reparto donne divenne reparto per le
sole partorienti; venne soppresso il
reparto uomini.
Ospedale di San Rocco o delle Celate
Vi erano camere riservate per il ricovero delle “Celate”
o “Depositate”, camere nelle quali nessuno poteva
accedere. Vi era una retta per le ricoverate che non
erano povere e questa cessava nel giorno stesso del
parto.

L‘Ospedale fu soppresso nel 1892 ed alle gestanti


“povere e maritate” venne assegnato un reparto
all’Ospedale di S. Giovanni ove Pio XI aveva
fondato l’Opera della Maternità.
Iniziò la sistemazione della zona dell’Augusteo e
l’Ospedale venne abbattuto, rimase solo la Chiesa.
Ospedale di San Giovanni in Laterano

Certamente vi furono ospedali annessi al Laterano:


si parla di Hospitale sancti Antonii iuxta Lateranum
quale dimora di San Francesco venuto a Roma nel
1210 per chiedere al Papa (Innocenzo III) l’approva-
zione della Regola.
Nel 1348 funzionava una chiesa-ospedale chiamata
S. Angelo, (situata lungo l’attuale Via Merulana, sul
declivio verso la chiesa dei Ss. Pietro e Marcellino)
fondata dalla Compagnia dei Raccomandati di San
Salvatore, formata dalla nobiltà romana.
Ospedale di San Giovanni in Laterano

Un’epidemia di peste, scoppiata in quel periodo,


infatti, aveva spinto la Compagnia dei Raccomandati
ad intraprendere, in assenza della corte pontificia,
i soccorsi con carattere d’urgenza.

Alla fine del XIV secolo inizia la denominazione di


S. Salvatore applicata alla chiesa di S. Angelo e poi
prevale l’eponimo della Compagnia.
Nel 1450 appare una terza denominazione:
ospitale de Santo Janni.
Ospedale di San Giovanni in Laterano
Nel Rinascimento la fabbrica fu estesa lungo la via
che oggi si chiama San Giovanni fino alla piazza
omonima.

Nel 1865 venne istituita una sezione di Maternità


Perché molte donne preferivano partorire in
“case-tuguri” piuttosto che all’ospedale di S. Rocco
criticato e giudicato “immorale” per l’istituzione delle
“Celate”.
Ospedale di San Giacomo in Augusta
Eretto nel 1339 dagli esecutori testamentari
del Cardinale Pietro Colonna (fondatore
della Compagnia dei Raccomandati).
Nel 1451 l’ospedale viene affidato alla con-
fraternita di Santa Maria del Popolo.
All’inizio del XVI secolo diviene ospedale
degli incurabili, per lo più sifilitici (a seguito
delle truppe di Carlo VIII si diffondeva una
terribile malattia di fronte alla quale la me-
dicina dell’epoca era impotente; invano
somministravano olio rosato, trementina,
legno santo.
Ospedale di San Giacomo in Augusta

S. Gaetano Thiene ne fece per molti anni


la sua dimora e San Camillo de’ Lellis vi
prestò servizio d’infermiere ed iniziò proprio
nelle sue corsie l’opera di profondo
rinnovamento del servizio infermieristico.
Theophrastus Bombastus von Hohenheim
detto PARACELSO (1493-1541) si pone
l’interrogativo “di che cosa è costituita la
materia vivente?”
Gli elementi che costituiscono il corpo non
sono più i 4 umori cui corrispondono le
4 qualità, ma piuttosto:
sostanze dotate di principi chimici.
Il corpo è come una fornace alchemica.
Tre elementi lo costituiscono:
MERCURIO –SALE - SOLFO
Le malattie sono generate dall’influsso di 5 enti:
-ens astrale
-ens veneni
-ens naturale
-ens spirituale
-ens Dei
Razionalismo: Empirismo:
alla base di ogni forma di alla base di ogni forma di
conoscenza c’è il ragionamento conoscenza c’è l’esperienza
sensibile

CARTESIO BACONE
CARTESIO: (1596-1650)
alla base della conoscenza pone
“il dubbio” e dà quindi valore
al ragionamento:
chi dubita ragiona e si pone
al di sopra delle sensazioni che
possono essere fallaci.
La base della conoscenza sta
quindi nel ragionamento
BACONE: (1561-1626)
pone l’esperienza, cioè l’insieme delle
sensazioni, alla base di ogni costruzione
filosofica e scientifica.
Egli parte dall’osservazione dei fatti
fornita dalle sensazioni e va verso concetti
sempre più generali
L’impulso al progresso scientifico si ha con:
(1564-1642)

La natura è scritta in lettere matematiche.


I fenomeni naturali sono sempre il risultato di
leggi matematiche.
Se si conosce la legge che regola un
determinato fenomeno questo può essere
riprodotto seguendo la legge.
Il metodo sperimentale quantitativo costituisce il
fondamento di ogni sapere scientifico

Riproduzione sperimentale di un
fenomeno
Merito:

avere introdotto il concetto di quantità nei fenomeni
naturali

misura degli eventi

caldo-freddo sono differenze quantitative dello stesso
fenomeno.
Cannocchiale
STRUMENTI:
Microscopio
(1561-1636)

° Pulsilogio o pulsometro
° Termometro
° Stadera
Accademia dei Lincei
(1603)

Accademia degli Investigati (Napoli)


Accademia degli Inquieti (Bologna)

Accademia del Cimento


(1648)
(1628-1694)


Introduzione ed uso del microscopio costituisce elemento che
incide sul metodo dell’indagine scientifica.

L’anatomia diviene anche anatomia microscopica, inizialmente
solo descrittiva, in seguito, anche funzionale, perché distingue le
cellule non solo in base all’aspetto ma anche secondo le
caratteristiche legate alla loro specifica funzione
Il suo utilizzo permette a Marcello Malpighi di individuare:

Capillari sanguigni del mesentere di rana (1660)


Struttura alveolare dei polmoni (1661)

Corpuscoli rossi del sangue (1665)


Il cuore nella medicina

Il cuore è stato il primo degli
organi interni ad avere una sua
centralità nei popoli primitivi,
segnata dal battito concitato
durante una corsa e dal suo
cessare quando la vita viene
meno.
Il cuore nella medicina

Nella medicina antica ha grande


rilievo:
-Il cuore pulsa e cessa di pulsare
con la morte (cuore=vita)
-La frequenza del battito aumenta
con le emozioni, gli spaventi, lo
sforzo fisico dell’eroe
(cuore=spirito, anima)
-Il cervello è “immobile”: difficile
è la sua associazione con la vita
Per molti secoli si è assistito alla disputa filosofica sorta circa il
ruolo da assegnare nell’organismo a:
 cuore

 sangue

 cervello

Secondo Platone (V-IV sec. a.C.) il corpo si presenta come un’armonica


composizione di parti cui spettano ruoli differenti:
Il cervello è sede dello spirito divino e delle funzioni intellettive, il
cuore, è il centro di partenza di tutte le vene, ma è sottoposto al
controllo del cervello (encefalocentrismo)
Aristotele (IV sec.a.C.) ritiene che:
nel cuore risieda il principio della vita, che
esso sia l’origine del sangue e la fonte di
elaborazione del sangue
(emocardiocentrismo)

Ippocrate (V-IV sec. a.C.)


pur descrivendo in maniera esatta
l’organo cardiaco assegna al cervello
un ruolo fisiologico primario.

Galeno (II sec.d.C.) sostiene una certa


polifunzionalità degli organi.
Galeno spiega la formazione del sangue
attraverso passaggi sequenziali

Bocca stomaco intestino fegato cuore destro cuore sinistro


_____________________________________________________________

Cibo chimo chilo sangue sangue nutritivo nutrimento

Spiega il movimento del sangue grazie alle sue proprietà attrattive


che gli consentono di raggiungere gli organi periferici

Il passaggio dal cuore destro a quello sinistro avviene attraverso foramina


invisibili del setto interventricolare
Il cuore diviene la sede di formazione dello spirito vitale
(sangue + pneuma): ipse dixit

La teoria di Galeno è indiscutibile e fino al XIV-XV


secolo la medicina non si rinnova e la sua dottrina
è ritenuta il massimo della verità.

Bisognerà arrivare al XVII secolo, al metodo


quantitativo di Galileo Galilei, agli esperimenti
di William Harvey che applica questo metodo.
Gli studi anatomici hanno ricevuto un forte impulso dall’opera di Vesalio
De humani corporis fabrica (1543) e dall’aver negato l’esistenza di minu-
tissimi fori che consentono la pervietà del setto interventricolare

La ricerca viene indirizzata ad individuare la via attraverso


la quale il sangue dal sistema arterioso passa a
quello venoso e determinanti sono stati gli studi di:
Ibn al Nafis (1211?-1228),
di Michele Serveto (1509-1603),
di Realdo Colombo (1500?-1559)
e di Andrea Cesalpino (1524-1603),
che hanno posto le basi per la successiva dimostrazione
Ibn al Nafis della circolazione sanguigna ad opera di William Harvey

Andrea Cesalpino
Realdo Colombo
(1578-1657)

Accoglie i suggerimenti derivati dagli studi


di Galileo ed applica il metodo quantitativo
nella misura dei fenomeni.
Egli effettua dissezioni di animali, verifica
il diametro di arterie e vene, misura il volume
del sangue pompato dal cuore sinistro
di un cane (circa 30 litri/ora) e ne deduce
che è impossibile che si possa formare, in un
breve periodo di tempo, una tale quantità di
sangue e, soprattutto, che questa possa
esaurirsi e, contemporaneamente venire
sostituita, sempre nello stesso breve periodo,
da un’identica quantità derivante dal cibo.
L’unica ipotesi ragionevole è quella di
supporre un moto circolare del sangue, dal
cuore sinistro alla periferia e da questa
all’atrio destro e dal ventricolo destro al
polmone e da questo all’atrio sinistro.
Incidendo vasi periferici egli misura il
sangue che ne fuoriesce e trova dati
sperimentali compatibili con il volume del
sangue pompato dal cuore sinistro
Il suo breve trattato Exercitatio anatomica de
motu cordis et sanguinis (pubblicato nel 1628)
suscita moltissime polemiche e violente
opposizioni, ma a supportare la validità della
teoria di Harvey vi è anche l’evoluzione dello
strumentario scientifico
Il Settecento

Nel XVIII secolo assistiamo al:


• desiderio di liberarsi dai dogmatismi dominanti
• europeizzazione della medicina che si diffonde dall’Italia
• grande sviluppo della biologia
• nascita dell’illuminismo

La Terapia

Clisteri, salassi e purganti sono


strumenti d’uso generale per ristabilire
l’equilibrio degli umori espellendo ciò
che si é corrotto;
per il resto è meglio affidarsi alla magna
vis medicatrix naturae.
L’Anatomia La nascita dell’anatomia patologica
sistematica si deve a Giovan Battista
Patologica Morgagni, che correla la sintomatologia
presentata in vita con il quadro anatomo-
patologico osservato post mortem. De
sedibus et causis morborum per
anatomen indagatis (Padova, 1761)
raccoglie in 5 libri 700 casi clinici,
riportando la storia, i sintomi e i segni
presentati dal paziente, l’evoluzione della
malattia fino alla morte e il quadro
anatomo-patologico svelato dall’autopsia.
Trattasi di anatomia macroscopica che
non si avvale di strumentario, ma il fine è
stabilire, attraverso la correlazione
anatomo-clinica, l’eziopatogenesi della
Giovan Battista Morgagni malattia, per favorire la diagnosi di casi
(1682-1771) futuri simili. Correla osservazione clinica (il
sintomo in vita) e osservazione anatomica
(lesione dell’organo rivelata dall’autopsia).
Giovan Battista Morgagni
pur essendo un famoso docente
di anatomia fu fondamentalmente
un clinico.

“Solo chi ha una mentalità di


clinico e non solo di anatomico
può espletare in modo corretto e
sistematico un raffronto tra
l’evoluzione della malattia e le
cause della medesima anche se
indagate solo per via anatomica”

L’anatomia patologica serve come riscontro della storia clinica,


in modo da fornire ammaestramenti per futuri casi simili
BICHAT fonda ogni ragionamento
clinico sull’anatomo-fisiologia e
sull’anatomia patologica, questa,
vista non tanto come lesione di un
organismo, ma piuttosto come
lesione di uno specifico tessuto tra
quelli che compongono l’organo.
Individua nelle membrane e nei
tessuti le unità fondamentali dei
viventi, caratterizzate da specifiche François-Xavier Bichat
proprietà vitali (sensibilità e motilità) (1771-1802)
che presiedono alle funzioni degli
organi.
I tessuti si ammalano
indipendentemente dall’organo:
la malattia è lesione del tessuto
dell’organo: si delinea una sintesi
fra disfunzione tissutale e quadro
clinico.
L’istologia, nuova scienza dei
tessuti, con l’ausilio di una
perfezionata microscopia, che
affina le conoscenze
morfologiche, porta
all’affermazione della teoria
cellulare di Theodor Schwann
(animali, 1839) che pone la
cellula a minimo comun
denominatore di tutti i viventi,
(teoria questa poi ripresa da
Virchow).
Rudolph Virchow modificherà in
maniera rilevante le ricerche sulle
strutture elementari del vivente.
Nella sua opera (Die Cellularpathologie
in ihrer Begründung auf physiologsche und
pathologishce Gewebelehre) (1858)
definisce la cellula come una
struttura biologica elementare.
La patologia cellulare nel suo
fondarsi sull’istologia fisiologica e
patologica, in una visione
estremamente riduzionistica, come
ogni processo vitale è prodotto di
fenomeni cellulari, così la malattia è
alterazione cellulare
(cellula malata, ens morbi).
Rudolph Virchow Dopo di lui la citologia entrerà a far
(1821-1902) parte delle discipline biomediche
fondamentali.
(1818-1865)

Ebbe per primo l’intuizione della vera


origine delle febbri puerperali molto
frequenti in quell’epoca tra le partorienti

Semmelweis dedusse che lavar le mani con


acqua clorata riduceva il tasso di mortalità.
Giunse a questa conclusione con un
ragionamento specifico: passando al vaglio le
possibili cause di mortalità e confutandole man
mano.
Possibili cause di mortalità: tesi Confutazione della tesi
Influenze epidemiche I due reparti di ostetricia sono egualmente esposti; le
(corruzione dell’aria) pazienti che partoriscono in strada mostrano
mortalità <
Sovraffollamento del reparto Il secondo reparto (< mortalità) è più affollato del
primo (> mortalità)
Lesioni eventualmente Le lacerazioni da parto sono ben più gravi; dopo
provocate dagli studenti in visita l’esclusione degli studenti, la mortalità tocca il climax
La vista del sacerdote che porta Il sacerdote viene celato alla vista delle partorienti,
la sacra unzione alle morenti ma la mortalità non scende
genera panico e depressione
Il caso della scoperta:
Semmelweis nota che le
lesioni riscontrate su un collega feritosi in
sala settoria durante un’autopsia sono simili
a quelle che presentano le pazienti

L’intuizione:la sostanza cadaverica provoca


malattia e quindi morte

Sostegno della tesi: se i medici si lavano le


mani con ipoclorito di calcio la mortalità <; il
secondo reparto ha mortalità < perché vi
operano levatrici che non vanno in sala
settoria.
Claude Bernard
(1813–1878)

Fondatore della medicina


sperimentale è il fisiologo
francese Claude Bernard, la cui
opera l’ Introduction a l'étude de
la Médecine Expérimentale
(1865), segna il primato
dell’esperimento come strumento
conoscitivo principe, condotto in
laboratorio.
L’osservazione clinica non basta: bisogna
verificare le ipotesi diagnostiche tramite la
creazione artificiale di stati morbosi,
sugli animali, e misurare e quantificare i
fenomeni vitali.
Il fine: studiare le anomalie strutturali e
funzionali dell’organismo, i meccanismi alla
base del fenomeno morboso:
l’eziologia (causa)
patogenesi (meccanismi con cui le cause
agiscono).
In ogni conoscenza sperimentale
3 momenti:
• osservazione
• comparazione dei dati osservati
• giudizio obiettivo

Il metodo sperimentale non puo’ dare idee nuove e


feconde a coloro che non ne hanno.
Serve solo a indirizzare ed a sviluppare le idee di quelli
che già le hanno.
INTUIZIONE guida la mente
(e’ il primum movens della ricerca scientifica

ESPERIMENTO  accerta e dimostra l’esattezza della


intuizione e la fecondita’ dell’idea

RAGIONAMENTO Contiene in se’ sia il metodo induttivo


SPERIMENTALE che il metodo deduttivo

La condizione necessaria per istituire un esperimento


e’ la completa conoscenza e l’esatta determinazione
delle sue modalita’ affinche’ sia possibile:
la riproduzione dei fenomeni nelle stesse condizioni
Inoltre……

Per perfezionare l’esperimento occorre migliorare l’uso


del metodo
SPERIMENTALE COMPARATIVO
adottando:

• la controprova sperimentale che giudica


l’esattezza del rapporto stabilito tra un dato fenomeno
e la sua causa;

• l’esperimento di controllo che mira a ridurre


una ricerca complessa ad espressioni piu’ semplici,
eliminando tutte le possibili cause d’errore
L’esperimento di controllo deve diventare una regola
generale della medicina sperimentale e deve valere
per ogni tipo di ricerca

Lo sperimentatore deve dubitare della propria intuizione,


cioe’ della propria idea a priori e deve sottoporre le sue
idee al controllo dell’esperimento per verificarne la validita’
e spingere l’indagine fino alla controprova.
(senza la controprova l’indagine sperimentale e’ incompleta)
Claude Bernard con il suo metodo sperimentale
presuppone la costanza dei risultati ottenuti in
identiche situazioni, presuppone cioe’ il…

… determinismo dei fenomeni naturali

(se le condizioni non cambiano non puo’ cambiare il fenomeno;


ma se variano le condizioni deve variare di conseguenza anche
il fenomeno.)

Se i fenomeni vitali non fossero sottoposti alla


legge del determinismo
essi sarebbero regolati da una forza cieca senza leggi,
quindi i fenomeni vitali hanno delle leggi speciali
Il determinismo diventa la base del progresso e della
ricerca scientifica….allora….

come considerare l’eccezione?

Secondo Bernard l’eccezione e’ solo un fenomeno di


cui ignoriamo alcune condizioni …

…. perche’….

se tutte le condizioni dei fenomeni fossero conosciute


non esisterebbero piu’ eccezioni ne’ in medicina ne’
nelle scienze.
L’esperimento del fegato lavato: la scoperta del Glicogeno

Bernard compie studi sul metabolismo, in particolare


identifica la funzione glicogenica del fegato.

Facendo passare in un fegato ancora caldo, subito


dopo la morte dell'animale, una corrente d'acqua fredda
iniettata a forza nei vasi epatici si ripulisce
completamente il tessuto epatico dallo zucchero che
contiene; ma il giorno dopo, ma anche solo qualche ora
dopo, qualora si tenga il fegato ad una temperatura
mite, si trova che il suo tessuto è nuovamente carico di
una grande quantità di zucchero che si è prodotto dopo
il lavaggio...
In seguito Bernard scopre che la produzione di
zucchero nel fegato avviene a partire da una
sostanza cui dà il nome di materia glicogena.

Il solo scopo del mio lavoro è di provare che lo


zucchero che si forma nel fegato non si produce
di colpo nel sangue, ma che la sua presenza è
costantemente preceduta da una materia
speciale, depositata nel tessuto epatico, in grado
di donargli la vita.
Sur le mécanisme de la formation du sucre dans le foie, 1855
Milieu Interieur

Bernard elabora il concetto di:


milieu interieur, “ambiente interno”
del “microcosmo”
l’organismo è in perfetto equilibrio tra ambiente interno
e esterno, un sistema che ristabilisce autonomamente
il proprio bilancio senza interventi esterni.

Malattia = rottura dell’equilibrio omeostatico,


alterazione funzionale, passaggio da uno stato
fisiologico a uno patologico.
una pietra, oggetto inanimato, con l’esposizione a elevate
temperature, si surriscalda, accumula calore, non riuscendo
a disperderlo.

l’organismo vivente, invece, reagisce allo stimolo esterno:


ne è esempio il mantenimento costante della temperatura
corporea attraverso i meccanismi della termolisi - consumo
di calore – e della termogenesi - produzione di calore.
La sudorazione abbassa la temperatura e ristabilisce
l’equilibrio messo in crisi dal calore; il brivido, prodotto
dalla contrazione muscolare, produce calore.
L’organismo agisce come un omeostato, un sistema che si
autoregola.
Per l’animale esistono realmente due ambienti: un ambiente
esterno in cui è collocato l'organismo e un ambiente interno in
cui vivono gli elementi dei tessuti. L'esistenza dell'essere
trascorre non nell'ambiente esterno - aria atmosferica per
l'essere aereo, acqua dolce o salata per l'animale acquatico, -
ma nell’ambiente liquido interno formato dal liquido organico
circolante che circonda e bagna tutti gli elementi anatomici dei
tessuti; è la linfa, o il plasma del sangue, la sua parte liquida,
che negli animali superiori penetra nei tessuti e costituisce
l'insieme di tutti i liquidi interstiziali, espressione di tutte le
nutrizioni locali, fonte e affluente di tutti gli scambi elementari.
Un organismo complesso deve essere considerato come
un'unione di esseri semplici, gli elementi anatomici, che vivono
nell’ambiente liquido interno.
Come si puo’ conoscere questo ambiente interno
dell’organismo, tanto complesso negli uomini e
negli animali superiori?

Per conoscere l’ambiente interno dell’organismo


si deve penetrare per mezzo dell’esperimento
effettuato sul vivente.
Per analizzare i fenomeni della vita e’ necessario
quindi penetrare nell’organismo vivente per mezzo
della vivisezione
La vivisezione deve essere
considerata come un metodo
analitico di ricerca sul vivente.

Tutti gli animali possono essere


utilizzati per la vivisezione
poiche’…
anche se i meccanismi delle
manifestazioni vitali sono
assai differenti, le stesse proprieta’ e
le stesse lesioni producono in tutti gli
stessi effetti.
La medicina scientifica di C. Bernard individua
spiegazioni causali, sul modello delle scienze
fisiche:

una causa per ogni malattia.

La ricerca della causa univoca delle malattie infettive


porto’ allo sviluppo della batteriologia.
Furono messi a punto metodi di coltivazione dei batteri:
in terreni liquidi  Pasteur
in terreni solidi  Koch
Alexandre Yersin scopre il batterio della
peste “Yersinia pestis”
Robert Koch il bacillo della tubercolosi
(bacillo di Koch) e il vibrione colerico,
identificando nell’acqua contaminata il
veicolo dell’infezione
 Friedrich A. J. Löeffler (1852-1915) il
bacillo della difterite (bacillo di Löeffler)
Corynebacterium diphtheriae
PESTILENZE

Con la parola
“PESTILENZA” o “MORIA”
si indicava qualunque genere di malattia epidemica che si
diffondeva rapidamente:
PESTE
MALARIA
VAIOLO
LEBBRA
SCORBUTO

Opinione diffusa:
dal terreno si sviluppavano dei vapori nocivi chiamati “MIASMI”
che andavano ad invadere l’aria.
Nell’aria sono presenti questi “MIASMI” che contengono veleno
perstilenziale.
Vi è quindi un’aria “inquinata” o meglio un’aria “in disequilibrio”
GENERAZIONE SPONTANEA
Si riteneva il corpo formato da:
•ossa
•carne
•muscoli
•tendini
•arterie
•vene
•nervi
•parenchima (specie di coagulo del sangue che sosteneva e
difendeva la rete vascolare)
•umori (bile gialla, bile nera, sangue, flegma)

MALATTIA: squilibrio degli umori


RIMEDI: clisteri, emetici, purghe, diuretici, applicazione di
sanguisughe, salassi per incisione

Le malattie epidemiche come potevano insorgere e


provocare su intere popolazioni gli stessi squilibri ??
2 Concezioni:
CORRUZIONE dell’ARIA
GENERAZIONE SPONTANEA
Per effetto di una particolare congiunzione degli astri
l’aria di una determinata zona si CORROMPEVA
ossia si ammalava essa stessa, cioè si SQUILIBRAVA
e trasmetteva così lo SQUILIBRIO, ovvero la MALATTIA, a quanti
la respirassero.
La corruzione dell’aria generava la corruzione degli umori in chi la
respirasse:
dalla corruzione degli umori potevano nascere degli
ESSERI VIVENTI
(ad esempio i vermi intestinali) quindi si aveva una
GENERAZIONE SPONTANEA.
Gli esseri nascevano spontaneamente dalla materia per effetto del
suo contatto con l’aria o per i processi di fermentazione e
putrefazione.
Partecipavano alla generazione spontanea gli influssi degli astri
perché da questi venivano determinate le diverse condizioni
dell’aria.
(Primi dubbi)

L’epidemia di sifilide mise in discussione queste teorie e determinò


i primi segni di frattura.
Questo tragico evento fu uno stimolo enorme: poneva una serie di
assillanti problemi.
Si riconobbe ben presto la natura venerea della malattia e se ne
identificò l’origine contagiosa.
Sul concetto di CONTAGIO nessuno aveva le idee chiare, ma solo
un sospetto, un’ipotesi.
Scoperta dell’America:
sconvolgimento sanitario nel mondo attraverso lo scambio
transoceanico di agenti infettivi.

Europa → importa la SIFILIDE


→ esporta: Vaiolo
Lebbra
Tifo
Morbillo
Tubercolosi
(probabilmente la Malaria)
LA PESTE

Dal 1350 al 1670 l’Europa occidentale conosce una serie


quasi ininterrotta di epidemie.

Colpisce le campagne e le città, con mortalità altissima, per


poi declinare a partire dal XVII secolo.
Le guerre hanno ampiamente contribuito alla diffusione
della peste.

La peste non è una malattia propria dell’uomo, ma piuttosto


dei roditori che poi la trasmettono all’uomo.

Declino della malattia: ipotesi


 misure sanitarie
 l’uso del sapone e l’abitudine di spogliarsi per
dormire avrebbero frenato la moltiplicazione
della pulce
 miglioramento dei metodi di produzione e,
quindi, maggiore utilizzo dell’arsenico
LA SIFILIDE

Compare a Napoli nel 1494 nell’esercito di Carlo VIII.


Diffusione straordinariamente rapida.

Non vi è febbre ma dolori intensi, articolari e ossei; il suo carattere


venereo venne presto riconosciuto e furono quindi i rapporti
sessuali a diventare oggetto di profilassi.

Consigli pratici:
 diffidare delle prostitute
 procedere ad una minuziosa pulizia dopo i rapporti
 se compare un’ulcerazione trattarla al più presto
 differenziare gli strumenti (ai barbieri, ad esempio,
si consigliava di utilizzare strumenti diversi per i
sani e per i malati)

Misure collettive:
 espulsione dei malati di sifilide stranieri dalle città.
GIROLAMO FRACASTORO
(1478-1553)
Partendo dall’idea dell’origine della Malattia da contagio riuscì a
costruire una solida
“TEORIA del CONTAGIO”

Intuì la presenza di “VEICOLI” che chiamò “FOMITI”, i quali,


essendo stati a contatto con il malato, potevano trasmettere la
malattia indipendentemente dal fatto che ci fosse stato un contatto
diretto tra malato e sano.
Concepì l’idea rivoluzionaria che la malattia fosse causata dalla
presenza di
ANIMALETTI PICCOLISSIMI
tanto da essere invisibili ad occhio nudo.
Questi possono passare dal corpo del malato a quello del sano in
seguito ad un contatto diretto oppure attraverso un “veicolo” sul
quale essi si fossero in precedenza trasferiti dal corpo di un malato
(esempio: abiti del malato di sifilide i quali facevano ammalare di
sifilide le lavandaie che eseguivano il bucato)
Questi “animaletti”, penetrati nel sangue attraverso
screpolature o ferite anche minime, avevano la capacità di
riprodursi tanto rapidamente ed in numero così alto da
impedire al sangue di controbatterne lo sviluppo e la
moltiplicazione.
FRACASTORO espone la sua teoria nell’opera:
“Sul contagio e sulle malattie contagiose” (1546)
nella quale studia la maggior parte delle malattie epidemiche
(peste, sifilide, tifo petecchiale)

TEORIA DEL CONTAGIO


3 tipi:
 diretto
 veicoli
 aria (che in questo caso funge da veicolo)
Le intuizioni di Fracastoro non poterono trovare la conferma
sperimentale sia perché il concetto di esperimento si
affermerà circa mezzo secolo dopo, sia per la mancanza del
principale strumento da utilizzare: il microscopio.
SUPERAMENTO della TEORIA
della
GENERAZIONE SPONTANEA

Le malattie epidemiche sono generate da effluvi nocivi dei quali il


vapor acqueo è il veicolo, l’aria il mezzo di diffusione (Teoria che
risaliva ad Aristotele)
Già FRANCESCO REDI (1626-1697)
Aveva dimostrato che non nascono mosche dalla carne in
putrefazione se si impedisce il contatto con altre mosche che vi
vanno a deporre uova
e LAZZARO SPALLANZANI (1729-1799)
aveva dimostrato l’infondatezza della generazione spontanea degli
“ANIMALI INFUSORI”.
Venivano definiti “infusori” esseri viventi unicellulari microscopici
(più propriamente detti PROTOZOI) presenti nell’acqua piovana e negli
infusi di sostanze vegetali ed animali.
Spallanzani versò un po’ di queste acque in alcune fiasche di vetro a
collo lungo, chiuse ermeticamente, pose sulla fiamma e fece bollire a
lungo.
Osservando il liquido al microscopio non notò mai forme di vita.
EDWARD JENNER (1749-1823)
Come medico di campagna aveva
notato che i mungitori delle vacche
andavano spesso incontro ad
eruzioni delle mani, simili al vaiolo,
trasmesse dalle mammelle delle
vacche stesse affette da una
malattia denominata COW-POX
(ovvero vaiolo delle mucche)
Jenner scoprì che coloro che erano
stati affetti dal cow-pox erano immuni
dal vaiolo umano.

Si accorse anche che occorreva un po’


di tempo prima che l’uomo acquistasse
la refrattarietà alla malattia del vaiolo.

Per dimostrare questo vaccinò un


bambino con pus tolto dalla pustola di
una contadina affetta da vaiolo vaccino.
Dopo qualche giorno Jenner inoculò il
pus tolto da pustole vaiolose umane ed
il “vero vaiolo” non attecchì
Nell’ OTTOCENTO
Viva polemica tra chi riteneva le malattie epidemiche generate da
effluvi nocivi dei quali il vapor acqueo era il veicolo e l’aria il mezzo di
diffusione:
 EPIDEMISTI
e chi propendeva in favore della trasmissione interumana di agenti
patogeni vivi :
 CONTAGIONISTI

Polemica che si accese ancora di più dopo l’evidenziazione di


microrganismi presenti nei processi di fermentazione e la cui
somiglianza con l’infezione era stata ammessa da tempo.
Questa conflittualità rimase aperta fino a quando
LOUIS PASTEUR
non riuscì a stabilire un rapporto costante di causa-effetto tra:
MICROBI e MALATTIE
PASTEUR di fatto era rimasto impressionato dagli studi condotti
da Jenner e si propose di scoprire un mezzo per proteggere sia gli
uomini che gli animali dalle infezioni.
Orientò le sue ricerche alla IMMUNIZZAZIONE contro alcune
malattie infettive delle quali era possibile coltivare gli agenti specifici.
(1822-1895)

Partito dagli studi sulla fermentazione,


Pasteur dimostrò l’insufficienza delle
spiegazioni chimiche allora in voga,
individuando l’azione decisiva dei
microrganismi dei quali dimostrò
l’origine esterna, confutando l’idea
aristotelica della generazione
spontanea, già messa in dubbio nel
Seicento da Redi-Bonomo-Cestoni.
La fermentazione era opera di
molecole organiche ‘fermenti’ (futuri
enzimi) prodotti da microorganismi: da
questo studio, Pasteur derivò la teoria
batterica della patogenesi.
(Pasteur)
Il caso gli venne incontro aiutandolo:
nel 1879 stava conducendo esperimenti sul COLERA dei POLLI,
dovette improvvisamente sospendere il suo lavoro per qualche tempo,
mise da parte la coltura dei germi che stava usando.
Quelle colture rimaste abbandonate per un poco di tempo subirono un
processo di “invecchiamento”.
Quando riprese i suoi esperimenti Pasteur utilizzò quelle colture
abbandonate e notò con sorpresa che l’inoculazione di questo
materiale non provocava alcuna alterazione nello stato di salute dei
polli.
Sorpresa ancora maggiore ebbe dopo poco tempo, in occasione di
un’epidemia di colera di polli.
Notò che i polli inoculati con colture recenti, oggetto dei suoi
esperimenti, morivano quasi tutti, mentre quelli inoculati con le colture
vecchie, a suo tempo abbandonate, rimanevano in vita.
Si evidenziò il PRINCIPIO della IMMUNIZZAZIONE
Immunizzazione: provocare nell’organismo sano lo sviluppo di una
sostanza (quid) atta a proteggerlo da una eventuale futura infezione
provocata dallo stesso agente patogeno precedentemente inoculato in
forma attenuata (invecchiamento).
(Pasteur)
Riuscì a stabilire un rapporto costante di

CAUSA <--------------> EFFETTO


Tra
MICROBI <----------------> MALATTIE

La “FERMENTAZIONE” e la “PUTREFAZIONE”
sono
“PROCESSI VITALI”
dovuti a
“ESSERI ORGANIZZATI”
Questi “esseri organizzati” presenti in gran parte nell’aria, si
depositano su sostanze dove trovano condizioni favorevoli al loro
sviluppo.
Di conseguenza negazione decisa della “generazione spontanea” dei
germi responsabili dei processi di fermentazione e putrefazione
Se i microrganismi sono responsabili di processi quali la
fermentazione e la putrefazione è giusto ritenere che ad essi siano da
collegare alcune malattie degli animali e dell’uomo.
(Pasteur)
Numerose furono le scoperte effettuate da Pasteur
grazie proprio alla sua impeccabile metodologia
Grande valore da attribuire a:
 ricerca dell’errore che si può
presentare in ogni momento
dell’esperimento
 il caso per chi è pronto ad
afferrarlo
Importante punto della sua metodologia la

FALSIFICAZIONE
continua delle sue e delle altrui ricerche.

Importanti i suoi studi sulla fermentazione della


birra, del latte, del vino e dell’acido butirrico.
Furono punti di partenza delle sue scoperte che
diedero la possibilità di allestire terreni di coltura e
portare contributi importanti al processo di
produzione delle malattie infettive in rapporto a
fenomeni fermentativi.
(1843-1910)
Nel laboratorio della sua casa inizio’ a
compiere studi sul carbonchio.
In seguito si dedico’ allo studio dei
microrganismi che causavano le infezioni delle
ferite.
Nel 1882 porto’ a termine la scoperta del
BACILLO della TUBERCOLOSI

Questa scoperta ha permesso di individuare


una serie di notizie epidemiologiche, di
documentare la contagiosita’ della malattia e
ha permesso a Koch di produrre una sostanza
derivante dal bacillo tubercolare:
la tubercolina
Che non e’ stata utilizzata come vaccino m per
valutare la reattivita’ allergica all’infezione
tubercolare.
I Postulati di Koch
Come stabilire che un microrganismo e’
l’unica causa di una malattia ?

deve essere osservato in tutti i casi della


malattia;
deve essere isolato e coltivato in coltura
pura;
inoculato in animale da esperimento deve
riprodurre, in tutto o in parte, la malattia;

dall’animale infetto deve essere possibile


isolare nuovamente il microrganismo.

Limiti: “tutto è germe”, quando la malattia è


Nobel per la medicina nel 1905 multifattoriale: concause: tenore di vita, igiene,
alimentazione, predisposizione.
L’Ospedale alla fine dell’800

Nell’800 l’ospedale diviene il luogo dove la malattia
può essere mostrata agli studenti durante le visite in
corsia, anche l’obitorio dell’ospedale può essere perfetto
per il tirocinio degli studenti e per compiere ricerche
mediche.

Vengono fondati molti ospedali specializzati: il legame
con l’ospedale diviene un elemento di autorità
professionale.

Anche l’assistenza infermieristica si fa più
professionale (Florence Nightingale – guerra di
Crimea,1853-56)
Evoluzione dell’Ospedale

Da rifugio per poveri l’ospedale di è ormai trasformato in un
apparato organizzato per la cura e la salvezza dei malati gravi.


Semmelweis

Lister
Joseph Lister (1827-1912)

Lister,che operava nell’Ospedale di Glasgow, aveva
notato che le fratture semplici guarivano senza
complicazioni, mentre quelle accompagnate da lesioni
erano spesso seguite da suppurazioni di gangrena con
conseguente morte del paziente; parimenti aveva
osservato che spesso le ferite chirurgiche si infettavano
e la sepsi (infezione) ostacolava il processo di
guarigione; inoltre l’esposizione all’aria favoriva la
formazione di pus.

Principio: aria piena di germi, da
questa derivava la causa delle
infezioni delle ferite chirurgiche,
quindi bisognava difendersi da
quest’aria che fungeva da agente di
infezioni.

Rimedio: una specie di
nebulizzatore (il celebre spray) con
il quale spandeva ovunque acido
fenico;ma questo aveva dei difetti:
tossicità, irritazione prodotta sulla
cute, volatilità, odore sgradevole.
Antisepsi - Asepsi

Sia l’antisepsi che l’asepsi (sterilizzazione dei ferri
chirurgici al calore secco o mediante ebollizione)
comportavano l’osservanza di un rigoroso insieme di
regole che contribuirono a trasformare la chirurgia in un
lavoro di équipe.

Resero possibile un’elaborazione più sistematica e un
affinamento delle tecniche, fino ad allora piuttosto
rozze, di sutura (ad esempio la possibilità di eseguire
suture intestinali).
Microbiologia

La microbiologia è stata fondamentale per lo sviluppo
della MEDICINA TROPICALE.
Patrick Manson nel 1886 dimostrò che l’elefantiasi
(malattia cronica deformante caratterizzata dall’intenso
gonfiore dei genitali e degli arti) era causata da un
parassita:la filaria, e che si diffondeva per mezzo delle
punture di zanzara.
(Per la 1^ volta un insetto venne identificato come
vettore)

In seguito si scoprì che:
La schistosomiasi era provocata da un verme (la bilharzia);
La dissenteria tropicale da una ameba;
La malattia del sonno da un trypanosoma;
La malaria da un protozoo (un plasmodium)
Concetto di antibiosi
Questo come concetto non è del tutto nuovo:
nella storia della medicina era già stato empiricamente ed
incosciamente concepito ed attuato per mezzo della
stercoterapia così tanto diffusa ed usata come medicamento
(c’era un’azione topica nello sterco di vari animali dovuta
all’abbondante flora intestinale), oppure l’applicazione di
muffe sulle ferite.
Alexander Fleming (1881-1955)

Durante i suoi esperimenti (effettuati
nel 1928) notò che una colonia di muffa
verde aveva inquinato, in laboratorio,
una cultura di strafilococco e che intorno
alla muffa si notava un alone trasparente
che era esente da colonie di
strafilococchi; questo Penicillum
notatum era in grado di distruggere
colonie di strafilocochi.
Fleming affermò che la sostanza estratta dalla muffa era
un germicida che non danneggiava i leucociti e che,
inoltre, non era nociva agli animali.
Sperimentò la penicillina come antisettico locale in
alcuni casi di infezione ma la penicillina inizialmente
suscitò scarso interesse proprio perchè in precedenza
altri studiosi avevano estratto agenti antibatterici dalle
muffe.
Vincenzo Tiberio (1869-1915) provò l’estratto di muffe
in diverse infezioni stabilendo una vera scala
antibiotica.
Cambiamenti nell’organizzazione sanitaria
-Compare una politica sanitaria da parte delle pubbliche
autorita’ (gia’ nel 1802 vengono emanate disposizioni per la protezione
dei lavoratori).
-Sorgono le societa’ di mutuo soccorso su base volontaria
che danno sussidi in caso di malattie, infortuni, morte.
-Rafforzamento delle norme igieniche ancora prima che
si scoprano le cause di alcune malattie infettive.
-Disciplina dell’uso dei farmaci con emanazione delle
Farmacopee Ufficiali Nazionali.
-Viene avviata una riorganizzazione, su base pubblica,
delle istituzioni ospedaliere e degli ospedali universitari:

l’ospedale diviene luogo d’incontro del sapere teorico e delle


conoscenze pratiche, con un ruolo sempre piu’ essenziale svolto
dai gabinetti d’analisi per la diagnostica.
-Nell’organizzazione ospedaliera si avverte la necessita’
di istituzionalizzare una funzione complementare alla
attivita’ medica: nasce la funzione infermieristica
(con Florence Nightingale)
-Riorganizzazione del piano di studi per conseguire la
laurea in medicina

Oltre tutti questi cambiamenti c’e’ da ricordare che stanno migliorando


le condizioni di vita di larghi strati di popolazione: si attenua cosi’
l’incidenza di alcune malattie (comprese quelle infettive), mentre au-
menta il peso di alcune malattie connesse con l’allungamento della vi-
ta (malattie degenerative e malattie tumorali).

Branca essenziale della medicina diviene la semeiotica


non solo fisica ma anche strumentale.
CAMBIAMENTI
- Il baricentro di sposta dalla osservazione clinica (corsia)
alla patologia sperimentale (laboratorio e stabulario)
- Ci si avvale della strumentazione che permette di amplifica-
re i segni delle malattie e di definirne di nuovi aprendo pos-
sibilita’ di diagnosi.
- In terapia si afferma la tendenza a sostituire i preparati empi-
rici, selezionati dall’esperienza, con principi attivi, purificati
in laboratorio e che hanno una efficacia verificata mediante
sperimentazione clinica controllata.
- E’ possibile la verifica in breve tempo dei risultati delle ricer-
che perche’ congressi e ricerche scientifiche consentono la
rapidita’ e la certezza degli scambi di esperienze scientifiche
e di originali osservazioni cliniche e la possibilita’ di verificar-
le e confutarle.
Malattia come Mancanza di Qualcosa
La scoperta delle vitamine e del loro ruolo di co-
fattori esogeni indispensabili a processi metabolici ha
portato alla definizione del concetto di ‘patologia
carenziale’.
Beri-beri → (polineurite associata a insufficienza
cardiaca) è una patologia carenziale dovuta all’assenza
nella dieta di un fattore presente nella pula del riso, la
‘tiamina’, isolata dal biochimico ebreo polacco
Kazimierz Funk nel 1911. In principio, mancando il
concetto di malattia carenziale, si pensò a un’origine
tossica: tossine formatesi nell’intestino dal riso brillato,
in seguito neutralizzate dalla tiamina.
Funk coniò allora il termine vitamina, ‘amina della
Kazimierz Funk vita’, per la presenza nella molecola di un gruppo
(1884-1967) aminico, e elaborò il concetto di avitaminosi ‘mancanza
di vitamina’ → beri-beri, pellagra, scorbuto, rachitismo.
Secolo XX

Prima metà:sviluppo massiccio delle conoscenze biochimiche;


Seconda metà: medicina molecolare;


Scoperta del DNA (Watson e Crick nel 1953)



Medicina molecolare
La riconduzione della produzione delle molecole al
codice genetico e all’acido desossiribonucleico
(DNA), cioè al programma scritto anch’esso su
molecole e memorizzato in ogni cellula, segna
l’ingresso della biologia molecolare strutturale e
funzionale nella medicina.
La tecnologia, sia per la disponibilità di nuovi e raffinati
strumenti diagnostici, sia per la possibilità di
assistenza al malato, porta ad altre importanti
innovazioni:
- chirurgia “sostitutiva” di organi malati con i trapianti.
Medicina sperimentale

È probabilistica!

È scienza applicata (tendente al vero, ma comunque fallibile) e
probabilistica tanto nella procedura diagnostica quanto nella
terapia (esperienza ed esperimento riducono l’errore ma non lo
annullano)

La MEDICINA MOLECOLARE in alcuni casi è certa

La medicina diviene predittiva assoluta.
Modelli Patogenetici (I)
° Medicina pre-classica → concezione ontologica di malattia =
entità esterna, dotata di propria vita, che colpisce l’uomo per
volontà divina, come punizione per una colpa.


Medicina ippocratica → malattia=discrasia umorale


Galeno → malattia=lesione della funzione dell’organo (functio
laesa)


Cristianesimo → malattia non più colpa, ma contatto con Dio: il
malato è ad un tempo il Cristo sofferente, il debole, il farmaco…
quindi … malattia=ponte verso Dio


Paracelso → malattia = squilibrio di principi chimici
(+ influsso di enti)
Modelli Patogenetici (II)


Morgagni → malattia=lesione dell’organo


Bichat → malattia = lesione del tessuto dell’organo


Virchow → malattia = alterazione cellulare


Bernard → malattia = alterazione di uno stato funzionale


Batteriologia → tutto è germe, a prescindere dall’organismo
ospitante
Modelli Patogenetici (III)
• Garrod, 1902 → attività ridotta di un enzima: concetto di
‘patologia congenita del metabolismo’, elaborato studiando
l’alcaptonuria e la fenilchetonuria: malattie che originano
dall’assenza di due enzimi che governano due passaggi dello
stesso processo catabolico

• Funk, 1911 → patologia carenziale, da avitaminosi


Pauling (1949) → alterazione funzionale della molecola
(dell’emoglobina, nell’anemia falciforme)


Biologia molecolare → DNA: Watson e Crick,
Modelli Patogenetici (IV)

“Nature” 1953 → malattia = alterazione genetica che modifica
la sintesi proteica e altera il metabolismo


Oggi → disease → malattia oggettivabile (deviazione dal
normale funzionamento di un organo o sistema del corpo, con
comparsa di segni); sickness → sensazione soggettiva di
malessere ≡ deviazione della percezione dello stato di salute, cui
non necessariamente ≡ la comparsa di segni; illness → concetto
mediano, percezione da parte della comunità


OMS → salute: “il conseguimento di un benessere fisico,
sociale e psicologico” connesso alla qualità della vita