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STORIA DELLA CONGREGAZIONE

di Maria SS. dell' Aspettazione al Parto sotto il titolo delle Signore Dame

del Giardinello al Ponticello

"GIARDINELLO

Lo storico Gioacchino di Marzo in "Opere storiche inedite sulla citt di


Palermo" - 1837 - denomina la comunit della Cappella delle Dame,
semplicemente "GIARDINELLO" e cos la descrive:
"Congregazione secreta di dame, con oratorio in essa, che sotto il
titolo: Espettazione del Parto della Vergine". Sta nella contrada del
Ponticello nella strada detta di Casa Professa, e dal 1595 deriva la
sua fondazione. La nobil forma e fervore di congregazione che vi
osserva oggigiorno la nobile consororit, la riconosce dallo zelo e
gloriosa opera della fu serva di Dio Lionora Ruffo ed Oneto,
principessa di San Lorenzo, nel 1733"....
... "Fiorisce con molta frequenza di dame, che vi si uniscono una
volta al mese per meditarvi la buona morte, non ch in quaresima
per gli esercizi spirituali, e nella novena di Natale.
Trenta anni dopo, in un atto ufficiale del Consiglio Provinciale di
Palermo, leggiamo di una donazione data alla:
"Consororit" di Maria SS. dell' Aspettazione del Parto detta del
Giardinello al Ponticello

DENOMINAZIONI E STORIA

"Consororit"
Quando la "denominazione" assurge a luogo della
memoria e si intesse di testimonianze storiche , dischiude
straordinari scenari che le quinte del tempo custodiscono
oltre le trasformazioni delle opere dell'uomo.
Il termine "consororit" ci colpisce... forse svela
l'identificazione storica della struttura di tipo
monacale che le Dame, sposate e nubili, si erano date ,
pur senza rinunciare ai loro ruoli di appartenenza. Inoltre
gi dal 1608 le Dame, per svolgere la loro missione, erano
coadiuvate da alcune suore del vicino convento
dell'Origlione.

Ma il nostro approccio alla storia della Congregazione


si focalizza spontaneamente su questa ultima
nominazione che la identifica: " del Giardinello al
Ponticello" .
Ci attrae innanzitutto la doppia espressione
vezzeggiativa : "ponticello" e"giardinello", intrisa di
un'aura di giocosa affettivit, che ci evoca la
missione di quel luogo: l'accoglienza, la cura
e l'apertura alle nuove vite. ...
- Quasi sentiamo il cicaleccio dei piccolini
accompagnati dalle mamme in visita alle buone
Dame che hanno cucito con amore il loro primo
corredino !-

Ma veniamo al perdurare di questa


definizione e ci chiediamo: perch "
giardinello e ponticello?"..
Un documento del 1636 ci viene in aiuto :
qui si parla di una concessione di acqua
gratuita per inaffiare il Giardinello delle Dame
dell'Aspettazione.
La presenza del giardinello dunque
accertata dalle origini!
.

Il Giardinello ancora
oggi esistente e ci
accoglie davanti
l'ingresso laterale
dell'oratorio con
un'allegra sinfonia di
forme, aromi e colori.

Come un piccolo "Hortus conclusus",


racchiuso da alte mura.
Vi dimorano un altissimo albero di alloro , un
fico, un nespolo, un pesco, un albero di
limone, due variet di gelsomino, una pianta di
glicine e poi rose rampicanti e tanti papiri.
In primavera inebriano laria, con la loro
esuberante fioritura, il grande cespuglio di
zagara regina, lalbero di pesco e quello di
arance amare con cui le Dame preparano
ritualmente una squisita marmellata

Ma la traccia o la memoria pi antica dell'origine


dell'Oratorio delle Dame conservata nell'Oratorio
stesso, sulla predella maiolicata dell'altare maggiore.
Qui rappresentata una piccola, spoglia
chiesetta, addossata ad un ponticello sotto il
quale scorre l'acqua di un fiume.
Era la chiesetta usata in origine, come cappella
devozionale, dalle suore dell'Origlione che avevano
nei pressi il loro Convento e il fiumicello era il Kemonia.

Nel cuore della citt antica, il Kemonia e il


Papireto, abbracciavano i due lati del nucleo
urbano della primitiva "Panormus".
Adagiata su unaltura in dolce declivio verso la
marina , adornata da una corona di
montagne, Panormus , la citt "tutto
porto", era una visione fantastica per chi
proveniva dal mare ed era prediletta dai
naviganti che risalivano - dentro l'insenatura del
porto antico - il largo e calmo estuario del
fiume Papireto deliziandosi della sicurezza e
facilit dell'approdo.

Il piccolo fiume Kemonia, detto anche


"Fiume del mal tempo", era invece
turbolento : nei mesi invernali le sue acque
si ingrossavano fino a diventare un torrente
e, dopo la disastrosa innondazione
dell'anno 1557, venne deviato fuori delle
mura della citt e il suo alveo, in seguito,
interrrato.
Il ponticello sul Kemonia , che aveva avuta
una sua storia cos importante per essere
punto nevralgico di relazione fra i
sobborghi e la citt antica, anche quando
non ebbe pi ragion d'essere, non fu
dimenticato e rimase denominazione
distintiva del luogo ove poi sorse l'oratorio
della Congregazione.

Archivio della Congregazione del Giardinello


Dopo la sua fondazione, la storia della Congregazione
del Giardinello rimane a noi sconosciuta per quasi un
secolo, perch, la documentazione di quegli anni di vita
andata dispersa.
I primi documenti dell'archivio delle Dame risalgono alla
fine del 600.
E oggi vi possiamo attingere solo grazie alle recenti
ricerche svolte da Raffaella Riva Sanseverino e Angheli
Zalapi, le due studiose che hanno curato la
pubblicazione della prima ricchissima monografia sull
Oratorio delle Dame al Giardinello.

Contengono fascicoli riguardanti


le cariche delle Dame e alcuni libriccini
di preghiere predisposti dalla Superiora
di allora, Anna Lanza, principessa di
Buonfornello e Bellacera, che attese
anche alle importanti trasformazioni
architettoniche e decorative
dell'Oratorio.
Infatti era un compito della
Superiora promuoverne le opere di
restauro e di decoro artistico.

Lo abbellirono puntualmente - anche autotassandosi -,


e, grazie al contributo di artisti prestigiosi e
qualificate maestranze, lo portarono al massimo splendore , cos
come oggi ci appare:
uno straordinario scrigno di barocco siciliano.
Sappiamo che facevano parte della Congregazione nobildonne
palermitane dei pi illustri casati.
Dallelenco delle cariche, dal Seicento ad oggi, emergono i
nomi pi prestigiosi della nobilt isolana:
dalla Principessa di Bonfornello alla Principessa di Butera,
dalla Principessa di Rosolini alla Principessa di Cerami,
dalla Principessa Lanza alla Marchesa dellAlimena,
dalla Duchessa di Camastra a Donna Anna Maria Patern ed
Alliata.

Durante la monarchia sabauda tale Carica fu retta


prestigiosamente anche da alcune regine: Margherita di
Savoia ed Elena Petrovic di Montenegro.

Regina Margherita di Savoia

Regina Elena di Montenegro

Le Dame erano guidate da una Superiora e due


congiunte ( di "man destra" e "man sinistra" ) un tempo
selezionate tra coloro che avevano quattro quarti di
nobilt; un ruolo di particolare rilievo doveva spettare alla
Tesoriera.
Nellelenco delle cariche del 1697 e dai libri di preghiera
del 1699, quando la Superiora era Donna Anna Bellacera
e Giglio Principessa di Bonfornello, si nominano altri ruoli
secondari, facenti parte del consiglio direttivo:
una Segretaria, una Capo coro, le coriste, la maestra di
cerimonie

E sui compiti della Segretaria, nei documenti si


legge:
La Secretaria oltre la fedelt e buoni costumi,
deve sapere legere, e scrivere, perch ella
deve legere in Congregazione le lezioni
spirituali e tutte quelle cose che dalla superiora
le saranno ordinate. Deve ancho scrivere tutte
le cose, che bisogneranno in Congregatione
ed habbj cura di tenere ordinatj scritti in una
tabella appesa nellOratorio li nomi di tutte le
sorelle

Esse si riunivano ogni venerd per le pratiche di culto, sotto


lassistenza di un ecclesiastico - che, tradizionalmente,
era un Gesuita della vicina Casa Professa.
Una volta al mese per meditare la buona morte, a Pasqua
per gli esercizi spirituali e a Natale per la novena.
Sono gli anni della Controriforma cattolica, anni in cui i gesuiti
sono il braccio armato della censura che porta alle
scomuniche e spesso anche alle condanne a morte, ma in
un piccolo anfratto della citt di Palermo, gesuiti
e Nobildonne sono , invece, stretti in un sodalizio di opere
caritatevoli in sostegno della vita.

CASA PROFESSA

Dallavvento della Repubblica ritroviamo , nella carica di


Superiora, altre nobili dame :
da Carolina Valguarnera, duchessa della Verdura,
a Maria Giulia de Spuches, duchessa di Santo Stefano
Notarbatolo, alla contessa Maria Felice Boscogrande Riva
Sanseverino sino allattuale Superiora Agata Orlando Riva
Sanseverino.
La Congregazione, dedicata fin dalle origini alla "Madonna dell'
Aspettazione del Parto", raffigurata nella pala dell'altare , ebbe
la finalit precipua di soccorrere e assistere le partorienti in
condizioni di povert, tradizione perpetuata fino ai nostri giorni
grazie ad una ininterrotta attivit, che si esplica in sostanza
come aiuto alla vita.
.

Maria SS. dell' Aspettazione al Parto

Le Dame piu' anziane raccontano di un


piccolo quadro , raffigurante l'immagine
miracolosa della Madonna del Parto, che
veniva portato via via presso ogni
partoriente per proteggerla al momento
della nascita del suo bambino.
A Pasqua e nella prossimit del Natale, il 18
dicembre, per la ricorrenza della Festa della
Madonna del Parto, vengono distribuiti alle
mamme "i canestri" con i corredini per i loro
neonati, realizzati con grande cura e
passione dalle consorelle e benedetti dal
Vescovo durante la celebrazione.

Meditazione
sulla festa dell'Aspettazione del parto
della Beata Vergine Maria.

La festa dell'Aspettazione del parto


attinge ad una tradizione centenaria , istituita nella
spagna visigota, a memoria dell'evento miracoloso
della notte del 18 dicembre 665 quando S. Ildefonso da
Toledo ricevette la veste dalla Madonna :
"Recatosi in Chiesa per pregare, vide la Vergine
Maria, avvolta in una luce abbagliante, seduta sulla
cattedra del vescovo e circondata da un coro di
vergini che intonavano canti celestiali. La Vergine si
rivolse cos ad Ildefonso:
Tu sei il mio cappellano e notaio fedele. Ricevi questa
candida veste che ti ho recato dal tesoro del mio divin
figlio, perch tu ne usi nei tuoi uffici pontificali. "

Ildefonso viene gridato santo


da subito, dai fedeli del culto
mariano della Spagna cattolica.
Il suo nome sar per sempre
legato alla Beata Vergine Maria
e il dono della veste casula immortalato nei dipinti dei grandi
maestri del siglo de oro , da El
Greco a Velzquez, a Murillo.

L'evento straordinario ratificato, nel 1700,


da Papa Lambertini, Benedetto XIV,
riformatore del calendario delle festivit
ecclesiastiche, ove , nella Festa
dell'Aspettazione del parto della Beata
Vergine,
cita :
Il regalo della veste fatto dalla Madonna
Santissima a S.Ildefonso,
della quale doveva servirsi nelle maggiori
solennit .

" Madonna dell' O"

La Madonna del parto anche


chiamata " Madonna dell' O" dalle
antiche antifone che iniziano con
l'esclamazione vocativa "O" recitate
negli ultimi sette giorni di Avvento ove
all' "O" segue un appellativo del Messia :
O Sapienza,
O Signore,
O Radice di Iesse,
O Chiave di Davide,
O Astro Sorgente,
O Re delle Genti,
O Emmanuele

Ma c stato un tempo, in cui fra le antifone in


"O" dell'Avvento c'era anche unantifona
indirizzata alla Vergine:
O Virgo Virginum

ed era l'antifona propria del Magnificat - nella


liturgia preconciliare - per la festa
detta: Expectatio Partus Beatae Virginis Maria,
del 18 dicembre.
Lantifona si compone di una domanda , alla
quale la Madonna risponde..

O Virgo virginum

O Virgo virginum, quomodo FIET ISTUD?


O Vergine delle vergini, come potr avvenire questo?
Quia nec visa primam similem es nec habere
sequentem..
Perch n prima di te n dopo si mai vista una simile
a te
Filiae Ierusalem, quid me admiramini?
Figlie di Gerusalemme, perch vi stupite di me ?
Divinum est mysterium hoc quod cernitis.
E' un Mistero Divino quello che voi contemplate
Alle Dame del Giardinello l'auspicio di mantenere alta
la cura e la contemplazione di questo Mistero.