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Apprendimento e

democrazia
Leonello Tronti
(Presidenza del Consiglio dei Ministri -
Scuola Nazionale dellAmministrazione)
Anteprima Festival dellApprendimento
Padova, 31 ottobre
Partiamo dalla conoscenza
Nelle economie moderne lelemento strategico
fondamentale, il vero fattore competitivo, la
vera materia prima non tanto la dotazione di
risorse quanto la capacit di utilizzarle.
Capacit che possiamo sinteticamente definire
con il termine conoscenza.

Nellodierno mondo globalizzato e tecnologico
si affermano i paesi che meglio dimostrano di
saper gestire le proprie risorse,
ovvero che, nei nostri termini, pi degli altri si
dimostrano dotati di conoscenza.



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Ma cos la conoscenza?
La filosofia ci ha dato molte definizioni del concetto di
conoscenza
Se per si adotta la prospettiva dellapprendimento come
fatto di rilevanza economica, la conoscenza acquista una
dimensione processuale, effettuale e sociale:
la creazione e diffusione della conoscenza diventa un
processo collettivo,
che individua la capacit delluomo di applicare, in
associazione con altri, la propria intelligenza e i risultati
della ricerca scientifica al conseguimento di obiettivi
socialmente desiderabili.
E quindi un processo connotato da forti implicazioni
politiche.

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LEconomia della
conoscenza
Lattenzione internazionale allaccumulazione e alla
valorizzazione del capitale umano segnala quanto sia
venuto rafforzandosi il riconoscimento della centralit
della conoscenza ai fini del progresso economico e
sociale,
al punto che le prospettive di sviluppo delle economie
avanzate vengono ormai collocate quasi esclusivamente
nellambito delleconomia della conoscenza.

A livello delle agenzie sovranazionali infatti, se non
ancora a quello della politica nazionale e locale, la
convinzione che la conoscenza sia diventata il vero
fattore competitivo si ormai affermata ovunque e da
tempo.
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Perch il ruolo della conoscenza come
fondamento del progresso economico e sociale
oggi non solo maggiore ma molto pi evidente?
La risposta apparentemente semplice:
perch oggi le tecnologie dellinformazione e
della comunicazione permeano lintera
societ,
E la spettacolare e pervasiva diffusione delle
tecnologie dellinformazione e della
comunicazione consente alla conoscenza di
essere creata, valutata, scambiata e diffusa
in misura oggi assai maggiore di ieri, in
tempi e con costi prima semplicemente
impensabili.
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La Piramide DIKW
(N. Henry, 1974)










Su questo punto bisogna per sgombrare il terreno da ogni
equivoco: linformazione non di per s conoscenza e non va
confusa con essa.
Su livelli crescenti di complessit si collocano anzitutto il dato,
poi linformazione, solo dopo, molto pi in alto, la conoscenza, e
ancora pi in alto la saggezza.

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I quattro livelli della piramide
Il dato lunit di informazione elementare.
Ad un grado di complessit maggiore si colloca
linformazione, costituita da uno o, pi spesso, molti
dati accompagnati da metadati.
Pi in alto si colloca la conoscenza, che si pu concepire
come comprensione di pi informazioni e coscienza del
fatto che esse possono essere connesse tra loro in una
ipotesi sul funzionamento della realt.
Infine, al culmine della piramide si colloca la saggezza,
che altro non che la capacit di sviluppare, combinare
e utilizzare le diverse conoscenze ai fini del progresso
materiale e morale degli individui e della societ.
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Piramide DIKW e
apprendimento









In questo schema lapprendimento occupa due snodi cruciali, che
rendono piena rappresentazione della sua importanza:
nella trasformazione dellinformazione in conoscenza;
e nellancor pi fondamentale trasformazione della conoscenza in
saggezza.
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Apprendimento
Apprendimento
Conoscenza, saggezza,
societ aperta
Dunque, assumendo la prospettiva
dellapprendimento, la conoscenza acquista
una caratterizzazione processuale, dinamica e
operativa, a partire dalla sua effettualit:
Linformazione assume valore in quanto, attraverso
lapprendimento, genera la conoscenza;
E la stessa conoscenza non esiste in s ma in quanto
fonda, attraverso lapprendimento, la saggezza,
che a sua volta tale in quanto produce sulla realt
effetti desiderabili.
Si tratta indubbiamente di una proposta di
derivazione popperiana.
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Linformazione
importante, ma non basta
Seguendo la piramide DIKW, nellattuale contesto
informatizzato la conoscenza diviene rilevante per il
progresso e la sostenibilit della qualit della vita
perch le nuove tecnologie hanno abbattuto in modo spettacolare i
tempi e i costi di raccolta, trasmissione, diffusione e valutazione
delle informazioni.
Dunque oggi linformazione, disponibile a costi e in quantit prima
impensabili, rende possibili (ma non per questo acquisiti
automaticamente) sviluppi formidabili della conoscenza, in tutti i
campi.
Sotto il profilo processuale, dunque lapprendimento
che consente allinformazione di diventare conoscenza e,
cosa ancor pi importante, consente alla conoscenza di
diventare saggezza ed estendere cos i suoi benefici a
tutta la societ.
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Apprendimento,
economia e lavoro
La piena partecipazione alleconomia moderna,
la soddisfazione per loccupazione, il lavoro e il
reddito ecc. non dipendono soltanto dalla
capacit dei sistemi di istruzione e ricerca di
creare conoscenza;
ma dipendono, in misura altrettanto (e, in
certe condizioni forse anche pi) ampia:
dalla capacit di imprenditori, lavoratori e
consumatori di apprendere,
ovvero di applicare - con saggezza - la conoscenza al
lavoro e alleconomia.
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Apprendimento, politica
e amministrazione
Parimenti, lo sviluppo della qualit della vita associata e
del benessere dipende dalla capacit di politici, dirigenti,
funzionari e dipendenti pubblici ma anche dei loro
utenti: cittadini e famiglie, associazioni e imprese di
apprendere,
ovvero di applicare (con saggezza) la conoscenza alla vita
pubblica, alle attivit di legiferazione, di indirizzo e regolazione, di
coordinamento e supporto al progresso della comunit.

E cos pure di apprendere ad applicare con saggezza la
conoscenza allamministrazione, alla produzione,
distribuzione e consumo di beni e servizi pubblici.

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Apprendimento, etica e
democrazia
La centralit della persona e della capacit di apprendere
nelleconomia della conoscenza pongono in termini nuovi
il tema del progresso morale e materiale della societ
come requisito per il raggiungimento di equilibri pi
elevati e complessi
Il legame tra apprendimento e progresso morale legato
alla sua caratterizzazione sociale ed effettuale, perch
(e non pu essere che) la collettivit a stabilire le finalit
da perseguire con lo sviluppo della conoscenza:
quali risultati siano desiderabili e come vadano indirizzate
le attivit di creazione della conoscenza e di apprendimento
della conoscenza e della saggezza.
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La selezione degli obiettivi
Si tratta evidentemente di un punto di grande
importanza sotto il profilo politico:
In sintesi, la democrazia che stabilisce le
finalit dellapprendimento e non pu essere
diversamente;
solo attraverso il metodo democratico possibile
selezionare gli obiettivi conoscitivi che consentono
lindirizzo del processo conoscenza-apprendimento-
saggezza,
secondo un percorso di sviluppo della libert, della
potenza, della felicit di alcuni o di molti (se non di
tutti) in accordo con la volont della maggioranza e
nel rispetto dei diritti della minoranza.

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Il danno degli esclusi
La conoscenza va pertanto compresa e appresa (si potrebbe
dire vissuta) insieme allaltro, nella collettivit; anzitutto per
una questione di carattere etico e di rilievo democratico:
la fissazione degli obiettivi da conseguire non pu essere
stabilita da un singolo o da unoligarchia.
La conoscenza gestita come potere
monopolistico/oligopolistico porta infatti a risultati non
ottimali, nei quali i vantaggi conseguiti da alcuni recano
danni ad altri (anche molti).

Il danno degli esclusi, o anche solo il timore che
linnovazione produca svantaggi e nuove forme di
esclusione sociale, possono dimostrarsi talmente rilevanti e
diffusi da rendere difficile se non impossibile il vantaggio di
disporre delle nuove conoscenze.
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Apprendimento collettivo
In altri termini, e facendo riferimento alla letteratura sulla
learning organization, perch una collettivit si muova nella
direzione aperta da uninnovazione necessario che molti se
non tutti i suoi componenti imbocchino un cammino di
apprendimento organizzativo e, aggiungo, di apprendimento
diffuso,
secondo il principio che soltanto unorganizzazione [] che
apprende espande continuamente la capacit di creare il proprio
futuro un futuro che realizza i risultati che desidera (Peter
Senge, 1990).
Questa impostazione estende la sua pregnanza dal micro al
macro, dalle scienze manageriali alla politica, dalla singola
organizzazione, privata o pubblica, sino a ricomprendere
comunit locali, territori e intere nazioni, con tutte le
qualificazioni necessarie allaffacciarsi a livelli di complessit
crescente.
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Creare il futuro
Tali qualificazioni individuano la necessit di garantire il
buon esito dellinnovazione e la diffusione
dellapprendimento (processo di innovazione sociale) con
specifici interventi pubblici di sostegno alla coesione, alla
fiducia e alla cooperazione sociale, in accordo con il
paradigma della learning economy (Lundvall) .
In sintesi, e mutuando le parole di Senge, si pu dunque
affermare che lapprendimento come processo
collettivo e politico, come progresso morale e di
innovazione sociale, lo strumento che consente ad una
determinata collettivit (unimpresa, un territorio, una
regione, una nazione intera) di creare il proprio futuro
secondo i propri desideri.

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Apprendimento e democrazia:
un seminario permanente
Nella primavera del 2014, alcuni studiosi
afferenti allAIF, allAssociazione Per Scuola
Democratica/Learning for Democracy, alla
Fondazione Giacomo Brodolini e alla SNA
(Benadusi, Calvaruso, Campione, Trupia,
Meghnagi, Viel, Tronti ed altri) hanno deciso di
dare vita ad un seminario permanente sul
tema dellapprendimento della/per la
democrazia.
Questa sessione dellAnteprima Festival il
primo frutto di questo impegno.


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