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Learning object: l’oggetto didattico

questo sconosciuto

Uno studio di Elisa Macherelli


Idea di base:
elaborare unità di apprendimento
autonome
facilmente trasferibili
combinabili tra loro

INTEROPERABILITA’
produce risparmio di tempo e denaro
nell’elaborazione di materiali didattici
destinati all’e-learning
Quali i vantaggi dei learning objects
per chi apprende?

• Just in time (facile da raggiungere)

• Just enough (solo quello che serve)

• Just for you (modellato sulle esigenze di chi apprende)


Che cos’è un Learning Object?
Tante sono le definizioni quanti sono coloro che ne
parlano.
Prendiamone in considerazione tre:

IEEE/LTSC: “any entity, digital or non-digital, that may be


used for learning, education or training”
D. Wiley: “any digital resource that can be reused to
support learning”
Wisconsin Online Resource Center: “A new way of
thinking about learning content -- Traditionally, content
comes in a several-hour chunk called a course. Learning
objects are much smaller units of learning, ranging, for
example from 2 to 15 minutes.”
Quali sono le caratteristiche principali
di un Learning Object?

riusabilità/multicontestualità

ricombinabilità: metafora del LEGO (Hodgins)

metafora dell’atomo (Wiley)

autonomia

deve perseguire uno specifico obiettivo didattico


Quanto può/deve essere grande
un Learning Object?

Concetto di GRANULARITA’:

Granularità alta: es. un’immagine


Granularità bassa: es. un corso
N.B.: Più la granularità è alta, più il LO è riutilizzabile
Esempi di Learning Object

• una serie di immagini (www.parillusion.com/win/ie/skin1/)


• un ipertesto (http://particleadventure.org/particleadventure/frameless/startstandard.html)
• una procedura (http://ali.apple.com/ali/resources.shtml)
• un gioco didattico (www.bbc.co.uk/schools/spellits/home_y5.flash.shtml)
• un insieme di esercizi (http://users.pandora.be/freddy.van.overmeire1/pep1.htm)
• uno o più file audio (http://www.hpol.org)
• un video (www.millenniumwave.com/de/ohmmeter.htm)
I REPOSITORIES
favoriscono il reperimento di LO in Internet

Un esempio particolarmente interessante:


MERLOT: http://www.merlot.org/Home.po

Un elenco di repositories:
Università del Texas (S.Antonio): http://
elearning.utsa.edu/guides/LO-repositories.htm
GLI STANDARD: per favorire la riusabilità e la
reperibilità dei LO

Una delle prime proposte in materia fu concepita nell’ambito della


Dublin Core Metadata Initiative, non specifico per LO, ma per tutte le
risorse Web - piuttosto semplice (solo 15 elementi descrittivi)

il documento più autorevole per i metadata è


la specifica 1484.12.1 “Standard for Learning Objects
Metadata” o LOM, elaborata dall’IEEE-LTSC (versione 2002)
Consta di 70 elementi descrittivi suddivisi in 9 gruppi:
I 9 gruppi
1) general
2) lifecycle interactivity TYPE
learning resource type
3) meta-metadata interactivity LEVEL

4) technical semantic density


intended end user role
5) educational
learning context
6) rights typical age range
difficulty
7) relation
typical learning time
8) annotation description

9) classification language
SCORM
modello di riferimento per la creazione e la gestione di
contenuti nell’ambito della formazione a distanza

4 elementi costitutivi:
1) Sharable Content Object (SCO), formato da una serie
di assets
2) Learning Management System (LMS): il sistema di
gestione del corso
3) Course Structure Format (CSF): file d’interscambio che
adatta lo stesso corso a LMS differenti
4) Runtime: il sistema che avvia il corso
SCORM non prevede l’elaborazione di nuovi
standard, ma coordina e armonizza standard già
esistenti:
per i metadata utilizza gli standard dell’ IEEE/LTSC
precedentemente esaminati
per il packaging (combinazione degli SCO in lezioni,
moduli, corsi) utilizza i “Content Aggregation Metadata”
elaborati dall’IMS (Instructional Management System)
I Learning Objects

L’esperienza di INDIRE
Celebrate

GOLD
CELEBRATE

- Acronimo di Context e-Learning with Broadband Technologies


- durata: giugno 2002 - novembre 2004
- coordinato da EUN (European Schoolnet)
- coinvolge 22 partner di una decina di paesi
- 500 scuole europee coinvolte nella fase di test e valutazione
scopo: indagare e dimostrare utilità dei LO mediante:
# produzione di una massa critica di LO

# diffusione di questi mediante un portale dimostrativo


GOLD

# acronimo per Global OnLine Documentation


# raccoglie le esperienze realizzate dalle scuole
italiane. Le migliori, selezionate da commissioni
regionali IRRE/USR, entrano a far parte
dell’archivio delle buone pratiche nel sito INDIRE
# il progetto è attivo dal 2001: nel 2003 è stata
avviata una nuova fase che prevede l’obbligatorietà
di almeno un “oggetto didattico” (=“learning object”)
Definizione di oggetto didattico secondo le linee
guida GOLD:
“Specifico prodotto/i spendibile/i e trasferibile/i anche al di fuori del
contesto specifico dell’esperienza. Potrà essere una procedura, una
serie di indirizzi originali, un modo originale di condurre una lezione
mostrato attraverso un video o descritto, uno specifico strumento di
osservazione o valutazione, una simulazione, un particolare
ambiente di apprendimento web, un’unità didattica, etc.”

Caratteristiche richieste:
• corredato dalla “Descrizione dell’oggetto didattico” (scheda con metadata)
• costruito con programmi largamente diffusi o i cui plug-in siano scaricabili
facilmente e gratuitamente da Internet
• dimensioni non superiori ai 10 MB per ciascun file allegato
• per file di dimensioni superiori: possibilità di inserire l’indirizzo del sito a cui
consultare l’oggetto didattico
Difficoltà incontrate:

poca chiarezza del concetto di oggetto didattico

soluzione: presentazione di Marisa Trigari e vari interventi nel forum

frequentissimo il fraintendimento tra oggetto didattico e prodotto finale

soluzione: accettare prodotti, anche realizzati da allievi, purché potessero


essere riutilizzati come materiali per l’insegnamento. Permettere comunque alle
scuole di aggiungere ANCHE il materiale prodotto.
la scheda per i metadati è stata frequentemente ignorata
soluzione: spedizione di un file .rtf via posta elettronica alle scuole che non
avessero provveduto a compilarla
Esempi di Learning Object in GOLD

Dal vecchio GOLD, un L.O. che non sapeva di esserlo: schede di


educazione linguistica - CD “Lombardo Radice” di Taviano (LE)
Procedura per l’osservazione astronomica - Istituto Comprensivo di
Bucchianico (CH)
Moduli didattici sul cinema - SMS “Pirandello” di Agrigento
Un gioco didattico interattivo sulla storia romana- SMS “Fermi” di
Pontasserchio (PI)
Programmi in VisualBasic per rendere più gradevole l’apprendimento della
matematica - SMS “Serafini-Capograssi” di Sulmona (AQ)
Schede di lavoro sulle abilità linguistiche - SMS “Via Blatta” di Chivasso
(TO)
Una sitografia per cominciare

Fini, A.: “Learning Objects: Standard e confronto di piattaforme e metodologie educative”,


Tesi di Laurea in “Formatore Multimediale”, Facoltà di Scienze della Formazione,
Università degli Studi di Firenze, 2003, reperibile on line all’indirizzo:
www.sinap.it/anto/tesi_fini.pdf
sito IEEE per i LOM: http://ltsc.ieee.org/wg12/index.html
Polsani, P. “Use and Abuse of Reusable Learning Objects”, in Journal of Digital
Information, Volume 3 Issue 4, Article No. 164,
19/02/2003 – reperibile on line all’indirizzo:
http://jodi.ecs.soton.ac.uk/Article/v03/i04/Polsani/
Wiley, D. (2000), Connecting learning objects to instructional design theory: A
definition, a metaphor, and a taxonomy in D. A. Wiley (Ed.), The Instructional
Use of Learning Objects: Online Version (Online), sul Web all’URL:
http://reusability.org/read/chapters/wiley.doc
Wisconsin Online Resource Center: http://www.wisc-
online.com/about/Learning%20Objects%20Def%20Q%20Stand%20Uses.htm