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RICORDARE RACCONTARE CAPIRE

Andrea Smorti

Università degli Studi di Firenze


A.S.A.N.A.

Raccontare per…
Prevenzione del disagio e promozione del benessere a
scuola
Scuola Città Pestalozzi 17 Ottobre 2009
La memoria autobiografica
MODI DI ARCHIVIAZIONE DELLE
ESPERIENZE
LA MEMORIA
AUTOBIOGRAFICA implicita Sensazioni,
situazioni, immagini
esplicita

Conoscenza Ricordi autobiografici


autobiografica (transitori, dipendono dal
Working Self
(stabili)

Ciò che so Ciò che ricordo


MEMORIA IMPLICITA E MEMORIA ESPLICITA (Siegel, 1999)

Memoria implicita Memoria esplicita


 presente fino dalla nascita,  secondo anno di vita
 emozionale-percettiva  dichiarativa,
 non associata alla esperienza  episodica/semantica/
soggettiva di stare ricordando autobiografica,
 stato della mente che  associata all’esperienza di
percepiamo come parte della stare ricordando.
nostra realtà presente
 le informazioni possono
 le informazioni sono accessibili essere recuperate
“situazionalmente” e sono intenzionalmente.
difficilmente comunicabili
 sono comunicabili e
contengono valutazioni a
posteriori.
RICORDI AUTOBIOGRAFICI

I ricordi autobiografici non sono immagazzinati in memoria ma


sono rappresentazioni mentali temporanee e transitorie di
tipo narrativo che devono essere “generate” ogni volta
Essi sono immagazzinati in relazione alle esigenze del Working
Self il quale è caratterizzato dai Temi del Sé ( Higgins,
1987).
I Temi del Sé sono : set di piani e obiettivi che
caratterizzano i vari periodi di vita di un individuo
Due elementi influiscono nella generazione del ricordo
autobiografico
I temi del sé prevalenti nel presente.
i temi del sé prevalenti quando il ricordo è stato
immagazzinato (passati)
SELF MEMORY SYSTEM

Working Self Memoria


autobiografica

Gerarchia di scopi Conoscenza Regola di


autobiografica coerenza
Temi del Sé MLT

Memorie Regola di
MBT
episodiche
Corrispondenza

Da: Conway, 2005


ORGANIZZAZIONE DELLA CONOSCENZA
AUTOBIOGRAFICA (Conway, 1997)

1) Lifetime Periods – conoscenza generale che denota periodi


di tempo molto lunghi ( anni)
Es: la mia vita al primo anno dell’Università

2) General Events – conoscenze di periodi misurabili in mesi,


settimane, giorni.
Es. Quel mese in cui preparai il mio primo esame
3) Event Specific Knowledge (ESK) – conoscenza di eventi
come immagini, sensazioni, odori etc. associate a
un’esperienza (sistema indipendente)

Es. La sensazione di smarrimento quando mi trovai solo


davanti al professore
LA MEMORIA AUTOBIOGRAFICA COME SPECCHIO

La memoria autobiografica è uno specchio attraverso


il quale riflettere sulle nostre vite.
Questo specchio è regolato sulla base di un principio
di “coerenza adattiva”
La “coerenza adattiva” è uno stato di parziale
equilibrio tra l’esigenza della corrispondenza e quella della
coerenza
Le memorie più accessibili sono quelle che erano più
rilevanti per il Sé al momento della codifica e che risultano più
rilevanti al momento del ricordo.
La narrazione autobiografica
NARRAZIONE AUTOBIOGRAFICA

 La NA è un linguaggio in senso fisico

 La NA è un linguaggio in senso culturale

 La NA è un discorso

 La NA è una storia

 Linearizzazione temporale
 Struttura
 Appartiene ad un genere
IN QUANTO GENERE LA NARRAZIONE
AUTOBIOGRAFICA DEVE COORDINARE TRE
ESIGENZE

A. Deve essere coerente (mettere d’accordo le


diverse voci e stabilire una continuità tra i
diversi momenti della storia di vita)
B. Deve essere plausibile e comprensibile (canonica)
quindi simile ad altre autobiografie (normativa)
C. Deve essere interessante e raccontabile
(eccezionale) cioè informativa specifica
(idiosincratica)
LA NARRAZIONE AUTOBIOGRAFICA COME SPECCHIO

La narrazione autobiografica è uno specchio attraverso


il quale riflettere sulle nostre vite.
Questo specchio è regolato sulla base di un principio di
“coerenza culturale”
La “coerenza culturale” è uno stato di parziale equilibrio
tra il bisogno di essere ascoltati e il bisogno di essere creduti.
Il narratore racconta la propria vita agli altri
rendendola interessante ma credibile
Memoria autobiografica e
Narrazione autobiografica
MEMORIA AUTOBIOGRAFICA NARRAZIONE
AUTOBIOGRAFICA

LINGUAGGIO PER SÉ LINGUAGGIO PER


GLI ALTRI
povertà fonetico-
sintattica Linearizzazione

Sincretismo Lingua

Contesto implicito Narrazione

Dinamicità Autobiografia

Instabilità
Condensazione
schematicità
I DUE SPECCHI DELLA AUTOBIOGRAFIA

Memoria autobiografica e narrazione


autobiografica sono due specchi attraverso i quali
riflettiamo sulle nostre vite.
Lo specchio della memoria è legato ad una
coerenza con se stessi
Lo specchio della narrazione è legato ad una
coerenza con gli altri.
Il continuo - anche se parziale - fluire tra
memoria e narrazione rende questi specchi
reciprocamente riflettenti.
I DUE SPECCHI DELLA AUTOBIOGRAFIA

Memoria Narrazione
autobiografica autobiografica

Coerenza con se Coerenza con gli


stessi altri
NORMAN ROCKWELL: TRIPLE SELF-PORTRAIT, 1960
STOCKBRIDGE, MASS.
Narrazione autobiografica orale
e
Narrazione autobiografica scritta
I TRE LIVELLI DEL LINGUAGGIO

Linguaggio per sé
(memoria autobiografica)

Linguaggio per gli altri


Narrazione autobiografica (orale)

Linguaggio per gli altri


Narrazione autobiografica (scritta)
La narrazione autobiografica scritta e
narrazione autobiografica orale:
 Analisi
 Esplicitazione
 Riflessione
 Rispetto regole linguistiche e culturali
 Sforzo
 Materializzazione
 Concentrazione sul Sé – linguaggio per gli altri
 Padronanza del medium
 Appartenenza ad un genere
 Creazione di un prodotto
 Protezione del Sé
PROTOCOLLOAUTOBIOGRAFICO
Prim o incontro
Intervista autobiografica1

Secondoincontro Trascrizione
Intervista autobiografica2 1e2

Terzo incontro
Riletturaecorrezione 1e2

Quarto incontro
Intervista autobi ografica3

Quinto incontro Trascrizione


Intervista autobiografica4 3e4

Sesto incontro
RiletturaeCorrezione3e4

Settimoincontro Trascrizione
Intervista autobiografica5 5

Ottavo incontro
RiletturaeCorrezione 5

Consegnaall’Autorede Elaborazi one


ILLIBRODELLA edediting
MIAVITA finale
trascrizione
tutto il
materialeTra
La narrazione autobiografica negli
insegnanti di scuola secondaria
Quando pensiamo all’insegnante lo
immaginiamo spesso in una relazione con i suoi
alunni…….
In realtà ciascun insegnante al centro di una complessa
rete di relazioni con altri adulti

Dirigente Personale non


scolastico docente

INSEGNANTE Operatori
specialisti

Altri
insegnanti
Insegnanti Genitori
del
consiglio
di classe
Cosa succede se chiediamo
all’insegnante di raccontare
queste relazioni?
Finalità di una indagine intervento
su insegnati di scuola media

❧ Rendere maggiormente consapevoli gli


insegnanti, i referenti, i dirigenti
delle dinamiche relazionali all’interno
delle scuole
❧ Modificare attivamente la cultura
della comunità professionale di
appartenenza.
Metodo
❧ È stato privilegiato l’utilizzo
dell’approccio narrativo tipo
“expressive writing” che prevede
l’elaborazione della medesima
narrazione in sessioni di scrittura
successive.
Tre sessioni di scrittura
Tipo di Consegna data ai
partecipanti
La vita di un/una insegnante a scuola può essere costellata da
episodi importanti che hanno riguardato il rapporto con gli
altri adulti che in vario modo cooperano a svolgere funzioni
educative; questi possono essere colleghi, referenti,
dirigenti o esperti chiamati da fuori.
Le chiediamo di ricordare uno di questi episodi nel quale lei
aveva un problema ed ha chiesto aiuto ad uno di loro. Può
essere stata, questa, un'esperienza positiva o negativa,
quello che è importante è che lei la racconti per filo e per
segno, spiegando anche il perché giudica questo episodio
importante, e nel caso, cosa può averle insegnato.
Confronto tra le tre parole più usate nella prima e nella
terza sessione
I Sessione III Sessione
bambino, alunno, classe, capire, Collega scuola, classe, mostrare, rapporto,
vedere situazione
Capire/vedere il bambino/alunno in Rapporto (mostrarsi) in una situazione
classe 1 3 di classe e di scuola (quindi più ampia)

media, arrivare, esperienza, Scuola collega, colleghi, conoscere, ragazzo,


concorso rapporto
Esperienze lavorative nella scuola Conoscere/ i colleghi avere rapporti con
media (arrivare a scuola, 2 2 collega/hi e con i ragazzi
concorso,fare/ essere esperienza)

alunno, ragazzo, studente, Classe sostegno, insegnante, ragazzo, collega,


bambino, vedere tempo
Si parla degli alunni grandi o piccoli Si parla del collega e degli insegnanti di
sottolineando anche la dimensione sostegno, sottolineando il tempo sia come
del vedere 3 4 quantità che come periodo
Osservazioni
 Aumento della dimensione collettiva
 Linguaggio al presente
 Apertura sociale e ottimismo (tendenze)
 Dimensione del lavoro e del rapporto
 Contesto narrativo più ampio (scuola)
 Il racconto coinvolge di più i colleghi (conoscenza)
 L’Io è più conativo che cognitivo
 Il Noi è più rivolto al suo interno piuttosto che verso
un interlocutore
 Io-Lei sono personaggi più complessi, hanno ruoli,
punti di vista e bisogni

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