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“CONTAMINANTI AMBIENTALI NELLA FILIERA

ALIMENTARE E NELLA RISORSA IDRICA:


VALUTAZIONE E GESTIONE DEI RISCHI SANITARI DA
ESPOSIZIONE”

Eudes Lanciotti
Dipartimento di Sanità Pubblica UNIFI
eudes.lanciotti@unifi.it
tel. 055-4598528
CONTAMINAZIONE
“LA CONSEGUENZA DI UNA AZIONE UMANA CAPACE DI
MODIFICARE LE PROPRIETA’ DELLE MATRICI O LA
DISPONIBILITA’ E LA QUALITA’ DELLE RISORSE IN UN
DETERMINATO INTERVALLO DI SPAZIO E DI TEMPO”

INQUINAMENTO
QUANDO SI HA UN DANNO MISURABILE A CARICO DI UN
SISTEMA BIOLOGICO ALLORA LA CONTAMINAZIONE
AMBIENTALE DIVIENE INQUINAMENTO
FISICO
CHIMICO
NATURALE BIOLOGICO
ARTIFICIALE

INQUINAMENTO
AMBIENTALE
ARIA
INDOOR ACQUA
MATRICI (OUTDOOR) SUOLO
AMBIENTE LAVORO ALIMENTI
BIOTA
LA CONTAMINAZIONE AMBIENTALE
pone seri problemi ambientali e sanitari

• Aumento demografico mondiale: 9 miliardi/2050


• Elevata Antropizzazione del territorio
• Equilibrio ambientale del pianeta ormai alterato: la capacità
di reazione della natura alle aggressioni antropiche sta
gradatamente diminuendo
• Non basta più la “Conservazione”
Conservazione (di ciò che la Terra
possiede), ormai riduttiva e spesso inefficace, ma occorre
passare rapidamente alla “Gestione”,
Gestione considerando il grado
delle modifiche intercorse all’originale impianto naturale
• Il “Chimismo”
Chimismo ambientale altera ormai gli ecosistemi e
siamo ormai di fronte ad un aumento dei problemi sanitari di
origine ambientale (es. ED, infertilità, neoplasie,
malformazioni congenite, ecc.)
L’APPROCCIO “ECOLOGICO”
ALLA CONTAMINAZIONE AMBIENTALE

• ECOLOGIA: dal greco oikos, studio dell’ambiente


• Studio dell’ambiente inteso come “sistema di sostegno alla
vita” (oggi a rischio!)
• Ecologia umana, ovvero interesse per l’uomo della
protezione ambientale: dalla riparazione veloce dei danni
ambientali alle soluzioni a lungo termine
• Comprensione delle interrelazioni in termini di energia tra gli
ecosistemi naturali, agricoli ed urbani
• Necessità di ridurre l’inquinamento spostando l’attenzione
dalle “uscite dei sistemi di produzione” alla “gestione delle
entrate”
entrate (eliminazione o sostituzione dai cicli produttivi delle
molecole pericolose per l’ambiente e la salute umana:
REACH/UE, principio di precauzione)
NELL’AMBIENTE “ANTROPIZZATO”
EMERGE IL RISCHIO (AMBIENTALE E SANITARIO)
DA DIFFUSE MOLECOLE CHIMICHE DI SINTESI: GLI XENOBIOTICI
(Molecole di Sintesi Estranee ai Viventi)

• TALE RISCHIO E’ DIFFUSO IN TUTTE E MATRICI AMBIENTALI:


ARIA, ACQUE, SUOLO, BIOMA

• GLI XENOBIOTICI SONO PREVALENTEMENTE


“MICROINQUINANTI” [in tracce: es. in acqua milligrammi/L
(ppm); microgrammi/L (ppb); nanogrammi/L (ppt)]

• NELLE MATRICI I MICROINQUINANTI SONO PRESENTI IN


FORMA DI “MISCELE” DI CONTAMINANTI

• RISULTANO DIFFICILI LE VALUTAZIONI DEI RISCHI AMBIENTALI


E SANITARI DELLE MISCELE DI MICROINQUINANTI XENOBIOTCI
ALCUNI ESEMPI DI PROBLEMI
ECOLOGICI E SANITARI POSTI
DAGLI XENOBIOTICI

• ENDOCRINE DISRUPTORS
(interferenti endocrini: alterazioni
ormonali indotte in animali e nell’uomo
dalla esposizione a xenobiotici)

• POLIMORFISMI GENICI
(diversa suscettibilità individuale nella
esposizione agli xenobiotici)
• INTERFERENTI ENDOCRINI (IE)

Sono un eterogeneo gruppo di sostanze con


il potenziale di interferire con il
funzionamento del sistema endocrino
attraverso svariati meccanismi e bersagli.

Le interazioni con gli steroidi sessuali e con


gli ormoni tiroidei sono i principali bersagli
degli effetti degli IE.

”…gli interferenti endocrini sono diventati un


problema ecologico perché potenzialmente
possono causare infertilità e tumori… ma
evidenze certe per la salute umana sono di
difficile valutazione…”
Mantovani, ISS, 2004
Breithaupt, EMBO reports 5,1,2004
IE: un lungo elenco di sostanze…
NATURALI:
→ STEROIDI : estrogeni, androgeni, progestinici...
→ FITOESTROGENI: flavoni, isoflavoni, lignani…

SINTETICI:
SINTETICI
→ FARMACI: Dietilstilbestrolo (DES), Tamoxifene, Mestranolo,…

→ FITOFARMACI:
 insetticidi clorurati (es. Lindano)
 funghicidi (triazoli, imidazoli, viclozolin)
 erbicidi (linuron, triazine)
 etilene tiourea (maneb, mancozeb), benzimidazoli

→ CHIMICI INDUSTRIALI:
 Nonilfenoli e ottilfenoli  POPs (persistent organic
 Bisfenolo A pollutants): Policlorobifenili (PCB),
 Ftalati diossine, DDT etc...
 Idrocarburi policiclici aromatici

→METALLI: Piombo, Mercurio, Arsenico, Manganese, Cadmio.


MISCELE

PRODOTTI DI DEGRADAZIONE DI ALTRE SOSTANZE O IMPURITÀ
COSA SONO GLI INTERFERENTI
ENDOCRINI?
• Un eterogeneo gruppo di sostanze
caratterizzate dal potenziale di interferire con
il funzionamento del sistema endocrino
attraverso svariati meccanismi d’azione e
differenti bersagli (recettoriali, metabolici,
ecc.)

• l’omeostasi degli steroidi sessuali e della


tiroide sono i principali bersagli degli effetti
degli IE.

• La salute riproduttiva e l’infanzia sono le fasi


biologiche più suscettibili
UN ELENCO NON ESAUSTIVO

Contaminanti clorurati persistenti (POPs) -


(http://www.chem.unep.ch/pops/)

Policlorobifenili (PCB)
Diossine e PCB “diossina-simili”*
DDT e derivati
persistenti, liposolubili, bioaccumulano

*ampiamente presenti nei RIFIUTI da inceneritori


Pesticidi, biocidi, antiparassitari
• Insetticidi clorurati (es. Lindano) omeostasi
degli steroidi (estrogeni e/o antiandrogeni)
• Triazoli, Imidazoli (fungicidi) - inibitori della
sintesi degli steroidi
• Vinclozolin, Procimidone (fungicidi) Linuron
(erbicida) - antiandrogeni
• Triazine (erbicidi) - asse neuroendocrino-
ipofisario
• Etilene tiourea (maneb, mancozeb..),
benzimidazoli - tireostatici
Sostanze industriali
“prodotti di consumo”
RIFIUTI LIQUIDI
• Nonil-fenoli e ottil-fenoli (sottoprodotti di detergenti) -
agonisti estrogeni – ER α
• Bisfenolo A (odontoiatria, plastiche..) - agonista
estrogeno - ER α
• Ftalati (PVC, deodoranti, colle: es., dietilesil-) –
agonisti recettore pregnano X, antiandrogeni, metabolismo
degli steroidi.
• Organostannici (conservanti) - inibitori dell’aromatasi
• Polibromo difenileteri (PBDE, ritardanti di fiamma) -
interazione recettore pregnano X con conseguente
alterazione omeostasi ormoni steroidi e tiroidei
• Cadmio (agonista estrogeno – ER α ); Arsenico
(diabetogeno) INCENERITORI
• Paraben (COSMETICI): Agonisti estrogeni – ER α
Sostanze naturali
• Fitoestrogeni (isoflavoni, lignani, ecc.)
Presenti in alimenti di origine vegetale e a base di
soia – SERM (Selective Estrogen Receptor
Modulator), elevata affinità per ER β
(Xenoestrogeni: tendenzialmente ER alfa)

Elevate concentrazioni in integratori alimentari e in


latte artificiale per neonati a base di soia
IE: come agiscono…
Il principale meccanismo di azione riguarda l’interazione con
il recettore ormonale nucleare (ER o AR o TR):

Recettore ormonale
Ormone endogeno Attività ormonale
fisiologica
IE

A cellula effetto
G
O cellula effetto>>
ANTAGONISTI
N
I
S
T
I cellula
cellula effetto<< effetto
IE : effetti sulla fauna…

DDT
interferisce col
1962 metabolismo del calcio.

Diminuzione del Le uova erano


numero degli individui. diventate
assai fragili…
certi
 inversione sessuale (uccelli, pesci)
 assottigliamento del guscio delle uova (uccelli)

presunti
 calo di fertilità (pesci, uccelli e rettili)
 maturazione sessuale precoce (pesci)
 scarsa espressione caratteri sessuali secondari (pesci)
Guillette, 1995; Lund, 1999; Jimenez, 1997; Solomon 2000
IE: effetti sull’uomo…
presunti
 malformazioni, disfunzioni e tumori
dell’apparato riproduttore (DES, Tamoxifen, kepone, pesticidi)
 disfunzioni alla tiroide (TCDD, PCB)
 disturbi del sistema immunitario (TCDD)
 declino della conta e della qualità spermatica (composti organoclururati)
contradditori
 tumore al seno (PCB, DDE, composti organoclorurati, triazina e fitoestrogeni)
 declino della capacità riproduttiva maschile
 declino della conta spermatica
Carlsen, 1992; Pajarine, 1997; Jorgensen, 2002; Safe, 2005

 presenza di numerosi fattori confondenti


(produzione endogena di estrogeni, sesso, suscettibilita’, dieta,
occupazione..);

Assmuth and Loue


“Research for management of environment risks from endocrine disrupte
The Finnish Environment Institute 2
• POLIMORFISMI GENICI:
GENICI Interazioni Geni-Ambiente
e patologia degenerativa (es. cancro)

N. di casi

Geni
Solo x Solo
Geni Ambiente Ambiente
5 95
Contributo relativo dell’ambiente

Mutti, 2005. SIVR


Complessità delle interazioni gene-ambiente
Diversi geni possono
Environment 3 interagire con più
Environment 2
Fattore
Gene 6 fattori ambientali
Gene 5 ambientale 1 causando una malattia.
Gene 4
Gene 3 (Es. enzimi del metabolismo
Gene 2
Gene 1 - esposizione professionale
a benzo(a)pirene,
Malattia 1
fumo di tabacco e
tumore al polmone o
Disease 6 tumore alla vescica).
Disease 5
Disease 4
Disease 3
Disease 2
Fattore Disease 6
di rischio 1 Disease 5
Disease 4
Ma…
Disease 3
Disease 2
Malattia 1

Ciascun gene può interagire con molti fattori di rischio ed essere associato

Mutti, 2005. SIVR


con diverse malattie (Es. Espressione mutata di p53 (oncosopressore)-
esposizione a fumo di tabacco, aflatossine, esposizioni professionali, eta’,
ereditarieta’ genetica e sviluppo di tumori al pacreas, del cavo orale, epatico,
ateresclerosi….)
POLIMORFISMO
 i geni codificanti per gli enzimi del metabolismo e del riparo del DNA sono
in gran parte polimorfici;
 è un carattere ereditabile stabile;
 ha una frequenza nella popolazione > 1%;
 non interessa prodotti genici coinvolti in funzioni vitali, nel comportamento
sessuale e nello sviluppo;

technologies, concepts and Perspectives, Wilson & Sauk, 2002


Possibile classificazione delle varianti genetiche umane
A. Polimorfismi metabolici
(es. acetilazione lenta o veloce e tumore, ecc.)

Biomarkerers of environmentally associated disease


B. Polimorfismo di recettori, proteine canale o di trasporto
(es. resistenza ad alcuni anticoagulanti basata su meccanismo recettoriale, ecc.)

C. Polimorfismo nella risposta dovuta all’induzione di enzimi,


(es. espressione ridotta di enzimi e porfiria, ecc.)

D. Polimorfismi determinanti una distribuzione anormale dei metalli


(es. ferro ed emocromatosi ereditarie, ecc.)

E. Polimorfismi determinanti alterazioni in processi eziologici non conosciuti


(es. epatiti indotte da alotano, malattie polmonari indotte dal Berillio, ecc.)
POLIMORFISMI & Conseguenze

Maggiore (o minore)
Terapie farmacologiche suscettibilità individuale
a effetti tossici e stati
patologici ad etiologia
Es. 1
ambientale
Assenza di effetto
terapeutico Es. 2
Comparsa di effetti
collaterali
Identificazione di gruppi a
rischio nella popolazione
esposta e predisposizione
di adeguati piani di
Es. 3 prevenzione

Forte vantaggio evolutivo biodiversità nella risposta


Testai, ISS 2004
Esiste una correlazione tra polimorfismi metabolici
e insorgenza di effetti (tossici)

BIOMARKER di SUSCETTIBILITA’
→ rivelano le differenze interindividuali nella risposta agli xenobiotici e
riflettono la capacità variabile nella riparazione del DNA, nell’attivazione
metabolica dei procancerogeni e nei meccanismi di detossificazione
dell’organismo. Questi marker sono indicatori della presenza di fattori
genetici che esistono indipendentemente dall’esposizione, ma che possono
influenzare la probabilità che la malattia sia il risultato dell’esposizione.
Polimorfismi metabolici: prime osservazioni N-AcetylTransferasi-2
PRIMA EVIDENZA ANNI ‘40: gravi effetti collaterali comparsi dopo
somministrazione di dosi standard di isoniazide,
isoniazide un farmaco antitubercolare:

6 ore dopo la somministrazione gli individui


presentavano livelli plasmatici diversi

IDENTIFICAZIONE DELLA rapidi acetilatori


RESPONSABILITÀ

La variabilità della biotrasformazione


dell’isoniazide è correlata con il
polimorfismo del gene NAT2: lenti acetilatori
la sostanza scompare rapidamente dal
plasma dei rapidi acetilatori ma persiste
nei lenti acetilatori

Concentrazione plasmatica isoniazide (µg/ml)


Nella biotrasformazione dell’isoniazide,
essere acetilatore lento (variante polimorfica
di NAT2) induce effetti tossici collaterali.
Biomarkerers of environmentally associated disease technologies,
concepts and Perspectives, Wilson & Sauk, 2002
Diffusione del polimorfismo NAT2
La frequenza degli omozigoti con acetilazione lenta è variabile nella popolazione
mondiale, esistono differenze etniche rilevanti:
 È pari al 10% nella popolazione Giapponese
 È pari al 52% negli Stati Uniti
 È pari al 90% nella popolazione Egiziana

Polimorfismo NAT2 ed esposizione a 4-ABF


NAT2 è coinvolto nel metabolismo del
4-aminobiphenyl (ABP)
assorbito dopo esposizione
a fumo di tabacco e
ad ammine aromatiche (professionale).

Incidenza patologia Carcinoma Carcinoma


tumorale e NAT2 colonrettale vescica

3 volte 16 volte
Acetilatore lento minore maggiore

Vineis et al., 1994. Genetically based N-acetyltransferase metabolic polymorphism and low-
level environmental exposure to carcinogens – Nature.
PARTE 1
L’approccio
ecotossicologico nella
valutazione del rischio
chimico
XENOBIOTICI
“estranei ai viventi”

“molecole di sintesi,
prevalentemente organiche e
alogenate (con Cl, Br),
non presenti nell’ambiente naturale”

“sono contaminanti ambientali”


“residui/microinquinanti”
DIMENSIONI DELLA CONTAMINAZIONE
AMBIENTALE DA XENOBIOTICI
NUMEROSITA’ MOLECOLE
300.000 secondo la letteratura scientifica le singole sostanze
chimiche di sintesi prodotte dall’uomo fino ad oggi, molecole di
sintesi che vanno ad aggiungersi a quelle naturali.
50000 molecole di sintesi di comune uso quotidiano
1000 nove molecole di sintesi/anno/mondo (3/die)
PRODUZIONE INDUSTRIALE
La produzione globale di molecole organiche di sintesi ha avuto
una crescita esponenziale dagli anni ’50 ad oggi:
da 7 milioni di tonnellate/anno alle attuali 400 milioni di
tonnellate/anno.
GRADO INQUINAMENTO MATRICI
Le pianure antropizzate presentano elevate contaminazioni da
xenobiotici (pesticidi, solventi, tensioattivi, IPA, diossine, ftalati, ecc.)
che hanno intriso suolo ed acque profonde. La circolazione dei
contaminanti non conosce confini: supera le frontiere, arriva fino ai
poli della Terra (effetto cavalletta).
FAMIGLIE DI XENOBIOTICI
Idrocarburi alogenati: bifenili policlorurati (PCB), DDT,
Esaclorobenzene, TCDD/dibenzodiossine, dibenzofurani policlorurati (PCDD/PCDF)
Solventi organici: n-esano, ottano, isoparaffine, benzene, Toluene, Xilene,
acetone, glicoli, Tricloroetano, triclorometano, 1,4 diossano
Pesticidi, Biocidi, Antiparassitari: Insetticidi Organo-Clorurati
(HCB/esaclorobenzene), toxafeni, ciclopentadieni clorurati (aldrin,
eptacloro, dieldrin, endosulfan), Insetticidi Organo-Fosforici (disclorvos,
parathion, malathion), Fungicidi (carbammati, triazoli, imidazoli),
Erbicidi (triazinici, metolacloro, fenossialifatici, diossine, clorofenoli)
IPA: pirene, benzo(a)pirene, 1-nitropirene
Ftalati: Mono-methyl phthalate, Mono-ethyl phthalate
Tensioattivi (nonil-fenoli, ottil-fenoli, etc.) etc.
Organobromurati: ritardanti di fiamma (PBDE: difenileteri polibromurati
Perfluorurati bromurati: surfattanti florurati (olio-
repellenti+idrorepellenti)
Endocrine disruptors: ecoestrogeni come i nonilfenoli (es. octilfenolo),
metossicloro, kepone, PCB, diossine, dieldrin, bisfenolo-A, genisteina,
esteri di ftalato (DEHP nelle plastiche morbide come PVC, ecc.),
Metalli pesanti: Pb, Hg, As, Cr, Cd, (platinoidi: Palladio, Platino?)
Organoalogenati
Pesticidi

• DDT
PCB
PCB/Polychlorinated Biphenyls (1)
2,2',5,5'-Tetrachlorobiphenyl (PCB 52),
2,3',4,4'-Tetrachlorobiphenyl (PCB 66)
2,4,4',5-Tetrachlorobiphenyl (PCB 74),
3,4,4',5-Tetrachlorobiphenyl (PCB 81)
2,2’,3,4,5’-Pentachlorobiphenyl (PCB 87)
2,2',4,4',5-Pentachlorobiphenyl (PCB 99)
2,2',4,5,5'-Pentachlorobiphenyl (PCB 101)
2,3,3',4,4'-Pentachlorobiphenyl (PCB 105)
2,3,3’,4’,6-Pentachlorobiphenyl (PCB 110)
2,3',4,4',5-Pentachlorobiphenyl (PCB 118)
3,3',4,4',5-Pentachlorobiphenyl (PCB 126)
2,2',3,3',4,4'-Hexachlorobiphenyl (PCB 128)
2,3,3’,4,4’,6-Hexachlorobiphenyl (PCB 138&158)
2,2',3,4',5,5'-Hexachlorobiphenyl (PCB 146)
2,2’,3,4’,5’,6’-Hexachlorobiphenyl (PCB 149)
2,2’,3,5,5’,6-Hexachlorobiphenyl (PCB 151)
2,2',4,4',5,5'-Hexachlorobiphenyl (PCB 153)
PCB/Polychlorinated Biphenyls (2)
2,3,3',4,4',5-Hexachlorobiphenyl (PCB 156)
2,3,3',4,4',5'-Hexachlorobiphenyl (PCB 157)
2,3',4,4',5,5'-Hexachlorobiphenyl (PCB 167)
3,3',4,4',5,5'-Hexachlorobiphenyl (PCB 169)
2,2',3,3',4,4',5-Heptachlorobiphenyl (PCB 170)
2,2',3,3',4,5,5'-Heptachlorobiphenyl (PCB 172)
2,2',3,3',4,5',6'-Heptachlorobiphenyl (PCB 177)
2,2',3,3',5,5',6-Heptachlorobiphenyl (PCB 178)
2,2',3,4,4',5,5'-Heptachlorobiphenyl (PCB 180)
2,2',3,4,4',5',6-Heptachlorobiphenyl (PCB 183)
2,2',3,4',5,5',6-Heptachlorobiphenyl (PCB 187)
2,3,3’,4,4’,5,5’-Heptachlorobiphenyl (PCB 189)
2,2’,3,3’,4,4’,5,5’-Octachlorobiphenyl (PCB 194)
2,2’,3,3’,4,4’,5,6-Octachlorobiphenyl (PCB 195)
2,2’,3,4,4’,5,5’,6-Octachlorobiphenyl (PCB196&203)
2,2’,3,3’,4,5,5’,6-Octachlorobiphenyl (PCB 201)
2,2’,3,3’,4,4’,5,5’,6’-Nonachlorobiphenyl (PCB 206)
Phthalates
Mono-methyl phthalate
Mono-ethyl phthalate
Mono-n-butyl phthalate
Mono-iso-butyl phthalate
Mono-benzyl phthalate
Mono-cyclohexyl phthalate
Mono-2-ethylhexyl phthalate
Mono-(2-ethyl-5-oxohexyl) phthalate
Mono-(2-ethyl-5-hydroxyhexyl) phthalate
Mono-(3-carboxypropyl) phthalate
Mono-n-octyl phthalate
Mono-isononyl phthalate

Phytoestrogens
Daidzein, Enterodiol
Enterolactone, Equol
Genistein, O-Desmethylangolensin
Polycyclic Aromatic Hydrocarbons
(PHA/IPA)

1-Hydroxybenz[a]anthracene
3-Hydroxybenz[a]anthracene and 9-
Hydroxybenz[a]anthracene
1-Hydroxybenzo[c]phenanthrene
2-Hydroxybenzo[c]phenanthrene
3-Hydroxybenzo[c]phenanthrene
1-Hydroxychrysene, 2-Hydroxychrysene
3-Hydroxychrysene, 4-Hydroxychrysene
6-Hydroxychrysene,
3-Hydroxyfluoranthene
2-Hydroxyfluorene, 3-Hydroxyfluorene, 9-
Hydroxyfluorene
1-Hydroxyphenanthrene,2-Hydroxyphenanthrene,3-
Hydroxyphenanthrene
4-Hydroxyphenanthrene, 9-Hydroxyphenanthrene
Polychlorinated Dibenzo-p-dioxins &
Dibenzofurans
1,2,3,4,6,7,8,9-Octachlorodibenzo-p-dioxin (OCDD)
1,2,3,4,6,7,8-Heptachlorodibenzo-p-dioxin (HpCDD)
1,2,3,4,7,8-Hexachlorodibenzo-p-dioxin (HxCDD)
1,2,3,6,7,8-Hexachlorodibenzo-p-dioxin (HxCDD)
1,2,3,7,8,9-Hexachlorodibenzo-p-dioxin (HxCDD)
1,2,3,7,8-Pentachlorodibenzo-p-dioxin (PeCDD)
2,3,7,8-Tetrachlorodibenzo-p-dioxin (TCDD)
1,2,3,4,6,7,8,9-Octachlorodibenzofuran (OCDF)
1,2,3,4,6,7,8-Heptachlorodibenzofuran (HpCDF)
1,2,3,4,7,8,9-Heptachlorodibenzofuran (HpCDF)
1,2,3,4,7,8-Hexachlorodibenzofuran (HxCDF)
1,2,3,6,7,8-Hexachlorodibenzofuran (HxCDF)
1,2,3,7,8,9-Hexachlorodibenzofuran (HxCDF)
1,2,3,7,8-Pentachlorodibenzofuran (PeCDF)
2,3,4,6,7,8-Hexachlorodibenzofuran (HxCDF)
2,3,4,7,8-Pentachlorodibenzofuran (PeCDF)
2,3,7,8-Tetrachlorodibenzofuran (TCDF)
U.N. = United Nations
POPs = Persistent, Organic Pollutants
(Sostanze Organiche Inquinanti Stabili)
PBTs = Persistent, Organic and
Bioaccumulative Pollutants
POPs: “Dirty Dozen” = DDT, Aldrin,
Dieldrin, Endrin, Clordano, Eptacloro,
Esaclorobenzene, Mirex, Toxafene, PCB,
Diossine e Furani.
Tabella 7-2 Inquinanti organici persistenti (POPs), o “sporca dozzina”, secondo le Nazioni Unite (U.N.) e loro situazione in vari paesi

POP U.S. Canada U.K. Messico Cina India Utilizzo


DDT X X X R R R Zanzare
Aldrin X X X X OK OK Termiti
Dieldrin X X X X OK R Colture
Endrin X X X X OK X Roditori
Clordano R X X OK R OK Termiti
Eptacloro R X X X OK OK Insetti del suolo

Esaclorobenze X X X Fungicida
ne

Mirex X X R R Formiche,termiti

Toxafene X X X X OK X Zecche, acari


PCBs* X R R OK Molti usi

Diossine* BP BP BP BP BP BP

Furani* BP BP BP BP BP BP

Codici: * non pesticidi; X = bandito o usi non segnalati; R = solo uso rigidamente limitato (ingl. restricted);
OK = non vietato; BP = sottoprodotto (ingl. by-products), non prodotto volutamente.
L’UOMO E I CONTAMINANTI

•L’inquinante che viene a contatto con l’uomo è lo stesso che era stato
immesso nell’ambiente?
• In che quantità arriva all’uomo? Quale è la principale via di assorbimento?
ECOTOX

•Degradabilità
•Mobilità
•Bioaccumulo
Bioconcentrazione
Biomagnificazione
DESTINO DELLE MOLECOLE SINTETICHE
NELL’AMBIENTE

DISTRIBUZIONE NELLE MATRICI

ADSORBIMENTO BIOACCUMULO

DEGRADAZIONE
ACCUMULO
DISTRIBUZIONE DEGLI INQUINANTI
NELLE MATRICI

Distribuzione dell’inquinante nelle varie fasi (acqua, aria, suolo, sedimenti) in


funzione delle caratteristiche dei comparti ambientali e delle proprie
caratteristiche chimico-fisiche.

propagazione

deposizione
deposizione

volatilizzazione volatilizzazione

deflusso superficiale

assorbimento diffusione
drenaggio
dilavamento
PRINCIPALI CARATTERISTICHE CHIMICO-FISICHE
CHE DETERMINANO LA DIFFUSIONE DELLE
MOLECOLE NELL’AMBIENTE

Densità
Punto di fusione
Peso molecolare

Solubilità in
acqua o in
altri solventi Punto di ebollizione
Tensione di vapore

Coefficienti di ripartizione
C1
COEFFICIENTE DI RIPARTIZIONE =
C2

OEFFICIENTI DI RIPARTIZIONE MAGGIORMENTE USATI:

IDROFOBICITA’
n-ottanolo/acqua (KOW )
AFFINITA’ PER SUOLO E
SEDIMENTI
carbonio organico/acqua (KOC )
AFFINITA’ PER ARIA
aria/acqua (KAW )
BIOCONCENTRAZIONE FOGLIA/ARIA
n-ottanolo/aria (KOA )
VOLATILIZZAZIONE
aerosol/aria (KXA )
AFFINITA’ DELLE SOSTANZE PER DIVERSI COMPARTI AMBIENTALI

Affinità Comparti

Acqua Aria Suolo Biomassa Biomassa


Solubilità log KAW log KOC animale vegetale
(g/l) log KOW log KOA
Molto alta >1 >-2 >5 >5 >8

Alta 1 ÷ 10-2 -2 ÷ -4 5÷4 5 ÷ 3,5 8÷7

Media 10-2 ÷ 10-3 -4 ÷ -5 4÷2 3,5 ÷ 3 7÷5

Bassa 10-3 ÷ 10-2 -5 ÷ -7 2÷1 3÷1 5÷4

Molto < 10-5 <-7 <1 <1 <4


bassa
CLASSIFICAZIONE MOLECOLE IN
FUNZIONE DELLE PROPRIETA’ PARTITIVE

Categoria Descrizione Esempio


chimica
Tipo 1 Tensione di vapore e Clorobenzene
solubilità in acqua
possono essere definite
Tipo 2 Non volatili Linear Alkylbenzene
Sulfonate
Tipo 3 Insolubili in acqua Eicosano
Tipo 4 Non volatili e insolubili in Polietilene
acqua
Tipo 5 Specianti nell’ambiente Mercurio,
pentaclorofenolo
ADSORBIMENTO

Adesione delle sostanze chimiche sulla superficie di un solido o di un liquido

Adsorbimento chimico Adsorbimento fisico:


(chemiadsorbimento): le molecole vengono
gli atomi (o gli ioni) vengono trattenute sulla superficie
fissati alla superficie mediante forze più deboli dei
attraverso veri e propri legami legami chimici
chimici (forze di van der Waals).

Possono essere più facilmente rilasciat


DEGRADAZIONE

Trasformazione chimica della molecola, con conseguente


rimozione della stessa dalla matrice.

La resistenza alla degradazione si esprime mediante il tempo di


dimezzamento (t1/2)
mineralizzazione
degradazione
degradazione parziale

Avviene per mezzo di reazioni:


abiotiche: idrolisi, fotolisi e reazioni di ossidoriduzione

biotiche: organismi viventi, microrganismi in particolare,


trasformano i composti chimici in prodotti più polari
DEGRADAZIONE BIOTICA

Biodegradazione Metabolismo:
: trasformazioni
trasformazioni operate da
operate dai Presenza o assenza organismi superiori
Cometabolismo:
microrganismi di ossigeno
Degradazione avviene
solo in presenza di
altre sostanze

Metabolismo CO2
ossidativo
o riduttivo
CH4
BIODEGRADAZIONE DEL TRINITROTOLUENE
La degradazione può portare alla formazione di
tossici diversi da quelli di partenza: es. IL CICLO
DEL MERCURIO

Da: M. Prescott. Microbiologia. Zanichelli, 1995


PERSISTENZA AMBIENTALE:
AMBIENTALE tempo di permanenza di una
sostanza in un determinato comparto, qualunque sia la vita con
cui questa viene rimossa (degradazione, trasporto,
assorbimento, bioaccumulo,…)
Persistent Organic Pollutants
(POPs)

United Nations Environmental Program (UNEP): la


“Sporca Dozzina”

DDT Aldrin Clordano Eptacloro

Endrin Mirex PCBs Diossine


Dieldrin

Toxafene Furani Esaclorobenzene


ogeni (Cloro, Bromo) e persistenza ambientale

•Il legame carbonio-cloro (o bromo) è difficile da


scindere
•La presenza del cloro riduce la reattività generale
della molecola,
rendendo più “stabili” tutti i legami
•La maggior parte dei composti contenenti cloro è
idrofoba
•La possibilità di una molecole contenente cloro (o
altri alogeni)
DDT di essere degradata varia in funzione
PCB
della posizione dell’alogeno
BIOACCUMULO

Accumulo dei contaminanti negli organismi viventi.

biomagnificazione: trasferimento degli inquinanti


attraverso le reti trofiche
bioconcentrazione: arricchimento attraverso le
superfici che consentono gli scambi di gas respiratori
C at e
ne a
terr lim
estr entar
i ne i
lla c acquat
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entr che son
azio o
ne d più ef
egli ficie
inqu nt
inan i di qu
ti. elle
Schema generale per i fenomeni di bioaccumulo

dieta

Branchia Tratto
Foglia gastro-
respirazione Superficie intestinale
respiratoria

Fluidi circolanti

metabolismo
accumulo
escrezione

altre vie
BIOCONCENTRAZIONE e BIOMAGNIFICAZIONE DEI
PCB
FATTORE DI BIOCONCENTRAZIONE
Esprime il fattore di arricchimento organismo/acqua o
organismo/aria conseguente a fenomeni reversibili di scambio
per via respiratoria
Fattore di bioconcentrazione (BCF) del DD
Organismo BCF
Lombrico 73
BCF = CA/ CW Lumaca 2,8
Verdura 0,008
CA=concentrazione di un
Ostrica 70.000
composto in un organismo
CW=concentrazione di un Plancton 16.600
composto in acqua o in aria Pesce 829.000
Piante 100.000
acquatiche
Fagiani 2,9
Aquila (grasso) 36

Da: P. Dolara. Tossicologia generale e ambientale. Piccin, 1997


CONCENTRAZIO
NI DI DDT IN
ALCUNE SPECIE
MODELLI PREVISIONALI
Relazioni matematiche che cercano di simulare i processi
che avvengono in un sistema ambientale, allo scopo di
fornire dati qualitativi e/o quantitativi sul destino di una
sostanza chimica introdotta nell’ambiente
PROCEDURE
•Selezione di un modello
INPUT
•Identificazione e appropriato: caratteristiche
classificazione della molecolari
•Ottenere dati relativi a
molecola
•Identificazione delle produzione, uso, scarico,
quantità immesse nei ecc.
•Dedurre le caratteristiche
comparti ambientali e
della velocità di generali del comportamento
•Stimare il comportamento
immissione
OUTPUT ambientale in una regione
Informazioni sul di 105-106 km2
destino ambientale •Valutare il comportamento
della molecola in situazioni ambientali di
particolare interesse
SOSTANZA
CHIMICA
volatilizzazione
ARIA
Fotolisi deposizione
Reazioni ozono
Radicali idrossilici
SUOLO drenaggio
Ossidazione
Reattività chimica
ACQUA

accumulo
volatilizzazione

rilascio
Idrolisi
Fotolisi
precipitazione rilascio Ossidazione
Reattività chimica
BIOMASSA accumulo
rilascio Biodegradazione

adsorbimento
Metabolismo
accumulo

rilascio
rilascio
SEDIMENTO
accumulo Ossidazione
Reattività chimica
Modelli regionali:
regionali ChemCAN
Modelli planetari
mbientale su scala globale dei contaminanti organici p
PARTE 2
Valutazione e gestione dei
rischi sanitari da
xenobiotici
Cooperano varie discipline:
• Tossicologia (T. ambientale, Ecotox)
• Chimica ambientale
• Epidemiologia
ambientale (patologie esposti VS pat. non-esposti)
• Igiene ambientale
• Matematica & Statistica (modelli predittivi)
Differenze fra: pericoli e rischi, effetto e danno
The Role of Human Exposure Studies

Epidemiologic Studies

Human
Animal Studies Exposure
Studies
PERICOLI & RISCHI
• Pericolo (hazard): qualsiasi agente chimico,
fisico o biologico, o condizione, avente il
potenziale di provocare un effetto avverso per la
salute
• Rischio (risk): una funzione della probabilità
di accadimento di un evento avverso e della
gravità di tale evento conseguenziale alla
presenza di un pericolo
• (rischio percepito/rischio reale)

Risk = hazard x exposure


R=DXP
D= magnitudo/gravità danno
P= probabilità accadimento evento avverso
EFFETTO & DANNO
Definizione OMS

• Effetto: risposta fisiologica


all’esposizione

• Danno: qualsiasi effetto biologico che


ecceda i limiti tollerati dai meccanismi
di compensazione del corpo umano
RISCHIO & TOSSICITA’
TOSSICITA’: capacità di una sostanza di causare danno
RISCHIO: probabilità che un danno si verifichi

Sostanza
con alta X esposizione breve = basso rischio
tossicità (occasionale/intermittente/minima)

Sostanza
con bassa X espos. elevata/costante = alto rischio
tossicità
Quando il rischio è accettabile…

Il rischio accettabile rappresenta la soglia alla quale i benefici


che si attendono da una determinata azione sono superiori ai
rischi di danno che il decisore è disposto ad accettare…

Causa Rischio individuale


Eventi naturali 10-6 :10-5

Incidenti non lavorativi 4.8x10-4

Incidenti lavorativi 10-5 :10-3

Letalità cause naturali 10-4 :10-3

Rischio individuale accettabile ≅ 10 -5 /10-6


EFFETTI SANITARI XENOBIOTICI
• diretti & indiretti (es. consentire
penetrazione di altro tossico)
• acuti & cronici
• di prima & seconda generazione
• genotossici & cancerogeni
• effetti additivi
• effetti interattivi
Tossicologia Classica

Chimica Ambientale Tossicologia Ambientale Ecologia

Ecotossicologia

Altri Criteri
Criterio
Criterio Scientifico
Scientifico (scientifici e non)

Autorità di Governo

Regolamentazione

Organi di Controllo
DIFFERENTI STRATEGIE
PER DIFFERENTI OBIETTIVI

TOSSICOLOGIA
ECOTOSSICOLOGIA
CLASSICA

Protezione di popolazioni
Protezione di individui
Protezione di comunità
Protezione di popolazioni
Protezione di ecosistemi

Mantenimento Mantenimento delle struttura


dello stato di salute e delle funzioni del sistema
DIFFERENTI STRATEGIE SPERIMENTALI

TOSSICOLOGIA TOSSICOLOGIA
CLASSICA AMBIENTALE

Sperimentazione su poche specie


Sperimentazione su poche
rappresentative di
specie standard
vari livelli ecologici o sistematici

Estrapolazione Estrapolazione a
a una singola specie ecosistemi e biosfera
Carichi Proprietà fisico-chimiche

Modalità di
Modelli Studi di
Uso e di
Scarico Valutativi Laboratorio
Saggi di Tossicità Acuta
Processi
Ambientali QSAR
Monitoraggio
Proprietà delle Ambientale
Matrici
Ambientali
Studi di Campagna

Valutazione Valutazione
dell’Esposizione degli Effetti
Studi sui Sistemi
Valutazione Biologici a Rischio
del Pericolo Potenziale
Dinamica di Popolazioni,
Struttura e Funzioni di
Stima Comunità ed Ecosistemi

del Rischio
Tossicologia
• Test di valutazione della tossicità acuta e
cronica (a breve e a lungo termine, selettiva,
locale e sistemica, riproduttiva e sviluppo)
• Relazione/Curva dose-risposta

• Tossicocinetica
Introduzione e Assorbimento (Intake, Uptake)
Distribuzione, Biotrasformazione,
Bioattivazione, Eliminazione (Clearance)
Biomarkers
• Tossicodinamica
Azione nell’organismo (Apparati e organi bersaglio,
Recettori)
Valutazione del rischio
RISPOSTA/EFFETT DOSE-RISPOSTA

SOSTANZE
NON
O

CANCEROGENE
(CON SOGLIA) SOSTANZE
CANCEROGEN
E
(SENZA
SOGLIA)

DOSE
NOAEL LOAEL
NOAEL: la più alta concentrazione a cui non si sono osservati effetti
avversi
LOAEL: la più bassa concentrazione a cui è stato osservato un
effetto avverso
ACCETTABILITA’ DEL
Come si evidenzia la
Transizione SALUTE  MALATTIA

Fonti di
Esposizione MALATTIA
Ambientali
BIOMARKER
…qualsiasi parametro che possa
evidenziare le alterazioni indotte
da xenobiotici, individuabili a
diversi livelli, da quello subcellulare
a quello ecosistemico…
BIOMARKER
Livelli dei biomarker

10-1
Metaboliti urinari
10 -2

10-3
Addotti molecolari all’albumina
10-4

10-5
Addotti molecolari all’emoglobina
10-6
Addotti molecolari al DNA
10-7 Addotti espulsi con l’urina

0 1 10 100 1000
Tempo dopo l’esposizione (giorni)

Relazioni tra i diversi biomarker di esposizione riguardo ai loro livelli di tempo di manifestazione
dopo una singola dose (IPCS, ‘1993)
Come si evidenziava in passato
la Transizione SALUTE  MALATTIA

PREVENZIONE

Alterazioni
Fonti di Esposizione Dose
Ambientale
Funzionali MALATTIA
Esposizione Interna Strutturali
Aria Sostanze o
Acqua metaboliti
Alimenti in tessuti
Lavoro sangue e
urina

L’approfondimento delle conoscenze alla base del processo


etiologico delle malattie ha fornito ulteriori strumenti di prevenzione.
Come si evidenzia OGGI
la Transizione SALUTE  MALATTIA

PREVENZIONE

Fonti di Esposizione Dose Dose Primi Alterazioni


esposizione Ambientale Interna Biologica effetti Funzionali MALATTIA
Effettiva Biologici Strutturali
Aria Sostanze o
Acqua metaboliti Addotti Rotture DNA
Alimenti in tessuti Proteine SCE
Suolo sangue e DNA Micronuclei
Lavoro urina

SUSCETTIBILITA’

Marker di esposizione Marker di effetto


Transizione SALUTE  MALATTIA TUMORALE

Pro-cancerogeno
cancerogeno
Addotto DNA-cancerogeno
Riparazione Bersaglio non
Divisione cellulare pertinente
Mutazione genica Mutazione puntiforme
Danno letale
Mutazione
Iniziazione
silente
Promozione

Progressione

Mutti, 2005. SIVR


CANCRO
ASSORBIMENTO
DISTRIBUZIONE
DESTINO
DI UNA SOSTANZA
XENOBIOTICA
Xenobiotico

Reazioni di BIOTRASFORMAZIONE
• aumentano la idrosolubilità
• evitano l’accumulo negli organismi
ORGANISMO • favoriscono l’escrezione
Farmaco/Tossic … degli xenobiotici
o
Reazioni di fase I (CYP, citocromi)
inseriscono o smascherano
gruppi funzionali (-OH, -NH2)

RISPOSTA Reazioni di fase II


Effetto Terapeutico (GST, UDPGT, NAT)
Tumore coniugano al parentale o al prodotto
Tossicità di reazione della fase I molecole
endogene altamente solubili

Testai, ISS 2004


Xenobiotici & Metabolismo

Gli xenobiotici vengono trasformati


dal sistema enzimatico per il loro
Metaboliti con
metabolismo in:
attività < o nulla
rispetto al parentale:
detossificazione

Metaboliti con
attività >
del composto parentale:
bioattivazione

Testai, ISS 2004


I livelli di espressione degli enzimi coinvolti nel metabolismo degli xenobiotici
mostrano variazioni interindividuali

Xenobiotico
Variabilità indotta da Variabilità indotta
fattori socio-ambientali da fattori genetici
Variazioni geniche

Dieta
Fumo ORGANISMO
Alcol Farmaco/Tossic Sistemi di difesa
Modificati
Farmaci o Recettori (DNA-Repair)
Inquinanti Modificati
Stati patologici

Espressione
RISPOSTA Polimorfica di
Induzione Effetto Terapeutico enzimi del
Inibizione metabolismo
Tumore
Tossicità
Testai, ISS 2004
La prevenzione dei rischi sanitari e ambientali da
xenobiotici pone nuove sfide che richiedono nuovi
strumenti
Problemi emergenti:
- le matrici ambientali sono ormai intrise di contaminanti chimici di sintesi : il
“rischio zero” per le popolazioni è una utopia

- vi è presenza di xenobiotici persistenti (POPs) recalcitranti alla


biotrasformazione ambientale, di composti bioattivabili nell’ambiente e
soggetti a bioaccumulazione

- tutti ancora da stimare i possibili rischi ambientali e sanitari connessi con


l’esposizione del biota a miscele di xenobiotici presenti nelle matrici
ambientali (interazioni, potenziamento, cancerogenicità, mutagenicità,
esposizione prenatale/teratogenicità, interferenze endocrine, polimorfismi
genici, ecc.)

- difficile la stima dei danni dai residui di microinquinanti nelle matrici:


insufficiente l’approccio tossicologico, effetto da esposizione a piccole dosi
in ampie fasce di popolazione (effetti stocastici, a lungo termine, di I/II
generazione, ecc.)
Corretta valutazione del rischio di tumori da
inquinamento: esempio sui tumori in USA (1)

Doll & Peto/1981: le cause del cancro


% di morti per cancro attribuite ai diversi fattori
stima intervallo accettabile
Tabacco 30 25-40
Dieta 35 10-70
Additivi alim. <1 2
Alcol 3 2-4
Fattori riprod. 7 1-13
e sessuali
Occupazione 4 2-8
Inquinamento 2 <1-5
Infezioni 10? 1?
Farmaci e tratt. 1 0.5-3
Medici
Corretta valutazione del rischio da
inquinamento in base ai dati epidemiologici:
esempio sui tumori in USA (2)

Morti per tumori in USA: dati assoluti


278.562 433.795
+ 56%
1962 1982

Tasso grezzo di mortalità


151/100.000 ab 188/100.000 ab
1982 + 25%
1962

Standardizzazione tasso mortalità per fasce di età


l’aumento del tasso di mortalità per tumori diviene = +8,7%
il processo che
valuta e “pesa” le
ANALISI DEL RISCHIO diverse alternative
politiche (tecniche,
commerciali,
economiche, etc.)

la stima quali/quantitativa della


probabilità di occorrenza e
severità di effetti avversi
conosciuti o potenziali in una
IL RISCHIO
1
IDENTIFICAZIONE DEL
RISCHIO

3 2
VALUTAZIONE DEI VALUTAZIONE DELLA
LIVELLI ESPOSITIVI DOSE-RISPOSTA

Rapporti Tecnici --> Analisi integrata


4
CARATTERIZZAZIONE
DEL RISCHIO

Gestione del rischio


VALUTAZIONE DEL RISCHIO
Una volta che siano disponibili informazioni tossicologiche e/o
epidemiologiche di una particolare sostanza chimica, può essere
condotta un’analisi di valutazione del rischio (ingl. risk assessment).
Tale analisi cerca di rispondere quantitativamente alle seguenti
domande: “Quali sono i tipi di tossicità più probabili attesi per la
popolazione umana esposta alla sostanza?”
sostanza e “Qual é la probabilità
che ciascun effetto si manifesti nella popolazione?”
popolazione? Se necessario, il
risk assessment cerca anche di stimare per l’uomo la dose massima di
esposizione consentita per la sostanza in esame.
Per eseguire adeguatamente uno studio di valutazione del rischio nei
confronti di una determinata sostanza chimica, occorre disporre delle
seguenti conoscenze:
Informazioni circa la stima del pericolo; vale a dire i tipi di tossicità
(acuta? cancro? difetti congeniti?) che ci si attende da esso;
Informazioni quantitative dose-risposta inerenti alle possibili varie
modalità d’esposizione (orale, cutanea, per inalazione) ad esso;
Una stima dell’esposizione umana potenziale alla sostanza chimica
Modello per assumere decisioni nel
Risk assessment & Risk Management
L’analisi di valutazione del rischio (possibile solo se disponibili
informazioni tossicologiche e/o epidemiologiche)
risponde ai seguenti quesiti:
- Quali sono i tipi di tossicità più probabili attesi per le popolazioni umane
esposte alla sostanza ?
- Qual è la probabilità che ciascun effetto si manifesti nella popolazione ?
- Stimare l’esposizione umana ammissibile per il contaminante chimico
In breve: effetti/esposizione/suscettibilità
STEP:
1. Identification of hazard (stima del pericolo); epidemiology (confronto
patologie esposti vs non esposti); toxicology (tossicità acuta, cronica, LD50 ,
curva dose-risposta, modalità esposizione: orale, cutanea, per inalazione);
in vitro tests; structure.activity analysis
2. Characterization of risk: potency; exposures; susceptibility
3. Control of risk: information; regulation (GL & standards per matrici:
NOEL, ADI, RfD); substitution
OBIETTIVI DEL RISK ASSESSMENT
1. Balance risks and benefits
DRUGS
PESTICIDES
2. Set target levels of risk
FOOD CONTAMINATION
WATER POLLUTTANTS
WASTE POLLUTTANTS
3. Set priorities for program activities
REGULATORY AGENCIES
MANUFACTURERS
ENVIRONMENTAL & CONSUMER ORGANIZATIONS
4. Estimate residual risks and extent of risks reduction after
steps are taken to reduce risks
GESTIONE DEL RISCHIO DA
XENOBIOTICI
REGOLAZIONE
•PRINCIPIO DI CAUTELA
•ELIMINAZIONE O
SOSTITUZIONE
•STANDARDS
•REACH (UE)
STANDARDS
NELLA “PREVENZIONE PRIMARIA”
DEGLI XENOBIOTICI

“Paletti” finalizzati alla riduzione dell’esposizione

• Dose-soglia (thresold, NOEL)


• Safe limit (ADI, TDI, RfD)
• Limite massimo (MAC O MCA)
• Guide lines (WHO: linee guida)
Per esposizioni croniche,
croniche l’informazione è derivata da studi sperimentali su animali
che forniscono la dose soglia o NOEL (ingl. no observed effect level),
normalmente espressa in termini di milligrammi della sostanza per kilogrammi di peso
corporeo per giorno (mg/kg/die). Nel calcolo del livello “dose soglia” per membri della
popolazione umana molto sensibili alla sostanza tossica é usuale dividere la NOEL per
un fattore di sicurezza (SF, safety factor), in genere 100.
Il valore che ne risulta é dettoADI = NOEL/SF (ingl. acceptable daily
intake), che è la massima assunzione giornaliera accettabile o massima dose
giornaliera della sostanza.
L’U.S.EPA (Agenzia statunitense per la Protezione Ambientale), invece, si riferisce a
tale parametro in termini di RfD (ingl. toxicity reference dose), cioè dose di tossicità
di riferimento.
riferimento Occorre notare che il valore ADI o RfD non rappresenta una linea di
demarcazione netta fra le esposizioni completamente sicure da quelle che non lo sono,
dato che la trasferibilità delle informazioni di tossicità dagli animali all’uomo si rivela
non molto precisa e, in molti casi, il fattore di sicurezza risulta abbastanza elevato.
Alcuni scienziati hanno suggerito di dividere la NOEL per un ulteriore fattore di 10 (da
cui SF diviene: 10 x 10 x 10 = 1000), al fine di proteggere gruppi di popolazione molto
suscettibili al tossico come sono i bambini. Infatti, negli Stati Uniti, la Legge relativa
alla “Protezione della qualità alimentare”, del 1996, esige che l’EPA fissi limiti dei
residui di pesticidi negli alimenti 10 volte più bassi di quelli considerati sicuri per un
adulto.
DOSE GIORNALIERA ACCETTABILE (DGA):
rappresenta la quantità di xenobiotico che può essere ingerita giornalmente senza apprezzabili danni per la salute.
Viene espressa in mg/kg peso corporeo animale (NOAEL). La NOAEL diviso un Fattore di Sicurezza (FC: 100 o
1000)
consente l’estrapolazione all’uomo per il calcolo della DGA e dell’ADI.

NOAEL/FC (100 o 1000)


DOSE GIORNALIERA ASSUNTA (ADI):
rappresenta la quantità di xenobiotico che un individuo medio può ingerire quotidianamente senza correre alcun
rischio e viene calcolata moltiplicando la DGA per il peso corporeo dell’individuo.

ADI = DGA X 70 KG
(La ADI viene espressa in mg/uomo/giorno)

DOSE MASSIMA ACCETTABILE (DMA)


(O TOLLERANZA TOSSICOLOGICA)
rappresenta la dose massima accettabile dello xenobiotico in un alimento (o acqua, aria) la cui ingestione (o
inalazione) da parte dell’uomo non provoca danni alla sua salute. La DMA viene calcolata dividendo l’ADI per il
quantitativo d’alimento (o acqua, aria) (espresso in g, o mc) che entra nella normale dieta della popolazione e viene
espresso in ppm oppure in ppb.

DMA = ADI/grammo di alimento


OMS/WHO
“ Rischio chimico ambientale”
(matrici e ambiente di lavoro)
International Programme on Chemical Safety
(IPCS)
DATA BASE
per
- circolarità delle informazioni
- condivisione di informazioni
- prendere decisioni (regolazioni) consapevoli
- stabilire priorità
Riviste di riferimento internazionale

•IPCS
International Programme on Chemical Safety

REVIEWS
Of Environmental Contamination and
Tpxicology
IPCS/OMS: ENVIRONMENTAL HEALTH
CRITERIA FOR CHEMICALS (1)
1. Identity and physical/chemical properties/analytical methods

2. Sources of human and environmental exposure


natural sources, anthropogenic sources, production and use

3. Environmental transport, distribution, and transformation


Transport and distribution between media (air, water, sediment, soil,
biota, diffusione/fugacità, environmental partitioning)
Transformation and removal (abiotic, biotic)
Bioaccumulation (aquatic/terrestrial organisms)

4. Environmental levels and human exposure


environmental levels: air, drinking/surface-water, sludges,
sediment/soil, food, biota
human exposure: environmental, occupational
IPCS/OMS: ENVIRONMENTAL HEALTH
CRITERIA FOR CHEMICALS (2)
5. Kinetics and metabolism in laboratory animals and
humans
absorption (in animals/humans)
distribution (in organs/blood, subcellular)
metabolic transformation
elimination and excretion
retention and turnover
reaction with body components
6. Effects on laboratory mammals and in vitro test systems
single/short-term/long-term exposure
irritation and sensitization (skin/eye irritation, sensitization)
reproductive and developmental toxicity
DNA interactions and mutagenicity, carcinogenicity
nephrotoxicity/neurotoxicity/immunotoxicity
toxicity of metabolites/mechanism of toxicity/mode of action
IPCS/OMS: ENVIRONMENTAL HEALTH
CRITERIA FOR CHEMICALS (3)
7. Effects on humans
General population exposure
Occupational exposure

8. Effects on other organisms in the laboratory and field


Laboratory experiments (microorganisms, aquatic-terrestrial organisms)
Field observation

9. Evaluation of human health risks and effects on the environment


Evaluation of human health risk
exposure levels: occupational/general population

Evaluation of effects on the environment


exposure levels, persistance, fate and transport
toxicity and dose-effect/response relationships
guidance value
La prevenzione dei rischi sanitari e ambientali da
xenobiotici pone nuove sfide che richiedono nuovi strumenti
(A)
Nuovi strumenti preventivi sanitari e ambientali:
- nuovi approcci nella valutazione della contaminazione ambientale
(indicatori biologici)
biologici e dell’esposizione delle popolazioni
(biomarcatori)
biomarcatori a miscele di microinquinanti
- prevenzione degli xenobiotici con o senza dose-soglia (cancerogeni
genotossici ed epigenetici).
- dalla cultura preventiva del Risk-Assessment a quella del Risk-
Management: “rischio accettabile” in presenza di matrici intrise di
miscele di contaminanti
- valutazione del rischio (risk assessment): hazard assessment,
exposure assessment, dose-response analysis, risk characterization
- nuovi criteri, strumenti conoscitivi e considerazioni per
regolamentare il rischio chimico: GL e valori limiti (critici e di
sicurezza) per la prevenzione primaria del rischio da xenobiotici
ambientali, analisi costi economici
La prevenzione dei rischi sanitari e ambientali da
xenobiotici pone nuove sfide che richiedono nuovi
strumenti (B)

Nuovi approcci internazionali nell’affrontare il


problema inquinamento da xenobiotici ambientali
- Accordi internazionali per la salvaguardia degli ecosistemi e
del clima del Pianeta
- Accordi internazionali Vs inquinamento transfrontaliero
- Selezione di xenobiotici pericolosi e prioritari sui quali
agire in base: grande entità della produzione, elevato
rischio sanitario e/o ambientale, alta pericolosità per
l’infanzia (Direttica 2000/60/CE)
- Sostituzione dei contaminanti prioritari con molecole
alternative, in mancanza eliminazione/non produzione
- Principio di cautela per le nuove molecole di sintesi,
da approvare solo se sicuri della loro innocuità ecologica e
sanitaria
European Union (EU) (1)
Regolamento Sostanze Chimiche

REACH
REACH: New Policy Chimica Europea
2007-2018
Registration Evaluation Approval
of CHemicals
REACH (2)

Dal 1° giugno 2007 è entrato in vigore il Regolamento CE


n. 1907/2006
(con avviamento operativo dal 1° luglio 2008), che prevede
l'applicazione della normativa REACH (Registration,
evaluation, approval of Chemicals) a tutte le aziende
Europee.
La nuova normativa REACH ha lo scopo di regolamentare le
sostanze chimiche (materie prime e preparati, quindi anche
quelle presenti in cosmetici, articoli per la casa, ecc.)
manipolate e vendute in Europa in misura superiore ad 1
ton/anno (per singola sostanza),
con alcune importanti conseguenze nelle attività future di
importatori e produttori.
REACH (3)
Le azioni previste Dal 1° luglio 2008 inizieranno le procedure di pre-registrazione (fino al
31 dicembre 2008), che consentiranno a tutti coloro che prevedono di
importare/gestire/immettere sul mercato sostanze in misura superiore a 1 ton/anno di
godere di un periodo di alcuni anni di deroga durante i quali verranno stabilite le
procedure e verranno istituite delle 'cordate' fra i produttori delle stesse categorie di
sostanze. Negli anni successivi (gradualmente e fino al 2018) verranno sottoposte a
registrazione/approvazione tutte le sostanze circolanti in Europa (30000, secondo le
stime), tenendo conto che: in assenza di pre-registrazione/registrazione la sostanza non
potrà più circolare (alcune sostanze spariranno) la registrazione sarà nominale: ossia non
si potrà semplicemente aspettare che qualche grossa azienda si esponga a far registrare
il prodotto a sue spese. Occorrerà partecipare ai 'cluster¡' aziendali spartendo le spese
(in proporzione alle proprie dimensioni) definiti in fase di pre-registrazione (che si
conclude nel 2008). Questo provocherà indubbiamente l'aumento del costo di alcune
sostanze sul mercato e la difficoltà di reperimento di altre. Alcune sostanze verranno
escluse ed altre subiranno restrizioni i produttori extra-europei dovranno nominare una
entità responsabile con sede in Europa che gestisca le pre-registrazioni per loro conto
presso l'ECHA (nei casi in cui sarà opportuno e se utile potremo rivestire noi stessi
questo incarico) In seguito:
31 dicembre 2008: fine pre-registrazione
2010: scadenza registrazione per tutte le sostanze gestite in
misura superiore a 1000 t/a, e per tutte le sostanze pericolose
2013: scadenza registrazione sostanze >= 100 t/a
2018: scadenza registrazione sostanze >= 1 t/a