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Regolazione dell’operone

lattosio secondo Jacob


e Monod
Comportamento materno in madri molto o poco “coccolate”
Le due conformazioni
che può assumere la
proteina della sindrome
della “Mucca pazza”
Rete proteica Rete di attori
LE RETI VIVENTI SONO FORNITE DI VICARIANZA E
RIDONDANZA. RESISTONO BENE AL RUMORE
DIFFUSO, MALE A QUELLO MIRATO AI NODI CON
MAGGIORE NUMERO DI COLLEGAMENTI.
A) La distribuzione del
numero dei legami
per nodo è “scale-
free”
B) Le reti sono
organizzate per
moduli
C) Ci sono nodi
“principali” a cui
sono aggregati nodi
secondari
D) Sono altamente
ridondanti e fornite
di vicarianza.
Di conseguenza le reti permettono comunicazioni molto
rapide, sono molto resistenti al “rumore” casuale ma molto
suscettibili alla modificazione dei nodi principali.
ETEROFILLIA
Effetto del fitocromo

come mediatore della

luce nello sviluppo.


FORESTA NEURALE
Ciclo vitale del Dictyostelium discoideum
PAESAGGIO EPIGENETICO
PROCARIOTI

Nei batteri i due processi fondamentali di acquisizione di


variabilità genetica potenzialmente adattativa sono:

a) Trasferimento orizzontale di geni e complessi genici che


rende lo stesso concetto di specie di difficile
interpretazione.

b) Una serie di meccanismi di aumento della frequenza di


mutazioni in risposta ad eventi esterni che modificano
profondamente la fitness quali gli stress nutrizionali e
non.
Alcuni meccanismi di modificazione dei genomi batterici
Il sistema RpoS di risposta a stress

In presenza di stress viene attivato il gene regolatore RpoS


che a sua volta attiva circa 10% dei geni batterici e ne
inibisce altri:
-- I geni di “mismatch repair” MutS, MutL,MutH venogno
inattivati con conseguente aumento di frequenza di
mutazione fino a 1%. Lo stesso avviene per il “protettore
generico” gene Dps.
-- Il gene dinB per la DNA polimerasi IV induttrice di
errori nella replicazione viene attivato.
-- Vengono attivati una serie di geni in parte utili per
superare lo stress e la attivazione provoca in essi un
aumento di mutazioni ( Wright, 2004)
-- Si attivano processi di amplificazione genica (aumennto
di copie di singoli geni o sequenze)
Anche nel caso degli eucarioti parte della variabilità potenzialmente
adattativa è genetica ma è spesso solo in linea somatica e dovuta alla
presenza di sequenze ipervariabili in geni e sequenze specifici in cui è
“utile”. Due esempi classici sono i geni per le immunoglobuline e quelli
per le caderine, proteine coinvolte nella formazione delle sinapsi. Lo
stress tuttavia attiva anche i trasposoni che aumentano la frequenza di
mutazione

Molto spesso le sequenze


ERE

ipervariabili sono
AUXRE ABRE
“omogenee” ( a bassa
complessità e cioè lontane
dalla casualità). Ad esempio
è noto che la frequenza di
ERE TGA1 box

mutazione dei microsatelliti


è 2% a fronte di frequenze
TATA box
dell’ordine di un milionesimo
in sequenze codificanti
Meccanismo di variazione dei geni delle
immunoglobuline
Sequenze ipervariabili nei geni delle immunoglobuline
BARBARA Mc CLINTOCK
TRASPOSONI DEL MAIS
Sono possibili in eucarioti anche forti riarrangiamenti
genomici intra-specifici dovuti a trasposoni e altri
processi di “genome shuffling”