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Public speaking

Comunicare efficacemente

Gestire lo stress

Strutturare una presentazione

Essere persuasivi

Public speaking Giacomo Mason


1/84 - Marzo 2007
Sommario

1) P r i n c i p i d i b a s e

2) V e r b a l e e n o n v e r b a l e

3) F o r m e d i e s p r e s s i o n e

4) G e s t i o n e d e l p u b b l i c o

5) C o s t r u i r e l’ a r c h i t e t t u r a

Public speaking Giacomo Mason


2/84 - Marzo 2007
1 Principi di base

Public speaking Giacomo Mason


3/84 - Marzo 2007
In quali occasioni avete parlato in pubblico
l’ultima volta?

Public speaking Giacomo Mason


4/84 - Marzo 2007
Principi di base

Perché il passato non ci aiuta


Occasioni tipiche Problemi tipici

Orientamento al copione
Esami all’università
Interrogazioni Scarso rilievo della CNV

Tesi di laurea Setting inadeguati


Lezioni classiche
Poche varianti a disposizione
Conferenze
Frattura culturale stabilita tra gli attori

Scarsa attenzione ai destinatari

Pochi feed-back

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5/84 - Marzo 2007
Principi di base

Comunicare in pubblico non è…

Leggere un discorso scritto


Perché?
Recitare un discorso imparato a memoria

Perché ci sono
Leggere delle slide
gli altri
Seguire un copione predefinito

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6/84 - Marzo 2007
Principi di base

Comunicare è entrare in relazione

Parlare in pubblico significa innanzitutto rivolgersi


al altri, e non a noi stessi

La comunicazione in pubblico è innanzitutto un


processo di relazione con qualcuno

Entrano in gioco relazioni, contenuti, aspettative,


motivazioni, culture, vissuti di un gruppo di
persone. Aspetti che entrano in gioco nel processo
di comunicazione

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7/84 - Marzo 2007
Principi di base

Il discorso pubblico è un evento dinamico

Le cose scritte non servono per un


discorso; devono essere tradotte nella
forma comune del parlare spontaneo
Mark Twain

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8/84 - Marzo 2007
Principi di base

Nel discorso pubblico è protagonista la persona

Vince la spontaneità – Sono così preparato Tono colloquiale


che posso dimenticarmi del copione

Vincono i vissuti – Le cose che dico sono Importanza di storie


filtrate dalle mie emozioni, dalla mie storie, e narrazioni
dalla mia testimonianza

Non pensare: “come


Vince l’orientamento agli altri – Gli altri sono sto andando?” ma:
così importanti che mi dimentico di me “che sta succedendo
in aula”

Vince la relazione – Nessun contenuto è così Copione flessibile e


importante da dimenticare chi ho di fronte capacità di adattamento

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9/84 - Marzo 2007
Principi di base

Comunicare non è solo “informare”


Funzione denotativa

Contesto (riferimento)

Canale
Mittente Codice Messaggio Codice Destinatario

Funzione emotiva Funzione fàtica Funzione conativa

Funzione metalinguistica

Funzione poetica
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10/84 - Marzo 2007
Principi di base

La comunicazione è un atto pragmatico

Comunicare significa attivare un processo di La comunicazione


ascolto e di inferenze non totalmente
circoscrivibile. Può significare:
è un atto

Convincere Pragmatico
Emozionare
(orienta un
Insegnare
Spingere ad una azione comportamento)

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11/84 - Marzo 2007
Principi di base

Capire i propri obiettivi e le aspettative

Quali sono i miei obiettivi? Quali sono le aspettative del destinatario?

• Indurre all’azione • Capire qual è il problema

• Illustrare una particolare soluzione • Apprendere nozioni

• Convincere rispetto alla propria • Ascoltare soluzioni


soluzione
• Capire come fare rispetto a un
• Insegnare un insieme di concetti problema

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12/84 - Marzo 2007
Principi di base
Valutare il contesto

La comunicazione efficace adatta il proprio stile e i


propri contenuti all’audience

Dobbiamo pensare all’interesse del pubblico più


che al nostro, e regolarci di conseguenza

Perché questa cosa è un affare per me? Perché è


utile a me? Quali sono i vantaggi per me?

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13/84 - Marzo 2007
L a b o r a t o r i o (1)
Autoanalisi livello 1

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14/84 - Marzo 2007
2 Verbale e non verbale

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15/84 - Marzo 2007
Verbale e non verbale
La ricerca di Albert Mehrabian

Tono di voce
Paraverbale
38% Volume
Variazioni e pause

L’efficacia della
comunicazione
Verbale
dipende solo per
7%
il 7%
Informazioni

dalle parole
Non verbale
55%
Contatto visivo
Postura
Gesti

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16/84 - Marzo 2007
Verbale e non verbale
Il “cosa” e il “come”
Senza “come” non c’è alcun “cosa”

Noi non decodifichiamo messaggi,


Come ma interpretiamo segnali

Non vi sono significati se non all’interno di


Cosa
un “contesto”

LNV
Contesto situazionale
Contesto sociale
Contesto culturale Il “come” determina il “cosa”

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17/84 - Marzo 2007
Verbale e non verbale
Gli occhi sono il primo contatto

Per farsi capire dalle persone, bisogna


parlare prima di tutto ai loro occhi
Napoleone

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18/84 - Marzo 2007
Verbale e non verbale
L’importanza del contatto oculare

Mantiene la padronanza dell’aula

Aiuta a controllare il nervosismo

Migliora la sicurezza

Mostra interesse per gli interlocutori

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19/84 - Marzo 2007
Verbale e non verbale
Il contatto visivo corretto: “Ci siamo visti!”

Mentre parlate al pubblico cercate di guardarlo veramente,

Nel caso di un pubblico vasto trovate una serie di “zone” alle


quali rivolgervi

Fissate la persona per almeno 2-3 secondi, poi scegliete un


altro punto per altri 2-3 secondi, e così via (bisogna allenarsi
un po’.)

Vi state rivolgendo a persone con le quali siete realmente in


contatto. Fate in modo che ad ogni contatto visivo possiate
dire reciprocamente: “ci siamo visti!”

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20/84 - Marzo 2007
Verbale e non verbale

Contatti oculari sbagliati

Fissare ossessivamente una sola persona ???


per tutto il tempo.

Fare uno scanning a velocità supersonica


di tutta la platea

Guardare nel vuoto e ogni tanto


“tornare sulla terra”

Voltare le spalle al pubblico e/o guardare lo


schermo

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21/84 - Marzo 2007
L a b o r a t o r i o (2)
Contatto visivo

Public speaking Giacomo Mason


22/84 - Marzo 2007
Verbale e non verbale
La postura

La postura rappresenta il modo con cui usiamo il corpo per


comunicare. Il 70% della comunicazione è corporea. Che lo
vogliamo o no

Il corpo va quindi usato come canale di comunicazione.


E’ meglio stare in piedi e muoversi

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23/84 - Marzo 2007
Verbale e non verbale

Perché muoversi?

Aiuta a bruciare energia nervosa

Focalizza l’attenzione su di noi e non sui supporti


(slide)

Permette maggiori modulazioni rispetto a quello che


diciamo

Tiene alto il livello di attenzione del pubblico

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24/84 - Marzo 2007
Verbale e non verbale

La postura migliore: in piedi e in movimento

State il più possibile al centro, in modo da guardare tutti

Mettetevi in modo da potervi avvicinare alle persone

Non mettete barriere tra voi e gli altri. Non nascondetevi


dietro leggii o cattedre

Usate tutto il corpo e non solo una mano

Scegliete un punto baricentro. Muovetevi, ma tornate poi


sempre al punto focale, e ad una posizione neutra

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25/84 - Marzo 2007
Verbale e non verbale
Posizione nella sala

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26/84 - Marzo 2007
Verbale e non verbale

Alcune posture sbagliate

Il camminatore

Mani in tasca

Adamitico
Caffettiera

Arroccato

Public speaking Giacomo Mason


27/84 - Marzo 2007
Verbale e non verbale
Oratore e schermo

Il rapporto con il pubblico si basa


sul contatto visivo: cercate di non
dare le spalle alla platea

Non impallate la proiezione con il


corpo

Evitate di girarvi e sbracciarvi


toccando lo schermo. Citate il
dato guardando la platea,
dicendo, ad esempio: “la colonna
verde evidenzia…”

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28/84 - Marzo 2007
Verbale e non verbale
Oratore e schermo (2)

Parlate vicino allo


schermo, in modo da evitare
la “schizofrenia” degli
sguardi del pubblico

Anche se vi muovete,
restate vicini allo schermo
all’inizio, quando
commentate le slide, e ogni
volta che vi riferite ad esse

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29/84 - Marzo 2007
Verbale e non verbale
Esporre con le slide: anticipare i contenuti

Slide uno Commento la slide uno

Annunciare i
contenuti della
slide che segue Anticipo il titolo e i contenuti della slide due
prima di
mostrarla
(bisogna sapere
la sequenza a Slide due Commento la slide due
memoria e/o
avere sotto gli
occhi una
versione a slide Anticipo il titolo e i contenuti della slide tre
rimpicciolite)

Slide tre Commento la slide tre

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30/84 - Marzo 2007
Verbale e non verbale
Esporre con le slide: non leggere, ma commentare

Le slide non vanno


lette ma commentate, Il commento
sono un supporto alla
nostra esposizione,
non viceversa. La slide a________________________
_________________________
Girarsi per leggerle
a ________
___________________
diminuisce attenzione
e comprensione b ________ b________________________
c ________ _________________________
___________________
c________________________
Evitate quindi di fare _________________________
___________________
avanzare il
documento, girarvi,
rendervi conto di
quello che si sta
proiettando e dire:
“Ecco, qui vediamo
che…”

Public speaking Giacomo Mason


31/84 - Marzo 2007
Verbale e non verbale
Gestualità

La gestualità non è un fattore di disturbo ma uno strumento


in più per essere efficaci nel nostro discorso.

Ricordate che l’efficacia comunicativa passa per il corpo. I


gesti danno “corpo” alle nostre parole e le rendono efficaci

La gestualità fa parte del nostro registro comunicativo nelle


occasioni informali. Dobbiamo metterla in gioco anche in
quelle “ufficiali”

Un oratore “asettico” non risulta più scientifico, ma solo più


disinteressato al pubblico e all’argomento. Noia.

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32/84 - Marzo 2007
Verbale e non verbale

La gestualità non va appresa, ma solo


praticata spontaneamente

I gesti devono essere in sintonia con le vostre abitudini


e le vostre inclinazioni naturali.

Trovate voi i vostri!

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33/84 - Marzo 2007
Verbale e non verbale
Usare la gestualità

Usare gesti semplici e definiti


con le mani per richiamare un
concetto

Usate tutto il corpo e non solo


una mano

Siate semplici e naturali.


Pensate alle situazioni più
familiari

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34/84 - Marzo 2007
Verbale e non verbale

Gestualità fuori controllo

Gesti ossessivi

Sistemarsi Tic nervosi

Public speaking Giacomo Mason


35/84 - Marzo 2007
Verbale e non verbale

Gestualità fuori controllo

Attenzione: è
sbagliata solo nel
Tic nervosi
caso in cui sia fuori
controllo e
Semiparesi prolungata

Braccia incrociate
Nulla vieta di
usarla talvolta, se
Gesti ripetuti
viene naturale ed è
appropriato al
contesto

Public speaking Giacomo Mason


36/84 - Marzo 2007
Esempio
Filmato 1

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37/84 - Marzo 2007
Verbale e non verbale
La voce

La voce è uno strumento, e come tale va usata e controllata


per rendere più efficace il proprio discorso

No

Si

Public speaking Giacomo Mason


38/84 - Marzo 2007
Verbale e non verbale
La voce

Se iniziate a voce bassa, il volume tenderà a zero


rapidamente. Nervosismo e ansia tendono a spegnere e a
strozzare le voci troppo basse

Parlate a voce un po’ più alta del normale: come se parlaste


al fondo della platea

Tenete conto che il nervosismo è percepito più da voi che


dalla platea

Non parlate mentre state facendo altro (sistemare fogli,


prese di corrente, eccetera)

Public speaking Giacomo Mason


39/84 - Marzo 2007
Verbale e non verbale

Pause e tono

Usate l’intonazione e la prosodia per variare i diversi


aspetti del discorso (come quando parlate in modo
colloquiale)

Le cose importanti devono “suonare” importanti


(come quando sottolineate le parole in un libro)

Usate le pause in modo strategico, per dare enfasi al


discorso e dare modo al pubblico di assimilare

(dopo una domanda retorica, dopo un concetto teorico


nuovo, dopo l’apertura di un nuovo argomento, dopo
l’esposizione di una tesi insolita)

Public speaking Giacomo Mason


40/84 - Marzo 2007
Verbale e non verbale

Usare le pause
Il progetto Nettuno nasce proprio per realizzare questo
obiettivo ambizioso. Il progetto è fatto da tre step che
partiranno a marzo, giugno e settembre, per le diverse
fasce di clientela che abbiamo visto,

Ora, voi vi chiederete, ma come facciamo a realizzare un


obiettivo tanto ambizioso?
(pausa lunga)

La risposta si chiama: progetto “Nettuno”


(pausa)
Le fasi del progetto sono 3:
(pausa)
La prima, che parte a marzo e riguarderà i clienti a
(pausa)
La seconda che partirà a giugno e riguarderà i clienti b
(pausa)
La terza, che partirà a settembre e riguarderà i clienti c

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41/84 - Marzo 2007
Verbale e non verbale

Usare le intonazioni

le parole chiave di questi anni sono personalizzazione e


libertà di accesso. Il progetto Nettuno serve proprio a
diversificare i canali di accesso ai servizi bancari, ed è
proprio questa la sua forza: ci consentirà non solo di
allargare il portafoglio dei servizi, ma anche di renderli più
flessibili

le parole chiave di questi anni sono personalizzazione e


libertà di accesso.

Il progetto Nettuno serve proprio a diversificare i canali di


accesso ai servizi bancari, ed è proprio questa la sua
forza

ci consentirà non solo di allargare il portafoglio dei servizi,


ma anche di renderli più flessibili

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42/84 - Marzo 2007
Verbale e non verbale
I paradossi dell’ansia

Parlare in pubblico crea ansia (in parte è legato al nostro


vissuto culturale: maestre e altre figure “autorevoli”)

Primo paradosso: l’ansia è un aspetto positivo

Secondo paradosso: per ridurre l’ansa bisogna


muoversi, non irrigidirsi

Terzo paradosso: più ci concentriamo sul pubblico (e


non su noi stessi) e più l’ansia diminuisce

Public speaking Giacomo Mason


43/84 - Marzo 2007
Verbale e non verbale
L’ansia benefica

Public speaking Giacomo Mason


44/84 - Marzo 2007
Verbale e non verbale
Gestire l’ansia

Muovetevi

Preparatevi

Eccedete in materiale

Preventivate le domande

Concentratevi sul pubblico

Evitare tic e interiezioni. Attenzione ai giochi con mani e capelli

Scegliete facce amiche, all’inizio (quelle che annuiscono o sorridono)

Non cercate di nascondere i vostri stati d’animo

Public speaking Giacomo Mason


45/84 - Marzo 2007
3 Forme di espressione

Public speaking Giacomo Mason


46/84 - Marzo 2007
Forme di espressione
Errori

Rinchiudersi nel proprio ruolo


(sono un docente e parlo da docente…)

Voler dire tutto


(ho lavorato un anno sul progetto e ora vi beccate 300 slide…)

Linguaggio specialistico
(bancario, medico, filosofico, informatico…)

Public speaking Giacomo Mason


47/84 - Marzo 2007
Forme di espressione
Primo errore: rinchiudersi nel ruolo

L’errore più grave nell’espressione è quello di usarne


solo una, quella ritenuta adatta al proprio ruolo.
(Scienziato, venditore, docente, ecc.)

Si possono invece utilizzare varie forme espressive, a


seconda del momento (colloquiale, rigorosa, seria,
scherzosa, personale, aneddotica, ecc.)

Public speaking Giacomo Mason


48/84 - Marzo 2007
Forme di espressione
Secondo errore: voler dire tutto

Il secondo errore è quello di avere la pretesa di dire


“tutto”.

Un buon oratore sa eliminare ciò che non serve


perché è ridondante, inadeguato, o può essere dedotto
dalla platea stessa

Il tempo e la pazienza dell’audience non sono infiniti.


Bisogna concentrarsi innanzitutto sull’essenziale.

Public speaking Giacomo Mason


49/84 - Marzo 2007
Forme di espressione
Il principio dell’iceberg

Io cerco sempre di scrivere secondo il


principio dell’iceberg: i sette ottavi di ogni
parte visibile sono sempre sommersi.

Tutto quel che conosco è materiale che


posso eliminare, lasciare sott’acqua.
Ernest hemingway

Public speaking Giacomo Mason


50/84 - Marzo 2007
Forme di espressione
Il principio dell’iceberg applicato ai discorsi
Il progetto Nettuno è pensato per diversificare i canali d’accesso
alla Banca. Grazie al progetto Nettuno sarà possibile in breve
tempo effettuare depositi monetari e di assegni presso i
bancomat, oltre a poter effettuare una serie di pagamenti fiscali,
accedere tramite internet a servizi personalizzati ed evoluti di
home banking come il controllo del conto e dei titoli, il controllo
carte di credito e l’effettuazione di bonifici e infine di usufruire di
servizi telefonici sofisticati grazie al nuovo sistema di post
selezione vocale.

Alzi la mano chi di voi doveva depositare al volo un


assegno in banca e si è trovato di fronte una fila
chilometrica…

Il progetto Nettuno nasce per permettere il deposito


direttamente dai bancomat

Public speaking Giacomo Mason


51/84 - Marzo 2007
Forme di espressione
Terzo errore: usare un linguaggio specialistico

Il terzo errore è quello di trincerarsi il linguaggio, usando:

un linguaggio specialistico (marketing, tecnologia, scienza, ecc.)

un eloquio pseudo-colto (tale strategia è prodromica ad


un’approccio omnicomprensivo…),

l’utilizzo di frasi fatte (vogliamo creare valore attraverso una


sinergia costruttiva…)

Un buon oratore usa il linguaggio in modo efficace e concreto,


adattandosi al contesto. Il linguaggio deve servire ad unire, e non
a separare, chi parla e chi ascolta

Public speaking Giacomo Mason


52/84 - Marzo 2007
Forme di espressione
Usare un linguaggio “concreto”

Niente scorciatoie linguistiche: frasi fatte o tecnichese

Niente modi manierati o da persona “colta”

Parlare concretamente di cose concrete

Usare un linguaggio semplice, e termini accessibili a tutti

Usare le immagini (lento come una tartaruga, forte come un


carroarmato…)

Per ogni concetto fornite un esempio. Unite astratto e concreto

Public speaking Giacomo Mason


53/84 - Marzo 2007
Esempio
Film: “La classe operaia va in paradiso”

Public speaking Giacomo Mason


54/84 - Marzo 2007
Forme di espressione
La dinamica dell’esposizione

Es: partire da alcuni numeri


Procedete dal noto all’ignoto. Partite da ciò
risaputi o da fatti noti al cliente.
che si suppone sia conosciuto, per introdurre Oppure da episodi pubblici noti
cose nuove

Andate dal semplice verso il complesso. Es: partire da una descrizione di


Iniziate con le cose più facilmente massima, per entrare poi nei
dettagli
comprensibili, e aggiungete elementi via via
che procedete

Partite dal condiviso per arrivare al Es: partire da un’esigenza, un


discutibile. Cominciate con lo stabilire delle problema o a un bisogno del
cose che siano condivise da tutti, per evitare cliente per arrivare alla “nostra”
di doverci poi tornare sopra soluzione

Public speaking Giacomo Mason


55/84 - Marzo 2007
Forme di espressione
La dinamica dell’esposizione parte dal noto e condiviso
Il nostro progetto prevede di riprogettare il sito usando ASP e XML come
linguaggi di base. Riprogettare il sito web in linguaggio ASP e XML ci
consentirà di avere delle pagine dinamiche a aggiornabili facilmente
senza costi aggiuntivi. Inoltre sarà possibile avere con facilità flussi di dati
alternativi, come i Feed RSS, che potranno essere visti anche da PDA e
cellulari

Ma alla fin fine quanto costerà mai


aggiornare a mano qualche paginetta?
Ma che ce ne facciamo delle pagine

?
dinamiche?

Ma che cacchio sono l’ASP, l’XML, I Feed


Flussi di dati alternativi? Ma questa è roba RSS, i PDA? Mi sa che mi stanno vendando
da informatici. Mi sa che ho sbagliato fumo…
riunione…

Public speaking Giacomo Mason


56/84 - Marzo 2007
Forme di espressione
Esempio riprogettato

Signori, siamo qui perché abbiamo un paio di problemi

Il primo e che tutte le volte che dobbiamo aggiornare una pagina sul
nostro sito ci vuole mezz’ora. Noi aggiorniamo in media 8 pagine al
giorno: in un anno fanno 15.000 euro di spese.

Se gli utenti vogliono scaricare le notizie sul cellulare o su un computer


più piccolo non possono farlo e stanno arrivano mail di clienti furenti.

E infine non siamo in grado di erogare, oggi, i servizi evoluti di cui


parliamo da tempo.

La soluzione sta in due parole: ASP e XML. Se avete un attimo di


pazienza vi spiego di che si tratta

Public speaking Giacomo Mason


57/84 - Marzo 2007
Esempio
Filmato 2

Public speaking Giacomo Mason


58/84 - Marzo 2007
Forme di espressione
Come aumentare l’efficacia e l’interesse
L’esposizione “classica”, ovvero dichiarativa (modello lezione) dovrebbe
essere affiancata da altre forme, che aumentano l’efficacia e l’interesse in
determinati momenti

Aneddoti personali

Storie e narrazioni
Ruolo emotivo (interessare)
Parabole

Domande dirette

Citazioni da film

Metafore Ruolo cognitivo (spiegare)


Paragoni

Immaginate che…

Public speaking Giacomo Mason


59/84 - Marzo 2007
Forme di espressione
L’uso degli esempi

Al contrario dei riferimenti concreti, i concetti astratti


possono essere facilmente fraintesi. Ogni persona tenderà
a farsi una sua idea del concetto.

Per ogni concetto astratto fornite sempre un esempio


concreto. E sufficiente accennarlo.

E’ necessario un approccio strategico (esempio)

Dobbiamo conquistare leggerezza nel linguaggio (esempio)

Gli aspetti cognitivi sono conseguenti a quelli affettivi


(esempio)

I testi per il web vanno ridefiniti modularmente (esempio)

Public speaking Giacomo Mason


60/84 - Marzo 2007
Forme di espressione
L’uso delle immagini e delle metafore

…E’ lento come una tartaruga…

…Se prima avevamo una Cinquecento, ora abbiamo


una Ferrari…

…Questo piano è solo il tassello di un puzzle…

…Scrivere bene significa passare dal il tema in classe


all’articolo di giornale…

Public speaking Giacomo Mason


61/84 - Marzo 2007
Forme di espressione
L’uso delle storie

E’ un luogo comune che l’esposizione debba essere asettica e


impersonale. Al contrario, raccontare storie vissute in prima
persona o aneddoti aumenta l’efficacia complessiva
dell’esposizione. Questo perché:

La storia ci coinvolge narrativamente


Nel particolare capiamo meglio i concetti generali
Una storia trasforma l’astratto in concreto
Nella narazione i protagonisti siamo noi stessi

Public speaking Giacomo Mason


62/84 - Marzo 2007
Forme di espressione
La funzione delle parole-simbolo
Alcune parole o frasi possono servire come leve per esprimere
con più efficacia alcune tesi. La parola-simbolo ha una funzione
di richiamo immediato alla tesi principale e dà profondità al
discorso.

Questo era ben conosciuto nella retorica antica (anafora,


catafora, anadiplosi, diafora)

E’ necessario che la parola (o frase):


• sia evocativa
• sintetizzi il discorso fatto
• sia grammaticalmente “forte” (es: un verbo)

Public speaking Giacomo Mason


63/84 - Marzo 2007
Forme di espressione
Ridondanze retoriche
V’ha detto il nobile Bruto che Cesare era uomo ambizioso di potere: se tale era, fu certo grave colpa, ed
egli gravemente l’ha scontata. Qui, col consenso di Bruto e degli altri - ché Bruto è uom d’onore, come lo
sono con lui gli altri - io vengo innanzi a voi a celebrare di Cesare le esequie.

Ei mi fu amico, sempre stato con me giusto e leale; ma Bruto dice ch’egli era ambizioso, e Bruto è
certamente uom d’onore. Ha addotto a Roma molti prigionieri, Cesare, e il lor riscatto ha rimpinzato le
casse dell’erario: sembrò questo in Cesre ambizione di potere?

Esempio
Quando i poveri han pianto, Cesare ha lacrimato: l’ambizione è fatta, credo, di più dura stoffa; ma Bruto
Filmato 3
dice ch’egli fu ambizioso, e Bruto è uom d’onore.

Al Lupercale - tutti avete visto - per tre volte gli offersi la corona - e per tre volte lui la rifiutò. Era ambizione
di potere, questa? Ma Bruto dice ch’egli fu ambizioso, e, certamente, Bruto è uom d’onore. Non sto
parlando, no, per contraddire a ciò che ha detto Bruto: son qui per dire quel che so di Cesare.

Oh, amici, fosse stata mia intenzione eccitare le menti e i cuori vostri alla sollevazione ed alla rabbia, farei
un torto a Bruto e un torto a Cassio, i quali sono uomini d’onore, come tutti sapete. Non farò certo loro
questo torto…
Public speaking Giacomo Mason
64/84 - Marzo 2007
4 Gestione del pubblico

Public speaking Giacomo Mason


65/84 - Marzo 2007
Gestione del pubblico

Un buon attacco
Un buon attacco è molto importante per la buona
riuscita di tutta la presentazione. E’ necessario:

dare una buona impressione (competenza e


credibilità, chi sono e perché sono qui) Ricordate
che
interessare fin da subito la platea (sintonizzarsi e comunque
interagire) “niente è
perduto”
essere espliciti e senza misteri (perché siamo qui,
che cosa faremo)

cercare di non iniziare “sottotono” (vitalità)

Public speaking Giacomo Mason


66/84 - Marzo 2007
Gestione del pubblico

Gestione delle domande e dell’interazione

Decidete subito il livello di interattività annunciando quando si


raccoglieranno le domande (alla fine o si può interrompere?)

Prima di rispondere a una domanda, ripetetela ad alta voce per farla


sentire a tutti e per allineare le aspettative sulla risposta

Ascoltate la domanda guardando la persona, ma rispondete a tutti

Spesso è necessario Riformulare le domande, perché possano


avere una risposta adeguata (domande confuse, polemiche,
asserzioni mascherate da domande, ecc,)

Public speaking Giacomo Mason


67/84 - Marzo 2007
Gestione del pubblico

Errori nell’interazione con il pubblico


Buona domanda! (dovete spiegare sempre perché è buona)

Polemizzare con qualcuno (ne uscirete sempre male)

Fare comunella con qualcuno (state parlando a un gruppo, i rapporti


privati vanno tenuti da parte)

Criticare gli interventi (ogni intervento è sempre il benvenuto e la


persona ci sta facendo un regalo). Le persone vanno gratificate per
Il loro sforzo (che a volte è notevole). Ringraziate e date sempre
segnali positivi!!!!

Dare risposte confuse (se non sapete la risposta, ditelo!)

Non dare spiegazioni di ciò che fate (spiegate sempre che cosa
state facendo e perché, ad es. se usate la lavagna a fogli mobili)

Public speaking Giacomo Mason


68/84 - Marzo 2007
Gestione del pubblico

Come mantenere alta l’attenzione?

Cambio di registro (da scientifico a aneddotico, da teorico a


esemplificativo, ecc.)

Domanda alla platea (trasformare un punto della relazione in


una domanda)

Voto per alzata di mano (quanti di voi hanno mai scritto un


articolo scientifico?)

Giochi (facciamo finta di essere una redazione…)

Metacomunicare (“oh, vi vedo attentissimi, sono un docente


veramente rispettato”, nel caso facciano baccano)

Public speaking Giacomo Mason


69/84 - Marzo 2007
Gestione del pubblico

Ascolto attivo

Public speaking Giacomo Mason


70/84 - Marzo 2007
Gestione del pubblico

Che cosa significa ascoltare attivamente?

Dare segnali di feed-back (ad es. con il capo o con


la voce)

Usare la postura appropriata (sguardo attento,


corpo non stravaccato…)

Negoziare la “rotta” che deve prendere il discorso


(ad es. facendo domande)

Cooperare alla creazione del contenuto (integrando


con proprie esperienze)

Public speaking Giacomo Mason


71/84 - Marzo 2007
Gestione del pubblico

Casi problematici

Dominante

Polemico
Giocherellone

Indifferente

Timido Scettico

Chiacchierone

Public speaking Giacomo Mason


72/84 - Marzo 2007
5 C o s t r u i r e l’ a r c h i t e t t u r a

Public speaking Giacomo Mason


73/84 - Marzo 2007
Public speaking Giacomo Mason
74/84 - Marzo 2007
C o s t r u i r e l’ a r c h i t e t t u r a
Il principio del “puzzle”

Nella comunicazione efficace


dobbiamo mostrare prima il disegno
del “puzzle”, e poi singoli pezzi

Scenario, direzione, mappa del


percorso

Public speaking Giacomo Mason


75/84 - Marzo 2007
C o s t r u i r e l’ a r c h i t e t t u r a
Dare lo scenario, bruciare le notizie

Esplicitare in modo chiaro gli obiettivi e il


percorso

Mostrare l’agenda completa dei lavori

Illustrare la/le tesi principali

Se possibile, anticipare le conclusioni

Ribadire sempre a che punto siamo del


percorso

Public speaking Giacomo Mason


76/84 - Marzo 2007
C o s t r u i r e l’ a r c h i t e t t u r a
Trovare un filo conduttore

Dal noto all’ignoto

Dal semplice al complesso

Ripetizioni
e
approfondimenti

Il filo conduttore

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77/84 - Marzo 2007
C o s t r u i r e l’ a r c h i t e t t u r a
Le domande da porsi
Qual è il filo conduttore?

Quel è il mio obiettivo? Vendere, Convincere? Insegnare?

Qual è la cosa o le cose principali che voglio comunicare?

Quali sono gli argomenti o gli esempi correlati a queste cose?

Quali altre informazioni posseggo che siano pertinenti all’argomento?

Sono soddisfatte in modo chiaro le risposte la che cosa, come,


quando, dove, perché?

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78/84 - Marzo 2007
C o s t r u i r e l’ a r c h i t e t t u r a
Si parte da un bisogno o da un problema

Spiegare le questioni note

Circoscrivere lo scenario

Descrivere la situazione

“terra promessa”

“palazzo in fiamme”

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79/84 - Marzo 2007
C o s t r u i r e l’ a r c h i t e t t u r a
Il ruolo dell’introduzione

Crea una base comune di partenza, allineando le conoscenze-base dell’uditorio


rispetto agli elementi di scenario più generali (

Anticipa tutti i contenuti e permette una loro panoramica (che cosa diremo, che cosa
faremo assieme)

Anticipa, se possibile, le conclusioni, o la tesi principale, in modo da fornire una


traccia all’uditorio (La mia tesi è questa…)

Posta l’uditorio ad avere una aspettativa comune (parleremo di questo e non di


quello)

Stabilisce alcune “regole di convivenza” all’interno dell’aula (pause, interazione,


eccetera)

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80/84 - Marzo 2007
C o s t r u i r e l’ a r c h i t e t t u r a
Lo schema a blocchi di una presentazione
Presentazione dell’oratore
Introduzione Allineamento delle aspettative della platea
Esposizione delle premesse
Formulazione della questione principale

Illustrazione generale dell’andamento della


Sommario presentazione e degli argomenti principali che
verranno trattati

Presentazione Presentazione vera e propria

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81/84 - Marzo 2007
C o s t r u i r e l’ a r c h i t e t t u r a
L’andamento di una presentazione-standard
Introduzione

Filo conduttore

Macro
argomenti

Esempi – Ragioni – Risposte

Dettagli operativi – Dati analitici - Curiosità

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82/84 - Marzo 2007
C o s t r u i r e l’ a r c h i t e t t u r a
La conclusione “fissa” i concetti

Partenza Argomenti principali La conclusione deve essere


una ripetizione sintetica
dei punti principali già
esposti.

E’ sufficiente un:
“allora, abbiamo detto:
primo…, secondo…, terzo….
Esposizione
Può eventualmente essere
usata una apposita slide di
sintesi

Vanno fatte delle sintesi


intermedia tra capitoli

Conclusione Riassunto degli argomenti principali

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83/84 - Marzo 2007
Bibliografia

Parlare in pubblico - Cesare Sansavini; Giunti Demetra

Presentare per convincere - Paul Le Roux; Lupetti; 1995

Come parlare in pubblico e convincere gli altri - Dale Carnegie; Bompiani

Come si presenta con le slide - Giacomo Mason ; Tecniche Nuove

The Minto Pyramid Principle: Logic in Writing, Thinking, & Problem Solving
Barbara Minto, Financial Times Prentice Hall - 2001

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84/84 - Marzo 2007

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