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Meccanismo di accelerazione

Propulsore Resistojet Arcjet Propulsore a emissione di campo (FEEP)

Impulso specifico (s)

Spinta (N)

Accelerazione termogasdinamica

500 - 2000 5000 - 8000 3000 1000 - 3000 1000 - 10000

0,15 - 0,30 10-5 - 2,5103 0,03 0,01 - 1,5 20 - 200

Accelerazione elettrostatica

Propulsore ionico a griglia elettrostatica (GIT) Propulsore a effetto Hall (SPT, PPS, ALT)

Accelerazione elettromagnetica (forza di Lorentz)

Propulsore magnetoplasmadinamico (MPD) e LFA (Lorentz Force Accelerator) Propulsori per induzione a impulso (PIT)

Propulsori elettrotermici
Sono stati i primi ad essere sviluppati. Il meccanismo di accelerazione termogasdinamico lo stesso che nei propulsori chimici: il propellente portato ad alta temperatura in un opportuno vano ricavato nel propulsore in seguito lasciato espandere attraverso un ugello. In questo modo l'energia termica fornita al propellente convertita in energia cinetica ed quindi trasformata in una forma utile a generare una spinta. La principale differenza tra i propulsori elettrotermici ed i propulsori chimici consiste nella modalit con cui l'energia termica fornita al propellente: Resistojet: il gas scaldato da resistenze Arcjet: il gas scaldato tramite arco elettrico Le prestazioni dei propulsori elettrotermici in termini di impulso specifico sono generalmente modeste.

Resistojet

Arcjet

Propulsori elettrostatici
Il propellente, dopo essere stato ionizzato, accelerato prevalentemente dalla forza di Coulomb, cio in seguito all'applicazione di un campo elettrostatico nella direzione dell'accelerazione.

Si dividono principalmente in: Propulsore a emissione di campo (FEEP) Propulsore ionico a griglia elettrostatica (GIT) Propulsore a effetto Hall (HET)

Propulsore a emissione di campo (FEEP)


un concetto avanzato di propulsione elettrostatica che usa metallo liquido (solitamente cesio o indio) come propellente. Un dispositivo FEEP consiste di un elettrodo emettitore e uno acceleratore. Una differenza di potenziale dell'ordine di 10 kV viene applicata tra i due in modo da generare un forte campo elettrico sulla punta della superficie del metallo. Il campo estrae gli ioni che poi vengono accelerati ad alta velocit, solitamente pi di 100 km/s. richiesta una sorgente di elettroni separata per mantenere il veicolo elettricamente neutro. A causa della sua spinta molto piccola (nell'ordine dai N ai mN), i FEEP sono usati principalmente per il controllo dell'assetto al rad nei veicoli spaziali.

Propulsore ionico a griglia elettrostatica (GIT)


I propulsori ionici a griglia elettrostatica usano comunemente gas di xeno, il quale viene ionizzato bombardandolo con elettroni provenienti da un catodo rovente, creando cos ioni positivi a causa della perdita di un elettrone. Tali ioni positivi si diffondono poi attraverso la griglia positiva ed entrano nella zona di differenza di potenziale tra la griglia positiva e quella negativa. La differenza di potenziale accelera gli ioni a velocit elevata, i quali, attraversando la griglia negativa, generano la spinta. stato usato con successo dalla NASA sulla sonda spaziale Deep Space 1 (motore NSTAR, anni 90). La NASA ha dimostrato che i motori NSTAR possono durare per oltre 16 000 ore (1,8 anni), e hanno anche ottenuto un impulso specifico di 3000 s fino addirittura a 100000 s, migliore della maggior parte degli altri tipi di propulsore ionico. Tali propulsori hanno accelerato gli ioni a velocit che raggiungono i 100 km/s. La NASA attualmente sta lavorando a un GIT da 25-50 kW denominato HiPEP.

Propulsore a effetto Hall


stato studiato indipendentemente da USA e URSS durante la Guerra Fredda. Gli USA abbandonarono presto le sperimentazioni a favore del GIT, mentre questa tipologia di propulsore venne studiata a fondo dalla ex Unione Sovietica che ne produsse il primo prototipo funzionante allinizio degli anni Settanta. I propulsori a effetto Hall accelerano gli ioni attraverso l'uso di un potenziale elettrico mantenuto tra un anodo cilindrico e un plasma caricato negativamente che forma il catodo. La massa del propellente viene introdotta vicino all'anodo, dove viene ionizzata, ed in seguito gli ioni vengono attratti dal catodo e accelerati verso e attraverso di esso, raccogliendo elettroni mentre si muovono per neutralizzare il fascio e lasciare il propulsore ad alta velocit. Questa tecnologia stata usata nella missione lunare SMART-1 e viene usata su diversi satelliti geostazionari commerciali. LURSS ne ha sviluppato due tipi: Propulsori con zona di accelerazione larga (SPD, in inglese SPT Stationary Plasma Thruster, propulsore stazionario al plasma) Propulsori con zona di accelerazione stretta (DAS, in inglese Thruster with Anode Layer, propulsore con strato anodico) La potenza tipica di 1 kW, la ricerca attuale volta al portare la potenza a valori pi elevati (50-100 kW).

SPD

Confronto fra alcuni tipi di propulsori ionici


Motore NSTAR NEXT NEXIS HiPEP Effetto Hall Effetto Hall Effetto Hall Propellente Xeno Xeno Xeno Xeno Bismuto Bismuto Xeno Potenza richiesta (kW) 2,3 10,5 20,5 25-50 25 140 25 Impulso specifico (s) 3300 3900 6000 - 7500 6000 - 9000 3000 8000 3250 Spinta (mN) 92 364 400 460 - 670 1130 2500 950

Effetto Hall
FEEP

Xeno
Cesio liquido

75
6x105 - 0,06

2900
6000 - 10000

2900
0,001 - 1

Propulsori elettromagnetici
I propulsori elettromagnetici sfruttano la forza di Lorentz per accelerare il plasma. Tale forza agisce su di essi in base alla loro velocit, alla loro direzione e a quella del campo magnetico a cui sono soggetti. Si dividono principalmente in: Propulsori magnetoplasmadinamici Acceleratori a forza di Lorenz in litio Propulsori per induzione a impulso (PIT)

Propulsore magnetoplasmadinamico (MPD)


Il propellente allo stato gassoso viene ionizzato e immesso in una camera di accelerazione dove viene creato un campo elettromagnetico utilizzando una fonte di energia elettrica. Le particelle vengono poi spinte verso il condotto d'uscita dalla forza di Lorentz, risultante dall'interazione tra la corrente elettrica del flusso di plasma e il campo magnetico (che pu essere applicato dall'esterno o indotto dalla corrente). Sia l'impulso specifico che la spinta aumentano con la potenza in ingresso. Gli acceleratori a forza di Lorenz in litio (LiLFA) usano la stessa idea generale del MPD con due principali differenze: Il propellente vapore di litio che ha il vantaggio di essere immagazzinato in forma solida. Il catodo viene sostituito da diverse bacchette di catodo di piccole dimensioni inserite in un tubo catodico cavo.

Confronto fra alcuni tipi di propulsori (MPD e LiLFA)


Potenza richiesta (kW) Impulso specifico (s) Spinta (Nm)

Motore

Propellente

MPDT

Idrogeno

1500

4900

26300

MPDT

Idrogeno

3750

3500

88500

MPDT

Idrogeno

7500

6000

60000

LiLFA

Vapore di litio

500

4077

12000

Propulsori per induzione a impulso (PIT)


Questa tipologia di propulsore formata da un ugello che rilascia il gas il quale si diffonde attraverso una spira di induzione piana in filo di circa un metro di diametro. Un gruppo di condensatori rilascia nella spira un impulso di corrente elettrica della durata di 10 microsecondi, generando un campo magnetico radiale. Questo induce un campo elettrico circolare nel gas, ionizzandolo e causando il movimento degli ioni nella direzione opposta rispetto a quella dell'impulso di corrente originario. Siccome il loro moto perpendicolare al campo magnetico (perch la forza di Lorentz ortogonale al campo magnetico), gli ioni vengono accelerati ed espulsi nello spazio. I vantaggi principali del PIT sono lassenza di elettrodi (soggetti al fenomeno dellerosione) e il fatto che la potenza pu essere aumentata semplicemente aumentando il numero di impulsi al secondo. Sono usati in applicazioni che richiedono grandi potenze, dellordine del MW.