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Modellazione di reattori non ideali

Scuola Nazionale di Fenomeni di Trasporto Pacognano, 6 March, 2014 - slide 2


Modellazione di rettori reali
Obiettivo e sempre lo stesso:
Prevedere conversione e concentrazioni in reattori reali
RTD sufficiente se
La reazione del primo ordine
Il fluido si trova in condizione di completa segregazione
Il fluido si trova in condizione di massima miscelazione
Per situazioni di reazioni non del primo ordine con un
buon micromixing, SERVE qualcosa di pi che la RTD
Serve un modello per la fluidinamica del reattore

La scelta del modello empirica e creativa
Rtd + Cinetica + Modello = Previsione
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Modellazione di reattori con RTD
ZERO parameteri aggiustabili
Modello a flusso segregato
Modello a massima miscelazione

UN parametero aggiustabile
Modello dei tank in serie
Modello della dispersione

DUE parameteri aggiustabili
(reattori reali come combinazione di reattori ideali)

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Linee guide per la modellazione di reattori
non ideali
Il modello deve descrivere in modo realistico le
caratterisitiche del reattore reale
Il modello deve fittare i dati matematicamente flessibile
Il modello deve avere capacit estrapolanti solida base
teorica
e quindi non deve avere pi di due parametri
aggiustabili

Modelli ad un parametro
Parametro determinato dalla RTD
PFR non ideali
Reattori Ideali: (i) Profilo di velocit
piatto e (ii) no mixing assiale

CSTR non ideali
Reattori ideali: (i) uniformit di conc. e
(ii) assenza di zone morte e bypass
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Modello per PFR: Tank in serie
Il modello un certo numero di tank in serie.
Il parametro n. (numero dei tanks)
Calcolare
la concentrazione del tracciante alluscita dei CSTR in funzione di t
Approccio modulare sequenziale
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Modello dei Tanks-in-serie
Per 3 tank:
Per un singolo CSTR, bilancio materia (V = V
1
= V
2


= V
3
; t = t
1
= t
2
= t
3
)
1
1
1
vC
dt
dC
V =
t
t
V
vt
e C e C C

= =
0 0 1
2 1
2
2
vC vC
dt
dC
V =
Sul primo reattore:
Sul secondo reattore :
3 2
3
3
vC vC
dt
dC
V =
Sul terzo reattore :
t
t
t
e
t C
C

=
0
2
t
t
t
e
t C
C

=
2
2
0
3
2
La frazione di materiale che lascia il sistema dei 3 reattori e che ha stazionato nel sistema per il
tempo t et + At :
}

A
=
A
= A
0
3
3
0
3
) (
) ( ) (
) (
dt t C
t t C
N
t t vC
t t E
}

=
0
3
3
) (
) (
) (
dt t C
t C
t E
Impulso
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t
t
t
e
t C
C

=
2
2
0
3
2
}

=
0
3
3
) (
) (
) (
dt t C
t C
t E
t
} }

= = =
0
3
0
3
0
0
) ( ) ( dt t C
V
dt t C v
V
N
C
}
}
}

= =
0
3
2
2
0
3
0
3
2
2
0
) (
2
) (
) (
2
) (
dt t C
e
t
dt t C
dt t C
e
t C
t E
t t
t t
t
t
t
t
t
t
e
t
t E

=
3
2
2
) (
t
t
t
n
n
e
n
t
t E

=
)! 1 (
) (
1
n tanks-in-serie
adimensionale
t t n
t t
total
= = O
O

O
= O
n
n
e
n
n n
E
)! 1 (
) (
) (
1
Quanti tank in serie sono necessari?
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Il numero dei tanks in serie determinato dai dati sul tracciante:
}

=
0
2 2
) ( ) ( dt t E t t
m
o
}

O O O = O
0
2 2
) ( ) 1 ( ) ( d E o
} } }

O O + O O O O O O = O
0 0 0
2 2
) ( ) ( 2 ) ( ) ( d E d E d E o
= 1
= 1
1
)! 1 (
) (
) (
0
1
2 2
O
|
|
.
|

\
|

O
O = O
}

d e
n
n n
n
n
o
O

O
= O
n
n
e
n
n n
E
)! 1 (
) (
) (
1
( )
n n
n
n
n
d e
n
n
n
n
n n
n
1
1
)! 1 (
)! 1 (
1
)! 1 (
) (
2
0
1 2
=
(

= O O

= O
+

O +
}
o
2
2
2
) (
1
o
t
o
=
O
= n
il numero di n tanks ideali in serie per modellare il reattore
reale.
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Modello per PFR: tank in serie
( )
( )
( )
O

O
= O
n
n
e
n
n n
E
! 1
1
t
t
= O
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Tank in serie
Integrando per n reattori in serie si
ottiene n
Per una reazione del primo ordine
Per reazioni del primo ordine n pu
non essere intero e calcolo X
Per reazioni diverse dal primo
ordine (o per reazioni multiple) si
deve risolvere la sequenza di
equazioni
Per reazioni diverse dal primo
ordine devo usare un intero:
approssimo n calcolato a intero e
calcolo X (o Conc.) in sequenza a
partire dal primo tank (uscita tank i
ingresso tank i+1)
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Modello per PFR: Modello a dispersione
Dispersione assiale (analogia con legge di Fick)
Il parametero nel modello il coefficiente di dispersione D
a
E forse il pi usato --> il D
a
si ottiene da un esperimento con
tracciante ad impulso
Dopo limpulso il materiale diffonde in tutte le direzioni







Lequazione di riferimento
deriva da bilancio di materia:
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Modello a dispersione
Flusso molare per dispersione + bulk flow (con Da
coefficiente efficacie di dispersione):


Bilancio di moli sul tracciante:


Combinando:


Sono prese in considerazione solo variazioni assiali, ma si
vedr che questo modello va bene anche per altre
Consideriamo due tipi di reattori: laminare e turbolento
T c
T
c a T
C UA
z
C
A D F +
c
c
=
t
C
A
z
F
T
c
T
c
c
=
c
c

( )
t
C
z
UC
z
C
D
T T T
a
c
c
=
c
c

c
c
2
2
t
C
z
UC
z
C
D
T
T
T
a
c
c
=
c
|
.
|

\
|
+
c
c
c

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Dispersione con flusso laminare
Profilo velocit per flusso laminare



RTD per flusso laminare (ricavata in precedenza)






NB: la RTD ottenuta non considerando transfer radiale
e assiale: teniamone conto
( )
(
(

|
.
|

\
|
=
2
1 2
R
r
U r u
( )

>
|
.
|

\
|
= <
=
2 2
2
0
3
2
t t
t
t
t per
t
U
L
t per
t E
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Modello a dispersione: moto laminare
Determinazione del coefficiente di dispersione (componenti
assiale e radiale) per moto laminare:








Se alcune molecole saltano (diffondono) radialmente allora la
RTD sar diversa
Inoltre molecole possono anche diffondere assialmente

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Dispersione con flusso laminare
Sviluppo di Brenner e Edwards per la determinazione di Da
(Aris-Taylor dispersion coeff.). Si parte dalla equazione di
trasporto convettivo per il tracciante:



con

cambio variabile (solidale con il moto del fluido al centro)


... e risoluzione dell eq. differenziale per c(r) e sostituzione nella
eq. che da la conc. assiale media:
( )
( ) | |
)
`

c
c
+
c
c c c
=
c
c
+
c
c
2
2
1
z
c
r
r c r
r
D
z
c
r u
t
c
AB
Ut z z =
-
( ) t z r c c , , =
( ) ( )
}
=
R
rdr t z r c
R
t z C
0
2
2 , ,
1
, t
t
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Dispersione con flusso laminare
La soluzione che descrive la variazione della
concentrazione media assiale nel tempo e nello spazio
(dettagli sul testo) :


con



Valori di D* vedi grafico 14-5 (prossima slide)
2
2
-
-
c
c
=
c
c
+
c
c
z
C
D
z
C
U
t
C
Taylor Aris di e dispersion di coeff D
D
R U
D D
a
AB
AB
= + =
-
.
48
2 2
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Dispersione con flusso laminare
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Dispersione con flusso turbolento
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Dispersione in letti impaccati
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Determinazione sperimentale di D
a

Pu essere determinato da un impulso di tracciante
misurando t e o dalla RTD
Dallequazione base


In forma adimensionale
( )
t
C
z
UC
z
C
D
T T T
a
c
c
=
c
c

c
c
2
2
L
tU
L
z
C
C
T
T
= = = + u ,
0
a
D
Ul
e dispersion e diffusione per trasporto di velocit
convezione per trasporto di velocit
Pe = =
u c
+ c
=
c
+ c

c
+ c
2
2
1
r
Pe
Reactor Pe
r
= n. Bodenstein con L
riferita al reattore
Fluid Pe
f
con L riferita al flusso (d
p
)
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RTD per la determinazione di D
a
Si pu determinare il numero di Peclet dalla risposta
del tracciante
Per farlo dobbiamo integrare lequazione e trovare la relazione tra
Pe e RTD
Ci sono due condizioni al contorno distinte
Recipiente chiuso chiuso: nessuna dispersione assiale in ingresso
Recipiente aperto aperto: dispersione assiale
Situazione intermedia (chiuso aperto)

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Recipiente chiuso - chiuso
C una discontinuit allingresso del tracciante nel reattore



Mentre la discontinuit non si verifica in uscita
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Condizioni al contorno:
(1) Recipiente chiuso - chiuso
x = 0 x = L
D
a
= 0 D
a
= 0 D
a
> 0
ad x = 0
) , 0 ( ) , 0 ( t F t F
T T
+
=
+
=
+
|
.
|

\
|
c
c
=
0
) , 0 ( ) , 0 (
x
c
T
a T c T c
A
x
C
D t C UA t C UA
+
=
+
|
.
|

\
|
c
c
=
0
0
) , 0 ( ) , 0 (
x
T a
T T
x
C
U
D
t C t C
a x = L
) ( ) (
+
= L C L C
T T
0 =
c
c
x
C
T
a t = 0 ed x > 0
0 ) 0 , 0 ( =
+
T
C
BC di Danckwerts
in forma adimensionale
a = 0
a = 1
|
|
|
|
|
.
|

\
|
c
|
|
.
|

\
|
c
=
+

0
r 0 0
0
Pe
1 ) , 0 ( ) , 0 (
T
T
T
T
T
T
C
C
C
t C
C
t C
|
.
|

\
|
c
+ c
+ =

r
Pe
1
1
0 =
c
+ c

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a t = 0
0 ) 0 , 0 ( =
+
T
C
a = 0
a = 1
|
.
|

\
|
c
+ c
+ =

r
Pe
1
1
0 =
c
+ c

u c
+ c
=
c
+ c

c
+ c
2
2
r
Pe
1
B.C.
Per un input ad impulso, la massa
di sostanza iniettata : }


=
0
) , 0 ( dt t C UA M
T c
Come ottenere Pe?
Il tempo di residenza medio t
m
= t
) 1 (
2 2
) ( ) (
1
2
0
2
2 2
2
r
Pe
r
r
m
m
e
Pe
Pe
dt t E t t
t

= =
}
t
o
Da esperimenti
Bischoff e Levenspiel, 1963
La PDE pu essere risolta analiticamente. La soluzione :
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Curve Conc. tracciante per vari valori di D
a
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Determinazione sperimentale di D
a:
condizione al contorno aperto - aperto
Ipotesi
Non ci sono variazioni di Da nel reattore
Impulso tracciante a z=0
Aperto - aperto: condizioni al contorno
( ) ( )
( ) ( )
( ) ( )
( ) ( ) t L UC
z
C
D t L UC
z
C
D
t L C t L C L z per
t C t C
t UC
z
C
D t UC
z
C
D z per
T
L z
T
a T
L z
T
a
T T
T T
T
z
T
a T
z
T
a
, ,
, ,
, 0 , 0
, 0 , 0 0
0 0
+
=

=
+
+
+
=

=
+
|
.
|

\
|
c
c
= +
|
.
|

\
|
c
c

= =
=
+
|
.
|

\
|
c
c
= +
|
.
|

\
|
c
c
=
+
+
Scuola Nazionale di Fenomeni di Trasporto Pacognano, 6 March, 2014 - slide 30
Determinazione sperimentale di Da
Per Pe > 100 per tubi lunghi (grad. Conc. Uscita = o) la
soluzione alluscita :




dalla soluzione (t
m
per sistema aperto > sistema chiuso):


in pratica:
se conosco t (noto da misure di V e v) determino t
m
e o
2
da RTD e trovo
Pe e quindi D
a
da (2) ((1) meno accurata)
se non conosco t (in genere a causa di zone morte oltre alla dispersione)
calcolo t
m
e o
2
come sopra, risolvo (1) per t e sostituisco in (2) per trovare
Pe. Noto Pe trovo t da (1) e quindi V. Il volume morto la differenza tra
volume calcolato con RTD e misurato.
( ) 1
2
1 t
|
|
.
|

\
|
+ =
r
m
Pe
t
( ) 2
8 2
2 2
2
r r
Pe Pe
+ =
t
o
Scuola Nazionale di Fenomeni di Trasporto Pacognano, 6 March, 2014 - slide 31
Flusso, reazione e dispersione
Dopo aver determinato Da, torniamo
al problema di reazione e dispersione
contemporanei
Un bilancio di massa in stato stazionario:
z = 0
z = L
A
c

z z+Az
U
0 = +
c A
A
A r
dz
dF
0 = A +
A +
z A r A F A F
c A c z z A c z A
( )
dz
dC
D UC F
A
a A A
=
0
2
2
= +
U
r
dz
dC
dz
C d
U
D
A A A a
A A
kC r =
0
2
2
=
U
kC
dz
dC
dz
C d
U
D
A A A a
0
1
2
2
= +
+

+
a
r
D
d
d
d
d
Pe
0 A
A
C
C
= +
L
z
= adimensionale
Dove D
a
il numero di Damkhler per convezione
t
1
0
1
0

= = =
n
A
n
A
kC
U
L kC
convezione per A di trasporto di velocit
reazione per A di consumo di velocit
Da
Eq. differenziale II ordine non lineare
se reazione non di ordine 0 o 1
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Flusso, reazione e dispersione
Quindi partendo da

Se consideriamo un sistema chiuso chiuso (condizioni al
contorno di Danckwerts)
0
1
2
2
= +
c
+ c

c
+ c
Da
Pe
r

a = 0
a = 1 |
.
|

\
|
+
+ =
d
d
r
Pe
1
1
0 =
+
d
d
La O.D.E. risolta:
|
.
|

\
|


|
.
|

\
|
+
|
.
|

\
|
= = +
2
exp ) 1 (
2
exp ) 1 (
2
exp 4
2 2
0
r r
r
A
A
Pe
q
q Pe
q
Pe
q
C
C
r
a
Pe
D
q
4
1+ =
Scuola Nazionale di Fenomeni di Trasporto Pacognano, 6 March, 2014 - slide 33
Flusso, reazione e dispersione
Si pu calcolare la conversione per z=L (=1):






Per reazioni diverse dal primo ordine bisogna risolvere
numericamente con tecniche iterative (split-boundary-
value problem)
( ) ( )
2
2
2
2
2
1 1
4
1
q Pe q Pe
Pe
r r
r
e q e q
e q
X

+
=
r
Pe
Da
q
4
1+ =
Scuola Nazionale di Fenomeni di Trasporto Pacognano, 6 March, 2014 - slide 34
Tank in serie vs. Dispersione
Utilizzando la varianza della RTD si possono usare
entrambi i modelli
Entrambi i modelli per reazioni del PRIMO ordine sono
semplici da utilizzare
Il modello dei tank in serie pi semplice per reazioni di
ordine diverso dal primo e per reazioni multiple.
I modelli hanno diversa accuratezza, sono uguali se:
Bo (Bodenstein n.) = UL/D = 2(n-1)

Altri modelli ad un parametro sono disponibili:
PFR + CSTR in serie con f= frazione di reattore che si comporta
come PFR
Frazione di fluido che bypassa il reattore ideale
Scuola Nazionale di Fenomeni di Trasporto Pacognano, 6 March, 2014 - slide 35
La reazione del I ordine: condotta in un reattore tubolare di 10-cm- di diametro e lungo
6.36 m. La costante di reazione di 0.25 min
-1
. Il risutato di un test con tracciante sul reattore fornisce
I seguenti risultati (concentrazione del tracciante in funzione del tempo):
B A
t (s) 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 12 14
C (mg/l) 0 1 5 8 10 8 6 4 3 2.2 1.5 0.6 0
Calcolare la conversione con (a) modello a dispersione a recipiente chiuso; (b) PFR; (c) modello tanks-in-
serie; (d) CSTR singolo
Modello dispersione recipiente
chiuso-chiuso:
C(t)
}

=
0
2 2
) ( ) ( dt t E t t
m
o
}

=
0
) (
) (
) (
dt t C
t C
t E
E(t)
t = =
}

0
) ( dt t tE t
m
t
m

o
2

2
0
2
2 2
2
8 2
) ( ) (
1
r
r
m
m
Pe Pe
dt t E t t
t
= =
}

t
o
t
m
= t ) 1 (
2 2
) ( ) (
1
2
0
2
2 2
2
r
Pe
r
r
m
m
e
Pe Pe
dt t E t t
t

= =
}
t
o
t
|
|
.
|

\
|
+ =
r
m
Pe
t
2
1
Modello dispersione recipiente
aperto-aperto
Confronta con:
Confronto tra tank in serie e dispersione
Scuola Nazionale di Fenomeni di Trasporto Pacognano, 6 March, 2014 - slide 36
(a) Modello a dispersione recipiente chiuso
) 1 (
2 2
2 2
2
r
Pe
r
r
m
e
Pe
Pe
t

=
o
|
.
|

\
|


|
.
|

\
|
+
|
.
|

\
|
= = = +
2
exp ) 1 (
2
exp ) 1 (
2
exp 4
) 1 (
2 2
0 r r
r
A
A
Pe
q
q Pe
q
Pe
q
X
C
C
r
a
Pe
D
q
4
1+ =
Pe
r
viene da:
Pe
r
= 7.5
Serve Da: D
a
= 1.29
Si ottiene X = 0.68
(b) PFR ideale
) (
0 A A
r
dX
F
dV

=
( )
A A
kC
dX
C
v d
=
0
v
t
) 1 (
0 0
X kC
dX
C
d
A A

=
t
a
D k
e e X

= = 1 1
t
Si ottiene X = 0.725
t
1
0
1
0

= = =
n
A
n
A
kC
U
L kC
convezione per A di trasporto di velocit
reazione per A di consumo di velocit
Da
Confronto tra tank in serie e dispersione
q = 1.3
Scuola Nazionale di Fenomeni di Trasporto Pacognano, 6 March, 2014 - slide 37
(c) Modello tanks-in-serie
35 . 4
) (
1
2
2
2
= =
O
=
o
t
o
n
Numero di tanks necessari:
Conversione per n tanks-in-serie:
n
n
i
k
n
k
X
) 1 (
1
1
) 1 (
1
1
|
.
|

\
|
+
=
+
=
t
t
Si ottiene X = 0.677
(d) CSTR singolo
n
n
i
k
n
k
X
) 1 (
1
1
) 1 (
1
1
|
.
|

\
|
+
=
+
=
t
t
n = 1
563 . 0 = X
Confronto tra tank in serie e dispersione
Modellazione di CSTR non ideali: modelli
a due parametri


Scuola Nazionale di Fenomeni di Trasporto Pacognano, 6 March, 2014 - slide 39
Modelli a due parametri: introduzione
Reattori reali modellati come combinazione di reattori
ideali: numerose configurazioni disponibili
Correttezza della configurazione scelta e determinazione
dei parametri ottenute tramite tracer test
Non strettamente necessario calcolare la funzione E(t) di
distribuzione del tempo di residenza: le grandezze
richieste possono essere acquisite direttamente da misure
di concentrazione sulleffluente in un tracer test
Confronto tra i dati predetti dallo sviluppo del modello e
quelli ottenuti dal tracer test
Dati accettati se situati entro limiti dettati dallesperienza
Scuola Nazionale di Fenomeni di Trasporto Pacognano, 6 March, 2014 - slide 40
Modelli per CSTR reali
Molto utilizzati:
CSTR con bypass e volume morto
CSTR con scambio di volume
Altre configurazioni:
due CSTR con interscambio reciproco e uscita dallalto
due CSTR con interscambio reciproco e uscita dal basso
Naturalmente esistono anche i modelli che descrivono PFR
e PBR reali
Scuola Nazionale di Fenomeni di Trasporto Pacognano, 6 March, 2014 - slide 41
CSTR con bypass e volume morto - 1
Parametri: o = frazione di volume ben miscelata
| = frazione di portata volumetrica bypassata



Scuola Nazionale di Fenomeni di Trasporto Pacognano, 6 March, 2014 - slide 42
Zone morta
Bypass
V
d
= (1-o)V
V
s
= oV
C
A0

C
A0

C
As

v
0

v
b
= |v
0

v
s
= (1-|)v
0

v
0

Reazione del I ordine:
B A
Bilancio di moli specie A al
punto di giunzione:
) (
0 s b A s As b A
v v C v C v C + = +
C
A

Bilancio di moli specie A nel reattore:
0
0
=
s As s As s A
V kC v C v C
Assumendo
V
V
s
= o
0
v
v
b
= |
k
v
V
X
C
C
A
A
|
|
.
|

\
|
+

+ = =
0
2
0
) 1 (
) 1 (
1
o |
|
|
Vogliamo determinare il valore di questi due parametri (dalla RTD).
CSTR con bypass e volume morto - 2
Scuola Nazionale di Fenomeni di Trasporto Pacognano, 6 March, 2014 - slide 43
CSTR con bypass e volume morto - 3
Noti i parametri o e | si determina X
Il tracer test permette di determinare i parametri del
modello
Lo schema dellapparecchiatura per le prove sperimentali
lo stesso del modello teorico: si alimenta, considerando
stato non stazionario, il tracciante T invece che il reagente
A
Si utilizza un tracer test con step input positivo


Scuola Nazionale di Fenomeni di Trasporto Pacognano, 6 March, 2014 - slide 44
Per uniniezione di tracciante T (input gradino
postivo), il bilancio di massa in stato non
stazionario su T nel Vs :
V
d
= (1-o)V
V
s
= oV
C
T0

C
T0

C
Ts

v
0

v
b
= |v
0

v
s
= (1-|)v
0

v
0

C
T

dt
dC
V C v C v
Ts
s Ts s T s
=
0
b T s Ts T
v C v C v C
0 0
+ =
Iniezione
(B.C.):

>
<
=
0 t C
t
t C
T
T
0
0 0
) (
V
V
s
= o
0
v
v
b
= |
dt
dC
V C v C v
Ts
s Ts s T s
=
0
( )
dt
dC
v C v C v
Ts
Ts T
t o | |
0 0 0 0
) 1 ( ) 1 ( =
0
v
V
= t
(

|
.
|

\
|

=
t o
| t
C
C
T
Ts
1
exp 1
0
b T s Ts T
v C v C v C
0 0
+ =
(

|
.
|

\
|

=
t o
|
|
t
C
C
T
T
1
exp ) 1 ( 1
0
CSTR con bypass e volume morto - 4
Bilancio al punto
di giunzione
Scuola Nazionale di Fenomeni di Trasporto Pacognano, 6 March, 2014 - slide 45
CSTR con bypass e volume morto - 5
Lequazione in forma esponenziale per C
T
/C
TO
si traduce in
forma logaritmica per dare ln[C
TO
/(C
TO
- C
T
)] in funzione di t
Se il modello assunto corretto, si otterr una retta di
pendenza (1-|)/to e intercetta ln[1/(1- |)]
Da questi ultimi dati si ricavano le informazioni chiave (V
S
e
v
S
) per la risoluzione del problema (i.e. determinazione di X
modello)

Scuola Nazionale di Fenomeni di Trasporto Pacognano, 6 March, 2014 - slide 46
V
d
= (1-o)V
V
s
= oV
C
T0

C
T0

C
Ts

v
0

v
b
= |v
0

v
s
= (1-|)v
0

v
0

C
T

La reazione elementare condotta in un CSTR con bypass e zona
morta. Il volume misurato del reattore di 1 m
3
e la portata al reattore di 0.1 m
3
/min. La
costante di reazione di 0.28 m
3
/kmol.min. La carica equimolare in A e B con una
concentrazione entrante di A di 2.0 kmol/m
3
. I dati di un tracciante in output per il reattore
sono riportati in tabella. Calcolare la conversione nel reattore.
D C B A + +
t (min) 4 8 10 14 16 18
C
T
(mg/l
3
) 1000 1333 1500 1666 1750 1800
(

|
.
|

\
|

=
t o
|
|
t
C
C
T
T
1
exp ) 1 ( 1
0
|
.
|

\
|

=
t o
|
|
t
C C
C
T T
T
1
1
1
ln ln
0
0
T T
T
C C
C

0
0
ln
t
t
o = 0.7
| = 0.2
C
T0
= 2000
Esempio: CSTR con zone morte e bypass
Scuola Nazionale di Fenomeni di Trasporto Pacognano, 6 March, 2014 - slide 47
Calcolo dalla conversione con un modello a due parametri:
0
0
=
s Bs As s As s A
V C kC v C v C
Bilancio di moli sul volume del reattore:
Bs As
C C =
0
2
0
=
s As s As s A
V kC v C v C
k
kC
C
s
A s
As
t
t
2
4 1 1
0
+ +
=
s
s
s
v
V
= t
Bilancio di moli per specie A al
punto di giunzione:
0 0
v C v C v C
A s As b A
= +
As
s
A
s
A
C
v
v
C
v
v v
C
0
0
0
0
+

=
Combinando:
|
|
.
|

\
|
+ +
+

=
k
kC
v
v
C
v
v v
C
s
A s
s
A
s
A
t
t
2
4 1 1
0
0
0
0
0
7 . 0 = =
V
V
s
o
2 . 0
0
= =
v
v
b
|
s
s
s
v
V
= t
Da , si ottengono i valori di v
s
, t
s

979 . 0 =
A
C
51 . 0 = X
Confronta con CSTR ideale, X = 0.66
Esempio: CSTR con zone morte e bypass
Scuola Nazionale di Fenomeni di Trasporto Pacognano, 6 March, 2014 - slide 48
CSTR con scambio di volume






Scuola Nazionale di Fenomeni di Trasporto Pacognano, 6 March, 2014 - slide 49
v
0

CSTR 1
C
A1

V
1

CSTR 2
C
A2

V
2

v
1

v
1

v
0

C
A1

V V o =
1
0 1
v v | =
V
v
0

v
0

Bilancio moli sul reattore 1:
( ) ( ) 0
1 1 1 1 0 1 1 2 0 0
= + + + V r v C v C v C v C
A A A A A
Bilancio moli sul reattore 2:
( ) ( ) 0
2 2 1 2 1 1
= + V r v C v C
A A A
Reazione del primo ordine:
1 1 A A
kC r =
2 2 A A
kC r =
Equazioni vanno risolte assieme:
| |
| |
2
2
0
1
) 1 ( ) 1 (
) 1 ( ) (
1
| t o | ot |
| t o | ot |
+ + +
+ +
= =
k k
k k
C
C
X
A
A
Vogliamo determinare i valori di o and | (utilizzando la RTD)
0
v
V
= t
Un CSTR reale modellato con due CSTR-
ideali con interscambio
Scuola Nazionale di Fenomeni di Trasporto Pacognano, 6 March, 2014 - slide 50
Una iniezione di traccciante a t = 0 usata per determinare il valore dei due parametri:
Bilancio moli sul reattore 1:
( ) ( )
dt
dC
V v C v C v C
T
T T T
1
1 0 1 1 1 1 2
= +
Bilancio moli sul reattore 2:
( ) ( )
dt
dC
V v C v C
T
T T
2
2 1 2 1 1
=
0
v
V
= t
V V o =
1
0 1
v v | =
Abbiamo anche che:
( ) ( )
dt
dC
C C
T
T T
1
1 2
) 1 ( to | | = +
( ) ( )
dt
dC
C C
T
T T
2
2 1
) 1 ( o t | | =
Equazioni usate per determinare il valore di o e |!
Si usano metodi numerici (pag 987)
Un CSTR reale modellato con due CSTR-ideali
con interscambio
Scuola Nazionale di Fenomeni di Trasporto Pacognano, 6 March, 2014 - slide 51
CSTR con interscambio
Reattori non ideali in ASPEN plus
Scuola Nazionale di Fenomeni di Trasporto Pacognano, 6 March, 2014 - slide 53
Comportamento non ideale
Alcune ragioni per un comportamento non ideale
Volumi morti
Corto circuiti e by pass
Regioni stagnanti
Channeling

Tutti questi fenomeni possono essere modellati con
reattori ideali
Nellipotesi di perfetto miscelamento nei reattori.
Scuola Nazionale di Fenomeni di Trasporto Pacognano, 6 March, 2014 - slide 54
Reattori MultiFase


Feeds
Vapor
Product
Liquid
Product
Heating
or
Cooling
Feeds
Vapor
Product
Liquid
Product
Heat
Stream
RCSTR FLASH2
P=0
Q=0
Scuola Nazionale di Fenomeni di Trasporto Pacognano, 6 March, 2014 - slide 55
Reattori MultiFase


Feeds
Vapor
Product
Liquid
Product
Heating
or
Cooling
Vapor
Product
Liquid
Product
Coolant
Stream
RPLUG FLASH2
P=0
Q=0
Feeds
MIXER
Scuola Nazionale di Fenomeni di Trasporto Pacognano, 6 March, 2014 - slide 56
CSTR a 2 fasi con partizioni orrizzontali


Feeds
Vapor
Product
Liquid
Product
Heating
or
Cooling
Feeds
Vapor
Product
Liquid
Heat
Stream
RCSTR FLASH2
P=0
Q=0
Vapor
Liquid
Product
FLASH2
P=0
Q=0
RCSTR
Un Calculator block
viene usato per tenere
conto di differenze di T
e P tra gli stadi
superiore ed inferiore
del reattore.
Una stima
iniziale del
ricircolo
aiuter la
convergenza.
Scuola Nazionale di Fenomeni di Trasporto Pacognano, 6 March, 2014 - slide 57
CSTR a 2 fasi con partizioni verticali


Feeds
Vapor
Product
Liquid
Product
Vapor
Product
Liquid
Product
RCSTR FLASH2
P=0
Q=0
RCSTR
Feeds
Back-mixing non viene
considerato in questo schema.
Back-mixing pu essere
modellato utilizzando un FSplit
block e ricircolando al primo
CSTR.
Scuola Nazionale di Fenomeni di Trasporto Pacognano, 6 March, 2014 - slide 58
CSTR con scambiatore esterno


Feeds
Vapor
Product
Liquid
Product
Heating
or
Cooling
Feeds
Vapor
Product
Liquid
Heat
Stream
RCSTR FLASH2
P=0
Q=0
Vapor and
Liquid
Liquid
Product
RPLUG FSPLIT
Lo scambiatore di
calore
modellato usando
un PFR: RPlug.
Una stima
iniziale del
ricircolo
aiuter la
convergenza.
La portata di ricircolo
specificata dentro al blocco
FSplit. Quando la portata di
ricircolo maggiore di
quella di prodotto, il reattore
deve essere modellato
come un singolo CSTR.
Scuola Nazionale di Fenomeni di Trasporto Pacognano, 6 March, 2014 - slide 59
CSTR con zona morta


Feeds
Vapor
Product
Liquid
Product
Feeds
Vapor
Product
Liquid
RCSTR FLASH2
P=0
Q=0
Liquid
Product
RPLUG
Un blocco Calculator viene
usato per fissare la P nella
zona morta basabndola sulla P
del reattore. La P della zona
morta deve essere maggiore
della P nel reattore a causa del
battente di liquido del reattore.
La zona
morta
modellata con
un PFR a
fase singola.
Dead
Zone
Scuola Nazionale di Fenomeni di Trasporto Pacognano, 6 March, 2014 - slide 60
Back-Mixing in Reattore Plug Flow
Serie di CSTR





Il grado di back-mixing caratterizzato dal numero di CSTR
Se il numero di CSTR Aumenta, il reattore si comporta di pi come un
PFR, se il numero diminuisce si comporta come un CSTR singolo.
Il volume di ciascun CSTR fissato dal volume totale diviso per n.
Approccio facile e veloce, ma non si pu utilizzare alcune
caratteristiche del PFR (come il trasferimento di calore).

Vapor
Product
Liquid
Product
RCSTR
n
FLASH2
P=0
Q=0
RCSTR
2
Feeds
RCSTR
1
Scuola Nazionale di Fenomeni di Trasporto Pacognano, 6 March, 2014 - slide 61
Back-Mixing in Reattore Plug Flow
Il grado di back-mixing caratterizzato dal rapporto della portata di
ricircolo sulla portata di produzione.
Se il ricircolo tende a zero, il reattore tende al PFR. Se il ricircolo tende
ad 1, il reattore tende al CSTR. Per ricircolo tendente ad 1, il flowsheet
avr serie difficolt di convergenza.
Feeds
Vapor
Product
Liquid
RPLUG FLASH2
P=0
Q=0
Vapor and
Liquid
Liquid
Product
MIXER FSPLIT
Una stima
iniziale del
ricircolo
aiuter la
convergenza.
Recycle Stream Approach
Scuola Nazionale di Fenomeni di Trasporto Pacognano, 6 March, 2014 - slide 62
Back-Mixing in Reattore Plug Flow
La zona morta caratterizzata dal suo tempo di residenza, che
determinato dal volume del PFR rappresentativo della zona morta e
dalla portata alla zona morta.
La temperatura del materiale nella zona morta viene posta pi alta di
quella della zona attiva per tenere conto di T alte alle pareti del
recipiente.

Feeds
Liquid
FSPLIT RPLUG
active
zone
Product
RPLUG
dead
zone
MIXER
Una stima
iniziale del
ricircolo
aiuter la
convergenza
Recycle Stream Approach
Feeds
Product
Dead Zone
Active Zone
Scuola Nazionale di Fenomeni di Trasporto Pacognano, 6 March, 2014 - slide 63
Esercizio: reattori non ideali in Aspen+
Obbiettivo: Confronto di 3 reattori diversi PFR
I. Flusso ideale con diametro di 50.8 mm
II. Channeling utilizzato un blocco FSplit e Mixer per dirottare
20% del flusso. Volume effettivo del PFR 80% del totale,
quindi si usa diametro di 45.44 mm
III. Volume morto volume effettivo 80%. Si usa un
diametro di 45.44 mm
Prima parte: confronto dei profili di temperatura
Utilizzo di un blocco Stream Duplicator (Dupl) per copiare la
carica ai tre reattori.
Seconda parte: confronto delle concentrazioni in uscita
Utilizzo di una T costante di 460 F nei tre blocchi

Scuola Nazionale di Fenomeni di Trasporto Pacognano, 6 March, 2014 - slide 64
Esercizio: reattori non ideali in Aspen+
Parte A
Parte B