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Lambdin 9

Le forme della congiunzione


1. Davanti alle labiali , o

+ + +
2. Davanti a una parola che inizia con

3. Davanti a una parola che inizia con una qualsiasi consonante (eccetto )accompagnata da

+
4. Davanti a una gutturale accompagnata da:

+ + +

5. Quando due parole costituiscono un coppia fissa e la seconda parola ha laccento sulla prima sillaba, la congiunzione

(Gn 8,22) hl'y>l:w" ~Ay (Sal 55,18) rq,bow" br<[,


(Sal 65,9)

br<[,w" rq,bo (Es 25,3) @s,k,w" bh'z" ma (Gn 24,35) bh'z"w> @s,k,

Il verbo ebraico
Il verbo ebraico si basa generalmente su tre consonanti radicali (ad es. btk) Si possono individuare due gruppi di verbi: 1) Verbi forti: che conservano le tre consonanti radicali in tutte le coniugazioni 2) Verbi deboli: che nel corso di coniugazione possono a volte perdere una o pi consonanti radicali (quando tra le radicali si trova una consonante quiescente yod, waw, he, alef o una consonante soggetta ad assimilazione - nun)

I verbi si dividono anche in: 1. Verbi attivi: che esprimono unazione 2. Verbi stativi: che esprimono uno stato. Il verbo ebraico indica principalmente laspetto dellazione che pu essere: 1. completa convenzionalmente indicata con il perfetto; coniugazione che possiede i suffissi pronominali aggiunte al tema 2. incompleta convenzionalmente indicata con l'imperfetto; coniugazione che possiede sia prefissi sia suffissi aggiunte al tema.

A tali aspetti si aggiungono nella coniugazione di ogni verbo: limperativo, linfinito, il participio. La qualit (attiva, passiva, riflessiva) dellazione (regolare, intensiva, causativa) viene espressa mediante sette forme verbali: 1. Qal forma base, esprime lazione elementare indicata nella radice (scrivere); 2. Nifal forma passiva o riflessiva del Qal (fu scritto); 3. Piel aspetto intensivo-attivo dellazione (scrivere con forza, incidere); 4. Pual forma passiva del Piel (fu inciso); 5. Hifil forma causativa attiva (far scrivere, dettare); 6. Hofal forma causativa passiva (essere dettato); 7. Hitpael aspetto riflessivo-intensivo (scriversi, corrispondere).

I nomi che designano le forme verbali (ad eccezione di Qal) provengono dal verbo l[;P' (egli fece); nelle recenti grammatiche viene spesso usato come paradigma il verbo lj;q' (egli uccise). Come prima studieremo il PERFETTO (qtal) della forma base QAL del verbo forte.

Osservazioni:
In ebraico, lordine tradizionale di un paradigma verbale comincia con la terza persona e procede fino alla prima. Nel perfetto, c una distinzione per genere nella forma della 3 e della 2 persona del singolare e della 2 persona plurale. Le altre forme, la 1 persona singolare e la 1 e la 3 persona plurale, non si diversificano a seconda del genere del soggetto.

Qal Perfetto del vb. btk


singolare 3m plurale

bt;K' hb't.K'(

egli scrisse ella scrisse

Wbt.K'( Wbt.K'(
scrissero

essi scrissero esse

3f

2m

T'b.t;K'
scrivesti

tu (m.)

~T,b.t;K. !T,b.t;K. Wnb.t;K'

voi (m.) scriveste

2f

T.b.t;K' yTib.t;K'

tu (f.) scrivesti io scrissi

voi (m.) scriveste noi scrivemmo

Le desinenze date nel paradigma costituiscono modello per quasi tutti i verbi nella lingua ebraica. Si incontreranno diverse variazioni nei temi (cio consonanti radicali prese insieme con le loro vocali) dei vari tipi di verbi, ma le desinenze in s stesse rimangono piuttosto costanti.

Il tema del verbo katab cambia a seconda del suffisso aggiunto: Davanti alle terminazioni non accentate -ta (2ms), -t (2fs), -ti (1s) e -nu (1pl) il tema rimane lo stesso come nella terza persona masc. sing: katabta, katabt, katabti, katabnu. Laggiunta delle terminazioni -ah (3fs) e -u (3pl), accentate e composte da una vocale, apre la sillaba finale del tema, con la riduzione della seconda vocale tematica a in (ka - t - bah; ka - t - bu).

Le terminazioni -tem e -ten sono sempre accentate. Per il fatto che iniziano con una consonante (una nuova sillaba), la seconda sillaba del tema rimane chiusa e immutata (k - tab - tem). La prima vocale tematica ridotta in .

Quando la consonante finale della radice la stessa di quella con cui comincia il suffisso, viene scritta solo una lettera, ma con il daghesh forte;

( egli tagli) karatti (io tagliai) (egli si insedi) sakannu


(noi ci insediammo)

Il significato del perfetto


La traduzione dei tempi ebraici dipende largamente dal tipo di frase o di proposizione in cui il verbo usato. Nelle frasi isolate sono possibili diverse traduzioni del perfetto: 1. tutti i verbi al perfetto in ebraico possono essere tradotti con il passato remoto italiano (io scrissi) o con il passato prossimo (io ho scritto);

2. i verbi al perfetto che indicano una percezione, un atteggiamento o una disposizione del soggetto verso un oggetto possono essere tradotti con il presente indicativo:

Io amo (opp. io amai, io ho amato) Io so (opp. io seppi, io ho saputo)

3. i verbi che indicano stati mentali o fisici del soggetto e per questo non hanno un oggetto diretto, possono essere tradotti con il presente (essere + aggettivo):

sono vecchio (opp. sono diventato vecchio, sono invecchiato) 4. Raramente in prosa, ma pi frequentemente in poesia e nelle espressioni proverbiali, il perfetto usato per esprimere unattivit abituale senza uno specifico valore temporale e pu essere tradotto con il presente (scrivo).

Lordine delle parole nella frase verbale


Di solito il verbo collocato al primo posto, seguito dal soggetto, dal complemento oggetto e da rimanenti elementi avverbiali, complementi


Luomo ricord le parole.


Luomo scrisse la parola nel libro.

Si pu trovare il soggetto o qualche altro elemento prima del verbo, ma un tale ordine spesso condizionato da particolari relazioni tra diverse proposizioni o serve a porre lenfasi sullelemento che posizionato per primo:

#W[-#r<a,b. hy"h' vyai

Il verbo concorda in persona, numero e genere con il suo soggetto. I soggetti pronominali fanno parte della forma verbale stessa.

Egli ricord le parole. Ella ricord le parole.

La negazione del perfetto


Il perfetto viene negato con che sempre posto immediatamente prima del verbo:


Non ricordai la parola.

Lordine delle parole nella frase verbale


Loggetto indiretto pronominale, indicato dalla preposizione l-, tende a precedere loggetto diretto nominale:


Egli gli (a lui) diede la donna.

In altri casi lordine consueto: oggetto diretto + oggetto indiretto


Egli la diede a lui come moglie. (oggetto diretto pronominale; oggetto indiretto pronominale)


Egli diede la donna alluomo. (oggetto diretto nominale; oggetto indiretto nominale)