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Le 4 forze che regolano luniverso

La forza di gravit
-il palcoscenico in cui avvengono tutti i fenomeni -dimostrazione di una teoria che ha sconvolto il mondo -The force of gravity in The Second Coming of Yeats -La forza gravitazionale secondo Einstein -Oggettivit e necessit della scienza moderna della natura nella filosofia di kant

La forza elettromagnetica La forza nucleare debole La forza nucleare forte


-Fusione nucleare -fissione nucleare -La scoperta della bomba atomica e lutilizzo disastroso nella seconda grande guerra
Luciano Delvento Classe 5b Liceo scientifico S. Simone Anno scolastico 2008/2009

La forza di gravit
Isacc Newtoon attorno al 1670 formul la prima teoria scientifica sulla gravitazione. Egli riusc a spiegare perch cadono i corpi sulla superficie terrestre e come si muovono i pianeti attorno al sole attraverso una semplice teoria matematica: ogni corpo materiale attira ogni altro corpo materiale con una forza inversamente proporzionale al quadrato della distanza; ovvero se la distanza tra due corpi raddoppia, la forza gravitazionale diventa un quarto, se triplica diventa un nono ecc. Dati due corpi di massa m1 e m2 posti a distanza r luno dallaltro:

Tale forza espressa dalla formula:

G detta costante di gravitazione universale ed molto piccola, per questo la forza di gravit una forza molto debole e fra corpi di massa relativamente piccola pu essere considerata trascurabile; diventa, invece, percettibile tra corpi molto grandi. Per questo tutti i corpi terrestri vengono attirati dalla terra verso il centro ma tra di loro non risentono di alcuna forza.

La forza gravitazionale: il palcoscenico in cui avvengono tutti i fenomeni


La scoperta della forza di gravit ha posto le basi per la nascita della scienza della cosmologia e con essa gli interrogativi sulluniverso possono essere cos posti in termini scientifici. Infatti tramite la forza di gravit che si forma una stella e il suo sistema planetario a partire da unamorfa nuvola di idrogeno e polvere. Le polveri e i gas delle nebulose, subiscono un processo di aggregazione per lattrazione gravitazionale. In tal modo, con il proseguire delladdensamento aumentano temperatura e pressione e nasce cos una proto stella da cui potr avere origine una stella pi o meno calda a seconda del materiale della nebulosa.

E grazie alla forza gravitazionale che i pianeti ruotano attorno alla loro stella, rispettando le tre leggi di Keplero, dimostrate solo dopo la scoperta delle leggi gravitazionali.

E a causa della gravit se un pianeta ha una forma pressoch sferica, se un eventuale atmosfera non sfugge via, se gli oceani riempiono le depressioni della terra, se le piogge cadono e rendono possibile la vita. Non vi nulla nelluniverso che non sia influenzato dalla forza gravitazionale. Essa ha un raggio di azione infinito e il suo campo gravitazionale investe lintero cosmo mentre le altre forze hanno un raggio cortissimo o, essendo attrattive e repulsive, tendono ad annullarsi. Per questo la gravit costituisce in un certo senso il palcoscenico in cui avvengono tutti i fenomeni.

Forza di gravit: dimostrazione di una teoria che ha sconvolto il mondo


Solo con la scoperta della forza di gravit si potuto dimostrare la teoria eliocentrica formulata per la prima volta dallastronomo Copernico. Luomo cos ha preso coscienza di essere solo un atomo infinitesimale delluniverso, come dir Pirandello nei momenti filosofici del romanzo Fu Mattia Pascal . Pirandello afferma: Non pi tempo di scrivere nemmeno per scherzo; poi argomenta dicendo: Maledetto sia Copernico. Lo scrittore siciliano fa chiaro riferimento alla crisi segnata dalle teorie copernicane, spesso denominata perdita del centro, ovvero perdita di quella certezza fondamentale, che aveva sostenuto luomo antico e soprattutto rinascimentale, di essere al centro delluniverso e di avere pertanto una dignit incontestabile, dignit che dava senso e fondatezza a tutte le imprese umane. Ma per Pirandello ormai luomo non pi niente, solo un puntino smarrito nellimmensit non misurabile delluniverso, una nullit che non pu vantare pretese, una nullit le cui gesta ed azioni perdono il loro significato se commensurate con il resto della realt. La narrazione di tali azioni quindi del tutto priva di senso e di utilit. Se la vita di un uomo nulla, la letteratura non serva a nulla. Latto pi onesto sarebbe non scrivere. Ma poich scrivendo, luomo continua ad illudersi e illudendosi si distrae, allora la letteratura ha senso come momento di distrazione. Allora perch si scrive? Perch luomo non pu smettere di illudersi e i suoi sforzi di consapevolezza non impediscono la ricerca delle maschere.

Dimentichiamo il nostro essere nulla per aggrapparci a sentimenti che sappiamo essere vuoti ma che ci danno illusione. In virt di questa distrazione ancora possibile scrivere. Chi legge deve sapere che quello che sta leggendo falso, deve avere un atteggiamento umoristico di fronte al libro come di fronte alla realt

LO STRAPPO NEL CIELO DI CARTA

Luigi Pirandello(1867-1936)

Questo brano importante per capire la filosofia di Pirandello: una discussione fra Anselmo Paleari e Mattia-Adriano. Paleari invita Adriano ad uno spettacolo di marionette automatiche, lElettra, e chiede a Mattia cosa pensa succederebbe se nel cielo di carta del teatrino comparisse un buco. La risposta che Oreste rimarrebbe sconcertato da quel buco nel cielodiventerebbe Amleto. Il teatrino simbolo evidente della nostra condizione esistenziale di uomini insignificanti, che si muovono nella vita come in un teatro, inconsapevoli della propria reale condizione, perch convinti della propria dignit, della propria centralit e della non vanit del proprio agire. Lo strappo nel cielo di carta rappresenta il nostro comprendere di non essere al centro delluniverso e la consapevolezza della propria piccolezza insignificante nella storia e nelluniverso. Se il cielo si strappasse, Oreste rimarrebbe incapace di agire, e diverrebbe Amleto: alluomo alimentato da grandi valori si sostituirebbe luomo contemporaneo pensoso, diviso, contraddittorio ed incapace di decisioni e azioni quale Amleto.

The force of gravity in the Second Coming of Yeats


The second coming pertains to the second phase of Yeats career: it was written in 1919 (first published in 1920), at the end of first world war, two years after the Russian revolution, and at the time when the conflict between Irish patriots and the British government was at its peak. But apart from these events, its conclusion also seems to predict the rise of Hitler and the Nazi Party in the following years. The second coming is deeply pessimistic about the new phase the world is entering and the poem portrays a world on the edge of catastrophe. To understand this poem it is useful to look at Yeats view history, influenced by the cyclical theory is based on what he calls the gyre. A gyre is composed of two cones, rotating in opposite directions. The apex of each cone is at the centre of the others widest arch. For Yeats, every moment in time moves through these opposite spirals. This means that each dominant historical phase always contains its antithesis. The title of the poem evokes the second coming of Christ predicted in Matthew 24 but does not share Matthews faith. The falcon turning and turning in the widening gyre represents the cycle of history that is disintegrating. According to Yeats the second coming is near: The force of gravity dont hold the centre, everything collapses and there is the chaos. Out of the chaos, Yeats perceives some rough beast which is waiting to be born, but which he cannot name. The second coming will not be that of Christ but that of the antichrist.

The Second Coming


Turning and turning in the widening gyre The falcon cannot hear the falconer; Things fall apart; the centre cannot hold; Mere anarchy is loosed upon the world, The blood-dimmed tide is loosed, and everywhere The ceremony of innocence is drowned; The best lack all convictions, while the worst Are full of passionate intensity. Surely some revelation is at hand; Surely the Second Coming is at hand. The Second Coming! Hardly are those words out When a vast image out of Spiritus Mundi Troubles my sight: somewhere in sands of the desert A shape with lion body and the head of a man, A gaze blank and pitiless as the sun, Is moving its slow thighs, while all about it Reel shadows of the indignant desert birds. The darkness drops again; but now I know That twenty centuries of stony sleep Were vexed to nightmare by a rocking cradle, And what rough beast, its hour come round at last, Slouches towards Bethlehem to be born?

The gyre

La forza gravitazionale secondo Einstein


La teoria gravitazionale di Newtoon, anche se in grado di descrivere il moto dei corpi e dei pianeti, ha una serie di difetti insanabili che, fra 800 e 900, portarono alla nascita di una nuova teoria pi esatta e confacente, la teoria della relativit, elaborata da Albert Einstein, che scardinava limpianto della gravitazione Newtooniana e le fondamenta del sistema galileano , lo spazio, il tempo assoluto e la relativit dei moti. Einstein elabor la teoria della relativit prendendo spunto dalla scoperta che, nonostante la luce viaggi ad una velocit grandissima, questa non pu superare comunque i 300.000 km/s. Essa dunque una quantit finita che si mantiene costante nel tempo e nello spazio. La teoria della relativit allora ribalta i punti di riferimento fissati dalle teorie galileane quando la velocit di un corpo si approssima a quella della luce. Ogni evento fisico non pi relativo al moto, con lo spazio ed il tempo invariabili, bens alla posizione dell'osservatore, dove l'unica entit assoluta diviene appunto la velocit della luce. Einstein codific il tutto in quella famosa formula che caratterizza tutta la sua teoria: E (Energia) = M (massa) x C (velocit della luce al quadrato). Di conseguenza avremo la distorsione dello spazio e del tempo che prima erano invece ritenute entit assolute. Ad esempio se un veicolo procede a tale velocit, noteremo che, pur accelerandolo, continuer a muoversi in maniera costante. Dovranno variare allora altri elementi per soddisfare la maggiore quantit di energia spesa a spingerlo. Infatti aumenter la massa del veicolo con la diretta conseguenza che un osservatore esterno vedr l'auto accorciarsi, per la contrazione dello spazio, ed i movimenti dell'autista rallentare, per la dilatazione dei tempi.

Applicando tutto questo alluniverso, Einstein elabor la seconda parte della teoria,la relativit generale,dove entra in gioco la forza gravitazionale, a cui si sottopone persino la luce. Infatti nello spazio cosmico, un raggio di luce che transita in prossimit di una grande massa viene da questa deviato verso se stessa in maniera direttamente proporzionale all entit del corpo celeste Ci stato appurato durante le eclissi solari, osservando come alcune stelle apparivano spostate rispetto alle posizioni reali. Ma, come sappiamo dall'evoluzione dei corpi stellari, questi alla fine della loro vita si contraggono, aumentando quindi grandemente la loro densit. A densit maggiori corrispondono gravit maggiori, e perci pi deviazioni della luce, sino al caso limite di densit infinita cui corrisponder una forza gravitazionale infinita ed una conseguente deviazione totale della luce. Allora un raggio di luce che passi in vicinanza di una grande massa gravitazionale verr risucchiato da questa in un pozzo senza fondo, senza pi essere visibile dall'esterno e con una velocit sempre maggiore. Ma come sappiamo dalla relativit speciale, questa non pu superare il suo stesso limite di 300.000 km al secondo, ragion per cui, ad esserne in primo luogo influenzati saranno lo spazio ed il tempo. Questa teoria rivoluzionaria ha portato dunque alla scoperta di un dei piu straordinari oggetti dello spazio: il buco nero.

Oggettivit e necessit della scienza moderna della natura nella filosofia di Kant
Con la scoperta di nuove leggi fisiche, come le tre leggi di Newtoon basate sulla concezione di spazio e tempo assoluti, nel XVIII secolo nata una nuova filosofia che ha cercato i fondamenti della fisica e limiti della scienza. la filosofia di kant che si propone due obiettivi: mostrare loggettivit e la necessit della scienza moderna della natura e fondare in modo rigoroso la morale. Nel farlo kant muove da un principio fondamentale espresso dallimmagine della rivoluzione copernicana:la coscienza della realt non dipende dalladeguamento del soggetto alloggetto, ma al contrario dalle facolt delle forme a priori presenti nello stesso soggetto conoscente. Nasce di qui la suddivisione della teoria kantiana secondo le tre facolt fondamentali del soggetto: la sensibilit con cui gli oggetti ci sono dati grazie allordinamento del molteplice che noi percepiamo, attraverso il tempo e lo spazio, da cui nasce la matematica e la geometria; lintelletto grazie al quale conosciamo i dati attraverso lunificazione di essi in categorie che portano alla nascita della fisica e delle scienze naturali; la ragione che si esprime in due dimensioni. Se la ragione, nella conoscenza della natura,quando pretende di oltrepassare i limiti dellesperienza, commette errori, per assoluta legislatrice in campo morale. La sensibilit e lintelletto che nellinsieme costituiscono il nostro io penso fondano il mondo della natura e le varie leggi fisiche che non sono altro se non frutto delle nostre facolt a priori che ci permettono di ordinare il molteplice e conoscere solo il fenomeno, cio limmagine che noi riceviamo della realt ordinata attraverso le nostre forme a priori, e quindi di fondare uno conoscenza scientifica; esse per non ci permettono di conoscere la vera realt cio il noumeno che risulta appunto inconoscibile; intelletto e ragione fondano pertanto il mondo della natura e quello morale ; alla facolt di giudicare spetta il compito di conciliare le rispettive leggi.

La forza elettromagnetica
Si sapeva da millenni che alcuni materiali, come il vetro e lambra, emanano una forza dattrazione se li si strofina. Solo nel Settecento, per, lamericano Benjamin Franklin comprese che lo strofinio carica elettricamente i corpi. Le forze elettriche sono prodotte dalle cariche elettriche che sono di due tipi: cariche elettriche positive e negative. Le cariche elettriche positive sono trasportate dai protoni mentre quelle negative dagli elettroni. I protoni, assieme ai neutroni (elettricamente neutri), costituiscono il nucleo degli atomi, mentre gli elettroni, molto pi leggeri, ruotano attorno al nucleo atomico. Ogni atomo, avendo lo stesso numero di protoni e di elettroni, neutro, cio ha carica uguale a 0. Per l'atomo di elio :

Strofinando ad esempio un pezzo di plastica con un panno di lana gli elettroni, gli unici a poter spostarsi, passano dalla lana, che si comporta da conduttore, alla plastica. La plastica, che un isolante, trattiene gli elettroni ed quindi carica negativamente mentre la lana, che li ha persi, carica positivamente.

La forza elettrica (meglio dire elettrostatica, se si considerano cariche immobili) fra due cariche q1 e q2 distanti R :

data dalla legge di Coulomb:


.

( costante dielettrica nel vuoto)

Si noti la somiglianza con la formula di Newton per la gravitazione. La differenza fondamentale consiste nel fatto che la gravit sempre attrattiva, mentre la forza elettrostatica attrattiva se le cariche sono di segno opposto, e repulsiva se sono di segno uguale. Inoltre, nelle condizioni ordinarie, la forza elettrica molto pi intensa di quella gravitazionale: basta guardare la differenza tra le due costanti di proporzione.

Forza elettrica e forza magnetica (quella esercitata dalle calamite e da altri materiali magnetizzati) erano per ritenute due fenomeni distinti, finch nel 1820 il danese Christian Oersted ipotizz che elettricit e magnetismo fossero intercambiabili dimostr che un filo percorso da corrente elettrica agisce come un magnete che genera un campo magnetico influenzando le bussole. Nel 1831, linglese Michael Faraday verific lopposto, cio che dal movimento di un magnete si ricava elettricit (corrente indotta) e precedentemente, nel 1821, osserv che un filo percorso da corrente, in un campo magnetico, subisce una forza il cui verso dato dalla regola della mano destra. Inoltre il fisico Amper scopr che, dati due fili conduttori, il valore della forza che agisce su un tratto lungo l, di uno di essi direttamente proporzionale alle due correnti che circolano ed diversamente proporzionale alla distanza d tra i due fili. Fu poi James Clerk Maxwell nel 1873 a trovare anche la conferma matematica: un insieme di equazioni che descrivono contemporaneamente il comportamento di elettricit e magnetismo evidenziano la simmetria tra i due fenomeni:

Teorema di Gauss del campo elettrico

Teorema di Gauss del campo magnetico

la circuitazione del campo elettrico indotto dal campo magnetico variabile nel tempo pari alla variazione nel tempo del flusso di tale campo magnetico induttore. Il segno meno indica che la corrente indotta ha segno opposto alla variazione di flusso che la produce, ed nota come legge di lenz .

Legge di ampere(C(B) = 0 i ) modficata da maxwell che aveva trovato il termine mancante per evidenzire matematicamente la simmetria tra i due fenomeni

La teoria elettromagnetica una teoria classica in quanto basata sui presupposti della meccanica classica (i concetti di punto materiale, di traiettoria continua ecc.), ma abbiamo introdotto una assoluta novit rispetto alla meccanica classica di Newton : il concetto di campo. Il campo elettrico e magnetico ci permettono di capire come una carica o un magnete influenzino lo spazio che li circonda. Per individuarli bisognerebbe porre un carica o un magnete di prova in un punto del campo e osservare come agiscono alla presenza di esso. Entrambi i campi sono descritti da vettori. Per visualizzarli si usano le linee di forza, linee immaginarie.

Campo elettrico generato da due cariche

Campo magnetico generato da una magnete a forma di barretta

Nella meccanica classica i punti materiali interagiscono fra loro in modo istantaneo. Questo significa che un cambiamento di posizione di un punto materiale si ripercuote su tutti gli altri in modo istantaneo. Nella teoria di Maxwell, invece, un cambiamento di posizione di una carica elettrica si ripercuote sulle altre dopo un certo tempo. In altre parole, l ' "informazione" che una carica si spostata, "arriva" alle altre cariche dopo un certo tempo, non in maniera istantanea. "

Qualcosa partito dalla carica che si mossa e, viaggiando nello spazio, ha raggiunto dopo un certo tempo le altre cariche. Questo "qualcosa" il campo elettromagnetico che, attraverso le onde elettromagnetiche (onde elettriche e magnetiche che si muovono perpendicolari tra loro per la simmetria dei due fenomeni), che viaggiano alla velocit della lue (300.000 km/s nel vuoto), si propagato nello spazio ed ha raggiunto le altre cariche.

In questo modo non solo si cap che elettricit e magnetismo erano due aspetti dello stesso oggetto fisico ossia il campo elettromagnetico, ma anche che la luce era un fenomeno elettromagnetico. Il campo elettromagnetico quindi qualcosa di fisico, reale. La velocit con cui "viaggia" il campo elettromagnetico enorme ed per questo che Galileo e Newton considerarono istantanee le propagazioni delle interazioni, in accordo del resto con il "senso comune". Infine, poich la materia composta da atomi e molecole, le forze elettromagnetiche con cui protoni ed elettroni si attirano sono alla base delle propriet chimiche della materia stessa, materia di cui anche noi siamo formati.

Le forze nucleari
Le forze nucleari, forte e debole, ci sono meno familiari perch, a differenza di gravit ed elettromagnetismo, la cui influenza si estende allinfinito, il loro raggio dazione limitato alle dimensioni dei nuclei atomici. Pi in l non sono avvertibili. Ecco perch queste due forze sono state scoperte solo recentemente. Daltra parte, finch si pensava che il nucleo atomico fosse fatto di protoni (con carica positiva) e di elettroni (con carica negativa) sembrava ragionevole supporre che la reciproca attrazione elettromagnetica bastasse a spiegare la stabilit del nucleo: dopo il 1930. per, quando il modello di atomo ispirato da Rutherford e Bohr fu definitivamente accettato (un nucleo di protoni e neutroni attorno al quale ruotano gli elettroni), si dovette riconoscere lesistenza di nuove forze che potessero spiegare fenomeni ancora irrisolti. LA FORZA NUCLEARE DEBOLE La forza debole quella responsabile dei decadimenti radioattivi. Tale forza, alloccasione, riesce a trasformare un protone in un neutrone e viceversa. Il nucleo atomico una struttura generalmente stabile. In certi casi, per, un nucleo pu essere instabile e decadere, rompersi in pi parti. Questo il fenomeno della radioattivit naturale (esiste anche la radioattivit artificiale prodotta bombardando atomi non radioattivi con particelle). Un fenomeno legato alla radioattivit il cosiddetto decadimento beta. Un neutrone di un nucleo pu disintegrarsi formando un protone ed un elettrone.

Un neutrone ha carica nulla e produce un protone positivo ed un elettrone negativo, per cui la carica totale rimane invariata prima e dopo la reazione (in natura nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma). L'elettrone prodotto dal decadimento beta fuoriesce a grande velocit dal nucleo e costituisce la cosiddetta radiazione beta (raggi beta). Il protone prodotto dalla reazione rimane nel nucleo. E' chiaro quindi che nel decadimento beta il numero atomico dell'atomo (numero dei protoni dentro il nucleo) che la subisce aumenta di una unit, mentre il numero di massa (numero complessivo di protoni e neutroni dentro il nucleo) rimane costante. A livello di particelle, il decadimento beta si rappresenta come : n p + e. In questa reazione, per, l'energia non conservata. Fermi e Pauli immaginarono allora che vi fosse in gioco un'altra particella, finora sconosciuta, che portava con s l'energia mancante e chiamarono questa particella molto elusiva neutrino (a massa forse nulla e dotata forse della velocit della luce che non interagisce quasi mai con la materia). La reazione di decadimento beta va quindi modificata in: n p + e + (la lettera greca "ni" indica appunto il neutrino).
Decadimento beta del torio 234 che decade in protoattinio 234

Non bisogna dimenticare l'uso del decadimento radioattivo per scopi medici. Bombardando con le particelle emesse dai nuclei delle sostanze radioattive il tessuto canceroso se ne "uccidono" le cellule maligne.

LA FORZA NUCLEARE FORTE

Il nucleo atomico estremamente concentrato ed i nucleoni (protoni e neutroni) sono posti a distanze infinitesime. Siccome i protoni sono caricati dello stesso segno, essi si respingono elettricamente e questa forza repulsiva tanto maggiore quanto minore la loro distanza ( inversamente proporzionale al quadrato della distanza). Addirittura, se la distanza fra due protoni tende a zero, la forza repulsiva che fra essi viene ad esercitarsi, tende all'infinito. In teoria, quindi, se consideriamo le sole forze elettriche, i protoni non potrebbero stare confinati in un nucleo dalle dimensioni cosi piccole! Perch i protoni possano stare assieme dentro un nucleo, occorre quindi che esista un'altra forza tale da neutralizzare le forze elettriche repulsive. Questa forza deve essere estremamente intensa e deve essere a corto raggio d'azione, cio deve esercitarsi solo quando i protoni sono a distanze minime fra loro. A distanze maggiori questa forza deve essere trascurabile. La forza che tiene assieme i nucleoni nel nucleo atomico la forza nucleare forte. La forza nucleare forte estremamente intensa e, se liberata, sprigiona immense energie. L'energia che le stelle producono dovuta alle reazioni nucleari che avvengono nel loro interno. Qui sulla terra, l'uomo sta utilizzando questa energia per tentare di risolvere per sempre i propri bisogni energetici ma tuttora i problemi relativi alla produzione sono enormi sia in termini di impatto ambientale (scorie radioattive) che in termini di controllo della medesima (problema del confinamento della fusione). Luomo,per, riuscito a sfruttare lenergia atomica in modo non controllato per creare bombe atomiche in grado di distruggere lintera umanit.

Fusione nucleare Supponiamo di fare avvicinare due nuclei di deuterio (isotopo dell'idrogeno formato da un protone ed un neutrone) a tal punto che scattino le forze nucleari. Otterremo cos un nucleo di elio :

Questo fenomeno va sotto il nome di fusione nucleare. A partire da nuclei si ottengono altri nuclei pi complessi ma, perch ci accada, occorre spendere una grande energia in modo che le forze elettriche repulsive fra i protoni vengano neutralizzate. Tale fusione possibile, quindi,solo nelle stelle, dove le energie in gioco sono enormi. Nella fusione nucleare dell'idrogeno avviene un fenomeno particolare. La massa dei due nuclei di deuterio risulta lievemente superiore alla massa del nucleo di elio che si produce. Questa differenza di massa, detta difetto di massa, deve, a causa del principio di conservazione,trasformarsi in energia secondo la legge di Einstein (E = mc). Luomo riuscito a sfruttare la fusione incontrollata dellidrogeno creando le bombe ad idrogeno, mentre la fusione atomica controllata stata ottenuta solo per tempi brevissimi, lasciando la speranza futura per risolvere i problemi energetici delluomo.

Fissione nucleare Maggiore il numero di massa, maggiore l'instabilit del nucleo. Per questo motivo i nuclei di grande numero di massa possono modificarsi spontaneamente o quando colpiti da altre particelle. Un caso particolare si ha con l'uranio 235 (numero atomico 92). Se un neutrone colpisce il nucleo di un atomo di questo isotopo dell'uranio, esso si spezza in nuclei pi piccoli emettendo anche due o tre neutroni i quali possono fare disintegrare altri nuclei di uranio e cos via producendo la cosiddetta reazione a catena. Ognuna di queste singole disintegrazioni va sotto il nome di fissione nucleare. Ci che caratterizza energeticamente una reazione di fissione dell'uranio il fatto che la massa dell'uranio prima della reazione risulta maggiore (lievemente) della massa dei prodotti della disintegrazione. Questo difetto di massa (cos come nella fusione) si trasforma in energia :

Modulando il numero e la velocit dei neutroni si pu quindi controllare la reazione di fissione dell'uranio ed esattamente ci che avviene nei reattori nucleari utilizzati per produrre elettricit. Con la fissione nucleare si ha una grande produzione di scorie radioattive il cui smaltimento rappresenta a tutt'oggi un problema irrisolto. Se non controllata, la reazione a catena produce una esplosione di immane potenza: la bomba atomica.

La scoperta della bomba atomica e lutilizzo disastroso nella seconda grande guerra
La realizzazione delle bombe nucleari dovuta a numerosi scienziati e a una catena di successive scoperte iniziate da Enrico Fermi nel 1934, basate sul principio di equivalenza massa-energia, espresso dall'equazione E=mc prevista nella teoria della relativit di Einstein. Molti scienziati tedeschi, per evitare le persecuzioni naziste, si erano trasferiti negli Stati uniti. Anche in Italia la politica razziale del regime fascista aveva costretto all'esilio molti intellettuali e scienziati, fra questi, il fisico E. Fermi, sposato con un'ebrea, che approfittando del viaggio in Svezia per ritirare il premio Nobel (1938), cerc rifugi negli Stati Uniti. Qui si costitu una comunit di scienziati d'altissimo livello che mise a disposizione del governo le proprie conoscenze in materia di scienza applicata all'industria bellica e alla guerra. Albert Einstein, altro fisico tedesco emigrato, il 2 agosto 1939, indirizz una lettera al presidente Roosevelt con la quale lo informava della possibilit di costruire un nuovo tipo di bomba basata sulla fissione nucleare. Con l'ingresso in guerra degli Stati Uniti nel dicembre del 1941, prese avvio il programma nucleare denominato "Progetto Manhattan". A capo del progetto venne posto il generale Leslie Richard Groves; ci significava che i militari ne avrebbero controllato pienamente lo sviluppo. Di fronte al malumore dei ricercatori per la scelta compiuta dal governo, Groves venne affiancato dallo scienziato Julius Robert Oppenheimer. Il centro segreto di ricerca fu installato nel New Messico.

Nel marzo 1943 venne avviato il progetto di studi sulla bomba: gli scienziati accettarono di lavorare nel timore di essere preceduti dai tedeschi, timore in gran parte infondato, probabilmente diffuso tra essi dal governo statunitense, come testimoniavano alcuni documenti nazisti caduti in mano alleata nel novembre del 1944, i quali rivelarono il ritardo dei colleghi tedeschi impegnati nei loro studi sulla bomba. Di fronte al mutato scenario bellico e scientifico che si present nel 1945 (la guerra ormai si stava svolgendo a favore degli alleati; infatti, dopo lo sbarco in Normandia nel 6 giugno del 1944 gli anglo americani liberarono la Francia e per far cadere la Germania bombardarono a tappeto le citt tedesche senza distinguere tra obiettivi militari e civili), gli scienziati cominciarono a dubitare dell'utilit dell'impresa, anche in considerazione del tracollo militare Giapponese, lunico stato ancora in campo che disponeva di un esercito, di vasti territori e di considerevoli risorse, ma che ormai era circondato da americani e russi. Morto Roosevelt, il 12 aprile 1945, spettava al successore Harry Truman la decisione dell'impiego della bomba. Questi form un comitato di assistenza che, il 1 giugno 1945, sugger al Presidente di sganciare la nuova arma su una citt giapponese per colpire installazioni militari, circondate da edifici danneggiabili, onde verificarne gli effetti. Il 15 e il 16 giugno ci fu l'ultima riunione. La decisione fu quella di impiegare larma nonostante il comitato degli scienziati (tra cui anche Einstein) avesse inviato a Truman un memorandum per riflettere sulle conseguenze sociali e nei rapporti internazionali che ci avrebbe determinato,e per deprecare, piuttosto, luso della bomba, uso che non trovava giustificazione nella motivazione dell'accorciamento della guerra, dato che non esisteva nemmeno il pericolo dellatomica tedesca.

Il 16 luglio 1945 tutto era pronto per il primo test atomico della storia. Nel deserto del Nuovo Messico, collocata alla sommit di una torre d'acciaio, a 30 metri di altezza, si trovava la bomba pronta ad esplodere. Contrari all'impiego della bomba su Hiroshima, gli scienziati rimasero sconvolti di fronte alla sua replica su Nagasaki; enorme fu il loro disagio morale ed intellettuale nel constatare i risultati del proprio brillante lavoro utilizzato senza valida giustificazione militare. Oppenheimer (che venne poi accusato di filocomunismo), Einstein e Fermi rettificarono la loro originaria visione della scienza, neutrale rispetto alle decisioni politiche e militari. In una delle tante dichiarazioni da loro rilasciate si legge: "Noi scienziati, il cui tragico destino stato quello di aiutare a costruire i mezzi di distruzione pi raccapriccianti ed efficienti, dobbiamo considerare come nostro dovere solenne e supremo fare tutto ci che in nostro potere per impedire che queste armi siano usate per gli scopi brutali per i quali sono state inventate. Il 6 agosto la prima bomba atomica fu sganciata sulla citt di Hiroscima, il cui centro in pochi secondi fu incenerito, provocando la morte di 150.000 persone (il bombardiere B-29 Enola Gay sganci lordigno, chiamato Little boy, e al momento dellesplosione, una sfera bianca di fumo apparve per circa 10 secondi: lintensit della radiazione era tale che ,a 1200 metri di distanza, le vittime riportarono ustioni mortali non solo allepidermide ma anche agli organi interni; sul punto dellesplosione la temperatura raggiunse 1.000.000 gradi, qualsiasi oggetto in grado di bruciare prese spontaneamente fuoco e unonda di pressione di centinaia di migliaia di atmosfere si propag a velocit altissima, radendo al suolo ogni edificio nel raggio di 2,5 chilometri).

Qualche giorno dopo , il 9 agosto, una seconda bomba colp la citt di Nagasaki e il Giappone, che gia stava cadendo, dichiar la resa senza condizioni. Finiva la seconda guerra mondiale, che era costata 60 milioni di morti. Il vero scopo degli americani sulluso di questa immane arma di distruzione era quello di terminare il conflitto prima che lURSS potesse giocare un ruolo decisivo in oriente distruggendo per prima il Giappone. Dopo la guerra il centro del mondo non stava ormai pi nel vecchio continente, ma ruotava intorno agli Stati Uniti e allUrss, che, di li fino al crollo del muro di Berlino e alla caduta del comunismo, far nascere una guerr fredda basata su una politica di riarmo e sulla ricerca di armi nucleari sempre pi sofisticate e potenti. Luso di questarma completamente ingiustificato e rappresenta, assieme allo sterminio ebraico, uno dei tanti orrori di questa spaventosa guerra. Il bilancio delle vittime enorme: morirono circa 150.000 persone su una popolazione di 350.000, senza per considerare le vittime prodotte nel medio e lungo tempo:le gestanti esposte alle radiazioni partorirono bambini morti; la diffusione della leucemia ebbe una violenta impennata; infine dal 1960, si manifestarono gli effetti cancerogeni delle radiazioni nucleari.

Per concludere: verso la grande unificazione delle forze


Lo sforzo attuale dei fisici quello di unificare tutte le forze, cio di dimostrare che, anche se appaiono diverse, in effetti sono manifestazioni di una sola forza. Il processo di unificazione molto complesso e, nonostante le energie profuse, il traguardo ancora lontano. La teoria della grande Unificazione delle Forze il nome con cui si indicano gli svariati tentativi di inquadrare in un unico sistema le quattro forze fondamentali della natura. La prima grande sintesi si deve a Newton, che riusc ad unificare la forza di gravit celeste e quella terrestre; analogamente J.C. Maxwell propose una teoria unificata valida per lelettricit e per il magnetismo: la cosiddetta forza elettromagnetica. Nel XX secolo, la teoria di Newton stata superata dalla Relativit Generale di Einstein, mentre la teoria di Maxwell stata ampliata per creare una teoria quantistica dei campi . Allinizio di questo secolo si scoprirono le due nuove forze fondamentali della Natura, quelle nucleari. Negli anni Sessanta e Settanta la forza elettromagnetica e nucleare debole furono inquadrate con successo nella Teoria elettrodebole da Weinberg, Glasgow e Salam. Per valori relativamente bassi di energia, con cui quotidianamente siamo a contatto, le caratteristiche di queste forze sono cos differenti che giustificato considerarle distinte poich le loro manifestazioni sono profondamente diverse. Ma ad energie immensamente grandi (difficilmente raggiungibili nei moderni acceleratori) si nota che i due aspetti sono dovuti ad ununica forza. Questa teoria inoltre avvalorata dagli incoraggianti risultati sperimentali ottenuti al C.E.R.N. di Ginevra. A livelli energetici ancora pi elevati si pu ipotizzare unulteriore unificazione: lInterazione nucleare forte con la Forza elettrodebole, descritta e sostenuta dalla G.U.T. (Grand Unification Theory).

Lunica forza che appare non unificabile quella gravitazionale, che ha reso complicato il cammino verso la ricerca di unica forza chiamata Supergravit. E' molto promettente ed in attesa delle prime verifiche sperimentali nella ricerca della supergravit, la cosiddetta teoria delle stringhe. Secondo questa teoria, il mondo microscopico pieno di piccole corde di violino, i cui modi di vibrazione orchestrano l'evoluzione del mondo. Se potessimo esaminarle con maggiore dettaglio - un dettaglio di molti ordini di grandezza superiore alle nostre attuali capacit tecniche troveremmo che le particelle non sono puntiformi, ma consistono di un minuscolo anello unidimensionale. Ogni particella contiene un filamento che danza, vibra, oscilla come un elastico infinitamente sottile; i fisici moderni lo hanno chiamato stringa.

Le propriet osservate delle particelle non sono che un riflesso dei vari modi in cui una stringa pu vibrare. E' proprio come per le corde di un violino o di un pianoforte, che, a seconda del modo in cui vibrano, fanno percepire al nostro orecchio le note fondamentali e le rispettive armoniche superiori; le vibrazioni delle stringhe non si manifestano come note musicali, ma come particelle, la cui massa e carica sono determinate dalle oscillazioni della stringa stessa: l'elettrone una stringa che vibra in un certo modo, il quark in un altro, e cos via. Le propriet delle particelle, dunque, non sono una caotica massa di dati sperimentali, ma conseguenze di un unico principio fisico: sono la musica, per cos dire, suonata dalle stringhe fondamentali. La stessa idea si applica alle forze: ogni particella mediatrice di forza associata a un particolare modo di vibrazione. Quindi tutte le forze e tutta la materia sono unificate sotto la voce "oscillazione di stringhe": sono le note che le stringhe suonano. Se da una parte le potenti teorie fisiche (teoria della relativit e meccanica quantistica figlie di quella rivoluzione scientifica fra '800 e '900) riescono a spiegare una enorme quantit di fenomeni e forniscono la base di uno sviluppo tecnologico senza precedenti nella storia dell'umanit, dall'altra parte le difficolt nel processo di unificazione, di creare, cio, una teoria unica, ed alcuni "strani" fenomeni (espansione accelerata delluniverso,e la conseguente supposizione della presenza di materia ed energia oscura che costituirebbero rispettivamente il 23 e 73% delluniverso,contro il 4% di materia ed energia ordinaria che noi vediamo soprattutto sotto forma di luce), forse, stanno mettendo ancora una volta in crisi tutte le nostre conoscenze.