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PREMESSA LEGISLATIVA

LA COSTITUZIONE
Art. 9 La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura, la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

ART. 117
La potest legislativa esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonch dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali. Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie:
a) .. s) tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali. ..

(segue Art. 117) Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a: . . valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attivit culturali; . Spetta alle Regioni la potest legislativa in riferimento ad ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato. ..

(segue Art. 117) . La potest regolamentare spetta allo Stato nelle materie di legislazione esclusiva, salva delega alle Regioni. La potest regolamentare spetta alle Regioni in ogni altra materia. I Comuni, le Province e le Citt metropolitane hanno potest regolamentare in ordine alla disciplina dell'organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite.

(segue Art. 117) Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parit degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e promuovono la parit di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive. La legge regionale ratifica le intese della Regione con altre Regioni per il migliore esercizio delle proprie funzioni, anche con individuazione di organi comuni.Nelle materie di sua competenza la Regione pu concludere accordi con Stati e intese con enti territoriali interni ad altro Stato, nei casi e con le forme disciplinati da leggi dello Stato.

IL PATRIMONIO CULTURALE Definizione: Il Patrimonio Culturale un insieme organico (di opere, monumenti, musei, case,paesaggi,citt, costumi e tradizioni) strettamente legato al territorio che lo ha prodotto. Questo patrimonio, nel suo complesso, costituisce un elemento portante della societ civile e della identit prima dei cittadini degli antichi Stati, dellItalia dopo.

IL PATRIMONIO CULTURALE Rappresenta la ricchezza di un paese, o anche di un soggetto a cui il patrimonio fa capo (un ente privato, un ente pubblico, un museo ecc.) sul piano culturale e su quello economico, restando destinato alla fruizione collettiva.

VERSO LA TUTELA DELLE ANTICHITA


La tutela dei beni culturali sul territorio nazionale ha radici legislative
che possono rintracciarsi in tempi preunitari per trovare il loro programmatico compimento ad unit ormai avvenuta, dopo una

maturata conoscenza delle problematiche attinenti il patrimonio


culturale italiano. Sino agli albori dellUnit dItalia (1861) i

provvedimenti legislativi si sono sempre caratterizzati per essere singoli interventi ad hoc, specifiche norme dettate da necessit contingenti, e spesso rese in via eccezionale a fronte di situazioni di urgenza. Tali norme o interventi legislativi pi in generale, venivano emanate, generalmente, al fine di porre rimedio a situazioni contingenti ovvero

per garantire speciali tutele a propriet e beni fondiari dei singoli.

Gi nel corso del XV secolo, Papa Martino V (1417-1431) intervenne con la

bolla Etsi de cunctarum del 1425 a stabilire i criteri di restauro e ricostruzione


degli edifici; Papa Niccolo V deline un progetto sistematico di riassetto urbanistico della citt di Roma. Papa Pio II (1458-1464) con la bolla Cum almam nostram urbem nel 1462 sancisce lassoluto divieto alla spoliazione dei ruderi. Let del Rinascimento inaugurata da Papa Sisto IV (1471-1484) che con la bolla Cum provvida Sanctorum Patrum decrete nel 1474 vieta la vendita delle opere darte sacra contenuta nelle chiese.

Occorre tuttavia evidenziare che dal 700 in poi si ebbe un generale interesse per lo studio dei classici e venne a maturarsi unelevazione dellarcheologia a scienza: tale situazione

ingener, di fatto, un interesse della comunit per la protezione dei beni culturali, interesse di l in avanti, sempre crescente.

dal Catalogo dei Dieci della Repubblica Veneta:


descrizione luogo per luogo collobbligo a medesimi della responsabilit, proibendo loro di farne sotto qualsiasi titolo

cambiamento, alienazione e vendita.


1.

EDITTO del 1802 (Pontificato Pio VII)


LA TUTELA VIENE ESTESA A TUTTO PATRIMONIO COSIDETTO MOBILE. IL

2.

VIENE AFFRONTATO PER LA PRIMA VOLTA IL PROBLEMA DEL CONTROLLO SUI BENI (ANCHE PRIVATI) TRAMITE UNA REGISTRAZIONE.

Giunti agli albori dellUnit Nazionale, segnatamente nel 1859, lallora Ministro della Pubblica Istruzione del Regno di Sardegna (Casati), in fase di redazione di una fondamentale riforma sullistruzione, introdusse quale materia di studio anche la disciplina in materia di beni culturali. Tuttavia, lorigine di unidea ed una concezione programmatica e sistematica di difesa del patrimonio storico, artistico e culturale, nel nostro ordinamento, e quindi lidea compiuta di una tutela tout court dei beni culturali, coincide con lunit e con la nascita del concetto di Nazione.

IL CATALOGO NEL REGNO DITALIA: UN GRAVE RITARDO


ART. 5 LEGGE 28 GIUGNO 1871 N. 286: - RINVIO DELLE MODIFICHE DELLE VECCHIE NORMATIVE A UN FUTURO ORDINAMENTO GENERALE DELLA MATERIA (30 ANNI DOPO) CONSEGUENZA: ESODO DI OPERE DARTE DALLITALIA DOPO I SACCHEGGI NAPOLEONICI: - MOTIVO POLITICO: principi liberalistici. NO al prevalere dellinteresse pubblico sul privato, difesa dei diritti della propriet privata (anche artistica). - MOTIVO GIURIDICO-AMMINISTRATIVO: Catalogo=Valore Amministrativo? Oppure Catalogo=Rilevanza Giuridica?

12 GIUGNO 1902 n. 185 (NASI) TUTELA DEL PATRIMONIO MONUMENTALE (PRIMA LEGGE ORGANICA IN MATERIA DI TUTELA DEL PATRIMONIO ARTISTICO) L ART. 23 STABILIVA CHE UNOPERA DARTE PER ESSERE SOGGETTA ALLE DISPOSIZIONI PROTETTIVE, DOVEVA ESSERE PRIMA INCLUSA IN UN ELENCO O CATALOGO DI OPERE DI RILEVANTE INTERESSE O DI SOMMO PREGIO. PUBBLICAZIONE MONUMENTALI PRIMO ELENCO DEGLI EDIFICI

REGIO DECRETO 20 GIUGNO 1909 N. 364 (ROSADI) (RESTO IN VIGORE PER 30 ANNI)
RINUNCIA DEFINITIVA ALLINVENTARIO PREVENTIVO AMPLIAMENTO DELLOGGETTO DI TUTELA

SOSTITUZIONE CON ALTRI STRUMENTI GIURIDICI.


NOTIFICA DI IMPORTANTE INTERESSE ELENCHI DEGLI OGGETTI DINTERESSE STORICO ARTISTICO

LEGGE 688/1912
PRIMO PROVVEDIMENTO ESTENSIVO DEL PAESAGGIO NAZIONALE

DOPO LA PRIMA GUERRA MONDIALE


REGIO DECRETO DEL 14 GIUGNO 1923 N. 1889 (ancora in vigore) RIPRENDE IL LAVORO DI CATALOGO
RECLUTAMENTO DI PERSONALE ESTERNO ALLAMMINISTRAZIONE PUBBLICA CORREDO DELLE SCHEDE CON FOTOGRAFIE

Codice penale R.D. 1938/1930 (Codice Rocco): continuando nella nostra cronistoria dei provvedimenti a carattere generale che si sono a vario titolo interessati della materia dei beni culturali, rinveniamo allinterno del Codice Penale del 1930 le sanzioni (aggiornate successivamente nel corso degli anni) previste per il danneggiamento ed il deturpamento dei beni, con la previsione delle cc.dd aggravanti qualora i reati vengano perpetrati nei riguardi di cose di interesse storico, artistico o destinate allesercizio di un culto (artt. 635 e 650 c.p.); o trovando specifica previsione di reato nellart. 733 c.p. (Danneggiamento al patrimonio archeologico, storico o artistico nazionale) e per quanto riguarda la distruzione o il deturpamento di bellezze naturali ai sensi dellart. 734 c.p.

1939 LANNO DI SVOLTA


LEGGE 16/1939 N.1089
CONCETTO DI ARTE COME STRUMENTO DI EDUCAZIONE NAZIONALE ART. 1: SONO SOGGETTE ALLA PRESENTE LEGGE LE COSE, IMMOBILI E MOBILI, CHE PRESENTANO INTERESSE STORICO, ARCHEOLOGICO O ETNOGRAFICO ART. 2: SONO ALTRESI SOTTOPOSTE ALLA PRESENTE LEGGE LE COSE IMMOBILI CHE, A CAUSA DEL LORO RIFERIMENTO CON LA STORIA POLITICA, MILITARE, DELLA LETTERATURA, DELLARTE E DELLA CULTURA IN GENERE, SIANO STATE RICONOSCIUTE .. DAL MINISTRO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE.

1942 - CODICE CIVILE


ART. 822: 1 COMMA - APPARTENGONO ALLO STATO E FANNO PARTE DEL DEMANIO PUBBLICO .2 COMMA - GLI IMMOBILI RICONOSCIUTI DINTERESSE STORICO, ARCHEOLOGICO E ARTISTICO . LE RACCOLTE DEI MUSEI, DELLE PINACOTECHE, DEGLI ARCHIVI, DELLE BIBLIOTECHE. ART. 824: I BENI DELLA SPECIE INDICATI D AL SECONDO COMMA DELLARTICOLO 822, SE APPARTENGONO ALLE PROVINCE E AI COMUNI, SONO SOGGETTI AL REGIME DEL DEMANIO PUBBLICO.

DOPO LA SECONDA GUERRA MONDIALE CONSEGUENZE DEVASTAZIONE ARRESTO DELLE ATTIVITA (OLTRE 10 ANNI) INCONTROLLATO SVILUPPO URBANISTICO

RIPRESA 1959 CREAZIONE DI UNA SEZIONE SPECIALE PER LA FOTOGRAFIA AEREA. 1967 RAPPORTO DELLA COMMISSIONE FRANCESCHINI (ESIGENZA PRIORITARIA DI UNA CATALOGAZIONE COMPLETA E CAPILLARE).

LE ALTRE TAPPE D.L. 657/1975: viene istituito il Ministero per i beni culturali e per lAmbiente L. 431/1985 c.d. legge Galasso: rivede radicalmente la tutela del paesaggio, finendo per essere anche in campo ambientale un baluardo nei confronti, in particolare, dellabusivismo edilizio L. 241/1990: con lImportante l. 241, avente ad oggetto nuove norme in materia di procedimenti amministrativi e di diritto di accesso ai documenti amministrativi, viene introdotto listituto della Conferenza dei Servizi, a cui viene demandato il compito di operare anche in materia di procedimenti amministrativi afferenti ai campi della tutela dei beni culturali e dellambiente.

LE ALTRE TAPPE (SEGUE) 1992: viene istituito, allInterno dellArma dei carabinieri, il Comando CC per la tutela del patrimonio artistico, distaccato presso il Ministero per i beni culturali e lambiente. D.Lgs 368/1998: con il d.lg.s 368/1998 viene istituito il Ministero per i beni e le attivit culturali, sostituendosi al Ministero per i beni culturali e ambientale. Infatti la previsione di competenze Ambientali aveva causato non poche conflittualit con le competenze del Ministero dellAmbiente, sorto nel frattempo nel 1986. In aggiunta a ci, si evidenzia che la previsione di nuovo conio di Attivit culturali conferisce al neoistituito ministero attribuzioni anche in materia di spettacolo, di sport, di impiantistica sportiva, ponendo i presupposti per quella interdisciplinariet che tipicamente connaturata con ogni manifestazione culturale. T.U. 490/1999: nato per riordinare

Larticolazione del patrimonio pu essere cos sintetizzata:


Musei, pinacoteche e altri luoghi espositivi con raccolte e collezioni archeologiche, storico-artistiche ed etnoantropologiche
Archivi storici e documentari che comprendono: -fotografie con relativi negativi e matrici, pellicole cinematografiche e supporti audiovisivi, documentazioni di manifestazioni sonore e verbali -libri, cataloghi, letteratura grigia -disegni architettonici, planimetrie, cartografia -carteggi storici

Biblioteche con patrimonio librario storico attinente alla Sovraintendenza e alle collezioni
Beni immobili di interesse archeologico: acquedotti, mura, edifici antichi, aree archeologiche, templi, terme, sepolcri, mausolei Beni immobili di interesse monumentale: palazzi, casali, porte, torri, ponti fontane, architetture civili.

LEGISLAZIONE DPR 3 DICEMBRE 1975, N. 805


ORGANIZZAZIONE DEL MINISTERO DEI BENI CULTURALI

ISTITUTI CENTRALI
ISTITUTO CENTRALE PER IL CATALOGO E LA DOCUMENTAZIONE (ICCD) ISTITUTO CENTRALE PER IL CATALOGO UNICO DELLE BIBLIOTECHE ITALIANE E PER LE INFORMAZIONI BIBLIOGRAFICHE ISTITUTO CENTRALE PER LA PATOLOGIA DEL LIBRO ISTITUTO PER IL RESTAURO

LEGISLAZIONE DPR 3 DICEMBRE 1975, N. 805


ORGANIZZAZIONE DEL MINISTERO DEI BENI CULTURALI

ISTITUTI PERIFERICI (SOPRINTENDENZE)


SOPRINTENDENZE ARCHEOLOGICHE SOPRINTENDENZE PER I BENI ARTISTICI E STORICI SOPRINTENDENZE PER I BENI AMBIENTALI E ARCHITETTONICI SOPRINTENDENZE ARCHIVISTICHE ARCHIVI DI STATO

LEGISLAZIONE DECRETO LEGISLATIVO 22 GENNAIO 2004, N. 42 CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO Il provvedimento determina una semplificazione legislativa rispetto alla previgente disciplina, fornendo uno strumento per difendere e promuovere il tesoro degli italiani, anche attraverso il coinvolgimento degli Enti Locali, e definendo in maniera irrevocabile i limiti dell'alienazione del demanio pubblico, che escluder i beni di particolare pregio artistico, storico, archeologico e architettonico. All'interno del "patrimonio culturale nazionale", si inscrivono due tipologie di beni culturali: i beni culturali in senso stretto, coincidenti con le cose d'interesse storico, artistico, archeologico etc., di cui alla legge 1089 del 1939, e quell'altra specie di bene culturale, in senso pi ampio, che costituita dai paesaggi italiani (gi retti dalla legge 1497 del 1939 e dalla legge "Galasso" del 1985), frutto della millenaria antropizzazione e stratificazione storica del nostro territorio, un unicum nell'esperienza europea e mondiale tale da meritare tutto il rilievo e la protezione dovuti.

LEGISLAZIONE DECRETO LEGISLATIVO 22 GENNAIO 2004, N. 42


CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO

INTRODUZIONE DI NUOVI ARGOMENTI VALORIZZAZIONE PROMOZIONE GESTIONE

LEGISLAZIONE DECRETO LEGISLATIVO 22 GENNAIO 2004, N. 42


CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO

TUTELA
Esercizio delle Funzioni Disciplina delle attivit Attivit conoscitiva Conservazione

RICONOSCIMENTO
Verifica dellinteresse nazionale Attribuzione del Valore Storico/Artistico Testimonianza Funzione Vincolo Pubblico Classificazione

VIGILANZA E ISPEZIONE
Soprintendenze Regioni

MISURE DI PROTEZIONE
Interventi vietati Interventi soggetti ad autorizzazione

LEGISLAZIONE DECRETO LEGISLATIVO 22 GENNAIO 2004, N. 42


CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO

CONSERVAZIONE CIRCOLAZIONE
Attivit coordinata tra prevenzione manutenzione restauro Interazione tra Ministero e Regioni Universit Istituti di Ricerca Alienazione Commercio Controllo sulla circolazione Scoperte Appartenenza Premio

FRUIZIONE
Elenco Luoghi di Cultura Accesso ai beni pubblici e privati Agevolazioni ai cittadini

LEGISLAZIONE DECRETO LEGISLATIVO 22 GENNAIO 2004, N. 42


CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO

VALORIZZAZIONE
Risorse Strutture Reti Competenze Iniziative Pubbliche e Private Sponsorizzazioni Promozione Diffusione della Conoscenza

GESTIONE
Diretta (Interna) Indiretta (Esterna) Servizi al Pubblico Consultabilit dei Documenti

LEGISLAZIONE DECRETO LEGISLATIVO 22 GENNAIO 2004, N. 42


CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
Articolo 10 Beni culturali 1. Sono beni culturali le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonch ad ogni altro ente ed istituto pubblico e a persone giuridiche private senza fine di lucro, ivi compresi gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti(*), che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico.

DECRETO LEGISLATIVO 22 GENNAIO 2004, N. 42 - segue art. 10

2. Sono inoltre beni culturali: a) le raccolte di musei, pinacoteche, gallerie e altri luoghi espositivi dello Stato, delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali nonch di ogni altro ente ed istituto pubblico; b) gli archivi e i singoli documenti dello Stato, delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali, nonch di ogni altro ente ed istituto pubblico; c ) le raccolte librarie delle biblioteche dello Stato, delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali, nonch di ogni altro ente e istituto pubblico, ad eccezione delle raccolte che assolvono alle funzioni 3. Sono altres beni culturali, quando sia intervenuta la dichiarazione prevista dall'articolo 13: a) le cose immobili e mobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico particolarmente importante, appartenenti a soggetti diversi da quelli indicati al comma 1; b) gli archivi e i singoli documenti, appartenenti a privati, che rivestono interesse storico particolarmente importante; c) le raccolte librarie, appartenenti a privati, di eccezionale interesse culturale; d) le cose immobili e mobili, a chiunque appartenenti, che rivestono un interesse particolarmente importante a causa del loro riferimento con la storia politica, militare, della letteratura, dell'arte, della scienza, della tecnica, dell'industria(*) e della cultura in genere, ovvero quali testimonianze dell'identit e della storia delle istituzioni pubbliche, collettive o religiose;

DECRETO LEGISLATIVO 22 GENNAIO 2004, N. 42 - segue art. 10

e) le collezioni o serie di oggetti, a chiunque appartenenti, che non siano ricomprese fra quelle indicate al comma 2 e(*) che, per tradizione, fama e particolari caratteristiche ambientali, ovvero per rilevanza artistica, storica, archeologica, numismatica o etnoantropologica, rivestano come complesso un eccezionale interesse [artistico o storico].(**) 4. Sono comprese tra le cose indicate al comma 1 e al comma 3, lettera a): a) le cose che interessano la paleontologia, la preistoria e le primitive civilt; b) le cose di interesse numismatico che, in rapporto all'epoca, alle tecniche e ai materiali di produzione, nonch al contesto di riferimento, abbiano carattere di rarita' o di pregio [, anche storico](**); c) i manoscritti, gli autografi i carteggi, gli incunaboli, nonch i libri, le stampe e le incisioni, con relative matrici, aventi carattere di rarit e di pregio; d) le carte geografiche e gli spartiti musicali aventi carattere di rarit e di pregio; e) le fotografie, con relativi negativi e matrici, le pellicole cinematografiche ed i supporti audiovisivi in genere, aventi carattere di rarit e di pregio; f) le ville, i parchi e i giardini che abbiano interesse artistico o storico; g) le pubbliche piazze, vie, strade e altri spazi aperti urbani di interesse artistico o storico; h) i siti minerari di interesse storico od etnoantropologico; i) le navi e i galleggianti aventi interesse artistico, storico od etnoantropologico; l) le architetture rurali aventi interesse storico od etnoantropologico quali testimonianze dell'economia rurale tradizionale.(***)

Strutture di servizio con funzioni industriali, amministrative e culturali: mercati, mattatoio, fabbriche, centri industriali, caserme uffici, cimiteri, teatri

Chiese ed ex conventi (pervenuti in seguito allabolizione dellasse ecclesiastico)


Monumenti celebrativi: busti e gruppi scultorei Affreschi, stemmi, graffiti, lapidi, iscrizioni tabernacoli e altri ornamenti posti dal Comune o su edifici di propriet comunale; simboli riconoscibili della storia del Comune quali decorazioni o parti ed elementi di arredo urbano Oggetti di interesse numismatico Opere di pittura, scultura grafica e qualsiasi oggetto darte e mobilio di interesse storico conservato negli uffici comunali o in altre sedi di propriet comunale che non hanno interesse architettonico Collezioni di beni e strumenti di interesse tecnico-scientifico (aventi pi di cinquantanni) Ville, parchi e giardini di interesse artistico o storico

SECONDA PARTE

ORGANIZZAZIONE DEL MIBAC IL CATALOGO IL DECRETO LEGISLATIVO N.42 DEL 22 GENNAIO 2004

IL MIBAC
MINISTERO PER I BENI E ATTIVITA CULTURALI Segretariato Generale Direzioni Generali
(sono 8)

Organi Cons. Centrali


Consiglio Superiore per i b.c. Comitati tecnico scientifici (7)

Organi Centrali
7 Istituti Centrali, 3 Nazionali, 11 Istituti con autonomia speciale (Archivio di Stato, 2 Biblioteche Nazionali, Centro per il Libro, Ist. Sup. Conservazione e Restauro, 6 Soprintendenze)

Organi Periferici
18 Direzioni Regionali 82 Soprintendenze locali 16 Soprintendenze archivistiche loc. 100 Archivi di Stato

46 Biblioteche Nazionali e Universitarie

ISTITUTI CENTRALI
ISTITUTO CENTRALE PER IL CATALOGO E LA

DOCUMENTAZIONE (ICCD)
ISTITUTO CENTRALE PER GLI ARCHIVI ISTITUTO CENTRALE PER I BENI SONORI ED AUDIOVISIVI ISTITUTO CENTRALE PER IL CATALOGO UNICO DELLE BIBLIOTECHE E INFORMAZIONI BIBLIOGRAFICHE ISTITUTO CENTRALE PER IL RESTAURO E LA CONSERVAZIONE DEL PATRIMONIO ARCHIVISTICO E LIBRARIO ISTITUTO CENTRALE PER LA DEMOETNOANTROPOLOGIA OPIFICIO DELLE PIETRE DURE

ISTITUTO CENTRALE PER IL CATALOGO E LA DOCUMENTAZIONE (ICCD): COORDINAMENTO GENERALE E SETTORIALE DELLA RICERCA ELABORAZIONE DELLE NORME DI METODOLOGIA DELLE INDAGINI ARCHIVIO DEL MATERIALE DOCUMENTARIO DIFFUSIONE DEI DATI E DELLE NOTIZIE RACCOLTE.

La catalogazione l'attivit di registrazione, descrizione e classificazione di tutte le tipologie di beni culturali. Si tratta di individuare e conoscere i beni, documentarli in modo opportuno e archiviare le informazioni raccolte secondo precisi criteri. La documentazione integra l'attivit di catalogazione fornendo una rappresentazione del bene attraverso immagini, grafici, tematismi. L'Istituto accoglie nei propri archivi gran parte della documentazione realizzata nel corso degli anni dagli istituti preposti alla tutela del territorio. Oltre il compito istituzionale della "documentazione", l'Istituto nel corso della sua storia ha curato la conservazione del bene fotografia.

ISTITUTI PERIFERICI
SOPRINTENDENZE ARCHEOLOGICHE SOPRINTENDENZE PER I BENI ARTISTICI E STORICI SOPRINTENDENZE PER I BENI AMBIENTALI E ARCHITETTONICI SOPRINTENDENZE ARCHIVISTICHE ARCHIVI DI STATO

Art.1 - Principi
1.In attuazione dell'articolo 9 della Costituzione, la Repubblica tutela e valorizza il patrimonio culturale in coerenza con le attribuzioni di cui all'articolo 117 della Costituzione e secondo le disposizioni del presente codice. 2. La tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale concorrono a preservare la memoria della comunit nazionale e del suo territorio e a promuovere lo sviluppo della cultura. 3. Lo Stato, le regioni, le citt metropolitane, le province e i comuni assicurano e sostengono la conservazione del patrimonio culturale e ne favoriscono la pubblica fruizione e la valorizzazione. 4. Gli altri soggetti pubblici, nello svolgimento della loro attivit, assicurano la conservazione e la pubblica fruizione del loro patrimonio culturale. 5. I privati proprietari, possessori o detentori di beni appartenenti al patrimonio culturale, ivi compresi gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, sono tenuti a garantirne la conservazione (1). 6. Le attivit concernenti la conservazione, la fruizione e la valorizzazione del patrimonio culturale indicate ai commi 3, 4 e 5 sono svolte in conformit alla normativa di tutela.

Art.2 Patrimonio culturale


1. Il patrimonio culturale costituito dai beni culturali e dai beni paesaggistici. 2. Sono beni culturali le cose immobili e mobili che, ai sensi degli articoli 10 e 11, presentano interesse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico, archivistico e bibliografico e le altre cose individuate dalla legge o in base alla legge quali testimonianze aventi valore di civilt. 3. Sono beni paesaggistici gli immobili e le aree indicati all'articolo 134, costituenti espressione dei valori storici, culturali, naturali, morfologici ed estetici del territorio, e gli altri beni individuati dalla legge o in base alla legge. 4. I beni del patrimonio culturale di appartenenza pubblica sono destinati alla fruizione della collettivit, compatibilmente con le esigenze di uso istituzionale e sempre che non vi ostino ragioni di tutela.

Art. 3 Tutela del patrimonio culturale


1. La tutela consiste nell'esercizio delle funzioni e nella disciplina delle attivit dirette, sulla base di un'adeguata attivit conoscitiva, ad individuare i beni costituenti il patrimonio culturale ed a garantirne la protezione e la conservazione per fini di pubblica fruizione. 2. L'esercizio delle funzioni di tutela si esplica anche attraverso provvedimenti volti a conformare e regolare diritti e comportamenti inerenti al patrimonio culturale.

Art.4 - Funzioni dello Stato in materia di tutela del patrimonio culturale


1. Al fine di garantire l'esercizio unitario delle funzioni di tutela, ai sensi dell'articolo 118 della Costituzione, le funzioni stesse sono attribuite al Ministero per i beni e le attivit culturali, di seguito denominato Ministero, che le esercita direttamente o ne pu conferire l'esercizio alle regioni, tramite forme di intesa e coordinamenti ai sensi dell'articolo 5, commi 3 e 4. Sono fatte salve le funzioni gi conferite alle regioni ai sensi dei commi 2 e 6 del medesimo articolo 5. 2. Il Ministero esercita le funzioni di tutela sui beni culturali di appartenenza statale anche se in consegna o in uso ad amministrazioni o soggetti diversi dal Ministero.

Art. 5 - Cooperazione delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali in materia di tutela del patrimonio culturale
1. Le regioni, nonch i comuni, le citt metropolitane e le province, di seguito denominati altri enti pubblici territoriali, cooperano con il Ministero nell'esercizio delle funzioni di tutela in conformit a quanto disposto dal Titolo I della Parte seconda del presente codice. 2. Le funzioni di tutela previste dal presente codice che abbiano ad oggetto manoscritti, autografi, carteggi, incunaboli, raccolte librarie, nonch libri, stampe e incisioni, non appartenenti allo Stato, sono esercitate dalle regioni. Qualora l'interesse culturale delle predette cose sia stato riconosciuto con provvedimento ministeriale, l'esercizio delle potest previste dall'articolo 128 compete al Ministero 3. Sulla base di specifici accordi od intese e previo parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, di seguito denominata Conferenza Stato-regioni, le regioni possono esercitare le funzioni di tutela su carte geografiche, spartiti musicali, fotografie, pellicole o altro materiale audiovisivo, con relativi negativi e matrici, non appartenenti allo Stato (2). 4. Nelle forme previste dal comma 3 e sulla base dei princpi di differenziazione ed adeguatezza, possono essere individuate ulteriori forme di coordinamento in materia di tutela con le regioni che ne facciano richiesta. 5. Gli accordi o le intese possono prevedere particolari forme di cooperazione con gli altri enti pubblici territoriali. 6. Le funzioni amministrative di tutela dei beni paesaggistici sono esercitate dallo Stato e dalle regioni secondo le disposizioni di cui alla Parte terza del presente codice, in modo che sia sempre assicurato un livello di governo unitario ed adeguato alle diverse finalit perseguite (3) 7. Relativamente alle funzioni esercitate dalle regioni ai sensi dei commi 2, 3, 4, 5 e 6, il Ministero esercita le potest di indirizzo e di vigilanza e il potere sostitutivo in caso di perdurante inerzia o inadempienza (4).

Art. 6 - Valorizzazione del patrimonio culturale


1. La valorizzazione consiste nell'esercizio delle funzioni e nella disciplina delle attivit dirette a promuovere la conoscenza del patrimonio culturale e ad assicurare le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica del patrimonio stesso, anche da parte delle persone diversamente abili, al fine di promuovere lo sviluppo della cultura. Essa comprende anche la promozione ed il sostegno degli interventi di conservazione del patrimonio culturale. In riferimento al paesaggio, la valorizzazione comprende altres la riqualificazione degli immobili e delle aree sottoposti a tutela compromessi o degradati, ovvero la realizzazione di nuovi valori paesaggistici coerenti ed integrati 2. La valorizzazione attuata in forme compatibili con la tutela e tali da non pregiudicarne le esigenze 3. La Repubblica favorisce e sostiene la partecipazione dei soggetti privati, singoli o associati, alla valorizzazione del patrimonio culturale