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Ippocrate

Coo 460 a.C. - Larissa 377 a. C.

ca.

Il pi famoso medico dell'antichit, padre fondatore dell'ars medica antiqua, nacque nell'isola di Cos attorno al 460 a.C. da una famiglia aristocratica di antiche tradizioni mediche. La sua fama legata non solo alla sua attivit di medico, ma anche e forse soprattutto, a quella di maestro avendo avuto il grande merito e coraggio di estendere l'insegnamento al di fuori dell'ambito familiare. Scrupoloso ricercatore ed acuto osservatore, rinnov il concetto stesso di medicina allora legato all'intervento divino. Secondo Ippocrate infatti la malattia e la salute avevano ben poca attinenza con il mondo degli dei: esse non erano affatto punizioni o doni, quanto piuttosto il risultato naturale di determinate circostanze del tutto umane. Suo il famoso giuramento con il quale gli aspiranti medici si impegnavano a rispettare poche, ma determinanti regole di vita e comportamento: in esso infatti si faceva divieto di praticare l'aborto, si focalizzava l'attenzione sulla cura del paziente e sull'obbligo, e qui da ricercarsi la modernit del suo insegnamento, del segreto professionale. Le sue opere, una sessantina circa, sono raccolte nel Corpus Hippocraticum, che tuttavia raccoglie anche opere la cui paternit non quasi certamente di Ippocrate ma di alcuni dei suoi discepoli come ad esempio Polibio. Spiccano per importanza ed attualit del metodo di ricerca i trattati chirurgici, quelli ginecologici, una raccolta di schede cliniche: le Epidemie; gli Aforismi ed altri trattati ancora - come ad esempio Del medico - nei quali si codificava il comportamento che il medico doveva tenere nei confronti del paziente. Per Ippocrate il medico doveva essere un osservatore dei segni della malattia poich il suo compito era semplicemente quello di aiutare la natura nel suo atto guaritore; vista, tatto e udito erano quindi gli organi di senso che pi andavano sviluppati. Sua inoltre l'elaborazione della teoria umorale secondo la quale il corpo umano sarebbe governato da un insieme di quattro umori diversi (sangue, bile gialla e nera, flegma) che, combinandosi tra di loro in diverse proporzioni, potevano portare l'individuo allo stato di salute o viceversa di malattia.

Polibio (Cos, ca. 410 a.C.) Sulla natura dell'uomo: "Il corpo dell'uomo contiene del sangue, del flegma, della bile gialla e della bile nera. Ecco cosa costituisce la natura del corpo; ecco la causa della malattia o della salute. In queste condizioni, vi salute perfetta quando questi umori sono in giusta proporzione tra di loro sia dal punto di vista della qualit che della quantit e quando la loro mescolanza perfetta. Vi malattia quando uno di questi umori, in troppo piccola o in troppo grande quantit, si isola nel corpo corpo invece di rimanere mescolato a tutti gli altri.

Giuro per Apollo medico e Asclepio e Igea e Panacea e per gli di tutti e per tutte le dee, chiamandoli a testimoni, che eseguir, secondo le forze e il mio giudizio, questo giuramento e questo impegno scritto: di stimare il mio maestro di questa arte come mio padre e di vivere insieme a lui e di soccorrerlo se ha bisogno e che considerer i suoi figli come fratelli e insegner quest'arte, se essi desiderano apprenderla; di rendere partecipi dei precetti e degli insegnamenti orali e di ogni altra dottrina i miei figli e i figli del mio maestro e gli allievi legati da un contratto e vincolati dal giuramento del medico, ma nessun altro. Regoler il tenore di vita per il bene dei malati secondo le mie forze e il mio giudizio, mi asterr dal recar danno e offesa. Non somministrer ad alcuno, neppure se richiesto, un farmaco mortale, n suggerir un tale consiglio; similmente a nessuna donna io dar un medicinale abortivo. Con innocenza e purezza io custodir la mia vita e la mia arte. Non operer coloro che soffrono del male della pietra, ma mi rivolger a coloro che sono esperti di questa attivit. In qualsiasi casa andr, io vi entrer per il sollievo dei malati, e mi asterr da ogni offesa e danno volontario, e fra l'altro da ogni azione corruttrice sul corpo delle donne e degli uomini, liberi e schiavi. Ci che io possa vedere o sentire durante il mio esercizio o anche fuori dell'esercizio sulla vita degli uomini, tacer ci che non necessario sia divulgato, ritenendo come un segreto cose simili. E a me, dunque, che adempio un tale giuramento e non lo calpesto, sia concesso di godere della vita e dell'arte, onorato degli uomini tutti per sempre; mi accada il contrario se lo violo e se spergiuro".

Consapevole dell'importanza e della solennit dell'atto che compio e dell'impegno che assumo, GIURO: di esercitare la medicina in libert e indipendenza di giudizio e di comportamento; di perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell'uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirer con responsabilit e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale; di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di un paziente; di attenermi nella mia attivit ai principi etici della solidariet umana, contro i quali, nel rispetto della vita e della persona non utilizzer mai le mie conoscenze; di prestare la mia opera con diligenza, perizia e prudenza secondo scienza e coscienza ed osservando le norme deontologiche che regolano l'esercizio della medicina e quelle giuridiche che non risultino in contrasto con gli scopi della mia professione; di affidare la mia reputazione esclusivamente alle mie capacit professionali ed alle mie doti morali;

di evitare, anche al di fuori dell'esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il prestigio e la dignit della professione; di rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni; di curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalit, condizione sociale e ideologia politica; di prestare assistenza d'urgenza a qualsiasi infermo che ne abbisogni e di mettermi, in caso di pubblica calamit, a disposizione dell'Autorit competente; di rispettare e facilitare in ogni caso il diritto del malato alla libera scelta del suo medico tenuto conto che il rapporto tra medico e paziente fondato sulla fiducia e in ogni caso sul reciproco rispetto; di osservare il segreto su tutto ci che mi confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell'esercizio della mia professione o in ragione del mio stato.

La carta della Professionalit 2002

Questa carta stata redatta dai partecipanti al Progetto sulla professionalit medicaFondazione ABIM Troy Brennan, MD, JD (responsabile del progetto), Brigham and Womens Hospital, Boston, Massachusetts; Linda Blank, (staff del progetto), fondazione ABIM, Filadelfia, Pennsylvania; Jordan Cohen, MD, Association of American Medical Colleges, Washington, DC; Harry Kimball, MD, American Board of Internal Medicine, Filadelfia, Pennsylvania; Neil Smelser, PhD, University of California, Berkeley, California. Fondazione ACP-ASIM Robert Copeland, MD, Southern Cardiopulmonary Associates, LaGrange, Georgia; Risa Lavizzo-Mourey, MD, MBA, Robert Wood Johnson Foundation, Princeton, New Jersey; Walter McDonald, MD, American College of Physicians-American Society of Internal Medicine, Filadelfia, Pennsylvania. Federazione europea di medicina interna Gunilla Brenning, MD, University Hospital, Uppsala, Svezia; Christopher Davidson, MC, FRCP, FESC, Royal Sussex County Hospital, Brighton, Regno Unito; Philippe Jaeger, MB, MD, Centre Hopitalier Universitaire Vaudois, Losanna, Svizzera; Alberto Malliani, MD, Universit degli studi di Milano, Italia; Hein Muller, MD, PhD, Ziekenhuis Gooi-Noord, Rijksstraatweg, Paesi Bassi; Daniel Sereni, MD, Hopital Saint-Louis, Parigi, Francia; Eugene Sutorius, JD, Faculteit der Rechts Geleerdheid, Amsterdam, Paesi Bassi.
Consulenti speciali

Richard Cruess, MD, e Sylvia Cruess, MD, McGill University, Montreal, Canada; Jaime Merino, MD, Universidad Miguel Hernndez, San Juan de Alicante, Spagna

L'uomo ha bisogno di valori per dare un senso alla propria vita. Per un medico non un privilegio di poco conto che ci possa anche coincidere con il senso della propria professione. Ma un privilegio che va rispettato e che richiede uno sforzo permanente per essere custodito. Sono sempre pi numerose le tendenze che, dentro e fuori di noi, ne minacciano l'integrit. Contemporaneamente, nel nostro mondo occidentale, sono sempre pi numerosi i medici che auspicano, in maniera pi o meno esplicita, una rifondazione di quei valori che dovrebbero essere parte integrante della nostra professione. Per rifondare la medicina, per ricostituire un percorso benevolo e neutrale, occorre iniziare dal rapporto medico-paziente, cos come esso oggi, corroso da un eccessivo economicismo, mortificato da una fretta di natura quasi meccanica. Ma non basta. Occorre anche aprire il grande angolare sul contesto nel quale avviene l'incontro tra medico e paziente e quindi sulla societ e su alcuni dei suoi mali. La Carta rappresenta un tentativo scrupoloso e, credo di poter dire, onesto di puntualizzare, per quanto fattibile, l'essenza dei doveri. un documento di vasta portata internazionale che non pu e non vuole scendere nei dettagli, ma che sicuramente pu servire a ribadire con forza l'urgenza di un orizzonte degno, quale vorremmo anche per chi erediter da noi quello che pu essere ancora il mestiere pi bello del mondo. La pubblicazione contemporanea della Carta, fatto assolutamente insolito, su due riviste prestigiose quali The Lancet (2002;359:520-522) e Annals of Internal Medicine (2002;136:243-246), il giudizio estremamente positivo e quindi l'incoraggiamento di due eminenti Editor, Richard Horton e Harold C. Sox, sono di buon auspicio. La speranza che ogni medico senta come sua la Carta e la diffonda, nell'urgenza di una medicina migliore. Alberto Malliani, Roma ,2002

oggigiorno i medici si sentono frustrati dai cambiamenti che, in quasi tutti i sistemi sanitari dei paesi industrializzati, mettono in pericolo la natura stessa e i valori della professionalit medica. Gli incontri tenutisi tra la European Federation of Internal Medicine, lAmerican College of Physicians-American Society of Internal Medicine (ACPASIM) e lAmerican Board of Internal Medicine (ABIM) hanno confermato che i medici provenienti da diverse realt sanitarie hanno opinioni simili riguardo alla professionalit. Crediamo cio che limpegno della medicina verso il paziente sia minacciato da forze di cambiamento in atto nelle nostre societ. Negli ultimi tempi e in molti paesi si fatta sentire la necessit di un rinnovato senso di professionalit che promuova la riforma dei sistemi sanitari. Accettando la sfida, alla fine del 1999 la European Federation of Internal Medicine, la Fondazione ACP-ASIM e la Fondazione ABIM hanno unito le forze per avviare il Progetto sulla professionalit medica (http://www.professionalism.org). Queste tre organizzazioni hanno affidato ad alcuni membri il compito di sviluppare una Carta che contemplasse una serie di princpi ai quali i medici possono e devono aspirare. La Carta sostiene limpegno dei medici volto ad assicurare che i sistemi sanitari e i professionisti che vi lavorano continuino a operare sia per il benessere del paziente sia in conformit ai princpi fondamentali della giustizia sociale. Inoltre la Carta stata concepita in modo tale da essere applicabile alle diverse culture e ai diversi sistemi politici.

Preambolo

La professionalit la base del contratto tra medicina e societ Esso impegna il medico ad anteporre ai suoi gli interessi dei pazienti, a fissare e mantenere standard di competenza e integrit e a offrire alla societ consulenza esperta su questioni di salute. I princpi e le responsabilit della professionalit medica devono essere ben chiari sia alla professione sia alla societ. Essenziale al contratto la fiducia del pubblico nei medici, la quale dipende dallintegrit dei singoli individui e dellintera categoria. Oggi la professione medica si trova ad affrontare lesplosione tecnologica, i cambiamenti delle forze di mercato, i problemi legati allerogazione dei servizi sanitari, il bioterrorismo e la globalizzazione. Di conseguenza i medici trovano sempre pi difficile tener fede alle proprie responsabilit verso i pazienti e la societ. In queste circostanze diventa sempre pi importante riaffermare i princpi e i valori fondamentali e universali della professionalit, ideali che ogni medico deve perseguire. Sebbene in tutto il mondo la professione medica sia integrata nelle diverse culture e tradizioni nazionali, i suoi membri condividono il ruolo di guaritori, le cui origini risalgono a Ippocrate. Senza dubbio la professione medica si trova ad affrontare complicate forze politiche, legali e di mercato. Inoltre, date le diverse forme di pratica medica e di erogazione dei servizi, i princpi generali possono venire espressi in modi pi o meno complessi. Ciononostante emergono tematiche comuni che costituiscono le basi di questa Carta e trovano la loro espressione in tre princpi fondamentali e in un insieme di responsabilit professionali.

Princpi fondamentali

Il princpio della centralit del benessere dei pazienti Questo princpio si basa sullimpegno a operare nellinteresse del paziente. Laltruismo alimenta la fiducia che svolge un ruolo chiave nella relazione medico-paziente. Pertanto le forze di mercato, le pressioni sociali e le esigenze amministrative non devono compromettere questo princpio. Il princpio dellautonomia dei pazienti I medici devono rispettare lautonomia dei pazienti fornendo loro, in completa onest, le conoscenze necessarie per poter prendere decisioni informate riguardo al trattamento. Le scelte dei pazienti devono essere rispettate, a meno che queste non siano in disaccordo con la pratica etica e implichino richieste di trattamenti inappropriati.
Il princpio della giustizia sociale La professione medica tenuta a promuovere la giustizia allinterno del sistema sanitario, ivi inclusa lequa distribuzione delle risorse disponibili. I medici dovrebbero impegnarsi attivamente affinch in ambito sanitario venga eliminata qualsiasi forma di discriminazione, sia essa basata su etnia, genere, condizione socioeconomica, religione o qualsiasi altra categoria sociale.

Le responsabilit professionali

Impegno alla competenza professionale I medici devono tenersi costantemente aggiornati in quanto loro responsabilit mantenere il livello di conoscenza medica e di competenze cliniche e organizzative necessario per offrire unassistenza di qualit. Pi in generale, lintera professione deve cercare di verificare che tutti i suoi membri siano competenti e che i medici abbiano a disposizione i meccanismi appropriati per raggiungere questo obiettivo. Impegno allonest verso i pazienti I medici devono fare in modo che i pazienti ricevano onestamente tutte le informazioni necessarie, prima di dare il proprio consenso e una volta terminato il trattamento. Ci non significa che i pazienti debbano essere coinvolti in ogni minima decisione tecnica, ma che debbano avere le conoscenze per poter decidere del corso della terapia. Inoltre i medici dovrebbero riconoscere che, nel processo di cura, a volte si possono commettere errori che nuocciono ai pazienti. In questi casi necessario informare immediatamente gli interessati, altrimenti verrebbe compromessa la fiducia dei pazienti e della societ. Rendere noti gli errori medici e analizzarne le cause utile per sviluppare appriopriate strategie di prevenzione, migliorare le procedure e, allo stesso tempo, risarcire adeguatamente le parti lese. Impegno alla riservatezza riguardo al paziente Per guadagnarsi la fiducia e la confidenza dei pazienti necessario tutelare adeguatamente la riservatezza delle informazioni da loro fornite. Ci vale anche per le conversazioni che hanno luogo con le persone che agiscono a nome del paziente, nei casi in cui non sia possibile ottenere il suo consenso. Tener fede allimpegno alla riservatezza oggi pi pressante che mai, dati limpiego diffuso di sistemi informatizzati per compilare i dati dei pazienti e la crescente accessibilit allinformazione genetica. Tuttavia i medici riconoscono che, in certe occasioni, il loro impegno alla riservatezza debba cedere il passo a considerazioni pi importanti dinteresse pubblico (per esempio, quando i pazienti mettono in pericolo altre persone).

Impegno a mantenere un rapporto corretto con i pazienti Date la vulnerabilit e la dipendenza intrinseche alla condizione di paziente occorre evitare certi tipi di relazione. In particolar modo i medici non dovrebbero mai sfruttare i pazienti per scopi sessuali, per profitto economico personale o per qualsiasi altro scopo privato. Impegno a migliorare la qualit delle cure I medici devono adoperarsi affinch la qualit delle cure migliori costantemente. Questo impegno non implica soltanto assicurare competenza clinica ma anche collaborare con altri professionisti per ridurre lerrore medico, aumentare la sicurezza dei pazienti, minimizzare lutilizzo eccessivo delle risorse sanitarie e ottimizzare gli esiti della cura. I medici devono partecipare attivamente allo sviluppo di strumenti per una migliore misurazione della qualit delle cure e allapplicazione ordinaria di tali misure per valutare la prestazione dei singoli individui, delle istituzioni e delle strutture sanitarie. I medici, a titolo personale e attraverso le relative associazioni professionali, devono assumersi la responsabilit di partecipare alla creazione e allimplementazione di meccanismi atti a promuovere e migliorare la qualit delle cure.

Impegno a migliorare laccesso alla cura Per la professionalit medica lobiettivo dei sistemi sanitari fornire standard di cura adeguati e uniformi. A livello individuale e collettivo i medici devono impegnarsi a favore di unassistenza equa e, allinterno del proprio sistema sanitario, adoperarsi per eliminare le barriere che ne limitano laccesso in base allistruzione, leggi, risorse finanziarie, area geografica e discriminazione sociale. Per perseguire equit e giustizia ogni medico deve promuovere la salute pubblica e la medicina preventiva, cos come il bene della comunit, senza curarsi dei propri interessi personali o di quelli della professione. Impegno a una distribuzione equa delle risorse limitate I medici sono chiamati a soddisfare le necessit dei singoli pazienti e, allo stesso tempo, a fornire cure mediche in base a una gestione oculata delle risorse cliniche limitate. A questo proposito dovrebbero impegnarsi a collaborare con altri medici, ospedali e finanziatori per sviluppare criteri di cura costo-efficaci. La responsabilit professionale del medico verso unappropriata allocazione delle risorse consiste nellevitare scrupolosamente test e procedure superflue, poich la fornitura di servizi non necessari non solo espone i propri pazienti a danni e spese evitabili, ma riduce anche le risorse a disposizione degli altri. Impegno alla conoscenza scientifica Buona parte del contratto tra medicina e societ si basa sullintegrit e sullutilizzo appropriato delle conoscenze scientifiche e della tecnologia. I medici hanno il dovere di sostenere i princpi della scienza, promuovere la ricerca, creare nuove conoscenze e assicurarne un utilizzo appropriato. La professione responsabile dellintegrit di queste conoscenze basate su prove scientifiche e sullesperienza del medico.

Impegno nei confronti delle responsabilit professionali Come membri di una professione ci si aspetta che i medici collaborino per migliorare la cura dei pazienti, si rispettino reciprocamente e partecipino al processo di autoregolamentazione che implica, tra laltro, trovare rimedi e adottare azioni disciplinari nei confronti di quei membri che non abbiano aderito agli standard professionali. La professione dovrebbe inoltre stilare le procedure da seguire per stabilire questi standard e diffonderli nella comunit medica di oggi e di domani. I medici, in quanto individui e membri di una collettivit, hanno il dovere di partecipare attivamente a questo processo, rendendosi disponibili alla valutazione interna e accettando la supervisione esterna dei vari aspetti della loro prestazione professionale. Impegno a conservare la fiducia, affrontando i conflitti dinteresse I medici professionisti e le organizzazioni di cui fanno parte hanno molte occasioni nelle quali compromettere le loro responsabilit professionali, perseguendo guadagni privati o vantaggi personali. Questo accade soprattutto quando il medico o lorganizzazione stabiliscono rapporti di lavoro con aziende, quali i produttori di apparecchiature mediche, le compagnie di assicurazione e le aziende farmaceutiche. I medici hanno lobbligo di riconoscere, rendere pubblici e affrontare i conflitti dinteresse che si presentano nello svolgimento dei loro compiti e attivit professionali. Dovrebbero essere resi noti i rapporti tra lindustria e gli opinion leader, specialmente quando questi ultimi determinano i criteri per la conduzione e linterpretazione dei trial clinici, per la stesura di editoriali o linee guida terapeutiche, o ricoprono il ruolo di direttori di riviste scientifiche.

Etica
Etica la giustificazione razionale delle valutazioni morali; , cio, il tentativo di fornire le ragioni per cui esprimiamo una certa valutazione e quindi propendiamo per una certa condotta.

Bioetica
La bioetica letica applicata alla biomedicina, ossia al dominio della biologia e della medicina. E lo studio sistematico dei problemi morali connessi alla ricerca scientifica in biologia, in medicina. Ha per oggetto lesame sistematico della condotta umana nel campo della scienza della vita e della salute. In quanto etica applicata al regno biologico la bioetica unarea di ricerca che abbraccia e coinvolge i problemi morali legati alla biomedicina, nella loro connessione con gli ambiti del diritto e delle altre scienze umane (Documento di Erice, 1991).

Bioetica

E unarea di ricerca che, avvalendosi di una metodologia interdisciplinare, ha per oggetto lesame sistematico della condotta umana nel campo delle scienze della vita e della salute, in quanto questa condotta esaminata alla luce di valori e principi morali.

Bioetica

Finalit = analisi razionale dei problemi morali legati alla biomedicina e della loro connessione con gli ambiti del diritto e delle scienze umane. Strumenti di studio = metodologia interdisciplinare Natura delle competenze = interdisciplinare

Deontologia
Disciplina il cui oggetto lo studio delle norme di comportamento professionale specifiche delle professioni sanitarie: norme morali, deontologiche propriamente dette e giuridiche

Norme giuridiche positive inerenti i diritti del cittadino, la tutela della vita, della salute delluomo e della autonomia della persona prefigurate dalla Costituzione della Repubblica, dai codici penale e civile, dalla legge di riforma sanitaria

Norme sanitarie per la tutela pubblica della salute, contenute nella policy sanitaria, nei regolamenti, nelle leggi regionali

Norme di protezione sociale, che definiscono diritti del cittadino aventi un presupposto biologico

Norme di carattere morale che si indirizzano alla coscienza del professionista, ne definiscono la autonomia

Norme deontologiche che regolano i rapporti del professionista (inteso come partecipe allordine professionale) con i colleghi, i pazienti, la societ.

Deontologia

Finalit = approfondimento essenziale e laggiornamento delle norme e delle regole di condotta della professione medica Strumenti = studio delle norme morali, aggiornamento delle norme deontologiche, norme giuridiche del diritto vigente Natura delle competenze = pluridisciplinare

Dottrina di azione, dinamica, in continuo divenire evolutivo, al passo con il profondo mutare dei tempi e delle istanze che connotano il contesto sociale e culturale in cui lattivit sanitaria si esplica. La deontologia, essenziale nella misura in cui si propone come corredo alla formazione del medico e, pi in generale degli esercenti le professioni sanitarie, cui sono richieste conoscenza ed applicazione di norme e di regole di comportamento, in un quadro nomologico tendente a realizzare momenti di certezza, per finalit di fondamentale importanza sociale, connesse alla tutela della salute e alla ordinata affermazione di diritti e di doveri emergenti o motivati dalla condizione biologica della persona.

La deontologia, nella sua reale dimensione, si configura quale tipica espressione di autogoverno delle varie categorie professionali che, attraverso i propri organi centrali e locali, elaborano, enunciano e vigilano sulla applicazione di norme e precetti, in assoluta autonomia di valutazione.

Il

contenuto della deontologia si arricchisce e si vivifica dal rapporto costante con la bioetica che si costituisce crogiuolo di idee guida e di idee forza essenziali

Principi delletica medica

Principio di rispetto per lautonomia del malato Principio di beneficenza e di non maleficenza Principio di giustizia Principio di integrit morale della professione

Principio di rispetto per lautonomia del malato

Esige che si rispettino da parte dei sanitari le richieste del malato formulate in modo libero e informato, e, in senso pi lato, che si promuova e si alimenti lautonomia decisionale di chi si affida alle cure delloperatore sanitario

Principio di beneficenza e di non maleficenza

Sono le due facce della stessa medaglia. Il dovere di beneficenza chiede al sanitario di fare il bene del malato, il dovere di non maleficenza si limita a vietare di arrecare danno al malato

Principio di giustizia

Esige che si valutino le ricadute, le conseguenze sociali (ossia gli effetti positivi o negativi su terzi) di una decisione clinica presa nellinteresse del malato e che si ripartiscano equamente, su scala sociale, i vantaggi e gli svantaggi, i benefici e gli oneri complessivi (attuali e futuri, immediati e a lunga scadenza) provenienti da una azione inizialmente progettata e realizzata allinterno della diade sanitario - paziente

Principio di integrit morale della professione

Necessit essere rispettato nelle proprie opzioni morali (assunte secondo coscienza) e in quei criteri di condotta che si basano sullo standard ritenuto valido dalla comunit medico scientifica (diritto di agire secondo scienza).

Il sanitario, secondo questo principio., non deve essere un esecutore delle richieste dellutente, ma una persona che ha legittime posizioni morali (che quindi pu obiettare per ragioni etiche individuali ad una richiesta) ed un professionista che non disponibile a convalidare, attuare, pratiche prive della dovuta verifica sperimentale.

Comitato nazionale per la bioetica

Al Comitato affidata la funzione di orientare gli strumenti legislativi ed amministrativi volti a definire i criteri da utilizzare nella pratica medica e biologica per tutelare i diritti umani ed evitare gli abusi. Il Comitato ha inoltre il compito di garantire una corretta informazione dell'opinione pubblica sugli aspetti problematici e sulle implicazioni dei trattamenti terapeutici, delle tecniche diagnostiche e dei progressi delle scienze biomediche. Presidente del Comitato: Prof. Francesco D'Agostino Vice Presidenti: Prof. Mauro Barni, Prof.ssa Cinzia Caporale, Prof. Angelo Fiori

L'istituzione del Comitato Nazionale per la Bioetica ha fatto seguito alla risoluzione n. 6-00038, approvata il 5 luglio 1988 dall'Assemblea della Camera dei Deputati al termine di un dibattito "sui problemi della vita", nella quale il governo veniva impegnato a promuovere un confronto, anche a livello internazionale, sullo stato della ricerca biomedica e dell'ingegneria genetica nella prospettiva del rispetto della libert e dignit umana. A tal fine veniva proposta l'istituzione di un apposito Comitato.

Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 28 marzo 1990 stato istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Comitato Nazionale per la Bioetica con i seguenti compiti: elaborare, anche avvalendosi della facolt di accedere alle necessarie informazioni presso i centri operativi esistenti in sede nazionale, e in collegamento con gli analoghi comitati istituiti presso altri Paesi nonch le altre organizzazioni internazionali operanti nel settore, un quadro riassuntivo dei programmi, degli obbiettivi e dei risultati della ricerca e della sperimentazione nel campo delle scienze della vita e della salute dell'uomo; formulare pareri e indicare soluzioni, anche ai fini della predisposizione di atti legislativi, per affrontare i problemi di natura etica e giuridica che possono emergere con il progredire delle ricerche e con la comparsa di nuove possibili applicazioni di interesse clinico avuto riguardo alla salvaguardia dei diritti fondamentali e della dignit dell'uomo e degli altri valori cos come sono espressi dalla Carta costituzionale e dagli strumenti internazionali ai quali l'Italia aderisce; prospettare soluzioni per le funzioni di controllo rivolte sia alla tutela della sicurezza dell'uomo e dell'ambiente nella produzione di materiale biologico, sia alla protezione da eventuali rischi dei pazienti trattati con prodotti dell'ingegneria genetica o sottoposti a terapia genica; promuovere la redazione di codici di comportamento per gli operatori dei vari settori interessati a favorire una corretta informazione dell'opinione pubblica. Chi pu rivolgersi al Comitato Il Comitato un organo della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed ha funzioni di consulenza nei confronti del Governo, del Parlamento e delle altre istituzioni. Esso anche collegato ad analoghi organismi di altri Paesi, dell'Unione Europea e del Consiglio d'Europa. Possono rivolgersi al Comitato anche associazioni, centri di ricerca, comitati etici locali, studiosi e singoli cittadini per informazioni riguardanti la bioetica.