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Il federalismo è competizione

“Se vi è qualcosa di essenziale ad un sistema


federale davvero vitale, questa è la
competizione”
Aaron Wildavsky

“Il sistema federale fu creato con l’intento di


combinare i diversi vantaggi che derivano
dalla grandezza e dalla piccolezza delle
nazioni”.
Alexis de Tocqueville

1 luglio 2009
Il vero federalismo
a competizione tra giurisdizioni per le risorse limita i
comportamenti predatori e vessatori del Leviatano.

omini e imprese possono “votare con i piedi”, spostandosi


verso la giurisdizione con politiche più favorevoli all’attività
economica e alle loro scelte di vita (devolution bioetica).

iò impedisce il ricorso da parte dei governi a tassazioni e


regolamentazioni eccessive. Questo tipo di competizione
scoraggia comportamenti antieconomici.

1 luglio 2009

ompetizione verticale tra livelli di governo (nel tempo il


Una prospettiva da rovesciare
el dibattito pubblico, l’autonomia e la competizione fiscale si sono
affermate come temi “contrari” alle Regioni più povere.

a richiesta di correttivi perequativi al federalismo fiscale pare


basarsi sull’argomento della eccessiva eterogeneità tra regioni.

’eterogeneità è la ragione per una riforma federale  solo una


struttura federale può massimizzare il benessere di un Paese
molto eterogeneo.

aradosso: se fossimo oggi impegnati nel processo di


1 luglio 2009
“integrazione italiana”, è probabile che il livello di coordinamento
L’eterogeneità delle due Italie

ur in assenza di tensioni stile Belgio e in presenza di uno


Stato più “nazionale” del Regno Unito o della Spagna, il
persistente divario economico e sociale tra Nord e Sud ha
finito per rendere il federalismo ineludibile.

a Nord a Sud, le preferenze dei cittadini cambiano in modo


troppo radicale perché un unico sistema di finanza
pubblica, un unico diritto del lavoro o un unico welfare
possano governare in maniera efficace l’Italia.
1 luglio 2009
Più ricchi e più poveri

• Circa 17 milioni di cittadini italiani vivono in


regioni il cui reddito pro capite (PPP) è
compreso tra il 50 e il 75 della media UE27.

• Altri 25 milioni vivono in regioni il cui reddito


supera (in alcuni casi in modo rilevante) il 125
per cento della media continentale.

1 luglio 2009
Disoccupazione: max e min
(fonte Eurostat)

19,6
% disoccupazione

13,5 13,4
12,9
GER

FRA SPA 8,9


ITA
6
5,3 5,3 UK

2,6 2,6

Paesi

Minimo Massimo

1 luglio 2009
Disoccupazione giovanile: max e min
(fonte Eurostat)

% disoccupazione giovanile 39

30,2

23,7
ITA FRA 21,5
19,6
SPA
16

GER 12,4 UK

7,2 7 7,7

Paesi

Minimo Massimo

1 luglio 2009
Evasione Irap
• Graduatoria dell’intensità dell’evasione regionale IRAP
13,04% Lombardia
22,05% Emilia Romagna
22,26% Veneto
26,05% Lazio
30,53% Piemonte
33,67% Toscana
44,51% Umbria
49,75% Basilicata
54,71% Sardegna
60,55% Campania
60,65% Puglia
65,89% Sicilia
93,89% Calabria
Media 1998-2002 (base imponibile evasa / dichiarata) – Fonte Agenzia
delle Entrate
1 luglio 2009
I guasti della finanza centralizzata/1

• Centro di spesa non coincide con centro


di prelievo: s’interrompe il circuito
democratico.

• Il Sud e la pan-politica: l’intermediazione


totale.

1 luglio 2009
I guasti della finanza
centralizzata/2
• Costretti a pagare salari non in linea con l’economia del
territorio, gli enti territoriali meridionali vedono i loro bilanci
“ingolfati” dalle spese per il personale; il margine per
l’erogazione di servizi diminuisce.

• Servizi sociali comunali pro-capite (fonte Istat, 2005):


- Nord-est 146,1 €,
- Nord-ovest di 112,6 €
- Centro di 111 €
- Isole 84 €
- Sud 40,1 €
1 luglio 2009
Quanto costa 1 € di spesa
pubblica?
(nostre elaborazioni su dati Ministero dell’Economia e Centro Studi Sintesi)

• Calabria 0,27 €
• Sicilia 0,30 €
• Campania 0,41 €
• Puglia 0,51 €
• Trentino Alto Adige 0,61 €
• Emilia Romagna 1,24 €
• Lazio 1,38 €
• Veneto 1,41 €
• Piemonte 1,53 €
• Lombardia 2,45 €

L’assistenzialismo diventa razionale…

1 luglio 2009
La legge delega (L. 42 del 5 maggio
2009)/1

• Ultima votazione: 154 voti favorevoli (Pdl, Lega e


Idv), 87 astenuti (Pd), 6 contrari (Udc).

• Affermazione del principio del “tendenziale


coordinamento” tra prelievo fiscale e beneficio
connesso (art. 2, c. 2, lett. o).

• Sostituzione della spesa storica con la spesa


standard (art. 2, c. 2, lett. m).

• Divieto della “doppia imposizione” sul medesimo


presupposto (con primazia statale).
1 luglio 2009
La legge delega/2
• Tributi regionali:
- compartecipazione al gettito dei tributi erariali
(in primis IVA);
- tributi propri derivati (istituiti con legge statale);
- addizionali a tributi erariali;
- possibilità di modifica aliquote e introduzioni
detr/deduz secondo criteri fissati dallo Stato;
- tributi propri, su presupposti non assoggettati a
imposizione erariale.
1 luglio 2009
La legge delega /3
• Le Regioni possono:
– Istituire tributi locali;
– Variare aliquote e agevolazioni locali di
imposte locali stabilite dallo Stato;
– modulare accise benzina, gasolio, etc.

• Fiscalità di sviluppo (soprattutto per attività


d’impresa nelle aree sottoutilizzate).

1 luglio 2009
La legge delega/4
• Fondo perequativo verticale per le regioni a
reddito più basso.
• Alimentato in via prioritaria da compartecipazioni
al gettito IVA.
• A beneficio di regioni con capacità fiscale
inferiore alla media nazionale (in principio era il
90 per cento della media).
• Nessun vincolo di destinazione (per art. 119
Cost.).
1 luglio 2009
La legge delega/5

• Cessione del patrimonio a enti locali e regioni.


• Meccanismi premianti per enti con elevata
qualità servizi e pressione fiscale inferiore alla
media.
• Sanzioni per enti meno virtuosi: blocco
assunzioni e spese “discrezionali”; alienazione
patrimonio e misura massima per le imposte.
• Divieto di reintroduzione ICI prima casa.

1 luglio 2009
La legge delega /6

• Coinvolgimento enti locali nella lotta all’evasione


fiscale.
• Possibilità dello Stato di intervenire su basi
imponibili e aliquote di tributi di altri livelli.
• Armonizzazione dei bilanci pubblici (tensioni
MEF-”resto del mondo”)
• Città metropolitane e Roma Capitale e
abolizione relative province.
• Arco temporale di 7 anni: 2 + 5.

1 luglio 2009
Considerazioni/1
• Un buon riordino, ma non una rivoluzione federale. Si puà
“forzare” la delega? Ma chi?

• Più soldi al Nord e stessi soldi al Sud? Qualcosa non torna…

• Riparto delle competenze dovrebbe essere “elastico”:


federalismo-laboratorio (W. Oates)? Che fine ha fatto la
devolution (art. 116 Cost.)?  competizione verticale.

• Perché il divieto della doppia imposizione? E’ un freno


all’autonomia! Guardiamo alla Svizzera…

1 luglio 2009
Considerazioni /2
• La responsabilità della spesa dovrebbe coincidere –
non essere “coordinata” - con il potere impositivo: i
contribuenti sappiano chi li sta tassando e per cosa;
no a “federalismi di spesa” stile Trentino Alto Adige.

• I costi standard: un’ottima soluzione (rispetto alla


spesa storica) per un paradigma sbagliato (la
standardizzazione). Attenzione agli speciali
interests!

1 luglio 2009
Considerazioni /3
• La “partita” del patrimonio pubblico: le alienazioni e il
rischio di bruciare un’opportunità. Un possibile libero
patto “patrimonio-interessi sul debito”.
• Cosa accadrà agli enti locali in default (es. Roma e
Catania)? Si dovrebbe avere il coraggio di imporre
sanzioni severe: piano di esuberi, alienazioni,
responsabilità patrimoniale.
• Determinazione periodica del limite massimo di
pressione fiscale.
• Timing molto negativo (elezioni regionali).

1 luglio 2009
Perequare?

a scelta della perequazione verticale è un forte


limite alla responsabilità. La perequazione
orizzontale avrebbe incrociato la dicotomia
Nord-Sud e quella destra-sinistra, costringendo i
singoli partiti alla maggiore responsabilità.

l federalismo a Costituzione invariata?

1 luglio 2009
Ma è proprio così?

rasferire risorse alle giurisdizioni più povere incentiva


l’inefficienza di chi governa sul territorio e distorce le scelte
degli individui (es. riduce incentivo a emigrare da una
regione povera).

a vera “equalizzazione” è nei differenziali di costo (es.


costo del lavoro) delle regioni a più basso reddito, grazie ai
quali possono attrarre maggiori investimenti e promuovere
la convergenza.

1 luglio 2009
e regioni a più basso reddito avrebbero bisogno di meno
Perequazione orizzontale e
perequazione “indiretta”
• Orizzontale: negoziazione tra “pari”, permette controllo
incrociato e responsabilizza.

• “Indiretta”: redistribuzione orientata agli individui e alle


famiglie. Il Mezzogiorno (dove sono concentrati i bassi
redditi) ne avrebbe un beneficio indiretto, ma senza un
"bonus" di spesa per i governi locali.

• Art. 3 Cost.: l’eguaglianza è dei cittadini, non delle


comunità locali.

1 luglio 2009
Uno scambio possibile:
la No Tax Region/1

• Anziché insistere sulla perequazione, i


governatori del Sud negozino con lo Stato
uno scambio “meno trasferimenti, ma meno
tasse statali sul territorio”.

1 luglio 2009
Uno scambio possibile:
la No Tax Region/2

senzione totale Ires per 10 anni, metà aliquota base per i


successivi 5 anni.

osto per l’erario: circa 4 miliardi di euro (stime 2008,


meno dell’abolizione del bollo-auto).

ll’UE avanzare la “eccezione italiana” (come fece la


Thatcher): si può considerare aiuto di stato una fiscalità
di vantaggio
1 luglio 2009 per un territorio di 17 milioni di abitanti?
Superare l’uniformità forzosa

• Nelle politiche del lavoro, restituire centralità al territorio


e permettere l’emersione dell’economia irregolare.

• Adeguare i salari pubblici alle condizioni economiche


territoriali.

• Lo standard nazionale è iniquo per le imprese ed è una


tassa regressiva per gran parte dei lavoratori.

1 luglio 2009
Grazie per l’attenzione!
Istituto Bruno Leoni

www.brunoleoni.it

1 luglio 2009