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Che cos la luce? A partire dal 600 sono state esposte diverse teorie riguardo la natura della luce.

La doppia natura della luce


Modello corpuscolare
Secondo il modello corpuscolare la luce un flusso di particelle microscopiche emesse dalle sorgenti luminose. Modello ondulatorio Secondo il modello ondulatorio la luce unonda, simile alle onde che si propagano nellacqua e a quelle sonore

Ma quale dei due corrisponde a realt?

La doppia natura della luce


Una serie di esperimenti condotti nel corso del 1800 evidenziarono nella luce la presenza di alcuni fenomeni, quali linterferenza, tipicamente riconducibili alle onde. Inoltre fu dimostrato che la velocit della luce nellacqua era minore di quella nel vuoto. Questi risultati fecero prevalere il modello ondulatorio. Alla fine del secolo, il modello si impose del tutto grazie alla previsione di Maxwell, secondo cui la luce unonda elettromagnetica e la perturbazione qui costituita da campi elettrici e magnetici, che si propagano anche nel vuoto

In foto: James Maxwell

La doppia natura della luce


Tuttavia, nel 1905 la situazione si complic nuovamente. Einstein, infatti, scopr che la luce, quando incide su un metallo e provoca il cosiddetto effetto fotoelettrico, si comporta in tutto e per tutto come una pioggia di particelle, detti fotoni.

Oggi si ritiene che entrambi i modelli siano validi: la luce si comporta in certe situazioni come unonda, in altre come un insieme di corpuscoli

Generalmente, linterferenza un fenomeno dovuto alla sovrapposizione, in un punto, di due o pi onde. Anche la luce, quindi, caratterizzata da questo fenomeno. Nelle immagini possiamo vedere due esempi (in 2D e in 3D) di sorgenti coerenti. Due sorgenti sono coerenti quando la differenza di fase tra le onde che queste emettono costante.

Interferenza costruttiva
Due sorgenti identiche

Interferenza distruttiva
Due sorgenti identiche

danno interferenza costruttiva nei punti P per i quali la differenza delle distanze dalle sorgenti un multiplo intero della lunghezza donda

danno interferenza distruttiva nei punti Q per i quali la differenza delle distanze dalle sorgenti uguale a un multiplo intero della lunghezza donda, pi mezza lunghezza donda

Lesperimento che dimostr linterferenza della luce fu eseguito da Thomas Young. Egli teorizz infatti che, facendo passare la luce attraverso due fenditure, queste ultime si comportassero come vere e proprie sorgenti, emettendo due onde cilindriche in fase. Quando la luce arrivava alla parete opposta rispetto alle sorgenti, essa non veniva illuminata in modo uniforme, ma presentava una serie di frange di interferenza.

Quotidianamente, possiamo osservare che la luce disegna ombre nette, ma in condizioni particolari essa diffrange, ovvero aggira gli ostacoli e invade quelle che dovrebbero essere le zone dombra. La diffrazione si ha dunque quando la luce non si propaga in linea retta. Lasciando passare un fascio di luce attraverso una fenditura che si restringe sempre di pi, vedremo comparire delle frange luminose alternate a zone scure. Pi sar stretta la fenditura, pi marcata sar la diffrazione.

Quando la fenditura raggiunger le dimensioni della lunghezza donda, la diffrazione sar molto marcata

Nel caso della luce, possibile analizzare il fenomeno della diffrazione attraverso un reticolo di diffrazione, un piano in cui sono praticate sottili fenditure spaziate regolarmente. La distanza d tra due fenditure detta passo reticolare. Quando diffrange, la luce genera una fascia luminosa centrale e quelle che si definiscono frange scure

Le fasce chiare sono generate dalla luce che arriva perpendicolarmente allo schermo Le fasce scure