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Smaltimento

dei rifiuti:
criteri e
modalità
SMALTIMENTO DEI RIFIUTI
Attuazione delle direttive CEE sui rifiuti pericolosi, non
pericolosi, sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio
Dlgs.n.22 del 05/02/97 e modifiche Successive modifiche apportate dal: D.Lgs. 8
novembre 1997, n. 389; dalla Legge 9 dicembre 1998, n. 426; dalla Legge 23
dicembre 1999, n. 488, dalla Legge 23 marzo 2001, n. 93; della Legge 28
dicembre 2001, n. 448; dal decreto-legge 28 dicembre 2001, n. 452 convertito in
legge con modificazioni dalla legge 27 febbraio 2002, n. 16; dal decreto-legge 7
marzo 2002, n. 22; dalla Legge 1° marzo 2002, n. 39; dalla legge 31 luglio 2002, n.
179; dalla legge 3 febbraio 2003, n. 14.

• Classificazione dei rifiuti


• Classificazione CER (catalogo dei rifiuti europeo)
• Deposito temporaneo
• Registro di Carico/scarico rifiuti
• Formulario di identificazione
• Mud (modello unico di dichiarazione) denuncia
annuale
Smaltimento dei rifiuti: criteri e modalità
DEFINIZIONI

Con l'art. 6, comma 1, lettera a, del "Decreto Ronchi" è


stata introdotta nel nostro ordinamento la definizione
comunitaria di rifiuto di cui all'art. 1, comma 1, lettera a)
della direttiva 91/156/CEE del Consiglio.

In base a tale definizione per "rifiuto" deve intendersi


qualsiasi sostanza od oggetto che rientra nelle categorie
riportate nell'allegato A dello stesso Decreto e di cui il
detentore si disfi o abbia deciso o abbia l'obbligo di
disfarsi(art.6, lettera A).

Smaltimento dei rifiuti: criteri e modalità


CLASSIFICAZIONE DEL RIFIUTO

URBANI NON
(art.7 comma2) PERICOLOSI

ORIGINE
PERICOLOSITA’ NON
PERICOLOSI

SPECIALI
(art.7 comma3) PERICOLOSI

Smaltimento dei rifiuti: criteri e modalità


RIFIUTI URBANI
Ai sensi dell’art.7 comma 2 sono urbani:

 Rifiuti domestici, anche ingombranti, provenienti da locali e


luoghi adibiti ad uso di civile abitazione
 Rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad
usi diversi da quelli adibiti ad uso di civile abitazione,
assimilati ai rifiuti urbani per qualità e quantità, ai sensi
dell'art. 21, c. 2, lett. g del Dlgs 22/97
 Rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade
 Rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle
strade e aree pubbliche o sulle strade e aree private
comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime
e lacuali e sulle rive dei corsi d'acqua
 Rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi
ed aree cimiteriali
 Rifiuti provenienti da esumazioni ed estumulazioni, nonché gli
altri rifiuti provenienti da attività cimiteriale, diversi da quelli
Smaltimento
sopra indicatidei rifiuti: criteri e modalità
RIFIUTI SPECIALI
Ai sensi dell’art.7 comma 3 sono speciali:

 Rifiuti da attività agricole e agro industriali


 Rifiuti derivanti dalle attività di demolizione, costruzione,
nonché i rifiuti pericolosi che derivano dalle attività di scavo
 Rifiuti da lavorazioni industriali
 Rifiuti da lavorazioni artigianali
 Rifiuti da attività commerciali
 Rifiuti da attività di servizio
 Rifiuti derivanti dalla attività di recupero e smaltimento di
rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione ed altri
trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue
e da abbattimento di fumi
 Rifiuti derivanti da attività sanitarie
 I macchinari e le apparecchiature deteriorati ed obsoleti
 I veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti

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RIFIUTI PERICOLOSI

Ai sensi dell’art.7 comma 4 sono pericolosi:


Rifiuti non domestici precisati nell'elenco di cui
all'Allegato D sulla base degli allegati G, H, I del Dlgs
22/97.
Se il codice è evidenziato in rosso e l’asterisco in
rosso i rifiuti sono sempre pericolosi indifferentemente dalla
sostanze contenute.

Se il codice è evidenziato in rosso e l’asterisco in


nero, i rifituti sono pericolosi se le concentrazioni sono tali
da conferire al rifiuto stesso una o più delle 14 caratteristiche
di pericolo di cui all'Allegato III alla Direttiva 91/689/CE sui
rifiuti pericolosi
Smaltimento dei rifiuti: criteri e modalità
 Si hanno quando lo stesso rifiuto viene indicato nel CER sia
come pericoloso (mediante apposizione di asterisco) sia come
non pericoloso. Il criterio delle CL si applica solo ai rifiuti
indicati nelle voci "specchio".

Voci  In questi casi, il rifiuto è pericoloso solo se le sostanze


"specchio" raggiungono concentrazioni (% rispetto al peso) tali da
conferire ad esso una o più delle 14 caratteristiche di pericolo
di cui all’allegato III alla dir. 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi

(si veda box successivo)

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H3 - H4 - H5 - H6 - H7 - H8 - H 10 - H11
(le voci "specchio" sono previste solo per queste caratteristiche di
pericolo):
Si applicano le CL di sostanze pericolose riportate all’articolo 2,

decisione 2000/532/CE (come modificato dalla decisione


2001/118/CE) (1).
Si ripete che tale criterio di identificazione si applica solo ai rifiuti

indicati nelle voci "specchio".


Si procede così:

Individuare la/e sostanza/e classificata/e pericolosa/e in base alle

frasi di rischio (R) delle singole sostanze presenti nel rifiuto ed


Caratteristic indicate nella direttiva 67/548/CEE;
he di Individuare la relativa classificazione di pericolosità;
pericolo A) Sommare tra loro le CL in % rispetto al peso delle sostanze

appartenenti alla stessa categoria di pericolo;


Verificare se ciascuna delle sostanze appartenenti alla stessa

categoria di pericolo raggiunga le relative soglie indicate


all’articolo 2 della decisione 2000/532/CE (1).
Solo in questo caso il rifiuto è pericoloso.
Tale indagine e tale conclusione valgono solo se il rifiuto è

classificato in una voce "specchio".


Diversamente, la pericolosità deriva solo dall’origine (2).

(si veda box successivo)

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H1 - H2 - H9 - H12 - H13 - H14
Caratteristic Non è prevista alcuna innovazione rispetto al passato; pertanto,

he di si prescinde dalle indagini analitiche e i rifiuti che le presentano


pericolo B) sono pericolosi a prescindere dai valori delle CL.

In pratica, vige solo il criterio dell’origine

L’articolo 3 della decisione 2000/532/CE, dispone che un rifiuto


pericoloso dell’elenco, in casi eccezionali, può essere considerato
non pericoloso anche se non riportato nella decisione
2001/118/CE; cioè lo Stato membro può decidere, in casi
eccezionali, che un rifiuto classificato "pericoloso" non presenta
nessuna caratteristica di pericolo o che, viceversa, un rifiuto
Casi classificato "non pericoloso" presenta caratteristiche di pericolo.
Eccezionali Tale eventualità è riferita a casi specifici, ben individuati ed

opportunamente documentati. In particolare, nell’ipotesi di rifiuto


classificato "pericoloso" nell’elenco e che il detentore ritenga non
presenti nessuna caratteristica di pericolo, è tale detentore che
ha l’onere di fornire, per lo specifico rifiuto, l’opportuna
documentazione che attesti l’assenza delle citate caratteristiche
di pericolo.

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LIMITI PER POTER CLASSIFICARE UN RIFIUTO COME
PERICOLOSO

 punto di infiammabilità < o = 55 °C,


 una o più sostanze classificate[**] come molto tossiche in
concentrazione totale > o = 0,1%,
 una o più sostanze classificate come tossiche in
concentrazione totale > o = 3%,
 una o più sostanze classificate come nocive in concentrazione
totale > o = 25%,
 una o più sostanze corrosive classificate come R35 in
concentrazione totale > o = 1%,
 una o più sostanze corrosive classificate come R34 in
concentrazione totale > o = 5%,
 una o più sostanze irritanti classificate come R41 in
concentrazione totale > o = 10%,
 una o più sostanze irritanti classificate come R36, R37, R38 in
concentrazione totale > o = 20%,

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LIMITI PER POTER CLASSIFICARE UN RIFIUTO COME
PERICOLOSO

 una sostanza riconosciuta come cancerogena (categorie 1 o 2)


in concentrazione > o = 0,1%,
 una sostanza riconosciuta come cancerogena (categoria 3) in
concentrazione > o = 1%,
 una sostanza riconosciuta come tossica per il ciclo
riproduttivo (categorie 1 o 2) classificata come R60 o R61 in
concentrazione > o = 0,5%,
 una sostanza riconosciuta come tossica per il ciclo
riproduttivo (categoria 3) classificata come R62 o R63 in
concentrazione > o = 5%,
 una sostanza riconosciuta mutagena (categoria 1 o 2)
classificata come R46 in concentrazione > o = 0,1%,
 una sostanza riconosciuta mutagena (categoria 3) classificata
come R40 in concentrazione > o = 1%.

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CARATTERISTICHE DI PERICOLOSITA’

COD CLASSIFIC. SPECIFICHE


sostanze e preparati:
liquidi il cui punto di infiammabilità è inferiore a 21°C
Facilmente (compresi i liquidi estremamente infiammabili), o
infiammabil che a contatto con l'aria, a temperatura ambiente e senza
e apporto di energia, possono riscaldarsi e infiammarsi, o
H3- solidi che possono facilmente infiammarsi per la rapida
A azione di una sorgente di accensione e che continuano a
bruciare o a consumarsi anche dopo l'allontanamento della
sorgente di accensione, o gassosi che si infiammano a
contatto con l'aria a pressione normale, o che, a contatto
con l'acqua o l'aria umida, sprigionano gas facilmente
infiammabili in quantità pericolose
Infiammabil
e
H3- sostanze e preparati liquidi il cui punto di infiammabilità è
B pari o > a 21°C e < o pari a 55°C;

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COD CLASSIFIC. SPECIFICHE

Irritante
sostanze e preparati non corrosivi il cui contatto immediato,
H4 prolungato o ripetuto con la pelle o le mucose può
provocare una reazione infiammatoria

Nocivo
sostanze e preparati che, per inalazione, ingestione o
H5 penetrazione cutanea, possono comportare rischi per la
salute di gravità limitata

Tossico
sostanze e preparati (comprese le sostanze e i preparati
molto tossici) che, per inalazione, ingestione o penetrazione
H6 cutanea, possono comportare rischi per la salute gravi, acuti
o cronici e anche la morte

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COD CLASSIFIC. SPECIFICHE

sostanze e preparati che, per inalazione, ingestione o


Cancerogen
H7 penetrazione cutanea, possono produrre il cancro o
o aumentarne la frequenza

Corrosivo
sostanze e preparati che, a contatto con tessuti vivi,
H8 possono esercitare su di essi un'azione distruttiva

sostanze e preparati che, per inalazione, ingestione o


H10 Teratogeno penetrazione cutanea, possono produrre malformazioni
congenite non ereditarie o aumentarne la frequenza

sostanze e preparati che, per inalazione, ingestione o


H11 Mutageno penetrazione cutanea, possono produrre difetti genetici
ereditari o aumentarne la frequenza

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Per le seguenti caratteristiche di pericolosità non
vengono stabiliti limiti per poter classificare il rifiuto
come pericoloso:
COD CLASSIFIC. SPECIFICHE

Esplosivo
sostanze e preparati che possono esplodere per effetto
H1 della fiamma o che sono sensibili agli urti e agli attriti più
del dinitrobenzene

Comburent
e sostanze e preparati che, a contatto con altre sostanze,
H2 soprattutto se infiammabili, presentano una forte reazione
esotermica

sostanze contenenti microrganismi vitali o loro tossine,


H3 Infettivo conosciute o ritenute per buoni motivi come cause di
malattie nell'uomo o in altri organismi viventi

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COD CLASSIFIC. SPECIFICHE

Sostanze e preparati che, a contatto con l'acqua,


H12 l'aria o un acido, sprigionano un gas tossico o molto
tossico

Sostanze e preparati suscettibili, dopo eliminazione,


di dare origine in qualche modo ad un'altra sostanza,
H13
ad esempio ad un prodotto di lisciviazione avente
una delle caratteristiche sopra elencate
Ecotossico
sostanze e preparati che presentano o possono presentare
H14 rischi immediati o differiti per uno o più settori
dell'ambiente

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CATALOGO EUROPEO DEI RIFIUTI
C.E.R.

CODICE EUROPEO DEI RIRIFUTI (C.E.R.): 6 cifre


•la prima coppia (da 01 a 20): classe
•la seconda coppia (da 01 a 09): sottoclasse
•la terza coppia (da 01 a 99): categoria
CODICE EUROPEO DEL RIFIUTO (CER)

primi due numeri categoria o attività


che genera i rifiuti

secondi due numeri processo produttivo


che genera il rifiuto

terzi numeri identificano il


singolo rifiuto

Modifiche dei codici CER dal 01/01/2002 su decisione della Commissione Europea
2001/118/CE e 2001/119 /CE, differenze principali dal precedente elenco:
1 - è un elenco unificato (rifiuti pericolosi e non pericolosi)
2 - i rifiuti pericolosi sono evidenziati da un asterisco
3 - sono state introdotte le voci speculari per i rifiuti che diventano pericolosi solo
se superano concentrazioni limite predefinite
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CAPITOLI DELL’ELENCO

01 Rifiuti derivanti da prospezione, estrazione da miniera o cava,


nonché dal trattamento fisico o chimico di minerali
02 Rifiuti prodotti da agricoltura, orticoltura, acquacoltura,
selvicoltura, caccia e pesca, trattamento e preparazione di
alimenti
03 Rifiuti della lavorazione del legno e della produzione di
pannelli, mobili, polpa, carta e cartone
04 Rifiuti della lavorazione di pelli e pellicce e dell'industria tessile
05 Rifiuti della raffinazione del petrolio, purificazione del gas
naturale e trattamento pirolitico del carbone
06 Rifiuti dei processi chimici inorganici
07 Rifiuti dei processi chimici organici
09 Rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di
rivestimenti (pitture, vernici e smalti vetrati), adesivi, sigillanti,
e inchiostri per stampa
09 Rifiuti dell'industria fotografica
10 Rifiuti provenienti da processi termici
11 Rifiuti prodotti dal trattamento chimico superficiale e dal
rivestimento di metalli ed altri materiali; idrometallurgia non
ferrosa
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1 Rifiuti prodotti dalla lavorazione e dal trattamento fisico e
meccanico superficiale di metalli e plastica
2 Oli esauriti e residui di combustibili liquidi (tranne oli commestibili,
05 e 12)
3 Solventi organici, refrigeranti e propellenti di scarto (tranne le voci
07 e 08)
4 Rifiuti di imballaggio, assorbenti, stracci, materiali filtranti e
indumenti protettivi (non specificati altrimenti)
5 Rifiuti non specificati altrimenti nell'elenco
6 Rifiuti delle operazioni di costruzione e demolizione (compreso il
terreno proveniente da siti contaminati)
7 Rifiuti prodotti dal settore sanitario e veterinario o da attività di
ricerca collegate (tranne i rifiuti di cucina e di ristorazione che non
derivino direttamente da trattamento terapeutico)
8 Rifiuti prodotti da impianti di trattamento dei rifiuti, impianti di
trattamento delle acque reflue fuori sito, nonché dalla
potabilizzazione dell'acqua e dalla sua preparazione per uso
industriale
9 Rifiuti urbani (rifiuti domestici e assimilabili prodotti da attività
commerciali e industriali nonché dalle istituzioni) inclusi i rifiuti
della raccolta differenziata
I rifiuti univocamente pericolosi (senza voce speculare) sono stati
evidenziati con codice, asterisco e scritta in rosso. I rifiuti pericolosi con
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voce speculare sono stati evidenziati con codice in rosso, ma asterisco e
scritta in nero. I rifiuti non pericolosi sono stati riportati in caratteri normali.
ALLEGATI

Allegato A (previsto dall'articolo 6, comma 1, lettera a)


Categorie di rifiuti

Allegato B (previsto dall'articolo 5, comma 6)


Operazioni di smaltimento

Allegato C (previsto dall'articolo 6, comma 1, lettera h)


Operazioni di recupero

Allegato D (previsto dall'articolo 7, comma 4)


Elenco dei rifiuti istituito conformemente all'articolo 1, lettera
a), della direttiva 75/442/CEE relativa ai rifiuti e all'articolo 1,
paragrafo 4, della direttiva 91/689/CEE relativa ai rifiuti
pericolosi

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ALLEGATI

Allegato E (previsto dall'articolo 37, comma 1)


Obiettivi di recupero e di riciclaggio

Allegato F (previsto dall'articolo 43, comma 3)


Requisiti essenziali concernenti la composizione e la
riutilizzabilità e la recuperabilità (in particolare la riciclabilità)
degli imballaggi

Allegato G
Categorie o tipi generici di rifiuti pericolosi elencati in base
alla loro natura o all'attività che li ha prodotti

Allegato H
Costituenti che rendono pericolosi i rifiuti dell'allegato G.2
quando tali rifiuti possiedono le caratteristiche dell'allegato I

Allegato I
Caratteristiche di pericolo per i rifiuti
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Smaltimento dei rifiuti
 vengono occupati terreni che non saranno più
disponibili per altre attività;

 si inquinano falde idriche;

 una volta riempita la discarica è difficile trovare


nuovi siti poiché i terreni sono pochi e perché le
popolazioni si oppongono;
Una possibile soluzione:

3 R!!!
3R
 RIDUZIONE DEI RIFIUTI

 RACCOLTA DIFFERENZIATA

 RICICLAGGIO
Gerarchia degli obiettivi
Gestione dei rifiuti

Politica Ambientale

Riduzione quantità e pericolosità dei rifiuti prodotti,


flusso dei rifiuti avviati allo smaltimento.

Intervenire alla fonte nel processo produttivo e per


agevolare ed incentivare il riciclaggio ed il
recupero dei rifiuti prodotti.

Riduzione del flusso dei rifiuti avviati allo


smaltimento e alla discarica.
Gestione dei rifiuti

PREVENZIONE
il controllo ed il miglioramento continuo delle
prestazioni e dell'efficienza ambientale

• introduzione di sistemi di gestione ambientale


• modificazione delle tecnologie di processo
• miglioramento dei sistemi di abbattimento delle
emissioni
• …..
Gestione dei rifiuti

PREVENZIONE

drastica riduzione
 dei consumi energetici;
 dell'uso di materie prime;
 della produzione dei rifiuti;
 delle emissioni inquinanti nei comparti ambientali
(aria,acqua, suolo);
un netto miglioramento
 dei prodotti eco-compatibili;
 delle condizioni di lavoro degli addetti;
 della competitività delle imprese.
Uno " SVILUPPO" Sostenibile
Gestione dei rifiuti

Riciclaggio e Recupero

Il Decreto Legislativo 22/97, ..,assegna un ruolo


centrale alla Gestione Integrata dei Rifiuti

Rifiuti urbani, raccolta differenziata e di riciclaggio,


attivazione nei comuni forme di cooperazione e
coordinamento

Rifiuti speciali,semplificazioni delle procedure


amministrative di autorizzazione