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Dispense per il corso di Filosofia della

Fisica (parte III)


Le conseguenze filosofiche della meccanica
quantistica
Mauro Dorato, Dipartimento di Filosofia,
Universit di Roma3
NB
Le note che seguono sono per uso strettamente didattico
e non sono state ancora controllate in modo accurato. Si
prega quindi di non far circolare il materiale che segue e
di non usarlo per citazioni.
Aggiornate al 17/03/2013

Struttura della 3 parte
1 Lesperimento della doppia fenditura e il
principio di indeterminazione di
Heisenberg
2 Le posizioni filosofiche dei padri fondatori
3 Il dibattito Einstein-Bohr
4 La non-localit come risultato
sperimentale dellargomento EPR
5 Il problema della misura e le varie
interpretazioni della meccanica quantistica

Capitolo 1
Lesperimento della doppia
fenditura e il principio di
indeterminazione di Heisenberg
Lesperimento della doppia
fenditura
Perch il + della sovrapposizione deve
essere interpretato come un vel e non come
un aut

Il dualismo onda-corpuscolo secondo
linterpretazione standard: la natura
potenziale degli stati quantici e
lindeterminazione di Heisenberg

La possibilit che onda e corpuscolo siano
elementi con-presenti: i flashes di Ghirardi
Things on a very small scale behave neither like
particles nor like wavesall of direct, human
experience and intuition applies to large object.
We know how large objects will act, but things
on a small scale just do not act that way. We
choose to examine a phenomenon which is
impossible, absolutely impossible, to explain in
classical terms and which has in it the heart of
quantum mechanics. In reality, it contains the
only mystery
(Feynman, Lectures in physics, vol.3, p. 1)
Dobbiamo comparare tre esperimenti, uno con proiettili, uno con
onde dacqua e uno con elettroni. Cominciamo con i proiettili (1)
P
12
=P
1
+P
2

rivelatore
x
Con questo apparato si pu rispondere sperimentalmente alla domanda: con quale
probabilit P un proiettile che passa in uno dei due fori arriva in un punto dello schermo
a distanza x dal centro?Questa probabilit, che dipende dal numero di proiettili che
colpiscono il punto x, una funzione di x, P(x). Perch P
12
-che la probabilit che
dipende dal fatto che i proiettili possono essere passati attraverso 1 o 2- massima per x
=0? Perch l la somma di P
1
(foro 2 chiuso)

e P
2
(foro 1 chiuso)

massima. In P
1
(P
2
)

il
massimo allineato con il primo (secondo) foro rispettivamente.
schermo
P(x)
x
1
2
2) esperimento: onde dacqua
Londa originale generata dalla sorgente diffratta ai due fori, che originano
unaltra serie di onde circolari che interferiscono. Lintensit del fenomeno
risultante I
12
non la somma delle intensit ricavabili dalla chiusura di uno dei due
fori I
i
=|h
i
|
2
(h altezza dellonda). Nei punti in cui ci sono massimi in I
12
le singole
onde interferiscono costruttivamente, nei punti di minima interferiscono
distruttivamente: I
12
= |h
1
|
2
+ |h
2
|
2
+2 |h
1
| |h
2
| coso, con o differenza di fase tra I
1
e I
2

P(x)
I
2
=|h
2
|
2
I
1
=|h
1
|
2

x
assorbitore
I
12
=|h
1
+ h
2
|
2

2
1
P(x)
P
2

=||
2
|
2
P
1
=||
1
|
2

x
P
12
=||
1
+ |
2
|
2

2
1
3) Esperimento con elettroni
1)Se mettiamo due rivelatori dopo lo schermo con le fenditure, solo uno dei due scatta e mai
entrambi contemporaneamente. 2) se abbassiamo la frequenza di emissione, il click non
meno forte, ma solo meno frequente: ogni elettroni arriva in un pacchetto e viene assorbito
tutto e mai a met. Sembrerebbe un comportamento da particella. E invece 3)la probabilit
che gli elettroni arrivino a una certa distanza x dal centro, che proporzionale al numero di
arrivi in quel punto, data dalla figura che avevamo trovato per le onde marine!
Cannone di
elettroni
Ne concludiamo che quando entrambe le fenditure sono aperte,gli
elettroni si comportano come onde
Il punto per che quando vengono assorbiti, si localizzano in
un punto piccolo dello schermo, come se fossero proiettili in
miniatura (arrivano in un pacchetto discreto). Sembrerebbe dunque
che passino o in una o nellaltra delle due fenditure.
Ma se fosse cos, la curva complessiva dovrebbe essere ottenuta
sommando le due curve P
1
e P
2
che si ottengono chiudendo prima
una e poi laltra delle due fenditure, ovvero contando gli elettroni
che passano in una, e quelli che passano nellaltra, come nel caso
dei proiettili (particelle)
Invece il risultato che si ottiene lasciando le due fenditure aperte
non ci che si ottiene sommando i risultati relativi ai due casi in
cui una delle due fenditure chiusa: c interferenza:
2 1 12
P P P + =
Ci sono punti dello schermo nei quali arrivano meno elettroni
quando sono aperte entrambe le fenditure che quando ne aperta solo
una: come se chiudere una delle due fenditure aumenta il numero di
elettroni che passa per laltra. Daltra parte, al centro del sistema la
probabilit quando sono aperte entrambe le fenditure assai pi che la
somma delle probabilit ottenibili tenendone una delle due chiusa. E
allora sembra che chiudendone una delle due diminuisce il numero di
elettroni che passa per laltra. Entrambi gli effetti non possono essere
spiegati supponendo che un elettroni entri in 1 e poi anche in 2 girando
attorno allo schermo.
Dunque falso affermare che lelettrone passi o nelluna o nellaltra
delle due fenditure: lo stato di sovrapposizione non pu essere
interpretato come un o esclusivo.
Gli elettroni arrivano in pacchetti, come particelle, e la probabilit
di arrivo di questi pacchetti distribuita come lintensit di unonda.
in questo senso che un elettrone si comporta talvolta come una
particella e talvolta come unonda (Feynman, vol 3 p. 6).
Si pu azzardare lipotesi che questa propriet dei sistemi
quantistici che spinse Bohr a formulare il principio che i contrari
sono complementari (contraria sunt complementa): osservabili
mutuamente incompatibili nella misura (mutually exclusive in
measurement) sono tuttavia entrambi presenti, ma solo in potenza, in
un certo stato, e sono quindi entrambi necessari per la descrizione
del sistema (jointly exhaustive for the description of the system). I
microsistemi quindi non sono n onde n particelle
Ecco anche lorigine della lettura disposizionalistica di
Heisenberg:Such a probability function [i.e. the statistical algorithm
of quantum theory] combines objective and subjective elements. It
contains statements on possibilities, or better tendencies (potentiae
in Aristotelian philosophy), and such statement are completely
objective, as they dont depend on any observerthe passage from
the possible to the real takes place during the act of observation
(Heisenberg 1958, Physics and Philosophy, p. 67-69)
Contro Feynman, si deve per notare che nello stesso esperimento
lelettrone sembra comportarsi come unonda e come una particella,
in stadi diversi dellevoluzione del sistema stesso.
Ovvero, quando entrambe le fenditure sono aperte, un elettrone
passa per entrambe, ed quindi simile a unonda dacqua o a un
campo esteso, ma quando colpisce lo schermo si comporta come una
particella, e si localizza in suo punto preciso dello schermo
collassando in un autostato della posizione.
Tale versione dellesperimento che qui suggerisco (onda e
particella) richiede per il passaggio dallo stato di sovrapposizione
che descrive il microsistema quando passa in entrambe le fenditure
aperte in uno solo dei due stati sovrapposti, che caratterizza una
particella localizzata.
In effetti, se provassimo a localizzare lelettrone illuminandolo
dietro una delle due fenditure, sapremmo per quale delle due
fenditure passato, eliminando per linterferenza tipica delle onde
P
12
=P
1
+P
2

rivelatore
x
schermo
P(x)
x

1
2
Se osserviamo per quale fenditura passato lelettrone, anche quando
le fenditure sono tutte e due aperte, lelettrone si comporta in modo
particellare: linterferenza e dunque il suo carattere ondulatorio
svanito o distrutto. La distribuzione degli elettroni nei due casi,
conclude Feynman, diversa a seconda se guardiamo, e invece di
andare in un punto di massimo di P
12
lelettrone andr in uno di
minimo
P
2

P
1

Poich il momento di un fotone p=h/, usando luce con
lunghezza donda maggiore diminuiremo limpatto con lelettrone
perch diminuiremmo p. Quindi disturberemo meno la traiettoria
dellelettrone (il suo momento) Ma a un certo punto, diminuendo p,
non riusciremmo pi a sapere per quale delle due fenditure
passato lelettrone (posizione), e ci avverr quando la lunghezza
donda della radiazione sar dellordine della distanza tra le due
fenditure. E allora ritroveremo il pattern ondulatorio
dellinterferenza!
impossibile disegnare un apparato che determini per quale
fenditura sia passato lelettrone senza al tempo stesso distruggere il
pattern dellinterferenza PRINCIPIO DI INDETERMINAZIONE
(Feynman, p. 9). In questa forma, si vede che lelettrone dotato di
entrambe le nature (particellare e ondulatoria) in potenza, ma il tipo
di natura evidenziato dagli esperimenti in atto sempre uno dei due
(particellare o ondulatorio) e mai entrambi.
Si pu invece avanzare lipotesi di prima, ovvero che
un insieme di elettroni identicamente preparati di fatto
mostri sia il comportamento ondulatorio (interferenza)
sia quello particellare, evidenziato dalla localizzazione
discreta su un punto dello schermo.
Ma lo stato di sovrapposizione delle posizioni
nellesperimento delle due fenditure non pu interpretarsi
mai come un aut, ma solo come un vel.
Avanziamo lipotesi che gli elettroni (pace le
interpretazioni come quella di Bohm) in realt passino in
entrambe le fenditure, anche se il loro diametro
classicamente inteso assai pi piccolo della distanza
tra le fenditure: ovvero non sono particelle, se non
quando le vado a misurare! Processo di localizzazione
Abbiamo sovrapposizione di posizioni distinte sia nel caso dellesperimento di
Stern-Gerlach che nel caso di quello delle due fenditure. In entrambi i casi, lo
stato del sistema una sovrapposizione lineare di due stati che corrispondono,
nella base delle coordinate spaziali, a funzioni donda che sono diverse da zero in
due precise e limitate regioni dello spazio, regioni che sono disgiunte.
Se uno schermo con due fenditure non registra larrivo di una particella, lo stato
del sistema a misura avvenuta una funzione di x che diversa da zero solo nelle
regioni corrispondenti alle due fenditure. Se lapertura delle fenditure o e _ la
funzione caratteristica che vale 1 se la particella passata nella fenditura i e 0 se
passata nellaltra. allora la funzione donda che descrive il passaggio nelle
fenditure incompatibile con lidea che la particella sia passata nelluna o
nellaltra delle due
)
`

o
_
+
)
`

o
_
= _
o
+ _
o
= +
) (
2
1 ) (
2
1
) (
2
1
) (
2
1
2 1
2 1
x x
x x
dopo
I due singoli stati normalizzati corrispondono alla situazione in cui possiamo dire
che con certezza la particella passata in una delle due fenditure. Come si vedr
per, tale conoscenza distrugge il fenomeno della sovrapposizione e quindi
laspetto ondulatorio del fenomeno (linterferenza). Illustrazione del dualismo
onda-corpuscolo. La sovrapposizione dei due stati di posizione non una miscela
Heisenberg non deriv le sue relazioni nel modo visto ma propose
argomenti pi qualitativi.(Ghirardi,1997, pp 413-4)
Immagine geometrica del
foro di ampiezza Ax: non
conosciamo la posizione della
particella lungo x ma la
componente verticale del
momento p
x
perfettamente
definita, perch nulla
z
x
Se restringiamo lampiezza della fenditura fino a
renderla paragonabile a quella della lunghezza
donda =h/p associata allelettrone, allora
abbiamo unindeterminazione piccola della
posizione x dellelettrone, ma il suo momento p
x

non nullo a causa della diffrazione (immagine
allargata del foro), in modo che il prodotto
AxAp
x
> h/4t
diffrazione
|
.
|

\
|
= |
|
.
|

\
|
= o
|
.
|

\
|

= |
|
.
|

\
|
= o
| = | o + = o | = | o + = o
1
0
;
0
1
;
1
1
2
1
;
1
1
2
1
1 ; 1 ; 1 ; 1
z z x x
z z z z z z x x x x x x

+
o
z
=-1
o
z
= +1
o
x
=+1
o
x
=-1
Spin e indeterminazione
(Ghirardi p. 407)
Le proiezioni di + lungo gli assi degli autovettori danno, attraverso
il quadrato dei loro moduli, la probabilit di ottenere i vari esiti per
losservabile spin. Nella figura, tutte le proiezioni sono non nulle
|
z

|
x
o
x

o
z
= +1
o
x
=+1
o
x
=-1
o
z
= -1
Per rendere quasi determinato il valore di o
z
si deve partire da uno stato quasi
parallelo ai due autovettori di o
z
(un suo autostato), ma in questo caso le due
componenti di o
x
tendono a (2)
1/2
/2 e si ha dunque una massima indeterminazione per
losservabile o
x
(e viceversa). Il valor medio tra i due soli esiti (1 e 1) 0, < o
x
> =
0, mentre lo scarto quadratico medio vale, secondo la formula gi vista, proprio 1, che
il massimo Ao
x
=|1/2(1-0)
2
+1/2(-1-0)
2
]
1/2
= 1

Le relazioni di indeterminazione di Heisenberg derivate
formalmente
Ricordiamo che lo scarto quadratico medio di A
+ > < = A ] A [A- A
Il prodotto dello scarto o indeterminazione delle due quantit A e B per un
insieme statistico associato a uno stato puro + sar allora
*
2
1
Im *
] ] ] ]
2
1
] ]
] ]
2 2 2 2
2 2
.
z z z y y z y y x zz iy x z
Schwarz dis
= = = > > + = = + =
+ > < + > < + > < + > <
> + > < + > < >
> + > < - + > < = A - A
A [A- B [B- B [B- A [A-
B [B- A [A-
B [B- A [A- B A
Poich gli operatori A-<A> e B-<B> sono entrambi simmetrici, si possono
portare a destra del prodotto scalare
Questo passaggio dipende dal fatto che il modulo
di un numero complesso maggiore del modulo
della parte immaginaria
Indicando con le parentesi graffe il commutatore tra A-<A> e B->B> si
ha
Poich <A> e <B> sono numeri, essi commutano con qualunque
operatore, ci che spiega perch lespressione a sinistra nella
formula qui sopra si riduce a quella a destra. Per es., poich il
commutatore tra posizione e quantit di moto vale ih/2t, si ha
{ } { }+ + > A - A + > < > < + B A,
2
1
,
2
1
B A B B- A A-
= + > < > < + + > < > < + > A - A ] ] ] ]
2
1
A [A- B [B- B [B- A [A- B A
2
;
2
;
2

> A - A > A - A > A - A
z y x
p z p y p x

In relativit lo spazio x
legato al tempo t come
limpulso p legato
allenergia E
2

> A - A t E
Lindeterminazione tempo-energia implica la conservazione
dellenergia. Se lo stato del sistema coincide al tempo t=0 con un
autofunzione propria dellenergia, ovvero se +(0)= |
j
ove H||
j>
= E
j
||
j
>

allora il sistema evolve in questo modo:

t E
i
j
j
e t

| = + ) (
in cui lesponenziale loperatore unitario (al posto
dellhamiltoniana H abbiamo messo il suo valore E
j
). Ci implica
che la probabilit di trovare lesito E
j
in una misura dellenergia 1.
Ma se lenergia perfettamente definita, allora il tempo
indeterminato, cio lenergia si mantiene uguale a se stessa assai a
lungo.
Capitolo 2
Le posizioni filosofiche dei
padri fondatori (1924-1926)
Latomo di Bohr, De Broglie e lipotesi
ondulatoria della materia (1924)
Heisenberg e la meccanica matriciale
(1925)
Schroedinger e la meccanica
ondulatoria (1926)
Born e le due leggi dinamiche di
evoluzione (1926)
Von Neumann e il teorema
sullimpossibilit del determismo (1932)
Lamine doro e particelle alfa
Bombardando le prime con le seconde, Geiger e
Marsden scoprirono che mentre la maggior parte
delle particella alfa (due protoni) subiva deviazioni
minime dalla traiettoria iniziale, altre venivano
deviate in misura considerevole, se non addirittura
respinte dalla lamina. Nell'interpretare questo
esperimento, Rutherford nel 1911 ipotizz che
l'atomo fosse composto da un centro massivo (il
nucleo) circondato da cariche negative: il modello
compatto a plum cake di Thomson, con cariche
positive e negative uniformemente sparse,
nellatomo venne abbandonato.
Un elettrone di carica e che si muove di velocit v attorno al
nucleo costituito da Z protoni classicamente pu stare a
qualunque distanza dal nucleo.Basta che la forza centrifuga mv
2
/r
sia esattamente compensata dalla forza elettrostatica Ze
2
/r
2
(forza
coulombiana esercitata dai Z protoni). Ne risulta che v
2
=
(Ze
2
/mr). La condizione di Bohr che non tutte le orbite
classiche siano ammesse, ma solo quelle per cui il momento
angolare L= mrv sia multiplo intero di h/2t

Latomo di Bohr (1913)
L= mrv= nh/2t n=1,2,3... mr(Ze
2
/mr)
1/2
= nh/2t
I raggi ammissibili risultano allora

2 2
4 2 2
2
2 2
2
1
2
1

n
me Z
r
Ze
E
mZ e
n
r
n
n
n
= =
=
n=1,2,3...
E
total
e
= E
cin
+E
potenz
=1/2mv
2
- Ze
2
/r
La posizione di De Broglie
Il dualismo onda-corpuscolo di De Broglie

Nella sua tesi, presentata alluniversit di Parigi nel 1924, de Broglie era partito
da unidea che Einstein aveva suggerito senza mai per svilupparla appieno e
pervenire ad un lavoro pubblicato su come andasse intesa lassociazione tra fotoni
e onde elettromagnetiche. In base a questa idea, i campi elettrici e magnetici di
unonda elettromagnetica svolgono il ruolo di campi fantasma che in qualche modo
guidano il moto dei fotoni nello spazio. De Broglie congettur che dovessero esistere
campi analoghi che guidano il moto delle particelle nello spazio: una particella di
massa m e velocit v, e di conseguenza con impulso p = mv, guidata da unonda
che (per piccole velocit rispetto alla luce) ha una lunghezza donda data dalla formula
=h/p.
(citato da Allori, Dorato, Laudisa, N. Zangh, Metafisica Empirica, in corso di
pubblicazione, Carocci,)
Questa ipotesi forn una prima spiegazione non ad hoc della regola
di quantizzazione di Bohr: se questonda esiste, quando lelettrone in
un atomo di idrogeno si muove lungo unorbita circolare stabile di
raggio r, l onda deve essere stazionaria (le propriet dellatomo non
mutano nel tempo se latomo non radioattivo) e devono quindi
essere soddisfatte le stesse condizioni in base a cui una corda di
chitarra pu vibrare: ovvero la lunghezza totale dellorbita l = 2tr sia
pari ad un multiplo intero di una lunghezza donda 2tr =n, con
n=1,2,3,n (si veda la figura di Zangh nella pagina successiva): da
cui, sostituendo la formula di de Broglie per la lunghezza donda, si
ottiene
mrv =nh/2t , n = 1, 2, 3, . . .,
che proprio la regola di quantizzazione di Bohr del momento
angolare. (Zangh, ibid.)
Quando lelettrone in un atomo di idrogeno si muove lungo unorbita
circolare stabile di raggio r devono essere soddisfatte le stesse condizioni che
permettono la vibrazione di una corda di chitarra di lunghezza l: che la
lunghezza totale dellorbita, l = 2tr sia pari ad un multiplo intero di una
lunghezza donda. Poich la lunghezza donda decresce al crescere della massa,
i corpi macroscopici non presentano aspetti ondulatori, visto che la lunghezza
donda ad essi associata dovrebbe incontrare ostacoli assai pi piccoli delle
dimensioni che li caratterizzano
De Broglie influenz moltissimo Schroedinger nella prima
formulazione delle meccanica ondulatoria. In una lettera di
Einstein a Lorentz del Dicembre del 1924, leggiamo:
De Broglie ha fatto un tentativo molto interessante di
interpretare le regole quantistiche di Bohr. Io credo che questo
rappresenti il primo debole raggio di luce sul peggiore dei nostri
enigmi nel campo della fsiica. Io stesso ho trovato qualcosa che
punta nella stessa direzione.

Einstein non pubblic i suoi risultati che per, come vedremo,
influenzarono sia Schroedinger che Max Born, lautore
dellinterpretazione probabilistica della funzione donda. E poi, nel
1952, vennero riscoperti da David Bohm
La posizione di W. Heisenberg
Nel 1925, H. scrive: meglio ammettere che
laccordo parziale delle regole quantistiche con gli
esperimenti sia pi o meno accidentale e provare a
sviluppare una meccanica quantistica teorica,
analoga alla meccanica classica, nella quale
compaiano solo relazioni tra quantit
osservabili. Influsso delloperazionismo di
Einstein (1905)
Ueber quantentheoretische Umdeutung kinematischer and
mechanischer Beziuhungen, Zeitschrift der Physik, 43, 172-198
Sulla reinterpretazione delle relazioni cinematiche e meccaniche
operata dalla meccanica quantistica
Pi tardi per H. cambi opinione. Per H. la + non solo uno
strumento di calcolo, visto che egli si riferiva alle onde di
probabilit come ad una the quantitative formulation of the
concept of ouvoio, or, in the later Latin version, potentia, in
Aristotles philosophy. The concept that events are not determined
in a peremptory manner, but that the possibility or tendency for an
event to take place has a kind of reality a certain intermediate
layer of reality, halfway between the massive reality of matter and
the intellectual reality of the idea or the image- this concept plays a
decisive role in Aristotles philosophy. In modern quantum theory
this concept takes a new form; it is formulated quantitatively as
probability and subject to mathematically expressible laws of
nature Heisenberg, Plancks discovery and the philosophical
problems of atomic physics, in On Modern Physics, Orion Press,
London, 1961, pp.9-10

La posizione di E.
Schroedinger (1926)
Allinizio S. pensava che la funzione donda da lui scoperta
corrispondesse, con il quadrato del suo modulo (che per Born
fornisce la probabilit), alla densit di massa o di carica
dellelettrone cui associata. Lelemento ontologico essenziale per
lui londa: Schroedinger pensava ad unonda che, a causa di effetti di
interferenza, al di fuori di una certa regione era nulla e simulava
dunque il comportamento di una particella.
Non si deve attaccare alcun significato essenziale al cammino dellelettronee
ancora meno alla posizione di un elettrone sul suo cammino [accenno a De
Broglie?]londanon solo riempie tutto il cammino simultaneamente, ma si
estende addirittura notevolmente in tutte le direzioni. Queste contraddizione
sentita cos fortemente che si persino posto in dubbio che quello che accade in
un atomo possa inquadrarsi in uno schema spazio-temporale. Da un punto di vista
filosofico, io considererei una decisione conclusiva in questo senso come una resa
incondizionata. Infatti, poich noi non possiamo assolutamente evitare di pensare
in termini di spazio e tempo [Kant?], quello che non possiamo ricondurre a siffatti
concetti, non possiamo comprenderlo affatto (Ghirardi 1997, p.421)
Ben presto (1927) Heisenberg attacc linterpretazione puramente
ondulatoria di Schroedinger. Si consideri un elettrone libero il quale
al tempo t=0 si trova in uno stato la cui rappresentazione delle
coordinate una funzione gaussiana di ampiezza Ax(0). Se si parte
con unindeterminazione iniziale Ax(0) di 10
-5
cm, risolvendo
lequazione di Schroedinger, dopo un 1/3 di secondo il pacchetto che
rappresenta lelettrone libero occupa circa un Km =10
5
cm! La
relazione tra lindeterminazione iniziale e quella al tempo t
cm
x
t
cm
x m
ht
cm
x m
t h
x t x
) 0 (
3
) 0 ( 2 )] 0 ( [ 4
1 ) 0 ( ) (
4 2
2 2
A
~
A
~
A
+ A = A
Dallultima formula sulla destra segue laffermazione
di cui sopra, facendo le sostituzioni


Ma misurare lelettrone implica sempre localizzarlo, dice G.
(1997, p.421);

Questa non per lunica difficolt: il fatto invece che varie
onde associate a n particelle richiedono uno spazio di
configurazione n-dimensionale

Lorentz preferiva linterpretazione ondulatoria di Schroedinger
finch si aveva a che fare con una sola particella: so long as one
only has to deal with the three coordinates x, y, z. If however,
there are more than three degrees of freedom then I cannot
intepret the waves and vibrations physically, and I must therefore
decide in favor of matrix mechanics(M. Jammer, The
Philosophy of QM, p. 32).
Ma Jammer continua. In rebuttal of this objection one could, of
course, point out that in the treatment of a macromechanical system
the vibrations, which undoubtely have real existence in the three
dimensional space, are most conveniently computed in terms of
normal coordinates in the 3n-dimensional space of Lagrangian
mechanics.
Altre tre difficolt di una lettura ondulatoria della +, afferma
Jammer, sono: (1) + una funzione a valori complessi; 2) +
dipende dal sistema di osservabili che viene impiegato per
rappresentare il sistema;3) + soggetta al mutamento discontinuo
indotto dal processo di misura.

Esercizio: secondo te, quali di queste difficolt seria?
La posizione di Max Born
Per Schroedinger era necessario poter visualizzare i processi
quantistici salvando la descrizione spaziotemporale (visualizzare
e descrivere spaziotemporalmente qui sono sinonimi).

Born (1926) avanza linterpretazione probabilistica del modulo
quadro della funzione donda, affermando che essa la densit di
probabilit di trovare la particella in un certo punto se si esegue
una misura di posizione su di essa. |+(x)|
2
non dunque la
probabilit che lelettrone sia in una certa posizione, ma la
probabilit che esso sia in una certa posizione in dipendenza del
fatto che su di esso si eseguita una particolare misura. Per
Born, esistono solo particelle, non onde, e sono rivelate dagli
esperimenti di scattering.

Come afferm Jordan, losservatore che, costringe
lelettrone ad assumere una posizione definita; in precedenza esso
non era n qui n l
Interessante che nel 1954, quando Born prese il Nobel per i
suoi contributi alla MQ, raccont che esperimenti sulla collisione
di elettroni appeared to me as new proof of the corpuscolar
nature of the electron (Jammer 1974, p. 39). E nel saggio
originale scrisse queste parole profetiche rispetto al problema
della misura: Die Bewegung der Partikel folgt
Wahrscheinlichkeitsgesetzen, die Warhscheinlichkeit selbst aber
breitet sich im Einklang mit dem Kausalgesetz aus, (Il moto
delle particelle segue le leggi della probabilit, ma la probabilit
stessa si propaga invece in accordo con la legge della causalit)
Born, Die Quantenmechanich der Stossvorgaenge, 1926, p.804.
Si noti che da questa frase si evince che per Born esistono due
tipi di evoluzione dinamica delle particelle, una probabilistica
che regola il moto delle particelle (allatto di misura), una
deterministica che regola la propagazione nel tempo dellonda di
probabilit (equazione di Schroedinger.)
.
Sempre nel 1954, Born disse che applic lidea del campo
fantasma di Einstein dai fotoni (in base alla quale lintensit
dellonda fantasma che guida i fotoni ovvero il quadrato
dellampiezza determina la probabilit di trovare un fotone) a tutta
la materia. Ecco ancora lidea di De Broglie-Einstein.
Per Born, le probabilit quantistiche non sono dovute allignoranza
della situazione fisica (non sono come quelle della meccanica
statistica): sono ontiche.
Contrariamente al punto di vista di Schroedinger, + per Born non
descrive nulla di fisico, ma solo la nostra conoscenza del sistema.
Cos il fatto che + nellinterpretazione originaria di Schroedinger si
sparpagliasse rapidamente non costituiva per lui alcuna difficolt,
perch + non denota nulla di reale. Analogamente, per Born il
collasso della funzione donda non una transizione fisica reale, ma
solo un mutamento della nostra conoscenza.
Ma la posizione particellarista di Born
non da conto dellautointerferenza di un
singolo elettrone quando passa per uno
schermo con due fenditure, ovvero richiede
che il pattern ottenuto con due fenditure
aperte sia la somma dei singoli patterns
ottenuti con una sola delle due fenditure
aperte, il che, come noto, non . Ne segue
che la + rappresenta qualche cosa di fisico!
Il teorema di impossibilit di
von Neumann
Nessuna teoria predittivamente
equivalente alla MQ pu assegnare
valori precisi (anche se sconosciuti,
o nascosti e inaccessibili) a tutte le
osservabili di un sistema fisico

(a)Se A e B sono operatori autoaggiunti, allora
ogni loro combinazione lineare con arbitrari
scalari reali ancora un operatore autoaggiunto
[1]
(b)Se le osservabili A e B rappresentate da A e B
sono osservabili del sistema, allora c
unosservabile C rappresentata da C :
[2]
(c) Se A limitato, il sistema in uno stato +, P
+

il proiettore sullo stato +, e il valore medio
<+,A,+> = Tr(P
+
A) simbolizzato da <A>, allora
vale
> < | + > < o >= < B A C
B A C | + o =
B A C | + o =
[3]
Indichiamo ora i valori di A, B e C con v(A), v(B), v(C)
rispettivamente e consideriamo una variabile nascosta
V che li determini. Nellottica di una teoria che assegna
valori definiti a tutte le variabili fisiche, i valori medi
<A> misurati dalla MQ saranno medie sui vari valori
nascosti ma definiti v(A), In generale per, i valori medi
banali, identificati con i valori posseduti <A>
V
= v(A)
non coincideranno con <A>

> =< > < A A
V
[4]
Se per richiediamo che anche gli <A>
V
obbediscano alla
regola lineare [3] che vale per i valori medi, abbiamo
[5] v(C) = v(A) + v(B).
La [5], insieme alle altre, unassunzione indispensabile
del teorema di von Neumann contro la possibilit di
variabili nascoste o contro lesistenza di stati a dispersione
nulla, dove la dispersione definita come il valor medio
delloperatore (B - <B>)
2
, ovvero la media pesata con la
probabilit |c
j
|
2
del quadrato dello scarto tra lesito b
j
e il
valor medio di B.
Assumendo infatti che +=E
i
c
i
|
i
; e che B |
i
=b
i
|
i




2
2
2 2
2 2
2 2
) ) * ) *
) * ) *
) ) ( |
> < = > < = > <
= > < = > <
= > < = > <

B - ( B - ( B - (
B - ( B - (B
B - (B B - B
j
j
j
j
j k k
kj
j k j j k
kj
j j k j k
kj
j k j k
kj
j j k k
b c b c c b c c
b c c c c
c c
Il teorema, che non vedremo in dettaglio (cfr., I fondamenti
matematici della meccanica quantistica, capitolo 4, Il Poligrafo, 1998)
logicamente corretto, e se fossero vere le premesse, la
conclusione sarebbe ineccepibile
Il punto che la [5] irragionevole quando le tre
osservabili in questione non formano un insieme
compatibile, ovvero simultaneamente misurabile. Il
primo ad aver mostrato perch la [5] irragionevole nel
caso di operatori non simultaneamente diagonalizzabili
stato J.S. Bell nel 1966, dando il seguente semplicissimo
controesempio con le componenti di spin lungo x e y,
che come noto, obbediscono alla relazione
[6] [o
x
, o
y
]=2i o
z
e permutazioni cicliche di queste
Controesempio di J.S. Bell
Sia A =
x
e B =
y
, allora loperatore C
C = (
x
+
y
)/2
1/2

corrisponde allosservabile della componente dello spin lungo la
direzione che biseca langolo dato da x e y. Poich tutte le
componenti dello spin, in opportune unit di misura, hanno come
valori possibili solo 1, ne segue che una teoria a variabili nascoste
deve assegnare ad A, B, C solo i valori 1, e lo stesso deve fare con
i valori certi che le osservabili assumono come funzioni delle
variabili nascoste (valori medi triviali). Questo implica che la (5)
non possa essere soddisfatta, dato che

2
) 1 1 (
1
+
=


Nulla impone che gli autovalori della somma dei due operatori, che coincidono con
i valori v(A), etc, siano combinazione lineare degli autovalori dei componenti
Come afferma Bell: A measurement of a sum of
noncommuting observables cannot be made by combining
trivially the result of separate observations on the two
terms it requires a quite distinct experiment. For example,
the measurement of o
x
must be made with a suitable
oriented Stern-Gerlach magnet. The measurement of o
y
would require a different orientation, and that of (o
x
+ o
y
) a
third and different orientationThere is no reason to
demand it [addivity] individually of the hypothetical
dispersion free states, whose function is to reproduce the
measurable peculiarities of quantum mechanics when
averaged over. (Bell, Speakable and unspeakable in QM,
1987, p.4)
A causa dellenorme prestigio di von Neumann,
questo teorema contro la possibilit di variabili
nascoste fu ritenuto per vari anni la prova decisiva
dellimpossibilit del determinismo, fino a quando
Bohm nel 1952 e poi Bell nel 1964 ne mostrarono
linfondatezza, o meglio, la mancanza di generalit,
il primo con un controesempio costituito da una
nuova teoria fisica, il secondo con largomento
appena visto.

Gleason (1957) e Kochen-Specker (1967)
rimediano a questo problema supponendo che la
[5] valga solo per osservabili compatibili, fatto che
non messo in discussione nemmeno dai teorici
delle variabili nascoste.

I fondamenti concettuali e le implicazioni
epistemologiche della teoria
1) Il principio di sovrapposizione: il cuore della meccanica
quantistica e per Dirac (The Principles of Quantum Mechanics,
1930, pp.10-18) rappresenta la maggiore differenza con la
meccanica classica. Esso afferma che dati due stati possibili di
un sistema, +
1
e +
2
, ogni loro combinazione lineare +
3
= a+
1
+
b+
2
con due arbitrari scalari a e b ancora un possibile stato del
sistema.
2) Abbiamo gi visto che a causa della linearit dellequazione di
Schroedinger, levoluzione temporale U di una combinazione
lineare di stati (o di una sovrapposizione di stati) la
combinazione lineare delle evoluzioni temporali dei singoli stati
della sovrapposizione
U(+
3
) = U(a+
1
+ b+
2
) = aU (+
1
) + b U(+
2
)
Completezza della descrizione quantistica: ogni elemento della realt fisica
colto dal formalismo della teoria: every element of the physical reality
must have a counterpart in the physical theory (EPR, Phys Rev.1935 p.777)
Nellinterpretazione standard, il formalismo viene considerato come
completo. Ovvero la conoscenza del vettore di stato (uno stato puro) viene
considerata come massimale, per cui linformazione che esso contiene
completamente esauriente. Sia + lo stato del sistema preparato con spin
lungo x uguale a +1, che la combinazione lineare dei due autovettori relativi
a o
z

|
.
|

\
|
+
|
.
|

\
|
=
|
.
|

\
|
= + + = o + =
1
0
2
1
0
1
2
1
1
1
2
1
; 1 ;
2
1
x x
S
2 2
2
1
) | 1 ( ;
2
1
) | 1 (
0 ) | 1 ( ; 1 ) | 1 (
|
.
|

\
|
= o = + = o
|
.
|

\
|
= o = + + = o
= o = + = o = o = + = o
x z x z
x x x x
P P
P P


La teoria afferma che solo quando lo stato del sistema (un
elettrone, per es.) in un autostato dellosservabile (spin x=+1
nellesempio) che possiamo attribuire probabilit 1 allesito di
misura, dato da <o
x
,+>
EPR codificano questo requisito affermando il loro principio di
realt, che una condizione sufficiente per lesistenza di propriet
indipendentemente dalla misura e dunque di propriet
oggettivamente possedute: Se, senza disturbare in alcun modo un
sistema, possiamo prevedere con certezza (cio, con probabilit
uguale a 1) il valore di una quantit fisica, allora esiste un elemento
di realt fisica che corrisponde a questa quantit fisica (Einstein,
Podolsky Rosen ibid., 1935, 777)
Se la condizione di EPR anche necessaria, allora se la propriet
posseduta prima della misura (se esiste un elemento di realt) il
sistema in un autostato dellosservabile in questione.
Ci si pu chiedere se il nostro elettrone possiede anche una propriet
di avere spin definito lungo z oltre a quella data di avere spin nella
direzione x. Nel caso della sovrapposizione di due autovettori di spin
z, si pu mostrare che non cos. Se linsieme di risultati E fosse
quantisticamente inomogeneo, una miscela, avremmo la probabilit
epistemica che un sistema individuale scelto a caso abbia probabilit
di avere spin z = 1 e di avere spin z=-1, dove gli autostati del
sistema potrebbero essere a
z
e b
z
e si potrebbe pensare che ogni
membro individuale dellinsieme possiede oggettivamente un
preciso valore per losservabile spin lungo z, cosicch una
percentuale p
+
=1/2 dei sistemi siano nello stato a
z
e il resto nello
stato b
z
(con p
-
=1/2) . Poich ogni membro dellinsieme E in uno di
questi due stati, lo sviluppo di questi stati in termini degli autostati di
o
x

x x z x x z
b a b b a a
2
1
2
1
;
2
1
2
1
= + =
Entrambi questi stati danno probabilit per i due possibili esiti di
misura, contro lipotesi che lo stato del sistema sia tale che la
probabilit di trovare o
x
=1 1. Ne segue che non possibile che il
sistema abbia valori definiti per o
z
e che sia in una miscela di stati
rispetto a o
z
se in uno stato definito rispetto a o
x
Ne segue che nello stato di sovrapposizione, il + che lo caratterizza
non interpretabile con una disgiunzione, che andrebbe bene per le
miscele: non vero che il sistema o in uno stato o nellaltro, e
nemmeno che non in nessuno dei due stati. In un certo senso il
sistema in entrambi gli stati, anche se nella misura ne troviamo
solo uno dei due, visto che gli stati sono ortogonali. Questo
argomento vale per osservabili non commutanti, come sono le due
componenti di spin lungo x e lungo z.
E quindi possibile distinguere sperimentalmente uno stato puro
(sovrapposizione) da una miscela statistica

Unaltra importante implicazione concettuale tratta da Ghirardi (1996, p. 401)
la teoria implica che non si possano attribuire troppe propriet a un sistema
fisico individuale: se la particella ha, per esempio, la propriet di avere un preciso
spin lungo lasse x allora non possiede propriet relative alla componente dello
spin in altre direzioni. Il fatto che nel caso classico possa essere impossibile
conoscere perfettamente lo stato del sistema non implica che questultimo non
abbia propriet definite per ogni stato che definisce in modo massimale il sistema
stesso. E per questo che le probabilit di cui parla la fisica classica sono
epistemiche o dipendenti dalla nostra ignoranza. Ecco la differenza, secondo
linterpretazione standard, con la MQ. Due osservazioni che qualificano questa
asserzioni di Ghirardi:
Per i bohmiani, tutte le probabilit della MQ non relativistica sono epistemiche.
Ma la teoria bohmiana della MQ relativistica non ancora sufficientemente
sviluppata
Lassunzione che per un qualunque stato + esiste sempre unosservabile di cui
tale stato autovettore con un preciso autovalore ci garantisce per che il sistema
possiede sempre qualche propriet in modo oggettivo. Ci evidente nel caso di
una particella in un arbitrario stato di spin +: sempre possibile trovare una
direzione n rispetto alla quale + autovettore con autovalore 1 (G. p. 402)
Il dibattito Bohr Einstein e le sue
varie fasi

La posizione filosofica di Bohr
La preminenza del linguaggio della fisica
classica: poich gli eventi del mondo quantistico
devono essere amplificati da apparati classici, la
fisica classica rimane un prerequisito per poter
parlare del mondo quantistico
Per Bohr i microsistemi esistono (egli un
realista sulle entit, ma un antirealista sulle
teorie): le propriet non dinamiche dei
microsistemi, massa carica e spin sono
intrinseche ad essi, ma il possesso di quelle
dinamiche puramente relazionale e dipende
dallesperimento che intendiamo condurre

Il principio di complementariet (in base al quale i concetti della
fisica classica, se applicati al mondo quantistico, sono mutuamente
esclusivi e congiuntamente esaustivi) per Bohr vale per ogni
dominio dellindagine empirica, anche in biologia e nelle scienze
umane (I quanti e la vita).
La complementariet (mutual exclusive and jointly exhaustive)
non riguarda tanto e solo laspetto onda e corpuscolo applicato
allontologia della MQ ma ha a che fare anche e soprattutto con la
complementariet tra descrizione spazio-temporale del mondo e
lapplicazione delle leggi causali di conservazione: il contrario di
una verit profonda ancora una verit profonda.
Ecco una buona sintesi del principio di complementariet di
BohrMatter should be regarded as having potentialities for
developing either comparatively well-defined causal relationships
between poorly defined events or comparatively poorly defined
causal relationships between comparatively well-defined events,
but not both together. (Bohm, Quantum Theory, 1951, p.157).
Molti dei cosiddetti problemi filosofici della MQ per Bohr sono
dovuti allapplicazione al mondo quantistico di categorie
classiche che funzionano solo in un altro ambito (appunto quello
classico). In questo senso il linguaggio della fisica classica la
condizione trascendentale per poter parlare del mondo
quantistico. E la misura diventa una categoria essenziale della
fisica
Mentre Ghirardi sottolinea, in modo forse eccessivo, il debito di
Bohr nei confronti del neopositivismo logico (=enfasi sul
linguaggio), in realt nel suo pensiero c anche una certa
componente kantiana, soprattutto considerando quel che si
appena scritto sulle condizioni sine quibus non. Il mondo
quantistico considerato in s un noumeno, e se proviamo a
descriverlo utlizzando categorie classiche prima e
indipendentemente dallesperimento, otteniamo antinomie e
contraddizioni.
Per Bell, la vaghezza della separazione tra classico e quantistico
il problema principale della interpretazione standard di Bohr

Bohr ha due possibili risposte a questa critica, che alla base della
presentazione di teorie alternative alla MQ ortodossa: (1) non
possibile specificare in modo chiaro e una volta per tutte la
separazione tra classico e quantistico, dato che la distinzione
irrimediabilmente vaga e contestuale, ovvero dipende
dallesperimento in questione; (2) lo strumento di misura classico e
il microsistema quantistico sono non-separabili a causa del quanto
di azione, che lega, nella sua indivisibilit, i due sistemi in ogni
scambio energetico.
Si noti per che la seconda risposta sembra suggerire un
trattamento unificato del micro e macro, che Bohr non ritiene
possibile
Bohr e il realismo scientifico
Il ruolo indispensabile dellindivisibilit del quanto dazione: ogni correlazione tra
microsistemi e macrosistemi (interazione causale) lo presuppone, ma per Borh la
sua discontinuit, o atomizzazione, rende impossibile la descrizione nello spazio e
nel tempo dellinterazione stessa. E a causa dellindivisibilit del quanto di azione
(energia x tempo) che non possiamo assegnare energia e momento ben definiti a
un sistema da una parte e simultaneamente descriverlo spazio-temporalmente
dallaltra: in pi, i due sistemi non hanno realt indipendente. A causa della
finitezza del quanto di azione, segue infatti che poich nellosservazione dei
fenomeni [atomici], non possiamo trascurare linterazione tra loggetto e lo
strumento di misura, la questione delle possibilit di osservazione viene di nuovo
in primo piano. Cos, qui incontriamo, in una nuova luce, il problema
delloggettivit dei fenomeni, che ha sempre attatto cos tanta attenzione nelle
discussioni filosofiche (Bohr, 1929, Il quanto di azione e la descrizione della
natura, citato in Faye, p.137)
Due letture di Bohr sul ruolo della Y. Bohr viene a volte presentato come un
antirealista sulla teorie: la funzione di una teoria fisica solo quella di specificare
predizioni empiriche su ci che si pu osservare; la Y non descrive nulla, anche se
le particelle esistono.

Daltra parte, in unaltra interpretazione del pensiero di Bohr,
Bohr e i fisici che lo seguono ritengono che la MQ sia completa,
ovvero che il vettore di stato fornisca una descrizione accurata e
completa della realt fisica di un sistema, malgrado tale
descrizione non assegni valori simultaneamente definiti a
grandezze come posizione e momento o tempo e energia, o a
grandezze in sovrapposizione.
Ci significa che, come abbiamo visto molte volte, uno stato
quantistico di sovrapposizione come questo
) ( 2 / 1 B A +
(che se valesse linterpretazione a ignoranza si riferirebbe al
fatto che c una pallina o nella scatola A o in B ma noi non
sappiamo dove) implica invece che prima della misura la pallina
non n in A n in B, n in nessuna delle due e che quando
guardiamo trovata in A o in B con probabilit 1/2
Cio, linterpretazione a ignoranza o epistemica delle
probabilit quantistiche in questo senso non funziona, perch in
uno stato scritto cos
) ( 2 / 1 B A +
ci sono effetti di interferenza: le propriet disposizionali di uno stato
in sovrapposizione non sono quelle tipiche di uno stato in cui la
pallina definitamente in A o in B.
Nella misura in cui c una certa tensione tra il sostenere che una
teoria non ha capacit descrittiva e il sostenere che essa completa,
Bohr non pu essere descritto come un antirealista sulle teorie
(contro Jan Faye, Niels Bohr, His heritage and legacy, Kluwer)
Ripasso Le relazioni di indeterminazione di Heisenberg
Ricordiamo che lo scarto quadratico medio di A
+ > < = A ] A [A- A
Il prodotto dello scarto o indeterminazione delle due quantit A e B per un
insieme statistico associato a uno stato puro + sar allora
*
2
1
Im *
] ] ] ]
2
1
] ]
] ]
2 2 2 2
2 2
.
z z z y y z y y x zz iy x z
Schwarz dis
= = = > > + = = + =
+ > < + > < + > < + > <
> + > < + > < >
> + > < - + > < = A - A
A [A- B [B- B [B- A [A-
B [B- A [A-
B [B- A [A- B A
Poich gli operatori A-<A> e B-<B> sono entrambi simmetrici, si possono
portare a destra del prodotto scalare
Questo passaggio dipende dalle propriet del
prodotto scalare e dal fatto che il modulo di un
numero complesso maggiore del modulo della
parte immaginaria
Indicando con le parentesi graffe il commutatore tra A-<A> e B-<B>
si ha
Poich <A> e <B> sono numeri, essi commutano con qualunque
operatore, ci che spiega perch lespressione a sinistra nella
formula qui sopra si riduce a quella a destra. Per es., poich il
commutatore tra posizione e quantit di moto vale ih/2t, si ha
{ } { }+ + > A - A + > < > < + B A,
2
1
,
2
1
B A B B- A A-
= + > < > < + + > < > < + > A - A ] ] ] ]
2
1
A [A- B [B- B [B- A [A- B A
2
;
2
;
2

> A - A > A - A > A - A
z y x
p z p y p x

In relativit lo spazio x
legato al tempo t come
limpulso p legato
allenergia E
2

> A - A t E
Lindeterminazione tempo-energia implica la conservazione
dellenergia. Se lo stato del sistema coincide al tempo t=0 con un
autofunzione propria dellenergia, ovvero se +(0)= |
j
ove H||
j>
= E
j
||
j
>

allora il sistema evolve in questo modo:

t E
i
j
j
e t

| = + ) (
in cui lesponenziale loperatore unitario (al posto
dellhamiltoniana H abbiamo messo il suo valore E
j
). Ci implica
che la probabilit di trovare lesito E
j
in una misura dellenergia 1.
Ma se lenergia perfettamente definita, allora il tempo
indeterminato, cio lenergia si mantiene uguale a se stessa assai a
lungo.
Heisenberg non deriv le sue relazioni nel modo visto ma propose
argomenti pi qualitativi. (Ghirardi,1997, pp 413-4)
Immagine geometrica del
foro di ampiezza Ax: non
conosciamo la posizione della
particella lungo x ma la
componente verticale del
momento p
x
perfettamente
definita, perch nulla
z
x
Se restringiamo lampiezza della fenditura fino a
renderla paragonabile a quella della lunghezza
donda =h/p associata allelettrone, allora
abbiamo unindeterminazione piccola della
posizione x dellelettrone, ma il suo momento p
x

non nullo a causa della diffrazione (immagine
allargata del foro), in modo che il prodotto
AxAp
x
> h/4t
diffrazione
|
.
|

\
|
= |
|
.
|

\
|
= o
|
.
|

\
|

= |
|
.
|

\
|
= o
| = | o + = o | = | o + = o
1
0
;
0
1
;
1
1
2
1
;
1
1
2
1
1 ; 1 ; 1 ; 1
z z x x
z z z z z z x x x x x x

+
o
z
=-1
o
z
= +1
o
x
=+1
o
x
=-1
Spin e indeterminazione
Le proiezioni di + lungo gli assi degli autovettori danno, attraverso
il quadrato dei loro moduli, la probabilit di ottenere i vari esiti per
losservabile spin. Nella figura, tutte le proiezioni sono non nulle
o
z
= +1
o
x
=+1
o
x
=-1
o
z
= -1
Per rendere quasi determinato il valore di o
z
si deve partire da uno stato quasi
parallelo ai due autovettori di o
z
(un suo autostato), ma in questo caso le due
componenti di o
x
tendono a (2)
1/2
/2 e si ha dunque una massima indeterminazione per
losservabile o
x
(e viceversa). Il valor medio tra i due soli esiti (1 e 1) 0, < o
x
> =
0, mentre lo scarto quadratico medio vale, secondo la formula gi vista, proprio 1, che
il massimo Ao
x
= [ E
i
p
i
( a- < a >)
2
]
1/2
= 1/2 |1/2(1-0)
2
+

1/2(-1-0)
2
]
1/2
= 1

Capitolo 6
Le critiche di Einstein alla
meccanica quantistica, ovvero il
dilemma tra incompletezza e non-
localit







your formulation of quantum mechanics is certainly
imposingbut an inner voice tells me that it is not yet the real
thing (Einstein a Born 1926, 91)
Nel 1927 (5 conf. Solvay), E. avanza due interpretazioni della
+(r) o dellonda De-Broglie-Schroedinger, che in questo
esperimento si suppone colpisca la lastra fotografica
simultaneamente ma che poi si trova localizzata in un punto
specifico r, di cui la |+(r) |
2
determina solo la probabilit, in
funzione dellintensit dellonda in quel punto.
Sorgente e
-

Pellicola fotografica
semisferica
I) incompletezza della teoria, ovvero, la meccanica quantistica non
descrive i processi singoli di diffrazione dellonda e poi di
localizzazione, ma si riferisce a insiemi statistici di particelle non
tutte nello stesso stato, ognuna delle quali con condizioni iniziali
diverse. Le probabilit sarebbero allora epistemiche e i punti di
localizzazione si riferirebbero alla probabilit che in r ci sia qualche
particella dellinsieme;
II) non-localit: la meccanica quantistica descrive processi singoli
ed quindi completa, ma londa elettronica si trova in un istante su
tutta la lastra e listante successivo localizzata in un punto, in
contraddizione con la relativit, dato che ogni singolo processo
elementare deve agire simultaneamente su due o pi punti distinti
dello schermo, con un meccanismo che fa andare a 0 lampiezza in
tutti i punti del fronte donda tranne che in uno.
Le due ipotesi
Se |+(r)|
2
fosse semplicemente considerata la probabilit che
un processo elementare si trovi in un certo luogo a un certo
istante, potrebbe succedere che lo stesso processo elementare
agisca in due o pi punti dello schermo. Ma linterpretazione
secondo la quale |+(r)|
2
esprime la probabilit che questa
particella si trovi in un certo luogo presuppone un meccanismo
molto particolare di azione a distanza che impedirebbe allonda
distribuita in modo continuo nello spazio di agire in due luoghi
dello schermoSe si lavora soltanto con le onde di
Schroedinger, linterpretazione II di |+(r)|
2
implica a mio avviso
una contraddizione con il postulato di relativit
Einstein in Bohr, Collected Works, vol. 6, p. 102
Molti storici hanno insistito non su questo dilemma, ma sulle
critiche di Einstein al principio di indeterminatione di Heisenberg.
Come sono connessi questi due fatti? Vediamo la critica al
principio di Heisenberg
Le critiche di Einstein (al
principio di indeterminazione?)
(1927)
S1 S2
Un fascio monocromatico (con
particelle di uguale impulso
iniziale sparate una alla volta)
investe uno schermo mobile:
applicando la conservazione del
momento, si potrebbe determinare
in quale fenditura passa la
particella in S2, senza distruggere
linterferenza. Si violerebbe cos il
principio di indeterminazione di
Heisenberg: se il primo schermo si
sposta verso il basso, la particella
andr verso la fenditura in alto di
S2, e viceversa
z
E solo linterazione delle particelle con S
1
che pu deviare la
loro traiettoria, visto che prima avevano momento perpendicolare
nullo (p
z
=0). In linea di principio, anche se praticamente quasi
impossibile, possibile per Einstein misurare il rinculo
dellapparecchio verso lalto o verso il basso senza influire sul
moto della particella e stabilire quindi per quale fenditura questa
passa.
Bohr risponde che o si fissa S1 ad una base, e allora si sa con
precisione dove la fenditura, oppure, per stabilire il verso del suo
rinculo (in alto o in basso) si deve avere un schermo sospeso con
molle e si deve poter misurare con estrema precisione la
componente della velocit lungo z. Ma allora, a causa del principio
di indeterminazione di Heisenberg, si deve avere una
corrispondente indeterminatezza nella posizione dello schermo
lungo z. Si deve allora mediare su tutte le posizioni dello schermo
S1 che rientrano nella indeterminazione della posizione, ci che
corrisponde a fare una media di tutte le possibili figure di
interferenza che corrispondono ad ogni posizione. Fare tale media
comporta distruggere la figura di interferenza!
Scrive Bohr: risulta decisivo che, contrariamente ai veri e propri
strumenti di misura, questi corpi [vale a dire il diaframma S1],
assieme alle particelle, costituirebbero, nel caso in esame, il
sistema cui deve applicarsi il formalismo quantistico. Per quanto
riguarda la precisazione delle condizioni sotto le quali si pu
correttamente applicare il formalismo, risulta essenziale che si
tenga conto di tutto il dispositivo sperimentale (cit. in Ghirardi,
p.426).
Si noti che per Bohr, che respinge lobiezione di E., considera
il diaframma macroscopico S1, solo perch utilizzato nella
misura, come tale da cadere sotto lapplicazione del formalismo
quantistico. Sebbene sia un corpo chiaramente di dimensioni che
rientrano nella fisica classica. Il suo argomento potrebbe essere
difeso affermando che solo un corpo quantistico pu misurare il
rinculo. Ma questa risposta esige di sapere a quali scale possiamo
usare la fisica classica e a quali no: e questo proprio il problema
posto dalla tutta la filosofia di Bohr.
Ambiguit della separazione classico/quantistico (J. Bell). Bohr direbbe, con
termine pi benevolo, constestualit della separazione. Il punto che se tutti i
sistemi fisici, anche quelli macroscopici classici, possono essere descritti dalla
MQ, non ci si pu pi avvalere della separazione classico/quantistico per evitare
il problema della misura.

Per questo Bohr, conscio del problema, scrive:..si deve aver ben chiaro che
oltre che nella descrizione della disposizione nello spazio e nel tempo degli
strumenti che formano lapparato sperimentale luso non ambiguo di concetti
spazio-temporali nella descrizione dei fenomeni atomici va interamente limitato
alla registrazione di osservazioni che si riferiscono a immagini su una lastra
fotografica o ad analoghi effetti praticamente irreversibili di amplificazione, come
la formazione di una goccia dacqua attorno a uno ione in una camera a nebbia
(Ghirardi, ibid.)

La nozione di irreversibile (e non pi di macroscopico) diventa sinonimo di
classico

Ecco il legame tra il dilemma incompletezza/non-localit non colto dagli
interpreti e il principio di indeterminazione, legame che non si evince affatto
dal resoconto di Bohr nel volume in onore di E. di Schilpp, che in parte non
capisce la critica di Einstein. E questo punto non viene colto nemmeno da
vari libri recenti su Bohr: il fatto essenziale chela particella e il diaframma,
sia per B che per E, sono un sistema composto, e in pi inseparabile, a causa
del fatto che tra le grandezze del sistema valgono le relazioni di
indeterminazione di Heisenberg.
Non possiamo dire che la particella ha una posizione definita se la velocit
lungo z del diaframma non nulla; viceversa, se la velocit lungo z della
particella non nulla, questo comporta che la posizione del diaframma sia
indeterminata, proprio perch deve essere definito il suo momento verticale. Il
punto centrale che muove E. a criticare il Principio di H. ha quindi a che fare
con la non-separabilit di sistemi spazialmente distanti che obbediscano al
principio di H. Bohr non capisce il legame tra principio di indeterminazione e
non-separabilit, malgrado teorizzi e comprenda forse per primo la seconda.
Ma la non-separabilit per Bohr riguarda le condizioni di possibilit
dellattribuzione di una propriet a un microsistema ( linevitabilit
dellapparato di misura) e e non coinvolge minimamente la non-localit
spaziotemporale, che E. invece coglie molto bene per primo.
In un saggio non pubblicato del 1927, studiato da D. Belousek
in SHPMP, 1996, 27, E. deriva una sorta di equazione di
Hamilton-Jacobi quantistica, in cui lenergia cinetica
complessiva del sistema la somma dellenergia cinetica
assegnata alle sue n componenti, e tale che la velocit di ogni
componente determinata a ogni istante e contribuisce
allenergia complessiva del sistema.
lassegnazione di moti completamente determinati a soluzioni
dellequazione differenziale di Schroedinger , almeno dal punto
di vista formale, possibile tanto quanto lo lassegnazione di
moti determinati dellequazione di Hamilton-Jacobi della
meccanica classica (Einstein, in Belousek 1996)
Ma poi ritira la pubblicazione, perch si rende conto che due
sottosistemi qualsiasi in questo schema sarebbero entangled, cio
il moto di uno dipenderebbe strettamente da quelle dellaltro e
lui rifiuta tale non-separabilit non-locale.
Largomento di E. si pu allora ricostruire cos.
Supponiamo che si misuri la velocit e il verso del
moto di S1: allora, tramite il principio di
conservazione dellimpulso, possiamo calcolare
limpulso della particella lontana senza disturbarla;
per il principio di H., la particella dovr avere una
posizione indefinita. Ma se avessimo invece deciso di
misurare la posizione dello schermo dopo
linterazione con la particella, avremmo reso
indefinito limpulso della particella. Le due variabili
non sono simultaneamente misurabili, naturalmente,
ma come fa la realt delle propriet della particella
lontana (posizione e impulso) a dipendere dal tipo di
misura che decidiamo di effettuare sullo schermo,
che pu essere separato da intervalli di tipo spazio
dalla particella?
Largomento della scatola e del fotone (Solvay
1930)
La presentazione standard la seguente:
Einstein considera una scatola contenente radiazione
elettromagnetica, dotata di un orologio che fa aprire una fessura
dalla quale pu uscire radiazione ad un tempo fissato. Se
ipotizziamo che idealmente T0, e che dallapertura sia uscito un
solo fotone, pesando la scatola prima e dopo la fuoriscita della
particella, mediante la formula E= mc
2
si pu determinare, oltre al
tempo, anche lenergia emessa dalla scatola attraverso lespulsione
del fotone, in contraddizione con la formula dellindeterminazione
tempo-energia
AT AE > h/2t , ( 1 )

Ghirardi, Unocchiata alle carte di Dio, p. 145
La risposta di Bohr utilizza il principio di equivalenza della
Relativit generale. Al solito, per determinare il peso
della scatola, la velocit lungo la verticale
dellindicatore deve essere nulla, e quindi si finisce con
lavere una posizione lungo la verticale assai indefinita.
Questa incertezza si traduce in una indefinitezza del
peso, e perci dellenergia

Unruh e Opat, nellAmerican Journal of Physics, 1979,
mostrano che la risposta di Bohr pu evitare il ricorso al
principio di equivalenza, che sfrutta lincertezza nella
posizione dellorologio per affermare che diventa
incerta la sua quota e quindi la scansione temporale
dellorologio

Come risposta, Bohr deriva la disuguaglianza (1) Bohr usando
queste formule: E = m c
2
, (2)
Ap Aq > h , (3)
Ap < Tg Am , (4)
AT/T= (1/c
2
)g Aq . (5)
Sia T lintervallo corrispondente al tempo necessario per le
procedure di peso, Am laccuratezza nella procedura di peso.
Limpulso mAv=Ap<FT=AmgT=Tgc
-2
AE per la (2). La
disuguaglianza nella (4) per Bohr si giustifica perch
lindeterminazione nel momento Ap minore dellimpulso totale
dato dalla procedura di peso
Ap < Tgc
-2
AE => Ap < gc
-2
AE AT c
2
/g Aq da cui seguono le
relazioni di indeterminazione per tempo e energia
h/2t < ApAq < AEAT
Spieghiamo la (5):gAq energia potenziale, nel
nostro caso, differenza di potenziale legata
allincertezza nella posizione; il red-shift
gravitazionale implica che lorologio posto in
basso nel campo gravitazionale vada pi
lentamente. Nellesperimento di Briatore e
Leschiutta (1975), si trov che un orologio a
Torino dopo 68 giorni perdeva 2,4 .10
-6
s.
rispetto a quello sul Plateau Rosa. Se l la
differenZa di quota, la differenza tra gli
intervalli di tempo data dalla formula
AT-AT= AT(gl/c
2
)
Un critica contemporanea allesperimento mentale del fotone
nella scatola
Indeed, if the shutter is open during a vanishing time interval (for just one
photon to escape, Einstein thought) then the electromagnetic pulse must
be very sharp, ideally a Dirac delta. According to classical
electrodynamics, the Fourier components of such a pulse involve a wide
spectrum of frequencies. Therefore the electromagnetic pulse does not
have a precisely defined frequency. On the other hand the unique
escaping photon should have, according to Einstein, a precisely defined
energy, that is, a precisely defined frequency (E = hv) in contradiction with
the sharp pulse. At least in 1949, Einstein was well aware of this
contradiction as he stated that ...indivisible point-like localized quanta of
the energy hv (and momentum hv/c)...contradicts Maxwells theory [6]. We
know today that the photon concept is compatible with Maxwells theory
provided that we abandon the simultaneous requirement of point-like
localization and precise energy-momentum. (de La Torre et. al. 1999,
arXiv:quant-ph/9910040 v1 8 Oct 1999). Per gli autori, il fotone ipotizzato da
Einstein non pu esistere
This is a hybrid set involving classical mechanics (4),
special relativity (2), quantum mechanics (3) and general
relativity (5). this hybrid mixture is precisely the root of
the weakness of the argument. .. However, in order to
provide a proof of the inequality, the relations (2) to (5)
must be valid and the symbols used in these formulas
must have the same meaning as the one in the inequality
(1). We will see that these two requirements are not
satisfied by Bohrs reply (de La Torre et. al. 1999,
arXiv:quant-ph/9910040 v1 8 Oct 1999)
In Bohrs reply to Einstein, T is the interval of balancing
procedure, m is the weighing... accuracy, q is the
position ... accuracy and p is the minimum latitude in the
control of the momentum of the box. In these definitions
there is a mixture of classical uncertainties and quantum
indeterminacies. (de La Torre et. al. 1999, arXiv:quant-
ph/9910040 v1 8 Oct 1999)
The first difficulty that we find with Bohrs argument is that the
symbol T has not the same meaning in the set of relations (2)
to (5) as in relation (1). In Einsteins argument, T is the
indeterminacy in the moment of escape of the photon (more
precisely, the time-width of the electromagnetic pulse) and in
Bohr it means the indeterminacy in the balancing time of the
box during the weighing procedure. These indeterminacies
need not be the same. The weighing of the box can, indeed,
be made a long time after the escape of the electromagnetic
pulse. We have here sufficient reason to take Bohrs reply as
inconclusive. (de La Torre et. al. 1999, arXiv:quant-
ph/9910040 v1 8 Oct 1999)


Ma anche in questo caso, il punto che stava a cuore ad Einstein
completamente diverso: riguardo allincontro Solvay del 1930, gli
storici hanno troppo insistito sulla ricostruzione di Bohr. In una lettera
di Eherenfest a Bohr del 9.7.1931 leggiamo:
[Einstein] mi disse che gi da molto tempo non dubitava pi
delle relazioni di indeterminazione, e che perci egli non
aveva assolutamente inventato la scatola a lampo di luce
pesabile contra le relazioni di indeterminazione, ma per
uno scopo completamente diverso

In Howard D. (1990), Nicht sein kann was nicht sein darf or the prehistory of EPR,
1909-1935, in Sixty-Two Years of Uncertainty, a cura di A. I. Miller, New York,
Plenum Press

Vedi Laudisa (1998), p. 46: nella stessa lettera
Ehrenfest descrive una variante dellesperimento della
scatola a fotone pesabile, in cui una macchina emette
un proiettile, che viene riflesso da uno specchio posto a
grande distanza (separazione di tipo spazio). Dopo
lemissione, lavorando solo sulla macchina, possibile
predire due valori non commutativi, a seconda di ci
che scegliamo di misurare
Dice Ehrenfest: E interessante chiarire il fatto che il
proiettile, che si muove gi isolato e per conto
proprio, deve essere pronto a soddisfare predizioni
non commutative molto diverse, senza sapere ancora
quale di queste predizioni verr fatta.
Ovvero potrei misurare il tempo di andata e ritorno del proiettile o
la sua energia, senza in alcun modo influenzarlo. Devo quindi
assumere che entrambe le quantit sono misurabili, a meno di non
far dipendere la realt delle propriet del proiettile da ci che faccio
sulla scatola, a distanza. In nuce, c EPR, e comunque di nuovo la
questione della non-separabilit tra macchina e proiettile, che
invoca il problema della completezza.
Se scegliessi di misurare losservabile E sulla macchina avrei una
funzione donda +
pro
di un certo tipo, senza influenzare la realt a
distanza del proiettile a causa del postulato di relativit; ma se
scegliessi di misurare T, avrei una funzione donda diversa +
pro
,
senza che la realt a distanza del proiettile sia modificata. Poich
esistono due diverse rappresentazioni della medesima realt, il
rapporto tra funzione donda e sistema rappresentato non
biunivoco ed esiste dunque incompletezza, nella misura in cui per la
completezza la biunivocit tra funzione donda e realt CNES (c
un elemento di realt che non descritto dalla teoria, che si riferisce
allo stesso elemento).
Capitolo 4
Il problema della non-
localit nella MQ
Largomento EPR-Bohm-Bell
1 Stati Entangled
2 Esposizione qualitativa di EPR
3 Dimostrazione del teorema di Bell
4 Risultati sperimentali
5 Conseguenze concettuali e
implicazioni filosofiche
7.1 Stati entangled
Io considero lentanglement non uno ma il tratto
pi caratteristico della meccanica quantistica,
quello che implica il suo completo distacco da
qualsiasi concezione classica

E. Schroedinger
Stati fattorizzati e non fattorizzati (Ghirardi p. 430 e ss)
Uno stato fattorizzato uno stato + dello spazio composto H che
risulta il prodotto diretto (o tensoriale) di stati appartenenti ai
sistemi componenti H
1
e H
2
:

) 2 ( ) 1 (
_ = +
] [ ] [ ] [ ] [
) 2 ( ) 1 ( ) 2 ( ) 1 (
) 2 ( ) 1 (
) 2 ( ) 1 (
j
ij
ij
j
ij
j i j
j
j i
i
i
c b a b a _ = _ = _ = _ = +

Nello spazio H associato al sistema composto esistono anche stati
non fattorizzati, che corrispondono a combinazioni lineari di stati
fattorizzati in cui i fattori sono autovettori con autovalori distinti. Il
problema concettuale principale in questo contesto se e quando
possibile attribuire propriet definite o oggettive ai componenti di
uno stato non fattorizzato di H. Se lo stato fattorizzato ha come
fattori autovettori di osservabili A e B relative ai sistemi
componenti, allora i componenti possiedono propriet oggettive.
Se lo stato fattorizzato u
F
= e j i
) 2 ( ) 1 (
_
j
j
j i
i
i
b B a A
) 2 ( ) 2 ( ) 2 ( ) 1 ( ) 1 ( ) 1 (
; _ = _ =
allora gli stati componenti posseggono le propriet a
i
e b
j

indipendentemente da un processo di misura, dato che u
F

autostato di e di (ciascun prodotto
tensore un operatore autoaggiunto relativo a H) con gli
autovalori sopra riportati.
Se, dato un qualsiasi stato di uno spazio di Hilbert esiste sempre
un operatore autoaggiunto di cui esso autostato e se si assume
che ogni operatore autoaggiunto rappresenti unosservabile,
allora pu concludersi che nel caso di un sistema fisico
individuale () associato a uno stato fattorizzato, i costituenti
del sistema possiedono, ciascuno, una precisa propriet
oggettiva (Ghirardi p. 431)
(2)
I
) 1 (
A
) 2 (
B
(1)
I
1 | | | | ;
~
2 2 ) 2 ( ) 1 ( ) 2 ( ) 1 ( ) 2 , 1 (
= + _ + _ = + b a b a
s r j i
Ecco uno stato puro entangled (verschraenkt) del sistema
composto associato a H, in cui i fattori dei due termini della
sovrapposizione risultano autovettori delle osservabili A e B con
autovalori distinti.
Abbiamo quindi una probabilit |a|
2
che dopo una misura i due
sistemi componenti rivelino lautovalore a
i
per losservabile A e
lautovalore b
j
per losservabile B (lato sinistro della
sovrapposizione) e probabilit |b|
2
di rivelare invece gli
autovalori a
r
e b
s
per il sistema associato a H
(1)
e H
(2)

rispettivamente ( con a e b diversi da 0 e 1)
Ne segue che le due parti del sistema composto (il tutto) il
cui stato la sovrapposizione qui in alto non hanno propriet
oggettive o definite!
solo se si suppone che |
(1)
i
e |
(2)
r
siano autovettori relativi allo
stesso autovalore c di un operatore degenere C
(1)
- cosicch i due
autovettori appartengano alla stessa autovariet - che il vettore di
stato del sistema composto un autostato di unosservabile e i
componenti hanno propriet definite
) 2 , 1 ( ) 2 ( ) 1 ( ) 2 ( ) 1 (
) 2 ( ) 1 ( ) 2 ( ) 1 ( ) 1 ( ) 2 , 1 ( ) 1 (
~
) [
~
[
+ = _ + _ =
= _ + _ = +
c c c
C C
s r j i
s r j i
( ] I ] I
(2) (2)
Per un sistema composto in uno stato di sovrapposizione di due o
pi stati fattorizzati, i costituenti del sistema non hanno propriet
oggettive, anche se il sistema come un tutto ha sempre qualche
propriet (c un osservabile di cui lo stato un autostato). In
generale, se si lascia evolvere liberamente uno stato fattorizzato
dopo aver fatto interagire le sue parti, i costituenti perdono le
propriet definite e solo il tutto le mantiene nel senso visto.
Dato che tutto interagisce prima o poi con tutto il resto, le
particelle che compongono il nostro corpo sono
inestricabilmente entangled con tutto il resto delluniverso
Luniverso indiviso di cui parlano Bohm e Hiley (1989)
una forma di olismo in cui solo la funzione donda che descrive
luniverso ha una sua definitezza, mentre tutte le sue
componenti non possiedono alcuna propriet oggettiva
Dunque non vero, come spesso pensano i filosofi che non
conoscono le scienze naturali ma ne pontificano spesso, che
lolismo una caratteristica che si ritrova solo nella mente o
nelle scienze umane.
Ovviamente, ci sono vari olismo: olismo delle credenze, del
significato, della conferma (Duhem-Quine), e lolismo della MQ
diverso da questi altri tipi di olismo
In tutti i casi, nellolismo c lidea che le propriet delle parti dipendano da
quelle delle altre parti o addirittura da quelle del tutto. A volte c lidea che il
tutto sia pi della somma delle parti. Nel caso quantistico, lolismo ha vari
significati, che apprezzeremo fino in fondo quando tratteremo la non-localit. Per
ora, c lidea che le parti di un tutto che hanno interagito e che sono in uno stato
non fattorizzato non possiedono propriet definite prima della misura e le
acquisiscono tutte insieme con una misura.
ESERCIZIO (Si veda Ghirardi 1997, pp. 433-4)
Dopo aver ricordato la generica forma di un generico vettore di spin semintero
dimostriamo per esercizio che per ogni stato + dello spazio di spin esiste
sempre una direzione n tale che + risulta autovettore delloperatore o
n
(che da
la componente dello spin in quella direzione prescelta) con autovalore unitario
o
n |
+>= +1 |o
n
>. Scriviamo il nuovo operatore in funzione del versore n =
(n
x
+n
y
+n
z
), proiettando quindi le matrici di Pauli o = (o
x
, o
y
,o
z
) in quella
direzione,ovvero facendo il prodotto scalare tra n e o
1 | | | | , ,
2 2
= + e
|
.
|

\
|
b a , b a
b
a
C
z z y y x x n
z y x
z y x
n n n
versore n n n n n n n n
o + o + o = o
= = + + =


, 1 ), , , (
2 2 2
|
|
.
|

\
|
+

=
|
.
|

\
|

+
|
.
|

\
|

+
|
.
|

\
|
= o
z y x
y x z
z y x n
n in n
in n n
n n
i
i
n
1 0
0 1
0
0
0 1
1 0


= +
= +

|
.
|

\
|
+ =
|
.
|

\
|
|
|
.
|

\
|
+

= + 1 | | | |
2 2
) (
) (
1
b a
z y x
y x z
z y x
y x z
b b n a in n
a b in n a n
b
a
b
a
n in n
in n n
Dopo aver moltiplicato entrambi i membri per i complessi coniugati di a e b, sommo
membro a membro, ottenendo 1 a destra perch il vettore di spin normalizzato
2 2 2
2 2 2
| | | | ) ( * | | * ] ) [( *
| | * ) ( | | | | * ] ) ( [ *
b b n in n a b b bb b n a in n b
a b a in n a n a aa b in n a n a
z y x z y x
y x z y x z
= + = = +
= + = = +
*) * (
2
1
] * Im[ ); * * (
2
1
] * Re[
1 ) | | | (| ) * * ( ) * * (
2 2
ba a b
i
a b b a a b a b
b a n b a a b i n a b b a n
z y x
= + =
= + + +
I coefficienti che moltiplicano le componenti del versore n (le
espressioni tra parentesi) sono quindi(d
x
=2Re[ab*], d
y
= -2Im[ab*],
d
z
=1-2|b|
2
). Quadrando i coefficienti si ha d
x
2
+ d
y
2
+ d
z
2
=1, come
devessere per un vettore di spin

1 ) | | | (| | | | | | | 2 | | | | | | | | 2 | |
| | | | 2 ) * ( ) * ( | | | | 2 ) * ( ) * (
2 2 2 4 2 2 4 4 2 2 4
2 2 2 2 2 2 2 2
= + = + + = + +
+ + + +
b a b b a a b b a a
b a a b a b b a a b b a
|
.
|

\
|
+ =
|
.
|

\
|
o
|
.
|

\
|

= o
b
a
b
a
b b a
ab b
d d
1
1 | | 2 * 2
* 2 | | 2 1
2
2
Sostituiamo ora i valori di d nella matrice trovata o
z
,
,
verificando
quel che volevamo dimostrare, ovvero che esiste una direzione
rispetto alla quale lo stato di spin di componenti generiche (a, b)
austostato con autovalore 1 (in unit di h/2t)
QED!
1 ) | | | (| ) * * ( ) * * (
2 2
= + + + b a n b a a b i n a b b a n
z y x
Troviamo gli autovettori o
z
e |
z
delloperatore o
z

1 1 0
2
2 2 2 2 2 2
2
= = + + = = + w n n n w n n w n
z
y x y x
z
Sostituiamo i due autovalori trovati nella matrice di cui sopra
) ( ); 1 ( ) 1 ( ) (
) 1 ( ); ( ) ( ) 1 (
0 ) 1 ( ) (
0 ) ( ) 1 (
0
0
1
1
1
1
y x y z x y z x y x w
z y y x x y y x x z w
y z x y x
y y x x z
y
x
z y x
y x z
in n n n in n
n in n in n n
n in n
in n n
n in n
in n n
+ = o + = o o + = o +
+ = o = o o = o +
= o + o +
= o + o

|
.
|

\
|
=
|
.
|

\
|
o
o
|
|
.
|

\
|
+

+ =
=
|
.
|

\
|
+

+
= |
|
.
|

\
|
+
+
+
= o
= + =
z
y x
z
n
y x
z
z
n
n
in n
n
in n
n
n
w w
1
) (
) 1 ( 2
1
;
1
) 1 ( 2
1
) 1 ( ) 1 (

=
|
|
.
|

\
|
+

= o 0 det det(
w n in n
in n w n
w
z y x
y x z
z
I)
|
.
|

\
|
+
+
+
|
|
.
|

\
|
+
+
+
= o
=
+ =
z
y x
z
n
y x
z
z
n
n
in n
n
in n
n
n
w
w
1
) (
) 1 ( 2
1
1
) 1 ( 2
1
) 1 (
) 1 (

|
.
|

\
|
= |
|
.
|

\
|
= o
1
0
;
0
1
z z
Scriviamo gli autovettori di o
z


z
z
z
z
z
y x
n z
z
y x
z
z
z
n
n
n
n
in n
n
in n
n
n
|
+
+
+ o
+
+
= | |
+
+
+ o
+
+
= o
) 1 ( 2
1
) 1 ( 2
) (
;
) 1 ( 2 ) 1 ( 2
1

Poich gli autovettori di o
z
sono una base completa dello spazio di
spin, possiamo esprimere gli autovettori di o
n
come loro
combinazione lineare
) 2 ( ) 1 (
|
.
|

\
|

|
.
|

\
|
= +
d
c
b
a
F
In uno stato fattorizzato di un sistema composto,
esistono per le ragioni viste una direzione relativa al
primo e una al secondo componente, con autovalore
+1, che ci consentono di dire che +
F
autostato di
entrambe e i componenti hanno propriet di spin
definite
] [
2
1
) 2 ( ) 1 (
) 1 ( ) 2 (
) 2 , 1 (
z z z z S
o | | o = +
In questo stato di singoletto, si ha uno stato entangled, e si ha
probabilit di trovare la prima particella con spin lungo z in su
e la seconda con spin lungo z in gi, e di trovare la situazione
opposta (la prima particella con spin lungo z in gi e la seconda
con spin lungo z in su). Queste conclusioni valgono per
qualunque direzione n si scelga:

] [
2
1
) 2 ( ) 1 (
) 1 ( ) 2 (
) 2 , 1 (
n n n n S
o | | o = +
come si pu verificare prima sostituendo alle espressioni per o
n
e

|
n
le espressioni trovate nella pagina precedente e poi facendo i
prodotti tensori

che cos si trovano
Condizione di realt di EPR
Se, senza disturbare in alcun modo un sistema, possible
prevedere con certezza (vale a dire, con probabilit pari a 1) il
valore di una quantit fisica, allora esiste un elemento di realt
fisica che corrisponde a questa quantit
Condizione di localit di EPR
Gli elementi di realt fisica di un sistema non possono essere
influenzati istantaneamente a distanza
4.2 Esposizione qualitativa di EPR
A
B
a
b
A e B sono separati da intervalli di tipo spazio, ovvero
non sono connettibili da alcun segnale, nemmeno dalla
luce
posizionate in due zone A e B distanti nello spazio, in cui ci siano
due apparati misuratori dello spin, e assumiamo la condizione di
(i) realt di EPR e di (ii) completezza.
Allora il fatto di poter prevedere con certezza pari a 1, e prima di
eseguire la misura, che cosa si otterr dallaltra parte
dellesperiemento, basta, in base alla condizione di realt
esplicitata nella pagina precedente, a concludere che esiste un
elemento di realt oggettiva e definita che la teoria ufficiale non
descrive, dato che lo stato qui sopra puro, ed uno stato di
sovrapposizione privo di propriet relative allo spin lungo una
direzione. Ne segue che o la MQ non locale o incompleta ed
EPR optano per la incompletezza, senza proporre alcuna teoria
Prendiamo due particelle a e b in uno stato entangled:
2 1 2 1
) 2 , 1 (
2
1
| + + | =
2
1
tra i risultati pi importanti della fisica
della seconda met del 900, e non solo da
un punto di vista concettuale e filosofica,
visto che ha aperto la strada a
numerosissimi esperimenti (vedi
Entanglement di A. Aczel, Cortina editore,
2004, per una storia divulgativa degli
esperimenti nati a partire dagli anni 70.)
7.3 Il teorema di Bell (On the
EPR paradox, Physics 1, 1964)
Due particelle vengono sparate in direzioni opposte e misurate nelle regioni
spazio-temporali A e B, separate da intervalli di tipo spazio. Sia o il risultato di
misura effettuato sulla prima particella in A, sia a la direzione spaziale in cui si
effettua la misura e sia la eventuale variabile nascosta; sia | il risultato di misura
in B effettuato nella direzione b sullaltra particella. Il requisito di localit di Bell
che la probabilit congiunta p
AB
di ottenere o da una parte dellesperimento e |
dallaltra dato dal prodotto delle due probabilit singolarmente considerate. Un
altro modo per descrivere tale localit quello di affermare che gli eventi dati dai
due risultati di misura sono probabilisticamente indipendenti luno dallaltro e il
risultato di misura in A dipende solo dal parametro locale a e dalla variabile
nascosta. Indichiamo con p(o,*a) la probabilit condizionata di ottenere il risultato
o se si misura nella direzione a e nessuna misura viene eseguita dallaltra parte
(*). Analogamente per laltra probabilit. Si ha allora
A
B
a
b
A e B sono separati da intervalli di tipo spazio, ovvero
non sono connettibili da alcun segnale, nemmeno dalla
luce
b) a) b) a * | ( * | ( | ( ' | o = . | . o =

A A AB
p p p slocality Bell
LB= p

AB
(a,b;o,|) = p

A
(a,-;o) p

B
(b,-;|)
Questa formula rende precisa lidea originale di EPR che se c
localit il risultato da un parte dellesperimento non deve
dipendere da ci che si misura dallaltra parte e addirittura dal fatto
che si faccia una misura dallaltra parte.
se un esperimento di tipo EPR-Bohm deve essere localmente
spiegabile magari anche tramite variabili che completino la
teoria standard, allora le probabilit dei risultati di misura alle due
ali A e B dellesperimento devono essere statisticamente
indipendenti.
Per un semplice teorema del calcolo delle probabilit, ne segue che
una qualsiasi teoria che intenda descrivere lo stato del sistema a+b
in modo locale, deve assegnare una probabilit ai due eventi che
sia uguale al prodotto delle probabilit assegnate ai due eventi di
misura presi singolarmente.
posizionate in due zone A e B distanti nello spazio,
in cui ci sono due apparati misuratori: uno che pu
misurare lo spin di a in direzione a o c, e il secondo
che pu misurare lo spin di b in direzione b o d.
Prendiamo due particelle 1 e 2 in uno stato non
fattorizzabile:




2 1 2 1
) 2 , 1 (
2
1
| + + | =
2
1
Consideriamo la quantit che esprime la differenza tra risultati
discordi :
E

(a,b)= p

AB
(a,b;up, up)- p

AB
(a,b;up, down) -
p

AB
(a,b;down, up)+ p

AB
(a,b;down, down)
Per LB, si ottiene:
E

(a,b)= p

A
(a,*;up) p

B
(b,*;up)- p

A
(a,*;up) p

B
(b,*;down)-
p

A
(a,*;down) p

B
(b,*;up)+p

A
(a,*;down)
p

B
(b,*;down)
Da cui:
E

(a,b)=[p

A
(a,*;up)- p

A
(a,*;down)] [p

B
(b,*;up)- p

B
(b,*;down)](1)
Ripetiamo il calcolo per la quantit per le due direzioni a (nella
regione A) e d (nella regione B):
E

(a,d) = p

AB
(a,d;up, up)- p

AB
(a,d;up, down)- p

AB
(a,d;down,
up)+ p

AB
(a,d;down, down)
Che per LB diventa:
E

(a,d)= p

A
(a,*;up) p

B
(d,*;up)- p

A
(a,*;up) p

B
(d,*;down)-
p

A
(a,*;down)p

B
(d,*;up)+ p

A
(a,*;down)p

B
(d,*;down)
E quindi
E

(a,d)= [p

A
(a,*;up)- p

A
(a,*;down)] [p

B
(d,*;up)- p

B
(d,*;down)]
(2)
Sottraendo la quantit rossa da quella blu, ovvero la 2) dalla (1), si
ottiene la (3) qui sotto:
E

(a,b)- E

(a,d)= [p

A
(a,*;up)- p

A
(a,*;down)]
[[p

B
(b,*;up)- p

B
(b,*;down)]- [p

B
(d,*;up)- p

B
(d,*;down)]] (3)


Ma p

A
(a,*;up)+ p

A
(a,*;down)=1, per cui
p

A
(a,*;up)- p

A
(a,*;down)=1-2 p

A
(a,*;down)
Poich per 0< p

A
(a,*;down)<1, allora
-1 < 1-2 p

A
(a,*;down) < 1 e dunque, prendendo il valore assoluto
|1- 2 p

A
(a,*;down)|< 1 (4)
Poich il valore assoluto del prodotto di due numeri uguale al
prodotto dei valori assoluti dei due numeri, applicando la (4), si ha:
|E

(a,b)- E

(a,d)| = |1-2p

A
(a,*;down)|
|[[p

B
(b,*;up)-p

B
(b,*;down)]-[p

B
(d,*;up)- p

B
(d,*;down)]]|

|E

(a,b)- E

(a,d)| < ,|p

B
(b,*;up)- p

B
(b,*;down)]- [(p

B
(d,*;up)-
p

B
(d,*;down)]| (5)
Consideriamo adesso laltra direzione c lungo cui possibile
misurare la particella nellala A dellesperimento.
Con lo stesso ragionamento si riottiene la (5) dellultimo lucido, con
lunica differenza data dalla variabile c al posto di a e dal segno +:
|E

(c,b) + E

(c,d)| < |[[p

B
(b,*;up)- p

B
(b,*;down)] + [p

B
(d,*;up)-
p

B
(d,*;down)]]| (6)
Sommando la (5) e la (6) si ottiene:
|E

(a,b)-E

(a,d)| + |E

(c,b)+E

(c,d)| < |[[p

B
(b,*;up)-
p

B
(b,*;down)] - [p

B
(d,*;up)- p

B
(d,*;down)]]| +
+ |[[p

B
(b,*;up)- p

B
(b,*;down)]+ [p

B
(d,*;up)- p

B
(d,*;down)]]|
r
s
|E

(a,b)-E

(a,d)| + |E

(c,b)+E

(c,d)| < |r-s|+|r-s|


r-s
r+s r s r+s + r-
s
Positivo Positivo Positivo 2r
Positivo Negativ
o
Negativ
o
-2s
Negativ
o
Positivo Positivo 2s
Negativ
o
Negativ
o
Negativ
o
-2r
Si noti che nella prima fila si ha r-s + r-s = 2r, nella seconda r-s r-s
= -2s, nella terza r+s+r+s=2s e nellultima 2r. Ricordando che
r = [p

B
(b,*;up)- p

B
(b,*;down) ], e s = [p

B
(d,*;up)- p

B
(d,*;down)]
e che |1- 2 p

A
(a,*;down)|< 1
si ha che sia r che s sono minori o uguali a 1. Ne segue la DB:
|E

(a,b) - E

(a,d)| + |E

(c,b)+E

(c,d)| < 2
La dimostrazione di Bell, per, vuole considerare la possibilit che
una eventuale completamente locale della MQ sia governata da
variabili che noi non possiamo controllare, e di cui, perci, non
conosciamo il valore se non in senso statistico.
Perch la disuguaglianza appena provata valga anche per una
teoria a variabili nascoste che riproduca le previsioni statistiche
quantistiche, dobbiamo fare una media pesata della quantit che
argomento della disuguaglianza rispetto una distribuzione di
probabilit () su , che poi lunica quantit fisicamente
misurabile:
( ) ( ) ( ) =
}
d b a, E b a, E

In questo caso () la funzione che riproduce la distribuzione di
probabilit che risulta dal procedimento di preparazione del sistema
(7)
Dimostriamo che anche la media E(a,b) soddisfa la disuguaglianza
vista prima, per cui
|E(a,b)-E(a,d)| + |E(c,b)+E(c,d)| < 2



} }
} }
} }
= s +
= +
s +
= + +



2 ) ( 2 ) [ [ )( (
[ ) ( [ ) (
[ ) ( [ ) (
d d
d d
d d
d)] (c, E - b) (c, E d)] (a, E - b) (a, E
d)] (c, E - b) (c, E d)] (a, E - b) (a, E
d)] (c, E - b) (c, E d)] (a, E - b) (a, E
d) E(c, b) E(c, d) E(a, - b) E(a,
Per la dimostrazione, oltre alla (7), usiamo il fatto che la funzione
() positiva e il suo integrale unitario ( una probablit) e il
fatto che lintegrale di un modulo maggiora il modulo
dellintegrale:


Questa la disuguaglianza di Bell nella forma di Clauser, Horne,
Shimony e Holt (1969)
Tale disuguaglianza violata dalla MQ. In MQ le probabilit
congiunte relative ai risultati delle misure in A e in B, relativi
allangolo ab compreso tra le due direzioni a e b sono:
p

AB
(a,b;up, up)= p

AB
(a,b; down, down)=1/2 sin
2
(ab)
p

AB
(a,b;up, down)= p

AB
(a,b; down, up)=1/2 cos
2
(ab)
Da cui si deriva che per la MQ:
E

(a,b) = 1/2 sin
2
(ab) + 1/2 sin
2
(ab) - 1/2 cos
2
(ab) -1/2 cos
2
(ab)
=-cos (2ab)

2 s + + d) E(c, b) E(c, d) E(a, - b) E(a,
Se applichiamo alla quantit
E

(a,b)-E

(a,d) + E

(c,b)+E

(c,d)
queste probabilit su determinati angoli a=0, b=22.5, c=45,
e d=67.5 , si ottiene un valore maggiore di 2, per cui si
dimostra che le probabilit della MQ violano la disuguaglianza
data.
Bell, infine dimostra che la differenza tra E(a,b)=-cos(a-b)
calcolato dalla MQ e E(a,b) calcolato da una teoria locale, non
pu essere resa arbitrariamente piccola.
Per cui, conclude Bell, the quantum mechanical expectation
value cannot be represented, either accurately, or arbitrarily
closely, in the form

On the Einstein-Podolsky-Rosen paradox, J. S. Bell. 1964.
In Speakable and unspeakable in quantum mechanics.
( ) ( ) ( ) b a, E b a, E

}
= d
Rimane in effetti ancora una possibilit che salverebbe la
localit della MQ.
Si pu ipotizzare che la semplice sistemazione dellapparato
misuratore di A in posizione a, piuttosto che in c, influenzi il
risultato della misura su B e che tale influenza sia locale. La
sistemazione di un apparato misuratore, infatti, non
unoperazione eseguibile in un lasso di tempo abbastanza
breve da poter cominciare dopo lemissione delle particelle e
terminare prima del loro arrivo agli apparati- va dunque
eseguita prima dellemissione delle particelle dalla fonte.
Ci significa che un segnale (un processo causale,
uninformazione..) mandato dallapparato misuratore sino alle
particelle (o sino allaltro apparato) avrebbe tutto il tempo di
influenzare la misura allaltro capo dellesperimento
mantenendo sempre una velocit al di sotto di quella della
luce.
C quindi la possibilit, che la MQ sia una teoria di limitata
validit:
Essa si potrebbe applicare unicamente ad esperimenti in cui le
sistemazioni degli strumenti sono fatte sufficientemente in anticipo
per permettere ad essi di raggiungere qualche mutuo rapporto
tramite scambio di segnali con velocit minore o uguale a quella
della luce.
Per dare una risposta definitiva a tale questione fu necessario
aspettare sino al 1982, quando lesperimento di Alain Aspect
falsific questa ipotesi.

Il risultato dellesperimento di Aspect che le previsioni della
MQ vengono nuovamente rispettate: questo esperimento
considerato la prova definitiva che la MQ non pu subire un
completamento locale.
7.4 Il significato concettuale
del teorema di Bell e degli
esperimenti ad esso seguiti

Si noti che la teoria a variabili nascoste considerata del tutto generale,
nel senso che fissa le probabilit dei risultati, e nulla impedisce che
tali probabilit siano sempre 0 o 1, e si abbia dunque a che fare con una
teoria deterministica. Nel caso in cui le disuguaglianze di Bell siano
violate sperimentalmente, come effettivamente accade, si cos
dimostrato che non pu esistere una teoria a variabili nascoste
(stocastica o deterministica che sia) che sia anche locale nel senso di
Bell.
Pi in generale e tornando a EPR, ne segue che se lalternativa posta da
EPR era tra completezza e localit della MQ, qualunque teoria che
riproduca le correlazioni quantistiche pu essere completa solo se non-
locale nel senso di Bell! La prova formale di questa asserzione data
nella pagina seguente. Ne segue, per esempio, che la luna c solo se la
si osserva, nel senso che se le propriet di spin in una direzione non
preesistono alla misura; piuttosto, esse sono create a distanza dalla
misura, ovvero dallatto di osservare!
Molti fisici asseriscono che la violazione sperimentale delle disuguaglianze di
Bell conferma la meccanica quantistica a scapito della teoria a variabili nascoste.
Ma una teoria a variabili nascoste non-locale compatibile con i dati sperimentali
e non refutata da questi. Inoltre, lipotesi di definitezza delle propriet o
realismo non necessaria per ricavare le disuguaglianze stesse, cosicch anche la
MQ non-locale.
1)Anticorr 100% & LB Determinismo (dimostrata nella p. seguente)
2)Determinismo & LB Dis. Bell (teorema di Bell)
3)MQ -(Dis. Bell)
4) - Dis. Bell -Determinismo v LB (dalla 2)
nella seconda alternativa QED da 3 e 4,per cui esaminiamo solo la prima alternativa
5)-Determinismo-Anticorr 100% v LB (dalla 1)
ma la prima alternativa falsa perch MQ implica Anticor 100% e rimane la seconda
6) MQ-LB QED
) ) 1 , 1 | , ( 0 1 , 1 | , ( = = + +

n n p n n p
AB AB
Se valgono le anti-correlazioni perfette, per una stessa direzione
n, qualunque essa sia,non si hanno mai risultati identici, mentre
equiprobabile ottenere +1 a destra e 1 a sinistra o viceversa
) ) 1 , 1 | , (
2
1
1 , 1 | , ( + = = +

n n p n n p
AB AB
Dalla prima equazione a sinistra, applicando LB, e ricordando
che i risultati sono 1 o 1, si ottiene che o nullo o
nullo . Non sono nulli entrambi per le ultime 2
equazioni della pagina, ovvero non si pu avere 1 da entrambe
le parti con prob. 1, perch il prodotto deve dare 0
) 1 * | ( +

n p
A
) 1 * | ( +

n p
B
1 ) 0 )
oppure 1 ) 0 )
0 ) ) )
= . = +
= . = +
= + + = + +



1 * | ( 1 * | ( ) 2
1 * | ( 1 * | ( ) 1
1 * | ( 1 * | ( 1 , 1 | , (
n p n p
n p n p
n p n p n n p
B B
A A
B A AB
Dalla 1) e da questa eq. si ricava che se allora
1 ) =

1 * | (n p
A
0 ) ) ) = =

1 * | ( 1 * | ( 1 , 1 | , ( n p n p n n p
B A AB
0 ) =

1 * | (n p
B
E quindi anche che
1 ) = +

1 * | (n p
B
In sintesi, dalla 1) si ricava che

1 ) 0, ) = + =

1 * | ( 1 * | ( n p n p
B B
1 ) 0 ) = = +

1 * | ( , 1 * | ( n p n p
A A
Ragionando sulla 2) nellidentico modo, si hanno le seguenti
relazioni, che completano la dimostrazione:
1 ) 0, ) = + =

1 * | ( 1 * | ( n p n p
A A
1 ) 0 ) = . = +

1 * | ( 1 * | ( n p n p
B B
ogni probabilit relativa a una sola misura pu quindi assumere solo
i valori 1 e 0 e, nellipotesi di anticorr.100% e di LB, vale quindi il
determinismo
Riassumendo, la disuguaglianza di Bell, che
tanto semplice matematicamente quanto
concettualmente ricca, deducibile solo da LB (la
condizione di localit di Bell) e dalle predizioni di
anticorrelazione quantistiche. Poich la
disuguaglianza violata sperimentalmente, se si
vogliono riprodurre le predizioni di
anticorrelazione, si deve abbandonare la non-
localit di Bell. In questo senso, qualunque teoria
che riproduce le anticorrelazioni (e dunque anche
la MQ ordinaria) non-locale nel senso di Bell.
in questo senso che gli esperimenti hanno
provato che la natura stessa non-locale: un
esempio di metafisica sperimentale
7.5 Non-localit e segnali
superluminale
Ovvero, il rapporto tra QM e
relativit speciale: coesistenza
pacifica
Indichiamo con W
(1,2)
loperatore statistico relativo a un
insieme composto S =S
1
+S
2
supponendo di avere a che
fare con un insieme statistico (non omogeneo) di tali
sistemi S. Restringiamo la nostra attenzione al sistema
S
1
e ad una sua osservabile A
1
, costruendo loperatore
relativo al sistema composto A
1
I
2
con A operatore
limitato di S
1
e I operatore identit di S
2
. In generale,
ricordiamo che per un operatore B limitato e uno stato
puro + si ha


> =< + + = + + = + + =
= = = =
+ + + =
+ +
+
+ +
+

B B B P B P
B P P B P B P B P
P
2
|
) (
.
. .
1
herm
i
i i hermit
i
i i idem
i
i i
Tr
Per una miscela di stati puri, ognuno dei quali ha
probabilit p
a
,il valor medio di un operatore B dato dal
prodotto delle probabilit per i valori medi che possono
assumeri i sistemi nei vari stati +
a
<B>=E
a
p
a
<+
a
|B| +
a
>= E
a
p
a
Tr (P
+a
B)=Tr(WB)
Dove W= E
a
p
a
P
+a

Valutando la traccia su una base fattorizzata |
1
_
2

calcoliamo il valore medio o aspettato di S
1
I
2

Tr[(S
1
I
2
)W]=
=
)
~
(
~
1 1
1
1
1 1
1
1
1
2
2 2 , 1 2 1
1
W A Tr W A W A
i
i i
i j
i
j j
i
= | | = | , , |

, | , |
ij
j i j i
W I A
2 1 2 , 1 2 1 2 1
) (
Loperatore W
1
tilde
= E
j

Come si vede, la fisica dellinsieme statistico di S
1
si pu
descrivere utilizzando loperatore statistico ridotto W
1 tilde
,
ottenuto facendo la traccia, nello spazio di Hilbert H
2
,
delloperatore statistico W
1,2
relativo allinsieme dei
sistemi composti (ci corrisponde a porre lo stesso indice
e a sommare i valori degli indici del secondo sistema:
vedi nota 23, p. 440, Ghirardi)
5.3

j j W
2 2 , 1 2
, ,
2
un operatore di H
1

Se S
1
omogeneo, W
1,2
coincide con un proiettore P
+
1,2
che proietta su uno stato monodimensionale +
1,2


= = , , = =

i j
ij i i i
r
r r
c p P p P P Tr W
2
1
2 2 , 1 2 2 , 1 2 1
,
~

, , = =
r
r r
W W Tr W
2 2 , 1 2 2 , 1 ) 2 ( 1
~
P
1
loperatore di S
1
associato allo stato |
1
i.
. Poich se lo stato +
1,2

non fattorizzato lultima somma della pagina precedente contiene pi
di un termine, loperatore statistico W
1
non idempotente, e quindi dal
punto di vista del componente S
1
linsieme come se fosse una
miscela statistica, malgrado lo stato composto S sia puro. Ne segue
che, per esempio, eseguendo misure solo su uno dei due stati di
singoletto, non si pu distinguere lo stato puro da unopportuna
miscela di stati puri di spin, mentre le misure di correlazione sui due
sistemi mostrano lentanglement. Tornando ora al nostro problema, sia
P
s
la famiglia di proiettori di un operatore discreto: la misura trasforma
loperatore statistico W
prima
nelloperatore
W
dopo
= E
s
P
s
W
prima
P
s
5.4

Supponiamo ora di misurare S
2
e siano P
s
(2)
gli operatori di proiezione
sulle autovariet corrispondenti:
W
1,2
(misura) W#
dopo
1,2

= E
s
P
s
2

W
prima
1,2
P
s
2
5.5

Daltra parte, sulla base di ci che abbiamo visto in 5.3,
qualunque informazione statistica relativa al sistema 1 si
ottiene considerando loperatore statistico ridotto W#
(1)
,
ottenuto facendo la traccia parziale sullo spazio H
2
delloperatore statistico del sistema composto W
1,2

W#
(1)
=Tr
(2)
(W#
dopo
1,2

) = Tr
(2)
(E
s
P
2
s
W
1,2
prima
P
2
s
) =
E
s
Tr
(2)
(P
2
s
W
1,2

P
2
s
)=
ciclicit traccia
E
s
Tr
(2)
(P
2
s
P
2
s
W
1,2
)=
idempot P

Tr
(2)
(E
s
P
2
s
)W
1,2
= Tr
(2)
IW
1,2
= W
1tilde
per la 5.3
Listantanea riduzione del pacchetto non consente effetti superluminali, visto che
loperatore statistico W#
(1)
che si deve usare per valutare la probabilit di eventi
fisici relativi a S
1
nel caso in cui laltro composto stato assoggettato a misura
uguale alloperatore statistico W
1tilde
che andrebbe utilizzato per la descrizione del
sottosistema S
1
prima che si sia effettuata una misura.(Ghirardi p. 461). Si tratta
quindi non di una azione ma di una passione a distanza
Per ciascuno di due osservatori ai lati di un
esperimento di tipo Aspect, fatto con spin o con fotoni
polarizzati, si ottiene una successione casuale sia che
si misuri la polarizzazione e lo spin anche dallaltra
parte sia che non si misuri: dunque c una localit di
tipo statistico, perch dal tipo di successione che si
ottiene da una parte o dallaltra (perfettamente
random) non c modo di sapere se laltro ha misurato
oppure no. In altre parole, ciascun osservatore, non
potendo controllare lesito delle misure, non pu
mandare segnali utilizzando la non-localit.
Per concludere, osserviamo che la non localit in questione NON
pu essere utilizzata per mandare segnali istantanei a distanza: ne
segue che secondo molti studiosi (ma non tutti, vedi Maudlin,
Quantum nonlocality and relativity) si pu parlare di una
coesistenza pacifica tra relativit speciale e meccanica quantistica,
malgrado la violazione della localit secondo Bell, ovvero malgado
la non fattorizzabilit della probabilit di un sistema in stato di
singoletto.
La differenza che passa tra possibilit di segnalare e non-
fattorizzabilit pu anche vedersi come la differenza che c tra la
indipendenza dal parametro e la indipendenza dal risultato di
misura. Se ci fosse dipendenza del risultato di misura in A dal
parametro lontano in B, cambiando il tipo di misurazione potrei
inviare segnali a distanza. La dipendenza probabilistica tra i risultati
di misura implica invece solo una sorta di non-separabilit tra due
sistemi posti in un certo stato, indipendentemente dalla distanza cui
si trovano (questo rende la non-separabilit diversa dalla gravit
nella meccanica newtoniana).
Capitolo 8
Il problema delle variabili nascoste
Nel 1952 Bohm mostr che un
completamento della meccanica quantistica
non-relativistica, da von Neumann ritenuto
impossibile, era invece realizzabile!
Le variabile nascoste sono le posizioni delle
particelle, che non sono cos nascoste, visto
che vengono rivelate da ogni misura.
Le posizioni sono le uniche osservabili non
contestuali, mentre tutte le altre propriet di
un microsistema dipendono dal contesto di
misurazione, proprio come aveva insegnato
Bohr
Riassumiamo nel simbolo tutte le variabili addizionali o
nascoste. Se A unosservabile del microsistema in oggetto,
assegnata , la funzione A() deve avere un valore preciso
appartenente allo spettro discreto o continuo delloperatore stesso
Tutto il contenuto empirico della meccanica quantistica espresso
dalla conoscenza del valore medio <A> dellosservabile A. Si
assume quindi che le variabili nascoste c A siano distribuite
secondo una funzione a valori reali e positiva () > 0, che una
misura di probabilit (densit di probabilit) il cui integrale deve
dare 1. La probabilit che il valore sia compreso tra e d
()d

= + + >= <
=
}
}
A
d A A A
d
) ( ) ( |
1 ) (
Ancora sul teorema di
impossibilit di von Neumann
La conoscenza della variabile nascosta , che caratterizza in
modo completo il sistema, permetterebbe di conoscere il valore
A() di ogni osservabile A del sistema in funzione di . A()
deve appartenere allo spettro delloperatore autoaggiunto A che
la teoria gli associa
Le variabili sono per non accessibili in linea di principio e
quindi dobbiamo usare le probabilit, che diventano per
epistemiche, nello stesso identico senso in cui lo sono in
meccanica statistica classica. Si consideri unosservabile che
combinazione lineare di altre osservabili:


Pi in generale, consideriamo unosservabile C che
combinazione lineare con coefficienti reali di altre due
osservabili C = aA +bB
z y x n
n n
i
i
n
|
|
.
|

\
|

+
|
|
.
|

\
|

+
|
|
.
|

\
|
= o
1 0
0 1
0
0
0 1
1 0

In generale, vale anche in MQ come in meccanica classica che il valor medio


della combinazione lineare la combinazione lineare dei valori medi dei
termini della combinazione
+ + + + + = + + B b A a C | | |
Per il suo no-go theorem contro le variabili nascoste (contro lidea che si
possano assegnare valori precisi a tutte le osservabili), von Neumann assunse
che uneventuale teoria che completasse la MQ dovrebbe soddisfare le stesse
condizioni di linearit che soddisfano i valori medi anche per le variabili
nascoste. Ovvero, il suo teorema di impossibilit assume che in una teoria a
variabili nascoste in cui unosservabile risulti combinazione lineare di altre, i
valori precisi o certi A(), B(), C() delle osservabili, che vengono assunti
quando si specificano le variabili nascoste, devono soddisfare le stesse
condizioni che valgono per i valori medi:
C() = aA() + bB() *
Ma questa premessa irragionevole se i valori A() devono
coincidere con gli autovalori. Nellesempio dello spin, se
3 / )] ( ) ( ) ( [ ) (
3
1
o + o + o = o = = =
z y x n z y x
n n n
Poich le quantit certe o
i
() devono coincidere con gli autovalori
degli osservabili relativi alle matrici di spin, essi devono valere +1
cosicch
3 , 1 , 1 , 3
3 / ) (
+ + =
= o
k
k
n
Ma poich deve valere anche per la componente di spin lungo n che
1 ) ( = o
n
si ha un risultato impossibile! Ne segue che la premessa *
irragionevole e Bohm (1952) forn un controesempio al teorema di von
Neumann
Immaginiamo una particella che si muove in una
dimensione. |+(x)|
2
rappresenta come sappiamo la densit
di probabilit che la particella sia nel punto x se se ne
misura la posizione. Lidea di Bohm che se si prepara un
sistema in modo identico n volte, a causa del fatto che non
si pu gestirlo in modo assoluto, ogni volta la sua
posizione sar leggermente diversa: esiste quindi sempre
un intervallo di imprecisione nella posizione, che
corrisponde, nella visione tradizionale della teoria,
allintervallo in cui si troverebbe la particella se si andasse
a misurarla. Per Bohm la posizione di ogni particella
per sempre oggettivamente e realmente posseduta, e la
distribuzione delle posizioni delle n particelle individuali
riproduce la densit di probabilit associata dalla funzione
donda a un unico sistema la cui posizione prima della
misura indefinita
Non vi modo di preparare un sistema in cui la posizione sia determinata in
modo assoluto, per cui losservatore non la pu conoscere: di qui luso della
probabilit. Si prendono N particelle e si definiscono N campi di velocit. La
velocit di una particella i dipende in modo non locale e olistico dalla posizione di
tutte le altre e soddisfa a una equazione differenziale che lega le velocit alle
posizioni, e che insieme alleq.deterministica di Schroedinger, reinstaura il
determinismo completo della MQ non relativistica
La meccanica bohmiana
) , ,..... , ( ) ,...., , ( ) , ,...., , (
2
) , ,..... , (
2 1 2 1 2 1
1
2
2 1
t r r r r r r V t r r r
M t
t r r r
i
n n n i
n
i
i
n
+ + + A

=
c
+ c

Prima si determina una soluzione +(r


1
,r
2
,r
n
,t) dellequazione di
Schroedinger (qui sopra) rispetto a date condizioni iniziali e poi, in
funzione della soluzione ricavata, si definiscono N campi di velocit
v
i

z
z
f
j
y
f
i
x
f
f


c
c
+
c
c
+
c
c
= V
)] , ,... , ( ) , ,... , ( *
) , ,... , ( * ) , ,... , ( [
2 2
) , ,... , (
) , ,... , (
) , ,... , (
) , ,... , (
2 1 2 1 1
2 1 1 2 1 2 1
2
2 1 1
2 1
2 1
t r r r t r r r
t r r r t r r r
M
ih
t r r r j
t r r r
t r r r j
t r r r v
N i N
N i N
i
N
N
N
N i


+ V +
+ V +
t
=
+
=
dove
2
1
n n
r x r x r x
n
i
i
t x x x v
dt
dr
= = =
+
=
..., ,
2 1
2 2 1 1
) , ,... , (
Date la funzione donda al tempo t =0 e le posizioni
iniziali r
i
(0), la soluzione delle due equazioni
differenziali 1 e 2 determinano a ogni istante curve o
traiettorie ben definite nello spazio-tempo. Prendiamo
lequazione a una particella e poi moltiplichiamo per +*
a sinistra entrambi i membri

) , ( )] (
2
[
) , (
t r r V
i
m
i
t
t r
+ A =
c
+ c

Facciamo lo stesso per la complessa coniugata


dellequazione di Schroedinger, moltiplicandola per + a
sinistra e poi sommiamo le due equazione cos ottenute
) , ( )] (
2
)[ , ( *
) , (
) , ( * t r r V
i
m
i
t r
t
t r
t r + A + =
c
+ c
+

0 ) , (
) , (
= +
c
c
t r j div
t
t r

Se v(r,t) e (r,t) sono velocit e densit di un fluido, le
equazioni di conservazione della massa danno
) , ( ) , ( ) , ( t r v t r t r j =
) , ( * )] (
2
[
) , ( *
t r r V
i
m
i
t
t r
+ + A =
c
+ c

) , ( * )] (
2
)[ , (
) , ( *
) , ( t r r V
i
m
i
t r
t
t r
t r + + A + =
c
+ c
+

) , ( ))] , ( * ) , ( ) , ( * ) , ( (
2
[
) , ( * ) , ( ) , ( * ) , ( (
2
)) , ( * ) , ( (
t r j div t r t r t r t r
m
i
div
t r t r t r t r
m
i
t
t r t r

= + V + + V + =
= A+ + A+ + =
c
+ + c
Si osservi la corrispondenza formale tra densit del
fluido e densit di probabilit |+,
2
= + +
-
, che
obbediscono alla stessa equazione differenziale. Cos
(r,0)= |+(r,0,
2
implica che la stessa eguaglianza vale
al tempo t.

Linsieme statistico che ha la distribuzione di posizioni
|+(r,0,
2
evolve dunque nellinsieme che corrisponde
allevoluta dellequazione di Schroedinger |+(r,t|
2

Derivazione delle equazioni di Bohm per una
particella
(1)

Cominciamo a scrivere lequazione di Schroedinger (1) in forma
polare, scrivendo prima la funzione +(r,t) in forma polare


Calcoliamo la derivata parziale rispetto al tempo (per la e, si applica
la chain rule, ovvero si deriva parzialmente la e rispetto a S e poi si
moltiplica per la parziale di S rispetto a t)
(3)
(2)

Per calcolare il laplaciano, calcoliamo prima il gradiente di +




(4)
E poi applichiamo di nuovo loperatore del, per ottenere
Sostituendo la 3 e la 5 nellequazione di Schroedinger, si ha
(5)
(abbiamo diviso per il fattore esponenziale comune ai 2 membri)
UA S A S A
i
S
A
A
m t
S
A
i
t
A
i + V + V V + V V =
c
c
+
c
c
)] 2 ( ) ( [
2
) (
2 2
2
2
2

Raccogliendo ora la parte reale e quella immaginaria della funzione


donda scritta in forma polare, si ottengono due equazioni:
(6)



Dividendo per A e raccogliendo i termini con S a sinistra, otteniamo
(7)
La parte immaginaria d invece (dividendo per il fattore i):
Moltiplichiamo per e riscriviamo
(8)
/ 2A
t
A
A
t
A
A A
t
A
t
A A
c
c
=
c
c
+
c
c
=
c
c
2
) . (
2
2
2
A f
t
A
A
t
A
A
f
t
A
=
c
c
=
c
c
c
c
=
c
c
Trasformazioni ausiliarie
A A A A A A = A = A 2 ) . (
2






Come si vede immediatamente, nella (10), per
0
si ottiene lequazione classica di Hamilton-Jacobi per il moto
di una particella in un potenziale U, con il momento p
2
=
Eq. Hamilton-
Jacobi classica
(9)
(10)
Eq. di Bohm
2
) ( S V
Richiamo su Hamilton-Jacobi
In generale, passando da variabili q
i
e p
i
definite nello

spazio delle fasi ad altre
variabili Q
i
e P
i
lequazione di Hamilton non preservata. Per, se la
trasformazione in questione canonica, ovvero, se la funzione generatrice S

obbedisce alle seguenti relazioni:



t
S
t p q H
P
t p q S
Q
q
t p q S
p
i
i
i
i
c
c
+ =
c
c
=
c
c
= ) , , ( ;
) , , (
;
) , , (
H
allora le equazioni di Hamilton sono preservate. Se in pi si ha che H=0,
allora le due eq. di Hamilton rispetto alla nuova funzione
0 ; 0 =
c
c
= =
c
c
=
i
i
i
i
Q
P
P
Q
H H

forniscono due costanti del moto.
Se si ha che le p
i
in S = (q
i
,p
i
, t) sono date da questa relazione
Allora lannullarsi della nuova hamiltoniana H equivalente alla
seguente condizione



che appunto lequazione di Hamilton Jacobi cercata
Nella (10), il potenziale quantistico
Cosicch lequazione quantistica di Hamilton-Jacobi
0
2
) (
2
= + +
V
+
c
c
Q U
m
S
t
S
Mentre lequazione del moto della particella , ovviamente,
) ( ) ( Q U
dt
dv
m V V =
Dove, a fianco di una forza classica, c una forza quantistica
) (Q V
La particella dunque guidata (e accelerata) dal campo quantistico!!!
A
A
m
Q
2 2
2
V
=

A differenza di un campo classico, il campo quantistico non
pu essere influenzato dalle particelle e non ha sorgenti
Moltiplicando il campo per una costante, la sua azione non
varia, perch A sia a numeratore che a denominatore di Q:
Ci significa che leffetto del potenziale quantistico dipende
solo dalla sua forma e non dalla sua intensit: un elettrone si
muove con la sua energia e il potenziale o londa lo guida e lo
dirige, come una macchinetta teleguidata
Leffetto del campo altamente non-locale, cio non dipende
dalla distanza, in un modo che stato verificato
sperimentalmente
A
A
m
Q
2 2
2
V
=

Il concetto di informazione attiva: qualcosa che ha poca energia
guida ci che ha molta pi energia e fa ci in modo non meccanico!
Anche nel meccanismo di duplicazione del DNA, lenergia data
dalla cellula, e dallambiente, ma la informazione attiva data dalla
forma del DNA. La parte del DNA che non viene copiata solo
potenzialmente attiva.
La capacit di compiere lavoro viene dalle particelle, e non si
origina nel campo; le prime potrebbero avere una struttura interna.
Poich un sistema di fenditure diverso produce un campo Q
diverso, un esperimento quantistico e la meccanica quantistica sono
olistiche: detto semplicemente, il moto dellelettrone non pu essere
discusso astraendo da tutto il contesto sperimentale (Bohr)


/
) , ( ) , (
iS
e t r A t r = +
Poich |+,
2
=++-, la probab. di trovare la particella =P=A
2
Riprendiamo la forma polare della funzione donda
0 )
2
.( 0 )
2
.(
2
2
=
V
V +
c
c
=
V
V +
c
c
m
S
P
t
P
m
S
A
t
A
La prima a sinistra del segno di conseg. logica la (9), la seconda
lequazione di continuit per la densit di probabilit P, ma il
ruolo fondamentale di A = |+,
2
non quello di determinare la
probabilit di trovare unosservabile con un certo autovalore se si
va a fare una misura, ma di definire il potenziale quantistico Q.
La P in questa interpretazione epistemica, e dunque simile alla
meccanica statistica classica
I teoremi limitativi dopo von
Neumann: la contestualit delle
teorie a variabili nascoste:
VD+NC+MQ = contraddizione

VD= ogni sistema quantistico ha tutti i
valori delle osservabili simultaneamente
definiti (definitezza propriet, o realismo)
NC ogni valore dellosservabile di un
sistema non dipende da quali altri valori
sono misurati insieme ad esso (non
contestualit)
Gleason e Kochen-Specker rimediano allassunzione troppo
forte del teorema di additivit di Von neumann fatta per
qualunque osservabile supponendo che la [5] di quel teorema
(vedi p. 52 e vedi * p. 195) valga solo per osservabili
compatibili, tesi che non messa in discussione dai teorici
delle variabili nascoste.
Teorema di Gleason:In uno spazio di Hilbert di dimensione >
3, le uniche possibili misure di probabilit sono le misure
[7] (P

) = Tr(P

W),
in cui P

un operatore di proiezione, W loperatore


statistico che rappresenta lo stato del sistema e Tr loperatore
traccia.
The P

can be understood as representing yes-no observables, i.e. questions


concerning whether a QM system represented by a Hilbert space of dimension
greater than or equal to 3 has a property or not, and every possible property
is associated uniquely with a vector |> in the Hilbert space -- so, the task is to
unambiguously assign probabilities to all vectors in the space. Now, the QM
measure is continuous, so Gleason's theorem in effect proves that every
probability assignment to all the possible properties in a three-dimensional
Hilbert space must be continuous, i.e. must map all vectors in the space
continuously into the interval [0, 1]. On the other hand, an HV theory (if
characterized by VD + NC) would imply that of every property we can say
whether the system has it or not. This yields a trivial probability function which
maps all the P
i
to either 1 or 0, and, provided that values 1 and 0 both occur
(which follows trivially from interpreting the numbers as probabilities), this
function must clearly be discontinuous (C. Held, The Kochen-Specker
Theorem, p. 4) (Redhead 1987, Incompleteness and non-locality in QM, p.28)

Bell nel 1966 produce un teorema contro le variabili
nascoste che poi critica mettendone in discussione una
premessa. Egli prova che mentre la funzione di
probabilit quantistica richiede che due vettori |> and
|> mappati in 1 e 0 non possano essere arbitrariamente
vicini, perch devono avere una certa separazione
angolare, la funzione che assume come valori delle
variabili nascoste richiede invece che i due vettori siano
arbitrariamente vicini. La contraddizione si elimina
mettendo in discussione una premessa di
noncontestualit: it was tacitly assumed that
measurement of an observable must yield the same value
independently of what other measurements may be made
simultaneously (Bell, 1987, p. 9).
In altre parole, malgrado Gleason supponga compatibilit
tra coppie di osservabili che entrano nella [5], possibile
che la stessa osservabile V prenda valori diversi se
misurata con W o se misurata con Y, anche se V e W
sono tra loro compatibili e V e Y pure.
La differenza tra Kochen-Specker e i due teoremi che
abbiamo sommariamente esposto che mentre i primi
assumono un continuum di osservabili, KS indeboliscono
questo assunto mostrando che persino con un numero
finito di osservabili discrete si ha incompatibilit tra NC
(noncontestualit), Value Definiteness e QM. Si rimuove
cos una possibile obiezione contro il no-go theorem di
Gleason.
Formulazione del teorema KS
Sia H uno spazio di Hilbert di dimensioni x > 3, contenente
un numero finito y di osservabili in un insieme M, definite da
operatori corrispondenti su H. Allora per specifici valori di x e
di y, le due assunzioni qui riportate sono contraddittorie:
(KS1) Definitezza di valori: tutti i membri y di M hanno valori
simultanei, ovvero per tre osservabili qualsiasi A B e C, v(A),
v(B), v(C) sono numeri reali simultaneamenti definiti;

(KS2) I valori delle osservabili obbediscono ai seguenti
vincoli:
(a) Se A, B, C sono tutte compatibili e C=A+B, allora
v(C)= v(A) + v(B);
(a) If A, B, C sono tutti compatibili e C=AB, allora v(C)=
v(A)v(B)
La regola della somma e quella del prodotto sono
conseguenze di un principio di composizione funzionale
chiamato FUNC, che a sua volta, come vedremo,
discende da unipotesi di non-contestualit.
Nel teorema originale di KS, x =3 e y = 117. Ci sono per
teorema pi recenti, validi per x = 3 e y = 33 (Peres 1995,
pp.197-199) e Kernaghan (1994) per x = 4 e y =20,
questultimo pi debole degli altri due
Il teorema di Karnaghan (x=4 e y =20)
Come vedremo, dalla (KS2) si pu derivare la seguente condizione
sugli operatori P
i
, corrispondenti a quattro distinti autovalori q
1
, q
2
,
q
3
, q
4
di unosservabile Q su H4:
(VC1

) v(P
1
) + v(P
2
) + v(P
3
) + v(P
4
) = 1, dove
v(P
i
) = 1 o 0 , per i = 1, 2, 3, 4.
Passando a uno spazio di Hilbert con scalari nel campo reale (il
teorema vale lo stesso anche in questo caso, perch se
lassegnazione di valori definiti impossibili nello spazio di Hilbert
definito sui reali (R3), allora impossibile su H3 definito sul
campo complesso), possiamo tradurre la condizione (VC) nella
richiesta che in ogni quadrupla di raggi ortogonali in tale spazio
esattamente uno deve essere colorato in bianco - v(P
i
) = 1 - e gli
altri tre in nero - v(P
i
) = 0 - ci che impossibile
1,0,0,0 1,0,0,0 1,0,0,0 1,0,0,0 -1,1,1,1 -1,1,1,1 1,-1,1,1 1,1,-1,1 0,1,-1,0 0,0,1,-1 1,0,1,0
0,1,0,0 0,1,0,0 0,0,1,0 0,0,0,1 1,-1,1,1 1,1,-1,1 1,1,-1,1 1,1,1,-1 1,0,0,-1 1,-1,0,0 0,1,0,1
0,0,1,0 0,0,1,1 0,1,0,1 0,1,1,0 1,1,-1,1 1,0,1, 0 0,1,1,0 0,0,1,1 1,1,1,1 1,1,1,1 1,1,-1,-1
0,0,0,1 0,0,1,-1 0,1,0,-1 0,1,-1,0 1,1,1,-1 0,1,0,-1 1,0,0,-1 1,-1,0,0 1,-1,-1,1 1,1,-1,-1 1,-1,-1,1
Nella tabella, costituita da 44 elementi, ci sono 20 raggi distinti, perch 20 sono le
osservabili considerate. In ognuna delle 11 colonne ci sono 4 raggi ortogonali (x =
4= dimensioni dello spazio): ci sono dunque 44 elementi, alcuni dei quali sono
ripetuti 2 o 4 volte. Per specificare un raggio o una linea che passi per lorigine
basta dare le coordinate della retta che passa per lorigine (non specificata) e per il
punto. Per esempio, "1,0,0,0" denota lasse x. Dato che il numero delle colonne
dispari, e i quattro vettori di ogni colonna sono ortogonali, per la condizione VC1 il
numero totale dei bianchi deve essere dispari (infatti in ogni insieme di vettori
ortogonali c solo un raggio colorato di bianco). Daltra parte, si vede che ogni
raggio ripetuto nella tabella o 2 o 4 volte; poich a causa della premessa di
noncontestualit, uno stesso raggio, anche se in colonne diverse, riceve sempre lo
stesso colore (valore), ne segue che ogni volta che uno di questi raggi in una
colonna bianco (esattamente uno deve esserlo), dobbiamo colorare un numero
pari di raggi bianchi. Ne segue che il numero totali di raggi bianchi deve essere
pari, e quindi la contraddizione provata!
Lidea del teorema di Kochen-Specker
Lidea del teorema, che presuppone uno spazio di Hilbert
di dimensioni x=3, che, come prima, per ogni insieme di
triple ortogonali in H3, un raggio vale 1 e gli altri due 0 e
si pone dunque lo stesso problema di colorare due raggi di
nero e uno di bianco. Per ottenere queste condizioni, si
considera un arbitrario operatore Q, con autovettori |q
1
>,
|q
2
>, |q
3
>, e relativi autovalori distinti q
1
q
2
q
3
. Si
considerano 3 proiettori P
1
, P
2
, P
3
che proiettano sui tre
autovettori di cui sopra e che sono ovviamente degli
osservabili si-no, dato che P
i
corrisponde alla domanda
sperimentale: il sistema ha il valore q
i
per losservabile
Q?
Poich i tre proiettori P
i
sono per ipotesi mutualmente
compatibili, possiamo applicare ad essi la regola della
somma e del prodotto e derivare il seguente lemma, che ora
dimostriamo
(VC1) v(P
1
) + v(P
2
) + v(P
3
) = 1, dove v(P
i
) = 1 o 0,
i =1,2,3
(A) P
i
2
= P
i
(i proiettori P
i
sono idempotenti);
(B) Se H uno spazio di Hilbert di dimensione finita, e i
P
i
sono operatori che proiettano su |q
i
>, dove gli
insiemi {|q
i
>} formano un base ortonormale di H,
allora E
i
P
i
= I , ovvero i vari P
i
formano una
risoluzione dellidentit).
Si consideri un arbitrario |+>, un operatore non degenere Q con
autovettori |q
1
>, |q
2
>, |q
3
>, e relativi autovalori distinti q
1
q
2
q
3
. Si
considerino 3 proiettori P
1
, P
2
, P
3
che proiettano sui tre autovettori di
cui sopra. Allora, per lortonormalit, si ha
[8] P
1
+ P
2
+ P
3
= I
Ora, poich P
1
, P
2
, e P
3
sono compatibili, dallassunzione KS2 si ha
(a)(Regola della somma): v(P
1
) + v(P
2
) + v(P
3
) = v(I);
(b) Per la regola del prodotto, passiamo da P
i
2
= P
i
P
i
a v(P
i
)
2
= v(P
i
2
);
per lidempotenza, si ha v(P
i
2
) = v(P
i
) v(P
i
)
2
= v(P
i
) = 1 o 0

Sia R un osservabile tale che v(R) sia diverso da 0 nello stato |+>.
Da questa assunzione e KS2 (b) (Product Rule):
v(R) = v(I R) = v(I) v(R). Ne segue allora che v(I) = 1 e per la regola
della somma
[9] (VC1) v(P
1
) + v(P
2
) + v(P
3
) = 1
In cui v(P
i
) = 1 or 0, for i = 1, 2, 3. Qed

Ghirardi si chiede (1997, p. 481): tenuto conto delle
motivazioni che animano i proponenti delle teorie a variabili
nascoste, il riconoscimento dellinevitabile contestualit di almeno
alcune osservabili non entra in conflitto con la pretesa
oggettivit delle propriet possedute da un sistema? Se il valore
di verit (cio il fatto che essa risulti vera o falsa) dellasserzione
A assume il valore A() dipende dal fatto che, per esempio, un
osservatore decida (a suo libero arbitrio) se misurare losservabile
B o losservabile C (entrambi compatibili con A ma incompatibili
tra loro)in che senso lasserzione in esame pu ritenersi avere
un valore oggettivo?
La risposta a questa domanda non solo che si possono sempre
trovare osservabili non contestuali, ma che il mondo quantistico
fondamentalmente e irriducibilmente relazionale e privo di
propriet e dunque di identit definite: come un personaggio
pirandelliano (uno nessuno e centomila), le propriet che le
microentit assumono dipendono dal contesto sperimentale
Ovvero, se persino nella teoria massimamente realistica (e cio
che assume quanta pi definitezza di propriet possibile
assumere) lindefinitezza deve essere riconosciuta, questa
indefinitezza fa parte dellontologia della natura, visto che
comune anche allinterpretazione standard, nonch ad altre
interpretazioni che verranno discusse
Questo metodo di lettura o di interpretazione di una teoria fisica
guarda a ci che comune a diverse interpretazioni di una teoria
o a diverse teorie che hanno in comune lo stesso ambito
sperimentale. Cos come si deve dire che la non-localit una
caratteristica della natura, si deve aggiungere che lindefinitezza
delle propriet, il loro carattere non intrinseco ma relazionale
parte della natura, perch comune a tutte le interpretazioni
Tale relazionalit, a causa dellentanglement non locale, essa
stessa non locale. Con uno slogan potremmo dire: ontologia della
QM e dunque della fisica=relazionismo olistico non locale
(RONL)
Capitolo 9
Il problema della macro-oggettivazione
1. Molte storie decoerenti
2. Linterpretazione modale
3. Il programma GRW

Le varie opzioni (vettore di
stato, osservabili, dinamica)
Completezza o incompletezza vettore di stato (se la
teoria incompleta, allora ci sono variabili
nascoste, vedi Bohm come esempio)
Se il vettore di stato completo, si pu assumere
che linsieme di vettori di stato formalmente
omogeneo ma fisicamente disomogeneo
(assunzioni sulle osservabili, rottura della
connessione autovettore- propriet, molti mondi)
Insieme formalmente omogeneo e fisicamente
omogeneo (due principi dellevoluzione o una sola
dinamica)
r
r
r
misura
r
r r
c c u u = u
0 0 0
] [
1) Nella teoria di Bohm, il postulato del collasso
unaccurata approssimazione, nel senso che
trascurare leffetto di uno dei due termini soppressi
pu significare trascurare un effetto fisico reale sul
potenziale quantomeccanico: lo stato finale corretto
quello di sovrapposizione scritto sopra
2) Tuttavia, il gatto nella teoria in questione di fatto
vivo o morto, perch le posizioni delle particelle
nei due casi sono assai diverse: si usano le
equazioni irreversibili anche se quelle corrette sono
quelle reversibili.
Omogeneit o disomogeneit dei sistemi
nellipotesi di completezza di |+>
La completezza formale di |+> non
incompatibile con il fatto che, facendo opportune
assunzioni sulla misurabilit delle osservabili, si
abbia a che fare con sistemi fisicamente
disomogenei (ha senso parlare di completezza?)
Supponiamo che non risulti possibile (o in linea di
principio o di fatto) misurare tutte le grandezze
fisiche che corrispondono a tutte gli operatori del
microsistema e che le sole quantit osservabili
dellequazione precedente commutino tutte: allora
diventa impossibile distinguere uno stato puro da
una miscela statistica (si veda 8.7 Ghirardi 1996)
Se la non misurabilit di osservabili incompatibili
fosse dovuta a ragioni di principio, ne
conseguirebbe che lenergia iniziale del sistema
dellequazione di cui sopra e quella finale non
sarebbero misurabili, visto che la situazione iniziale
e quella finale sono macroscopicamente distinguibili
e corrispondono ad autovariet distinte. Inoltre, non
si danno prescrizioni precise su come individuare le
osservabili compatibili, perch non si d distinzione
precisa tra quantum e classico.
Allora la non misurabilit deve essere di fatto: visto
per es. il rapido accoppiarsi del sistema allambiente
come misurare tutte le correlazioni finali del
microsistema con tutto ci che lo circonda, in modo
da distinguere miscela e stato puro?
Lultima soluzione accettabile a fini pratici, e per gli
strumentalisti, ma lapprossimazione in questione
diversa da quella richiesta dalla teoria di Bohm. Per
questultima, lindice di fatto in una posizione definita
e lapprossimazione che ci porta ad usare una miscela
giustificata, come giustificato usare approssimate
equazioni irreversibili per predire che un singolo gas si
sta espandendo, malgrado il teorema di ricorrenza di
Poincar ci dica che le eq. corrette sono altre: non c
contraddizione tra il fatto che le equazioni corrette
sono quelle reversibili con luso nel presente di
equazioni approssimate irreversibili
Nel caso della teoria che limita di fatto le osservabili
misurabili, se in tempi di ricorrenza di Poincar si
riuscisse a misurare sovrapposizioni macroscopiche,
avremmo invece che ora la teoria in questione falsa

_ = +
+
i
i
A
i
S A S
p
Il teorema di decomposizione biortogonale di un
sistema composto asserisce che lo stato + di un
sistema composto da S e A pu scriversi in un solo
modo come la combinazione lineare di stati
biortonormali. Indicati con p
i
gli autovalori comuni
ai due operatori statistici W
S
e W
A
ottenuti facendo
la traccia parziale su ciascuno dei due spazi
costituenti, si ha (tralasciando questioni legate alla
degenerazione)
j i
j
A
i
A
j i
j
S
i
S
,
,
) , (
) , (
o = _ _
o =

+ + u = +
= < s
=
+
i
i
S A S
N M
N
t N M M X t M p t N
H H H N M
H H H H
) , ,... 1 ( ) , ,... 2 , 1 ( ) , ,... 2 , 1 (
1
...
2 1
Se siamo interessati al sottosistema S
M
scrivendo lo stato
puro del sistema composto in forma biortogonale possiamo
affermare che le due parti u e X hanno propriet definite,
anche se lo stato del sistema non in un autostato
dellosservabile. Questo tipico dellinterpretazione
modale, , che rompe il se e solo se del legame autovalore autostato. Tali
propriet dipendono per dal tipo di decomposizione
prescelta. Se si ha un protone, un neutrone e un elettrone
con i loro spin, si potrebbe essere interessati alle propriet
del primo lasciando gli altri due insieme, o a quelle dei
primi due e allultimo separatamente considerato
Ne segue che se scegliamo una
decomposizione, il protone pu avere spin
definito, se ne scegliamo unaltra, esso
nonavr spin definito. Conclude Ghirardi:
linterpretazione modale offre una
soluzione puramente formale al problema
di come siano possedute le propriet (p.
538, 1996, Boniolo et al.)

Siano o, | le osservabili, mentre i loro autovalori siano
k(o), j(|); sia P
o
k(o)
i proiettori associati allautovalore
k(o). Una storia costituita da una successione di eventi,
ovvero da una successione di istanti temporali, t
1
, t
2
, .t
n
e
dal fatto che a quegli istanti certi sistemi hanno certe
propriet. La probabilit P di una storia la probabilit che
si siano succeduti certi eventi:

Per un dato osservabile, vale la decomposizione
dellidentit
Molte storie decoerenti
m k
m k
P P
,
) ( ) (
o =
o o
o o
I P
k
k

o
o =
o
) (
) (
)] ( , , ), ( , , ),..., ( , , [
1 2
o o | | k t j t m t P
N
2
/
) (
/ ) (
) (
/ ) (
) (
1 2
). 0 ( ...
)] ( , , ), ( , , ),..., ( , , [
1 1 2 1
+
= o o | |

o
o

|

_
_

iHt
k
t t iH
j
j
t t iH
m
N
e P e P e P
k t j t m t P
N N
La teoria non si riferisce a riduzioni o a misure ma
interpreta le probabilit di successioni di eventi, o di date
storie. Si prenda ora unosservabile o a un istante dato t.
Prendiamo ora la famiglia di tutte le storie che
affermano che a t il sistema in oggetto ha uno dei suoi
possibili autovalori k
La k-esima storia della famiglia quella che afferma che a t vale
k(o). Sommando su tutti i valori k(o) di questa osservabile, si ha che
la probabilit 1, ma considerando altre osservabili | a quel tempo,
la somma per le probabilit associate a tutte le storie date dallunione
delle due famiglie sarebbe >1.
{ } t , o
Limitandosi a famiglie di storie alternative decoerenti, si
evitano problemi con la probabilit. Si consideri il
seguente funzionale di decoerenza
Supponiamo che questa espressione risulti nulla ogni volta che
almeno uno tra gli indici corrispondenti diverso (r da k, s da j,
etc.), allora linsieme delle probabilit associate alla famiglia
consistente (famiglia decoerente). Per lespressione di cui sopra,
si tenga conto che Ghirardi 1996, p. 392)


u = u + +
= + u + = + u + = u
+
+
+

+


/
) (
/ / /
/ /
) (
) ), 0 ( )( 0 (
) 0 ( ) ), 0 ( ( ) ( ) ), ( (
iHt
t a
iHt iHt
a a
iHt
a
iHt
a
iHt
a a t a
e P e e e
e e t t P
)) 0 ( ...
... ), 0 ( (
/
1
) (
/ )
1 2
(
) (
/ )
1
(
) (
) (
/ )
1
(
) (
/ )
1 2
(
) (
/
1
+
+

+ + +


iHt
k
t t iH j
j
N
t
N
t iH
m
m
N
t
N
t iH
s
t t iH
r
iHt
e P e P e P
P e P e P e
o
o |
_
_

|
|
o
o
Un corpo macroscopico deve avere sempre una
posizione quasi perfettamente definita in ogni descizione
oggettiva del mondo reale (Einstein)
GRW: levoluzione del vettore di stato
deterministica, la riduzione del pacchetto
non-lineare e stocastica
Consideriamo una sola particella e una funzione di
localizzazione L
r*
(r) una gaussiana di ampiezza 1/o
1/2
centrata attorno al valore r*
) ( ) ( ) ( ) (
) (
* *
*) (
2
4 / 3
*
r r NL r r
e r L
r r
r r
r
+ = + +
|
.
|

\
|
t
o
=

N un fattore di normalizzazione; la localizzazione


fa s che tutti i valori di r in +(r) che distano da r* pi di
1/o
1/2
siano posti = 0

Sia u
r
= L
r*
+(r)
per GRW la densit di probabilit che una localizzazione avvenga
in r* data da |u
r
|
2
; cio le localizzazioni spontanee avvengono in
modo da rispettare la prescrizione probabilistica della teoria
standard. Ovvero la localizzazione pu avvenire attorno a un
qualsiasi punto r* tale che la particella abbia secondo la teoria
standard una prob. non nulla di venir trovata in un volume 1/o
3/2

Se la frequenza media, la probabilit che si
verifichi un processo di localizzazione nellintervallo At,
data da At, irriducibile (stocasticit): non c una
causa per cui si verifica in uno piuttosto che in un altro
istante.
Dato che la probabilit dipende da |u
r
|
2
, il processo
non lineare nel vettore di stato
5
1 16
10 / 1
sec 10


= o
=
Due nuove
costanti di natura
)] ( ) ( [
2
1
) (
2 1
r r r
r r
+ + + = +
I due stati di posizione (per una particella) sono localizzati
attorno ai due punti r1 e r2, la cui distanza assai
maggiore di (1/o)
1/2
Poich per come costruito il
modello, la localizzazione pu avvenire solo attorno a uno
dei due punti, ci che costringe il sistema in
sovrapposizione a localizzarsi attorno a uno dei due punti
con probabilit 1/2