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Semantica per formule di un linguaggio proposizionale

p.9 della dispensa

Per stabilire la verit di una formula proposizionale, fissiamo innanzitutto il fatto che accettiamo di avere solo due possibili valori di verit: il vero e il falso (si dice che la nostra logica proposizionale bivalente)

Poi definiamo lattribuzione del valore di verit ad una formula per gradi, a partire dalle formule pi semplici (le atomiche, costituite dalla sola lettera proposizionale P, Q, R) fino a quelle sempre pi complesse (che contengono uno o pi connettivi).

Si parte, quindi, assegnando valori di verit alle formule atomiche. Tale assegnamento libero: non ha nessun carattere di necessit.

Se si vuole usare una terminologia matematica, questo atto di assegnamento pu essere rappresentato come una funzione (cio unoperazione) che va dallinsieme delle formule atomiche allinsieme dei valori di verit, in quanto unoperazione che, ricevendo in entrata formule atomiche, d in uscita il verdetto, cio il valore di verit di ciascuna (che, appunto, preso dallinsieme dei due valori, vero/falso).

Per rappresentare tutto ci con una scrittura simbolica, chiamiamo: V lassegnamento, L linsieme delle formule atomiche, 2 linsieme dei due valori vero e falso (non storcete il naso: 2 un simbolo come un altro, che pu essere utilizzato come nome di un insieme perch no?- specialmente se linsieme contiene due sole cose!)

Il vero e il falso possono essere rappresentati, ciascuno, con V e F, oppure con T (true) e F, oppure con 1 e 0.

Quindi, quanto appena detto a proposito dellassegnamento dei valori di verit alle formule atomiche pu essere scritto cos:

V: L2 che esprime il fatto che la funzione V prende in entrata formule atomiche e d in uscita un valore di verit (I due punti dopo la V stanno a significare, appunto, che si sta per esplicitare come lavora quella funzione con quel nome)

La scritta 2:= {1,0} la definizione dellinsieme che ha come nome 2. Si tratta, appunto, dellinsieme che contiene i due membri 1 e 0 che vengono utilizzati per rappresentare il vero e il falso (:= un simbolo che significa che si sta per definire il simbolo scritto alla sua sinistra)

Una volta assegnato il valore di verit alle formule atomiche, il valore delle formule composte resta fissato automaticamente sulla base delle tavole di verit per i connettivi, che sono state date alle pp. 7 e 8.

Quelle tavole possono anche essere espresse in maniera abbreviata come segue:

Tavola di verit della negazione


A A

Pu essere espressa come:


V(A) := 1-V(A) che significa che: [V(A )] lassegnamento di valore di verit a A [:= ] definito con loperazione 1-V(A), cio togliendo a 1 il valore di verit di A

Infatti
Osservando la tabella, vediamo che: Se V(A) 1, (cio, se nella colonna di sinistra c il valore 1), Allora V(A) 1-1, cio 0 (cio, nella colonna di destra c valore 0).

Se V(A) 0, (cio, se nella colonna di sinistra c il valore 0), V(A) 1-0, cio 1 (cio, nella colonna di destra c valore 1).

Tavola di verit della disgiunzione


A 1 1 B 1 0 AB 1 1

0
0

1
0

1
0

pu essere espressa come:


V(A B) := max (V(A), V(B)) che significa che: V(A B) lassegnamento di valore di verit a AB [:= ] definito con loperazione che sceglie max (V(A), V(B)), cio il maggiore tra i valori di verit attribuiti, volta per volta, ad A e a B:

Infatti,
Osservando la tabella, vediamo che: alla prima riga, dove abbiamo come valore di A (cio come V(A)) 1 e come valore di B (cio come V(B)) ancora 1, abbiamo come valore di A B (cio come V(A B)) 1, che il massimo tra 1 e 1.

alla seconda riga, dove abbiamo come valore di A (cio come V(A)) 1 e come valore di B (cio come V(B)) 0, abbiamo come valore di A B (cio come V(A B)) 1, che il massimo tra 1 e 0.

alla terza riga, dove abbiamo come valore di A (cio come V(A)) 0 e come valore di B (cio come V(B)) 1, abbiamo come valore di A B (cio come V(A B)) 1, che il massimo tra 0 e 1.

alla quarta riga, dove abbiamo come valore di A (cio come V(A)) 0 e come valore di B (cio come V(B)) ancora 0, abbiamo come valore di A B (cio come V(A B)) 0, che il massimo tra 0 e 0.

Tavola di verit della congiunzione


A 1 1 B 1 0 AB 1 0

0
0

1
0

0
0

pu essere espressa come


V(A B) := min (V(A), V(B)) che significa che: V(A B) lassegnamento di valore di verit a A B [:= ] definito con loperazione che sceglie min(V(A), V(B)), cio il minimo tra i valori di verit attribuiti, volta per volta, ad A e a B:

Infatti
Osservando la tabella, vediamo che: alla prima riga, dove abbiamo come valore di A (cio come V(A)) 1 e come valore di B (cio come V(B)) ancora 1, abbiamo come valore di A B (cio come V(A B)) 1, che il minimo tra 1 e 1.

alla seconda riga, dove abbiamo come valore di A (cio come V(A)) 1 e come valore di B (cio come V(B)) 0, abbiamo come valore di A B (cio come V(A B)) 0, che il minimo tra 1 e 0.

alla terza riga, dove abbiamo come valore di A (cio come V(A)) 0 e come valore di B (cio come V(B)) 1, abbiamo come valore di A B (cio come V(A B)) 0, che il minimo tra 0 e 1.

alla quarta riga, dove abbiamo come valore di A (cio come V(A)) 0 e come valore di B (cio come V(B)) ancora 0, abbiamo come valore di A B (cio come V(A B)) 0, che il minimo tra 0 e 0.

Tavola di verit dellimplicazione


A 1 1 B 1 0 AB 1 0

0
0

1
0

1
1

pu essere espressa come


V(A B) := max (1-V(A), V(B)) che significa che: V(A B) lassegnamento di valore di verit a A B [:= ] definito con loperazione che sceglie max (1-V(A), V(B)) cio il massimo tra : (1-V(A)), ossia ci che si ottiene sottraendo da 1 il valore di verit di A e V(B) il valore di verit di B.

Infatti
Osservando la tabella, vediamo che: alla prima riga, dove abbiamo come valore di A (cio come V(A)) 1 e come valore di B (cio come V(B)) ancora 1, abbiamo come valore di A B (cio come V(A B)) 1, che il massimo tra: 1-V(A) [cio 1-1] , che 0 e V(B) che 1.

alla seconda riga, dove abbiamo come valore di A (cio come V(A)) 1 e come valore di B (cio come V(B)) 0, abbiamo come valore di A B (cio come V(A B)) 0, che il massimo tra: 1-V(A) [cio 1-1] , che 0 e V(B) che 0.

alla terza riga, dove abbiamo come valore di A (cio come V(A)) 0 e come valore di B (cio come V(B)) 1, abbiamo come valore di A B (cio come V(A B)) 1, che il massimo tra: 1-V(A) [cio 1-0] , che 1 e V(B) che 1.

alla quarta riga, dove abbiamo come valore di A (cio come V(A)) 0 e come valore di B (cio come V(B)) ancora 0, abbiamo come valore di A B (cio come V(A B)) 1, che il massimo tra: 1-V(A) [cio 1-0] , che 1 e V(B) che 0.

Tavola di verit della biimplicazione


A 1 1 B 1 0 AB 1 0

0
0

1
0

0
1

Per cui si capisce subito che:


V (A B)=1 se e solo se V(A)=V(B). Infatti, il valore di verit di 1 solo alla prima e ultima riga, dove, rispettivamente, A e B hanno entrambi valore 1 e valore 0.

Ultime definizioni
A questo punto, si possono introdurre le seguenti definizioni relative ad una formula A: 1) una TAUTOLOGIA (o VERITA LOGICA) se risulta VERA secondo OGNI ASSEGNAMENTO di verit; 2) una CONTRADDIZIONE (o REFUTABILE) se risulta FALSA secondo OGNI ASSEGNAMENTO di verit;

3) SODDISFACIBILE se e solo se vera per almeno un assegnamento.