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Universit di Pisa

Capitolo 2 RADIOATTIVITA


Prof Francesco Oriolo
E-mail: oriolo@ing.unipi.it; Tel: 0502218052
Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Nucleare e della Produzione
La radioattivit la propriet che hanno alcune sostanze (radio,
polonio, uranio ed i loro composti) di emettere radiazioni
corpuscolari ( particelle o e |) e fotoni o radiazioni
elettromagnetiche (raggi ).
La radioattivit presente ovunque nell universo e gli elementi
radioattivi si trovano nelle stelle, nel pianeta Terra e persino nel
nostro corpo.
La sua scoperta avvenne nel 1896 ad opera di Henri Becquerel
mentre il termine "radioattivit" fu coniato da Marie e Pierre
Curie, che isolarono dalluranite, nella forma di pechblenda, due
nuovi elementi :il polonio e il radio. Quest' ultimo presentava
una forte emissione di particelle alla quale riferirono il termine
radioattivit, che significa attivit del radio.E presente ovunque
nell universo e gli elementi radioattivi si trovano nelle stelle, nel
pianeta Terra e persino nel nostro corpo.
Gli esseri viventi e luomo, fin dalla loro comparsa sulla Terra
sono stati esposti alla radioattivit.








Il decadimento radioattivo, ovvero la transizione da uno stato
del nucleo atomico instabile o eccitato ad un altro ad energia
minore, d luogo al fenomeno della radioattivit e questi
isotopi vengono chiamati isotopi-radioattivi, radioisotopi o
radionuclidi; essi si trasformano spontaneamente in altri
isotopi-radioattivi, secondo un ritmo prefissato e mediante
lemissione di particelle cariche elettricamente e/o di
radiazioni elettromagnetiche, questo processo di
trasformazione noto anche come disintegrazione. Esso
caratterizzato da una velocit di disintegrazione e da una
riduzione della massa per perdita di particelle o di energia per
emissione di fotoni. Si nota che al contrario delle reazioni
chimiche, la temperatura a cui si verifica il fenomeno non
influenza la radioattivit del materiale

<genitore><figlio> <genitore><figlio>
sono.


Si genera cos una catena di decadimento radioattivo a pi stadi, finch non viene a formarsi un isotopo stabile come riportato
nell'esempio che segue:

84
Po
219

82
Pb
205
+
2
H
84
Po
219

82
Pb
205
+
2
He
4


49
In
115

50
Sn
115
+
-1
e
0

e
4


49
In
115

50
Sn
115
+
-1

0
In questa catena sia il piombo che lo stagno sono isotopi stabili e sono isotopi figli
rispettivamente dei genitori polonio ed indio. Nell indio avviene la trasformazione di un neutrone in un protone ed in una
emissione di un elettrone e di un neutrino ( meglio di un antineutrino). Una catena radioattiva pi complessa data dallo iodio
53
I
139




Decadimento radioattivo a pi stadi:

Per Z< 84

84
Po
219
19
K
40
37
Rb
87
49
In
115


84
Po
219

82
Pb
205
+
2
He
4


49
In
115

50
Sn
115
+
-1
e
0






Esistono tre diversi tipi di decadimento radioattivo, che si
differenziano per il tipi di particella emessa e sono state
raggruppate in tre classi principali:
decadimento alfa o raggi o;
decadimento beta o raggi |;
decadimento gamma o raggi .
137 137 136
53 54 54
22 .
n
s ist
I Xe Xe
|

Decadimento alfa o raggi o sono costituiti da nuclei di elio e
composti da due protone e due neutroni.


92
U
238

90
Th
234
+o+
94
Pu
239

9 2
U
235
+o+

Le alfa hanno carica elettrica (Z =2) e sono altamente ionizzanti con
gli atomi circostanti e quindi rapidamente fermate nella materia:
il loro percorso in aria non supera 10-20 cm e la loro intensit
dimezzata da uno spessore di 0.01 mm di alluminio.
Questo tipo di decadimento tipico di un nucleo pesante che ha
rapporto tra neutroni e protoni minore rispetto al nucleo figlio: nel
caso dell uranio
92
U
238
, detto rapporto 146/92=1.587, mentre per il
figlio
90
Th
234
di 144/90=1.6



92
U
238

90
Th
234
+o+
9 2
U
235
+o+
Decadimento beta o raggi | . Il nucleo emette un elettrone ed un
antineutrino elettronico e si trasforma in un nucleo con numero
atomico (Z+1), ma il numero di massa rimane lo stesso. Per esempio:

27
Co
60

28
Ni
60
+
-1
e
0
+v+

Il figlio
28
Ni
60
ha un neutrone in meno ed un protone in pi rispetto
al genitore
27
Co
60
, con numero di massa invariato tra i due
discendenti. La radiazione beta pi penetrante di quella alfa, ma
pu essere bloccata da piccoli spessori di materiali metallici, come
pochi millimetri di alluminio.

Decadimento gamma o raggi . I raggi sono radiazioni
elettromagnetiche ad alta frequenza origine (>10
18
Hz). Nel
decadimento , il nucleo non si trasforma ma passa semplicemente ad
uno stato di energia inferiore, emettendo un fotone.( = 1 + 2) Al
contrario delle radiazione o e |, i raggi sono molto penetranti e
per bloccarli occorrono materiali ad elevata densit come il
piombo.
Tipo di radiazioni Particelle Distanza
percorsa in aria
Trasmutazione
Raggi o Nuclei elio,
2
He
4
,
(2p;2n)
~ 1 cm Si
Raggi | Elettroni ,-
1
e
0
,
+1
e
0
~ 1 m No
Raggi Fotoni ~ 100 m No



decadimento o o |
stato ecci tato
genitore
stato ecci tato
inferiore
ground
hard soft
La transizione del nucleo dallo stato intermedio metastabile allo stato finale:
semplice passaggio dallo stato energetico metastabile a quello
fondamentale con emissione di radiazione ;
emissione raggi assorbita dallatomo,causando quindi lespulsione di un
elettrone dal guscio interno K e la contemporanea emissione di raggi X
(conversione interna);
nessuna transizione del nucleo metastabile al suo stato fondamentale. Si ha un
decadimento | con formazione di un nuovo nucleo prodotto diverso dal
metastabile.

( )
C
dN t
A N
dt
= =
A quale istante un atomo instabile si disintegra in uno pi stabile non
valutabile in modo deterministico, ma solo in modo statistico. Dato un
campione di un dato radionuclide, si pu osservare che il numero dei nuclei
che decadono rispettano una precisa legge statistica. E molto importante
valutare il numero di radionuclidi di una data sostanza che scompaiono
nell unit di tempo o il tasso di emissione e di disintegrazione, chiamata
anche attivit (A
C
). La legge radioattivit :
A
C =


N

dove N il numero di atomi presenti al tempo t che possono
decadere e la costante di decadimento radioattivo [1/s]
indipendente dalla quantit di materiale considerato e dipende
esclusivamente dalle caratteristiche del nucleo. Se
consideriamo una sola sostanza radioattiva, caratterizzata da
N(t) all istante t, con 0 s t < , a seguito della disintegrazione
si osserva sperimentalmente che N(t) diminuisce rispetto al
valore iniziale N(0)=N
0
, secondo la legge:




C
( )
A
dN t
N
dt
= =
0
0
N t
N
dN
dt
N
=
} }
da cui si ha:
( ) ( )
N t N 0 exp( t) =
( ) ( )
C 0 C
A t N ( ) exp ( t) A 0 exp ( t) = =
Un campione di materiale radioattivo caratterizzato alla sua attivit, cio dal
numero di disintegrazioni nell unit di tempo. Per ragioni storiche lattivit si
esprime in curie, esso corrisponde a 3.7*10
10
disintegrazioni/s e
corrisponde all attivit di un grammo di radio, che per emissione di una
particella o si trasforma in radon con periodo di dimezzamento di 1622 anni.
Oggigiorno, nel Sistema Internazionale (SI), l unit di misura dell attivit il
Becquerel:
1 Bq = (1 disintegrazione)/(1 secondo)
Questa misura di attivit molto piccola e perci vengono
utilizzati i multipli, come:
1 kBq = 10
3
Bq; 1MBq=10
6
Bq;1GBq=10
9
Bq; 1TBq=10
12
Bq.

La soluzione N(t) pu essere anche interpretata come la
probabilit di trovare allistante t il nucleo non ancora
disintegrato, se indichiamo con p(t) la probabilit che il nucleo
si disintegri in un istante tra t e t+dt, essa rappresenta la
probabilit che il nucleo arrivi sino a t senza subire
disintegrazioni, meno la probabilit che sopravviva fino a t+dt:
( ) ( ) ( )
p t dt N t N t dt = +
( )
( )
N t
p t exp( t)
d
dt
= =


0 0
( ) 1
t
p t dt e dt

= =
} }
( )
0
2
0 0
1
1
( ) ( )
t
t
e t
t t tp t d te t dt

(
+
=< >= = = =
(
(

} }
La Eq. esprime il fatto che il nucleo dovr, prima o poi,disintegrarsi; inoltre,
mediante la funzione p(t), si pu calcolare la vita media del nucleo, data da:
Ne segue che la costante di decadimento l inverso della vita media <t>; un
altro parametro comunemente usato il tempo di dimezzamento (half-life)
T
1/2
, cio il tempo necessario affinch il numero dei nuclidi ancora non
disintegrati, e quindi l attivit del campione, si riduca a met:

N(t)/N(0)=1/2=exp(- T
1/2
) da cui,

( )
1/2
T log2 / 0.693/ 0.693t = = =

N(t)/N(0)=1/2=exp(- T
1/2
)
N(t)/N
0
N(t)/N
0
N(t)/N
0
N(t)/N
0
N(t)/N
0

Elemento T
1/2
Attivit origine Campi di applicazione
Carbonio,
6
C
11
20.4 min |
+
Artificiale Immagini mediche
Carbonio,
6
C
14
5730. anni |
-
Naturale Datazione
Cesio,
55
Cs
137
30.2 anni |
-
, Artificiale Radioterapia cancro
Cobalto,
27
Co
60
5.27 anni |
-
, Artificiale Rad ed irraggiamento
Fosforo,
15
P
32
2.04 min |
-
Artificiale Ricerche biologiche
Iodio,
53
I
123
13.2 ore |
+
Artificiale Medicina nucleare
Ossigeno,
8
O
15
14.3 giorni |
-
Artificiale Immagini mediche
Potassio,
19
K
40
1.3miliardi anni |
+
, Naturale Ricerche biologiche
Plutonio,
94
Pu
239
24100 anni o, Artificiale Combus. nucleare
Radio,
88
Ra
226
1600 anni o, Naturale Radioterapia
Radon,
86
Rn
222
3.82 giorni o Naturale Radioterapia
Stronzio,
38
Sr
90
28.2 anni |
-
Artificiale Cal spes, mis profon
Tallio,
81
Tl
201
3.04 giorni | Artificiale M n, scint miocardio
Torio,
90
Th
232
24miliardi anni o, Naturale Com nuc, Dat miner
Uranio,
92
U
235
704 milioni anni o, Naturale Com nucleare
Uranio,
92
U
238
4.47 miliardi anni o, Naturale Com nuc LMFBR
Catena di Decadimento Radioattivo
La disintegrazione di un nucleo pu condurre a sua volta ad un
nucleo instabile e soggetto alle stesse leggi del nucleo
genitore. In una catena di decadimento possono esistere stadi
successivi di decadimento prima della formazione di un
isotopo finale di tipo stabile:
X ...... D C B A
D C B A


140 140 140 140 140
54 55 56 57 58
16 66 12.8 40 s s d h
Xe Cs Ba La Ce
| | | |

essi decadono spontaneamente secondo la seguente equazione di bilancio:
<Variazione> = <Produzione> + <Decadimento>
essiIII radionuclidi decadono spontaneamente secondo la seguente equazione
di bilancio:

<Variazione> = <Produzione> + <Decadimento>
Inoltre stata Dopo
il te stata d
stata
1
1 1
2
2 2 1 1
3
3 3 2 2
( )
(figlio)
..
dN
N genitore
dt
dN
N N
dt
dN
N N
dt
etc



=
= +
= +
1
1
1 1
2
2 2 1 1 2 2 1 1
( ) (0)
( ) ( ) ( ) (0)
t
t
N t N e
dN
N t N t N t N e
dt

=
= + = +
Se consideriamo soltanto l isotopo genitore ed il figlio, si ha:
( )
1 2 2
1 1
2 2
2 1
( )
( ) * (0)
t t t
N t
N t e e N e



= +


RADIONUCLIDI
I raggi (sorgente di cobalto
27
Co
60
) hanno trovato applicazione in
medicina, nellindustria alimentare ed in quella metallurgica:
vengono distrutte le cellule tumorali senza lasciare radioattivit
residua;sterilizzazione degli strumenti medici usa e getta, i guanti
chirurgici, i rifiuti ospedalieri e perfino i ciucci dei biberon per i
bambini prematuri. Altri materiali di uso comune nelle nostre case,
come limballaggio del cibo, le bende per le lesioni, gli articoli da
masticare per gli animali vengono sterilizzati con il cobalto
radioattivo. Un'altra applicazione importante lirraggiamento di
frutta e verdura per esportazione essa sostituisce la fumicazione con
linsetticida a base di bromuro di metile, un agente cancerogeno di
classe I. Un altro es. la determinazione dellet di un campione di
materia organica attraverso la metodologia del carbonio
6
C
14
, che ha
un tempo di dimezzamento di 5730 anni. Esso contenuto
nellatmosfera e si forma in base alla seguente reazione:

Questo radioisotopo entra nel ciclo della CO
2
e nel processo
clorofilliano, e quindi presente nella materia vivente nel
rapporto quasi costante
6
C
14
/
6
C
12
esistente nell atmosfera
terrestre ed ha un valore quasi costante e pari a 1.3*10
-12
. Nella
crosta terrestre si trovano ancora alcuni radionuclidi con tempo
di dimezzamento molto lungo come quello dell uranio U-238 (
con T
1/2
= 4.5 miliardi di anni) ed il potassio K-40 ( con T
1/2
= 1.3
miliardi di anni) che ancora non sono del tutto disintegrati.
Inoltre possibile rintracciare dei discendenti delluranio U-238,
come il radioisotopo
88
Ra
226
che ancora viene generato, ed a sua
volta decade in un gas radioattivo, il Radon
86
Rn
222
(con T
1/2
=
3.823 giorni). Altra applicazione l uso dei traccianti radioattivi
che vengono miscelati ad un materiale per determinare alcune
caratteristiche, come la localizzazione di una molecola mediante
un radionuclide marcatore.
14 1 14 1
7 0 6 1
N n C H + +
Per avere una idea di come l uomo conviva con la radioattivit, si
riporta come esempio l attivit di alcuni materiali di uso comune:
il granito ha unattivit di 1000 Bq/kg;
un uomo della corporatura di 70 kg ha un attivit di 8000 Bq, di
cui circa 5000 Bq dovuto al potassio
19
K
40
e concentrato
essenzialmente nelle ossa.
il latte contiene circa 80 Bq/litro;
l acqua del mare ne contiene circa 10 Bq/litro.
Molti isotopi sono generati nei reattori nucleari, se ne conoscono
circa 800, e molti di essi non sono ancora utilizzati dalluomo e
vengono considerati come scorie radioattive.

Effetti delle radiazioni ionizzanti
I danni si hanno quando le radiazioni colpiscono la molecola del
DNA, presenta nel nucleo di ogni cellula e lo possono danneggiare
anche gravemente . Dal punto di vista biologico e quindi della
protezione della popolazione, si fa riferimento alla dose assorbita,
che la quantit di energia trasferita dalla radiazione per unit di
massa della sostanza irradiata.
L unit di dose assorbita nel SI il gray (Gy, mGy, Gy), che pari 1
J assorbito da 1 kg di massa della sostanza (1 J/kg) e spesso viene
utilizzata la dose assorbita nellunit di tempo ( intensit di dose
assorbita in Gy/s).
Gli effetti di elevate dosi di radiazioni sono documentati dai
sopravissuti dei bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki ed il
rischio associato a tali dosi ben conosciuto e valutato, mentre quello
associato alle piccole dosi molto incerto a causa dellincidenza sui
tumori di altri fattori. Gli effetti delle radiazioni ionizzanti sugli esseri
viventi e sull uomo possono distinguersi in effetti immediati (detti
anche deterministici) ed effetti a lungo termine (detti anche
stocastici).
Gli effetti immediati sono quelli che, al di sopra di un certo valore di
dose, si manifestano indistintamente a tutti coloro che sono stati
irradiati, entro un tempo assai breve (qualche giorno o al massimo
qualche settimana), e per cui la gravit dei danni aumenta con la dose. I
danni deterministici si verificano se si supera una certa soglia di
dose, per dosi inferiori a 0.15Gy non mai stato osservato danno
neppure per tessuti pi radiosensibili (come midollo osseo,
cristallino embrione, feto, spermatagoni ecc).
Per dose intorno ai 2 Gy sono stati osservati danneggiamenti dei
tessuti del midollo emopoietico, con sindrome emopoietica
guaribile. Mentre per valori di circa 7 Gy si verifica completa ed
irreversibile distruzione del midollo osseo, con morte probabile;
alle dosi superiori, la morte sicura per lesioni allepitelio
intestinale (con diarrea ed altre gravi infezioni) o del SNC
(Sistema Nervoso Centrale) con convulsioni e coma. In tabella
2.4 sono riportati gli effetti immediati delle radiazioni in base alla
dose assorbita.
Gli effetti stocastici sono dovuti ad alterazioni del DNA, prodotte da
dosi non elevate. Per piccole dosi, inferiori a 0.2 Gy, si pu parlare solo
di danno stocastico. In propositi a livello internazionale si confrontano
tre dottrine:
1) L International Commission on Radiological Protection (ICRP)
in base al principio di precauzione, Linear Non-threshold Theory
con un fattore 2 di riduzione per le piccole dosi.
Per lICPR lipotesi lineare senza soglia uno strumento per
attuare il principio conservativo di radioprotezione ed errato
servirsene come ipotesi di calcolo dei morti a seguito di piccole
dosi assorbite dalla popolazione
2) La seconda dottrina ha i maggiori sostenitori nell Acadmie de
Science de France, sostiene che gli effetti stocastici sono
proporzionali alla dose, ma per le "piccole dosi", esiste almeno
una "soglia pratica". Questa dottrina si base sul fatto che la cellula
dispone di sistemi efficientissimi di riparazione del DNA, come
avviene per le lesioni dovute al metabolismo ossidativo e da
genotossici ambientali. Inoltre il monitoraggio di migliaia di
lavoratori esposti alle piccole dosi fino ad ora non ha fornito una
evidenzia cancerogena.
3) La terza dottrina, considerata non politicamente corretta, l
ormesi, cio le piccole dosi non solo possono essere innocue, ma
addirittura avere effetti favorevoli. Esse sviluppano una risposta
adattativa che rende l organismo capace di meglio resistere anche
alle alte dosi.
Gli effetti biologici della dose assorbita sono molto diversi a seconda
del tipo di tessuto/organo irradiato e particolarmente sensibili come: gli
organi ematopoietici, il sistema vascolare, gli organi riproduttivi ed
il cristallino degli occhi.
Per questo motivo viene introdotto il concetto di dose equivalente, che
uguale al prodotto della dose assorbita (D
R
) da un organo o da un
tessuto per un fattore di ponderazione (W
R
) che tiene conto del tipo
e dell energia della radiazione nonch della distribuzione spazio-
tempo dellirraggiamento.
La dose assorbita viene convertita in dose equivalente
moltiplicandola per i seguenti fattori pesi W
R
: 1 per i fotoni, 20 per
i raggi o e valori tra 5 e 20 per i neutroni a seconda della loro
energia.
Lunit di misura nel SI il sievert (Sv), che misura gli effetti ed il
danno provocato sull organismo da un gray. In Tabella 2.4 sono
riportati alcuni dati dosimetrici relativi ad esami medici con raggi
X.
Luomo pu essere esposto alla radioattivit in due modi diversi:
Per esposizione esterna, sorgente radioattiva esterna allorganismo;
Per esposizione interna, prodotta da una sostanza radioattiva introdotta
nellorganismo, per inalazione, per ingestione o attraverso una ferita.
Se si irradiano tessuti diversi con la stessa dose equivalente si
osserva che l incidenza del danno non uguale per i diversi tessuti.
Esiste una diversa radiosensibilit e per questo motivo viene
definita una ulteriore grandezza dosimetrica detta dose efficace E,
data da:
T T
T
E W H =

dove W
T
il fattore di ponderazione per l'organo o il tessuto T ed
H
T
la dose equivalente per l'organo o tessuto T. In tabella 2.6
sono riportati esempi di il fattore di ponderazione w
T-

La radioattivit naturale costituita da sorgenti naturali, che derivano dal
flusso della radiazione cosmica e dall attivit dei radioisotopi presenti
nel terreno e nelle rocce (radiazione terrestre). La dose naturale, a cui
soggetto ogni individuo della popolazione varia tra 2 e 4 mSv,
dipende dalle caratteristiche geomorfologiche del luogo di residenza e
dal tipo di vita. La radiazione naturale, detta anche radiazione di fondo,
pu essere classificata base all origine della sorgente, in:
Raggi cosmici, emessi direttamente dai corpi celesti e dal Sole o
prodotti dall interazione del raggi cosmici con l atmosfera e con la
superficie terrestre.
Radiazione terrestre, dovuta ai radioisotopi primordiali della
formazione della Terra e non ancora decaduti in forma stabile.
La dose che ciascuno abitante della Terra assume per effetto della
radiazione di fondo, deve essere incrementata da quella dovuta all
attivit antropica. La radiazione di fondo varia enormemente da
luogo a luogo della Terra, raggiungendo in alcune regioni valori di
dose efficace del valore di circa 250 millisievert per anno (mSv/a).
Esse sono pi elevate nei terreni vulcanici (ad esempio, Campania e
E Lazio) od ad alta quota come Citt del Messico o in localit termali
come Ramsar in Iran o in distretti ricchi di minerali radioattivi come
Guarapari in Brasile che sulle sue spiagge si possono raggiungere
circa 750 mSv/a.
In realt non esistono prove scientifiche che evidenziano un rischio
di tumori od effetti immediati alle dosi inferiori a circa 100-200
mSv/a, anzi questi valori costituisco una specie di soglia
epidemiologica per gli effetti stocastici. Nei Paesi industrializzati
le dosi per l attivit antropica sono generalmente molto ridotte
rispetto a quelle derivanti dalle radiazioni naturali, con aliquote
medie di circa un terzo per la prima e di due terzi per il fondo
naturale.
In tabella 2.5 sono riportati la radiazione naturale cosmica e
gamma e le dosi/anno medie relative ai Capoluoghi di regioni
italiane. Mentre in Tabella 2.6 sono riportati alcuni valori di dose
efficace e dei relativi effetti sulla salute.
Normativa italiana.
La radioprotezione regolata da una severa normativa, in particolare
negli Stati dellUnione Europea, ciascun Stato Membro obbligato a
recepire nella propria Legislazione le specifiche Direttive Euratom,
aggiornata periodicamente secondo i pi rigorosi standard internazionali
dell ICPR. La legge italiana (D.L. 230/1995) prescrive che non si
devono superare i seguenti limiti:
per i lavoratori professionalmente esposti non bisogna superare una
dose efficace di 20 mSv, in pi rispetto alla radiazione naturale. Con
dose limite equivalenti di 150 mSv per il cristallino, 500 mSv per la
pelle e per le mani;
per i lavoratori non esposti e per tutti gli altri individui della
popolazione, il limite di 1 mSv in pi rispetto alla radiazione naturale,
con dose equivalente di 15 mSv per il cristallino e 50 mSv per la pelle.
In condizione di emergenza e sotto controllo di squadre speciali per
lemergenza vengono indicate dalla normativa italiana i seguenti livelli
operativi: una dose efficace di 100 mSv, con dose limite equivalente di
300 mSv per il cristallino, 1 Sv alle estremit (le mani, avambracci,
piedi e caviglie) ed alla pelle.
Lincidente di Chernobyl (URSS,1986) il pi grande incidente
severo della storia, con un costo immediato di
vite umane di 31 tra personale e vigili del fuoco, con il rilascio di
10
+13
Bq (10 trilioni), circa 400 volte la bomba di Hiroshima, la
contaminazione di gran parte del Vecchio Continente.
Con valori medi di dose:
120 mSv per 5300 lavoratori impegnati per il recupero
impianto;

30 mSv per i 150000 evacuati;
9 mSv per i residenti vicini alla zona contaminata (circa (7.8)
una TAC alladdome);

1 mSv per la popolazione europea ( la reattivit media mondiale
di 2.5 mSv).
Ovviamente le medie non dicono che 237 dei
5300 sono stati esposti ad alte dosi e 134 con
sindrome acuta da radiazioni, con 28 morti
nei primi tre mesi e circa 14 negli anni
successivi.

La lezione port a promuovere nuovi
Standard di Sicurezza ed a modernizzare (con
strumentazione, equipaggiamento e procedure
di gestione occidentali) gli impianti nucleari
sovietici, alla costituzione dell International
Safety Advisory Group,INSAG, che rilasci
un rapporto dettagliato sullincidente.
Lincidente di Fukushima (Giappone 11 Marzo 2011) un
incidente severo che ha interessato 4 reattori nucleari.
Terremoto e tsunami hanno provocato nella regione 15550 morti
accertati, 5688 feriti e 5346 dispersi (National Police Agency of
Japan, 30/09/2011)
Nel sito di Fukushima si sono avuti 4 morti per terremoto e 2
affogati per lo tsunami.
- 20 lavoratori feriti non gravi per esplosione didrogeno
Valori di dose massima assorbita dai lavoratori esposti ad
irraggiamento:
- 2 lavoratori con dose effettiva assorbita di 200-250 mSv
- 8 lavoratori con dose effettiva assorbita di 150-200 mSv
- 11 lavoratori con dose effettiva assorbita di 100-150 mSv
Nota: Per dosi>250 mSv previsto un caso di cancro in pi
rispetto ad un campione non irradiato su 100 casi di cancro

Fino al 30 Marzo i giornali locali e nazionali hanno strombazzato
la contaminazione degli orchestrali del Maggio Musicale e poi
successivamente calato il silenzio e ha pi parlato dei risultati
qualificati ottenuti dall' ENEA. Dalla lettera della Dr Fantuzzi,
Direttrice dell'Istituto di Radioprotezione dell'ENEA, risulta:
"Con tale strumentazione, dedicata a misure di radioprotezione,
stato possibile certificare contenuti molto bassi di radiottivit.
Infatti la Minima Attivit Rivelabile (MAR) delle misure
effettuate pari a 2 Bq in tiroide, 20 Bq al corpo intero e valori
inferiori a 0,5 Bq/l per le misure sulle urine". Per darle una idea,
il latte in commercio in Italia contiene circa 60 Bq/litro e l'acqua
di mare 10 Bq/litro.
Il chiasso su internet: " Fate tornare a casa il Maggio Musicale".
la vergognosa fuga di circa 100 lavoratori ed il protagonismo di
chi dirige l' Unit di Fisica sanitaria dell'ospedale di Careggi
hanno allarmato l'opinione pubblica e stressato ulteriormente i
"contaminati.
La mia meraviglia stato che l'Ospedale di Careggi non attuasse
immediatamente un protocollo, come hanno fatto quelli di
Niguarda ed il Gemelli, prima delle disposizioni del Ministro della
Sanit. Mania di protagonismo toscano?? Mi meraviglio che la
Regione Toscana non abbia pubblicizzato i risultati dell'ENEA ed
avvallata la "bufala fiorentina" insieme anche alla Segretaria della
CGIL Camusso (ricordo con grande rimpianto l'ultimo grande
Segretario: Trentin). Per anche le bufale hanno un costo e la
giusta penale di circa 2.5 milioni di euro , richiesta dai giapponesi
per i 6 concerti annullati chi la pagher? Speriamo che paghino
quelli che hanno organizzato l'ignominiosa fuga da Tokio.
Seguo l'incidente di Fukushima per conto dell'UE e sono
giornalmente collegato con il "Tokyo Institute of Technology" e
l'irraggiamento radioattivo a Tokio sempre stato circa la met del
fondo naturale di Piazza San Pietro. ( Tutti i fedeli dovrebbero fare
causa al Papa, perch la dose efficace assorbita per la
Beatificazione di Papa Woytila maggiore di quella degli
orchestrali "contaminati").
Scorie radioattive

Durante il ciclo di vita dell energia nucleare vengono
generate rifiuti radioattivi che devono essere trattati con
attenzione e gestiti in conformit agli alti standard di
sicurezza fissati.

La produzione di rifiuti comincia con l estrazione del
materiale uranifero, con la macinazione e la purificazione,
conversione, arricchimento, fabbricazione dell elemento
di combustibile, suo irraggiamento nel reattore per
produrre energia e si conclude con lo smantellamento dell
impianto, la sistemazione delle scorie nucleari nel deposito
definitivo e la restituzione del sito per altre attivit.
L innovazione tecnologica permette di considerare
il combustibile esaurito, gli scarti di lavorazione e
tutti i rifiuti radioattivi, non pi come un onere da
disfarsi quanto prima, ma come una risorsa da
gestire, immagazzinare ed utilizzare in sistemi
nucleari avanzati, come i moderni LMFBR e
quelli sottocritici progettati per il bruciamento
degli attinidi minori. Poich qualsiasi materia
radioattiva, ancorch contenuta in apparecchiature
o dispositivi in genere, di cui non previsto il
riciclo o la riutilizzazione ( dal D.L. 203, 17
Marzo 1995) costituisce scoria radioattiva da
condizionare e custodire in un deposito sicuro.
Scorie ad alta attivit (HLW): sono caratterizzate da un
decadimento radioattivo dell ordine del migliaia d anni
ed un livello di radioattivit di migliaia di Bq/g. Il livello
di attivit superiore a 3700 Bq/g nel prodotto
condizionato,a causa di radio nuclidi a lunga vita media.
Scorie ad attivit intermedia (ILW): esse decadono in
tempi dell ordine delle centinaia d anni a livello di
centinaia di Bq/g e contengono radionuclidi a lunghissima
vita media e livelli di attivit inferiore a 3700Bq/g nel
prodotto condizionato. Dette scorie vengono prodotte
durante l esercizio del reattore nucleare e durante il
riprocessamento del combustibile irraggiato. Per la
sistemazione definitiva del manufatto condizionato di
categoria ILW sono sufficienti strutture ingegneristiche
realizzate in superficie.
Scorie a bassa attivit (LLW): l attivit di questi rifiuti
decade in tempi dell ordine dei mesi o al massimo di
qualche anno (prodotti lungo tutto il ciclo di vita) e dopo il
decadimento,possono essere trattati come rifiuti
convenzionali.
Per affrontare e risolvere bene il problema delle scorie
radioattive, si fa presente che un impianto nucleare da
1000 MW
e
produce in un anno di esercizio, una quantit
limitata di scorie nucleari: 500 t, 200 t, 25 t di scorie a
bassa, intermedia, alta attivit , se non vengono trattati.
Mentre una centrale equivalente a carbone, oltre all
anidride carbonica ed altri gas altamente inquinanti,
produce 300-400 mila tonnellate di ceneri, che contengono
centinaia di tonnellate di metalli pesanti, altamente tossici
come arsenico, cadmio, piombo, mercurio ecc.
Un reattore ad acqua naturale (LWR) della III Gen,della
taglia di 1600 MW
e
, produce un volume di scorie:
a bassa-media attivit intorno ai 200-350 mc/GWanno;
ad alta attivit sono intorno ai 10-20 mc/Gwanno;
Circa 3 mc/GWanno con il riciclaggio del combustibile
e/o il bruciamento degli attinidi minori.
Nel riprocessamento di una tonnellata di combustibile di
combustibile esaurito si producono:
0.1 mc di scorie ad alto livello di attivit, che
contengono il 99% della reattivit del combustibile spento;
- 1 mc di scorie a livello intermedio, che contengono
circa l 1% della reattivit del combustibile esaurito;
- 4 mc di scorie a basso livello che contengono solo
0.0001% della radioattivit del combustibile spento.
L attuale tecnologia nucleare permette di trasformare
le scorie ad alta attivit in quelle ad attivit intermedia,
infatti essi possono essere bruciati (trasmutate) in
reattori autofertilizzanti, come gi stato sperimentato
nel Superphenix; altre soluzioni sono in fase avanzata
di progettazione, come l Accelerator Driven System
(ADS), proposto del Prof Rubbia. Gli obiettivi di
sostenibilit dell energia nucleare passano attraverso il
bruciamento di tutti gli attinidi ed inoltre bisogna
separare i prodotti di fissione con tempi di
dimezzamento intermedio e, ma con elevata attivit
come il cesio (Cs-137 ) e lo stronzio (Sr-90)) e
raffreddarli per convenzione fino a quanto il
decadimento raggiunge livelli di sicurezza.
Il problema della sistemazione definitiva delle
scorie radioattive, non di natura tecnologica, ma
politica. Le conoscenze tecniche permettono gi
oggi soluzioni adeguate che non vengono
realizzate per mancanza di scelte politiche e per
scarsa educazione dell opinione pubblica a
scelte razionali. E necessario che l opinione
pubblica recepisca l idea che il deposito
definitivo delle scorie radioattive non una
discarica nucleare, ma un impianto tecnologico
avanzato e come tale va progettato e gestito .