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Neutrini superluminali: terremoto scientifico o miraggio?

Vera Montalbano Dipartimento di fisica, Universit di Siena


Liceo Classico Petrarca - Arezzo 24 febbraio 2012

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Introduzione
NEUTRINI protagonisti particelle molto particolari

SUPERLUMINALI:
TERREMOTO SCIENTIFICO

pi veloci della luce


se confermato crisi profonda con esperimenti contraddittori

o
MIRAGGIO? Illusione? No Artefatto? No Miraggio: fenomeno fisico reale che, se non riconosciuto, porta a conclusioni errate

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Introduzione
Neutrini: cosa sono, che caratteristiche hanno, ecc. (radioattivit, decadimenti beta, teoria di Fermi, necessit sperimentale del neutrino, caratteristiche note, particella elementare, neutrino particella con aspetti unici, quanti tipi ne esistono, ...) Perch una velocit maggiore di quella della luce cos imprevista nella fisica contemporanea (brevissima introduzione alla relativit ristretta e alle sue, per ora, solidissime basi sperimentali, digressione sulle teorie fisiche che descrivono la natura e sulla loro longevit)

Le misure di OPERA (complessit dellesperimento, perch cos complicato capire se il risultato corretto e accettabile, perplessit e possibili soluzioni, work in progress aspettando nuove misure)
Conclusioni Page 3

La scoperta della radioattivit naturale


Il neutrino viene introdotto per spiegare una classe di fenomeni rilevanti nella radioattivit.
Il fisico francese Becquerel (18521908) osserv che un minerale contenente uranio, messo al di sopra di una lastra fotografica avvolta in carta nera, emetteva una radiazione spontanea capace di penetrare attraverso la carta e di impressionare la lastra fotografica che risultava annerita.
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Un po di storia
1896 Il fisico francese Henri Becquerel scopre il fenomeno della radioattivit da sali di uranio (scoperta casuale).
1897 Il fisico britannico J. J. Thomson scopre l'elettrone e ne misura la carica e la massa. La presenza nella materia di una carica negativa fa supporre l'esistenza in essa di una carica positiva che per sfugge alla rivelazione. 1898 I coniugi Pierre e Maria Curie (francese il primo e polacca la seconda) scoprono altri elementi radioattivi: torio, polonio, radio (da quest'ultimo, che fornisce la maggiore attivit, prender il nome fenomeno). 1899 Il fisico britannico Ernst Rutherford scopre delle radiazioni, che chiama alfa a e beta b, emesse da materiali radioattivi. 1900 Il fisico francese Paul Villard scopre altri raggi, provenienti da materiali radioattivi, che chiama gamma g. Page 5

Un po di storia
1906/1909 - Ernst Rutherford prova che i raggi a sono particelle cariche positivamente. 1909 Ernst Rutherford ed i suoi collaboratori Geiger e Mardsen scoprono il nucleo dell'atomo e quindi il protone, la particella positiva che (fino al 1932) si ritiene essere il costituente principale del nucleo. 1910/1913 J. J. Thomson e F. W. Aston scoprono l'isotopia, cio quelle sostanze che hanno stesse propriet chimiche pur presentando nuclei atomici diversi. 1911 Rutherford elabora il suo modello atomico. 1913 Il fisico danese Niels Bohr elabora il suo modello atomico che soppianta quello di Rutherford . 1932 Il fisico britannico James Chadwick scopre l'esistenza del

neutrone, una particella neutra che costituente del nucleo. Diventa cos chiaro il fenomeno dell'isotopia: il numero dei protoni che qualifica chimicamente una sostanza; un elemento resta chimicamente lo stesso anche se varia il numero dei neutroni che Page 6 costituiscono il suo nucleo.

Qualche numero
In quegli anni si comprende che la materia ben diversa da quello che ci appare: la quantit di spazio vuoto supera di gran lunga il pieno.

DIMENSIONI MOLECOLA DIMENSIONI ATOMO

10-9 m 10-10 m

DIMENSIONI NUCLEO

10-15 m

massa dell'elettrone

me = 0,9 . 10-31 Kg

me

massa del protone


massa del neutrone

mp 1 836 me
mn 1 838 Page 7

Radioattivit
Alcuni elementi pesanti [tra cui uranio (U), radio (Ra), torio (Th), attinio (Ac), polonio (Po)] emettono spontaneamente radiazioni, che non vengono percepite direttamente dai nostri sensi; la loro esistenza viene rivelata da vari effetti che esse producono. Azione fotografica Per es., un tubetto di vetro, contenente sali di uranio in quantit sufficiente, posto accanto a una lastra fotografica per qualche ora, la impressiona. L'effetto si osserva anche se tra tubetto e lastra sono interposte sottili lamine metalliche. Si deduce che la radiazione emessa dai sali di uranio, o almeno alcune componenti di essa, hanno un potere penetrante che ricorda quello dei raggi X.

Azione ionizzante Prendiamo due lastrine metalliche affacciate a una distanza di qualche centimetro una dall'altra e portate a diverso potenziale. Da una lastrina all'altra non passa, quasi, corrente; l'aria interposta un buon isolante. Se ora si accosta un preparato radioattivo, si constata che l'aria diventa conduttrice; ci dovuto alla formazione di ioni (ionizzazione). Le radiazioni emesse dai corpi radioattivi ionizzano fortemente l'aria.

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Radiazione ionizzante raggi alfa

Sono costituite da nuclei di elio 2He4, con carica +2, massa pari a 4,04 uma.
Sono emesse con grande velocit (sempre la stessa per uno stesso elemento) dai nuclei (circa 20 000 Km/s), ma, a causa degli urti con le molecole d'aria, le ionizzano, perdendo gran parte della loro energia cinetica in tragitti che, in aria, vanno dai due agli otto centimetri. Nel caso poi queste particelle debbano attraversare materia solida, la loro perdita di energia avviene molto prima (sono bloccate da sottili foglie di carta o di alluminio, dai vestiti, dagli strati superiori della pelle). POCO PENETRANTE

Radiazione ionizzante

raggi beta

Costituita da fasci di elettroni di carica negativa o di elettroni di carica positiva (positroni, particelle che hanno stessa massa e stessa carica, cambiata di segno, dell'elettrone e che si indicano con e+) espulsi a gigantesche velocit (vicine a quelle della luce) dai nuclei atomici. Le particelle b non hanno tutte la stessa energia come le particelle a .

Essa pu variare in un'ampia fascia di valori (da alcune centinaia di KeV ad alcuni MeV).
Anche le particelle b ionizzano l'aria che attraversano ma in misura molto minore di quanto fanno le particelle a .
PENETRANTI

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Radiazione ionizzante raggi gamma


La radiazione gamma , contrariamente alle altre due, costituita da fotoni molto energetici (da alcuni KeV a 2 MeV). Le radiazioni gamma sono fisicamente identiche ai raggi X di alta energia, l'unica differenza (oltre allo spettro di frequenza) che i raggi gamma sono prodotti dall'interno del nucleo atomico mentre i raggi X sono prodotti dagli elettroni. Si tratta di onde elettromagnetiche della stessa natura di quella della luce, ma con lunghezze d'onda molto pi piccole (da 3.10-9 cm fino a valori di gran lunga pi piccoli) e quindi con frequenze molto pi elevate; queste radiazioni si propagano sotto forma di pacchetti (d'onda) di sola energia (fotoni) alla velocit della luce, sono prive di carica elettrica e, rispetto alle radiazioni alfa e beta, hanno un potere ionizzante molto inferiore.

MOLTO PENETRANTE

raggi beta
n p + e +
60 27

teoria di Fermi
decadimenti b
64 Cu28 Ni e

Fermi propose una teoria che spiegava tutti i decadimenti b ..

60 Co28 Ni* e
64 29

decadimenti b + Page 10

Teoria di Fermi
.. e ipotizzava reazioni nucleari quali la cattura elettronica.

p + e n +
Per spiegare il fatto che gli elettroni vengono emessi nei decadimenti con un ampio spettro di velocit, Fermi adott una proposta di Pauli ed ipotizz lesistenza di una nuova particella, con carica elettrica nulla e massa nulla. Questa ipotesi permise di spiegare tutti i decadimenti e le altre reazioni nucleari che ben presto furono realizzate in laboratorio, mantenendo i principi di conservazione della meccanica degli urti (energia e quantit di moto).

La nuova particella fu chiamata neutrino.


Prima di descrivere il neutrino dobbiamo parlare di interazioni fondamentali.

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Interazioni fondamentali
Interazione elettromagnetica Fem
Elettricit, magnetismo, induzione, onde elettromagnetiche, atomi, molecole, struttura della materia, reazioni chimiche, forze dattrito, raggi gamma

Interazione forte Fs Fs / Fem 100 nuclei, spettri di emissione ed assorbimento nucleari, decadimenti alfa

Interazione debole decadimenti beta

Fw

Fw / Fem 10-2

Interazione gravitazionale Fg Fg/Fem 10-36 moto dei gravi, maree, moto di pianeti, stelle, galassie lintensit stimata a distanze del raggio di Fermi
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Neutrini
Carica elettrica nulla perch non ha interazioni elettromagnetiche ?Massa nulla? non cos certo, per molti anni tutti gli esperimenti sono stati compatibili con massa nulla, ma cerano alcuni problemi in particolare quello dei neutrini solari che per molti anni hanno dato misure di circa un terzo rispetto alla produzione stimata del Sole. Interazione debole si, con tutti i leptoni della loro famiglia Interazione forte no, non interagiscono con i quarks e con i gluoni Se avesse massa nulla, sarebbe lunica particella elementare con una sola interazione possibile! Quanti tipi se ne conoscono? Inizialmente era noto solo il neutrino dei decadimenti beta (elettronico), ora si hanno evidenze sperimentali dellesistenza di uno per ogni famiglia leptonica Page 13

Particelle elementari
La teoria che oggi descrive meglio tutti gli esperimenti di fisica subatomica ed in particolare gli urti che avvengono negli acceleratori di particelle come LHC al CERN di Ginevra il Modello Standard Le particelle elementari non sono poche, ma permettono di descrivere milioni e milioni di urti in tutti i loro aspetti quantitativi.

Tre famiglie di quarks a cui corrispondono tre famiglie di leptoni, a cui bisogna aggiungere i bosoni che mediano le interazioni. Per ogni quark e per ogni leptone esiste poi anche la rispettiva antiparticella.

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Oscillazione dei neutrini


Negli ultimi anni ha trovato conferma sperimentale lipotesi delloscillazione dei neutrini, proposta da Bruno Pontecorvo nel 1957.
Un particolare fenomeno detto mixing avviene tra i quark a causa della massa non nulla Perch esiste il mixing tra quarks e non tra leptoni?

neutrino con massa

stati di massa sarebbero misture di stati deboli

Loscillazione lo spontaneo cambiamento da uno stato di massa del neutrino ad un altro Il solo fenomeno accessibile agli esperimenti che provi il mixing loscillazione dei neutrini tra una famiglia leptonica e laltra quando i neutrini si propagano liberi nello spazio

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Oscillazione dei neutrini

1000 fotomoltiplicatori 11146 fotomoltiplicatori

Il 12 novembre 2001, circa 6.600 fotomoltiplicatori del Super-Kamiokande implosero, apparentemente in una reazione a catena, dovuta alle onde di pressione di ogni tubo imploso che si propagavano ai suoi vicini. Page 16

Oscillazione dei neutrini


Oscillazione dei neutrini

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Relativit galileiana
Fino allOttocento i sistemi in moto relativo tra loro venivano descritti con la relativit galileiana Nessun esperimento consente di distinguere due riferimenti il cui moto relativo rettilineo uniforme Tutti i fenomeni fisici seguono le stesse leggi in due riferimenti il cui moto relativo rettilineo uniforme Nel passaggio da un riferimento ad un altro che si muova di moto rettilineo uniforme rispetto al primo, tutte le leggi fisiche sono invarianti. Prima di definire questo principio, Galileo aveva introdotto e descritto il principio di inerzia. I riferimenti di cui si parla sono riferimenti inerziali. Newton formalizzer questi principi nella sua meccanica.

Le relazioni tra le grandezze misurate due diversi sistemi di riferimento inerziali Page 18

Relativit galileiana
Conseguenze della relativit
Un osservatore S in movimento con velocit V rispetto a S assegner coordinate x,y,z,t.

In P si verifica un evento ed un osservatore S misurer la posizione e listante in cui avviene levento assegnando coordinate x,y,z,t.

P
z z O y v x O

Le equazioni che mettono in relazione le coordinate spazio-temporali di uno stesso evento nei due sistemi di riferimento sono le

Trasformazioni di Galileo:
x = x Vt y = y z = z t = t x Da cui discende la legge di composizione delle velocit della Meccanica v = v + V mentre le forze, le accelerazioni, le masse restano le stesse nei due sistemi di riferimento Page 19

Relativit di Einstein
Approccio fisico
La teoria della relativit ristretta (1905) nasce per rispondere ad una esigenza sperimentale. Era necessaria una spiegazione coerente e soddisfacente al risultato dellesperienza di Michelson e Morley con la quale si era cercato ripetutamente di rivelare la composizione della velocit della luce con il moto di traslazione della Terra intorno al Sole

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Composizione delle velocit

Secondo la cinematica "classica" le due velocit si sarebbero dovute comporre

V' = V v
E questo avrebbe permesso di misurare la velocit con la quale la Terra si muoveva nello spazio assoluto di Newton, e cio rispetto all'"etere" che lo riempiva e attraverso il quale la luce viaggiava.

Ma l'esperimento aveva rivelato, con un margine di errore di misura molto accurato, come la velocit della luce nel vuoto fosse sempre identica a

indipendentemente dal moto della Terra. Per trovare una spiegazione a questo stato di cose Einstein segu una metodologia ben precisa, secondo la quale i concetti della Meccanica newtoniana dovevano essere riveduti.
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Relativit
nella fisica devono entrare in gioco solo quelle grandezze che si possono definire in base al metodo con il quale possono essere osservate o misurate sperimentalmente

IL PRINCIPIO DI COSTANZA DELLA VELOCIT DELLA LUCE


Assumere proprio come principi, dai quali partire per l'elaborazione della teoria, quei "FATTI" che sembrano resistere ad ogni tentativo di falsificazione osservativa. la velocit della luce nel vuoto non si compone con nessun'altra velocit (n quella della sorgente che la emette n quella dell'osservatore che la riceve, rispetto ad un ipotetico "etere" nel quale la luce viaggerebbe) diviene, in Relativit, uno dei due pilastri su cui si fonda la teoria intera,

che si aggiunge al principio di relativit formulato da Galilei


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Relativit
Conseguenze della Relativit ristretta
DAL PUNTO DI VISTA DELLA CINEMATICA demolizione dei concetti newtoniani di spazio e di tempo "assoluti" come contenitori autonomi rispetto ai corpi e ai campi che in essi si muovono Lo spazio e il tempo vengono misurati in maniera diversa a seconda della velocit con cui si muovono i regoli e gli orologi, subendo contrazione delle lunghezze dilatazione dei tempi

Le velocit non si sommano e sottraggono nel modo galileiano-newtoniano, ma in modo tale chela velocit della luce nel vuoto non possa mai essere superata (Composizione relativistica delle velocit).

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Relativit
Composizione delle velocit

Le velocit, si compongono in modo che non si possa mai superare la velocit della luce nel vuoto c

Ma queste sono le trasformazioni rispetto a cui sono invarianti le equazioni di Maxwell che descrivono completamente tutto lelettromagnetismo! Page 24

Relativit
La relativit ristretta concilia la meccanica classica con lelettromagnetismo introducendo lo spazio-tempo in cui tutto descritto da leggi covarianti per trasformazioni tra sistemi in moto relativo. Quando la velocit relativa piccola rispetto a quella della luce, la relativit di ristretta diventa indistinguibile sperimentalmente da quella galileiana. Questa descrizione ha una solida base sperimentale quindi nellelettromagnetismo. La meccanica quantistica inizialmente descriveva sistemi galileiani, per descrivere tutte le possibili situazioni fisiche stato necessario formularla in modo che la relativit ristretta fosse rispettata. Questa la teoria dei campi (quantistici relativistici, non si dice quasi mai ma sempre sottinteso) in cui formulato anche il Modello Standard che descrive le tre interazioni fondamentali per la fisica delle particelle.

Le basi sperimentali della relativit ristretta sono solidissime, perch essa viene confermata ogni giorno in tutti gli esperimenti che sono stati fatti negli ultimi 100 anni e che continuano ad essere descritti benissimo dalla teoria dei campi. Una conseguenza eclatante della relativit lequivalenza massa-energia E2 + p2 =m2 Page 25 c=1

Longevit teorie fisiche


Le teorie fisiche sono accettate dalla comunit scientifica e utilizzate sistematicamente solo quando hanno una vasta e solidissima base sperimentale. Quando nuove evidenze sperimentali rendono necessarie nuove teorie, le teorie usate fino a quel momento non vengono abbandonate ma diventano un caso particolare o al pi approssimano comunque la fenomenologia che avevano descritto bene fino a quel momento.

Questo spiega perch continuiamo ad usare la meccanica galileiana anche se sappiamo che la relativit ristretta descrive meglio lo spazio-tempo. Cos come si continua ad utilizzare questultima nei laboratori terrestri pur sapendo che la relativit generale descrive completamente lo spazio-tempo (ma a livello atomico il suo contributo trascurabile).
Lo sconcerto che attraversa la comunit scientifica di fronte ai neutrini superluminali legato al fatto che non semplice immaginare una nuova teoria che salvi tutti i dati sperimentali in accordo con la relativit ristretta e una particella con massa non nulla che viaggia a velocit superiori a quelle della luce (a questa velocit finora viaggiavano solo le particelle prive di massa). Page 26

Neutrini superluminali
Se il risultato di OPERA fosse confermato entrerebbe in crisi la nostra descrizione dello spazio tempo in un modo che a prima vista sembra difficilmente superabile. Inoltre questo risultato sarebbe difficilmente compatibile con esperimenti fatti nel recente passato (e purtroppo per ora irripetibili)

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Misure supernova SN 1987A

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Misure supernova SN 1987A


Supernova SN1987A (e.g. Phys. Lett. B 201 (1988) 353) electron (anti) n, E ~ 10 MeV, 168.000 light years baseline. |v-c|/c 2 10-9

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Neutrini misurati da OPERA


Lesperimento OPERA ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso stato progettato per rivelare direttamente lapparizione di t in un fascio quasi puro di m prodotto al CERN. Protoni da 400 GeV vengono estratti dal Super Proton Synchrotron (SPS) e inviati su un bersaglio di grafite, nel quale vengono prodotti mesoni p e K. I mesoni di carica positiva vengono focalizzati da due magneti verso un tunnel di decadimento lungo circa 1 km, nel quale i mesoni decadono producendo un muone positivo e un neutrino muonico. Gli adroni rimanenti vengono assorbiti in un blocco di ferro, mentre i muoni vengono assorbiti successivamente dalla roccia.

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Neutrini misurati da OPERA


La Collaborazione OPERA comprende circa 170 scienziati di 12 nazioni ed guidata da Antonio Ereditato, professore di Fisica delle Particelle allUniversit di Berna.
I neutrini attraversano la Terra come schematizzato in figura e raggiungono i moduli di rivelazione al Gran Sasso. La misura della velocit non per semplice come si potrebbe ingenuamente pensare. Misurare lo spazio percorso e il tempo impiegato a percorrerlo richiede alcune accortezze sperimentali.

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Neutrini misurati da OPERA


Lo spazio percorso si misura usando le geodesiche dello spazio-tempo della relativit generale. La misura del tempo ancora pi indiretta, pur utilizzando i migliori orologi atomici disponibili ed un raffinato sistema di sincronizzazione GPS. Infine quello che si misura la differenza tra il tempo di volo dei neutrini e il tempo di volo della luce. Il problema sperimentale che i neutrini arrivano impacchettati ma non si pu stabilire da quale pacchetto spedito dal CERN provengano.

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Neutrini misurati da OPERA


Lo spazio percorso si misura usando le geodesiche dello spazio-temo della relativit generale. Il metodo cos sensibile da rilevare la deriva dei continenti e i terremoti.

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Neutrini misurati da OPERA


La sincronizzazione degli orologi atomici realizzata utilizzando il sistema GPS che utilizza almeno 4 satelliti, inoltre si utilizza la tecnica della vista comune, cio i satelliti scelti devono vedere contemporaneamente i due orologi in modo da avere circa lo stesso attraversamento del segnale nella ionosfera. Con queste tecniche gli orologi del CERN e di OPERA sono sincronizzati al nanosecondo.

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Neutrini misurati da OPERA


Analisi cieca Questa misura deve essere corretta da tutti gli errori statistici e sistematici che si riese a individuare.

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Neutrini misurati da OPERA


Risultato attuale

in netta contraddizione con quello della supernova. Si noti che leffetto epurato degli errori individuati finora meno del 6 % della misura iniziale. E necessaria una misura indipendente che confermi questo risultato. Nel frattempo Opera sta cercando di migliorare la misura cambiando i tempi di produzione dei neutrini

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Neutrini misurati da OPERA


Risultato preliminare di novembre 2011 in accordo con quello precedente. Ma proprio due giorni fa stato annunciato che sono stati individuate due possibili cause di ulteriore correzione a questi risultati.

Il primo riguarda la calibrazione dell'orologio atomico utilizzato nell'esperimento: una prima anomalia "a favore" delle misure di settembre, poich in base ad essa i neutrini risultano essere pi veloci. Il secondo effetto invece in contraddizione con le misure di settembre: "Molto sottile, legato alla trasmissione del segnale dalla fibra ottica all'elettronica di acquisizione dei dati". In condizioni normali la connessione di questo cavo ha due stati: on e off. "Lo utilizziamo da anni e in passato ha sempre funzionato correttamente. Ma poi - ha spiegato Ereditato - successo qualcosa per cui la connessione non era n accesa n spenta, ma in una posizione intermedia. Adesso - ha aggiunto - abbiamo il potenziale sospetto che questo effetto possa essere stato attivo mentre prendevamo i dati sui neutrini". Quindi lesperimento verr ripetuto a breve.

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Conclusioni
Se i neutrini viaggiano con velocit superiori a quelle della luce deve essere confermato o confutato da ulteriori esperimenti.

Per ora stata misurata una velocit superiore di circa 2 parti su 100000 che in disaccordo con la misura della supernova che ha posto un limite almeno 100 volte pi alto.
Anche se alcuni fisici avevano cominciato a pensare a come poter conciliare questo risultato con la relativit ristretta, appare un percorso arduo e per ora difficilmente percorribile. Aspettiamo nuovi dati sperimentali, possibilmente da pi esperimenti indipendenti. Come sempre in fisica si continuano a verificare tutte le teorie, anche quelle pi solide e sempre qualcosa di nuovo si impara dalla natura.

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