Sei sulla pagina 1di 18

Cosa sono le cose

Il mondo come realt o come rappresentazione

Hai mai fatto un sogno, Neo, credendo davvero che fosse la realt?

E se da quel sogno tu non fossi mai riuscito a svegliarti?

Come faresti a distinguere il mondo del sogno

dal mondo reale?

La domanda

Questa sequenza tratta dal film Matrix (1999), la storia di un uomo che arriva a capire di essere stato per molti anni, insieme a tutta lumanit, prigioniero di una macchina in grado di generare una straordinaria simulazione del mondo reale, ormai inesistente, pone un interrogativo condiviso da molti filosofi di ogni epoca e di ogni parte del mondo: - la realt che percepiamo quotidianamente esiste in modo assoluto, indipendente da noi oppure un prodotto dellattivit dei nostri sensi e della nostra mente? in questo senso, come facciamo a dire che il mondo dei sogni non reale e quello veglia invece lo ? - cosa sarebbe il mondo se non ci fossero esseri umani a percepirlo?

Ren Descartes
Il filosofo francese del XVII sec. noto come Cartesio si pose questo problema: se un demonio riuscisse a nascondermi il fatto che sono addormentato e mi facesse credere che il mio sogno la realt, in che modo potrei accorgermi dellinganno?
Ren Descartes Maurizio Bottoni Il sogno del pittore

La domanda
A molti questa domanda sembra assurda, perch il senso comune ci induce a credere che gli oggetti della realt si impongano al nostro cervello, in qualche modo penetrino in noi attraverso i sensi e ci portino gli oggetti con tutte le sensazioni che suscitano: forma, colore, movimento, suono, tatto, gusto. Secondo questa teoria, detta realistica, gli oggetti sono cos e sarebbero cos anche se noi non li percepissimo; la realt dunque sarebbe indipendente dallosservatore.

La vista
Prendendo in esame per semplicit solo il senso della vista, possiamo dire che le teorie sul suo funzionamento sono state molteplici. Alcuni hanno pensato che dagli oggetti si distaccassero impercettibili scorze, secondo la terminologia di Leucippo, (filosofo greco) oppure o spiriti, come li chiamavano i filosofi medioevali. Viaggiando attraverso laria, essi colpivano locchio e generavano limmagine. Il filosofo Leucippo

La camera oscura
La scoperta della camera oscura, ad opera del fisico arabo Alhazen e dellitaliano Giovan Battista Porta, dimostr che in una stanza ben chiusa la luce, entrando da un piccolo foro, proietta sulla parete opposta limmagine capovolta delle immagini esterne. Keplero complet le riflessioni sulla camera oscura mettendo in crisi il principio della teoria realistica: visto che locchio funziona come una camera oscura, noi dovremmo vedere le immagini rovesciate. Evidentemente, se le vediamo diritte, perch il nostro cervello interviene sulle percezioni e raffigura le cose diritte.

Lassociazionismo
Questa concezione risale ai filosofi empiristi anglosassoni come Locke e Hume, per essere poi ripresa nel laboratorio di Wilhem Wundt a Lipsia. Secondo loro quando il cervello riceve informazioni si chiede: qual loggetto? Per rispondere si basa sullesperienza passata, trovando la percezione che corrisponde a quellinsieme di sensazioni
Esempio: orecchie a punta + occhi grandi + baffi + pelo + coda flessibile + unghie = gatto (se ho gi visto gatti in passato)

La psicologia della Gestalt


Si opposta allassociazionismo la psicologia della Gestalt (= forma), secondo la quale il cervello possiede, gi formati, fin dalla nascita, criteri e schemi per organizzare il materiale fornito dai sensi. Ne prova il fatto che le persone nate cieche, se riacquistano la vista la usano senza bisogno di apprendimenti. Senza il lavoro mentale di organizzazioni non avremmo percezioni: i dati dei sensi sommati, messi insieme, se non c un ordine, una forma, non formano una percezione. Nel corso del 700 il filosofo tedesco Immanuel Kant aveva individuato nello spazio e nel tempo le forme a priori nelle quali si organizzano i dati sensibili: al di fuori di queste forme non esisterebbe percezione.
Due facce o una coppa?

La teoria del ragionamento inferenziale


In entrambe le concezioni sembra esserci del vero. Il cervello deve risolvere il problema di cosa c da percepire, per non risolve questo problema in base ad una semplice associazione di idee, ma si serve di un ragionamento inferenziale e si serve sia dellesperienza passata sia di schemi innati. Si tratta di un ragionamento inconsapevole che avviene senza che ce ne rendiamo conto, come possiamo capire osservando ad esempio il cubo di Necker, del quale non si pu dire osservandolo quale sia la faccia pi vicina a noi.

Mauritius Cornelius Esker Infinito

Altri modi di vedere il mondo


Ma cosa sarebbe il mondo senza il nostro modo di percepirlo? Cosa vedremmo se avessimo la vista a raggi X, cosa sentiremmo se potessimo percepire gli ultrasuoni? Come si presenta il mondo per i cani, le mosche, i pipistrelli? Le persone diversamente abili sviluppano i sensi di cui dispongono per compensare quelli che non possono utilizzare: il mondo che percepiscono loro lo stesso che percepiamo noi?
Unimmagine del sole ai raggi X

Siamo noi a costruire il mondo


Molti filosofi hanno riflettuto sul fatto che siamo noi a costruire il mondo con le nostre percezioni, a dargli forma e hanno tratto da queste riflessioni conclusioni anche molto diverse: Immanuel Kant credeva che esistesse una cosa in s cio qualcosa che provoca la percezione tuttavia risulta impossibile da capire o da raffigurare, una sorta di entit misteriosa; Johann Fichte riteneva che la cosa in s non esistesse, riducendo la produzione di tutto il pensiero e della stessa realt allattivit creativa dello Spirito. Kant Fichte

Siamo noi a costruire il mondo


Non stata solo la filosofia occidentale a porsi questi problemi: duemilacinquecento anni fa nella regione ai confini tra India e Nepal, il filosofo e asceta Siddhartha, noto poi come il Buddha (lIlluminato), osservando con acutezza i processi della percezione e basandosi su una concezione di tipo atomistico, neg che le cose avessero unesistenza autonoma, ma le descrisse come il sempre mutevole prodotto di una serie dei cause, strettamente dipendente dal soggetto che le percepisce (negazione del realismo). Egli tuttavia non neg lesistenza di ci che percepiamo, lo consider invece manifestazione transitoria di una realt metafisica profonda, immutabile ma capace di generare tutto ci che esiste come fenomeno transitorio e composto da parti infinitamente divisibili, destinato, a causa della sua natura impermanente, a nascere e a venire meno (negazione del nichilismo).

La scienza e losservazione
Ma cosa dice la scienza a proposito? La fisica del Novecento ha scardinato antiche certezze come quelle che esista una realt indipendente dallosservatore. La teoria dei quanti e il principio di indeterminazione di Eisemberg hanno provato che, su scala subatomica, certe caratteristiche delle particelle (es. velocit e posizione) non sono determinabili contemporaneamente perch losservatore, dovendo usare la luce per rilevare i dati, devia la loro traiettoria condizionando inevitabilmente il processo di osservazione. Inoltre, a livello subatomico, quelle che ci sembrano in alcune circostanze particelle puntiformi, in altre si manifestano come onde, rivelando davvero una fondamentale ambiguit della loro natura: possono essere infatti definite in entrambi i modi a seconda delle circostanze e del tipo di osservazione. Alcune recentissime teorie ancora in fase di verifica sperimentale sostengono che quelle che il cervello ci rappresenta come immagini, suoni, impressioni tattili in realt corrispondono a schemi di interferenza di onde, come accade negli ologrammi. Dunque sembrerebbe che i pensatori che hanno privilegiato la teoria della rappresentazione, da Siddhartha in avanti, abbiano in qualche modo colto delle verit profonde e ancora non del tutto esplorate.

Simulacri e simulazioni
La realt dunque si costituisce nella nostra percezione e nel nostro intelletto come una sorta di modello, la simulazione di qualche cosa che esterno a noi, ma modello o simulazione di cosa? Viene in mente una favola di Borges, alla quale si ispirato il filosofo francese J. Baudrillard per scrivere la sua opera Simulacri e simulazioni Alcuni scienziati costruiscono per un re una carta geografica magicamente interattiva, che consente a chi tocca un punto di avere la sensazione di essere l. Ad un certo punto la carta che diventa reale, il mondo vero che lha generata perde importanza e pende dal suo retro come resto in decomposizione. Cosa dunque il mondo che si nasconde dietro alle nostre percezioni? Non esiste una risposta, non esiste una risposta sola, ciascuno di noi interprete di qualcosa con cui certamente viene a contatto, la cui realt per gli sfuggir per sempre.
J. Baudrillard