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56 - Scuola a voce alta con Maria Domenica Muci

56 - Scuola a voce alta con Maria Domenica Muci

DaMettiamoci la Voce


56 - Scuola a voce alta con Maria Domenica Muci

DaMettiamoci la Voce

valutazioni:
Lunghezza:
21 minuti
Pubblicato:
26 nov 2018
Formato:
Episodio podcast

Descrizione

Maria Domenica Muci, insegna lettere nella scuola secondaria di primo grado. Di formazione classica e filologica, dopo aver conseguito un Dottorato di ricerca ha collaborato per molti anni con l’Università del Salento e con altre istituzioni culturali, pubblicando edizioni critiche di testi medievali e umanistici. E’ musicista diplomata al Conservatorio “ Niccolò Piccinni “ di BariNella scuola secondaria di I grado scuola media i ragazzi fanno i conti con la propria voce che si trasforma (i maschi, in particolare); l'intonazione passa da una "postura infantile" maggiormente "cantilenante" e "richiedente" (a scuola i bambini sono soliti fare tantissime domande e la loro voce è impostata a ciò) a un atteggiamento vocale più fermo e asciutto. La trasformazione della voce non è solo un fatto timbrico, ma riguarda anche un diverso modo dei ragazzi di stare nella realtà: esprime il loro diverso approccio (più 'da grandi') con il mondo, un mondo che viene esplorato con intraprendenza e con un'esigenza di indipendenza dagli adulti. Di tutto ciò la voce si fa carico: si fa carico di questo sforzo, di questa "audacia" e delle tensioni/paure/timidezze che tutto ciò comporta.Nella scuola media, quindi, pian piano la voce si trasforma, per arrivare a diventare quel mezzo potente ed efficace di comunicazione qual è: distintivo, personale e assolutamente unico. Se i docenti pongono attenzione sull'elemento voce degli alunni e curano la lettura a voce alta possono avere un'altra possibilità di conoscere i ragazzi: ciò è importantissimo perché anche il docente impara ad essere più sensibile e permeabile, più accorto alla vocalità degli alunni e impara a ri-considerarli a partire anche dal loro modo di parlare e di leggere. In un momento di crescita e di passaggio così delicato per tutti gli alunni (il più delicato e difficile della vita), l'attenzione sulla loro voce da parte degli insegnanti è molto utile: si possono intercettare i loro bisogni, e anche le loro sofferenze, le insicurezze e le turbolenze, insomma ci si può fare un'idea di che cosa accade loro e di far risuonare in qualche modo il loro mondo interno… E' ovvio che non è compito degli insegnanti fare delle diagnosi o trovare dei rimedi; ma se essi riescono a cogliere le posture emotive, ascoltando bene le voci degli alunni, possono comprendere meglio alcune situazioni: ciò è molto utile per regolare gli interventi didattici e anche per dare incoraggiamenti e input allo studio, ad esempio per assegnare compiti personalizzati, per affidare dei ruoli nella classe o nell'ambito di lavori di gruppo.VOCE vs Immagine▶️ L’unicità della voce rivela e racconta inequivocabilmente la singolarità di ciascuno di noi, e in qualche modo la tutela. Nell’epoca del conformismo e dell’omologazione sfrenata, che colpisce soprattutto gli adolescenti, lavorare sulla voce equivale a presidiare le singolarità, "tenendo insieme e allo stesso tempo distinte le voci" dei ragazzi. Si tratta, di fatto, di lavorare sulla percezione del proprio sé, e ciò è fondamentale visto che c'è una certa remora nelle classi, per esempio, a registrarsi e ad ascoltare la registrazione di una propria lettura o esposizione orale… Ci siamo mai chiesti perché, al contrario, c'è un eccesso di selfie? Perché c'è una corsa a fotografarsi e a postare sui social decine di foto??Né va dimenticato, e i docenti questo lo sanno bene, che l'apprendimento viene notevolmente favorito dall'esercizio ripetuto di esposizione ad alta voce di un contenuto e, si può aggiungere, dalla registrazione e dal riascoltarsi (io consiglio ai ragazzi e di registrarsi mentre studiano ad alta voce e poi di riascoltarsi: molti non si riconoscono e fanno ciò malvolentieri).b) Oggi le esperienze nel mondo giovanile prediligono, e di molto, il canale visivo, con un fortissimo aumento, peraltro, della miopia giovanile (se ne parla tanto sulle riviste scolastiche e negli ambienti della didattica). Ma, al di là delle ricadute in termini di salute, va sottolineato
Pubblicato:
26 nov 2018
Formato:
Episodio podcast

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Miglioriamo insieme l'efficacia della lettura a voce alta, espressiva e in pubblico.Lettori per piacere e formatori per vocazione ecco chi siamo:Sono Francesco Nardi, pedagogista, musicista, attore e autore teatrale. Mi occupo di formazione ed educazione all’espressività musicale e vocale. Sono Maria Grazia Tirasso, Laureata in Lettere, counselor IACP di I livello, autrice e regista teatrale. Mi occupo di tecniche teatrali, vocalità e lettura espressiva.Sandro Ghini, Consulente di comunicazione affianco e intreccio la mia attività di sviluppo progetti web alla mia passione per pittura e disegno e arte in genere.