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Avv. Luigi Salomone

FAMIGLIA SALOMONE DOPO STIGLIANO

IL NOTIZIARIO

Salomone FAMIGLIA SALOMONE DOPO STIGLIANO IL NOTIZIARIO Figura 1 In copertina, cartolina di Stig liano, all’epoca

Figura 1 In copertina, cartolina di Stigliano, all’epoca in provincia di Potenza

Famiglia Salomone dopo Stigliano

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Famiglia Salomone dopo Stigliano

INTRODUZIONE

L’arte di tramandare la memoria storica parte da lontano.

Gli antichi Aedi erano figure quasi sacre: dotati di una sensibilità note- volmente superiore a quella del proprio uditorio, questi cantori riuscivano a mettersi in diretto contatto con le divinità che li ispiravano, estraniandosi completamente dall’ambiente in cui si trovavano, per non essere distratti, da niente e da nessuno, nel loro raccontare.

Mio padre, magari, non possiederà mai quella freddezza del raccontare e del raccontarsi, tipica dell’Aedo, ma, al suo pari, nello scrivere queste pagi- ne, si è certamente lasciato prendere dal “sacro fuoco” di Calliope, la musa del poema epico: quando “era in vena”, si sedeva alla sua scrivania e, imme- diatamente, era travolto dal filo logico dei suoi pensieri e dai ricordi, molti dei quali non aveva, prima d’ora, mai esternato in maniera così chiara, co- me ha fatto in queste pagine.

Questo libro era atteso da tanto, e per molto tempo è stato covato nell’animo dell’Autore.

Sin da quando mio padre è entrato in possesso del notiziario di Zio Ciccil- lo, leggendocelo più e più volte, ha sempre lasciato trasparire l’intento di voler proseguire quel lavoro di raccolta delle “memorabilia” della famiglia Salomone.

Il risultato di questo lavoro probabilmente è lacunoso e impreciso, da un punto di vista prettamente storiografico, ma sicuramente non lo è dal pun- to di vista umano: il narratore Luigi Salomone è riuscito benissimo nella difficile arte di catturare immediatamente l’attenzione del lettore, e la let- tura di queste pagine non perde mai di piacevolezza, suscitando emozioni care e nostalgiche, tipiche di quei racconti fatti attorno ad un fuoco, maga- ri accompagnati da un buon bicchiere di vino paesano.

L’Autore ha preso quel notiziario lasciatoci da Zio Ciccillo e l’ha trasfuso

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nelle prime pagine del suo lavoro, quale giusto omaggio e incipit delle pro- prie memorie, riuscendo nel tessere, attorno ad esso, il proprio racconto, approfondendo aspetti taciuti dal precedente narratore, come in un mutuo intervento chiarificatore, ad unico beneficio del lettore che, in tal modo, riesce a compenetrarsi, ancora di più, nei meandri della memoria.

È questo lo spirito con cui va presa questa raccolta di notizie o, com’è stato definito prima da Zio Ciccillo e poi da mio padre Luigi, questo “notizia- rio”.

Uno spirito che merita di non andar perso, come la memoria della nostra famiglia e delle persone che ne hanno fatto parte.

Marconia 23 maggio 2008

Fabio Salomone

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FAMIGLIA SALOMONE DOPO STIGLIANO

IL NOTIZIARIO

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Francesco Salomone fu Nicola

Stigliano, 1 settembre 1975

Francesco Salomone fu Nicola Stigliano, 1 settembre 1975 Figura 2 Stemma di Stigliano (MT) FAMIGLIA SALOMONE

Figura 2 Stemma di Stigliano (MT)

FAMIGLIA SALOMONE IN STIGLIANO

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Verso gennaio-febbraio del 1973, in seguito alle reiterate richieste del ca- rissimo cugino Eugenio Salomone, al quale avevo da tempo promesso di farlo, mi decisi a riordinare le poche, ma forse sufficienti, notizie sulla no- stra famiglia in Stigliano, notizie in maggior parte assunte dal defunto zio Giovanni Salomone fratello del mio omonimo nonno paterno.

Questo rudimentale notiziario era quasi completo nei primi di marzo 1973, quando ne abbandonai l’ulteriore stesura in conseguenza della grave malattia e della immatura fine della mia povera figlia Brigida.

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Preso da una forte abulia, sotto il peso dei miei dispiaceri non mi sentii, per parecchio tempo, la forza di occuparmi di qualsiasi cosa: dopo diversi mesi, ancora una volta, un nuovo sollecito mi arrivò dal compianto Euge- nio.

Stavo per tornare al mio lavoretto per esaudire il suo desiderio, ma, pur- troppo, un altro duro colpo ci fu riservato con l’annunzio della sua im- provvisa immatura fine.

con l’annunzio della sua im- provvisa immatura fine. Figura 3 L’On. Nicola Salomone fu Francesco (1855-1927)

Figura 3

L’On. Nicola Salomone fu Francesco (1855-1927) (quarto da destra), la moglie Teresa Franchi

(prima

in seconda fila da destra) con i figli e parte dei Salomone di Stigliano

Roso dal rimorso di non averlo accontentato in vita, pur avendo a mia discolpa diverse attenuanti, a distanza di oltre due anni dal suo inizio, ob- bedisco al desiderio del caro estinto, ritornando alla compilazione di que- sta raccolta di notizie sperando completarla, e che ai nostri figli e nipoti non riesca sgradito perdere un po’ di tempo per leggerla.

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Capostipite della famiglia Salomone in Stigliano, fu Francesco Salomone, (medico), che vi capitò verso la fine del 1700 proveniente da Casoria (NA) suo paese di origine, da dove era stato costretto a sloggiare - insieme ad altri fratelli -, per ragioni imprecisate.

Degli altri fratelli, uno capitò certamente in Sicilia, un altro probabilmente in Toscana, gli altri si dispersero nel napoletano, ove tuttora i Salomone abbondano.

Durante la prima guerra mondiale, incontrai sul Carso un tenente medico:

Giuseppe Salomone, siciliano, discendente dai Salomone di Casoria.

Salomone, siciliano, discendente dai Salomone di Casoria. Figura 4 Alberto Salomone fu Nicola (1903-1981) (quarto in

Figura 4

Alberto Salomone fu Nicola (1903-1981) (quarto in seconda fila da sinistra alla Scuola Allievi Ufficiali di Chieti 1924-1925

Aveva la sagoma e la fisionomia dei miei antenati: alto, biondo, di colorito roseo, robusto, naso aquilino (nostra prerogativa di riconoscimento).

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Zio Giovanni, dal quale, come ho detto, attinsi le notizie che mi accingo a ricordare e riordinare, mi raccontava, fra l’altro, che un suo vecchio zio, tal “Zì Micco” dei Salomone di Casoria, era venuto un paio di volte a Stiglia- no a cavallo di un asinello, per conoscere e salutare i parenti ormai Stiglia- nesi, tornandosene poi a Casoria con la bisaccia piena. A quei tempi per andare a Napoli da Stigliano, si servivano di cavalcature impiegando otto giorni.

Dallo “zio Micco”, zio Giovanni imparò a preparare la polvere da caccia, della quale anche io, aiutando zio Giovanni a prepararla, sapevo la formula ed il procedimento di lavorazione.

sapevo la formula ed il procedimento di lavorazione. Figura 5 da sinistra: Eugenio Salo mone fu

Figura 5

da sinistra: Eugenio Salomone fu Giuseppe (1904-1974) e terzo Enrico Salomone fu Nicola (1901-1981)

Nei primi anni del mio esercizio venatorio, usai anche io quella polvere che, ben dosata, andava bene: “Zì Micco”, aveva lavorato nei polverifici governativi del tempo

***

Ed ora torniamo al dottor Salomone: era un buon chirurgo ed aveva lavo- rato anche nell’Ospedale dei Pellegrini in Napoli.

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Giunto a Stigliano ebbe la fortuna di essere ospitato in una famiglia di operai, se non erro, sarti, soprannominati “Vetrano”.

Lo tennero nascosto in casa loro, un modesto stabile, a piano terra, all’inizio dell’attuale “Strada Correale” sotto la vecchia Farmacia De Mar- co.

Un familiare di questi “Vetrano”, era ammalato, pare di ulcera varicosa ad una gamba, che portava fasciata da tempo.

varicosa ad una gamba, che portava fasciata da tempo. Figura 6 da destra: Eugenio Salo mone

Figura 6

da destra: Eugenio Salomone fu Giuseppe (1904-1974) e Enrico Salomone fu Nicola (1901-1981)

Saputo che l’ospite al quale avevano dato alloggio era medico, volle chie- dergli una visita, impegnandosi a non scoprirlo al suo medico curante, tale dottor Sassone, che, essendo vecchio, girava il paese a cavallo di un asino:

questo vecchio però non doveva essere né sciocco, né cattivo, perché quan- do passò a visitare il suo cliente “Vetrano” si accorse subito che era già stato medicato e fasciato da mano pratica.

Ne chiese conto ai familiari, i quali in primo tempo negarono tutto; in

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seguito, poi, finirono col confessare che effettivamente la medicatura era stata fatta da un giovane medico che aveva chiesto loro asilo, perché perse- guitato.

Contrariamente a quanto temevano, il vecchio dottor Sassone invece di risentirsene, insistette per conoscere il nuovo arrivato e, anziché persegui- tarlo, prese a proteggerlo ed incoraggiarlo.

Così Francesco Salomo- ne (I°) si stabilì a Sti- gliano.

Ben presto seppe farsi apprezzare come medico

ed ancor più come buon

chirurgo: non gli mancò perciò il lavoro e, con- quistatasi la fiducia della popolazione realizzò buoni guadagni e fu in grado di acquistare una casa.

La sua prima abitazione fu in un angolo di un largo della via Calata Magenta, e precisamente nella casa che fu poi di certa Angela Maria Mercadante, sopranno- minata “Petrone”.

Angela Maria Mercadante, sopranno- minata “Petrone”. Figura 7 Nicola Salomone fu Samuele (1891-1929 Fu forse

Figura 7

Nicola Salomone fu Samuele (1891-1929

Fu forse anch’egli che acquistò due terranei adibiti in seguito a stalla e, che anche io ricordo, ed

un vasto orto nel quale, poi, in seguito iniziò la costruzione della casa pa- lazziata, ampliata e rimodernata dai suoi discendenti e nella quale nacque-

ro diverse generazioni dei Salomone.

A dare un decoroso assetto a quella casa e trasmetterla alle generazioni

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discendenti fino alla nostra, fu il nipote Francesco Salomone (II°), anche medico che ne ultimò l’ammodernamento nel 1878, anno in cui morì, a soli venticinque anni ed a meno di un anno dalla sua laurea in medicina, a pieni voti, il primo dei suoi figli, Antonio Sa- lomone.

pieni voti, il primo dei suoi figli, Antonio Sa- lomone. Figura 8 N.D. Teresa Franchi in

Figura 8

N.D. Teresa Franchi in Salomone (1863-1940)

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Costruitosi il primo alloggio, il giovane Francesco Salomone (I°) pensò a mettere famiglia e sposò la gen- tildonna Giacoma Al- fuzzi, appartenente a una delle migliori fami- glie di Stigliano, rice- vendone in dote 700 ducati in oro, somma per quei tempi favolosa.

La sera in cui fu scam- biata la promessa di matrimonio gli vennero consegnati i 700 ducati

in uno “scopino”: (si chiamava così un sacchetto portamonete confezionato con la pelle intera di un capretto, ben cucito su una estremità, con apertura a borsa di tabacco dall’altra, che veniva poi chiuso con un laccio di cuoio, piuttosto elegante); sennonché il promesso sposo, che doveva essere alquanto distratto, per poco non perdette il prezioso porta denaro.

Sceso nell’orto, di ormai sua proprietà, per soddisfare un bisogno corpora- le, depose sotto un bell’albero di fico il suo piccolo tesoro, che, rientrando in casa dimenticò di raccogliere.

Al mattino, appena sveglio, lo cercò invano in casa e solo quando fu richiamato di nuovo nell’orto, ebbe il piacere di ritrovarlo sano e salvo sot-

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to il fico.

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Dal suo matrimonio nacquero sette figli, sei femmine ed un maschio, che chiamò Antonio.

Quasi tutte le femmine si sposarono a Stigliano: una sposò un tal Ciuffi, guardia forestale, un’altra un ricco negoziante di cuoiame proveniente da Lauria, tal Michele Forastiere, capostipite della famiglia Forastiere in Sti- gliano. Un’altra, un tal Giovanni Rizzo, possidente.

Delle altre non ebbi notizie esatte.

***

Le figlie femmine, in gioventù, assistevano il padre in qualche piccolo in- tervento chirurgico, lo aiutavano nella confezione di apparecchi per ridu- zioni di fratture, lussazioni, per cui anche dopo, erano capaci di eseguirne qualcuno da sole.

Il maschio, intelligente ma svogliato, non si distinse molto nello studio, ed abusando della predilezione paterna, rendeva molto poco.

Imparò dal padre qualcosa di chirurgia, ma solo molto tardi arrivò alla laurea in medicina.

Fu dopo la morte del padre che, essendo stato minacciato di denunzia per esercizio abusivo dell’arte medica si ripiegò a studiare.

Furono i vecchi amici del padre, i “Vetrano”, che lo misero in guardia e lo stimolarono a mettersi a studiare sul serio per laurearsi.

Laureatosi dopo aver sostenuto non troppo brillantemente gli esami in un latino tutt’altro che forbito, esercitò la professione discretamente, specie per quel po’ di chirurgia che aveva praticamente appreso dal padre.

Sposò la Signora Mariantonia Panevino di Aliano, avendone in dote un discreto oliveto in territorio di Aliano, e la vigna Padula, per il definitivo possesso della quale non seppi mai, per qual motivo, sostenne un lungo

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giudizio, portato, nientemeno a termine, dal figlio Nicola, avvocato eser- cente in Potenza, ove morì in giovane età.

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eser- cente in Potenza, ove morì in giovane età. *** Figura 9 Famiglia On. Nicola Salomone:

Figura 9

Famiglia On. Nicola Salomone: (da destra in alto) Nicola Salomone, Teresa Franchi, Riccardo, Zi "Ciccillo", Ettorino, in basso da destra Alberto, Luigi ed Enrico

Dal dottor Antonio Salomone e la signora Mariantonia Panevino, nacque- ro sei figli: Francesco, Nicola, Michele, Giovanni, Giacoma e Grazia.

Pur esercitando la professione medica fu appassionatissimo dei suoi fondi rustici che vigilava attentamente. A Stigliano, oltre la Padula aveva altri fondi: Vallelonga, Padre, Serra.

Fu appassionato cacciatore e portava nome di ottimo tiratore: ricordo che zio Giovanni mi aveva diverse volte mostrato la canna del fucile che il pa- dre usava per la caccia grossa (del calibro di un’oncia) uguale su per giù all’attuale calibro 12, - allora il calibro del fucile si determinava dal peso

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Figura 10 L’On. Nicola Salomone

Figura 10

L’On. Nicola Salomone

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Famiglia Salomone dopo Stigliano Figura 11 N.D. Teresa Franchi e On. Nicola Salomone fu Francesco Pag.

Figura 11 N.D. Teresa Franchi e On. Nicola Salomone fu Francesco

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della palla sferica che passava dalla canna del fucile (un’oncia equivaleva a circa grammi 33) – ed una micciarola (fucile di piccolo calibro ad una can- na) in origine a pietra focaia e poi adattato a cilindro (luminello per capsu- le al fulminato di mercurio).

Con questa micciarola sparai il primo colpo, procurando al povero zio Giovanni, che mi seguiva a cavallo, una brutta caduta, perché disarcionato dal cavallo spaventato dal colpo.

Per fortuna la caduta non ebbe conseguenze apprezzabili.

Questa micciarola, di calibro su per giù 28, era di straordinaria lunghezza, tra calcio e canna misurava oltre due metri, per cui quando zio Giovanni, che era abbastanza alto, la portava addosso pas- sava con difficoltà at- traverso le porte.

Ciò nonostante questo

fucile pervenuto fino a

noi, fu spesso usato e,

specie mio fratello Lui-

gi realizzò di frequente buoni carnieri e fuceto- le (beccafichi).

antica,

fino

addietro, esistevano

i

miei fratelli a Pisticci.

anno

Di quest’arma

a

qualche

pezzi

pochi

presso

Pisticci. anno Di quest’arma a qualche pezzi pochi presso Figura 12 *** Ettore Salomo ne fu

Figura 12

***

Ettore Salomone fu Nicola (1908-1983)

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Ma il nostro antenato Don Antonio che a detta del figlio Giovanni era un po’ mattacchione e, poco dolce di sale (come suol dirsi), oltre ad usare quest’arma per cacciare beccafichi e fringuelli, raramente qualche lepre, volle una volta provarla su bersaglio più importante.

Come prima ho detto era molto affezionato ai suoi fondi e ci teneva a farli rispettare. Di fronte alla casetta rustica del fondo Vallelonga aveva un bel pero che portava frutti squisiti, non sempre, per non dire mai, destinati al palato del legittimo proprietario, perché raccolti da altro buongustaio.

Infastidito, Don Antonio, decise, una sera, di appostarsi nella casetta, te- nendo di mira il pero attraverso un finestri- no.

Caricò la fida miccia- rola, con pallini n. 12 (detti allora lacrimelle) mescolandovi qualche briciola di salgemma.

Attese parecchio, fin- ché nel tardo imbruni- re intravide un’ombra umana dirigersi verso la pianta salvaguarda- ta.

L’uomo si avvicinò alla pianta e dopo aver con aria circospetta, scru- tato attorno, vi si ar- rampicò cominciando a raccogliere le sapori- te stupende pere.

cominciando a raccogliere le sapori- te stupende pere. Figura 13 Mario Salomone fu Giuseppe (1898-1950) Don

Figura 13

Mario Salomone fu Giuseppe (1898-1950)

Don Antonio, da buon cacciatore, aspettò che il ladruncolo gli presentasse un bel bersaglio per dargli una buona dolorosa lezione, senza procurargli grave danno.

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Infatti quando il malcapitato gli espose ben chiaro e netto, come bersaglio, il deretano, fece fuoco.

Il disgraziato saltò dall’albero, gridando più per il bruciore procuratogli dai granuli di sale, che per l’azione dei minuscoli pallini e scappò verso il paese.

Da parte sua Don Antonio, sapendo che il ferito si sarebbe rivolto a lui per

farsi medicare, attraverso una scorciatoia cercò di precederlo, facendosi trovare in casa.

Vi riuscì e, quando il ladruncolo gli si presentò reclamando la medicatura,

con tutta calma e sussiego compassionevole si fece raccontare come erano andate le cose: il ferito

riferì di essere stato colpi-

to per caso da un caccia-

tore che forse lo aveva scambiato per un selvati- co.

tore che forse lo aveva scambiato per un selvati- co. Figura 14 Alberto Salo mone fu

Figura 14

Alberto Salomone fu Nicola (1903-1981)

Don Antonio si fece gran

risata e non mancò di riderne anche con parenti

ed amici fidati.

Altri tempi allora!

Ancora una volta Don Antonio ebbe da fare con ladri golosi: nel famoso orto di via Calata Magen-

ta aveva delle belle piante

di fichi che davano frutti

squisiti. Anche questi erano presi di mira da ladri buongustai.

Trattarli come quello che agiva a Vallelonga non era possibile senza espor- si a responsabilità penali.

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Ed allora il nostro Don Antonio - mattacchione - si avvalse delle sue co- gnizioni mediche.

Con pazienza da certosino iniettò negli esemplari più belli e voluminosi di fichi, alcune gocce di olio di croton, che ha rapida e violenta azione purga- tiva: lascio immaginare cosa successe a chi mangiò quei fichi!

Purtroppo, però, la passione per la sua proprietà, che teneva a proteggere, finì per costargli la vita.

Avendo alla Padula una bella carica di ulive, per garantirsi contro i ladri, nonostante il freddo intenso e la neve, si decise a pernottare in campagna.

Ma una notte richiamato dall’insistente abbaiare dei suoi cani, uscì dalla casetta accaldato com’era, per gridare al ladro, sparando qualche colpo.

Sapendo di avere di fronte un uomo ben deciso e, perciò, pericoloso, i ladri scapparono, ma il povero Don Antonio si buscò una polmonite che lo condusse alla tomba.

***

Ed ora, dopo questa piuttosto lunga digressione, frutto di quanto raccon- tatomi dallo zio Giovanni e che ho voluto tratteggiare per darvi un’idea del temperamento di qualche nostro antenato, del quale qualche nota atavica potrebbe essere pervenuta alle successive generazioni, torniamo alla fami- glia di Don Antonio Salomone, figlio del nostro capostipite in Stigliano, Don Francesco.

***

Come ho già detto ebbe sei figli: il primo, fu il mio omonimo nonno pa- terno, Don Francesco Salomone.

Già guardandolo in fotografia si ha l’impressione di trovarsi di fronte ad un uomo austero, di carattere forte, sicuro di sé.

Fu infatti ottimo medico tenuto in considerazione anche fuori del suo paese, e da clinici di fama, quale era allora il celebre Cantani; amico stima- to del prefetto di Napoli, Del Carretto, della cui amicizia si avvalse in un

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Figura 15 Alberto Salomone fu Nicola (1903-1981) (secondo in se conda fila da sinistra) alla

Figura 15

Alberto Salomone fu Nicola (1903-1981) (secondo in seconda fila da sinistra) alla Banca Commerciale Italiana - Filiale di Barletta

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grave evento nel quale fu coinvolto il fratello Michele del quale parleremo

in seguito.

Sposò la Sig.ra Maria Rosa De Sanctis, dalla quale ebbe sette figli: quattro maschi e tre femmine.

Colto, retto, scru- poloso ed onesto nell’esercizio della professione, fu rispettoso dei buo- ni, intransigente, autoritario ed in- curante degli arri- visti sfruttatori di cariche immeritate spesso concesse a ricchi, e vantanti presunte eredità nobiliari, o titoli araldici.

Difficilmente si sfuggiva al suo acuto, per quanto

obbiettivo spirito

di

osservazione,

per

cui spesso,

nella valutazione di uomini e cose, fu portato a salaci classifiche.

di uomini e cose, fu portato a salaci classifiche. Figura 16 Luigi Salomone fu Nicola (1899-1978)

Figura 16

Luigi Salomone fu Nicola (1899-1978)

Col frutto del suo lavoro, realizzò

l’acquisto di una modesta proprietà che tramandò ai figli, ai quali, però, più che altro lasciò

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in retaggio una buona dose di intelligenza e di vivo attaccamento al lavoro onesto.

Mentre però, orgoglioso dei suoi figli che gli davano tutti belle soddisfa- zioni negli studi, ne vedeva il primo già laureato a pieni voti in medicina e pregustava per tutti un radioso avvenire, un crudele destino lo colpiva nei suoi affetti più sacri, recidendo la giovane vita del figlio Antonio a meno di 25 anni, laureato da appena 11 mesi, e già rivelatosi medico ben preparato.

Affranto dal dolore e sofferente di diabete, sopravvisse di poco alla morte del figlio.

di diabete, sopravvisse di poco alla morte del figlio. Figura 17 Enrico Salomone fu Nicola (1901-1956)

Figura 17

Enrico Salomone fu Nicola (1901-1956) e Iolanda Scardaccione (1909-1983)

***

Secondo figlio di Don Antonio Salomone, fu Nicola, avvocato di valore, esercente in Potenza ove contrasse matrimonio con una Signora, Zia Che- rubina, della quale neanche zio Giovanni seppe precisarmi il cognome.

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Morì a 35 anni, lasciando due figlie: Emilia e Maria.

Emilia sposò il maggiore di cavalleria Pasquale Freda, senza averne figli; Maria sposò il giudice Tortorelli, nativo di Calvello, ove esiste tuttora una piccola proprietà a lui intestata, amministrata fino a pochi anni addietro da un suo lontano parente.

fino a pochi anni addietro da un suo lontano parente. Figura 18 Foto di famiglia: si

Figura 18

Foto di famiglia: si riconoscono Giuseppe Salomone fu Francesco (secondo in alto a destra), Enrico

Salomone fu Nicola (primo a destra seduto), Alfredo Salomone fu Giuseppe (secondo a destra seduto)

Maria Salomone ebbe una sola figlia, cresciuta poi dalla zia Emilia, dopo la morte di entrambi i suoi genitori: sposatasi ad un giovane medico, emigrò con lui negli Stati Uniti ove riuscì a realizzare una buona fortuna.

***

Terzo figlio di Don Antonio Salomone fu Michele: intelligente e studioso fu uomo di elevata cultura.

Fin da giovane si distinse negli istituti religiosi ove studiava, pare, nell’ordine degli Scolopi, che tenevano ad esibirlo in gare con giovani di

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altri ordini, specialmente dei Gesuiti.

Riuscì vincitore di diversi premi.

Compiuti gli studi classici con brillanti risultati, si iscrisse all’università conseguendo lauree in Lettere, Filosofia e, Giurisprudenza.

Coinvolto in movimen- ti politici, venne arre- stato e condannato a morte.

Caricato sui barconi che trasportavano i condannati politici all’isola di Ponza, vi attendeva la fucilazione.

Fu in questo frangente che, l’amicizia del suo fratello maggiore Fran- cesco col Prefetto di Napoli del tempo, Del Carretto, gli valse per ottenere la grazia.

del tempo, Del Carretto, gli valse per ottenere la grazia. Ettore Salomone ( 1908-1983) e Espedita

Ettore Salomone (1908-1983) e Espedita Imbellone (1909-

1998)

Non sfruttò la laurea in lettere e filosofia per insegnare, ripudiò l’esercizio della profes-

sione di avvocato pen- sando macchiarsi la coscienza difendendo i delinquenti.

Figura 19

I brutti momenti vissuti in attesa dell’esecuzione della condanna a morte, la grazia ricevuta, avevano fortemente scosso il suo morale.

Si fissò sul miracolo e fece del suo meglio per indossare l’abito talare.

Ritiratosi in un vero eremitaggio fu prete esemplare, chiuso nei suoi studi

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e nella sua alta missione di curatore ed educatore di anime.

Visse solo, per anni, in un piano terra della nostra antica casa, ossessionato

da varie allucinazioni.

Distribuiva ai bambini che frequentavano la chiesetta ove celebrava la mes-

sa, gli scarsi risparmi che poteva mettere da parte.

Solo in occasione di qualche grande festività veniva a pranzo con noi e ricordo che una volta con- templando … il nostro formicaio (della mia gene- razione) figli dei tre fratelli Nicola, Samuele, Giuseppe eravamo in quindici: tredi-

ci maschi e due femmine,

ebbe ad esclamare: “Poveri ragazzi, che brutti tempi vi sono riservati!”

“Poveri ragazzi, che brutti tempi vi sono riservati!” Figura 20 Col. Giuseppe Salo mone fu Francesco

Figura 20

Col. Giuseppe Salomone fu Francesco (1868-1930)

Cosa direbbe adesso se fosse ancora vivo ?

Qualche vecchio dell’antico vicinato, su per giù della mia età, rimastoci sempre affezionato, ricorda ancora Don Michele, quando nelle

giornate di caldo, all’ombra

di un grande ombrello

rileggiucchiava qualche suo vecchio libro.

Una sola amicizia coltiva-

va, quella di zio Nicola

Calbi, vecchio rampollo di un’antica famiglia gentilizia, ormai da tempo estinta come tante altre.

Anche lui era laureato in legge e profondo erudito.

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Con lui passava lunghe ore in discussioni letterarie - filosofiche.

Mentre nei vecchi di quel tempo non mancava la passione di verseggiare, non seppi mai zio Michele improvvisato poeta.

Di zio Nicola Calbi invece conservo un bel sonetto, pronunciato in occa- sione della morte di mia madre.

pronunciato in occa- sione della morte di mia madre. Figura 21 Alberto Salomone fu Nicola (1903-1981)

Figura 21

Alberto Salomone fu Nicola (1903-1981) (primo da destra) alla Banca Commerciale Italiana - Filiale di Barletta

Ostinato a vivere solo, provvedendo da sé a tutte le sue ultramodeste ne- cessità, finì in conseguenza di ustioni da acqua bollente, rovesciatasi ad- dosso, chissà come.

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L’ultimo dei figli maschi di Don Antonio Salomone fu zio Giovanni: quel- lo che mi fornì nella mia giovane età le notizie che mi sforzo ora di coordi-

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nare.

Anche lui intelligente, vivace, ma non troppo amante dei libri, fu avviato agli studi classici.

Si voleva farne un prete, ma dimostrò ben presto di non averne la vocazio- ne.

Cresciuto negli anni, conse- guita una poco più che ru- dimentale istruzione ab- bandonò gli studi.

Amante della vita libera, se non proprio libertina, si dette alla campagna, ritiran- dosi a Tempa Cisterna ove coltivò l’atavica passione per la caccia, qualche modesta speculazione, ed il libero amore, mettendo al mondo diversi figli, cresciuti poi da famiglie adottive.

Di questi primi rampolli

avuti dalla sua prima convi-

vente, tal Maria Viviani,

uno solo gli fu quasi sempre

vicino, forse anche perché appassionato e valente cac- ciatore come lui.

perché appassionato e valente cac- ciatore come lui. L’aveva chiamato Antonio come suo padre, ma, in

L’aveva chiamato Antonio

come suo padre, ma, in pae- se, era meglio conosciuto col nomignolo di “gnoriello” derivatogli forse dall’aver usato nei riguardi del padre il diminutivo vezzeggiativo di “gnore”, abbreviativo di “signore” usato da parecchi in quel tempo , invece dell’attuale papà, babbo e del più popolare “tata”.

Figura 22

Antonio Salomone fu Samuele in una foto del 1922

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Oltre ai diversi figli maschi procreati con la Viviani, vi fu anche una fem- mina: Elena (una povera donna di scarsa intelligenza, ma animata da buo- na volontà lavorativa).

Non ricordo se prima o dopo la morte della madre fu, dai miei familiari, (compenetrati da vera compassione), assunta in servizio in casa nostra, ove morì piuttosto vecchia.

Morta la Viviani, zio Giovanni si ritirò in paese, ove non tardò a procurar- si una nuova amante che convisse con lui fino alla morte: la signora Carmela Sassone, vedova senza figli, proprietaria di un discreto patrimonio terriero; non volle mai sposarla, pur a- vendone avuto una figlia che crebbe con grande cura, ed alla quale impose il nome di sua madre: Maria Antonia.

Essendo una bella donna di

indiscussa serietà , ben edu-

cata e virtuosa, non le man- cavano proposte di matri- monio, anche perché porta- va in dote un discreto ap- pannaggio.

Il padre però preferì darle in marito un giovane operaio, fabbro ferraio, ottimo lavo- ratore e ben quotato.

operaio, fabbro ferraio, ottimo lavo- ratore e ben quotato. Figura 23 Enrico Salomone fu Nicola Lo

Figura 23

Enrico Salomone fu Nicola

Lo zio Giovanni fu a noi tutti molto affezionato e fu lui ad iniziarmi alla caccia: io specialmente lo seguivo sempre nelle sue escursioni pomeridiane verso i nostri fondi rustici, ove con passione si dava alla coltura di ortaggi.

Da vecchio amava la lettura di quei classici che da giovane non aveva trop-

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Famiglia Salomone dopo Stigliano

po amato.

Autore preferito era il Bousset, storico francese.

Degno di nota, pur avendo solo per poco studiato, ad onta della sua tarda età, leggeva ancora bene il greco, come noi, se non addirittura un po’ me- glio di noi, ancora freschi di studio.

Morì ad ottantacinque anni in seguito ad una caduta in vicinanza della casa della figlia.

***

Delle due figlie femmine

di Don Antonio Salo-

mone poco ho da dirvi.

La prima Giacoma sposo

un tal Ruggiero Tancre-

di, soprannominato “Ruggiriello”, proprieta- rio.

Morì senza figli.

L’altra, Grazia, sposò il Sig. Domenico Antinori

dei Marchesi Antinori di

Firenze, dai quali aveva pure ereditato il titolo nobiliare, titolo che, stando a notizie avute a distanza di anni, da uno dei suoi figli, aveva per pochi soldi barattato.

da uno dei suoi figli, aveva per pochi soldi barattato. Figura 24 Giuseppe Salomone fu Francesco

Figura 24

Giuseppe Salomone fu Francesco fra due commilitoni

Non seppi mai come e perché da Firenze venne a finire a Brindisi di Mon- tagna.

Probabilmente tramite zia Cherubina che forse era di Brindisi o vi aveva

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Famiglia Salomone dopo Stigliano

colà parenti, venne a conoscenza di zia Grazia, che fu poi sua moglie.

Uomo alla buona, di modeste capacità intellettuali, non realizzò mai nien- te: a Brindisi, pare, esistono ancora oggi delle case che appartenevano agli Antinori.

Zio Domenico tentò diverse industrie, coronate però da …. successi falli- mentari.

industrie, coronate però da …. successi falli- mentari. Figura 25 Eugenio Salomone fu Giuseppe il giorno

Figura 25

Eugenio Salomone fu Giuseppe il giorno del suo matrimonio con Bianca De Renzi

Si occupò di agricol- tura e poi di armen- tizia introducendo a Brindisi le pecore Merinos: i rigori invernali della zona montana del Brindi- sino falcidiarono l’eletto gregge di zio Domenico che con- cluse così la sua car- riera agricola- armentizia.

Dal matrimonio con zia Grazia ebbe due figli: Nicola e Ame- rigo, che venivano spesso a farci visita.

Ricordo che Amerigo era un appassionato suonatore di fisar- monica, che portava sempre con sé.

Morto il padre deci- sero di emigrare negli Stati Uniti, dove Nicola, sposatosi, fece fortuna.

In seguito richiamarono presso di loro la vecchia madre.

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Famiglia Salomone dopo Stigliano

Prima di emigrare quella bella vecchietta volle rivedere i fratelli ancora viventi - zio Michele e zio Giovanni -, il paese natio, la casa dove era nata, conoscere nipoti e pronipoti.

Io la ricordo appena: in America visse ancora diverso tempo.

A distanza di parecchi anni, Nicola Antinori mi scrisse, verso il 1935-36,

comunicandomi le sue ancora buone condi-

zioni di salute, la sod- disfazione di avere messo su buon piede

la sua famiglia, di ave-

re un figlio medico, molto ben avviato in professione e di va- gheggiare il riscatto del titolo nobiliare barattato per poche lire dal padre.

del titolo nobiliare barattato per poche lire dal padre. Mi dette all’uopo qualche chiarimento, ma in

Mi dette all’uopo qualche chiarimento, ma in seguito, avendo- gli comunicato che, secondo il parere di un avvocato da me inter- pellato, si andava in- contro ad una causa lunga, costosa, e di molto dubbio risulta- to, rinunciò a tutto.

Da allora non ne ho saputo più niente.

Figura 26

Eugenio Salomone fu Giuseppe

***

E così esaurite le informazioni sulle prime tre generazioni dei Salomone in

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Famiglia Salomone dopo Stigliano

Stigliano, ritenendole in certo qual modo più importanti ai fini atavici, passerò in rapida rassegna le notizie sulle ultime tre: notizie che, vista la loro più recente data, sono in buona parte da tutti noi conosciute.

***

Dopo esserci occupati dei rami che potremo anche classificare collaterali, torniamo a Stigliano prendendo le mosse da Don Ciccio Salomone fu Antonio: di lui abbiano innanzi parlato, osservandone la personalità, il carattere, le capacità pro- fessionali.

personalità, il carattere, le capacità pro- fessionali. Figura 27 Riccardo Salomone fu Nicola (1906-1967) Dalla

Figura 27

Riccardo Salomone fu Nicola (1906-1967)

Dalla Signora Maria Rosa De Sanctis, sua moglie, ebbe sette figli: quattro maschi e tre femmine.

Del primogenito Antonio abbiamo già detto qualcosa in precedenza.

Nato il 4/11/1853, dopo aver seguito regolarmente gli studi classici si iscrisse alla facoltà di medicina e chirurgia, laureandosi il 14/8/877 con ottima vota- zione.

Fin dai primi tempi del suo esercizio professionale dette prova di ottima pre- parazione ma, a meno di un anno dalla sua laurea,

colpito da grave sofferenza bronco-polmonare venne a morte il 27/7/878, lasciando nella più grave desolazione il povero padre che, già sofferente di diabete, non tardò a se- guirlo nella tomba.

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Famiglia Salomone dopo Stigliano

***

Secondo figlio fu mio padre, Nicola: anche lui come tutti gli altri germani

del

resto, fece onore al nome paterno.

Di

ingegno pronto, vivace, si laureò in giurisprudenza come l’omonimo

suo zio, Nicola, rive-

landosi ben presto un buon avvocato,

versato specialmente

in materia civile e

come tale apprezzato anche fuori.

Ebbe però il torto di immettersi in politi- ca, facendone una missione, con note- vole danno del suo esercizio professio- nale che, in virtù della sua capacità, avrebbe potuto assi-

curargli soddisfazio-

ni

morali e materiali

di

grande portata.

La vita pubblica, a

parte poche soddi- sfazioni morali, gli riservò contrasti, disagi, e accuse im- meritate.

gli riservò contrasti, disagi, e accuse im- meritate. A trenta anni sposò mia madre, Marian- nina

A trenta anni sposò

mia madre, Marian- nina Marazita, ma neanche dal matrimonio ebbe fortuna, restando vedovo a meno di un anno, con me orfano appena cinque giorni dopo la mia nasci- ta.

Figura 28

Ettore Salomone fu Nicola il giorno delle nozze con Espedita Imbello- ne.

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Famiglia Salomone dopo Stigliano

Grande fu la sua prostrazione dopo la morte della moglie, con notevole peso sulla sua robusta ed aitante personalità fisica.

Contemplando qualche sua fotografia di quei primi tempi, si ha

l’impressione di trovarsi

di fronte ad un uomo in

incipiente senescenza, anziché ad un giovane poco più che trentenne.

Nonostante i fastidi in precedenza avuti, non tardò a ridestarsi in lui l’innata passione per la vita pubblica, che lo portò ben presto a no- tevole notorietà con accesso alle più elevate cariche nell’amministrazione provinciale.

Sostenitore accanito delle impellenti necessi- tà del nostro Mezzo- giorno non tralasciò occasione per sostener-

ne la giusta causa.

non tralasciò occasione per sostener- ne la giusta causa. Fu tra i pochi uomini politici del

Fu tra i pochi uomini politici del tempo, a fare parte di una commissione di rappresentanti luca- ni, che ottenne udienza dal Re Umberto, per lamentare l’abbandono da parte del Governo, delle nostre terre: il tono polemico della relazione da lui pronunziata meravigliò gli ascoltatori per la sua audacia.

Figura 29

Alberto Salomone fu Nicola

Ebbe anche parte importante, insieme ad altri volenterosi colleghi, per indurre il compianto Presidente del Consiglio dei Ministri, Zanardelli, a

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Famiglia Salomone dopo Stigliano

rendersi conto de visu delle tristi condizioni della nostra Lucania, ottenen- do anche da quell’Illustre Vegliardo, una visita alla nostra Stigliano, allora travagliata da un impressionante movimento tellurico.

Conseguenza del viaggio di Zanardelli in Basilicata fu il varo della “Legge Zanardelli” per la Basilicata, e la concessione di lire ottocentomila per la sistemazione dell’abitato di Stigliano, minato sempre da frane.

Nell’Amministrazione Provinciale da Consigliere fu eletto Deputato Pro- vinciale e poi Presidente della Deputazione Provin- ciale, carica che detenne per diversi anni.

Nell’ambito professionale

fu notaio residente in Ciri-

gliano e poi a Stigliano, fino a quando andò in pensione.

Ma l’attività principale in cui rifulse la sua profonda competenza giuridica fu la consulenza legale per cui gli furono conferiti incarichi di non comune importanza, portati a termine con favo- revoli conclusioni.

I suoi pareri furono ap-

prezzati e presi in conside- razione da valenti giuristi.

prezzati e presi in conside- razione da valenti giuristi. Figura 30 Alberto Salomone fu Nicola Per

Figura 30

Alberto Salomone fu Nicola

Per la sua competenza di recava spesso in altri paesi e fu in occasione di un soggiorno a Pisticci, per ragioni professionali, che conobbe la gentildonna Teresa Franchi apparte- nente ad una delle migliori famiglie di quel paese.

Sposatala, dopo dodici anni di vedovanza nel 1898, ne ebbe cinque figli, tutti maschi: con me fummo sei maschi, cresciuti nella più schietta ed af-

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Famiglia Salomone dopo Stigliano

fettuosa convivenza, che regna ancora tra noi, più che immutata, accresciu- ta nella nostra ormai non più verde età.

Nel 1916 fu eletto deputato al Parlamento per il Collegio di Corleto Per- ticara restando in carica per circa due legislature.

Per- ticara restando in carica per circa due legislature. Figura 31 On. Nicola Salomone fu Francesco

Figura 31

On. Nicola Salomone fu Francesco

Anche al banco dei deputati la sua attivi- tà fu sempre notata con interventi di indole generale e sociale: apprezzati i suoi discorsi in mate- ria tributaria e di lavori pubblici, che riscossero l’approvazione di eminenti uomini politici.

Ritiratosi in pensio- ne, dopo una vita di intensa attività, risen- tì molto dell’ozio obbligato per cui non gli mancarono ma- lanni, culminati nel maggio del 1927 con

una grave pelvi- peritonite in soggetto diabetico, per cui venne a morte.

Dei suoi sei figli, quattro siamo ancora viventi, essendo venuti a mancare in età giovane Enrico e Riccardo.

Tutti passiamo vantarci di aver assolto dignitosamente ed onestamente il mandato impostoci dalla nostra attività professionale.

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***

Terzo dei figli di Don Francesco Salomone (II°) fu zio Samuele che mi tenne sempre vicino circondandomi di affetto più che paterno.

Laureato anche lui in medicina e chirurgia, fu ottimo medico, rimasto celebre presso la sua clientela per l’impronta di signorilità che seppe im- primere all’esercizio della professione medica, quando lamentandosi anco- ra la deficienza di suf- ficienti mezzi igienici, solo da un po’ di puli- zia si poteva sperare in una certa, sia pure limitata, prevenzione delle malattie.

una certa, sia pure limitata, prevenzione delle malattie. Figura 32 On. Nicola Salomone fu Francesco Piccolino

Figura 32

On. Nicola Salomone fu Francesco

Piccolino di statura, biondino, con sempre accurata discriminatu- ra centrale, dallo sguardo vivido, che faceva intravedere una spiccata intelligenza, impeccabile nella toi- lette, corretto, preciso, sollecito verso i suoi ammalati, che accudi- va con impegno co- scienzioso e serietà, fu molto amato e rispet- tato.

Sposò la Signora Giu- lia Marazita, sorella di mia madre, avendone sei figli, quattro ma-

schi e due femmine, con i quali noi sei figli di suo fratello Nicola, vivemmo sempre insieme in perfetta comunione di affetto.

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Famiglia Salomone dopo Stigliano

Venne a morte in ancor giovane età dopo lunga e penosa malattia.

Dei suoi sei figli sono morti i due primi figli maschi: Francesco che fu per diversi anni notaio in Stigliano molto stimato per competenza e correttez- za, e Nicola, finito giovanissimo senza avere completato gli studi, e la pri- ma delle figlie femmine, Maria, sposata Polosi di Acerenza.

ma delle figlie femmine, Maria, sposata Polosi di Acerenza. Figura 33 L’On. Nicola Salomone durante una

Figura 33

L’On. Nicola Salomone durante una manifestazione.

A Stigliano resta ora soltanto l’ultima figlia Caterina sposata al Dr. Tan- credi con tre figli.

Gli altri due figli, Antonio e Giovanni, seguirono la carriera militare rag- giungendo i più alti gradi.

Nonostante la prematura perdita del padre, tutti, nella vita, seppero far onore alla bella tradizione del nostro casato, disimpegnando mansioni di

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alta responsabilità.

***

Ultimo dei quattro fratelli della generazione che ha preceduto la nostra fu zio Peppino, anche lui come la maggior parte dei Salomone finora elencati, laureato in medicina e chirurgia.

Prescelse subito la carriera militare, distinguendosi come brillante e colto ufficiale medico: di temperamento rigido fu il vero militare scrupoloso e rigoroso, obiettivo, intransigente, ligio al suo dovere.

Conosciuta durante il servizio militare la Sig.na Gina De Renzi, figlia del generale medico Giuseppe De Renzi, la sposò rinunziando alla carriera militare.

Per diversi anni esercitò la professione in Paternopoli, paese di origine di De Renzi e si trasferì poi a Stigliano dopo la morte del fratello Samuele, ricoprendo la carica di ufficiale sanitario del comune.

Venne a morte anche lui, come il fratello Samuele, dopo lunga penosa malattia lasciando tre figli di cui il primo, già laureato in medicina: Mario.

Purtroppo dobbiamo lamentare la morte immatura di due dei suoi figli:

Mario ed Eugenio.

Superstite, il secondo dei suoi figli, Alfredo, ora pensionato dopo un lungo periodo di lodevole insegnamento.

Ed ora ricordiamo le tre figlie di mio nonno Don Francesco Salomone.

La prima, Mariantonia, era il ritratto del padre: intelligente, autoritaria, ebbe per diversi anni dopo la morte dei genitori, il governo della casa, ri- spettata e direi temuta dai fratelli per i quali fu la vera capo – famiglia, occupandosi di tutto e di tutti.

Fu quella che mi “ebbe in consegna” appena orfano di cinque giorni dalla mia nascita, e coadiuvata dalla sorella Margherita, mi crebbe.

La sua vita si svolse nell’ambiente familiare per il quale ebbe un vero culto.

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Famiglia Salomone dopo Stigliano

Morì all’improvviso mentre preparava il pranzo serale per le donne tornate dalla vendemmia.

***

La sorella Margherita delle tre, visse modestamente occupandosi di fac- cende domestiche.

L’altra sorella, Caterina, sposò il veterinario Domenico Meo di Tricarico.

Ebbe tre figli: due maschi e una femmina. Quest’ultima morì giovanissima.

due maschi e una femmina. Quest’ultima morì giovanissima. Figura 34 Brigida Salomone fu Francesco, Alfredo Salomone,

Figura 34

Brigida Salomone fu Francesco, Alfredo Salomone, Gen. Giovanni Salomone, Gabriella Salomone fu

Francesco, Marisa De Mola, Cristina Laraia, Samuele Salomone, Gen. Antonio Salomone, Rosanna Salomone. Seduti: Antonio Salomone fu Francesco, Pina Salomone fu Alfredo, Enzo e Nicola Salomone fu Luigi.

Il primo dei fratelli rimase scapolo e fu Commissario di P.S.; il secondo, ammogliato, senza figli, entrò anche lui nella P.S., ma ben presto, colpito da una lunga malattia, fu pensionato.

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Famiglia Salomone dopo Stigliano

È morto pochi anni addietro.

Dopo aver enunciato le notizie sulle prime quattro generazioni dei Salo-

mone a Stigliano, non a tutti note, anche a quelli della mia generazione,

che è la quinta, e pas-

sata in rapida rasse- gna qualcuna riguar- dante noi ultimi fer- matici a Stigliano, non mi resta che de- volvere a qualcuno dei nostri posteri, la rac- colta di eventuali

ulteriori notizie degne

di essere prese in

considerazione.

Figura 35 Luigi Salomone fu Alberto tra Maria e Gina Salomone fu Alfredo.
Figura 35
Luigi Salomone fu Alberto tra Maria e Gina Salomone fu Alfredo.

Noi vecchi conside- riamo con rammarico

lo scomparire della

nostra famiglia da Stigliano, perché purtroppo io debbo considerarmi l’ultimo dei Salomone che

conclude la sua vita a Stigliano, in quanto pure mio figlio Nico-

la,

attualmente qui

con

me, dopo la mia

morte ormai prossi-

ma, andrà certamente

altrove.

Ai miei familiari prossimi e lontani, non mi resta che augurare quanto di meglio possano desiderare, senza derogare dal retto sentiero sul quale, per tradizione vennero immessi, e che tuttora decorosamente percorrono.

Dai nostri antenati non ereditammo emblemi arcadici o grandi ricchezze,

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Famiglia Salomone dopo Stigliano

ma solo la qualifica di laboriosi, onesti lavoratori.

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Famiglia Salomone dopo Stigliano

Ai miei genitori,

A mia moglie ed ai miei figli,

che tanto mi hanno dato

ed insegnato.

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Famiglia Salomone dopo Stigliano

Luigi Salomone fu Alberto

Marconia, 03 ottobre 2007 - 09 marzo 2008

FAMIGLIA SALOMONE DOPO STIGLIANO

03 ottobre 2007 - 09 marzo 2008 FAMIGLIA SALOMONE DOPO STIGLIANO Figura 36 Stemma di Pisticci

Figura 36

Stemma di Pisticci (MT)

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Famiglia Salomone dopo Stigliano

INTRODUZIONE

Nel lontano 1975, Zio Ciccillo, fratello di mio padre, fece dono a tutti noi, suoi parenti, di un Suo lavoretto dattiloscritto, compilato nell’arco di alcu- ni anni, nel quale aveva riordinato, le poche, ma sufficienti notizie, sulla nostra Famiglia in Stigliano, da lui assunte, per la maggior parte, dallo zio Giovanni Salomone, fratello del suo omonimo nonno paterno, a partire dal capostipite Francesco Salomone, medico, capitato a Stigliano verso la fine del 1700, prove- niente, così come riferitogli, da Casoria (NA), suo paese d’origine, dal quale era stato costretto a sloggiare insieme ad altri fratelli, per ra- gioni imprecisate.

insieme ad altri fratelli, per ra- gioni imprecisate. Figura 37 Francesco Salomone “Ciccillo” fu Nicola

Figura 37

Francesco Salomone “Ciccillo” fu Nicola (1886-1978

In questo suo “Noti- ziario”, Zio Ciccillo mentre si è dilungato nel darci notizie det- tagliate, così come apprese e a tutti non note, sulle prime quattro generazioni dei Salomone in Sti- gliano, si è limitato, invece, a pochissime, rudimentali notizie, sulla sua generazione

(la quinta), ritenen- dole da tutti note, ed ha terminato la sua Cronaca, auspicandosi che, per l’avvenire, qualcuno dei discendenti della Famiglia, raccogliendo il “testimone”, avrebbe completato il suo Notiziario, con una ulteriore raccolta di “Notizie” sulle successive generazioni dei Salomone.

***

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Famiglia Salomone dopo Stigliano

Voglio io, a distanza di molti anni dalla morte di Zio Ciccillo, prendermi l’onere di esaudire questo suo desiderato.

Prima, però, di mettere nero su bianco e di accingermi alla narrazione di fatti e notizie, a mia diretta conoscenza, sui successivi discendenti della Famiglia Salomone a partire proprio dalla quinta generazione e sino a quella odierna, ho ritenuto, - nei brevi periodi di riposo professionale e di ozio domenicale -, dedicare il mio tempo, alla compilazione di un nuovo e più completo Notiziario, nel quale inserire, per dapprima, nella sua veste integrale ed originaria, l’opuscolo dattiloscritto “Famiglia Salomone in Sti- gliano” di Zio Ciccillo Salomone, nonché, l‘ “Albero genealogico della fami- glia Salomone”, ricostruito con meticolosità certosina e redatto il 15 febbra- io 2005 in Bologna, a cura di mio cugino Francesco Salomone, e, quindi, per ultimo, aggiungere a questi lavoretti, con un collage, questa mia più recente raccolta di Notizie sulle successive generazioni dei Salomone, con l’intento di far tenere un Notiziario, il più completo possibile, ai miei figli ed agli altri congiunti, discendenti da questa antica, laboriosa ed onesta Famiglia di Professionisti.

***

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Famiglia Salomone dopo Stigliano

Famiglia Salomone dopo Stigliano Figura 38 Figura 39 Cart olina di Pisticci (MT) Pag. 48 di

Figura 38

Figura 39

Cartolina di Pisticci (MT)

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Famiglia Salomone dopo Stigliano

L’ALBERO GENEALOGICO DELLA FAMIGLIA SALOMONE

A cura di Francesco Salomone

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Famiglia Salomone dopo Stigliano Pag. 50 di 292

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Famiglia Salomone dopo Stigliano

Secondo le notizie forniteci nel suo opuscoletto da Zio Ciccillo - da lui assunte dallo Zio Giovanni -, il capostipite in Stigliano della Famiglia, dott. Francesco Salomone, avrebbe avuto le sue origini in Casoria, nel napoletano.

Così, per anni, si è sempre ritenuto in Famiglia.

Però, a seguito di ulteriori indagini e ad un più accurato esame, compiuto molto di recente su documenti originali, quanto riferitoci da Zio Ciccillo sul paese di origine (Casoria) del nostro Capostipite in Stigliano, dott. Francesco Salomone, si è appalesato del tutto inesatto ed erroneo.

Infatti, esaminando attentamente il Diploma della Laurea in Medicina, conseguita da questo nostro Capostipite nel 1783 presso l’Università di Salerno, scritta su carta pergamena (del cui originale è in possesso, - così come di altre numerose lauree dei successivi discendenti -, mio cugino Enzo Salomone, attualmente Notaio in Napoli), si è con sorpresa potuto constatare che il nome su detto “atto” riportato, come paese di origine di questo nostro Capostipite, (sia pure con una scrittura poco chiara e leggi- bile), non è Casoria, bensì Casolla o Caselle, nel Salernitano, all’epoca facente parte del Principato Citeriore del Regno di Napoli.

facente parte del Principato Citeriore del Regno di Napoli. Figura 40 Particolare Diploma di Laur ea

Figura 40

Particolare Diploma di Laurea di Francesco Salomone del 1783 (collezione Enzo Salomone - Napoli)

Quindi, il paese di origine del nostro Capostipite in Stigliano, va individu- ato in quello che viene indicato sulla Laurea (Casolla o Caselle) e cioè, l’attuale Caselle in Pittari, Comune della Campania in provincia di Saler- no.

Sul Diploma di Laurea, infatti, pur se scritto con inchiostro ormai alquan- to sbiadito, il nome del paese che si riesce a malapena a leggere, é “Casolla” o “Caselle”.

Va precisato poi che, sempre sul detto Titolo di Laurea, subito dopo il nome del paese, è poi scritto a chiare lettere che esso è in “Prov. Principatus

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Famiglia Salomone dopo Stigliano

Citerioris huius Regni Neapolis”: cioè, nel Salernitano e non già nel Napole- tano, dove trovasi invece Casoria.

L’origine, quindi, del nostro Capostipite in “Casolla” o “Caselle” è perciò comprovata, come dicevano i latini, per tabulas.

Si viene così anche a spiegare il perché del conseguimento della Laurea, da

parte del nostro Capostipite in Stigliano, presso la Università di Salerno,

nel cui ambito territoriale ricadeva appunto Caselle o Casolla e non presso

la Università di Napoli, città questa molto vicina a Casoria: cioè la vici-

nanza del paese all’Università di Salerno,città peraltro molto rinomata proprio per la sua “Scuola Salernitana di Medicina”.

***

Di

recente, con mio figlio Fabio, abbiamo concentrato la ricerca sul paese

di

origine della famiglia Salomone, indirizzandola proprio su Caselle in

Pittari in provincia di Salerno, col fine di accertarvi la eventuale presenza

di “Salomone”.

Questa ricerca è stata resa possibile, anzi facilitata, facendo ricorso all’odierno strumento informatico che è il computer ed ai collegamenti tramite internet.

Ebbene, l’esito di questa nostra ricerca, è stato positivo.

Abbiamo, infatti, accertato che, nel corrente anno di grazia 2008, a Caselle

in Pittari, risultano ben nove famiglie con il cognome Salomone, ed altre

con il cognome Salamone.

E, anche in queste famiglie di Caselle, vi sono alcuni che hanno lo stesso

nome che ricorre nella nostra famiglia.

Risulta, infatti, esserci anche un “Francesco Salomone”, dipendente del Comune di Caselle.

Abbiamo rintracciato, ancora, uno studio sull’emigrazione degli abitanti di Caselle verso le Americhe, compiuto dal Prof. Vincenzo Lovisi, nel quale è detto che:

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Famiglia Salomone dopo Stigliano

Famiglia Salomone dopo Stigliano Figura 41 Diploma di Laurea di Francesco Salomone del 1873 ( Co

Figura 41

Diploma di Laurea di Francesco Salomone del 1873 ( Collezione Enzo Salomone - Napoli)

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Famiglia Salomone dopo Stigliano

“nel 1921, Caselle aveva 1695 abitanti, dei quali 1544 presenti e 151 emigrati” in quanto “l’emigrazione continuava ad essere l’unica alter- nativa alla perduranti <deplorevoli> condizioni economiche e “che ne- gli anni fra il 1928 ed il 1930”, molti abitanti di Caselle emigrarono nelle Americhe e che, “nel 1930 emigrarono a New York” - tra gli altri - “Antonio Pellegrino di Giuseppe e Grazia Salomone di Michele”.

Ebbene i nomi “Grazia” e “Michele”, sono ricorrenti anche tra i nostri avi di Basilicata.

Abbiamo ancora rilevato che Caselle in Pittari, è un comune di 2.024 abi- tanti della provincia di Salerno e che trattasi di un paesino sito nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, arroccato su una collina a 444 m. s.l., sovrastato da una torre medioevale, vicino al pietroso Monte Pittari, che tra l’altro ha contribuito al nome del paese ed è molto vicino alla Basi- licata.

Inoltre, avendo il nostro capostipite conseguito la laurea in Medicina pres- so la Università di Salerno, rinomata ab antiquo proprio per la “Scuola Medica Salernitana”, abbiamo esteso in questa direzione le nostre ricerche, conseguendo un risultato sorprendente ed inaspettato e, cioè che il co- gnome “Salomone” esiste nel Salernitano sin dall’anno 1000.

Ed invero, nel volume “Storia documentata della Scuola Medica di Saler- no” - per Salvatore De Renzi - Seconda Edizione - edita a Napoli nel 1857 presso lo Stabilimento Tipografico di Gaetano Nobile, l’autore, a pagg. 210-211, nel dare notizie su Pietro Siciliano Medico (anno 1054 al 1075), parla di

“un Diploma conservato nell’Archivio della Cava (Arca XVIII n. 114) e da noi esaminato, scritto ai tempi del Conte Ruggiero, nell’anno

1102”

e dice che questo

“documento è importante ancora perché ci dà notizia di un Romualdo Salomone, certamente Salernitano, e probabilmente implicato nella

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Figura 42 Copertina del vo lume “Storia Documentata de lla Scuola Medica di Sale rno”-

Figura 42

Copertina del volume “Storia Documentata della Scuola Medica di Salerno”- 1857 - Harvard College Library

Famiglia Salomone dopo Stigliano

congiura di coloro che uccisero nel 1053 Guaimario III padre di Gi- sulfo, e però ne dovè avere come gli altri confiscati i beni.

Or questo Romualdo potrebbe riguardarsi come antenato di quel Mat- teo SALOMONE, il quale insegnava medicina in Montpellier un se- colo dopo, e da Egidio di Corbeil fu riguardato come sostegno di quella scuola”.

Sempre nella detta “Storia Documentata della Scuola Medica di Salerno”, l’autore indica tra i medici della scuola medica salernitana Matteo Salo- mone (pagg.320-321):

47. MATTEO SALOMONE (ANNO 1170)

Io non avea riportato fra’ Maestri Salernitani questo Matteo Salomo- ne, perché Egidio di Corbeil lo cita come Medico che illustrava la Scuo- la di Montpellier a’ suoi tempi; comunque il modo stesso come lo cita, faccia conoscere che dovea essere uno straniero in Montpellier, e che dovea appartenere alla Scuola di Salerno, perché lo stesso Egidio lo cita in mezzo a’ Maestri di quella Scuola.

Ecco i versi: (De comp. med. Lib. I. ver. 445-451)

Qui trahit a docto nomen Salomone Mathaeus, Qui nitet eloquio, qui mentis acumine pollet, Suscipiat placido Salomon mea carmina vultu, Et se noscat in his : sua condimenta saporet, Melque suum sugat, quod vasa novella propinant; Quo Pessulanus nisi Mons autore niteret, Iamdudum physicae lux eclipsata fuisset.

Ma ora ogni dubbio è dissipato, ed un Codice della Bodlejana di O- xfort è venuto a provare che Matteo Salomone era Salernitano, ed era stato chiamato a professare in Montpellier: onde Egidio che era così ri- conoscente alla Scuola di Salerno, e poco benevolo per Montpellier, dice che la Scuola di questa Città da gran tempo si sarebbe eclissata ove un Medico Salernitano non vi fosse stato chiamato a sostenerne lo splen- dore. Aggiungasi che anche il nome viene in conferma di ciò, assumen-

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Famiglia Salomone dopo Stigliano

do i Salernitani in preferenza il nome di Matteo dal loro Santo Protet- tore.

Quel che prova ciò evidentemente e restituisce a Salerno il Matteo Sa- lomone tanto lodato da Egidio, è un Codice della Bibliot. Bodlejana E. Musaeo n. 228 fol.1 .- Questo contiene una copia dei soliti versi della Scuola Salernitana, con una conchiusione di 32 versi, nei quali cita i Maestri Salernitani contemporanei

versi, nei quali cita i Maestri Salernitani contemporanei Figura 43 Foto di Caselle in Pittari (SA)

Figura 43

Foto di Caselle in Pittari (SA)

Imperocché nomina come moderni tutt’i Maestri di quella Scuola, che sono lodati da Egidio di Corbeil.

Essi sono Mauro, Matteo (Plateario), Pietro (Musandino), Ursone, Salomone.

Questa è prova evidente che Salomone era Salernitano e Maestro della

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Famiglia Salomone dopo Stigliano

Scuola. Ecco i versi che lo riguardano:

Mauris, Mathaeus, Salomon, Petrus, Urso, moderni Sunt Medici, per quos regnat medicina Salerni.

Abbiam detto precedentemente che la famiglia Salomone era Salerni- tana (pag.211) e trovasi ricordata ne’ nostri Archivii, come quel Ro- mualdo Salomone a cui appartenevano i beni che Gisulfo donò a Pie- tro Siciliano Medico. Forse il Salomone era stato espropriato de’ suoi beni per essersi trovato implicato nella congiura per la quale fu ucciso il Principe Guaimario.

***

congiura per la quale fu ucciso il Principe Guaimario. *** Figura 44 da sinistra in piedi:

Figura 44

da sinistra in piedi: Ettorino, Espedita, Enrica Musti, Nicola, Teresa, Giuseppe

Viggiani, Raffaele, Leonardo Vitelli, Alberto, Amalia, Roberto (Bologna).Sotto: Gabriella (domestica) Francesco Saverio, Anna Maria, Antonio, Teresa (Bologna) Egle Autera, Pino (Bologna)

Ritorno dalla caccia:

Questo pellegrinaggio nell’antico passato, il più remoto possibile, sul luogo d’origine della Famiglia Salomone, è venuto a supportare, a riprova e con-

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Famiglia Salomone dopo Stigliano

ferma, la nostra più recente tesi, e cioè che la famiglia Salomone ha origine nel salernitano (Caselle in Pittari) e non nel napoletano (Casoria) come riferito da Zio Giovanni Salomone a Zio Ciccillo, autore del primo mano- scritto sulla Famiglia Salomone in Stigliano.

***

Fatto questo breve excursus sul reale paese di origine del nostro Capostipi-

te in Stigliano, Dott. Francesco Salomone, mi accingo ora alla stesura delle ulteriori e più recenti notizie sulla nostra Famiglia, prendendo le mosse proprio dalla quinta generazione dei Salomone in Stigliano.

Per inciso, mi corre qui l’obbligo di ricordare che, in questo paese, io ho trascorso, nella Casa avita, proprio i primi anni della mia fanciullezza fino al compimento, nel giugno del 1940, dei miei studi di quinta elementare, affidato alla custodia e di mia nonna, la nobildonna Teresa Franchi di Pisticci, vedova da molti anni (sin dal 1927) dell’On.le Nicola Salomone, e dei carissimi zii Luigi Salomone ed Antonietta Mazzei, che per me sono sempre stati, l’uno Maestro, che ho tenuto come esempio, nell’intero arco della mia lunga attività professionale di avvocato, che esercito ancora alla veneranda età di 77 anni e l’altra, più che una zia, una vera seconda Madre

e Maestra-Educatrice. Zia Antonietta, infatti, negli anni di mia perma-

nenza in Stigliano, ha avuto cura di me, financo a scuola, tenendomi nella classe in cui insegnava come maestra elementare assieme ai propri alunni, pur risultando io iscritto, ufficialmente, nel Registro di classe di altra inse- gnante, la Maestra elementare Sig.ra Mastronardi (madre di un carissimo amico, il Dott. Mario Madio, che è stato Notaio in Matera ed a me sem- pre molto affezionato).

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Famiglia Salomone dopo Stigliano

La mia permanenza in Stigliano, durata oltre cinque anni nell’avita Casa Palazziata - (dove di recente l’Amministrazione Comunale di Stigliano ha posto una lapide in onore di mio nonno, l’On.le Avvocato Nicola Salomo-

ne, ritenuto uno dei Grandi Meridionalisti Lucani 1 ), pur se avvenuta nei

lontani anni della mia

fanciullezza, mi ha con- sentito di frequentare e conoscere tutti i

ne della quinta genera-

ne e mi consente, perciò,

ora, di poter dare su scuno di essi le notizie più salienti, a me note, vamente alla loro nalità, alla professione esercitata da ognuno, al loro carattere e tempera- mento e soprattutto, al patrimonio - da tutti ditato e poi trasmesso ai propri discendenti -, di professionisti laboriosi ed onesti, sparsi ormai nelle varie regioni d’Italia, ove hanno svolto o svolgono, per quanto riguarda in particolare i discendenti

di mio nonno (l’On.le

Nicola Salomone) le loro

discendenti di mio nonno (l’On.le Nicola Salomone) le loro Figura 45 On. Nicola Salomone fu Francesco

Figura 45

On. Nicola Salomone fu Francesco

1 Cfr. Benito Urago “Nicola Salomone nella storia di Stigliano e della Provincia di Basilicata tra la fine dell’Ottocento e l’avvento del Fascismo”, Nicola Bruno Editore: «Nicola Salomone fu tra i professionisti e politici negli anni a cavallo tra la fine dell’800 e i primi del ‘900. Si era assunto il compito di gareggiare con la borghesia del luogo appartenendo alla nuova generazione. Della schie- ra degli uomini nuovi, quando decollavano le prime iniziative di organizzazione civica, spinto da apprezzabili ambizioni politiche incoraggiate dalla Legge elettorale Depretis. Studioso impegnato a movimentare l’azione politica della seconda metà del secolo, mirante al riscatto delle popolazioni locali rimaste fino allora ai margini della vita nazionale».

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Famiglia Salomone dopo Stigliano

attività professionali in Napoli (i figli dei defunti zii Francesco e Luigi), in Roma (le figlie del defunto zio Enrico), in Bologna (i figli del defunto zio Ettore) ed in Pisticci, Matera e Taranto i numerosi miei fratelli, figli di Alberto, pur esso da molti anni passato a miglior vita.

Vi dirò subito, per

prima cosa, che segni distintivi e caratteristi-

ci dei Salomone, al-

meno fino alla quinta generazione, quasi quali emblemi araldici, sono stati due: naso aquilino alquanto ac- centuato ed orecchie a sventola.

aquilino alquanto ac- centuato ed orecchie a sventola. Figura 46 Luigi Salomone fu Nicola (1899-1978 Per

Figura 46

Luigi Salomone fu Nicola (1899-1978

Per fortuna, queste

caratteristiche somati- che dei Salomone, non

si sono trasmesse in

eredità, a tutti gli o-

dierni loro discenden- ti.

In particolare, il segno

distintivo e peculiare, marcatamente comune a tutti (tranne poche

eccezioni, tra cui io) è sempre stato e continua ad essere, l’atavica, smisurata passione per la cac- cia, come una malattia ereditaria, trasmessa da padre in figlio, da genera- zione a generazione.

Basti pensare che zio Ciccillo, anche lui colpito sin da giovane dal virus della passione per l’attività venatoria, quando ormai vecchio non riusciva più a vedere con l’occhio destro, fece apportare da un esperto armaiolo una modifica al calcio del proprio fucile calibro 12, in maniera tale che gli si potesse consentire, agevolmente, di prendere la mira con l’occhio sinistro,

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Famiglia Salomone dopo Stigliano

con il quale riusciva ancora a vedere bene e, poter così continuare ad anda-

re a caccia senza problemi.

***

così continuare ad anda- re a caccia senza problemi. *** Figura 47 Enrico Salomone fu Nicola

Figura 47

Enrico Salomone fu Nicola (1901-1956)

Come innanzi prean- nunciato, la presente raccolta di “Notizie” sui discendenti della Fami- glia Salomone, prende

le sue mosse dalla quin-

ta generazione ed inizia, perciò, proprio dall’autore - il Dott. Francesco Salomone fu Nicola (zio Ciccillo)

che ci ha fornito le pri- me Notizie sulla Fami- glia Salomone in Sti- gliano, dal Capostipite

ai suoi discendenti.

***

Dott. Francesco Salomone fu

Nicola, detto zio “Ciccillo” (1886 - 1978)

Zio Ciccillo, così veniva familiarmente chiamato, nacque nel 1886, dall’unione dell’ On. Nicola Salomone con la N.D. Mariannina Marazita, sposata in prime nozze nel 1885 e deceduta nel 1886, lasciando orfano questo suo figlio appena cinque giorni dopo la sua nascita e vedovo, un

marito, giovane professionista poco più che trentenne, che solo dopo dodi-

ci anni di vedovanza, si sposò in seconde nozze nel 1898, con la Gentil-

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Famiglia Salomone dopo Stigliano

donna Teresa Franchi di Pisticci, dalla quale ebbe cinque figli, tutti ma-

schi: Luigi, Enrico, Alberto (mio padre), Riccardo ed Ettore: tutti e sei cresciuti “nella più schietta ed affettuosa convivenza”, rimasta sempre im- mutata, anzi, accresciuta nella tarda età.

Ricordo chiaramente

come i suoi cinque fra- telli lo trattavano, a-

vendo sempre nei di lui

confronti, un rispetto riverenziale.

Non li ho mai visti

mancare di una visita nella sua casa in Sti- gliano, sia in occasione

delle festività natalizie che di quelle pasquali, e lui, ricambiava sempre queste fraterne atten- zioni con un dono spe- ciale per ciascuno: uno scatolone pieno di pac- chi della rinomata pasta

di Stigliano che

all’epoca veniva prodot-

ta dall’altrettanto rino-

mato Pastificio Sarub-

bi, l’una e l’altro ormai, da tempo non più esi- stenti.

l’una e l’altro ormai, da tempo non più esi- stenti. Figura 48 Alberto Salomo ne fu

Figura 48

Alberto Salomone fu Nicola (1903/1981)

Mai uno screzio od un alterco vi è stato tra di loro: solo una vera, effettiva, duratura, affettuosa fratellanza.

Ricordo, in particolare, come i loro rapporti diventavano veramente ancora più vivi, allorché potevano incontrarsi e stare insieme per qualche tempo in occasione delle sortite di caccia, cui tutti loro partecipavano, a volte assie-

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Famiglia Salomone dopo Stigliano

me anche ai cugini. In un inverno che fu molto nevoso, ricordo, li vidi partire anzitempo, pri- ma dell’alba, dal nostro vecchio Casino Franchi di San Gaetano in agro di Pisticci, per una battuta di caccia tra i “pelosi” e gli acquitrini di San Basi- lio-Mare.

Finita la battuta di caccia, ritornarono per

il pranzo, a pomerig-

gio inoltrato, alquanto

inzaccherati ma con i

cofani delle automobi-

li ricolmi di selvaggina

acquatica, ritardando

il momento del pran-

zo con le loro discus-

sioni animate, intenti

a rimproverarsi, nono-

stante gli abbondanti carnieri, delle occasio- ni mancate per i colpi andati a vuoto, con una puntigliosa elen- cazione del numero di padelle” fatte da o- gnuno e vantando la bontà delle marche delle cartucce di cui erano ricolme le ri- spettive cartucciere ed i taschini portacartuc- ce delle giacche da caccia.

ed i taschini portacartuc- ce delle giacche da caccia. Figura 49 Riccardo Salomone fu Nicola (1906-1967)

Figura 49

Riccardo Salomone fu Nicola (1906-1967)

***

Ma ritorniamo a zio “Ciccillo”.

Laureato in Medicina e Chirurgia è stato, continuando la tradizione di famiglia, ottimo medico, molto stimato e tenuto in considerazione non

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Famiglia Salomone dopo Stigliano

solo dalla sua numerosa clientela ma proprio da tutta la cittadinanza di Stigliano, ove ha esercitato la professione medica quasi sino alla sua morte, con l’assillo ed il rammarico di vedere scomparire la Famiglia Salomone da questo Paese, considerandosi l’ultimo dei Salomone che concludeva la sua vita a Stigliano, e paventando che anche suo figlio Nicola, che viveva con

lui, dopo la sua morte che sentiva ormai vicina, sarebbe andato certamente

altrove.

sentiva or mai vicina, sarebbe andato certamente altrove. Figura 50 Ettore Salomone fu Nicola (1908-1983) Partecipò

Figura 50

Ettore Salomone fu Nicola (1908-1983)

Partecipò alla prima guerra mondiale del 1915/18, come ufficiale medico, sempre in prima linea e per tutta la sua durata: fu pluridecorato, con tre medaglie di bronzo, una croce di guerra ed altre medaglie e, ricevette numerosi encomi.

***

Dalla Sig.ra Michelina Mazzei, di Calvello, sua moglie, ha avuto sei figli, due maschi e quattro femmine: Mariannina, Nicola, Brigida, Dome- nicantonio, Maria e Ga- briella.

Di questi sei figli di zio

Ciccillo, ne sono rimasti

in vita solamente tre ed essi, sono ora, anche in età avanzata: Nicola, Domenicantonio e Gabriella.

***

Mariannina Salomone fu Francesco (1917 - 1962)

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Famiglia Salomone dopo Stigliano

la figlia più grande, nata nel 1917, laureata in Farmacia, e che è venuta a

mancare nel 1962, ancora nel pieno vigore dei suoi anni, all’età di 45 anni;

***

Nicola Salomone fu Francesco

il primo dei figli ma- schi, nato nel 1919, laureato in Matema- tica e fisica, attual- mente in pensione,

ha raggiunto la vene-

randa età di 88 anni, ed ha continuato a vivere a Stigliano, per fugare i timori pater- ni della scomparsa della Famiglia da Stigliano, sino a qualche tempo fa, in quanto costretto, per

l’età e le condizioni di salute, a raggiungere

a Napoli i fratelli

superstiti, Antonio e Gabriella, con i quali però ritorna spesso a

Stigliano per sog- giorni a volte brevi e,

a volte, lunghi, di

estate, oltre che in

occasione di festività

e nei primi di no-

vembre per il culto dei morti.

festività e nei primi di no- vembre per il culto dei morti. Figura 51 Riccardo Salomone

Figura 51

Riccardo Salomone fu Nicola (1906-1967)

Dopo aver prestato servizio militare nel secondo conflitto mondiale, ritor- nato a Stigliano si è dedicato all’insegnamento di matematica e fisica, trat- tando con severità gli allievi distratti e premiando gli studiosi, con lusin-

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Famiglia Salomone dopo Stigliano

ghieri - meritevoli apprezzamenti verbali.

Anche lui con il naso aquilino ed orecchie a sventola (emblema di fami- glia) e, con la passione dell’arte venatoria e dei buoni cani da caccia dei quali ha sempre avuto una cura puntigliosa.

Intelligente, scrupo- loso nell’insegnamento della sua disciplina, intransigente e con un carattere forte, non ha mai avuto peli sulla lingua, non curandosi mai di nascondere la propria insofferenza alle pre- potenze di arrivisti e sfruttatori e di nuovi ricchi o potenti - tali divenuti solo per meriti politici.

ricchi o potenti - tali divenuti solo per meriti politici. Figura 52 Enzo Salomone fu Luigi

Figura 52

Enzo Salomone fu Luigi

Con l’avanzare degli anni, Nicola ha an- che acquistato un fondicino olivetato, in località “Cersolla”, nelle immediate vici- nanze di Stigliano, ed ha perciò incomin- ciato ad occuparsi, in maniera lodevole, anche di agricoltura,

curandolo appassio- natamente, piantandovi di tutto (un vigneto e piante di frutta di ogni gene- re) e creando in esso anche un impianto di irrigazione, studiato nei minimi particolari e facendo ricorso, mediante un sapiente convogliamento, alla raccolta delle acque piovane e, producendo in buona quantità, per consu-

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Famiglia Salomone dopo Stigliano

mo familiare, vino ed olio di ottima qualità.

Questo fondo però, se è stato per lui fonte di compiacimento per i miglio-

ramenti saputi apportare ad esso con vera perizia tecnico-agraria, con gli invidiabili impianti fruttiferi effettuati con vera competenza in un fondici- no di modestissima superficie, per altro verso, è però stato per lui, anche fonte di traversie ed inconvenienti, a causa

dei soprusi per sconfi-

namenti in suo danno perpetrati dai proprie- tari dei fondi finitimi, tant’è che l’hanno

costretto a far ricorso all’autorità giudiziaria per difendere, con i denti, questa modesta sua proprietà, da lui migliorata con lavori

di profonda trasfor-

mazione e migliora-

menti saputi apporta-

re con competenza più

che provetta, in una

zona pietrosa ed im- pervia.

più che provetta, in una zona pietrosa ed im- pervia. Figura 53 Nicola Salomone fu Luigi

Figura 53

Nicola Salomone fu Luigi (1936-1999)

***

Brigida Salomone fu Francesco (1920 - 1973)

nata il 1920, laureata

in Farmacia. Ha esercitato con passione questa sua professione. È morta

ancor giovane, nel 1973, lasciando nello sconforto più profondo il padre, colpito ancora una volta negli affetti più cari, per la immatura scomparsa

di quest'altra figlia.

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Figura 54 Nicola ed Enzo Salomone fu Luig i sul Calesse alla festa di S.

Figura 54

Nicola ed Enzo Salomone fu Luigi sul Calesse alla festa di S. Leonardo.

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***

Domenicantonio Salomone fu Francesco

(in famiglia chiamato solo Antonio), nato nel 1923. È laureato in Econo- mia e Commercio. Ha vissuto quasi sempre a Napoli, dove ha fatto anche una discreta fortuna, esercitando con professionalità la sua attività di commercialista e di Revisore dei Conti.

Di lui posso dirvi ben poco, in quanto i rapporti non molto frequenti,

all’infuori dei pochi incontri con lui da me avuti come avvocato, per una causa intentata nei confronti della Banca Popolare del Materano, risoltasi peraltro positivamente ed a seguito di transazione stragiudiziale.

***

Maria Salomone fu Francesco (1927 - 1999)

nata nel 1927, laureata in matematica e fisica, anch’essa è venuta a mancare prematuramente nel 1999;

***

Gabriella Salomone fu Francesco

l’ultima figlia, nata nel 1928, maestra elementare. Donna di una squisita

signorilità e, con un culto della famiglia senza limiti, dote questa ereditata

dal padre.

Vive attualmente a Napoli assieme ai fratelli Nicola ed Antonio, che assi-

ste amorevolmente e dai quali riceve altrettanta affettuosa cura.

***

Spulciando fra le tante fotografie di famiglia, conservate da mia sorella Amalia, ho trovato tra le altre, oltre a quelle dei miei genitori e dei miei fratelli, anche le foto di vari zii e parenti nonché una foto istantanea delle cugine Maria e Gabriella figlie di zio Ciccillo, fatte tanti anni fa, nella no- stra campagna di San Domenico, assieme alle mie sorelle Teresa ed Ama- lia.

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Famiglia Salomone dopo Stigliano

E, proprio questo ritrovamento, nella casa di mia sorella , di molte fotogra- fie dei “Salomone”, mi ha portato alla decisione di corredare, questa mia raccolta di notizie, con la riproduzione di alcune di queste foto ritrovate, perché non venga dispersa la memoria delle persone raffigurate.

***

Sino a quando zio “Ciccillo” è stato in vita (è venuto a mancare nel 1978), anch’io, ogni qualvolta mi sono recato a Stigliano per ragioni professionali, non ho mai mancato di andarlo a visitare e salutare, accolto sempre con piacere ed affettuosamente.

Mi riceveva in quel salottino ove, chi entrava vedeva subito di fronte tro- neggiare, con gran risalto, un dipinto ad olio, a tutt’altezza da terra, raffi- gurante Sua Madre, la N.D. Mariannina Marazita.

***

L’On. Nicola Salomone fu Francesco (1855-1927)

Non ho conosciuto mio nonno, l’on.le Nicola Salomone, perché morto nel 1927 tre anni prima che nascessi, ma ho potuto, col tempo, apprezzare appieno, con la lettura dei suoi scritti, non solo le sue doti di capacità intel- lettuale e di professionalità di avvocato e di Notaio, ma, anche di Uomo politico, in quanto é stato tra i primi “Meridionalisti” della Basilicata a porre all’attenzione del Governo dell’epoca, la Questione Meridionale 2 .

2 Nel convegno tenutosi a Matera il 29 gennaio 2003, lo scrittore lucano, Giovanni Caserta, nel proprio intervento intitolato «Giuseppe Zanardelli: un viaggio nella terra in cui la pazienza fu più grande della miseria (14-30 settembre 1902)», narra la vicenda del viaggio di Zanardelli nel territorio lucano e cita, tra gli altri, quanto fece Nicola Salomone in quell’occasione:

«… Nello stesso dibattito provinciale non si mancò, significativamente, di far riferimento polemico anche alle conquiste coloniali e agli stanziamenti finanziari per l’Abissinia, mentre nulla si faceva per l’Italia più povera. “Paragonateci, se volete, all’Abissinia -disse ad alta voce il consigliere Nicola Salomone-, ma venite a spendere fra noi parte di quello che andate a spendere e forse senza profit- to, in lontane contrade”» … «Pochi giorni dopo, il 3 ottobre, il Consiglio provinciale di Lucania- Basilicata, riunendosi, approvava un ordine del giorno che, su proposta dello stiglianese Nicola Salomone e del consigliere Severini rendeva omaggio, con telegramma, al Presidente, impegnandosi ad inviargli una tela del pittore venosino Andrea Petroni, “a manifestazione -si leggeva della grati- tudine della Provincia […] per l’opera che Egli era venuto a compiere […], con gravi sacrifici e con

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Famiglia Salomone dopo Stigliano

Egli fu uno degli uomini politici che ebbe un ruolo importante per indurre il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Zanardelli, al viaggio del 1902 per rendersi conto de visu delle tristi condizioni della nostra Basi- licata ed alla emanazione della Legge Speciale c.d. “Zanardelli”.

alla emanazione della Legge Speciale c.d. “Zanardelli”. Figura 55 Nicola Salomone fu Alberto (a sinistra) e

Figura 55

Nicola Salomone fu Alberto (a sinistra) e Ettore Salomone fu Nicola (a destra) in campagna a S. Dome- nico

Mio nonno, l’on.le Nicola Salomone, fu ancora l’uomo politico che, alla presenza del Re d’Italia, quale membro della Commissione del Consiglio Provinciale di Potenza, presieduta dall’on.le Carmine Senise e della quale facevano parte anche i Consiglieri provinciali Amodio, De Filpo e Laviano,

animo di alta solidarietà nazionale”. A stretto giro di posta, il giorno dopo, in data 4 ottobre, il Presidente rispondeva con altro telegramma, così scrivendo al presidente Vincenzo Lichinchi: “La dimostrazione singolare di estrema benevolenza da parte della rappresentanza di codesta generosa Provincia, dimostrazione annunciatami col Suo odierno telegramma, mi commuove profondamen- te. Essa è troppo largo compenso al dovere da me adempiuto; io terrò quel ricordo di Potenza, il quale mi viene con tanta concordia dal Suo consesso rappresentativo, fra le mie più preziose memo- rie. Ringrazio poi specialmente gli egregi consiglieri Severini e Salomone dell’affettuosa iniziativa, e Lei, chiarissimo signor Presidente, della gentile partecipazione”». (atti del Convegno “Zanardelli e la Basilicata. Cento anni dopo”).-

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Figura 56 Sul calesse il Giudice Libero Panetta e zio Luigi Salomone, sulla destra, in

Figura 56

Sul calesse il Giudice Libero Panetta e zio Luigi Salomone, sulla destra, in giacca e cravatta, con il figlio Enzo.

Famiglia Salomone dopo Stigliano

ebbe a leggere la relazione sulle condizioni della Basilicata, meravigliando tutti per l’audacia e per il tono “polemico” della sua relazione.

E fu ancora lui che, nella tornata del Consiglio Provinciale dell’8 maggio

1908, ebbe a denunciare l’incuria del Governo Centrale e l’isolamento della Basilicata dalla rete ferroviaria e stradale ed al ministro Lacava, suo conter-

raneo (di Corleto Petricara), più volte sottosegretario di Stato di diversi Ministeri, ricordava che se “egli poteva trasportarsi sino alla sua Corleto, in un veicolo qualsiasi”, lo doveva alle infrastrutture realizzate dal Consi- glio Provinciale e non già al Governo Centrale.

E la sua conclusione fu lapidaria: “Fummo sempre dimenticati”!

Fu Consigliere Provinciale nel primo decennio del 1900, venne eletto De-

putato Provinciale e per parecchi anni fu Presidente della Deputazione Provinciale (carica che oggi è equivalente a quella di Presidente della Re- gione) e venne eletto Deputato al Parlamento per ben due Legislature.

Si laureò in Legge il 2 agosto 1877 presso la Regia Università di Napoli ed

esercitò, dapprima, la professione di Avvocato.

Venne poi, con Decreto di Umberto I° - Re D’Italia del 17 giugno 1883, nominato Notaio con residenza nel Comune di Accettura, distretto di Matera.

Fu ancora notaio con sede in Cirigliano e poi a Stigliano, fino a quando

andò in pensione.

Sposò in seconde nozze, la gentildonna Teresa Franchi di Pisticci, avendo da essa cinque figli, tutti maschi: Luigi, Enrico, Alberto (mio padre), Ric- cardo ed Ettore.

***

Vi parlerò, perciò, ora, un po’ più diffusamente, proprio di questi miei

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Figura 57 Alberto Salomone fu Nicola (1903- 1981) con sua moglie En rica Musti (1901-1968)

Figura 57

Alberto Salomone fu Nicola (1903-1981) con sua moglie Enrica Musti (1901-1968)

Famiglia Salomone dopo Stigliano

congiunti, iniziando proprio da quello a me più caro, Zio Luigi.

Luigi Salomone fu Nicola (1899-1978).

Nacque a Pisticci il 27/2/1899. Sposò l’Ins. Maria Antonietta Mazzei, di Stigliano, Maestra elementare, avendo da essa due figli, Nicola ed Enzo.

Conseguita brillantemente la laurea in Giurisprudenza, superò giovanis- simo il Concorso Notarile.

Come Notaio, ha esercitato questa professione dando sempre, in qualsiasi occasione, prova di una ineguagliabile capacità professionale ed una pro- fonda e non comune preparazione, oltre che dotato di sentimenti finissimi.

Uomo brillantissimo, di intelligenza vivace, era dotato di una carica e di un dinamismo impressionante, sempre instancabile.

Io

l’ho sempre ritenuto, nell’arco di tutta la mia lunga attività professiona-

le,

come mio Maestro e Modello di esempio.

Grande era la sua capacità di risolvere, all’impronta, qualsiasi questione gli

venisse prospettata dai clienti nell’esercizio della sua attività professionale

di Notaio.

Zio Luigi aveva poi una grande capacità mediatrice tra le parti, quando doveva stipulare le convenzioni matrimoniali (i c.d. capitoli) ed i due grup- pi, quello della sposa e quello dello sposo, si presentavano già nello studio l’un contro l’altro armati.

Il rituale era il seguente: si presentava per primo, nello studio, il gruppo

comprendente i genitori dello sposo, lo sposo, i fratelli e le sorelle di questi, i quali, dopo essere entrati nell’anticamera dello studio, prendevano posto accomodandosi su uno dei divani e sulle sedie posti a ridosso di una parete della stanza e lasciavano liberi l’altro divano e le sedie posti a ridosso dell’altra parete. Al centro della stanza v’era poi un tavolo tondo, con sedie.

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Famiglia Salomone dopo Stigliano

Famiglia Salomone dopo Stigliano Figura 58 Alberto Salomone fu Nicola e la mo glie Enrica Musti

Figura 58

Alberto Salomone fu Nicola e la moglie Enrica Musti nella casa di campagna.

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Famiglia Salomone dopo Stigliano

Una delle donne che faceva parte del gruppo dei parenti dello sposo, aveva sempre, tra le mani, un foglio di carta nel quale erano elencati i pezzi del corredo e dei mobili che erano stati promessi alla sposa dai suoi genitori al momento dello scambio delle pro- messe.

suoi genitori al momento dello scambio delle pro- messe. Figura 59 Enrica Musti (1901-1968) Passati alcuni

Figura 59

Enrica Musti (1901-1968)

Passati alcuni minuti dall’ingresso dello sposo e dei suoi pa- renti, si sentiva, poco dopo e chiaramente, il rumore dei passi dell’altro gruppo di persone, con la sposa che attraversava - in silenzio - l’atrio del portone, saliva le scale e giungeva sull’uscio dell’anticamera dello studio.

Una volta attraversa- ta la soglia di ingres- so dall’anticamera, il gruppo con la sposa salutava i presenti

con un “buongiorno” all’unisono e, in silenzio, andava a prendere posto di fronte all’altro grup- po, sedendo sul divano e sulle sedie non occupati.

Per svariati minuti, nella sala d’attesa, non si sentiva volare una mosca e regnava il silenzio più assoluto.

Zio Luigi, che nel frattempo nello “studio” era occupato con altri clienti ai quali stava dando lettura dell’atto appena stilato, prima di porre termine alla lettura dell’atto, faceva una pausa e, avendo io già ultimato le mie con- suete mansioni, mi mandava in avanscoperta nella sala d’attesa, per pren-

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dere nota, su un foglio, delle generalità complete di tutte le parti donanti e degli sposi, dei beni (mobili e immobili) che i genitori degli sposi intende- vano donare ai nubendi, del corredo della sposa e sua completa elencazio- ne, dei gioielli che venivano donati alla sposa nonché l’oro ed il donativo che lo sposo faceva alla sposa.

Al mio ingresso nella sala d’attesa si avvertiva, subito, latente e come una cappa, lo stato di elettri- cità e di tensione che v’era tra le parti.

Io iniziavo il primo ap- proccio, richiedendo dapprima le generalità dei genitori della sposa e quelle della sposa.

Indi, passavo alle genera- lità dei genitori dello sposo ed a quelle dello sposo.

E, fin qui, tutto scorreva liscio.

E nulla accadeva, neppu-

re, quando richiedevo notizie sugli immobili che dovevano essere donati agli sposi dai ri- spettivi genitori.

essere donati agli sposi dai ri- spettivi genitori. Quando però richiedevo ai familiari della sposa

Quando però richiedevo ai familiari della sposa l’elenco dei mobili, del

corredo nuziale e dell’oro che doveva essere dato in donazione alla sposa, la madre di questa, che teneva fra le mani un foglio, nervosamente ne iniziava

la lettura e la elencazione.

Alberto; Mariannina Salomone fu Francesco, Rina Maiorca, Gabriella Salomone fu Francesco, Amalia e Antonio Salomone fu Alberto)

Figura 60

da sinistra Angelo, Francesco Saverio, Luigi Salomone fu

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Le “donne” della famiglia dello sposo, seguivano attentamente la elenca- zione del corredo e dei mobili man mano che ne veniva fatta lettura, dando segni di approvazione con la testa.

Ad un certo punto, però, alla lettura di determinati capi del corredo, che non coincidevano con quelli “promessi” in dote, i familiari dello sposo, ed

in particolar modo le donne, puntualmente insorgevano e, alzandosi tutte

insieme, gridavano che non erano esatti i capi indicati e che si era venuti meno alla promessa, accompagnando questa loro protesta, spes- so e volentieri, anche con parole irripetibili.

spes- so e volentieri, anche con parole irripetibili. In piedi da sinistra: Gabriella e Maria Salomone

In piedi da sinistra: Gabriella e Maria Salomone fu

Francesco, Teresa e Amalia Salomone fu Alberto; seduti: Giuseppe Salomone fu Eugenio e Raffaele Salomone fu Alberto

Figura 61

Le donne, tutte sconvolte ed in piedi, si agitavano, e sembrava che da un mo-

mento all’altro stessero per passare all’azione e menar

di mani.

Per fortuna, il tavolo ton- do, che separava le due parti contrapposte e liti- ganti, faceva da “trentotte- simo parallelo3 e nessuno

osava superare quella linea, pur continuando a litigare

ed a insultarsi.

Io raccoglievo il foglio con

i dati e le notizie che avevo

in precedenza richiesto e, quatto quatto, mi ritiravo nello studio dove zio

3 Il trentottesimo parallelo è la linea che ha segnato la divisione della penisola coreana in due na- zioni distinte alla fine della guerra di Corea, mezzo secolo fa.

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Luigi non azzardava alcun commento, perché aveva sentito e capito tutto.

In questo caso, faceva uscire da altra porta le parti che avevano già stipula- to l’atto, faceva passare ancora un quarto d’ora e dava ai litiganti tutto il tempo che occorreva perché si sfogassero.

Non appena avvertiva che i toni tra le parti erano diventati meno accesi e si percepiva qualche pausa di silenzio, allora zio Luigi apriva improvvisamen- te la porta dello studio, salutava gli sposi ed i rispettivi familiari e, come se nulla fosse, chiama- va a sé gli sposi e le loro madri, dicendo loro che quello era un matrimonio che non si poteva man- dare in malora e che tutti dovevano fare, per gli sposi, un piccolo sacrificio, compreso lui che, a fin di bene e pro domo pacis, avrebbe loro concesso uno sconto sulle compe- tenze professionali:

«…Vi faccio ri- sparmiare!».

tenze professionali: «… Vi faccio ri- sparmiare! ». Figura 62 Era questa una pa- rola “magica”

Figura 62

Era questa una pa- rola “magica” che metteva fine al liti- gio.

Prendeva allora gli sposi per le braccia, spingeva le madri nello studio, invita-

va quindi tutti gli altri ad entrare e si procedeva alla stesura dei “capitoli nuziali” senz’altro

Salomone fu Ettore, Egle Autera. In ginocchio Antonio Salomone fu Alberto, Francesco e Giuseppe Salomone fu Ettore.

Da sinistra in alto: Anna Maria Salomone fu Aberto, Teresa

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intoppo di sorta.

Zio Luigi ha esercitato l’ufficio di Notaio nella sua sede di Stigliano fino al 1963, epoca in cui chiese ed ottenne il trasferimento alla sede notarile di Giugliano in Campania, per raggiungere i due figli Nicola ed Enzo, stabili- tisi da tempo e permanentemente a Napoli per i loro studi, nella casa che avevano in Napoli al Vomero ed affidati alla cura ed assistenza di una donna di Stigliano, persona fidatissima e molto attaccata alla famiglia Salomone.

Zio Luigi, poi, non svolgeva la sua attività professionale solo a Stigliano, sua sede notarile, ma veniva richiesto per la ritenu- ta e rinomata sua ca- pacità professionale, da una vastissima clientela di molti paesi del materano, tra cui Pisticci, Craco, Mon- talbano Jonico, Tursi, Accettura, Cirigliano, Gorgoglione ed Alia- no, in ognuno dei quali aveva un fiducia- rio presso il quale si soffermava per riceve- re la clientela e per la stipula degli atti.

per riceve- re la clientela e per la stipula degli atti. Figura 63 Da sinistra: Michelangelo

Figura 63

Da sinistra: Michelangelo Di Bello, Luigi Salomone fu Alberto, Giuseppe Viggiani e Nicola Salomone fu Alberto.

Dalla tempra instan- cabile, lavorava in qualsiasi ora, e questo capitava di norma, tutti i giorni.

I clienti, consci di affidarsi ad un professionista serio, capace e ben prepa- rato, lo aspettavano ovunque, senza recriminazioni di sorta, ed anche fino

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a tarda ora.

Per i suoi continui, quotidiani spostamenti, Zio Luigi si serviva di una “Balilla”, avendo come autista, dapprima, per molti anni, un tal Melchior- re, marchigiano, sta- bilitosi da tempo a Stigliano, dove aveva messo su famiglia. Dopo Melchiorre, ha avuto come autista, per molti anni anco- ra, tal Rinaldi Cle- mente di Stigliano.

molti anni anco- ra, tal Rinaldi Cle- mente di Stigliano. Figura 64 Melchiorre, pur auti- sta

Figura 64

Melchiorre, pur auti- sta provetto, era pe- rò, anche, un buon bevitore di vino: ed invero, in qualsiasi paese conduceva il Notaio, egli nell’attesa che questi terminasse la sua attività di stipula di alquanto numerosi atti notarili, aveva il vezzo di soffermarsi sempre, puntualmen- te, in una delle canti- ne del paese, per degustare qualche

litrotto di buon vino (all’epoca, gli unici ritrovi erano soltanto le cantine e, non già, come oggi, i bar).

Raffaele e Nicola Salomone fu Alberto e Ettore Salomone fu Nicola. Alle spalle compagni di caccia

In basso da sinistra: Riccardo e Alberto Salomone fu Nicola;

Ricordo che Zio Luigi, cui non era sfuggita questa “passioncella” di Mel- chiorre, per prevenire che costui si sbronzasse e che potessero verificarsi, dopo il “sorseggio”, al rientro a Stigliano, incidenti stradali durante la gui- da, aveva cercato di porvi riparo raccomandando caldamente ai cantinieri

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di sua conoscenza e sui quali sapeva di poter fare affidamento, di non dare

a Melchiorre più di un bicchiere di vino.

Questi però, venne comunque, e non dai cantinieri, a conoscenza di questo veto limitativo ed allora con una furbizia non comune, cercò, riuscendovi in pieno, di raggi- rare l’ostacolo ricorrendo al ben studiato sotterfugio di soffermarsi in tutte le cantine del paese, degu- stando in cia- scuna, così come “imposto”, un solo bicchiere di vino.

In questo modo,

la parola data dai cantinieri al Notaio, era fatta salva e, la bevuta soddisfatta.

al Notaio, era fatta salva e, la bevuta soddisfatta. Come innanzi detto, altro auti- sta di

Come innanzi detto, altro auti-

sta di zio Luigi, dopo Melchiorre, fu Clemente Rinaldi di Stigliano, rimasto alle sue di- pendenze sino al 1963, epoca in cui Zio Luigi si trasferì a Napoli.

Figura 65

Francesco Saverio fu Alberto e Pinuccio Romano alla Madonna del Casale

Voglio ora qui ricordare che, durante l’ultimo conflitto mondiale, a zio Luigi riusciva molto difficoltoso, per le sue esigenze professionali,

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Figura 66 Da sinistra: Enrica Musti, Francesco Saverio, Raffaele e Carmelina Cascella (di spalle), Anna

Figura 66

Da sinistra: Enrica Musti, Francesco Saverio, Raffaele e Carmelina Cascella (di spalle), Anna Maria e

Pinuccio Panetta, Amalia. In seconda fila: Antonio, Angelo (di spalle) e Virginia Panetta, Gabriella Cascella.

Famiglia Salomone dopo Stigliano

raggiungere i vari paesi con la propria automobile, in quanto scarseggiava appunto, per motivi bellici, la benzina.

Zio Luigi, per ovviare a questo inconveniente e poter raggiungere i vari

paesi per la sua attività professionale, fece dotare la sua Balilla di una gros-

sa caldaia con accensione a legna, caricata con carbonella e carbone Koke, sistemata ed agganciata dietro il cofano.

Clemente, che guidava l’autovettura, procedeva alle seguenti operazioni:

dapprima avviava l’accensione del motore con la poca benzina che teneva

in una piccola tanica. Effettuata l’operazione della messa in moto, azionava

una levetta che metteva in funzione la caldaia tenuta accesa con carbone e, una volta che la stessa aveva raggiunto la giusta pressione,ingranava la marcia e, finalmente riusciva a partire.

Questa caldaia, però, consentiva un’andatura normale ed a velocità mode- rata, solo in pianura e nei falsi piani, mentre nelle salite, quali quelle di Pisticci, era possibile il superamento della loro pendenza solo percorren- dole a marcia indietro, con notevoli sforzi e torcicolli del povero autista Clemente che doveva fare con la Balilla quasi quotidianamente tutte quelle operazioni.

***

Alla fine dell’ultimo conflitto mondiale, con l’arrivo degli Alleati nel nostro Meridione, zio Luigi venne nominato Sindaco di Stigliano dal Governato- rato Alleato del Materano, avendo anche frequenti contatti con un ufficia-

le

americano, tal Verderame, che fu spesso suo ospite nel “Casino Franchi”

di

San Gaetano in agro di Pisticci ed al quale piacevano moltissimo le rape

lesse, con poco sale e condite con un filo di olio e limone e, addirittura, gli piaceva bere, gustandola molto, l’acqua in cui era state lessate le rape, rite- nendola medicamentosa e salutare.

Politicamente, fu di profonda fede liberale e anche grande estimatore (co- me tutti, del resto, in famiglia) di Francesco Saverio Nitti, Figlio di questa nostra terra di Basilicata, per essere nato a Melfi in provincia di Potenza.

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Questo Illustre Uomo politico Lucano, grande Economista e Uomo di Stato di primo piano, che durante il fascismo ebbe a subire un lungo esilio, prima in Svizzera

e poi in Francia, dopo la

caduta del fascismo e la

fine dell’ultimo conflitto mondiale, una volta rien- trato in Italia nel 1945, volle fare, quasi subito,

un giro politico nella sua Basilicata.

fare, quasi subito, un giro politico nella sua Basilicata. Figura 67 Luigi Salomone fu Alberto E

Figura 67

Luigi Salomone fu Alberto

E difatti, il 14 maggio

1946 l’illustre Vegliardo,

fu anche a Pisticci e fu

ospite, con il suo nume- roso seguito di amici ed estimatori, nella nostra antica Casa, il Palazzo Franchi.

Qui, fu proprio zio Luigi

a dargli il benvenuto con

un brillantissimo discor-

so

e Nitti, nel ringraziar-

lo

dell’accoglienza e della ospitalità, volle nel suo discorso di commiato,

ricordare l’amicizia che lo aveva legato al defunto On.le Nicola Salomone,

parlamentare di fede nittiana che era stato, per lui, sempre un amico devo-

to e leale.

Per inciso, voglio qui ricordare che mia Madre, proprio il giorno prima

della visita di questo Illustre Ospite nella nostra avita “Casa Franchi”, ave-

va dato alla luce il suo nono figlio e mio Padre, in onore dell’Illustre Ve-

gliardo ospitato, volle porre a questo suo ultimo figlio il nome di Francesco Saverio.

***

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Famiglia Salomone dopo Stigliano

Superata da me, nella sessione estiva dell’anno scolastico 1947/1948 la licenza liceale e, iscrittomi al primo anno della facoltà di Giurisprudenza, io divenni il pupillo di Zio Luigi.

Sin da allora mi affidò la cura dello studio in Pisticci, facendomi partecipa- re alla stesura degli atti notarili, dapprima sotto sua dettatura e, in un secondo tempo, facen- doli preparare e redige- re direttamente da me e

di mio pugno: egli si

limitava a dare lettura dell’atto da me predi- sposto alle parti contra- enti, in presenza dei testimoni (ove necessa- rio), sottoscrivendolo dopo le parti ed i testi- moni (ove richiesto e necessario il loro inter- vento e la loro presen- za), dandogli così il crisma di ufficialità quale atto pubblico.

così il crisma di ufficialità quale atto pubblico. Figura 68 Luigi Salomone fu Alberto Quasi tutti

Figura 68

Luigi Salomone fu Alberto

Quasi tutti gli atti nota-

rili stipulati a Pisticci da

Zio Luigi, dal 1948 al 1963 (e molti, anche

altrove), sono stati pre- disposti e scritti da me. Io provvedevo anche a fare la ricerca catastale dei beni, a richiedere e ritirare dall’Ufficio del Catasto i certificati catastali necessari per la stipula dell’atto che si andava di volta in volta a fare.

Lasciava anche a me la cura di predisporre e redigere i ricorsi di volontaria giurisdizione, i ricorsi di opposizione alla Commissione Mandamentale avverso gli avvisi di accertamento che venivano notificati alle parti dall’Ufficio del Registro di Stigliano con rettifica in aumento dei valori

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dichiarati in atto.

Il suo desiderio è stato sempre che io, conseguita la laurea in giurispruden- za, avessi fatto e, con una buona e seria preparazione, vinto il concorso notarile.

Le cose, però, sono andate diversamente, in quanto la mia vocazione, pro- fondamente sentita, era quella di fare l’avvocato civilista, così come poi è avvenuto.

fare l’avvocato civilista, così come poi è avvenuto. Figura 69 Luigi e Antonio Salomone fu Alberto

Figura 69

Luigi e Antonio Salomone fu Alberto al cancello di S. Domenico

Grazie, comunque, zio Luigi, per quel- lo che mi hai inse- gnato e mi hai consentito, a mia volta di insegnare, nella professione forense da me in- trapresa, a mio figlio Fabio che ha seguito le mie or- me ed è pur esso Avvocato.

Sei stato per me, un formidabile Maestro di vita.

***

Nel 1949, verso la metà del mese di gennaio, zio Luigi,

trovandosi nel periodo in cui doveva portare alla verifica dell’Ispettore dell’Archivio tarile i propri atti notarili, ebbe bisogno di aiuto per le operazioni di con- trollo di tutti gli atti soggetti a verifica, in modo che gli stessi fossero “a posto” e, quindi, poter evitare sanzioni pecuniarie, ove fossero state riscon- trate delle irregolarità.

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Mi portò, a tal fine, a Stigliano e, quivi soggiornai per più di un mese, col-

laborando assieme a zia Antonietta, al minuzioso controllo degli atti, già

rilegati in volumi per annate e nu- merati pagina per pagina.

in volumi per annate e nu- merati pagina per pagina. Figura 70 In primo piano: Annamaria

Figura 70

In primo piano: Annamaria Salomone fu Alberto; in secondo piano Amalia Salomone fu Alberto e Adelaide Sangiorgio.

E, fu proprio du-

rante questo mio soggiorno giovanile

a Stigliano, che

Zio Luigi compì 50 anni.

Egli festeggiò que- sta importante ricorrenza, con me e pochi amici inti-

mi, l’Avv. Giovanni

Tucci, l’Avv. Sal- vatore Peragine (questi, per moltis- simi anni, è stato anche Presidente della Provincia di Matera), l’Avv. Giuseppe Maffeo e il sig. Rocco De Marco, dipendente comunale, persona legatissima a zio Luigi ed alla fami- glia.

Dopo il lauto ed abbondante pranzo, accompagnato con molte libagioni

del buon vino di San Gaetano, giunse il momento dei discorsi augurali e,

in quell’occasione ebbi modo di apprezzare non solo la facondia, ma anche la cultura umanistica oltre che giuridica, di zio Luigi, che mi sorprese al- quanto, allorché nel ringraziare gli invitati degli auguri, infarcì il finalino

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Famiglia Salomone dopo Stigliano

del suo discorso declamando versi di quel noto poeta crepuscolare che è stato Guido Gozzano: “Le rose che non colsi …”

Pur se da me deluso, per non aver avuto il piacere di vedermi notaio come egli fu e desiderava che io fossi, zio Luigi, ha avuto comunque la gioia di veder diventare tali entrambi i suoi due figli, Nicola e Enzo.

La sua morte, avvenuta nel 1978, (preceduta nel 1976, da quella di zia Antonietta), ha lasciato in me, che più degli altri suoi nipoti gli sono stato vicino, un vuoto incolmabile.

***

Darò ora notizie più concise, sui suoi due figli, Nicola ed Enzo.

notizie più concise, sui suoi due figli, Nicola ed Enzo. Figura 71 Annamaria Salomone fu Alberto

Figura 71

Annamaria Salomone fu Alberto a cavallo di un asino. A terra Amalia Salomone fu Alberto.

***

Nicola Salomone fu Luigi (1936-1999)

Nato a Stigliano il 30 ottobre 1936, ha compiuto i suoi studi in Napoli, laureandosi in Giurisprudenza.

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Vinto il concorso notarile, ha svolto le funzioni di Notaio prima a Giu- gliano (NA) e poi ad Ostuni (BR), dove è morto prematuramente nel

1999.

Uomo di una bontà e di una gentilezza senza limiti.

1999. Uomo di una bontà e di una gentilezza senza limiti. Figura 72 Nicola Salomone fu

Figura 72

Nicola Salomone fu Alberto

Gli piaceva la buona tavola e, soprattutto era ghiotto di “vermicelli” conditi con del buon ragù e apprezzava e sapeva gustare, anche il buon vino, il “primitivo” e l’ “aleatico”, prodotto nel fondo di “San Gaetano” e maturato nelle capaci e spaziose cantine esistenti nei sottostanti locali terranei della casa padronale, il “casino Franchi”.

Professionalmente molto preparato: mi risulta che presso il suo studio notarile in Ostuni, fin quando è stato in vita, si sono spesso recati molti Pisticcesi per stipulare atti da lui.

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Ricordo che è stato battezzato, non come di norma accade, dopo la nasci- ta, ma quando era già alquanto grandicello: questo perché, zio Luigi e zia Antonietta, avevano voluto accontentare tal Monsignor Longo di Stiglia- no, che aveva espresso il desiderio di essere lui ad officiare il battesimo e, proprio a Pisticci, nel casino di “San Gaetano”, dove oltre al pranzo ed ai dolci, questi era soprattutto desioso di degustare il rinomato vino (il primi- tivo e l’aleatico), che veniva prodotto in detto fondo e che da tempo era stato conservato, proprio per tale occasione, in due capaci damigiane da cinquanta litri.

tale occasione, in due capaci damigiane da cinquanta litri. Figura 73 Da sinistra Nicola, Amalia e

Figura 73

Da sinistra Nicola, Amalia e Teresa Salomone fu Alberto e Donato Di Tursi

Il battesimo venne, però, ritardato di molti anni, a causa degli impedimen- ti, di volta in volta sopravvenuti, di detto monsignore il quale, insisteva sempre a voler essere lui a celebrare il rito del battesimo.

Finalmente, il fatidico momento giunse ed il battesimo poté aver luogo e venne celebrato nella chiesetta di famiglia, in San Gaetano, in una tarda

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notte, allorché il detto prelato poté, finalmente libero dai suoi impegni, giungere al “casino” di San Gaetano per compiere entrambi i riti: quello sacro del battesimo e, poi, quello prosaico ed epicureo, della buona mensa, con numerose portate di buoni piatti, accompagnati dalla tanto attesa stappatura e degustazione di ben due vetuste damigiane di liquoroso vino, diventato con il passare degli anni un vero nettare.

Nella sua casa di Ostu-

ni,

ho rivisto a distanza

di

molti anni, i ritratti

ad olio dei nostri avi, che vivente nostra non- na Teresa, ricoprivano le pareti del salotto della casa avita di Sti- gliano e che ornavano, con altri arredi pure di Stigliano (come le due specchiere e un orolo- gio in ottone dorato), il suo salotto in Ostuni.

Non come tutti i Sa- lomone in genere, ma anche lui aveva nel san- gue, la passione per la caccia.

anche lui aveva nel san- gue, la passione per la caccia. Figura 74 Angelo Salomone fu

Figura 74

Angelo Salomone fu Alberto (1937-2006)

Infatti, ogni qualvolta veniva in campagna, a San Gaetano, e la cac- cia era aperta, non di-

sdegnava di prendere il suo fucile ed unirsi agli altri per soddisfare questa atavica passione dei Sa- lomone per l’arte venatoria.

***

Da Rosaria Ruggiero, sua moglie, ha avuto un solo figlio,

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