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IL DOPOGUERRA INQUIETO (UNITA 5) A conclusione della guerra ci fu una conferenza a Parigi che fu condotta dalle potenze vincitrici che

imposero ai paesi vinti i trattati di pace: la germania dovette pagare pesantissimi danni di guerra e rinunciare a diversi territori. A seguito della sconfitta dellimpero austro ungarico furono creati 5 nuovi stati: la Polonia, lAustria, lUngheria, la Cecoslovacchia e la Iugoslavia. Con il crollo dellimpero zarista acquistarono lindipendenza anche la Finlandia e le repubbliche baltiche: Estonia, Lituania e Lettonia. L Italia ottenne il Trentino, il Sud TiroloAlto Adige fino al confine del Brennero, Trieste e Istria. Per mantenere la pace e per promuovere la cooperazione tra gli stati venne creata la societ delle nazioni. LEuropa usc dal conflicco sconvolta, e la sua economia attravers una fase di ristagno. Tutti i paesi europei erano gravati da un deficitt pubblico causato dalle spese militari. La crisi della produzione, il forte indebitamento degli stati e leccessiva quantit di moneta stampata nel corso della guerra, provocarono una forte disoccupazione. In tutta lEuropa nel dopoguerra ci fu il malcontento sociale: aumentarono gli scioperi, le manifestazioni sindacali e lo scontro politico. Ovunque si present anche il problema dei reduci: tornati dalla guerra non avevano trovato le loro vecchie occupazioni ed erano spesso posti ai margini della vita civile. LE DEMOCRAZIE SOTTO ATTACCO (UNITA 9) La Gran Bretagna e la Francia dovettero affrontare una grave crisi economica e sociale ma riescono a tenere la stabilit del sistema politico. La crisi del dopoguerra fu particolarmente lacerante nellEuropa centroorientale. in Austria la repubblica democratica assunse una linea sempre + autoritaria. in Ungheria si instaur un regime autoritario. la germania nel dopoguerra ebbe una crisi: fu proclamata la repubblica ma il governo provvisorio fu messo in discussione dalla Lega di Spartaco, che tent una rivoluzione comunista. Segu una durissima e violenta repressione da parte del governo provvisorio. In seguito fu approvata la costituzione di Weimar ma la neonata repubblica affront subito gravi problemi: la propaganda nazionalista e militarista, la violenza delle organizzazioni paramilitari di destra, linflazione e la svalutazione di moneta alimentarono il malcontento soprattutto nel ceto medio. Il seguito la situazione si stabilizz grazie allaiuto economico degli Stati Uniti (piano Dawes). Nel frattempo per era sorto il parito nazionalsocialista dei lavoratori di Adolf Hitler con un programma che mescolava nazionalismo, razzismo, antisemitismo e antisocialismo. LA CRISI ITALIANA E LAVVENTO DEL FASCISMO (UNITA 10) Anche litalia nel dopoguerra ebbe una fase di tensioni (biennio rosso) a causa di una crescente disoccupazione. Un forte disagio attraversava anche i ceti medi che vendevano il loro prestigio sociale e il loro reddito minacciati dallinflazione. In questa fasce sociali ebbero grande successo le parole dordine del nazionalismo. Gabriele dannunzio guid limpresa di Fiume. In italia si svolsero le prime elezioni che segnarono il grande successo del Partito socialista e popolare di ispirazione cattolica. In questo periodo Benito Mussolini fond a Milano i fasci italiani di combattimentoche si proponeva come un antiparrtito con un programma nazionalista e socialista. Gli industriali e gli agrari e le classi medie erano favorevoli al fascismo . le squadre armate fasciste organizzaronola marcia di Roma e Mussolini ottenen dal sovrano lincarico di formare un nuovo governo degnando il crollo delle istituzioni liberali e democratiche.

IL FASCISMO Il fascismo conquist il potere con la marcia su Roma. Dopo il delitto Matteotti, tra il '25 e il '26 Benito Mussolini sciolse i partiti e i sindacati e soppresse le libert democratiche. La dittatura fascista dur un ventennio. La societ, l'informazione, la scuola vennero fascistizzate; gli oppositori furono picchiati, incarcerati, inviati al confino o costretti all'esilio; nel '38 furono anche promulgate le leggi razziali, che privarono gli ebrei dei diritti civili. L'inizio della fine per il regime fascista fu il patto d'acciaio con Hitler e, successivamente, l'ingresso dell'Italia in guerra al fianco dei nazisti. Tra gli italiani crebbe fortissimo il dissenso nei confronti di Mussolini, che prima era limitato a una minoranza. Caduto il fascismo, ci fu l'appendice della Repubblica Sociale. Il governo repubblicano divise in due l'Italia, condivise la politica tedesca di deportazioni degli ebrei e degli oppositori politici e trascin i "ragazzi di Sal" alla guerra civile con i partigiani che lottavano per il ritorno alla libert e contro l'invasore germanico. L'incubo fin solo con la liberazione delle citt del nord. La nuova costituzione repubblicana del '48 stabil il divieto di ricostituzione del partito fascista. IL NAZISMO Il 10 luglio 1921, in una Germania ridotta alla miseria dal disastro bellico, Adolf Hitler, un anonimo ed oscuro reduce di guerra di origini austriache, veniva eletto capo indiscusso di una piccola formazione di destra, dal nome "partito nazional-socialista dei lavoratori tedeschi". Dopo anni di militanza quel piccolo manipolo di visionari avrebbe raggiunto, sotto il segno della svastica, antico simbolo indo-europeo, il dominio sullEuropa, con il fine di costituire un grande Reich millenario, volto a sottomettere il mondo intero. I principi enunciati da Hitler nel "Mein Kampf", riassumibili nel principio della superiorit della razza ariana eletta, destinata ad imporre la propria egemonia, trovarono tragica e sistematica attuazione nello sterminio di 6 milioni di ebrei, nei massacri, nei rastrellamenti, nellincubo cui dovettero soggiacere decine di migliaia di persone dal gennaio 1933, anno dellascesa al potere del nazional-socialismo, fino al maggio del 1945, quando, in una Berlino ridotta ad un mucchio di rovine, la bandiera rossa sovietica venne issata sul pennone del Reichstag. Fu cos la fine di quelloscuro e malefico impero, di una perversa ideologia che il suo fuhrer voleva millenaria e che invece non sopravvisse alla straripante superiorit alleata; ad una ad una le armate tedesche che avevano occupato l'Europa e apparivano invincibili, furono travolte e sconfitte, fino alla capitolazione, che pose termine alla spirale di violenza, ma non riusc a rimuovere e a cancellare il ricordo di una tragedia costata 50 milioni di morti e destinata a rimanere indelebile, nelle memorie collettive. LO STALINISMO Negli anni '30, Josif Stalin instaura in Unione Sovietica la propria personale dittatura che si protrae ben oltre la Seconda Guerra mondiale, fino alla morte. Il sistema di potere staliniano si fonda su questi elementi: - il "culto della personalit" di Stalin, realizzato attraverso un'intensa opera di propaganda nelle scuole e nei luoghi di lavoro. Stalin l'erede di Lenin e la guida geniale, ma anche "il padre del popolo", un'immagine rassicurante da invocare in ogni occasione. "il culto della personalit" quindi uno strumento politico di controllo e di consenso . - Il potere personale di Stalin, realizzato attraverso il rigido controllo del PCUS (Partito comunista dell'Unione Sovietica) e dei suoi quadri , dall'alto dirigente all'oscuro funzionario di provincia. Il dittatore sovietico elimina chiunque possa fargli ombra. -Un'unica ideologia, il marxismo-leninismo, di cui Stalin il solo corretto interprete. IL marxismo-leninismo si fonda su alcuni principi fondamentali: il ruolo guida del Partito comunista; una rigida concezione centralistica nella direzione del partito;