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Illuminazione di interni a LED uffici e scuole =Architettura= =Ingegneria= =Arte=

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Illuminazione di interni a LED uffici e scuole


27 gennaio 2010 alle 11:23 am | Pubblicato in Illuminotecnica | 19 commenti Etichette: Flusso luminoso, Illuminazione interni, Illuminazione LED, Illuminazione scuole, Illuminazione uffici, Illuminotecnica, LED, Risparmio energetico

egli articoli precedenti mi sono occupato dellilluminazione stradale a LED, cercando di far comprendere come gli apparecchi LED per lilluminazione stradale non sono cos straordinari come si vuol far credere; da che mondo mondo levoluzione tecnologica avanza sempre a piccoli passi: poco alla volta riusciremo ad avere prodottti pi performanti delle vecchie tecnologie al sodio, ma non subito e nemmeno lanno prossimo. Lintervento di Alberto (vedi qui) ha invece ampliato il discorso anche allilluminazione per interni. Da diverso tempo i produttori hanno messo a catalogo anche apparecchi per interni a LED; purtroppo anche in questo caso si riscontra spesso e volentieri la tendenza a cavalcare londa per riuscire a vendere il maggior numero di prodotti, che risultano spesso scadenti o comunque senza una seria progettazione illuminotecnica alle spalle. Lo dimostra il fatto che gran parte degli apparecchi visti nei cataloghi sono semplici customizzazioni in cui alle sorgenti tradizionali sono state sostituite sorgenti a LED, senza tener conto delle peculiarit e dei vantaggi che queste potrebbero fornire in sede progettuale (estrema direzionalit, possibilt di definire diverse aperture, ecc..).

1) Il compito visivo e i livelli di illuminamento


Uno dei parametri fondamentali cui fare riferimento nella progettazione illuminotecnica di interni rappresentato dal livello di illuminamento (espresso in lux) sui vari piani di riferimento (cio i piani su cui ha luogo il compito visivo preso in considerazione, come ad esempio il piano della scrivania); generalmente, questo viene considerato a 85 cm dalla quota pavimento (altezza media di un piano di lavoro). I fattori che influenzano la scelta dipendono da una serie di condizioni al contorno definite in base al compito che si andr a svolgere e che possono essere le dimensioni minime dei dettagli da riconoscere, il colore prevalente del compito visivo, let degli osservatori, ecc.. La norma europea UNI-EN 12464-1 definisce i valori di illuminamento medio mantenuto richiesti sui luoghi di lavoro e pertanto costituisce un importante riferimento per i progettisti. Va notato che il livello di illuminamento non il solo parametro di controllo indicato, perch a questo si affiancano il rispetto
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dellilluminamento nelle zone circostanti, la riduzione dellabbagliamento molesto (fattore che va preso in seria considerazione per luci direzionali come quelle dei LED), la resa cromatica ed eventualmente la temperatura di colore. Per un ulteriore approfondimento sui parametri da rispettare rimando allarticolo pubblicato da Giacomo Rossi su luxemozione a riguardo. Per gli uffici si richiede generalmente un illuminamento medio di 500 lux (che pu scendere a 300 per archivi e reception) con UGR di 19 e resa Ra di 80. Per gli edifici scolastici le richieste sono pi ampie (vista la diversit di spazi presenti) ; per le aule scolastiche si richiede un illuminamento medio di 300 lux con UGR di 19 e Ra di 80.

2) Il decadimento dellimpianto
Lefficienza di un impianto varia nel tempo in relazione alla riduzione del flusso luminoso emesso dalle sorgenti, alleventuale rottura delle stesse, allinsudiciamento delle pareti dei locali e degli arredi, allimpolveramento degli apparecchi. Per valutare il decadimento nellefficienza dellimpianto viene cos definito un fattore di manutenzione (MF) come: Il rapporto tra lilluminamento medio sul piano di lavoro dopo un certo periodo di uso dellimpianto (prima manutenzione) rispetto al valore medio dellilluminamento ottenuto sotto le stesse condizioni quando limpianto nuovo (IEC/CIE 17.4). Questo si rivela essere un parametro di fondamentale importanza per la progettazione, in quanto, secondo la UNI EN 12464-1 il progettista deve: stabilire il fattore di manutenzione ed elencare tutte le ipotesi richieste per la valutazione di questo valore; specificare gli apparecchi di illuminazione adatti per lambiente; preparare un programma completo di manutenzione in cui si devono indicare: la frequenza con cui si devono sostituire le lampade, gli intervalli di pulizia degli apparecchi di illuminazione e del locale, ed il metodo di pulizia pi adeguato. Per una valutazione adeguata del fattore di manutenzione si fa riferimento alla pubblicazione CIE 97/22005 Maintenance of eletric indoor lighting systems, la quale indica il fattore di manutenzione come prodotto di quattro parametri: MF = LLMF x LSF x LMF x RSMF in cui: LLMF indica la riduzione del flusso speficia di una lampada nel corso della sua durata; LSF indica la percentuale di lampade ancora funzionanti trascorso un certo intervallo di manutenzione; LMF indica il calo di efficienza di un apparecchio dovuto alla sporcizia che si accumula trascorso un certo intervallo di manutenzione/pulizia; RSMF indica il calo degli indici di riflessione delle superfici perimetrali, dovuto alla sporcizia che si accumula trascorso un certo intervallo di manutenzione/pulizia. Generalmeste si consiglia di adottare un fattore di manutenzione basso poich, in realt, operazioni quali la pulizia degli apparecchi o la sostituzione delle lampade avvengono molto di rado.
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Per quanto riguarda il parametro LMF di seguito si riportano i valori pi comuni in base al tipo di installazione, al tempo trascorso fra due intervalli di manutenzione, alla pulizia del locale:

Valori raccomandati per LMF Per quanto riguarda il parametro RSFM occorre innanzitutto introdurre un nuovo parametro, chiamato indice del locale, definito come:

in cui: a la lunghezza del locale b la larghezza del locale hu laltezza utile, definita come distanza fra apparecchio e piano di lavoro Definito K possibile utilizzare la tabella seguente:

Valori raccomandati per RSMF Per quanto riguarda invece i valori di LLMF e LSF il discorso si fa pi arduo; per le lampade tradizionali possibile derivare questi valori da tabelle pi o meno standard, come la seguente:

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Valori raccomandati per LLMF e LSF Ovviamente, qualora sia prevista la singola sostituzione delle sorgenti (ad esempio per la sostituzione di un tubo al neon prima che questo esaurisca la sua vita utile) possibile adottare LSF = 1. Per le sorgenti a LED la determinazione della vita utile e dei vari parametri di LLMF durante il ciclo di vita appare pi problematica, come gi ho avuto modo di discutere (vedi la prima parte degli articoli sui LED). Se prendiamo in considerazione il parametro standard di valutazione dei diodi LED (cio la valutazione di fine vita come L70) allora avremmo LLMF=0,7; nel caso in cui volessimo un parametro pi alto sar necessario considerare una vita utile inferiore alle 50000 ore dichiarate (ma in questo caso non si comprenderebbe il vantaggio dei LED). Inoltre nel caso in cui si utilizzino moduli LED intercambiabili e sostituibili allinterno dellapparecchio allora anche in questo caso avremo LSF=1, altrimenti occorrerebbe sapere la mortalit dei diodi LED allinterno di un modulo per calcolare anche questo valore.

3) Metodo del flusso totale


Una volta che il progettista ha definito le tipologie di apparecchi impiegati e il tipo di manutenzione da adottare affinch il sistema rimanga efficiente, possibile definire il numero di apparecchi necessari attraverso il metodo tradizionale del flusso totale CIE. Questo metodo si avvale del cosiddetto fattore di utilizzazione dellapparecchio (Fu), che indica in sostanza quanta luce emessa dalla sorgente arriva sul piano di lavoro stabilito (perch una parte della luce emessa verr persa per le riflessioni interne, per lassorbimento da parte delle pareti, ecc..). Il fattore di utilizzazione degli apparecchi viene tabellato dai produttori in base allindice del locale e ai coefficienti di riflessione delle pareti e del soffitto, come nellesempio seguente:

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Alcuni fattori di utilizzazione per diverse tipologie di apparecchi Per lindice del locale si ricorre alla formula vista sopra, per i coefficienti di riflessione possibile utilizzare la tabella seguente:

Coefficienti di riflessione Una volta definito il fattore di utilizzazione, quindi possibile calcolare il flusso luminoso utile totale necessario per la corretta illuminazione del locale attraverso la formula:

in cui: E lilluminamento medio definito dalla UNI EN 12464-1 A larea del locale Fu il fattore di utilizzazione, come visto sopra MF il fattore di manutenzione, come visto sopra Il valore che si ottiene indica il flusso luminoso totale che le sorgenti presenti allinterno dellapparecchio devono avere per poter illuminare correttamente il locale: se si divide questo parametro per il flusso di una singola sorgente, si otterr il numero di sorgenti necessarie; se si divide per il numero di apparecchi che si vuole utilizzare, si otterr il flusso minimo che le sorgenti allinterno dellapparecchio illuminante devono fornire.
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Ovviamente il calcolo cos effettuato un calcolo di massima, che programmi illuminotecnici dedicati.

dovrebbe poi essere verificato con

Esempio di calcolo con DIALux

4) Calcolo dellabbagliamento: curve di Sollner e UGR


Fino allintroduzione dellindice unificato di abbagliamento (o UGR) dalla norma UNI EN 12464-1, il sistema maggiormente utilizzato per la valutazione dellabbagliamento negli interni fa riferimento al metodo delle curve limite CIE (o diagramma di Sollner). Questo metodo si basa sulle ricerce empiriche di Sollner, che legano il fattore di abbagliamento alla luminanza degli apparecchi verso losservatore, alla dimensione della stanza e al livello di illuminamento presente. La valutazione avviene pertanto tramite un grafico che mette in relazione cinque classi di qualit (A,B,C,D,E) a seconda del grado di impegno richiesto dal compito visivo che si svolge allinterno del locale (tutti i locali per ufficio e scolastici rientrano nella classe B tranne per il caso di lavoro ai videoterminali per cui si prevede la classe A) e lilluminamento presente sul piano di lavoro.

Esempio di diagramma di Sollner per apparecchio senza schermi laterali


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Una volta individuata la classe di qualit e lilluminamento medio sul piano di lavoro, si trova la corrispondente curva limite CIE e quindi si calcolano i valori di luminanza dellapparecchio per le direzioni di emissione relative ai posti di lavoro del locale in oggetto e si controllo che i valori ottenuti risultino inferiori a quelli indicati dalla curva limite del diagramma per le direzioni corrispondenti. Questo metodo assume calidit per gli apparecchi di illuminazione visti da ogni operatore sotto un angolo uguale o inferiore a 45 rispetto allorizzonte dellosservatore. LUGR invece un indice unificato in campo internazionale sviluppato dalla CIE per la determinazione dellabbagliamento diretto ed stato introdotto dalla norma per lilluminazione degli interni UNI EN 12464-1 a sostituzione della classe di qualit G della vecchia norma UNI 10380, che impiegava le curve limite di luminanza o diagramma di Sollner. Il valore dellUGR dipende dalla posizione dellosservatore rispetto allimpianto, dalla luminanza del singolo apparecchio, dalla dimensione dellinstallazione e dellambiente e dallo sfondo in cui sono collocati i corpi luminosi. Oscilla tra valori da 10 (nessun abbagliamento) a 30 (abbagliamento fisiologico considerevole) secondo una scala di 3 unit (10,13,16,19,22,25 e 28). Naturalmente pi sar basso il valore e minore sar labbagliamento diretto. Anche se lUGR presenta alcune limitazioni applicative (ad esempio non viene definito per apparecchi con componente indiretta superiore al 65%) e non mai stato universalmente accettato, un parametro comunque da rispettare e va attentamente calibrato tramite software di calcolo (esiste anche un metodo manuale, ma mi sembra oltremodo brigoso). Per un approfondimento sullUGR vi rimando all articolo su luxemozione: generalmente un apparecchio con valori di UGR inferiori a 19 avr un comfort visivo ottimale per limpiego su postazioni lavoro, aule scolastiche, sale lettura, ma non in quelle situazioni dove il limite massimo 16, vedi i piani di lavoro per disegno tecnico.

5) Scelta dellapparecchio
Per ottenere il rispetto dei valori indicati dalla normativa (fra cui i pi importanti sono il livello di illuminamento medio e controllo dellabbagliamento) ma anche una buona visione (per cui non indifferente rimane il controllo delluniformit, la resa cromatica, la temperatura di colore, ecc..) la scelta dellapparecchio rimane la discriminante fondamentale. Considerando che le direzioni critiche per labbagliamento sono quelle superiori allangolo di 45 dallorizzontale, necessario adottare apparecchi che abbiano un totale controllo ottico del fascio, senza penalizzare troppo il rendimento complessivo. Gli apparecchi con tubi fluorescenti necessitano di un controllo longitudinale: per questo motivo generalmente sono dotati di traversini dalluminio che schermano la lampada ed ottimizzano lemissione (questo tipo di ottica viene definita alveolare).

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Plafoniera "alveolare" per tubi fluorescenti Un apparecchio a LED invece non dovrebbe necessitare di particolari schermature, in quanto la curva fotometrica viene creata generalmente direzionando in modo opportuno i singoli diodi, al fine di evitare zone di abbagliamento; per questi motivi la costruzione di un apparecchio a LED su cui per vengono montate barre che ricalcano un tubo fluorescente appare quanto mai anomalo: si uniscono gli svantaggi di una sorgente monodirezionale (allinterno del tubo tutti i LED sono allineati allo stesso modo) agli svantaggi del controllo dellabbagliamento (queste sorgenti vanno comunque schermate, perdendo di rendimento). A mio parere quindi un apparecchio a LED dovrebbe piuttosto ricalcare la fisionomia degli apparecchi a luce morbida (in cui diversi rifrattori consentono di distribuire uniformemente il flusso su una superficie pi allargata) e sfruttare la capacit direzionale di ogni diodo LED senza lausilio di schermature o riflettori.

Plafoniera a LED a "luce morbida" Ad ogni modo, le ottiche pi diffuse per lilluminazione di uffici e scuole sono le cosiddette batwing, poich in genere consigliabile scegliere ottiche che limitano lemissione nellintorno dei 25 e che diano la massima inensit tra 30 e 45 (nel caso di uffici senza videoterminali ovviamente, poich questi richiedono ottiche specifiche, che limitino labbagliamento riflesso); inoltre per la schermatura si scelgono ottiche darklight (che limitano la luminanza a 200 cd/mq al di sopra dei 60 dalla verticale).

6) Base di confronto
Dai cataloghi dei vari produttori possibile vedere che una lampada fluorescente lineare modello T5 (16mm di diametro) hanno unefficienza luminosa superiore ai 95 lm/W con una vita media di circa 20000 ore (LSF=0,5) a LLMF=0,9; le lampade fluorescenti lineari modello T8 (26mm di diametro) hanno unefficienza luminosa superiore ai 90 lm/W con una vita media di circa 12000 ore (LSF=0,5) a LLMF=0,9. Una plafoniera a incasso ha unefficienza LOR=0,50-0,70 a seconda delle applicazioni (questo significa che dal 30% al 50% del flusso luminoso emesso dalla lampada non viene utilizzato); una plafoniera a sospensione pu avere anche LOR=0,80 nel caso in cui sia aperta superiormente (ma in questo caso parte del flusso luminoso impiegato come illuminazione indiretta). Da quanto detto, si pu notare come la limitazione al flusso emesso data in gran parte dalle caratteristiche dellapparecchio illluminante, che dovendosi servire di riflettori e schermi, non molto
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efficiente: a maggior ragione appare quindi conveniente ladozione di sistemi a LED senza ottiche secondarie (visto che lefficienza di un power-led comparabile a quella delle lampade fluorescenti e che linserimento in una plafoniera con le medesime perdite porterebbe a risultati illuminotecnici comparabili).

7) Case studies
Visto che largomento recente, questa sezione verr completata di volta in volta coi progetti che potrete inviarmi e che confronter con sistemi tradizionali. Segnala larticolo: _ _ _ _

19 commenti

RSS (Really Simple Syndication) feed dei commenti a questo articolo. TrackBack URI (Uniform Resource Identifier) Ha! Grazie per il link ricambio subito ! Ciao G. 1 0 i Giudizi Comment by giacomo 27 gennaio 2010 # Replica [...] a LED vi rimando allottimo articolo scritto proprio da Matteo sul suo bolg: ecco qua il link diretto. Ovviamente per una trattazione pi dettagliata vi rimando alla normativa che potete acquistare [...] 0 0 i Giudizi
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Pingback da Illuminaizone nei posti di lavoro: UNI 12464 | luxemozione 27 gennaio 2010 # Replica Una nota. Per quanto riguarda la valutazione del fattore di manutezione, qualcosa di simile a quello che hai scritto veniva proposto dalla vecchia normativa dedicata agli spazi di lavoro, la UNI10380, ora sostituita dalla UNI12464 ciao 0 0 i Giudizi Comment by giacomo 27 gennaio 2010 # Replica sto cercando informazioni su come dimensionare lilluminazione per un soggiorno di 35mq con luce indiretta proveniente da una controsoffittatura su un solo lato della stanza (8x4x2.80). Mi sai aiutare? cio come devo costruire lalloggiamento dei tubi al neon nella controsoffittatura e come fare il calcolo della potenza? grazie, Ai@ce 0 0 i Giudizi Comment by Ai@ce 28 luglio 2010 # Replica Ciao. Non ho capito cosa chiedi. Puoi postare qualcosa su sendspace per farmi capire meglio cosa chiedi? 0 0 i Giudizi Comment by Matteo 1 agosto 2010 # Replica
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ho una sala con la volta antica di mattoni a vista e non riesco ad illuminarla bene ,ci sono due finestre pi una porta finestra di giorno va bene, ma di sera la volta assorbe la luce delle due plaffoniere messe nelle arcate e la piantana non basta,cosa potrei fare ? 0 0 i Giudizi Comment by clelia 29 ottobre 2010 # Replica Se ho ben capito la sala ha come intero soffitto una volta in mattoni, giusto? Innanzitutto occorre capire a che altezza la volta. Se abbastanza alta (anche se i mattoni assorbono molta luce, vero) io utilizzerei la volta come superficie diffondente e quindi creerei un cordolo lungo tutta la base della volta con plafoniere (quindi pi di due) che illuminino la volta e questa, di rimando, illumini lambiente. Magari se il perimetro molto lungo, mettere lampade meno potenti ma creare una specie di linea continua. Per le lampade consiglierei delle fluorescenti, meglio se con unottica che punti verso il centro della volta (non sono sicuro che i LED riescano a dare unapertura ampia al fascio, ma se cos fosse, potresti provare anche con quelli). E una soluzione costosa e crea un cordolo alla base della volta, ma fa un belleffetto e se scegli i materiali giusti pu essere un elemento architettonico che pu dare un tocco in pi allambiente. Una soluzione pi risparmiosa sicuramente quella di scegliere applique a muro (ma possono essere anche lampade a muro) da installare lungo i lati maggiori della stanza, nel caso in cui ci sia spazio. In questo caso vanno bene anche le lampadine a risparmio energetico (io non prenderei ancora delle lampadine LED). Anche in questo caso per dovresti scegliere una linea in armonia con larredamento. Spero di essere stato utile. Ciao 0 0 i Giudizi Comment by Matteo 29 ottobre 2010 # Replica Complimenti per laccurato lavoro, necessario tenere presente che esistono degli STRUMENTI PER IL PROFESSIONISTA (mi riferisco ai programmi di calcolo illuminotecnico) i quali permettono di sapere in anticipo la qualit e la quantit di luce allinterno di ambiente. Il problema la scarsa professionalit della maggior parte delle case distributrici di corpi illuminanti che nella stragrande maggioranza dei casi non hanno nei loro archivi i file di laboratorio (.IES) necessari
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per lutilizzo di tali software.. Sintesi: la prova empirica arriva sempre quando la frittata fatta, sarebbe utile lavorare in maniera pi professionale per avere un vero progresso. 0 0 i Giudizi Comment by David Bartoli 4 gennaio 2011 # Replica io vorrei un conforto sul significato tra i termini vita media(L70) e vita utile di apparecchi illuminanti a led. poi il concetto di efficienza driver (x led) in b ??? grazie e naturalmente complimenti x il blog Angelo 0 0 i Giudizi Comment by Angelo 3 febbraio 2011 # Replica Innanzitutto chiariamo cosa si intende per vita media e vita utile. Per vita media generalmente si intende la durata oltre la quale si rompe pi del 50% degli oggetti considerati: ad esempio, una lampada a sodio alta pressione ha generalmente una vita media di 26000 ore (questo significa che dopo 26.000 ore, partendo con 100 lampadine, ce ne ritroveremmo meno della met funzionanti). Un LED ha una vita media pressoch infinita (probabilmente oltre le 200.000 ore), perch un LED difficilmente si rompe in periodi brevi (anche se COMUNQUE si rompe durante la sua vita, con una percentuale di circa lo 0,2% ogni 1000 ore). Per vita utile invece si intende la durata oltre la quale loggetto da noi considerato smette di avere una sua funzionalit (ed in questo caso che appunto si usano sigle come L70). Ovviamente siamo noi a decidere quando un oggetto smette di avere una qualche funzionalita!! Ad esempio, dopo circa 2000 tagli un coltello comincia a perdere il filo: per Tizio un problema, per Caio invece questo potrebbe funzionare ancora per altrettanti tagli. La vita utile per Tizio quindi 2000 tagli, per Caio 4000. Sempre riferendoci alle lampade a sodio, per vita utile generalmente si intende la durata oltre la quale il flusso luminoso scende del 10%. In questo caso la vita utile di circa 16.000 ore (cio, passate 16.000 ore le lampade emettono il 90% del flusso iniziale). Quindi ha poco a che vedere la vita utile con la vita media.
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Visto che un LED difficilmente si rompe, viene quindi valutata una vita utile in base al decadimento del flusso: L70 significa il peridodo oltre il quale il LED emette il 70% del flusso iniziale. Quindi, quando si dice L70 a 50.000 ore, significa che, passate 50.000 ore, il flusso sar pari al 70% di quello iniziale. Per quanto riguarda b molto semplice: basta dividere i Watt assorbiti dai diodi che compongono lapparecchio (ad esempio, un led alimentato a 350mA assorbe circa 1,1 Watt) per i Watt assorbiti dallapparecchio in toto. A presto Matteo 0 0 i Giudizi Comment by Matteo 7 febbraio 2011 # Replica ho delle striscie a led n.06 da 33 watt li metter sotto trasformatore 220/12 v ho distanza dallinterruttore quadro per alimentare trasformatore metri 15 vorrei sapere la sezione del cavo fg7 om1 0 0 i Giudizi Comment by piero 13 febbraio 2012 # Replica Beh anchio appena la trovi, diccelo. 0 0 i Giudizi Comment by Matteo 27 febbraio 2012 # Replica Complimenti per larticolo molto professionale!
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Colgo loccasione per porre una domanda tecnica: Dovrei incassare delle lampade in un controsoffitto alto 3 metri e del tipo ispezionabile a pannelli per illuminare 2 stanze operatorie odontoiatriche rispettivamente di 10 e 12 m2 I parametri fondamentali dovrebbero essere questi: - A 80 100 cm dovrei avere un illuminazione compresa tra 1600 e 2400 Lux - temperatura luce di circa 5400 K (DIN 4500 6000) - IRC 98% (DIN >90) (es. Osram L 58/954 58W) -Illuminazione della stanza circa 15.000 lumen. - Indice di abbagliamento < 18 Ti ringrazio anticipatamente per il tempo dedicatomi. Cordiali saluti 0 0 i Giudizi Comment by LUX 26 febbraio 2012 # Replica Scusa, ma non ho capito la domanda 0 0 i Giudizi Comment by Matteo 27 febbraio 2012 # Replica scusami se sono stato poco esplicito, ma la domanda : Quale e quante plafoniere o lampade ad incasso mi consigli di acquistare per illuminare correttamente la sala operatoria? es. io ho trovato vari modelli 600x600mm con 2 3 4 tubi neon da 18w con griglia antiriflesso a luce diretta o indiretta ecc.ecc. cordiali saluti

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0 0 i Giudizi Comment by LUX 27 febbraio 2012 # Replica Beh, scusa se te lo chiedo, ma perch non ti rivolgi ad un bravo professionista che si occupa di illuminazione. Da quello che scrivi mi pare tu non conosca la normativa per lilluminazione degli ambienti di lavoro. 0 0 i Giudizi Comment by giacomo 27 febbraio 2012 # Replica Illuminazione della stanza circa 15.000 lumen? 0 0 i Giudizi Comment by giacomo 27 febbraio 2012 # Replica In realt dipende da tantissimi fattori: quanto vuoi spendere, che modelli sono, la tipologia e il colore delle pareti, la presenza o meno di luce naturale, ecc. Inoltre, scusa, ma non ho capito ancora bene: si tratta di un dentista? Oppure di una struttura di un centro medico privato/pubblico? Comunque, in entrambi i casi, visto e considerato che non solo limpianto ricade sotto il D.M. 22/01/2008, n. 37 ma che sotto controllo anche da parte dell AUSL e organi competenti (o almeno dovrebbe), ti consiglio vivamente di chiedere a un progettista un progetto degli impianti (non solo elettrico, ma anche quello della luce) che sia firmato e soprattutto certificato. Capisco che siamo in Italia e ci arrangiamo, ma non credo sia proprio il caso di andare a
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comprare al Castorama gli apparecchi illuminanti per un ambito cos importante come quello di un laboratorio chirurgico senza avere un calcolo illuminotecnico sotto. Di sicuro spendi meno per questo tipo di consulenza che per una sanzione o il risarcimento per un intervento andato male 0 0 i Giudizi Comment by Matteo 27 febbraio 2012 # Replica GRAZIE! 0 0 i Giudizi Comment by LUX 27 febbraio 2012 # Replica BLOG SU WORDPRESS.COM. | TEMA: POOL BY BORJA FERNANDEZ. VOCI E COMMENTI FEED.

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