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Introduzione

Esistono molteplici modelli analitici che schematizzano il fenomeno impattivo, di cui i pi semplici sono in genere composti da una combinazione di molle e masse. Caratteristiche di tali modelli sostanzialmente quella di trascurare gli effetti dissipativi come i fenomeni vibratori, gli attriti superficiali, le deformazioni permanenti della zona impattata e dell'impattatore. Altres presumono un comportamento elastico sia del provino che dell'impattatore e oltremodo, nel caso di materiali compositi, non mettono in gioco n le rotture di fibre o della matrice n tantomeno le delaminazioni tra gli strati.

Risultati sperimentali
Una tipica prova dinamica sperimentale d'impatto a bassa velocit viene effettuata sulle macchine Drop-Weight, dove un corpo impattante, opportunamente dimensionato e sagomato, mosso dalla forza gravitazionale, va ad impattare, con una certa velocit, il provino del laminato in esame, a sua volta fissato su un piano orizzontale. In tali prove limpattatore non distrugge completamente il provino, ma rimbalza, permettendo cos di ricavare la sua energia residua ed, indirettamente, l'energia assorbita dal materiale. La velocit dellimpattatore pu essere ricavata attraverso le equazioni del moto oppure attraverso degli appositi sensori ottici. Limpattatore poi, solitamente, strumentato in modo tale da determinare landamento della curva della forza e dellenergia dissipata nel tempo durante limpatto. Di tutte le informazioni ottenibili quella che meglio descrive il procedere del danneggiamento risulta essere senz'altro la curva ForzaSpostamento. Un tipico andamento di tale curva per una prova eseguita su un laminato Peek-Fibra di carbonio di sequenza [0/45/-45/90]2s, con velocit d'impatto di 1.85m/s ed energia di 4J, viene riportato nella figura seguente.

Figura II.1. Diagramma Forza-Spostamento.

In essa possiamo distinguere una serie di punti ed andamenti caratteristici: Il tratto che parte dal punto iniziale O fino al punto A caratterizzato da un andamento crescente non lineare della curva di carico. Si denota in essa un aumento della pendenza di tale curva con laumentare del carico. Tale andamento da ascriversi alleffetto membranale. In tale zona gli abbassamenti repentini di carico sono da ascriversi probabilmente a rotture localizzate, seppur di piccola entit, della matrice. Questo avviene in particolare nella zona del laminato che viene a contatto con l'impattatore; Dal punto A al punto B landamento tipico di un numero consistente di rotture di fibre e di matrici. Non da escludere che in tale fase si determini la nascita di delaminazioni. Dal punto B si arriva fino al punto C attraverso una curva continua simile, e con pendenza uguale, a quella del tratto O-A. Dal punto C si ritorna, passando tramite il punto D, al punto iniziale O. Durante il primo tratto si nota come la pendenza di tale curva sia maggiore rispetto a quella che si aveva durante la fase di carico in cui si determinavano ancora dei danneggiamenti. Le cause a cui attribuibile tale andamento sono sostanzialmente diverse: grande deflessione del provino, azione membranale degli strati delaminati, attrito tra facce delaminate e tra indentatore e provino. Nel punto D il carico agente sul provino si annulla: lascissa di tale punto determina cos la misura della profondit dellimpronta lasciata dallindentatore sul provino. Larea racchiusa da tale diagramma rappresenta lenergia dissipata durante il ciclo di carico e scarico. Essa in larga parte da ascrivere al danneggiamento subito dal materiale ed, in misura minore, a fenomeni dissipatori secondari come lattrito tra le aree a contatto. Analizzando la radiografia del provino impattato, notiamo come la penetrazione del liquido di contrasto sia notevole e come le delaminazioni non rilevate siano situate prevalentemente a sinistra del punto d'impatto. La pelle superficiale risulta essere molto sollevata e nei primi quattro strati notiamo una grande quantit di fibre rotte. Oltremodo rileviamo rotture di fibre anche negli strati centrali, segno di come, a tale livello energetico, il danneggiamento sia considerevole. La presenza di delaminazioni impone un'ulteriore analisi agli ultrasuoni per ispezionare le zone non raggiunte dal penetrante.

Figura II.2. Radiografia della faccia inferiore del provino.

Modello a molla singola


E' lo schema pi semplice: esso costituito da una massa indeformabile m che cade da un'altezza h su un corpo rappresentato da una molla di rigidezza k.

Figura II.3. Modello a molla singola.

Se indichiamo l'abbassamento della molla con d, uguagliando la variazione di energia potenziale della massa m durante la caduta con l'energia elastica accumulata dalla molla a seguito della sua compressione si avr:

dove Pmax rappresenta la forza di impatto, proporzionale all'abbassamento della molla d secondo la rigidezza k. Ci viene espresso tramite la relazione:

dove k dipende dalle caratteristiche dell'oggetto impattato. Avremo cos:

dove con dst si indicato l'abbassamento statico della molla. La soluzione positiva di tale equazione rappresenta il cedimento subito dalla molla in condizioni dinamiche e quindi l'abbassamento dal provino durante l'impatto:

dove il termine tra parentesi rappresenta il fattore d'impatto che indica di quanto si amplifica lo spostamento della molla rispetto alla condizione statica con la massa m appoggiata. Possiamo cos ora risalire alla forza di impatto:

dove Pst rappresenta la forza agente sulla molla in condizioni statiche. Il limite di tale modello insito nel fatto che esso non in grado di dare alcuna informazione riguardo l'andamento temporale della forza o delle altre grandezze di interesse. Inoltre non altres in grado di mettere in evidenza alcun tipo di danneggiamento inerente il materiale in esame.