Sei sulla pagina 1di 6

boycottERs and activists isRaEliani contRo bibi

testi e foto di carlo gianferro

Nel 2003 creata da israeliani e palestinesi Aatw (Anarchist against the walls) e nel 2005 Bds (Boicottaggio, disinvestimento, sanzioni), movimento palestinese per promuovere uguaglianza e autodeterminazione. Alcuni cittadini ebrei, tra i quali gli attivisti di queste pagine, hanno fatto propri questi progetti contestando produttori e istituzioni israeliane e opponendosi con determinazione alla politica del governo Netanyhau

palEstina on linE Sopra, Haggai, giornalista: cura una rubrica su un sito web di notizie, dove spesso tratta la questione palestinese.

101

KaREn, la fotogRafa documEntaRista

yaaR, il figlio dEl colonnEllo

ono diventata attivista a 16-17 anni, quando ho stretto amicizia con alcune persone di Gerusalemme Est. Da allora ho incominciato a vedere le differenze tra il popolo palestinese e quello ebraico-israeliano. Dallinizio della Seconda Intifada ho pensato che dovevo fare qualcosa per fermare la violenza. Essere attivisti significa rendere pi consapevoli le persone di ci che accade attorno a loro. Uso le mie fotografie per fare propaganda in

Internet. Non mi occupo soltanto della questione palestinese ma di un sacco di altri problemi quali, per esempio, lemancipazione femminile. Non sono ottimista per il futuro: solo situazioni estreme potrebbero permettere di ricostruire tutto, compresi noi stessi. Questo proprio ci che voglio: ricostruire lintera regione. Non voglio uno Stato ebraico e che lebraismo sia unidentit nazionale: una religione. Ci sono poche scuole multietniche, qui.

La mia era composta da soli ebrei israeliani che hanno cercato di inculcarmi la vittimizzazione: Tutti ci odiano, tutti vogliono ucciderci, noi vogliamo proteggerci. Perch non sono riusciti a farmi il lavaggio del cervello? Perch ho sempre guardato allaltro come a una persona e non come a un ebreo, un cristiano, un musulmano o chiss che. Amo le altre culture e gli altri popoli.

ivere ad Antigua stato bellissimo. un Paese accogliente, non violento, si studiano tutte le religioni, i diritti umani. In Israele invece vieni plagiato e non si accettano che ebrei. A 15 anni sono andato alla mia prima manifestazione e ricordo bene che un ragazzo della mia et fu colpito in testa da un proiettile di gomma. Quellesperienza mi cambi la vita. Da quel momento seppi che non sarei mai entrato nellesercito. Ho guardato in faccia la violenza, subto gli attacchi della polizia di frontiera, dei

soldati Ho deciso di non far parte del sistema. Le prime organizzazioni con cui ho collaborato sono state Reut-Sadaka e Persons for peace, ma non mi sono trovato a mio agio. Alle riunioni mi sentivo come lisraeliano che doveva capire la storia palestinese o viceversa. Un paio danni fa ho conosciuto Bds, che promuove la causa palestinese anche allestero. In Israele chi non d'accordo con la politica locale considerato un traditore, mi sentivo completamente solo, anche ora mi sento

solo. Bds un gruppo piccolissimo, meno di cento persone, solo 10-20 attivi. Adesso in Israele la societ sempre pi violenta e di destra, ma lidea che questa terra sia ebraica e appartenga storicamente solo agli ebrei obsoleta. Mi preme dire che noi attivisti israeliani, se siamo arrestati, in 24 ore subiamo un giusto processo, lo stesso non avviene per i palestinesi. Oltre alla giustizia, loro non hanno accesso alleducazione e al lavoro.

cRitica socialE Karen ha 29 anni e vive a Jaffa. Nei territori palestinesi realizza fotografie, documentari e scrive articoli di critica sociale.

infanzia caRaibica Yaar ha 29 anni; fino a sei anni vissuto ad Antigua. Il padre era colonnello dellesercito israeliano, prima di trasferirsi.

102

103

dEb, la scRittRicE

david, il filantRopo
oggi sono interattivi. Io mi preoccupo per la mia gente e voi per la vostra: questo non funziona pi. Il diritto umano fondamentale di cui abbiamo bisogno oggi quello di non avere nemici, di non massacrarci a vicenda. E, diversamente da 50 anni fa, per esempio, penso che oggi abbiamo gli strumenti in grado di fornirci questa sorta di bio-feedback culturale.

a prima volta che sono venuta in Palestina avevo 17 anni; ho notato subito una certa confusione tra il termine ebreo e israeliano. Se tu fossi un ebreo non israeliano, come me, o israeliano non ebreo, come molti, non avresti una vera identit. Ci mi ha spinta a indagare il rapporto tra ebrei e palestinesi, o meglio tra ebrei e arabi perch la parola palestinese troppo amichevole. Anche perch gli ebrei, prima del 1948, erano palestinesi. A

quel tempo, nei primi anni Ottanta, pensavo si potesse lavorare per una riconciliazione politica ma poi mi sono resa conto che, senza giustizia, non pu esistere riconciliazione. Quindi la domanda : che cos la giustizia? E in che consiste? Non sono unattivista da barricate, anche se lo ero da giovane, ma se non si sostiene pubblicamente il boicottaggio si continua a vivere nella paura. Paura del pensiero, dellostracismo, degli amici. Dobbiamo capire che i diritti umani

ono cresciuto in una famiglia molto semplice: nessun background politico e culturale, nessuna discussione. Non sapevo nulla della storia dIsraele, studiavo la storia, ma non nei termini di quanto davvero successo. A 18 anni sono entrato nellesercito, ma dopo che ho visto come trattavano i palestinesi ho cambiato opinione. Ho conosciuto la malvagit. I palestinesi venivano abusati come esseri umani e i commilitoni ne provavano una sorta di esaltazione. L ho pensato al nazismo.

Voglio dire lattitudine mentale la stessa. Uscito dallesercito ho iniziato a studiare il contesto storico, la psicologia, la filosofia, cercando di capire la questione palestinese dal 1948. Ho quasi 60 anni e, rispetto agli attivisti giovani, dei quali condivido i valori, sento, a causa della mia et, che la mia prima preoccupazione impedire la sofferenza altrui. Lebraismo dice non fare allaltro ci che non vuoi che sia fatto a te, ma la maggior parte degli ebrei pensa di essere al di sopra

dellumanit. Abito qui e ho bisogno di fare qualcosa di utile per questo territorio. Se amo il mio Paese? Ci vivo, ma non ne sono innamorato. Mi interessano la morale, la filosofia, la scienza. Non amo questo o altri Paesi: amo la natura, la gente, gli esseri umani, lingegno umano.

nEw yoRKER Deb nata a New York; vive in Israele dal 1981. Ha scritto un libro, No more enemies, sul concetto di nemico (www.nomoreenemies.net).

RicERcatoRE Nato in Israele 60 anni fa, David di professione ricercatore di fisica, anche se oggi non esercita. un attivista da 11 anni.

104

105

michal, lEx sionista

lEEhEE, la fREElancE
sconosciuta. Tre anni fa ho sentito che dovevo fare qualcosa. Non era moralmente giusto vivere senza agire. Israele dovrebbe riscoprire la cultura araba. A Jaffa, per esempio, che ha un passato millenario, nel centro storico c un grande pannello con la storia della citt: gli arabi non sono menzionati.

ono cresciuta in una famiglia sionista e conservatrice. I miei genitori sono nati qui, in Israele, e hanno combattuto per questo Paese. Mio padre un colonnello dellesercito. Sono stata educata ad amare ed essere orgogliosa del mio Paese, difendendolo con le buone o con le cattive. Ma mi considero di sinistra e lotto per i diritti dei palestinesi. La prima volta che sono andata a una manifestazione a Bilin mi sono sentita come Alice nel paese delle meraviglie perch l nulla

era normale. I soldati sono entrati nel villaggio e hanno iniziato a sparare gas lacrimogeni e granate di stordimento. Sono rimasta scioccata e ho cominciato a pensare, a leggere e parlare con altre persone, attivisti di sinistra e palestinesi. Ho capito che la realt in tutta la mia vita mi stata nascosta, mi hanno mentito Non avevo capito quanto fossero orribili cose come la pulizia etnica del 1948. Qui in Israele la parola Nakba (catastrofe in arabo: la cacciata dei palestinesi da Israele, ndr)

o iniziato a lavorare con Bds perch il movimento ispirato alla lotta dei sudafricani contro lapartheid e agisce tramite azioni di non-violenza che portano a buoni risultati. Funziona, ha funzionato in Sudafrica e funzioner anche qui. Il boicottaggio un metodo per mettere politicamente pressione a Israele. Non so il momento esatto in cui mi sono accorta di voler cambiare forse durante la Seconda Intifada, quando lesercito ha massacrato la gente, quando la polizia ha represso le dimostrazioni

pacifiche, quando Israele ha iniziato a rioccupare le citt della Cisgiordania che teoricamente aveva affidato al controllo palestinese. difficile essere un dissidente politico in Israele oggi. I metodi che hanno usato per molti anni contro i dissidenti palestinesi ora li stanno usando contro gli attivisti israeliani. Lanno scorso sono stata arrestata diverse volte, mi hanno perquisito casa, forse ho il telefono sotto controllo e ho subito violenze verbali dai soldati e dagli agenti

della polizia di frontiera. Penso che il futuro breve non sar buono perch il governo attuale peggiore del precedente. Il punto di vista di Israele estremamente razzista e fascista; le cose andranno sempre peggio. Ma ho fiducia che la campagna Bds, sempre pi forte, riuscir a liberare Israele dallapartheid.

gRaphic dEsignER Michal nata in Israele 32 anni fa, da genitori conservatori. Vive a Jaffa, dove lavora come graphic designer.

anaRchici contRo il muRo Leehee ha 27 anni; traduttrice e redattrice freelance a Tel Aviv. Collabora anche con Anarchici contro il Muro.

106

107

RonniE, lo stoRico
uesto il posto dove viviamo, dove vivo. La maggior parte delle persone che arriva a Jaffa non sa nulla della storia della citt e di come era prima del 1948, perch alcune sue parti sono state completamente distrutte. Era un insediamento vivo e fiorente: cerano cinque cinema, cinque ospedali e un mercato molto attivo nelle esportazioni, per esempio delle arance Degli oltre 100mila palestinesi che vivevano qui nel 1948 ne sono rimasti 4mila che sono stati rinchiusi in complessi militari. Oggi

Roy, il patRiota localE


israeliani di seconda classe perch non ebreo; ed discriminato in molti modi. Il cambiamento sta avvenendo ma non so come andr a finire, perch potrebbe avere molte conseguenze. Ci sono altri tipi di mutamenti nel mondo: la Primavera araba, Occupy Wall Street

bisogna discutere per riuscire a portare in superficie gli eventi, ma non solo per ragioni storiche. Il problema principale quello dei profughi perch sono la maggioranza, il 70% dei palestinesi, e a loro non permesso tornare alle loro case qui a Jaffa o altrove. La legge israeliana dice che gli arabi che ancora vivono in Israele hanno perso i diritti sulle loro propriet prima del 1948. Il problema principale che in Israele abbiamo una forte discriminazione. Il 20% dei cittadini

ono cresciuto in una famiglia sionista di sinistra che viveva in periferia. Sono entrato nellesercito, ma dopo un anno e quattro mesi sono stato riformato perch mi sono finto depresso. Sono diventato un attivista verso i 30 anni. Circa tre anni fa ho deciso di frequentare regolarmente le manifestazioni contro la guerra insieme al gruppo Anarchist against the Wall. Non sono felice di far parte di questo movimento, non mi sto divertendo Sono un cittadino

israeliano, ho molti privilegi nel far parte di questa societ colonizzatrice; per questo sento che devo assumermi delle responsabilit, sviluppare una sorta di resistenza, per esprimere solidariet alle vittime del sistema. Questi pensieri rappresentano le motivazioni per andare avanti. Non sono ottimista sul futuro di questo Paese. Penso che la situazione rimarr pi o meno la stessa, e forse un po peggiorer: un processo lento e graduale. Spero di sbagliarmi perch

intorno a me ci sono persone pi ottimiste. Ci tengo per a rimanere nel mio Paese. il mio posto preferito al mondo: mi sento un patriota locale. Mi piace il luogo in cui vivo, non il Paese di cui sono cittadino. Voglio lavorare per salvare le cose positive e sperare di costruire un futuro migliore per queste terre.

il pacifista attivo Obiettore di coscienza e attivista in gruppi israeliani quali Boycott from within, Ronnie vive a Jaffa.

follia simulata Roy ha 38 anni. Vive a Tel Aviv, dove lavora come ricercatore. Si finto pazzo per ottenere lesonero dallesercito israeliano.

108

109

haggai, il gioRnalista

ono cresciuto in una famiglia di sinistra e a 15-16 anni ho iniziato a farmi delle domande sulla politica del mio Paese. Dopo la Seconda Intifada sono andato in Cisgiordania. Mi sono reso conto che non potevo far parte del sistema e ho deciso di stare dalla parte degli occupati. A 18 anni assieme ad alcuni amici abbiamo rifiutato di entrare nellesercito e dichiarato la nostra disapprovazione per la situazione in West Bank. Sono stato condannato a due anni di carcere. Non so se lavrei

fatto sapendo che sarei stato in prigione cos a lungo. Non sono dispiaciuto perch abbiamo suscitato un grande effetto sullopinione pubblica ed stato scritto un libro sulla nostra esperienza. Abbiamo avuto tanto sostegno da parte palestinese. Erano contenti di sentire la nostra storia e, ancora oggi, la gente dice: Wow incredibile, gli israeliani sono anche disposti al carcere per questa causa. Quando la nostra voce di protesta alta e si fa sentire sono ottimista. Penso

ci sia un grande potenziale nelle nostre organizzazioni. Abbiamo cos tanto da guadagnare dalla cooperazione con i palestinesi. Sono attivo in diversi gruppi: Bds, Anarchist against the Wall e un nuovo movimento per la demilitarizzazione della societ e il supporto ai giovani che si rifiutano di entrare nellesercito.

Trascrizione e traduzione interviste a cura di Stefania Bracalente

disaRmaRE isRaElE Haggai ha 28 anni e vive a Tel Aviv, dove scrive per varie testate locali. Si batte per la smilitarizzazione della societ.

110