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Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi GIOVANNI GUARESCHI. DON CAMILLO E I GIOVANI D'OGGI. RIZZOLI EDITORE 1969.

INTRODUZIONE Don Camillo una scelta di racconti ubblicati sotto il titolo Mondo Piccolo sul settimanale Candido di cui dal 1945 Guareschi fu rima condirettore, oi direttore Sedicesima edizione: marzo 1972 unico. Le storie di questi racconti - come avverte l'Autore nell'ampia nota, che recede la raccolta, qui omessa - nascono e vivono in un determinato clima, in un determinato ambiente: il clima olitico italiano dal dicembre 1946 al dicembre 1947, quando cio l'Italia, semidistrutta dalla guerra, umiliata e sconvolta dalle rovine, cercava faticosamente di reagire alla sconfitta, sforzandosi di trarre da essa una denuncia ed un fervore di rinnovamento. Ma se rovine ed ansie erano comuni a tutto il paese, le vie er la ricostruzione morale e materiale non otevano rescindere dalla natura degli uomini e dall'ambiente in cui essi operavano; si rischia erci di non capire Don Camillo, se non lo si riorta a quella "fetta di ianura che sta tra il Po e l'Apennino" e che costituisce il piccolo mondo di Guareschi. Questo mondo la "Bassa" parmense dove la terra grassa e fertile e gli uomini sono sanguigni, impulsivi, testardi, lesti di arole e di mano e forniti di un robusto buon senso contadino che si esrime con un linguaggio egualmente grasso e tagliente che va diritto allo scopo, senza reticenze e senza aure. Perci in quella terra ossono "succedere cose che da altre arti non succedono. Cose che non stonano mai con il aesaggio. Allora si caisce meglio don Camillo e Pepone e tutta l,altra mercanzia. E non ci si stupisce che il Cristo parli e che uno ossa saccare la zucca ad un altro, ma onesta mente, er: cio senza odio. E che due nemici si trovino, alla fine, d'accordo sulle cose essenziali". Solo in un ambiente cos articolare si u intendere quanto diventi scottante la lotta olitica, sorretta per di i da una tradizione di amore er la libert e la democrazia, fra le pi antiche e sentite nel nostro aese. Perci, roorre oggi ai ragazzi delle scuole medie Don Camillo, pur snellito da considerazioni e descrizioni minuziose che otrebbero apesantirne la lettura, significa anche indurli a considerare quanto, negli ultimi venti anni, abbia cambiato la societ italiana. Essa, smussando le sue unte i olemiche, si ammorbidita nel crescente benessere e la "Bassa", non i zona eminentemente agricola (come Peone deplorer), ha avuto un notevole decollo industriale e artecipa largamente all'esansione economica in atto nel nostro aese. Invano cercheresti in questo libro i motivi tormentati della nostra letteratura contemoranea, la solitu' , dine, 1 incomunicabilit, 1 an oscia erch il Guareschi uno scrittore particolare, non legato ad alcuna corrente letteraria. Egli rima che scrittore e umorista stato "cronista", ha esercitato cio, er anni, il mestiere di narrare fatti realmente accaduti e di osservare la gente da vicino, avendo modo di conoscerne difetti e virt, di coglierne l'asirazione alla giustizia, cos diusa nel mondo d'oggi, e di notare, non senza amarezza, che, cercare la giustizia significa, talvolta, mettersi in contrasto con la legge. Queste sue eserienze ersonali egli ci narra con uno stile semlice, fatto di eriodi brevi, quasi di frasi spezzate, ma quanto mai elcace e aderente allo sirito del libro. I racconti meglio riusciti sono quelli che presentano scene camestri e corali dove rotagonista la folla, mutevole e passionale, umana o disumana, ma semre in armonia con il aesaggio greve, di toni senti, familiare epure, a tratti, inedito. Qualche volta, arzi, si ha l'impressione che la olitica 8 sia solo un retesto er il Guareschi che indugia sui molti asetti della vita di rovincia, di cui evidente la nostalgia, come viva la comrensione umana per i drammi iccoli e grandi della gente comune. Personaggi chiaue di tutta la vicenda sono: don Camillo, Pepone e il Cristo crocifissc. Don Camillo, il arroco di un immaginario pnese della Bassa, dove rapresenta la continuit della tradizione, quasi l'ordine costituito, in un momento in cui sembrava che ogni autorit fosse venuta meno. Ma, in fondo, egli un ribelle su cui fanno immediatamente presa gli umani ripicchi; pi adatto a riagare con egual moneta le intemperanze del "suo gregge", che ad indicargli la via dell'edificazione. Preoccuato er i sosetti rivolgimenti sociali, da cui sente minacciata la Chiesa, rova un gusto articolare a rintuzzare con lo scontro diretto, l'autorit di Peone, un uomo er il quale nutre simatia e amicizia, ma di cui non u tollerare l'oerato erch sindaco comunista. Perci cerca semre e con tutti i mezzi di metterlo in diicolt e, talvolta, addirittura di ridicolizzarlo, facendo largo uso di tutta la malizia di cui caace, ma senza una vera ostilit. In questa infocata atmosfera di guerrn trn nmii, il ririle "retino", rhiamnto nd un certo unto del racconto a sostituire don Camillo, che ha fatto troa olitica, si troer eome saesato. Epure egli molto pi istruito e garbato del prete "titolare"; , insomma, gi un "rete nuovo" ma, rorio er queste sue qualit, inadatto a fronteggiare la situazione. Don Camillo, con tutti i suoi difetti, e roprio er 1a sua congenita aggressivit, il astore adatto alle anime a Iui affidate. Pepone, il maggiore raresentante dell'oosizione, che dovrebbe essere l,antitesi di don Camillo, , in realt, un ersonaggio solo comlementare del primo. Come il arroco, anche lui, durante la lotta armata, ha imboccato 9 la strada della montagna, si valorosamente battuto e ora, pur continuando a lottare per il riscatto della sua classe, detesta la violenza inutile e disumana. Irruento e spesso elementare nelle sue reazioni, non certo ersonaggio da rendere a modello: in Qualit di rimo cittadino, infatti, si comorta spesso in modo oco ortodosso, ma si deve aver ben resente che, doo una guerra tanto rovinosa, che aveva sovvertito ogni rincipio, non era facile er un uomo semlice come lui ritrovare di colo equilibrio e coerenza. Pagina 1

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi E tuttavia egli caace di rendere spesso le decisioni migliori e di anteorre al prorio vantaggio il bene comune Del resto ogni societ, nei eriodi di crisi, ha bisogno sorattutto di uomini onesti che credano fermamente in quello che fanno e che vogliono erseguire. In fondo Peone un onesto e laborioso cittadino e le sue intemeranze, come del resto il suo ateismo, sono i verbali che sostanziali. Ecco erch, ur essendo avversari politici, dichiarati quanto accaniti, don Camillo e Peone sono due uomini molto simili ed naturale che, alla jine, si comprendano ienamente. Intorno ai due rotagonisti gravita il mondo della gente comune: la savalderia dello Smilzo, l'ingenuit della vecchia maestra, tenacemente ancorata a valori ormai tramontati, la cocciutaggine e l'ottusit dei roprietari terrieri; non cornice ma parte integrante di questo quadro iuttosto sconcertante, eppure veritiero, di certa rovincia italiana. E sora tutti domina la voce del Cristo crocifuso, quello che sovrasta l'altar maggiore, e che arla a don Camillo, lo consiglia, lo incoraggia e pi spesso lo rimrovera quando il suo comportamento non conforme a giustizia o a carit, come rescriverebbero i1 suo abito e il suo ministero. Don Camillo un rete alla buonn, seppure non srovveduto, e la sua mentalit oco si accorda co1 trascendente. I dialoghi fra il Cristo e i1 suo ministro non sono quindi che un ripensamento e una meditazione intima dopo ogni decisione resa o gesto compiuto. Questo Cristo in dimensione umana non sembri dunque trof>o irriverente. Tanto f>i che, come avverte il Guareschi nella sua refazione, dove si dichiara disposto a rendere un candelotto sulla testa o una stanga sulla schiena da chi si sentisse oeso rispettivamente "per uia di don Camillo" o "per via di Pepne", se qualcuno "si sente oeso per via dei discorsi del Cristo, niente da fnre, perch chi parla nelle mie storie non iI Cristo, ma il mio Cristo: cio la voce della mia coscienza". La voce del Cristo dunque un artificio: quello creato dall'Autore er inserirsi ad ogni istante nell'azrone e oter "dire la sua" con assione ed energia (anch'egli era un uomo della Bassa), senza nulla togliere alla dinamica del racconto, anzi aggiungendone un motivo nuovo. E infine nella voce della coscienza di Guareschi possiamo riconoscere la voce del buon senso, quello comune a tutti gli uomini di buona volont a qualunque razza aartengano e a qualunque latitudine vivano. ENRIGA PALADINO

to PEGGATO GONFESSATO Siamo in periodo elettorale e don Camillo, che non ha peli sulla lingua, non ha esitato a dire in chiesa tutto il male che pensa delle "sinistre"; e cos una sera "tra il lusco e il brusco", mentre se ne tornava in canonica in bicicletta, si sentito rifilare una sonora legnata. Don Gamillc corre a lamentarsi dal Gristo, che invece ritiene giusta la punizione inflitta al suo ministro per essersi permesso di fare politica in casa sua, e lo invita a perdonare, come egli ha perdonato chi lo ha inchiodato sulla croce. Don Camillo perdona, ma perdonerebbe meglio, se potesse sapere chi lo ha "spennellato". Finalmente una sera... Don Camillo era uno di quei tipi che non hanno peli sulla lingua e, naturalmente, venuto il tempo delle elezioni, si era espresso in modo cos esplicito 1 nei riguardi degli esponenti locali delle sinistre2 che, una bella sera, tra il usco e il brusco 3, mentre tornava in canonica 4 un pezzaccio d'uomo intabarrato5 gli era arriato alle spalle schizzando g fuor da una siepe e, approfittando del fatto che don Camillo era impacciato ' dalla bicicletta ' in modo cos esplicito : in termini precisi, senza lasciar adito ai dubbi. ' esf>onenti... delle sinist,e : i rappresentanti di quei partiti r cui deputati in Parlamento siedono alla sinistra del presidente. s t,a il lusco e il brusco : nella luce incerta del crepuscolo ; un modo di dire. ' canonica: abitazione del parroco, attigua alla chiesa. 6 intaba,rato : avvolto nel tabarro, ampio e pesante mantello usato ancora, al posto del cappotto, dai contadini di alcune regioni settentrionali. e schizzando : balzando di scatto. 7 imacciato : impedito, ostacolato nei movimenti. 15 al manubrio della quale era appeso un fagotto con settanta uova, gli aveva dato una robusta suonata Pagina 2

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi s con un palo, scomparendo poi come inghiottito dalla terra. Don Camillo non aveva detto niente a nessuno. Arrivato in canonica e messe in salvo le uova, era andato in chiesa a eonsigliarsi con Ges, come faceva sempre nei momenti di dubbio. Cosa debbo fare? aveva chiesto don Camillo. Spennellati la schiena con un po' d'olio sbattuto nell'acqua e statti zitto gli aveva risposto Ges dal sommo dell'altare. Bisogna perdonare chi ci ofende. Questa la regola. Va bene aveva obiettato don Camillo. Qui per si tratta di legnate, non di ofiese. E cosa vuol dire? gli aveva sussurrato Ges. Forse che le ofifese recate al corpo sono pi dolorose di quelle recate allo spirito? . D'accordo, Signore. Ma voi dovete tener presente che, legnando e me che sono il vostro ministro, hanno recato offesa a voi. Io lo faccio pi per voi che per me. E io non ero forse pi ministro di Dio di te? E non ho forse perdonato a chi mi ha inchiodato sulla croce? Avete sempre ragione voi aveva concluso don Camillo. Sia fatta la vostra volont. Perdoneremo. Per ricordatevi che se quelli, imba.ldanzitilo dal mio silenzio, mi spaccheranno la zucca, la responsabilit sar vostra. Io potrei citare dei passi del Vecchio Te;tamento 11 .. s suonata : meglio sonata, bastonatura ; in questo senso il termine del linguaggio familiare. e legnando : picchiando, percuotendo. lombaldanzitl: fatti pi arditi. ll Vecchio Testamento: meglio Antico Testamento, la prima delle due parti in cui divisa la Bibbia (l'insieme delle Sacre Scritture, ispirate da Dio, appartenenti alle religioni ebraica e cristiana). Secondo il canone cattolico l'Antico Testamento comprende 44 libri, scritti prima della venuta di Gristo (Pentateuco o 5 libri di Mos ; i libri storici ; i libri poetici ; i libri profetici). Si contrappone 16 Don Camillo, a me vieni a parlare di Vecchio Testamento! Per quanto riguarda il resto, mi assumo ogni responsabilit. Per, detto fra noi, una pestatina ti sta bene, cos impari a fare della politica in casa mia 12. Don Camillo aveva perdonato. Per una cosa gli era rimasta di traverso, come una lisca di merluzzo: la curiosit di sapere chi l'avesse spennellato 13. Pass del tempo e, una sera tardi, mentre era nel confessionale, don Camillo vide attraverso la grata la faccia del capoccia 14 dell'estrema sinistra, Peppone. Peppone che veniva a confessarsi era un avvenimento '5 da far rimanere a bocca aperta. Don Camillo si compiacque. Dio sia con te, fratello: con te che pi d'ogni altro hai bisogno della sua santa benedizione. da molto tempo che non ti confessi? Dal 1908 rispose Peppone. Figurati i peccati che hai fatto in questi trentotto anni, con quelle belle idee che hai per la testa. Eh s, parecchi sospir Peppone. Per esempio? Per esempio, due mesi fa vi ho bastonato. grave rispose don Camillo. u Offendendo un ministro di Dio tu hai offeso Dio. Me ne sono pentito esclam Peppone. lo poi al Nuouo Tcstamento, scritto dopo la venuta di Gristo, che comprende: i quattro Evangeli, gli Atti degli Apostoli, le Eistolc di San Paolo, l'Apocalissc, in tutto 27 libri. olitica in casa m!a : sbollita l'ira, don Camillo sente un po' di rimorso per aver fatto propaganda politica in chiesa. " spcnnellato : termine scherzoso per indicare il colpo ricevuto. " caoccia : propriamente, capo di una famiglia di contadini. Qui il termine usato in tono scherzoso e lievemente spxegiativo per indicare chi fa da capo, da guida. Peonc... auuenmento : i militanti dei partiti di sinistra generalmente non sono praticanti in fatto di religione. t7

. Mondo Qiccolo non vi ho bastonato come ministro di Dio, ma come avversario politico. stato un momento di debolezza. Oltre a questo e all'appartenenza a quel tuo diabolico partito, hai altri peccati gravi? Peppone vuot il sacco. In complesso era poca roba, e don Camillo lo liquid con una ventina fra Pater e Avemarie. Poi mentre Peppone si inginocchiava davanti alla balaustra per dire la sua penitenza, don Camillo and a inginocchiarsi sotto il Grocifisso. Ges, disse perdonatemi, ma io gliele pesto. Neanche per sogno rispose Ges. lo l'ho perdonato e anche tu devi perdonare. In fondo un brav'uomo. Ges, non ti fidare dei rossi 1s. Guardalo bene; non vedi che faccia da barabba 17 che ha? Una faccia come tutte le altre. Don Camillo, tu hai il cuore avvelenato! Ges, se vi ho servito bene fatemi una grazia: lasciate almeno che gli sbatta quel candelotto sulla schiena. Cos' una candela, Ges mio? No rispose Ges. Le tue mani sono fatte per benedire, non per percuotere. Don Camillo sospir. Si inchin e usc dal cancelletto. Si volse verso l'altare per segnarsi aneora, e cos si trov dietro le spalle di Peppone che, inginocchiato, era immerso nelle sue preghiere. Sta bene gemette don Camillo giungendo le palme e guardando Ges. Le mani sono fatte per Pagina 3

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi benedire, ma i piedi no ! a Anche questo vero disse Ges dall'alto dell'al ," rosri : in linguaggio popolare, gli aderenti ai partiti di sinistra, cos chiamati perch la loro bandiera rossa. " bnrabba: dal nome proprio del malfattore liberato, per volere del popolo, al posto di Ges, si usa come nome comune per indicare un furfante. tare. Per mi raccomando, don Camillo : una sola ! La pedata part come un fulmine, Peppone incass senza battere ciglio, poi si alz e sospir sollevato: dieci minuti che l'aspettavo disse. Adesso mi sento meglio. Anch'io esclam don Camillo che aveva ora il cuore sgombro e netto come il cielo sereno.

18 IL BATTESIMO Peppone, sindaco comunista, vuole che il figlio venga battezzato, ma pretende che gli venga mposto il nome di un rivoluzionario ateo; e don Camillo, naturalmente, si oppone perch considera la cosa un'offesa al sacramento. Per risolvere la controversia i due non trovano di meglio che fare a pugni in chiesa: dopo venti minuti di una lotta furibonda e silenziosa, Peppone va a terra e don Camillo si ritiene soddisfatto. Il piccolo verr allora battezzato con una serie di nomi che rappresentano un giusto compromesso fra le idee dei due contendenti. Entrarono improvvisamente in chiesa un uomo e due donne, e una delle due era la moglie di Peppone, il capo dei rossi. Don Camillo che, in cima a una scala, stava lucidando col sidol l'aureola di San Giuseppe, si volse e domand cosa volevano. C, da battezzare della roba 1 rispose l'uomo. E una donna mostr un fagotto con dentro un bambino. Indossati i paramenti, don Camillo si appress al fonte battesimale. Come lo volete chiamare? chiese don Camillo alla moglie di Peppone. Lenin 2, Libero, Antonio rispose la moglie di Peppone. ',oba : nota il termine irriguardoso col quale indicato il battezzando. a Lenin : Lenin Nikolaj, pseudonimo di Vladimir Ilijc Uljanov (1870-1924), l'artefice della rivoluzione russa, fondatore del partito bolscevico e primo capo del governo sovietico. 23 Vallo a far battezzare in Russia disse calmo don Camillo rimettendo il coperchio al fonte battesimale. Don Camillo aveva mani grandi come badili, e i tre se ne andarono senza fiatare. Don Camillo cerc di sgattaiolare in sagristia 3, ma la voce del Gristo lo blocc. Don Camillo, hai fatto una gran brutta cosa ! Va' a richiamare quella gente e battezza il bambino. Ges rispose don Camillo. Dovete mettervi in mente che il battesimo non mica una burletta 4. IL battesimo una cosa sacra. IL battesimo... Don Camillo lo interruppe il Cristo. A me vuoi insegnare cos' il battesimo? Pagina 4

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi lo ti dico che tu hai fatto una grossa soperchieria 5, perch se quel bambino, metti il caso, in questo momento muore, la colpa tua se non ha il libero ingresso in Paradiso g ! Ges, non drammatizziamo 7 ! ribatt don Camillo. Perch dovrebbe morire? bianco e rosso come una rosa ! Non vuol dire ! lo ammon il Gristo. Gli pu cadere una tegola in testa, gli pu venire un colpo apoplettico s. Tu lo devi battezzare. Don Camillo allarg le braccia : Ges, pensateci un momento. Si fosse sicuri che e sagristia : meglio sagrestia, locale annesso a ogni chiesa dove si custodiscono gli arredi sacri, i parament, le vesti liturgiche. burletta: uno scherzo, una cosa da ridere. IL battesimo, al contrario, una "cosa sacra". 6soperchieria: prepotenza, abuso di potere, azione diretta contro chi non in grado di difendersi. g non ha... in Paradiso : secondo la religione cristiana cattolica, chi muore senza battesimo, che toglie la macchia del peccato originale7 non meritevole dell'Inferno ma neppure pu entrare in Paradiso: costretto a fermarsi nel Limbo. ' non drammatizziamo : non esageriamo, non facciamone un dramma. Propriamente "dramma" un componimento teatrale di tono serio, spesso doloroso. Don Camillo capisce la gravit del suo gsto ma cerca di minimizzarlo. s colo aolettico : morte istantanea provocata dall'improvviso arresto delle funzioni cerebrali; dipende spesso da rottura di un vaso sanguigno e conseguente emorragia interna o esterna. 24 quello poi va all'Inferno; si potrebbe lasciar passare: ma quello, pure essendo figlio di un brutto arnese, pu benissimo capitarvi fra capo e collo in Paradiso. E allora, ditemi voi come posso permettere che vi arrivi in Paradiso della gente che si chiama Lenin? lo lo faccio per il buon nome del Paradiso. 1 buon nome del Paradiso ci penso io grid seccato Ges. A me interessa che uno sia un galantuomo 9 : che si chiami poi Lenin o Bottone non mi importa niente. l massimo, tu potevi far presente a quella gente che dare ai bambini nomi strampalati la spesso pu significare metterli nei pastieci, da grandi. Va bene rispose don Camillo. Io ho sempre torto. Gercheremo di rimediare. In quel momento entr qualcuno. Era Peppone solo, col bambino in braccio. Peppone chiuse la porta col chiavistello. Di qui non esco disse se mio figlio non stato battezzato 11 col nome che voglio io. Ecco sussurr sorridendo don Camillo rivolto al Cristo. Lo vedete che gente? Uno pieno delle pi sante intenzioni e guardate come lo trattano. Mettiti nei suoi panni rispose il Cristo. Non sono sistemi da approvare. ma i poono comprendere. Don Camillo scosse il capo. Ho detto che di qui non esco se non mi battezzate il figlio come voglio io! ripet Peppone, e, deposto il fagotto col bimbo su una panca, si tolse la giacca, si rimbocc le maniche e avanz minaccioso. Ges implor don Camillo. Io mi rimetto a voi. galantuomo : uomo onesto, dabbene. 'o strampalati : strani, stravaganti, senza senso. , se mio glio non stato battezzato : Peppone non un "senza Dio", lo si capisce bene. IL suo estremismo politico, cos violento e totale in apparenza, solo un'aspirazione a una maggiore dignit umana, e la battaglia che conduce solo una lotta contro la miseria e l'ingiustizia. 25 Se voi stimate giusto che un vostro sacerdote ceda alle imposizioni dei privati, io cedo. Ad ogni modo domani non lamentatevi se poi mi porteranno un vitello e mi imporranno di battezzarlo. Voi lo sapete: guai a creare dei recedenti. Be' rispose il Cristo. In questo caso tu devi cercare di fargli capire... E se quello me le d? Prendile, don Camillo. Sopporta, sofiri come ho fatto io. Allora don Camillo si volse: D'accordo, Peppone disse. IL bambino uscir di qui battezzato, per non con quel nome dannato. Don Camillo, borbott Peppone ricordatevi che ho la pancia delicata per quella palla che mi sono preso in montagnalz. Non tirate colpi bassi o comincio a lavorare con una panca '3. Sta' tranquillo, Peppone, io te li sistemo tutti al piano superiore 14 rispose don Camillo collocandogli una sventola 15 a cavalcioni di un'orecchia. Erano due omacci con le braccia di ferro e volavano sberle che facevano fischiar l'aria. Dopo venti minuti di lotta furibonda e silenziosa, don Camillo sent come una voce alle sue spalle: Forza, don Camillo ! Tiragli alla mascella ! Don Camillo spar alla mascella, e Peppone rovin 1G per terra. Peppone rimase lungo disteso una decina di minuti, poi si rialz, si massaggi il mento, si rassett, si rimise la ho la ancia... montagna: Peppone aveva partecipato alla lotta partigiana (settembre 1943-aprile 1945), comportandosi valorosamente; ne aveva riportato una ferita al ventre. 'a lauoare con una anca : avrebbe dato botte da orbi servendosi di una di quelle panche che ci sono in chiesa. '+ al iano supeiioie : don Camillo tirer i suoi colpi alle parti alte del corpo. '5 una suentola : uno schiaffone dato a mano aperta. 'e rouin : croll, cadde di schianto. giacca, si rifece il nodo al fazzoletto rosso, e prese in braccio il bambino. Vestito dei paramenti d'uso 17, don Camillo lo aspettava, fermo come un macigno, davanti al fonte battesimale: Peppone si avvicin lentamente. Gome lo chiamiamo? chiese don Camillo. Camillo, Libero, ntonio borbott Peppone. Don Camillo scosse il capo. Ma no: chiamiamolo invece Libero, Camillo, Lenin disse. S, anche Lenin; quando hanno un Cami;lo vicino, i tipi come quello l non hanno niente da fare Is. Amen borbott Peppone tastandosi la mascella. Pagina 5

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi Quando, finito tutto, don Camillo pass davanti all'altare, il Gristo disse sorridendo: Don Camillo, bisogna dire la verit: in politic ci sai fare meglio tu di me . Anche a cazzotti per rispose don Camillo con molto sussiego, tastandosi con indififerenza un grosso ernoccolo sulla fronte.

l' aramenti d'uso : gli abiti sacri prescritti per la cerimcaia del battesimo. '" quando hanno un Camillo... niente da fare : il nome di Lenin accompagnato da quello di un prete (e che prete!) avrebbe perduto ogni pericolosit. 2fi IL PROGLAMA Peppone fa stampare un "proclama" per avvertire coloro che osano imbrattare con insulti offensivi il giornale murale della Sezione che saranno presi gli opportuni provvedimenti. E don Camillo sta per cedere alla meschina tentazione di far cadere il ridicolo sugli avversari, mettendo in evidenza tutti gli errori di grammatica e di sintassi, di cui il proclama fiorito. 1\la la battaglia cos non leale : si ricorre a questi mezzi quando si a corto di aromenti convincenti. Il Cristo rimprovera aspramente don Camillo e lo induce a riparare. Sul tardi arriv in canonica il vecchio Barchini, il cartolaio del paese, il quale, possedendo due casse di caratteri 1 e una pedalina z del 1870, aveva scritto sulla bottega ` Tipografia". Doveva avere cose grosse da raccontare perch rimase un bel po' nello studiolo di don Camillo. Quando Barchini se ne fu andato, don Camillo corse a confidarsi col Ges dell'altare. i\iovit importanti ! esclarn don Camillo. Domani il nemico manda fuori un manifesto. Lo stampa Barchini che mi ha portato la bozzaj. Don Camillo trasse di tasca un foglietto fresco di stampa e lesse ad alta voce: 'caratteri: caratteri tipografici, piccoli parallelepipedi in una lega di piombo, antimonio e stagno, che portano in rilievo, su una estremit, le lettere dell'alfabeto; si usano per la stampa. ' pedalina : piccola macchina tipografica, cosi chiamata perch azionata a pedale. 3 bozza : primo foglio stampato per prova di una composizione tipografica, sul quale si correggono i refusi (errori di stampa) e si apportano le variazioni al testo prima che esso venga stampato definitivamente. 31 PRIMO E ULTIMO AWISO "Ancora ieri se%a una vile mano anonima ha scrit2o un'oensivo insulto sul nostro giornale murale. "Stia in gamba quella mano di qualche mascalzone che aprofitta dell'ombra per svolgere azione roUoctrice qualora il quale non la smette dovr poi pentirsene quando sar orma irrearabile. "Ogni azzienza a un limite. IL segretario della Sezione GIUSEPPE BOTTAZZI " Don Camillo sghignazz. Cosa ve ne pare? Non un capolavoro? Pensate, domani, che spasso la gente quando vedr sui muri i manifesti. Peppone che si mette a fare i proclami! Non roba da crepare dal ridere? IL Cristo non rispose, e allora don Camillo si stup. Non avete sentito che stile? Volete che ve lo rilegga? Ho capito, ho capito rispose il Cristo. Ognuno si esprime come pu. Mica lecito pretendere che uno il quale ha fatto solo la terza elementare badi alle sfumature stilistiche 5. ; Signore ! eselam don Camillo allargando le brac' cia. Voi chiamate sfumatura un guazzabuglio di questo genere? Don Camillo: l'azione pi misera che si pu commettere in una polemica? quella di aggrapparsi agli errori di grammatica e di sintassi dell'avversario. Quelli ' Giusee Bottazzi : il nome di Peppone, cosi soprannominato per la sua rispettabile mole. 6 sfumatue stilistiche : sottigliezze ed eleganza di stile. guazzabuglio : pasticcio, confusione ; propriamente "guazzabuglio" l'insieme confuso di cose disparate, non armonizzate fra di loro. 7olemica: controversia, disputa accesa; pu essere seritta o verbale. 3 Pagina 6

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi che contano, nella polemica, sono gli argomenti. Piuttosto, tu devi dirmi che bruttissimo quel tono di minaccia che ha il manifesto. Don Camillo ripose in tasca il foglietto. sottinteso borbott. La cosa veramente riprovevole il tono minaccioso del manifesto. D'altra parte cosa volete aspettarvi da questa gente? Non capiscono che la violenza. Eppure, osserv il Gristo nonostante le sue intemperanze; quel Peppone non mi ha l'aria di essere proprio un soggettaccio. Don Camillo si strinse nelle spalle. come mettere vino buono dentro una botte marcia patocca. Quando uo entra in certi ambienti e pratica certe idee sacrileghe 9 e certa gentaccia, fmisce che si guasta. Ma il Gristo non parve convinto. lo dico che, nel caso di Peppone, non ci si deve fermare alla forma, ma bisogna indagare sulla sostanza. Vedere cio se il Peppone agisce spinto da naturale malanimo, oppure se agisce sotto l'impulso di una provoeazione lo. Gon chi ce l'ha, secondo te? Don Camillo allarg le braccia. E chi poteva saperne niente? Basterebbe sapere di che genere era l'offesa insist il Gristo. Egli parla di un insulto che qualcuno ha seritto ieri sera sul suo giornale murale. Quando tu, ieri sera, sei andato dal tabaccaio, non sei per caso passato davanti a quel giornale murale? Cerca di rieordarti. Effettivamente, s, ci sono passato ammise francamente don Camillo. R intemeranze : eccessi, dovuti all'incapacit di moderare i propri impulsi e i propri desideri. idee sacrileghe: idee che hanno in disprezzo persone, cose e luoghi sacri. " pronocazione : azione rivolta a eccitare una persona, a irritarla, a sfidarla. 33 Bene. E non ti capitato di fermarti un momentino a leggere la tabella? Leggere, veramente no: pi che altro ho dato una sbirciatina 11. Ho fatto male? Neanche per sogno, don Camillo. Bisogna sempre tenersi al corrente su quello che dice, scrive e, possibilmente, pensa il nostro gregge. Te lo chiedevo soltanto per sapere se tu hai notato qualche strana scritta, quando ti sei fermato. Don Camillo scosse il capo. Posso garantirvi che, quando mi sono z-mato, non ho visto scritto niente di strano sulla tabella! IL Gristo rimase qualche istante sopra pensiero. E quando te ne sei andato, don Camillo, hai visto se c'era scritto qualcosa di strano? Don Camillo si concentr. Ecco disse alla fine. Ripensandoci bene, mi pare, quando me ne sono andato, di aver visto che su un foglio c'era scarabocchiato qualcosa in lapis rosso. Compermesso: credo che ci sia gente in canonica. Don Camillo si inchin rapidissimamente e fece per sgattaiolare in sagristia, ma la voce del Cristo lo blocc. Don Camillo! Don Camillo ritorn indietro lentamente e si ferm imbronciato davanti all'altare. E allora? chiese severo il Gristo. E allora, s borbott don Camillo. Mi scappato scritto qualcosa... Mi scappato scritto "Peppone asino"... Per se aveste letta quella circolare, sono sicuro che anche voi... Don Camillo! Non sai quello che fai tu, e pretendi sapere quello che farebbe il Figlio del tuo Dio? Scusatemi! Ho fatto una stupidaggine, lo ricono '1 sbirciatina : un'occhiata data di sfuggita, per non essere notati, ma con curiosit e attenzione, il pi delle volte con intenzione poco benevola. 34 sco. Daltra parte Peppon adesso ne fa un'altra mettendo fizori i manifesti con le minacce, e cos siamo pari. > Pari un bel niente ! esclam il Cristo. Peppone si preso dell'asino da te ieri sera e domani si prender ancora dell'asino da tutto il paese! Figurati la gente che piover qui da tutte le parti per poter sghignazzare sugli strafalcioni 1` del capopopolo Peppone di cui tutti hanno una paura matta ! E tutto per colpa tua. Ti pare bello? Don Camillo si rinfranc. D'accordo : ma ai fini politici generali... Non mi interessano i fini politici generali ! lo interruppe il Cristo. Ai fini della carit eristiana l'offrire alla gente motivo di deridere un uomo per il fatto che quest'uomo arrivato soltanto alla terza elementare, una grossa porcheria, e tu ne sei la causa, don Camillo ! Signore sospir don Camillo. Ditemi voi : cosa posso fare? Mica ho scritto io "Peppone asino" : Ghi fa il peccato faccia la penitenza. Arrangiati, don Camillo! Don Camillo si rifugi in canonica e prese a camminare in su e in gi. E gli pareva di sentire le risate della gente ferma davanti ai manifesti di Peppone. Imbecilli! esclam arrabbiatissimo. Si volse alla statuetta della Madonna. Sinnra, la preg aiutatemi voi. un affare di stretta competenza di mio Figlio sussurr la Madonnina. Non posso immischiarmene. Metteteci una buona parola. Prover. Ed ecco: improvvisamente entr Peppone. Sentite disse Peppone. Qui la politica non c'entra. Qui si tratta di un cristiano che si trova nei guai e viene a chiedere consiglio a un prete. Posso essere sicuro... So il mio dovere. Chi hai ammazzato? ' strafalcioni : grossi errori 35 Io non ammazzo, don Camillo replic Peppone. lo, caso mai, quando uno mi pesta troppo i calli, faccio volare sberle fulminanti. Gome sta il Pagina 7

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi tuo Libero Camillo Lenin? si inform con aria sorniona 13 don Camillo. E allora Peppone si ricord della spazzolata che aveva ricevuto il giorno del battesimo, e alz le spalle. Si sa come succede brontol. Le sberle sono merce che viaggia 1. Sberle vanno e sberle vengono. Ad ogni modo, questa un'altra questione. Insomma, qui succede che c' in paese un farabutto, un vigliaccone 15 nero, un Giuda Iscariota, dal dente velenoso, il quale, tutte le volte che appiceichiamo al nostro albo una carta con la mia firma di segretario, si diverte a seriverci sopra "Peppone asino" ! Tutto qui? eselam don Camillo. Non mi pare poi una grande tragedia. Mi piacerebbe vedere se ragionereste cos quando, per dodici settimane di seguito, trovaste seritto sulla tabella delle funzioni : "Don Camillo asino" ! Don Camillo disse che quello era un paragone che non stava in piedi. Altro l'albo di una chiesa, altro l'albo di una sezione di partito. Altro dare dell'asino a un sacerdote di Dio, altro dare dell'asino a un capc di matti catenati. Non hai un'idea di chi possa essere si inform alla fine. meglio che non l'abbia rispose truce Peppone. Se l'avessi, quel barabba 1 viaggerebbe ora con due oc sorniona : che riesce a dissimulare le vere intenzioni e i precisi pensieri con un atteggiamento apparentemente bonario e indifferente. " Le sberle... uiaggia : cio si danno e si ricevono. '6 Giuda Iscariota : uno degli apostoli di Ges, che per trenta denari consegn il Maestro nelle mani dei suoi persecutori; qui il termine usato nel significato di "traditore". ' baraa : vedi nota 17 a pag. 18. 36 chi neri come la sua animaccia. Sono gi dodici volte che mi fa lo scherzo, e sono sicuro che sempre lui, e adesso vorrei avvertirlo che la cosa arrivata al massimo. Che si sappia regolare pereh, se lo pizzico, succede il terremoto di Messinal7. E allora faecio stampare dei manifesti e li appiccico a tutte le cantonate in modo che li vedano lui e la sua banda. Don Camillo si strinse nelle spalle. Mica sono una stamperia disse. Cosa c'entro io? Rivolgiti a un tipografo. Gi fatto spieg cupo Peppone. Ma siccome non mi va di fare la figura dell'asino, voi dovreste dare una guardata alla bozza prima che Barchini stampi il manifesto. Ma Barchini non mica un ignorante, e se ci fosse stato qualcosa di difettoso te lo avrebbe detto. F iguriamoci ! sghignazz Peppone. Quello un reazionario '" nero come la sua animaccia, e anche se vedesse che ho seritto cuore con due q, non fiaterebbe pur di farmi fare una figura magra. Ma hai i tuoi uomini ribatt don Camillo. Gi, io mi abbasso a farmi correggere il compito dai miei inferiori ! E poi, bella roba ! Fra tutti non riescono a mettere insieme mezzo alfabeto! Vediamo disse don Camillo. E Peppone gli pore la bozza. Don Camillo scorse lentamente le righe di stampa. Be', strafalcioni a parte, mi pare un po' troppo forte, come tono. " il terremoto di Messina : quello che distrusse la citt di Messina la notte del 28 dicembre 1908. IL grave disastro colpi tutta la zon2 dello stretto provocando pi di centomila vittime e la distruzione della quasi totalit degli edifici di Messina e di Reggio Galabria. L'espressione usata qui in senso figurato e iperbolico. ' reazionario : in politica, chi avversa ogni programma di riforma e di progresso. IL termine verr usato spesso nel libro e sempre col medesimo significato. 37 Forte? grid Peppone. Ma quello una canaglia, un tale manigoldo provocatore che per dirgli tutto quello che merita ci vogliono due vocabolari ! Don Camillo prese la matita e corresse con cura la bozza. Adesso ripassati le correzioni a penna disse quan- SGUOLA SERALE d'ebbe finito. Peppone guard con tristezza il foglio pieno di cancellature e di segnacci. Pensare che quel vigliacco di Barchini mi aveva detto che tutto era a posto... Quanto vi debbo? Niente. Vedi piuttosto di tenere chiusa la ciabatta ls. Non ci tengo si sappia che lavoro per l'Agit-Prop 2o. Vi mander delle uova.

Peppone usc, e don Camillo, prima di mettersi a letto, and a salutare il Gristo. Grazie di avergli suggerito di venire da me. il meno che potevo fare rispose sorridendo il Cristo. Gome andata? Un po' duretta, ma bene. Non sospetta neppure lontanamente che sia stato io ieri sera. Invece lo sa benissimo ribatt il Cristo. Lo sa benissimo che sei stato tu. 5empre tu tutt'e dodici le volte. Ti ha anche visto un paio di sere. Don Camillo, sta' in gamba : pensaci su sette volte prima di scrivere ancora "Peppone asino" ! Quando uscir, lascer sempre a casa la matita promise solennemente don Camillo. Amen concluse il Gristo sorridendo 21. ' ciabatta : schenoso per "bocca". Agit-Pro. : abbreviazione di "agitatore propagandista", termine col quale nei partiti di sinistra si qualificano gli attivisti. sorridendo : perch quasi sicuro che la tentazione, in don Camillo, sar pi forte di ogni buon proposito in merito. I "rossi" hanno vinto le elezioni comunali, ma si trovano in difficolt a causa della loro scarsa istruzione. I dieci neo-eletti decidono di rivolgersi alla signora Gristina, la vecchia maestra che ha fatto scuola a tutti in paese, ai padri, ai fili, e ai figli dei figli, e la pregano di assisterli nel loro lavoro per impedire che l'opposizione (due sole persone, ma che la sanno lunga) li faccia Pagina 8

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi passare per stupidi davanti al popolo. La signora Gristina, a malincuore, perch certo lei non amica dei rossi, acconsente, ma appena scorge in un angolo della stanza Peppone, memore delle sue antiche e innumerabili monellerie, lo scaccia senza remissione. A togliere il signor sindaco dalle difficolt, che si chiamano ortografia, grammatica e sintassi, sar ancora una volta don Camillo che, come vedrai, non prester il suo servizio propro gratuitamente. La squadra degli uomini intabarrati prese cauta la via dei campi. Era buio profondo, ma tutti conoscevano quella terra zolla per zolla e marciavano sicuri. Arrivarono dietro una piccola casa isolata, fuori del paese mezzo miglio I, e scavalcarono la siepe dell'orto. Attraverso le gelosie 2 di una finestra del primo piano filtrava un po' di luce. Andiamo bene sussurr Peppone che aveva il co 1 miglio : unit di misura itineraria di valore diverso secondo i tempi e i luoghi. Presso gli antichi Romani equivaleva a mille passi, cio a 1480 metri. Nella Bassa padana ha ancora questo valore. 2 gelosie : pi propriamente, persiane. 41 mando della piccola spedizione. ancora alzata. Il colpo riuscito. Bussa tu, Spiccio 3. Uno alto e ossuto dalla faccia decisa si avanz e buss un paio di colpi alla porta. Chi ? disse dal di dentro una voce. Scartazzini rispose l'uomo. i l a poco la porta si aperse e apparve una vecchia piccola dai capelli bianchi come la neve, che reggeva in mano una lucernetta. G1i altri uscirono dall'ombra e vennero davanti alla porta. Ghi tutta quella gente? chiese la vecchia sospettosa. Sono con me spieg lo Spiccio. Tutti amici. Dobbiamo parlarle di cose importanti. Entrarono tutti e dieci in una saletta pulita, e ristettero muti, accigliati e intabarrati davanti al tavolino al quale la vecchia era andata a sedersi. La vecchia inforc gli occhiali e guard le facce che spuntavano dai tabarri. Mmm! borbott. Li conosceva tutti a memoria dal principio alla fine, quei tipi- Aveva ottantasei anni e aveva cominciato a insegnare l'abbicc 4 in paese quando ancora l'abbicc era roba da grande citt ". Aveva insegnato ai padri, ai figli e ai figli dei figli. Aveva pestato bacchettate sulle zucche pi importanti del paese. Da un pezzo s'era ritirata dall'insegnamento e viveva sola in quella remota casetta, ma avrebbe potuto lasciare spalancate le porte pereh la "signora Cristina" era un monumento nazionale e nessuno avrebbe osato toccarle un dito. s Siccio : soprannome evidentemente suggerito dai modi sbrigativi di chi lo porta. ' l'abbicc : l'alfabeto. 6l'abbicci... grande citt : l'istruzione era considerata pi di sessant'anni fa privilegio da gran signori. La legge sull'istruzione obbligatoria trovava infatti difficolt di applicazione specie nei centri agricoli dove, mandar figli a scuola, significava togliere braccia ai lavori dei campi. Nei paesi della Bassa, per, sempre all'avanguardia, si andava a scuola anche allora e la percentuale di analfabeti era fra le minori in rapporto a quelle di altre regioni d'Italia. 42 Cosa c'? chiese la signora Cristina. successo un fatto spieg lo Spiccio. Ci sono state le elezioni comunali e hanno vinto i rossi- Brutta gente i rossi comment la signora Cristina. Ma i rossi che hanno vinto siamo noi ! continu lo Spiccio. Brutta gente lo stesso! insist la signora Gristina. Nel 1901 quel cretino di tuo padre voleva che togliessi il Crocifisso dalla scuola 7. Altri tempi disse lo Spiccio. Adesso diverso s. Meno male borbott la vecchia. E allora? Allora il fatto che abbiamo vinto noi, ma ci sono anche due della minoranza, due dei neri. Neri? S, due reazionari : Spilletti e il cavalier Bignini... La signora Cristina ridacchi: Quelli, se siete rossi, vi faranno diventare gialli dall'itterizia ! Figurati con tutte le stupidaggini che direte ! . Per questo siamo qui borbott lo Spiccio. Noi non possiamo che venire da lei, pereh soltanto di lei possiamo fidarci. Lei, si capisce, pagando, ci deve aiutare. Aiutare? Qui c' tutto il consiglio comunale. Noi veniamo per i campi la sera tardi, e lei ci fa un po' di ripasso. Ci riguarda le relazioni che dovremo leggere, ci spiega le parole che non riusciamo a capire. Noi sappiamo quello che vogliamo e non ci sarebbe bisogno di tante poesie lo " elezioni comunali : designazione, mediante il voto, delle persone che devono costituire il Consiglio comunale e quindi la Giunta e il Sindaco. ' uolcua che togliessi... dalla scuola : ci accadeva all'inizio del secolo quando pi viva era la polemica sulla scuola di Stato, che doveva essere laica, cio autonoma rispetto all'autorit ecelesiastica. e Adesso diue,so : secondo il Goncordato, stipulato nel 1929 fra lo Stato italiano e la Chiesa, l'insegnamento della religione nelle scuole obbligatorio. reazionari: vedi nota 18 a pag. 37. "' Qocsie : qui sta per "espressioni complicate e difficili". 43 ma con quei due bisogna parlare in punta di forchetta tl, o ci fanno passare per stupidi davanti al popolo. La signora Cristina scosse gravemente il capo. Pagina 9

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi Se voi aveste studiato quando era ora, adesso... Signora, roba di trent'anni fa... La signora Gristina inforc gli occhiali, ed eccola col busto diritto, come ringiovanita di trent'anni. E anche gli altri erano ringiovaniti di trent'anni. Seduti disse la signora Cristina. E tutti si accomodarono su sedie e panchette. La sigora Cristina alz la fiamma della lucerna e pass in rassegna le facce dei dieci: appello senza parole. Ogni viso un nome e il ricordo di una faneiullezza. Peppone era in un angolo buio, messo un po' di traverso. La signora Cristina alz la lucerna. Poi rimise gi la lucerna e alz il dito ossuto. Tu vattene! disse con voce dura. Lo Spiccio tent di dire qualcosa, ma la signora Gristiria scosse il eapo. In casa mia Peppone non deve neanche entrarci in fotografia! eselam. Troppe me ne hai fatte, giovanotto. Troppe e troppo grosse! Fuori e non farti pi vedere ! Lo Spiccio allarg le braccia desolato. Signora Cristina, ma come si fa? Peppone il sindaco ! La signora Gristina si alz e brand minacciosa una lunga bacchetta. Sindaco o non sindaco, via di qui o ti do tante bacchettate che ti pelo la zucca. Peppone si alz. Ve l'avevo detto? disse uscendo. Troppe ne ho fatte. '1 arlare in unta di forchetta : parlare non solo correttamente, ma addirittura in un italiano lezioso e piuttosto accademico. E ricordati che qui dentro non ci metti pi piede neanche se tu diventassi ministro dellistruzione! lo minacci la signora Cristina, rimettendosi a sedere. Asino ! Don Camillo nella chiesa deserta illuminata soltanto da due ceri dell'altare stava chiacchierando col Cristo crocifisso. Non certo per criticare il vostro operato concluse un bel momento. Ma io non avrei permesso che un Peppone diventasse sindaco con una giunta nella quale soltanto due persone sanno correttamente leggere e scrivere. La cultura non conta un bel niente, don Camillo rispose sorridendo il Cristo. Quelle che contano sono le idee 12. I bei discorsi non coneludono niente se sotto le belle parole non ci sono idee pratiche. Prima di dare un giudizio mettiamoli alla prova. Giustissimo approv don Camillo. Io dicevo questo semplicemente pereh, se avesse vinto la lista dell'avvocato, avevo gi l'assicurazione che il campanile sarebbe stato rimesso a posto. Ad ogni modo se la torre croller, in eompenso sorger in paese una magnifica casa del popolo con sale da ballo, vendita di liquori, ale per il gioco d'azzardo, teatro per spettacoli di variet... E serraglio per metterci dentro i serpenti velenosi come don Camillo coneluse il Cristo. Don Camillo abbass il capo. Gli dispiaceva di essersi dimostrato cos maligno. Alz la testa. Voi mi giudicate male disse. Voi sapete cosa significhi per me un sigaro. Ebbene, ecco : questo l'unico sigaro che io posseggo, e guardate quel che ne faccio. la cultura... le idee : non del tutto esatto dire che, in politica, la cultura "non conta un bel niente"; non conta molto se non sorretta da idee conerete. 44 45 Trasse di tasca un sigaro e lo sbriciol con l'enorme mano. Bravo disse il Cristo. Bravo don Camillo. Accetto la tua penitenza. Per adesso tu mi fai vedere a buttar via le briciole perch tu saresti capace di mettertele in tasca e fumartele poi nella pipa. Ma qui siamo in chiesa protest don Camillo. Don Camillo non ti preoccupare. Butta il tabacco in quell'angolo. Don Camillo esegu sotto lo sguardo compiaciuto del Gristo, ed ecco si ud bussare alla porticina della sagristia ed entr Peppone. Buona sera, signor sindaco esclam don Camillo con molta deferenza. Sentite disse Peppone. Se un cristiano ha un dubbio su una cosa che ha fatto e viene da voi a raccontarvela, se vi accorgete che quello ha commesso degli errori, voi glieli fate rilevare o potete anche infischiarvene? Don Camillo si secc. Come osi mettere in dubbio la dirittura di un sacerdote? Il primo dovere di un sacerdote quello di far rilevare chiaramente tutti gli errori che il penitente ha commesso ! Bene esclam Peppone. Siete pronto a raccogliere la mia confessione? Sono pronto. Peppone trasse di tasca un grosso scartafaccio e cominci a leggere: "Cittadini, nel mentre salutiamo 1a vittoria aermatiUa della lista...". Don Camillo lo interruppe con un gesto e and a inginocchiarsi davanti all'altare. Ges, mormor io non rispondo pi delle mie azioni ! Ne rispondo io rispose il Cristo. Peppone ti ha battuto e tu devi accusare onestamente il colpo e comportarti ondo i tuoi impegni. Ges, insistette don Camillo vi rendete conto che mi fate lavorare per l'Agit-Prop? Tu lavori per la grammatica, la sintassi e la ortografia, le quali cose non hanno niente di diabolico lj n di settario 14. Don Camillo inforc gli occhiali, impugn il lapis e rimise in piedi i periodi traballanti del discorso che Peppone doveva leggere il giorno dopo. Peppone rilesse gravemente. Bene approv. L'unica cosa che non capisco questa. Dove io dicevo: " nostro intendimento fare amliare l'edificio scofastico e ricostruire il onte sul Fossalto" voi avete corretto: " nostro intendimento fare amlinre l'edificio scolastico, far riarare la torre della chiesa 1" e far ricostruire il onte sul Fossalto" : perch? una questione di sintassi spieg gravemente don Camillo. Beati voi che avete studiato il latino e capite tutte le sfumature della lingua sospir Peppone. E cos, aggiunse anche la speranza che vi caschi in testa la torre sfuma. Don Camillo Pagina 10

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi allarg le braccia. Bi;ogna inchinrsi alla volont di Dio. Quando rientr dopo aver accompagnato Peppone alla porta, don Camillo venne a salutare il Cristo. Bravo, don Camillo gli disse sorridendo il Gristo. Ti avevo giudicato male, e mi dispiace che tu abbia rotto l'ultimo tuo sigaro. una penitenza che non meritavi. Per, siamo sinceri: stato ben villano quel Pep 1 diabolico : che appartiene o che ispirato dal diavolo. " settaiio : fazioso, praticato a vantaggio di un partito o di coloro che vi appartengono e non per il bene comune. 's la toire della chiesa : osserva la furberia di don Camillo. Ti pare proprio che sia una "questione di sintassi", come dir pi sotto il buon sacerdote? 46 47 pone a non offrirti neppure un sigaro, dopo tutta la tua fatica ! E va bene sospir don Camillo cavando dalla tasca un sigaro e accingendosi a stritolarlo nella grossa mano. No, don Camillo disse il Gristo sorridendo. Vattelo a fumare in pace. Te lo sei meritato. INGENDIO DOLOSO

3. Mondo piccolo L'antica bicocca brucia: e come, se la vecchia casa solo un cumulo di sassi? Don Camillo, Peppone, e tutti i paesani dietro, voliono andare a vedere, ma giunti al pianoro si fermano, colpiti da uno strano odore di petrolio. Don Camillo sfida Peppone ad andare avanti e, poich questi tentenna, avanza solo verso il rogo. L Tn istante dopo Peppone lo raggiunge, ma la marcia dei due dura poco. Ad un misterioso "alt" si fermano, fanno dietro front e fuggono giusto in tempo: dieci secondi dopo, infatti, uno scoppio tremendo squarciava il silenzio della notte e la bicocca saltava. In realt la vecchia casa era... Che cos'era? Ma chi lo sapeva? E come mai aveva preso fuoco? Era una notte piovosa, quando improvvisamente la casa vecchia cominci a bruciare. Pagina 11

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi La casa vecchia era una antica bicoccal abbandonata, in cima a un montarozzo2, e la gente si faceva scrupolo di avvicinarvisi anche di giorno perch dicevano che era piena di vipere e di fantasmi. La cosa strana stava nel fatto che la casa vecchia consisteva in una gran macchina di sassi, perch il legno, anche il pezzetto pi minuto, che era rimasto da quando l'avevano abbandc~ nata portandosi via tutti gli infissi, se l'era mangiato l'aria. E invece adesso la bicocca bruciava come un fal 3. lbicocca: propriamente, piccola rocca o castello in cima a un'altura. 2 montarozzo : dislivello del terreno, pi che piccola altura, su cui facile salire. s fal : grande fuoco acceso all'aperto per segnalazione o anche in segno di festa. 51 Molta gente scese nella strada e usc dal paese a vedere, e non c'era uno che non si meravigliasse. Arriv anche don Camillo, il quale si mise nel crocchio che stava infilando la carrareccia " che conduceva alla casa vecchia. Sar qualche bella testa rivoluzionaria che ha riempito di paglia la baracca e poi le ha dato fuoco per festeggiare ualche data importante disse ad alta voce don Camillo facendosi largo a spintoni e mettendosi in testa al branco. Gosa ne diee il signor sindaco? Peppone non si volse neppure. Gosa vuol che ne sappia io? brontol. Be', come sindaco dovresti saper tutto ribatt don Camillo che ci prendeva un gusto matto. Ricorre oggi forse qualcosa di storico? Non lo dica neanche per ischerzo o domattina il paese dir che l'abbiamo organizzata noi questa faccenda interruppe il Brusco che, assieme a tutti i capoccia rossi, marciava a fianco di Peppone. La carrareccia, finite le due siepi che la fiancheggiavano, sfociava in un grande pianoro pelato s come la miseria, al centro del quale c'era il breve montarozzo che faceva da baamento alla casa vecchia. La distanza dalla biccca era di trecento metri e si vedeva la bicocca bruciare come una torcia 7. Peppone si ferm e la gente si allarg a destra e a sinistra. 4 crocchio : gruppo di persone. 6carrareccia: strada di campagna abbastanza larga da essere percorribile con carri; si chiama, pi spesso, strada poderale. g ianoro pelato : uno spiazzo, una radura, un po' rialzata sul livello della strada, e completamente brulla; propriamente "pianoro" un altopiano aperto, non molto vasto. ' torcia : fiaecola formata da corde ritorte e stoppa imbevuta di resina. 52 Una folata di vento port una nuvola di fumo verso il gruppo. Altro che paglia : questo petrolio. La gente cominci a commentare il fatto curioso e qualcuno si mosse per proseguire, ma furono fermati da grandi urla. Non fate stupidaggini! Truppe si erano fermate a lurgo nel paese e nei dintorni sulla fine della guerra: si poteva trattare di serbatoi di nafta o benzina messi l da qualche repal-to, oppure nascosti da qualcuno che li aveva rubati. Non si sa mai. Don Camillo si mise a ridere. Non facciamo dei romanzi! A me la faccenda non mi convince e voglio andare a vedere coi miei occhi di che cosa si tratta. Si stacc deciso dal gregge e si avvi con passo rapido verso la bicocca. Ormai aveva percorso un centinaio di metri quando Peppone con quattro zampate lo raggiunse. Vada indietro, lei ! E con quale diritto ti impicci dei fatti miei? rispose brusco don Camillo gettandosi indietro il cappello e mettendosi i grossi pugni sui fianchi. Glielo ordino come sindaco! Io non posso permettere che un mio cittadino si esponga stupidamente al pericolo. E quale pericolo? Non sente che puzzo di petrolio e benzina? Gosa sa lei che diavoleria ci sia l dentro? Don Camillo lo guard sospettoso. E tu cosa ne sai? chiese. Io? Io non ne so niente, ma ho il dovere di metterla in guardia perch come c' il petrolio, l dentro, ci potrebbe essere altra roba. Don Camillo si mise a ridere. Ho capito. Sai cos' la faccenda? Ghe ti ha preso 53 la fifa s e adesso ti secca di far vedere ai tuoi gregari che il loro capo prende lezioni di coraggio civile da un povero pretonzolo I reazionario come don Camillo. Peppone strinse i pugni. I miei uomini mi hanno visto lavorare in montagna e... Adesso si tratta di lavorare in pianura, compagno sindaco. La fifa differente al piano e al monte '1. Peppone si sput nelle mani e, gonfiato l'ampio torace, si avvi verso l'incendio con passo deciso. Dopo cinquanta metri don Camillo, che era stato a guardarlo a braccia conserte, scatt e ben presto lo raggiunse. Alt ! disse arraffandolo ad un braccio. Alt un corno ! grid Peppone divincolandosi. L ei vada a innaflare i suoi gerani : io continuo. Si vedr adesso chi avr paura fra me e lei. Don Camillo avrebbe voluto sputarsi nelle mani, ma non lo fece perch si ricord che era l'arciprete. Si limit a gonfiare anche lui il torace e a stringere i pugni, e si avvi. Camminarono a fianco a fianco, Peppone e don Camillo, e la distanza dimnuiva e gi si sentiva il riverbero I2 della fiamma, e passo passo stringevano sempre di pi i denti e i pugni, studiandosi con la coda del " fifa : paura ; il termine scherzoso e familiare. ' gregari : seguaci di un partito, di una associazione, ma senza responsabilit e iniziativa propria. La parola "gregario" deriva dal latino giex gregs gregge, quindi letteralmente significa "che fa parte del gregge". 'o p,etonzolo : dispregiativo di prete. Doveva essere questo il termine usato dai suoi avversari quando parlavano di lui: cos almeno pensa Pagina 12

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi don Camillo. " La fifa... al monte : tutta l'espressione sta a significare che in guerra (al monte) il coraggio viene pi facilmente perch nasce dalla necessit di difendersi; ma per andare incontro a sangue freddo a un rischio sicuro, e forse senza scopo, come in questo caso, la dose di coraggio deve certo essere maggiore. riuerbe,o : propriamente, la luce che si riflette e, per estensione, anche il calore e il suono; qui sta per "calore". 54 l'occhio, sperando ognuno che l'altro si fermasse, ma decisi tutt'e due a fare ognuno un passo pi avanti dell' altro. Ottanta, sessanta, cinquanta metri. Alt ! disse una voce alla quale era impossibile non obbedire lj. E i due si arrestarono nello stesso identico istante, fecero dietro front, poi scattarono di corsa come fulmini. ieci secondi dopo uno scoppio tremendo squarciava il silenzio mentre la bicocca saltava in aria aprendosi come un fiore di fuoco. Si ritrovarono seduti per terra in mezzo alla strada e non c'era pi anim viva perch tutti erano schizzati verso il paese come lepri. Tornarono per una scorciatoia e camminarono a fianco a fianco in silenzio. A un tratto Peppone borbott: Sarebbe stato molto meglio che l'avessi lasciata andare avanti . quello che penso anch'io rispose don Camillo. Magnifica occasione perduta. Se io l'avessi lasciata andare avanti, continu Peppone avrei avuto il piacere di vedere il pi nero reazionario del mondo saltare in aria. :Von credo rispose senza voltarsi don Camillo. 4 dueeento metri mi sarei fermato. E perch? Perch sapevo che nella grotta sotto la casa vecchia, c'erano sei bidoni di benzina, novantacinque mitra duecentosettantacinque bombe a mano, due casse di munizioni, sette mitragliatrici e tre quintali di tritolo 14. Peppone si ferm e lo guard con occhi sbarrati. 'a una uoce... obbediie : la voce del buon senso e dello spirito di conservazione. I due amici capiscono nello stesso istante che andare oltre sarebbe come suicidarsi. " tTitolo : potente esplosivo dirompente. Don Gami)lo sapeva che sotto la vecchia casa erano nascoste armi e munizioni. 55 Niente di strano ! spieg don Camillo. Prima di dar fuoco alla benzina ho fatto l'inventario. Peppone strinse i pugni. lo dovrei ammazzarla adesso ! url digrignando i denti. Lo capisco, Peppone, ma difficile ammazzarmi. Ripresero a camminare. Dopo un po' Peppone s ferm. Ma allora, esclam lei lo sapeva che pericolo c'era, eppure arrivata fino a cinquanta metri e se non ci avessero dato l'alt avrebbe continuato ! Si capisce. Lo sapevo come lo sapevi tu rispose don Camillo. Qui era in ballo il nostro coraggio personale. Peppone tentenn la testa: Per non c' niente da dire: siamo in gamba tutt'e due. Peccato che lei non sia dei nostri . quello che penso anch'io: peccato che tu non sia dei nostri. Davanti alla canonica si lasciarono. In fondo, lei mi ha fatto un piacere disse Peppone. Tutta quella mercanzia mi stava sulla coscienza come la spada di Damocle 15. Va' adagio con le citazioni storiche, Peppone rispose don Camillo. Per, continu Peppone lei ha detto che le mitragliatrici erano sette e invece erano otto. Chi avr preso l'altra? Non ti preoccupare rispose don Camillo. L'ho presa io. Quando scoppier la rivoluzione proletaria devi girare alla larga dalla canonica. ,5 l7amocle : cortigiano del tiranno Dionigi di incerta e instabile la felicit dei potenti, lo gli fece sospendere sul capo una spada affilata Di qui l'espressione "avere la spada di Damocle continuo pericolo di vita". 56 Ci rivedremo allinferno borbott Peppone andandosene. Don Camillo and a inginocchiarsi davanti al Cristo dell'altare. Vi ringrazio disse. Vi ringrazio di averci dato l'alt! Se voi non aveste dato l'alt sarebbe stato un pasticcio ! Ma no rispose sorridendo il Cristo. Sapendo a cosa andavi incontro, il continuare avrebbe costituito per te un suicidio e tu saresti tornato indietro lo stesso, don Camillo. Lo so, ad ogni modo non bisogna mai fidarsi troppo della propria fede. Alle volte l'orgoglio ci rovina. Piuitosto, com' quella storia della mitragliatrice? Tu avresti preso una simile macchina maledetta? No rispose don Camillo. Otto erano e otto sono saltate in aria. Ma utile che quelli l credano che qui dentro ci sia una mitragliatrice. Bene disse il Gristo. Bene se fosse vero. Il guaio che tu, quel maledetto arnese te lo sei preso sul serio. Perch sei cos bugiardo, don Camillo? Don Camillo allarg le braccia. IL TESORO IL sindaco Peppone con una pubblica eerimonia ha posto la prima pietra dell'erigenda Gasa del Popolo, e don Camillo ha dato la sua benedizione. Oh, mica una cosa da nulla : verr a costare dieci milioni! IL povero prete che ha sognato da sempre di "irrpiantare" un ritrovo-giardino per i ragazzi non si d pace. Dove avr trovato Peppone tutti quei soldi, mentre lui, nonostante i suoi sforzi, non riuscito mai a raggranellare un centesimo? La risposta crede di trovarla una sera, ritornando dalla sua gita in Pagina 13 Siracusa, il quale, per dimostrargli quanto fosse fece sedere, durante un banchetto, sul suo trono e appesa a un crine di cavallo. sulla testa" che significa appunto "vivere in

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi citt, quando incontra un morto... che non morto. Scatta pronta l'arma del ricatto e don Camillo avr quanto gli spetta. Arriv in canonica lo "Smilzo" 1, un giovane ex partigiano che faceva da portaordini a Peppone quando Peppone lavorava in montagna, e adesso l'avevano assunto come messo 2 in comune. Aveva una gran lettera di lusso, in carta a mano con stampa in gotico j e l'intestazione del partito. "La Signoria Vostra invitata a onorare della Sua resenza la cerimonia a sfondo sociale che si svolger doI mattina alle ore 10 in Piazza della Libet. Il Segretario della Sezione compagno Bottazzi Sindaco Giusepe." Don Camillo guard in faccia lo Smilzo 1 Smilzo : uno dei "compagni", cos soprannominato per la sua corporatura esile e asciutta. ' messo : l'incaricato di portare lettere, avvisi, ecc., per conto di un ente pubblico o privato. stama in gotico : stampa a caratteri gotici, le cui lettere hanno forma angolosa. I 61 Di' al signor compagno Peppone sindaco -Giuseppe che io non ho nessuna voglia di venire a sentire le solite stupidaggini contro la reazione e i capitalisti 4. Le so gi a memoria. No, spieg lo Smilzo niente discorsi politici. Roba di patriottismo, a sfondo sociale. Se dite di no significa che non capite niente della democrazia. Don Camillo tentenn gravemente i1 capo. Se le cose stanno cos, esclam non parlo pi. Don Camillo and a sfogare il suo risentimento col Gristo dell'altare. Ges, disse possibile che non si riesca a sapere ! cosa combineranno domani quelli l? Non ho mai visto i una cosa tanto misteriosa. Cosa vorranno dire tutti quei preparativi? Quelle fronde che stanno piantando tutto attorno al prato che sta tra la farmacia e la easa dei Baghetti? Che razza di diavoleria quella? Figlio mio, se fosse una diavoleria, per prima cosa non la farebbero all'aperto e secondariamente non ti chiamerebbero per benedirla. Abbi pazienza fino a domani. ;: Don Camillo, la sera and a dare un occhiata, ma non c'erano altro che fronde e festoni attorno al prato e nesi:1 suno riusciva a capire niente. Quando la mattina part seguito da due chierichetti gli tremavano le gambe. Sentiva che c'era sotto qualcosa che non funzionava. C'era sotto il tradimento. Ritorn un'ora dopo disfatto, con la febbre addosso. Cos' successo? gli chiese il Cristo dell'altare. Una cosa da far rizzare i capelli balbett don Camillo. Una cosa orrenda. Banda, inno di Garibaldi, discorso di Peppone e posa della prima pietra della "Gasa del popolo". E io ho dovuto benedire la prima pietra. " caQitalisti : esponenti del "capitalismo", sistema economico e sociale nel quale i mezzi di produzione appartengono ai singoli, che vi hanno investito i capitali; qui, genericamente, ricchi. 62 Peppone schiattava " di soddisfazione. Quel farabutto " mi ha invitato a dire due parole e cos ho dovuto fare anche il discorsetto di circostanza perch s una roba del partito, ma il mascalzone l'ha presentata come opera pubblica ! Don Camillo passeggi in su e in gi per la chiesa deserta. Poi si ferm davanti al Gristo. Uno scherzo esclam. Sale di ritrovo e di lettura, biblioteca, palestra, ambulatorio e teatro. Un grattacielo di due piani, con campo sportivo e ;ioco delle bocce. Il tutto per la miserabile somma di dieci milioni. Non caro, dato i prezzi attuali osserv il Gristo. Don Camillo si accasci su una panca. Ges sospir dolorosamente. Perch mi avete fatto questo dispetto? Don Camillo, tu sragioni! No: non sragiono. Sono dieci anni che vi prego in ginocchio di farmi trovare un po' di quattrini per impiantare una bibliotechina, una sala di ritrovo per i ragazzi, un campo di gioco per i bambini, con la giostra e l'altalena e magari una piccola piscinetta come c' a Gastellina. Sono dieci anni che mi arrabatto facendo complimenti a degli spilorci proprietari che prenderei volentieri a sberle tutte le voltc che li incontro ', avr combinato duecento lotterie, avr bussato a duemila porte e non sono riuscito a niente. Arriva un pezzo di farabutto ed ecco dieci milioni piovergli in tasca dal cielo. IL Gristo scosse il capo. Non gli sono piovuti dal cielo rispose. Se li trovati in terra. Io non c'entro, don Camillo. frutto della sua iniziativa personale. schiattaua : scoppava ; si usa generalmente in senso figurato. e farabutto : mascalzone, uomo abbietto e spregevole. La parola offensiva, ma si sente che detta con rabbia, senza convinzione. ' renderei... incontro : chiaro che don Camillo non appoggia l'egoismo dei ricchi; non dunque un "reazionario nero", come i "compagni" vorrebbero far credere. 63 Don Camillo allarg le braccia. Allora la cosa semplice: significa che io sono un povero stupido. Don Camillo and a camminare ruggendo nel suo camerone in canonica. Eseluse il fatto che Peppone si fosse procurato i dieci milioni assaltando la gente per la strada o Pagina 14

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi scassinando la cassaforte di una banca. Quello, nei giorni della liberazione s, quando arrivato gi dalla montagna e sembrava che dovesse esserci la rivoluzione proletaria da un momento all'altro, ha sfruttato la fifa di quei vigliacchi di signori e ha spillato loro quattrini. Poi pens che, in quei giorni, di signori non ce n'era uno in paese, mentre invece c'era un reparto inglese arrivato assieme agli uomini di Peppone. Gli inglesi si erano insediati nelle case dei signori, prendendo il posto dei crucchi i quali, essendo stati fermi in paese per un bel pezzo, avevano ripulito razionalmente le case dei signori di tutte le cose migliori. Quindi non c'era neppure da pensare che Peppone si fosse procurato i dieci milioni razziando 1o. Forse i soldi venivano dalla Russia? Si mise a ridere figuriamoci se i russi hanno in mente Peppone! Ges and a implorare alla fine don Camillo. <; \Ton potete proprio dirmi do,e Peppone ha trovatn i quattrini? Don Camillo rispose sorridendo il Gristo. Mi prendi forse per un agente investigativo 11? Pereh chies gioni della libeiazione : quelli immediatamente prima e dopo il 25 aprile 1945, giorno in cui i tedeschi in Italia si arresero alle forze partigiane. crucchi : tedeschi ; il termine popolare e spregiativo. 'o razziando : facendo razzia, rubando. Propnamente "razzia" significa spedizione armata a scopo di preda e di saccheggio. l' agente inuestigatiuo: chi per conto dello Stato (agente di Pubblica Sicurezza) o per conto proprio, su incarico di privati, cerca accuratamente, seguendo ogni indizio, i colpevoli dei vari reati o investiga sui reati stessi. 64 dere a Dio quale sia la verit, quando la verit dentro di te? Cercala, don Camillo. Intanto, per distrarti un po', pereh non fai un giro fino alla citt? La sera dopo, ritornando dalla gita in eitt, don Camillo si present al Gristo in uno stato di impressionante agitazione. Che ti succede, don Camillo? Una cosa pazzesca ! eselam don Camillo ansimando. Ho incontrato un morto! A faccia a faccia, nella strada ! Don Camillo, calmati e ragiona: di solito i morti che si incontrano a faccia a faccia, nella strada, sono dei vivi. Lo escludo grid don Camillo. Quello un morto-morto, pereh l'ho portato io stesso al cimitero. Se cos, rispose il Gristo non dico pi niente. Sar un fantasma. Don Camillo alz le spalle. Ma no! I fantasmi esistono soltanto nella zucca delle donnette stupide! E allora? Gi borbott don Camillo. Don Camillo raccolse le idee. Il morto era un giovanotto magro, uno non del paese, che era sceso gi dai monti assieme agli uomini di Peppone. Era ferito alla testa e malconcio e lo avevano sistemato al pianterreno della villa Docchi, che era stata la sede del comando crucco, e che ora era diventata la sede del eomando inglese. Nella stanza attigua a quella del malato, Peppone aveva sistemato il suo uffieio-comando. Don Camillo ricordava benissimo: la villa era circondata da tre ordini di sentinelle inglesi e non entrava n usciva una mosca, perch vicino si combatteva ancora. Ci era successo la mattina: la notte stessa il giovanotto ferito era morto; Peppone mand a chiamare don Camillo verso la mezzanotte, ma quando don Camillo 65 arriv, il ragazzo era gi freddo. Gli inglesi non volevano morti in casa e, verso il mezzogiorno, la bara contenente il povero ragazzo usciva dalla villa portata a braccia da Peppone e dai suoi tre pi fidi, e coperta da un drappo tricolore: un reparto di inglesi aveva reso gli onori. Don Camillo ricordava che la cerimonia funebre era stata commoventissima: tutto il paese dietro al feretro posto su un affusto 1 da cannone. E il discorso, al cimitero, prima che la bara venisse calata nella fossa,l'aveva fatto proprio lui, don Camillo e la gente piangeva. Anche Peppone, che era in prima fila, singhiozzava. Quando mi ci metto, io so parlare si compiacque don Camillo rievocando questo episodio. Poi riprese il filo logico del suo discorso e concluse: E con tutto questo, io sono pronto a giurare che il giovanotto magro che ho incontrato oggi in citt, quello che ho portato alla sepoltura . Sospir. Cos la vita ! Il giorno dopo don Camillo and a trovare nella sua officina Peppone che lavorava sdraiato sotto una automobile l'j. Buon d, compano sindaco. Sono venuto per dirti che da due giorni sto ripensando alla descrizione della tua casa del popolo. Che ve ne pare? ghign Peppone. Magnifica. Mi ha fatto decidere a mettere in piedi quel localetto con piscina, giardino, campo di giochi, teatrino eccetera, che, come sai, ho in testa da tanti anni. Far la posa della prima pietra la domenica ventura. Gi terrei molto che venissi anche tu, come sindaco. ' afjusto : sostegno di una bocca da fuoco che permette di manovrarla e trasportarla. " lavoraua... automobile : Peppone, il compagno sindaco, un modesto lavoratore; fa il meccanico. fi6 Peppone usc di sotto la vettura e si pul con la manica della tuta la faccia unta. Voleneri : cortesia per cortesia. Bene. Nel frattempo cerca di strinere un tantino il progetto della tua casa. troppo grossa, per il mio temperamento. Peppone lo guard sbalordito. Don Camillo, siete svanito 1? Non pi di quella volta quando ho fatto una funzione funebre Pagina 15

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi con discorso patriottico a una cassa da morto che non doveva essere chiusa bene perch ieri ho incontrato il cadavere a spasso in citt. Peppone digrign i denti. Gosa vorreste insinuare? Niente: che quella cassa, alla quale gli inglesi hanno presentato le armi e che io ho benedetto, era piena di roba trovata da te nella cantina della villa Docchi dove prima c'era il comando tedesco. E il morto era vivo e nascosto in solaio. Ah ! url Peppone ci siamo con la solita storia ! Si tenta di infamare il movimento partigiano! Lascia stare i partigiani, Peppone. A me non la fai. E se ne and mentre Peppone borbottava oscure minacce. La sera stessa don Camillo lo vide arrivare in canonica accompagnato dal Bruscol' e da altri due pezzi grossi 1. Quelli stessi che avevano portato la bara. Lei disse cupo Peppone ha poco da insinuae. Era tutta roba rubata dai tedeschi, argenteria, macchine fotografiche, strumenti, oro, eccetera. Se non la prendevamo noi, la prendevano gli inglesi. Era l'unico modo 14 suanito : si dice di persona che non ha pi la pienezza delle sue facolt mentali. '5 grusco : altro soprannome di un "compagno", dai modi, evidentemente, sgarbati. 'u fl Czzi grossi : persone importanti ; ma qui significa anche uomini grandi e grossi, omaccioni. 67 per farla uscire. Qui ho ricevute e testimonianze : nessuno ha toccato una lira. Dieci milioni sono stati ricavati e dieci milioni saranno spesi per il popolo. IL Brusco, che era focoso, si mise a gridare che questa era la verit e che lui, caso mai, sapeva benissimo come va trattata certa gente. Aneh'io rispose calmo don Camillo. E lasci cadere il giornale che teneva sciorinato davanti, e allora si vide che, sotto l'ascella destra, don Camillo teneva il famoso mitra l' che era stato un tempo di Peppone. IL Brusco impallid e fece un salto indietro e Peppone allarg le braccia. Don Camillo, non mi pare che sia il caso di litigare. Neanche a me rispose don Camillo. Tanto pi che sono perfettamente d'accordo con voi: dieci milioni di ricavo e dieci milioni debbono andare al popolo. SeLte con la vostra casa del popolo e tre col mio ritrovo-giaIdino per i figli del popolo. Sinite parvulos venire ad me ls : io chiedo soltanto la mia spettanza. I quattro si consultarono a bassa voce, poi Peppone parl : Se non aveste quel maledetto arnese fra le mani vi risponderei che questo il pi vile ricattol9 dell'universo . La domenica seguente il sindaco Peppone presenzi con tutte le autorit alla posa della prima pietra del ritrovo-giardino di don Camillo. E fece anche un discorsetto. Per trov modo di sussurrare a don Camillo: " il fa'moso milra : quello sottratto da don Camillo a Peppone in una precedente occasione. IL mitra serve a don Camillo solo per impaurire, e non certo per minacciare. 18 Sinite aruulos uenire ad me : Lasciate che i fanciulli vengano a me. Sono parole di Ges e si leggono nel Vangelo (Marco X, 14). IB ricatto : l'atto di estorcere qualcosa a qualcuno mediante minacce e violenze. Questa prima pietra forse sarebbe stato meglio legarvela al collo e poi buttarvi in Po . Don Camillo, la sera and a riferire al Cristo dell'altare. Cosa ne dite? chiese alla fine. Quel che ti ha risposto Peppone: se tu non avessi quel maledetto arnese tra. le mani direi che questo il pi vile ricatto del mondo. Ma io tra le mani non ho che l'assegno che mi ha consegnato Peppone protest don Camillo. Appunto sussurr il Gristo. Con questi tre milioni farai troppe cose buone e belle, don Camillo, perch io possa maltrattarti. Don Camillo si inchin e and a letto a sognare un giardino pieno di bambini, un giardino con iostra e altalena, e sull'altalena c'era il figlio pi piccolo di Peppone che cinguettava eome un uccelletto 20.

=" il figlio... uccelletto : il figlio pi piccolo di Peppone, quello che portava anche il suo nome, era caro a don Camillo quanto gli altri bambini e forse pi. Pagina 16

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi 68 SPEDIZIONE PUNITIVA In paese molti sono i braccianti disoccupati che, riuniti in piazza, chiedono a gran voce lavoro dal comune : ma il comune non ha soldi. Allora il sindaco cerca di procurarsene un po' facendo prelevare dalle loro case i pi ricchi proprietari terrieri e imponendo loro un'oblazione di mille lire per ettaro. Buona parte dei convenuti firma la sottoscrizione, ma il vecchio Verola si rifiuta decisamente di farlo, considerando il provvedimento del sindaco un vero sopl-usU 2 11lVoCa7ldU la legge a tutela del suo buon diritto. Un mese dopo la famiglia Verola si trova mezzo filare di viti tagliato al piede. Don Camillo addossa subito la responsabilit ai rossi e chiede a Peppone di denunciare i responsabili. Peppone non pu aderire alla richiesta di don Camillo, per non buttar discredito sul partito, ma parteciper con lui alla "spedizione punitiva" contro i colpevoli. Una grossa sorpresa, per, attende don Camillo. I braccianti = si riunirono in piazza e cominciarono a far fracasso perch volevano lavoro dal comune, ma il comune non aveva soldi 2 e allora il sindaco Peppone si afiacci al balcone del municipio e grid che stessero calmi perch ci avrebbe pensato lui. Pigliate macchine, motociclette, camion e birocci e ' bracc:anti : coloro che fanno lavori pesanti, che non richiedono specializzazione, per lo pi con contratti a termine, che scadono cio con la fine del lavoro. il comune... soldi : purtroppo gran parte delle amministrazioni comunali, nel nostro paese, sono povere. Qui poi, ci si riferisce al periodo 1946-1947 particolarmente difficile perch c'era tutto da ricostruire quello che la guerra aveva distrutto, ma non si sapeva dove reperire i fondi necessari. 73 portatemeli3 qui tutti fra un'ora! ordin Peppone ai capoccia riuniti nel suo ufificio. Ci vollero invece tre ore, ma alla fine tutti i pi facoltosi proprietari terrieri e affittuari del comune erano radunati, pallidi e sbigottiti, nella sala del consiglio, e gi da basso la folla rumoreggiava. Peppone fu spiccio. Io arrivo fin dove posso arrivare disse brusco. La gente che ha fame vuole pane, non belle parole: o voi cacciate fuori mille lire per ettaro 5, nel qual caso si fa lavorare la gente per l'utilit pubblica, o io come sindaco e come capo del?e masse operaie, me ne lavo le mani E. IL Brusco si affacci al balcone e spieg alla gente che il sindaco aveva detto questo e quest'altro. Avrebbe pi riferito le risposte degli agrari. E la gente rispose con un urlo che fece impallidire i prelevati. La discussione non dur molto, e una buona met firm l'impegno di ofirire spontaneamente tanto per ettaro, e pareva che dovessero firmare tutti, quando arrivati al vecchio Verola, l'affittuario di Campolungo, l'affare si blocc. Non firmo neanche se mi ammazzate disse il Verola. Quando ci sar la legge, allora pagher. Adesso di soldi non ne do. Ve li verremo a prendere rid il Bruco. S, s borbott il vecchio Verola, il quale, a Cam e ortatemeli : Peppone non ha bisogno di far nomi. Per i suoi chiarissimo che egli vuole l, davanti a s, i pi ricchi del paese, come spiegato pi avanti. ' attuari : chi ha in affitto un bene immobile (case, terreni, ecc.), in questo caso di propriet comunale. 6 mille lire er ettaro : il danaro ricavato, da quella che doveva apparire come un'oblazione spontanea e che invece er una brusca imposizione, avrebbe dato a Peppone i fondi necessari per iniziare qualche lavoro di pubblica utiht, nel quale impiegare i lavoratori disoccupati. e me ne lauo le mani : non mi assumo la responsabilit, non rispondo di quello che potr succedere. 74 polungo, tra figli, figli dei figli, mariti delle figlie e nipoti poteva mettere assieme una quindicina di schioppi di buona mira. S, s: la strada la sapete . Quelli che avevano firmato si morsero le mani per la rabbia e gli altri dissero: Se non firma Verola, non firmiamo neanche noi . IL Brusco rifer a quelli della piazza, e quelli della piazza urlarono che, o buttavano gi il Verola o sarebbero saliti loro a prenderlo. Ma Peppone allora si fece al balcone e disse che non facessero stupidaggini. Con quello che abbiamo ottenuto possiamo andare avanti tranquilli due mesi. Intanto, senza uscire dalla legalit7, come abbiamo fatto fino ad ora, troveremo il Illodo di convincere ii Veroia e g1i altri. Tutto and liscio, e Peppone in persona riaccompagn in macchina il Verola per convincerlo. Ma per tutta risposta, quando scese davanti al ponticello di Campolungo, il vecchio disse: A settant'anni c' una sola paura: quella di dover campare ancora molto . Dopo un mese, si era allo stesso punto di prima e la gente s'inviperiva sempre di pi, ed ecco che, una notte, successe il fatto. Don Camillo fu avvertito subito la mattina presto e corse a Campolungo in bicicletta. Trov tutti i Verola riuniti in un campo, in fila, che guardavano per terra muti come sassi e a braccia conserte. Don Camillo si fce avanti e rimase senza fiato: mezzo filare di viti era stato tagliato al piede s e i tralci abbandonati fra l'erba parevano bisce nere; e su un olmo c'era inchiodato un cartello "Primo avviso". A un contadino tagliategli magari una gamba piut ' legalit : tutto ci che conforme alla legge. e mezzo filare... al piede : ti stupir un gesto cosi vile in una regione evoluta come l'Emilia, ma quelli erano tempi eccezionali in cui l'autorit della legge si ristabiliva a fatica. Pagina 17

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi 75 tosto che tagliargli una vite: gli fate meno male. Don Camillo ritorn a easa atterrito come se avesse visto mezzo filare di assassinati. Ges, disse al Gristo qui non c' che una cosa: trovarli e impiccarli. Don Camillo, rispose il Gristo dimmi un po' : se ti duole la testa, tu te la tagli per guarire il male? Per le vipere velenose si schiacciano ! grid don Camillo. Quando il Padre mio ha creato zl mondo, ha fatto una distinzione precisa fra animali e uomini. Il che significa che tutti coloro che appartengono alla categoria degli uomini rimangono sempre uomini, qualunque cosa essi facciano, e vanno perci trattati da uomini. Altrimenti, invece di scendere in terra per redimerli facendomi mettere in croee, non sarebbe stato molto pi semplice annientarli? Quella domenica don Camillo parl in chiesa delle viti assassinate come e le avessero tagliate a suo padre che era contadino. Si commosse, divenne lirico . Ma quando, a un tratto, vide Peppone tra i fedeli divent sarcastico lo : Ringraziamo l'Eterno il quale ha collocato il sole alto nel cielo e intoccabile, altrimenti qualcuno, per far dispetto all'avversario politico venditore di oechiali affumicati, Qi l'avrebbe spento. Ascolta, popolo, il verbo lI dei tuoi capi: essi posseggono la vera saggezza. Essi ti insegnano che, per punire il calzolaio esoso, tu devi tagliarti i piedi ! . E continu a fissare Peppone come se il discorso lo facesse soltanto per lui. Verso sera Peppone apparve in canonica cupo. B diuenne lirico : si lasci andare a esprimere i suoi sentimenti pi intimi, con intensit ed entusiasmo. lo Snrcastico : ironico, pungente, amaro. 111( uerbo : la prola (dal lat. uerbum). Voi, disse ce l'avevate con me stamattina? lo ce lho semplicemente con quelli che mettono nella testa della gente certe teorie rispose don Camillo. Peppone strinse i pugni. Don Camillo, voi non avrete forse l'idea che sia stato io a insegnare a quelli l di andare a tagliare le viti del Verola? Don Camillo scosse il capo. No. Tu sei un violento, ma non sei un vile. Ma sei tu che scateni questa gente. Io cerco di frenarla, invece, ma la gente mi scappa 12. Don Camillo si alz e and a piantarsi a gambe larhe davanti a Peppone. Peppone, disse tu sai chi stato a tagliare le viti ! Non so niente ! eselam Peppone. Tu sai chi stato, Peppone, e se tu non sei diventato l'ultimo degli imbecilli, sai pure che il tuo dovere di denunciarli lj. lo non so niente insist Peppone. Non solo per il danno morale e materiale prodotto dalle trenta viti tagliate, tu devi parlare. come un punto che si rompe in una maglia: o lo fermi subito o domani la tua maglia distrutta. Tu che sai e non intervieni sei come l'uomo che vede il mozzicone acceso nel fienile e non lo spegne. Fra poco tutta la casa sar distrutta per colpa tua! Non per colpa di chi, anche dolosamente ha gettato il mozzicone. Peppone insist che non sapeva niente, ma don Camillo lo incalzava e gli toglieva il fiato, e alla fine si arrese. la to cerco... mi.scapu : l'intento di Peppone quello di frenare i pi scalmanati, ma difficile dominare la massa che abbia perso ogni controllo. 19 denunciarli : dare alle autorit competenti i nomi di coloro che hanno commesso un determinato reato. 77 Non parlo nemmeno se mi scannate! Nel n,io partito c' fior di galantuomini e per tre mascalzoni... Ho capito lo interruppe don Camillo. Se domani si sapesse una cosa simile, gli altri diventerebbero talmente aggressivi e spavaldi che ci sarebbe da fare alle schioppettate. Don Camillo passeggi a lungo in su e in gi, e infine si ferm. Ammetti almeno che quei farabutti meritano una punizione? Ammetti che bisogna fare in modo che essi non ripetano il crimine che hanno commesso? Sarei un maiale se non lo ammettessi. Va bene coneluse don Camillo. Aspettami. Venti minuti dopo don Camillo rientr vestito di fustagno, alla cacciatora, con stivaloni ai piedi e in testa un berrettaceio. Andiamo disse intabarrandosi. Dove? Alla casa del primo. Ti spiego lungo la strada. Era una sera buia e piena di vento e non c'era un'anima per le strade. Giunto nei pressi di una casa isolata, dnn Camillo si imbacucc con lo sciarpone fino agli occhi e si nascose nel fossato. Peppone invece and avanti, buss, entr e, dopo un po', ritorn assieme a un uomo. Al momento giusto don Camillo salt su dal fosso. Mani in alto disse cacciando fuori il mitra. I due alzarono le braccia. Don Camillo butt loro in faccia la luce di una lampadina elettrica. Tu fila senza voltarti disse a Peppone. E Peppone fil. Don Gamllo spinse l'altro in mezzo a un campo, lo fece sdraiare faccia a terra e, tenendo il mitra con la sinistra, con la destra gli pittur sul sedere dieci nerbate da far levare il pelo a un ippopotamo. Primo avviso spieg. Hai capito? L'altro fece s con la testa. Don Camillo trov Peppone che lo aspettava al posto convenuto. IL secondo fu pi facile da accalappiare pereh, mentre don Camillo, nascosto dietro la casetta del forno, architettava con Peppone un piano diverso dal primo,l'uomo usc per attingere un secchio d'acqua e don Camillo lo colse al volo. Finita la lavorazione, anche il secondo prese buona nota che si trattava del primo avviso e disse che aveva capito. Pagina 18

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi Don Camillo aveva il braccio indolenzito pereh aveva fatto le cose con coscienza e si sedette dietro una macchia a fumare un mezzo toscano assieme a Peppone. Poi il senso del dovere lo riprese e spense il toscano contro la corteccia di un albero. E adesso dal terzo disse alzandosi. IL terzo sono io rispose Peppone. Don Camillo si sent mancare il fiato. IL terzo sei tu? balbett. E pereh? Se non lo sapete voi che siete in collegamento col Padreterno come volete che faccia a saperlo io? grid Peppone. Poi butt via il tabarro e abbranc con rabbia il tronco di un albero. Picchia ! arid a denti stretti. Picchia, o picchio io : Don Camillo scosse il capo e si allontan senza parlare. Ges disse don Camillo costernato quando fu davanti all'altare. Non avrei mai immaginato che Peppone... Don Camillo, quello che tu hai fatto stasera orrendo lo interruppe il Gristo. lo non ammetto che un mio sacerdote si metta a fare delle spedizioni punitive. Ges, perdonate al vostro indegno figlio sussurr don Camillo. Perdonate a me come l'Eterno Padre ha 78 79 perdonato a voi quando avete preso a nerbate i mercanti che contaminavano il Tempio'4. Don Camillo prese a camminare cupo per la chiesa deserta. Era oflEeso, umiliato: la faccenda di Peppone assassino di viti non gli andava gi. Don Camillo lo chiam il Cristo. Perch ti rodi? Peppone ha confessato e si pentito. Il cattivo sei tu che non lo assolvi. Don Camillo, fa' il tuo dovere.

Solo nella of3zcina deserta, Peppone con la testa tuffata nel cofano di un camion, stava avvitando con rab; bia un bullone, quando entr don Camillo. Peppone rimase curvo sul motore, e don Camillo gli pittur dieci nerbate in fondo alla schiena. Ego te absolvo 15 disse appioppandogli una pedata extra. A buon rendere disse Peppone a denti stretti, semre con la testa nel cofano del camion. L'avvenire nelle mani di Dio sospir don Camillo. Uscendo butt il nerbo lontano e, la notte, sogn che, ricadendo, il nerbo si confiecava per terra e subito metteva fronde e fiori e pampini e ben presto si caricava di rappoli d'uva dorata.

l' i mercanti... !1 tempio : Ges cacci i mercanti dal tempio di Gerusalemme perch essi, senza tener conto della santit del luogo, vi svolgevano i loro affari. l'unico episodio, riportato dai Vangeli, in cui Ges dimentica la mitezza e si mostra inesorabile. '6 Ego te absoluo : l'inizio della formula latina con la quale il sacerdote impartisce l'assoluzione al termine della confessione. Significa appunto: "Io ti assolvo".

4. Mondo iccolo DELITTO E GASTIGO Don Camillo perde ogni controllo e viene apertamente alle mani con i suoi avversari politici, cosicch l'autorit superiore, cio il Veseovo, lo allontana dalla parrocchia e dal paese. Don Camillo capisce che il provvedimento giusto e saggio, ma gli duole di doversene andare "eome un cane" a causa delle violente minacce che il Brusco ha fatto alla popolazione. Ma i suoi amici troveranno il modo di andarlo a salutare, a benedire, a colmare di dnni, e gli avversari... pure. Don Camillo, una mattina, uscendo sul sagrato, trov che, durante la notte, qualcuno con colore rosso aveva scritto sul muro candido della canonica un "Don Camlo 1" a lettere alte mezzo metro. Don Camillo, con una secchia di calce e un pennello, si diede da fare per coprire la scritta, ma si trattava di colore all'anilina 2, e l'anilina, a coprirla di calce, come invitarla a nozze e viene a galla anche a mettercene su tre dita. 11lora don Ga.millo arrafif 3 una raspa e, per grattare via tutto, ci volle mezza giornata di lavoro. Si present al Gristo dell'altare bianco come un mugnaio, ma di umore nero. Se so chi stato, disse gliene do tante fino a che il palo diventa stoppa. ' Camlo : trasformazione burlesca e irriverente del nome Camillo e non priva di malizia: "camalo" infatti significa "facchino", "scaricatore di porto". 2 colore all'anilna : materia colorante artificiale ottenuta dalla reazione dell'anilina con altre sostanze. L'anilina un liquido velenoso, incolore, oleoso che si ricava dal catrame di carbon fossile. arrafj : prese con violenza e con rabbia. R3 l'on drammatizzare, don Camillo lo consigli il Cristo. roba da ragazzacci. 1\ion ti han detto niente di grave, infine! Non bello chiamare scaricatore di porto un sacerdote protest don Camillo. E poi un nomignolo azzeccato e, se la gente lo scopre, me lo appiccica alla schiena per tutta la vita. Hai due buone spalle, don Camillo lo consol sorridendo il Gristo. lo non avevo le tue spalle e ho dovuto portare la croce e non ho bastonato nessuno. Don Camillo disse che Pagina 19

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi il Gristo aveva ragione. Ma non era del tutto convinto e, la sera, invece di andare a letto si acquatt in un punto ben defilato e aspett pazientemente. E verso le due di ntte quando apparve sul sagrato " un tizio che, deposto un secchiello per terra, si mise cautaznente a lavorare di pennello contro il muro della canonica, don Camillo non gli fece neppure finire la "D" e, infilatogli in testa il secchiello, lo sped via con una pedata fulminante. Il colore all'anilina una maledetta cosa, e Gigotto (uno degli uomini di punta di Peppone), il quale si era preso la doccia di tinta all'anilina in testa, dovette stare tre giorni chiuso in casa a fregarsi la faccia con tutti i detersivi dell'universo, ma poi dovette uscire per andare a lavorare. E il fatto gi lo si sapeva in giro e gli appiopparono subito il nomignolo di 'Pellerossa". Don Camillo soffiava sul fuoco, e cos la rabbia da rosso faceva diventare verde il povero Gigotto. Naturalmente queste faccende scivolano subito in politica e, la notte stessa, qualche ignoto, gli fece una serenata buttandogli un petardo davanti alla porta della canonica. Cos, una bella mattina, don Camillo dovette anda ' defilato : al eoperto, ben riparato dal tiro e dall'osservazione del nemico. 5 sagrato : spiazzo antistante la chiesa, spesso sopraelevato rispetto al piano stradale; luogo consacrato. R4 re d'urgenza in citt perch il vescovo voleva parlargli. Il vescovo era vecchio e curvo, e per guardare in faccia don Camillo doveva alzare la testa. Don Camillo, disse il vescovo tu sei malato. Tu hai bisogno di startene qualche mese tranquillo in un bel paesino di montagna. S, s: morto il parroco di Puntarossa E e tu cos fai un viaggio e due servizi: mi riorganizzi bene la parrocchia e ti rimetti in salute. Poi torni gi fresco come una rosa. Ti sostituir don Pietro. Sei contento, don Camillo? No, monsignore, per partir quando monsignore lo vorr. Bravo rispose il vescovo. La tua disciplina ancora pi meritevole perch acceiti di fare senza discutere una cosa che non ti va. Monsignore, non vi dispiacer poi se in paese diranno che sono scappato per la paura? No rispose sorridendo il vegliardo. Nessuno al mondo potr mai pensare che don Camillo abbia paura. In paese si riseppe subito la faccenda, e la notizia la port Peppone stesso in una riunione straordinaria. Dfin Camillo se ne va annunci Peppone. Trasferito per punizione in un paese di montagna a casa del diavolo7. Parte domani alle tre. cc Bene ! url il consesso. In fondo meglio che sia finita cos grid Peppone. Egli credeva di essere diventato il papa-re s e se rimaneva bisognava per forza dargli una spazzolata maiuscola s. Tutta fatica risparmiata ! " ' e Puntarossa : piccolo paesino dell'Appennino emlano. u casa del diauolo : molto lontano ; l'espressione del linguaggio familiare. apa-re : un padreterno, un pezzo grosso (uno che poteva unire la massima autorit religiosa, qual quella del papa, alla massima autorit laica, qual quella di un re). spazzolata maiuscola : espressione gergale per dire "una solenne bastonatura".

R5 Deve andar via come un cane ' ! url il Brusco. Fate capire alla gente che tira brutta aria per chi si fa vedere in giro domani dalle due alle tre e mezzo. Venne l'ora, e don Camillo, preparata la valigia, and a salutare il Cristo dell'altare. Mi dispiace di non potervi prendere con me sospir don Camillo. Ti accompagner lo stesso rispose il Cristo. Va' tranquillo. Ho fatto davvero una cosa cos grossa da dovermi mandare al confino 11? chiese don Camillo. S. Allora ce li ho proprio tutti contro sospir don Camillo. Proprio tutti rispose il Gristo. Pure don Camillo contro di te e disapprova quello che hai fatto. Anche questo vero riconobbe don Camillo. Mi prenderei a schiaffi. a Tieni a posto le mani, don Camillo. E fa' buon viaggio. La paura nelle citt fa 90, ma nei paesi fa 18012, e le strade del paese erano deserte 13. Don Camillo mont sul vagone e, quando vide scomparire il suo eampanile dietro un eiufio d,alberi, i ent pieno di amarezza. u Neanche un cane si ricordato di me sospir don Camillo. Si vede proprio che non ho fatto il mio do '" come un cane : come se si trattasse di una bestia e non di una persona (che pure aveva avuto tanta parte nella vita del paese). "confino: provvedimento di polizia che costringe ad abitare in un luogo di residenza diverso da quello abituale. La misura tipica dei regimi dittatoriali che se ne servono contro gli avversari p olitici. 'aLa paura... ja 180: nella cabala del lotto il numero 90, che il pi alto, indica la paura. Una paura che corrisponda al numero 180 , dunque, una paura doppia. ls stradc... dereite : a causa delle violente minacce del Brusco (vedi pi sopra). 86 vere. 5i vede proprio che io sono un cattivo soetto. Laccelerato ferma-a a tutte le stazioni, e ferm quindi anche a Bochetto che era una boratella di quattro case a sei chilolletri dal paese di don Camillo. E cos, improvvisamente, don Camillo si trov lo scompartimento invaso e fu spinto al finestrino e si trov davanti a un mare di gente che batteva le mani e lanciava fiori. Gli uomini di PepponP avevano detto che se uno si faceva vedere in paese alla vostra partenza l'avrebbero annebbiato di legnate ' spieg il fattore di Stradalunga. Pagina 20

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi Per non fare succedere dei pasticci siamo venuti tutti a salutarvi qui. Don Camillo non capiva pi niente e sentiva un urlio infernale dentro le orecchie e, quando il treno ricominci a camminare, si trov lo scompartimento pieno di fiori, di bottiglie, di pacchi, di fagotti, di pacchetti; e galline legate per i piedi schiamazzavano sulle reticelle. Ma una spina gli rimaneva nel cuore. Gli altri dunque ce l'hanno veramente a morte, con me, se han fatto questo! Non li bastato farmi cacciare via? Il treno ferm un quarto d'ora dopo a Boscoplanche, ultima frazione del comune. Qui don Camillo si sent chiamare: si affacri e i tro davanti il sindaco Pepo:e c la giunta al completo. E il sindaco Peppone pronunci il seguente discorso : Prima che voi uscite dal territorio del comune di nostra pertinenza desideriamo porgervi il saluto della popolazione e l'augurio che la vostra guarigione sia rapida, la quale 1" potrete ritornare presto alla vostra missione spirituale . " annebbiato di legnate : picchiato a tal punto che la sua vista sarebbe rimasta annebbiata dal dolore. '" la quale... : nota la grave irregolarit sintattica, che pure suona come espressione di amichevole commozione sulla bocca di Peppone. R7 Poi, mentre il treno si rimetteva in moto, Peppone si tolse il cappello con largo gesto, e anche don Camillo si tolse il cappello e rimase affacciato cos col cappello in aria, come una statua del Risorgimento La chiesa di Puntarossa era in cima al cocuzzolo e RITORNO ALL'OVILE pareva una cartolina illustrata, e don Camillo, quando arriv, respir a pieni polmoni l'aria che sapeva di pino ed esclam soddisfatto: Un po' di riposo quass mi rimetter a posto, la quale potremo ritornare presto alla nostra missione spi- i rituale . E lo disse seriamente, e davvero quel "la quale" gli pareva che valesse pi di tutti i diseorsi di Cicerone lfi messi in fila.

l' que! "1a quale". Cicerone : uno strafalcione, detto col cuore, vale di pi di qualunque frase forbita, se vuota di contenuto e priva di sentimento. Gicerone (16-43 a.C.) fu uno dei massimi oratori romani e il pi elegante prosatore dell'antichit classica. ll,allontanamento di don Camillo il paese, con il sindaco in iesta, reagisce in modo imprevedibile quanto violento. Tutti i paesani, "reazionari compresi', capiscono d'istinto che tra il garbo del nuo-o pretino e il loro brusco modo di procedere non -i sar mai possibilit di intesa. Pereh, pi forte di ogni risentimento, la simpatia che lega quegli uomini al loro prete cos singolare. IL sacerdote mandato a reggere la parrocchia durante la convalescenza politica 1 di don Camillo era un pretino giovane e delicato, il quale sapeva perfettamente il fatto suo e parlava con garbo, con delle belle paroline rotonde e pulitine che parevano appena vendemmiate nella vigna del vocabolario . Naturalmente, pur sapendo che si tratta'a di una gestione provvisoria3, il pretino aveva apportato alla chiesa quelle piccole innovazioi che sono necessarie pereh un uomo possa trovare sopportabile il so~5icrno in casa altrui. Qui non si fanno paraoni di sorta: ma eome quando uno va a dormire all,albergo e, anche se sa di doverci ' la conraleseenza polilicn : il periodo di allontanamento forzato che dovrebbe guarire don Camillo dal male di "fare politica". un retino gioane... ocabolario: il pretino che sostituisce don Camillo, appartiene a una nuova generazione: pi corretto e anche pi colto, parla con pulizia e propriet di linguaggio e sa come scegliere le sue parole da quella gran vigna che il vocabolario. Nota la felice immagine. 3 gestione ro siso,ia : espressione presa dal linguaggio della economia, per indicare l'amministrazione e la conduzione di una azienda, di cui non si proprietari, per un periodo Pagina 21

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi limitato; qui sta a significare che il soggiorno in paese del "pretino giovane" sar solo temporaneo. 91 rimanere soltanto una notte, non pu fare a meno di spostare a destra il tavolino che era a sinistra e mettere a sinistra una sedia che stava a destra, pereh ognuno di noi ha un concetto tutto suo dell'estetica e dell'equilibrio delle masse e dei colori , e eos prova una sofferenza ogni volta che, potendolo, non si d da fare per cercar di ristabilire quell'equilibrio che gli risulta turbato. IL fatto che la prima domenica nella quale il pretino ofci s la gente not due importanti innovazioni: la grande torcia di cera tutta decorata a fiorellini che stava a sinistra dell'altare sul secondo gradino della balaustra7 era stata spostata a destra, davanti a un quadretto rappresentante una santa. Un quadretto che prima non esisteva. Per la curiosit di vedere il nuovo parroco, c'era tutto il paese, e Peppone e gli altri capoccia rossi stavano in prima fila. Hai visto? disse sogghignando il Brusco a Peppone indicandogli il candelabro spostato. Novit ! Mmm ! borbott Peppone che era nervosissimo. E rimase nervosissimo fino a quando il pretino si appress alla balaustra per fare il rituale discorsetto. Allora Peppone non ne pot pi e, prima che il pretno prendesse a parlare, si stacc dal gruppo, marci decisamente verso destra, agguant il grande candelabro, lo port verso sinistra e lo sistem nell'antico posto, sul secondo gradino davanti alla balaustra Poi ritorn al centro della prima la e, piantatosi a ' estetica: genericamente, bellezza, aspetto armonioso. 5 equilibrio... colori : la proporzione, il rapporto fra il volume delle cose (massa) e fra i vari colori pereh il risultato sia armonioso. e oci : celebr gli uffici divini, le sacre funzioni. ' balaustra: meglio balaustrata, parapetto fatto di colonnine poste a eguale distanza e collegate fra loro da una base e da una cimasa (fascia ornamentale variamente sagomata che delimita la parte superiore di un elemento architettonico e di un mobile): serve a circoserivere altari, balconi e scalinate. gambe larghe e a braccia conserte, guard fieramente negli occhi il pretino. Bene ! mormor tutta la folla dei fedeli, reazionari compresi. Il pretino, che a bocca aperta aveva seguito l'azione di Peppone, impallid e balbettando alla bell'e meglio il suo discorsetto, ritorn all,altare per terminare la messa. Quando usc, trov ad aspettarlo Peppone e tutto lo stato maggiore. E il sagrato era pieno di gente silenziosa e corrucciata. Dica un po, le don... don non so che cosa, domand Peppone facendo cadere le parole dall'alto chi sarebbe quella faccia nuova che lei ha appeso al pilastro a destra dell'altare? Santa Rita da Cascia... balbett il pretino. In questo paese non c' niente da fare per Santa Rita da Cascia o altra roba del enere afferm Peppone. Qui va tutto bene com'era prima. IL pretino allarg le braccia. Io credo di essere ne? mio diritto cominci a protestare il pretino, ma Peppone non lo lasci continuare. Ah, lei la prende cos? E allora parliamoci chiaro: qi.zi non c' niente da fare per i sacerdoti come lei. Il pretino ; sent mancare il fiato. Iu non so cosa vi ho fatto... Glielo dico io cos'ha fatto ! eselam Peppone. Lei uscito dalla lealit. Lei ha cercato di sovvertire un ordine che il titolare effettivo della parrocchia aveva instaurato interpretando la volont del popolo! Bene ! approv la folla, reazionari compresi. IL pretino tent di sorridere. " stato maggiore : propriamente. l'insieme degli ufficiali che hanno il compito di aiutare l'autorit centrale o i comandanti di grand unit a studiire e a risolvere i problemi militari; qui, smplicemente, i diretti collaboratori di Peppone. Nota l'immagine iperbolica. ma quanto mai effictce. 92 S:i Se non che questo, si rimette tutto come prima e la cosa torna a posto. Non le pare? No! rispose Peppone buttandosi il cappello all'indietro e piantandosi gli enormi pugni sui fianchi. E pereh, se leeito? Peppone era alla fine di tutta la sua riserva di diplomazia y. Be', disse se vuole proprio sapere, la cosa non va pereh se io le do una sberla la faccio volare lontano quindici metri, mentre se do una sberla al titolare efifettivo, quello non si muove di un centimetro! Peppone non ritenne utile spiegare che, se egli avesse dato una sberla a don Camillo, don Camillo gliene avrebbe restituite otto. Sorvol, ma il senso era chiaro a tutti. Meno che al pretino giovane, il quale lo guard atterrito. Scusi, sussurr ma pereh lei vuole picchiarmi? Peppone perdette la pazienza. Ma chi la vuol picchiare? Comincia anche lei a denigrare 1 i partiti di sinistra? Io le ho fatto un paragone semplieemente per chiarire il concetto! Capir se io mi perdo a prendere a scapaccioni un acconto di prete 11 come lei ! sentirsi qualificare,acconto di prete" il pretino si erse in tutta la fierezza del suo metro e sessanta e gonh le vene del collo. Acconto o non acconto, grid con voce stridula qui mi ci ha mandato l'autorit ecelesiastica e qui re diplomazia : abilit, tatto nel trattare affari delicati. Ti pare che Peppone avesse trattato la cosa con molta diplomazia? 'o denigrare: parlar male di qualcuno o di qualcosa, dantteggiandone l'onore e la reputazione. '1 acconto di prete : propriamnte "acconto" ogni parte di una somma dovuta, che si paga prima del saldo. :Vell'opinione di Peppone, dunque, il pretino giovane non era un prete intero. ma solo un "acconto di prete', cio una piccola parte. Pagina 22

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi Lespressione irriverente, ma densa di significato. 94 ster fino a quando vorr l'autorit ecelesiastica. Qui dentro non comanda mica lei! E Santa Rita rimarr do' e in quanto al candelabro, guardi cosa faccio! Entr in chiesa, affront decisamente il candelabro che era pi pesante di lui, e dopo una lotta acerrima riusc a ricollocarlo a sinistra, davanti alla nuova immagine. Ecco disse fieramente. Va bene ! rispose Peppone che aveva assistito dal portale 1 della chiesa alla scena. Peppone si volse verso la folla che assiepata sul sagrato aspettava muta e corrucciata e url: IL popolo dir la sua parola ! Tutti al comune a fare una dimostrazione di protesta! Bene ! url il popolo. Peppone fendette lj la folla e si mise in testa e la massa si inquadr e lo segu urlando e agitando bastoni. Giunto il corteo davanti al municipio, le urla si fecero pi forti. E urlava anche Peppone, alzando il pugno verso il balcone della sala del consilio. Peppone, gli grid nell,orecchio il Brusco piantala di gridare ! Ti sei dimenticato che il sindaeo sei tu? Quando questi maledetti mi fanno perdere la tramontana, esclam Peppone non capisco pi niente. Cnrse si i affacri l halrnne. e la fnlla lo applaud, rcazionari compresi. Compagni, cittadini ! grid Peppone. Non sopporteremo questo sopruso che ofIende la nostra dignit di uomini liberi! Rimarremo nell,ordine e nella legalit fino a quando sar possibile, ma siamo disposti ad arrivarci in fondo anche a cannonate! Propongo intanto che una commissione 1 al mio comando vena con me dal 'z ortale : porta monumentale di una chiesa o di un palazzo. ' fendette : pass rapidamente attraverso la folla, come se l'avesse spaccata in due. " commissione: gruppo di persone cui stato affidato un incarico. 95 l'autorit ecelesiastica e faccia presente democraticamente la desiderata 1" del popolo ! Bene ! url la folla infischiandosene che i deszderata fossero stati retrocessi al grado di semplice singolare. Viva il sindaco Peppone ! Quando Peppone, seguito dalla commissione, si trov davarrti al vescovo, fece fatica a incominciare il suo discorso. Ma poi prese laire '". Eccellenza disse. Quello che ci avete mandato un prete che non degno delle tradizioni del capoluogo comunale. IL vescovo alz la testa per guardare la vetta di Peppone. Dite pure : co'ha fatto? Feppone allarg le braccia. Per l'amor di Dio! Fatto, non ha fatto niente di grave... Anzi, non ha fatto niente... Il guaio che, insomma... Eminenza, voglio dire: un pretino cos roba da oratorio... Quello, quando addobbato l', scusate, ma sembra un attaccapanni con su tre palt e un tabarro. IL vecchio vescovo tentenn gravemente il capo. Ma voi, disse con molta grazia il valore dei sacerdoti lo misurate eol metro e con la bilancia? No, Eccellenza rispose Peppone. Mica siamo selvaggi! IL fatto che, insomma, anche l'occhio vuole la sua parte, e in queste cose di religione come per il medico, dove conta molto la simpatia personale per via della suggestione fisica e della fiducia morale ! IL vecchio vescovo sospir. Capisco, capisco, mi rendo conto perfettamente. Pe l' la deside'rata : in italiano corretto "i desiderata", cio le cose desiderate. "Desiderata" nome che ha solo il plurale e deriva dal participio passato neutro del latino desiderare. Peppone non conosce la grammatica, ma si fa capire ugualmente. "'I'aire: la spinta, la rincorsa. " addobbato : termine irriverente per indicare il saeerdote rivestito dei sacri paramenti. r, beati figlioli, l'avevate un areiprete che pareva una torre ls, e siete stati proprio voi, a venirmi a pregare di togliervelo dai piedi ! Peppone corrug la fronte. Monsignore, spieg solennemente si trattava di un casus bello, un caso sui generi ly come si dice. Pereh quello come uomo2o era un'associazione a delinquere, nel senso che tirava per i capelli al precipizio 2r con le sue pose dittatoriali e provocatorie. Lo so, lo so disse il vescovo. Me l'avete gi detto l'altra volta, figliuolo, e io eome vedete l'ho allontanato. E siccome l'uomo e il sacerdote si iderrtificano, e siccome come uomo don Camillo rappresenta un pericolo per il prsimo, stiamo appunto pensando di rendere definitiva la sua sistemazione. Lo lasceremo l in mezzo alle capre di Puntarossa. Se lo lasceremo, pereh non ancora deciso se permetteremo che continui a officiare o se lo sospenderemo a divinis ==. Staremo a vedere. Peppone confabul un poco con la commissione, poi si volse : Monsignore disse sottovoce, ed era pallido e sudava pereh era costretto a parlare sottovoee. Se l'autorit ecelesiastica ha dei motivi particolari per fare cos, padro 'F un nrcibrete tnre i llidr alla mole non comune di don Gimillo. ' casus... generi : deformazione di due espressioni latine : casus belli (letteralm. "occasione di guerra") e sui generis (letteralm. "di genere proprio") entrate a far p,rte del linguaggio comune. Don Camillo, dunque. era un ca.sus belli, cio un motivo costante di guerra, un caso sui generis, cio tutto particolare, come particolare era la sua persona, singolare, strana, indefinibile. ' come uomo: Peppone tiene a fare una netta distinzione fra l'uomo-don Camillo e il sacerdote. ' tiar:a... preciizio : portava alla perdizione, facendo perdere ogni controllo. lo sospenderemo a diLinis: "sospendere a divinis" significa impedire ad un sacerdote di celebrare le funzioni sacre. un provvedimento disciplinare che l'autorit ecelesiastica prende contro i sacerdoti che si sono macchiati d colpe gravi. .4fi Pagina 23

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi nissima. Per ho il dovere di avvertire che fino a quando non ritorner il titolare eflEettivo della parrocchia nessuno andr pi in chiesa. IL vecchio vescovo allarg le braccia. Figlioli, esclam vi rendete conto della gravit di quanto state dicendo? Questa una coercizione 23. Nossignore, spieg Peppone noi non coercizziamo nessuno perch tutti staranno a casa per conto loro, e nessuna legge li obbliga ad andare in chiesa. un semplice esercizio della libert democratica. Pereh gli unici che possono giudicare se un sacerdote va bene o no siamo noi, che lo abbiamo sulle costole quasi da vent'anni. Vox populi vox Dei 24 sospir il vecchio vescovo. Sia fatta la volont di Dio. Riprendetevi pure il vostro cattivo soggetto. Per non venite poi a lagnarvi che un prepotente ! Peppone rise. Eminenza ! Le smargiassate 25 dei bulli ze tipo don Camillo non ci impressionano certamente. L'altra volta si fatto cos per una semplice precauzione di carattere sociale e politico, per evitare che il Pellerossa gli tirasse una bomba in testa. Pellerossa sarai tu ! rimbecc risentito Gigotto, l'uomo cui don Camillo aveva tinto la faccia con l'anilina e a cui aveva fatto vento con ia panca. Io non gli voleo tirare bombe. Io gli ho tirato semplicemente un petardo davanti alla casa per fargli capire che io non ero disposto a lasciarmi prendere a pancate in testa, anche se lui il reverendo arciprete. Ah, sei stato tu, figliuolo, a lanciare il petardo? chiese con indifferenza il vecchio vescovo. coercizione : qui nel senso di ricatto, estorsione di una cosa, facendo uso della violenza o minacciando di usarla. ' Vox opuli nox Dei : espressione latina che significa : "La voce del popolo la voce di Dio". " smargiassate : spacconate. " bulli : sfrontati, spavaldi. Be', Eccellenza, borbott Giotto lei sa com'. Quando uno si preso una pancata in testa ! Gapisco perfettamente rispose il vescovo, che era vecchio e sapeva prendere la gente per il verso giusto. Don Camillo ritorn dieci giorni dopo. Gome va? gli disse Peppone incontrandolo per la strada, mentre usciva dalla stazione. Avete passato bene le vostre vacanze? Be', c'era poco da stare allegri lass. Per fortuna avevo le mie carte =', e mi sfogavo a fare dei solitari2 rispose don Camillo. Trasse di tasca un mazzo di carte. Ecco, disse adesso non servono pi. E delicatamente, sorridendo, come se rompesse un crostino di pane, spacc il mazzo in due '9. Si diventa vecchi, signor sindaco sospir don Camillo. Accidenti a voi e a chi vi ha fatto tornare ! borbott Peppone andandosene con la faccia scura. n Camillo ae-a un >acco di cose da raccontare al Crisio deilaiiare. Poi, alla fine della chiacchierata fu lui a far domande al Gristo. Ghe tipo era il mio sostituto? chiese con finta indifierenza. Un bravo ragazzo, educato, di animo gentile, che, quando uno gli faceva un piacere, non lo ringraziava facendo la smar,Qiassata di spaccarli davanti un mazzo di c arte. =' caite : sono le carte da gioeo. solita%i: giochi di carte, fatti per un solo giocatore. spacc i I mazzo in due : per ricordare a Peppone, se pure ce n'era bisogno, yuanto forti fossero le sue mani. 9R gg Ges disse don Camillo allargando le braccia. Nessuno per gli ha fatto un piacere, qui. E poi certa gente bisogna ringraziarla con questo sistema. Scommettiamo che adesso Peppone sta dicendo a quelli della sua banda: "Capisci? Un mazzo di carte ha spaccato, cos zac zac". E lo dice con intimo compiacimento! Vogliamo scommettere? No rispose il Gristo sospir do. No, perch Peppone sta appunto dicendo cos. LA DISFATTA Don Camillo inaugura il suo "Ricreatorio popolare" e, per l'occasione, ha preparato un programma coi fiocchi che prevede anche una partita di calcio fra le uniche due squadrette del paese : la sua Gagliarda e la Dynamos di Peppone. L'onore della parrocchia e quello del partito sembrano affidati unicamente alle gambe dei gioeatori : guai a chi perde ! La reputazione sarebbe irrimediabilmente compromessa. E il ritmo del racconto, ben Io si sente, sta tutto nel contrasto tra una realt mediocre e l'atteggiamento solenne dei protagonisti. Da queste premesse tanto impegnative, alle reazioni del popolo che si sente "vilipeso" da una eventuale sconfitta, al gioco scorretto praticato dalle due squadre, che rischia di trasformare il divertimento in una rissa, con intervento de carabinieri, fino all'arbitro "neutro" e "apolitico" che si lascia corrompere, tutto un crescendo. IL tono ironico e divertito dell'Autore d alla narrazione particolare vivacit. La lotta che durava ormai da quasi un anno, fu vinta da don Camillo, il quale riusc a finire il suo "Ricreatorio popolare" quando alla "Gasa del popolo" di Peppone mancavano ancora tutti i serramenti 1. Il Ricreatorio popolare riult una faccenda molto in gamba: salone-ritrovo per rappresentazioni, conferenze e mercanzia del genere , bibliotechina con sala di lettura serramenti : infissi e imposte per la chiusura delle porte e delle finestre. mercanzia del genere: altre manifestazioni del genere; l'espressione scherzosa, ma di tono spregiativo. Pagina 24

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi los e scrittura, area coperta per allenamenti sportivi e giochi invernali. Inoltre una magnifica distesa cintata contenente campo ginnico, pista, piscina, giardino per l'infanzia con giostra, altalena, eccetera. Roba, per la massima parte ancora allo stato embrionale 3, ma in tutte le cose l'importante cominciare. Per la festa d'inaugurazione don Camillo aveva preparato un programma in gamba: canti corali, gare atletiche e partita di calcio. Perch don Camillo aveva messo assieme una squadra semplicemente formidabile, e fu, questo, un lavoro cui don Camillo dedic tanta passione che, fatti i conti, alla fine degli otto mesi di allenamento, le pedate che don Camillo aveva dato da solo agli undici giocatori, risultarono molto pi numerose delle pedate che gli undici giocatori messi assieme erano riusciti a dare a un solo pallone. Peppone sapeva tutto e masticava amaro, e non poteva sopportare che un partito, il quale rappresentava veramente il popolo, dovesse risultare secondo nella gara iniziata con don Camillo a favore del popolo. E quando don Camillo gli aveva fatto sapere che, per dimostrare "la sua simpatia verso i pi ignoranti strati sociali del paese", avrebbe generosamente concesso alla squadretta di calcio "Dynamos" di misurarsi con la sua "Gagliarda", Peppone divent pallido, e fatti chiamare gli undici ragazzi della squadra sportiva sezionale e appiccicatili sull'attenti contro il muro fece loro questo discorso: Giocherete con la squadra del prete. Dovete vincere o vi spaceo la faccia a tutti ! il partito che lo comanda per l'onore del popo?o vilipeso! Vinceremo! risposero gli undici che sudavano per la paura. Quando lo seppe, don Camillo radun gli uomini della Gagliarda e rifer in merito. 9 allo stato embrionale : allo stato di abbozzo, di progettazione, molto lontano, cio, dalla forma definitiva. l04 Qui non siamo tra gente rozza e selvaggia come nell'ambiente di quelli l concluse sorridendo. E possiamo ragionare da gentiluomini assennati. Gon l'aiutu di Dio gli appiccicheremo sei goal a zero. Io non faccio minacce: io dico semplicemente che l'onore della parrocchia nelle vostre mani. Anzi nei vostri piedi. Ognuno faccia il suo dovere di buon cittadino. Alla festa dell'inaugurazione cera tutto il paese. Peppone in testa con tutta la mercanzia del seguito , in fazzoletto rosso sgargiante. In qualit di sindaco generico 5 si compiacque dell'iniziativa e come rapresentante del popolo in particolare afferm serenamente la sua fiducia che l'iniziativa non sarebbe servita a indegni scopi di propaganda politica com qualche maligno gi sussurrava in giro. Durante l'esecuzione dei cori, Peppone trov modo di osservare col Brusco che, in fondo, anche il canto uno sport in quanto sviluppa i polmoni. E il Brusco con signorile pacatezza gli rispose che, secondo lui, la eosa sarebbe risultata ancora pi efficace agli effetti del miglioramento fisico della giovent cattolica, se i giovinetti avessero accompagnato il canto con gesti adeguati in modo da sviluppare oltre a quelli dei polmoni, anche i muscoli delle braccia. Durante la partita di palla al cesto s, Peppone disse con sincera convinzione che anche il gioco dei cerchietti ha, oltre a un indubbio valore atletico, una sua finissima grazia e si stup che in programma non fosse compresa anche una gara di eerchietti. Siccome queste osservazioni erano espresse con tale discrezione che si potevano agevolmente udire fino a set ' mcrcanzia del seguito : le persone di nessuna importanza che seguivano Peppone. In questo senso il termine proprio del linguaggio scherzoso e familiare. 6 sindaco generico : solo come primo cittadino e non come capo del partito del popolo. Nota la sottile distinzione. a palla al cesto : pallacanestro. 105 tecento metri di distanza, don Camillo aveva le vene del collo che sembravano due pali di gagga '. E aspettava quindi con ansia indescrivibile che arrivasse il momento della partita. llora avrebbe parlato lui. E venne il momento della partita. Maglia bianca con grande "G" nera sul petto gli undici della Gagliarda. Maglia rossa con falce e martello e stella intrecciati con una elegante "D" gli undici della Dynamos. IL popolo se ne infischi dei simboli e salut le squadre a modo suo: Viva Peppone ! o Viva don Camillo ? . Peppone e don Camillo si guardarono e con molta dignit si salutarono chinando leggermente il capo. Arbitro neutro: l'orologiaio Binella apoliticos dalla nascita. Dopo dieci minuti di gioco il maresciallo dei carabinieri pallido come un morto si avvicin a Peppone seuito da due militi parimenti esangui. Signor sindaco, balbett crede opportuno che telefoni in citt per avere rinforzi? Lei pu chiamare una divisione, se vuole, ma qui se quei macellai non la smettono di fare il gioco pesante, nessuno potr impedire che ci scappi fuori un mucchio di morti alto fino al terzo piano! lVeanche Sua Maest il Re lo potrebbe impedire ! Ha capito? url Peppone dimenticando, tanto era l'orgasmo, perfino l'esistenza della Repubblica. IL maresciallo si volse a don Camillo che era l a un metro. ' le uene... gaggia : cio talmente gonfie dalla rabbia da sembrare rami di un albero. La gaggia un arbusto con fiori gialli profumati, a forma di pallina vellutata. s aolitico : chi non iscritto a nessun partito e non ta politicG Bdiuisione: grande unit tattica militare composta di truppe di diverse armi e servizi (10-12.000 uomini). L'espressione iperbolica. Pagina 25

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi Lei crede che... balbett. Ma don Camillo non lo lasci finire. Io url credo semplicemente che neanche l'intervento americano in persona potr impedire che si nuoti nel sangue qui se quei bolscevichi 1 non la smettono di rovinarmi gli uomini tirando calci negli stinchi ! Va bene concluse il maresciallo. E and a barricarsi coi suoi due uomini in caserma perch sapeva benissimo che, alla fine di tutte queste faccende, la gente chiude i festeggiamenti tentando di bruciare la caserma dei carabinieri. IL primo goal lo segn la Gagliarda e si lev un urlo che fece tremare il campanile. Peppone con la faccia stravolta si volse verso don Camillo stringendo i pur er buttarglisi addosso. Don Camillo rispose mettendosi in guardia. Mancava un millimetro al cozzo, ma don Camillo vide con la coda dell'occhio che la gente s'era improvvisamente immobilizzata e tutti li occhi erano fissi su di lui e su Peppone. Se ci picchiamo noi, qui succede la battaglia di Maclodio 11 disse a denti stretti don Camillo. Va bene : lo faccio per il popolo rispose Peppone ricomponendosi. E io per la cristianit 12 disse don Camillo. \Ton accadde niente. Per Peppone, finito dopo pochi istanti il primo tempo, radun la Dvnamos. '" 5olsceuichi: comunisti, che prendono a modello le idee e gli atti del bolscevismo russo. "Bolscevico" il nome assunto nel 1903 dal gruppo maggioritario capeggiato da Lenin al congresso del partito operaio socialdemocratico russo, in opposizione al gruppo minoritario moderato dei "menscevichi". I bolscevichi si impadronirono del potere dopo la rivoluzione del novembre 1917. '1 Maclodio : comune in provincia di Brescia, famoso per la vittoria riportata nel 1427 dal conte di Garmagnola per conto dei Veneziani contro le milizie di Filippo Maria Viscnti duca di Milano, comandate da Francesco Sforza e Garlo Malatesta. 12 per la cristianit : alle parole "grosse" di Peppone, don Camillo risponde con una espressione ancora pi "grossa". 106 107 Fascisti ! disse con voce piena di disgusto. Poi afierr per il collo lo Smilzo, il centrattacco. Tu, traditore, ricordati che quando eravamo in montagna io ti ho salvato la pelle tre volte. Se entro i primi cinque minuti non segni, questa volta te la faccio, la pelle ! Lo Smilzo, iniziato il secondo tempo e avuta la palla, part. Lavor con la testa, coi piedi, con le ginocchia, diede perfino una morsicata al pallone, ma al quarto minuto spediva il pallone in porta. Poi si butt per terra e non si mosse pi. Don Camillo and a mettersi dalla parte opposta del campo per non compromettersi. Il portiere della Gagliarda aveva la febbre per la paura. I rossi si chiusero nella difensiva e non ci fu verso di rompere il cerchio. Trenta secondi prima della fine, l'arbitro fischi un fallo. Rigore 13 contro la Gagliarda. IL pallone part. Non l'avrebbe parato neppure Zamora 14 un angolo simile. Goal. Ormai la partita era finita: l'unico compito degli uomini di Peppone era quello di ricuperare i giocatori e riportarli in sede. L'arbitro era apolitico : si arrangiasse 1. Don Camillo non capiva pi niente. Corse in chiesa e and a inginocchiarsi davanti all'altare. Signore, disse pereh non mi hai aiutato? Ho perso. E perch dovevo aiutare te e non gli altri? Ventidue gambe quelle dei tuoi uomini, ventidue quelle degli altri : don Camillo, tutte le gambe sono uguali. Io non posso rigore : o meglio calcio di rigore, punizione inflitta alla squadra che ha commesso, attraverso un suo giocatore, un fallo nella propria area. IL tiro si effettua da una distanza ravvicinata alla porta e, in genere, imparabile. 14 Zamora : famoso portiere degli anni Venti dell nazionale spagnola di ealcio. 15 si rangiasse : l'arbitro "apolitico" poteva evidentemente essere abbandonato alla violenza della folla. occuparmi di afiari di gambe. lo mi occupo di anime. Da mihi animas, caetera, tolle 1'. lo i corpi li lascio alla terra. Don Camillo, non riesci dunque a ritrovare il tuo cervello? Faccio fatica, ma lo ritrovo rispose don Camillo. Non pretendevo che voi amministraste personalmente le gambe dei miei. Tanto pi che son migliori di quelle degli altri. Dico che non avete impedito che la disonest di un uomo incolpasse i miei uomini di un fallo non commesso. Sbaglia il prete nel dir messa, don Camillo : pereh non ammetti che altri possa sbagliare pur senza essere in mala fede? Si pu ammettere he uno cbali in tutti i eampi. Ma non quando si tratta di arbitraggio sportivo ! Quando c' di mezzo un pallone... Anche don Camillo ragiona, non peggio di Peppone, ma addirittura peggio di Fulmine che non ragiona per niente continu il Cristo. Anche questo vero ammise don Camillo. Per Binella un farabutto. Non pot eontinuare pereh ud avvicinarsi un voco tremendo e, di l a poco, entr un uomo, disfatto, ansimante, col terrore sul viso. Voliono ammazzarmi singhiozz. Salvatemi ! La folla l' era davanti alla porta e stava per entrare. Don Camillo abbranc un candelabro di mezzo quintale e lo brand minaccioso. In nome di Dio, grid indietro o vi spacco la testa! Ricordatevi che chi entra qui sacro ed intoccabile ! La gente ristette. Pagina 26

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi 'B Da mihi animas, caetera tolle : espressione latina che significa: "D a me le anime, toglimi pure tutte le altre cose". l' la folla... : quella che parteggiava per la Gagliarda e che ora sta per scatenarsi contro l'arbitro. 108 109 Vergognati, mandria scatenata ! Torna alla tua stalla a pregare Dio che ti perdoni la tua bestialit. La gente abbass il capo confusa e silenziosa e fece per andarsene. Segnatevi! ordin don Camillo. E col candelabro brandito ne?la mano ciclopica, alto come una montagna, pareva Sansone. Tutti si segnarono. Fra voi e l'oggetto del vostro odio bestiale sta la croce che ognuno di voi ha tracciato con la sua mano. Chi cerca di violare questa sacra barriera un sacrilego. Vade retro! Rientr e diede il catenaccio alla porta: ma non ce n'era bisogno. L'uomo era aeeasciato su una panca e ansimava ancora. Grazie, don Camillo sussurr. Don Camillo non rispose. Gammin un poco in su e in gi, poi si ferm davanti all'uomo. Binella ! disse fremendo don Camillo Binella : qui davanti a me e a Dio non puoi mentire ! Il fallo non c'era ! Quanto ti ha dato quel mascalzone di Peppone per farti fischiare un fallo in caso di partita pari? Duemilacinquecento lire. Mmmm ! mugg don Camillo mettendoli i puni sotto il naso. Ma... gemette Binella. Via! url don Camillo indicandogli la porta. Rimasto solo, don Camillo si rivolse al Cristo. Ve l'avevo detto io che quello un venduto? Ho o non ho ragione di arrabbiarmi? No, don Camillo rispose il Gristo. La colpa tua, che per lo stesso servizio hai offerto a Binella duemila lire. Quando Peppone gliene ha ofierte cinquecento di pi, egli ha accettato la proposta di Peppone. Don Camillo allarg le braccia. 111 Ges, disse ma allora, se noi ragioniamo cos, -a a finire che il colpevole sono io! Proprio cos, don Camillo. Proponendogli tu '", sacerdote, per primo laffare, egli ha stimato che fosse un afiare lecito, e allora, afiare lecito per affare lecito, si prende quello che frutta di pi. Don Camillo abbass il capo. Vorreste dire che se quel disgraziato adesso prendeva un sacco di botte dai miei, la eolpa sarebbe stata mia? In un certo senso s pereh sei stato tu il primo a indurre l'uomo in tentazione. Per la colpa tua sarebbe stata maggiore se, accettando la tua oflEerta, Binella avesse concesso il fa?lo a favore de: tuoi. Pereh a.ilora lo avrebbero picchiato i rossi. E quelli non avresti potuto fermarli. Don Camillo ci pens sopra un poco. In conelusione, disse meglio che abbiano vinto gli altri. Proprio cos, don Camillo. Ges, allora vi ringrazio di avermi fatto perdere. E se vi dico che accetto serenamente la sconfitta come punizione della mia disonest, dovete credere che son pentito davvero. Pereh a non arrabbiarsi vedendo perdere una squadra cos, una squadra che, non faccio per vantarmi, potrebbe giocare in divisione B, una squadra che di Dvnamos se ne mangia duemila, credete, una cosa che spacca il cuore e grida vendetta a Dio ! Don Camillo ! ammon sorridendo il Gristo. Non potete capirmi sospir don Camillo. Lo sport una faccenda tutta speciale. Chi c' dentro c' dentro e chi non c' dentro non c' dentro. Rendo l'idea? ' pioponendogli tu... : proprio don Camillo, che sacerdote, aveva scelto la via della corruzione! Fin troppo, povero don Camillo. Ti capisco tanto che... Be': quando farete la rivincita? Don Camillo balz in piedi col cuore pieno di gioia. Sei a zero ! grid. Sei, a palla da schioppo che non li vedranno neanche passare ! Quant' vero che centro quel confessionale! IL VENDIGATORE Butt in aria il cappello e con un calcio l'agguant al volo e lo fulmin dentro la finestrina del confessionale. Goal ! disse il Gristo sorridendo.

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5. Mondo Qic colo Anche la Casa del popolo viene finalmente inaugurata e il ;indaco Peppone per l'occasione non fa economia : ali intervenuti sar offerto un rinfresco e lo spettacolo di un incontro di pugilato tra un peso massimo della sezione locale e un campione della federazione provinciale, che come dire una partita fra campagna e citt. IL tifo degli spettatori alle stelle, ma l'entusiasmo cede presto il posto alla delusione pereh al secondo round l'esponente local erolla a tsppeto a causa i un colpo basso rifilatogli dal campione provinciale. Di fronte a questa vilt, Peppone balza sul ring per riscattare l'onore del paese. Ma un ben assestato destro alla mascella lo getta a terra come un asso. Tutto sarebbe perduto se, all'improvviso, non intervenisse uno sconosciuto... che da tempo si allenava segretamente col "punching-ball". Apparve lo Smilzo sulla bicicletta da corsa, fren all'americana (roba speciale che consiste nel saltar gi di sella per di dietro sedendoci a cavalcioni su una ruota) e porse una lettera a don Camillo che stava leggendo il giornale seduto sulla panchetta davanti alla canonica. Don Camillo si aspettava quella lettera: si trattava del'invito alla cerimonia inaugurale della Casa del popolo con annesso un programma di festeggiamenti. Discorsi, relazioni, corpo bandistico 1, rinfresco e, nel pomeriggio, un "Grande incontro di pugilato fra il camione della Sezione locale eso massimo compagno Bagotti Mirko il ' corpo bandistico : o banda, comples;o di sonatori di strumenti a fiato e a percussione. 115 campione della Federazione rovinciale peso massimo compagno Gorlini Anteo". Don Camillo si rec a riferire al Cristo dell'altare. Ges, eselam dopo avergli letto il programma questa si chiama disonest! Se Peppone non fosse l'ultimo dei cafoni avrebbe messo in programma non una scazzottatura, ma la partita di rivincita fra la Dynamos e la Gagliarda! Quindi io adesso... Quindi tu adesso non ti sogni neanche di andargliene a dire quattro come desidereresti, in quanto hai torto lo interruppe il Gristo. Era logico che Peppone cercasse di fare qualcosa di diverso da voi. Secondariamente era logico che Peppone non si esponesse a inaugurare la sua Gasa con una sconfitta. Anche se il suo campione, ammettiamo, dovesse perdere, niente di male: eompagno l'uno compagno l'altro, roba che resta in famiglia. Una sconfitta subta per opera della tua squadra sarebbe risultata dannosa al prestigio del suo partito. Don Camillo, tu devi quindi ammettere che Peppone non poteva programmare un incontro con la tua squadra. Per, eselam don Camillo io l'ho invece programmato un incontro con la sua squadra. E ho anche perso ! Don Camillo, ribatt il Cristo con dolcezza ma tu non rappresenti un partito. I tuoi ragazzi non difendevano i colori della Ghiesa. Difendevano semplicemente il prestigio di una squadra sportiva che, felice combinazione, sorta all'ombra della chiesa parrocchiale. O credi forse che, quella di domenica, sia stata una sconfitta della religione cristiana? Don Camillo si mise a ridere. Ges, protest mi fate torto se pensate che io ragioni cos. Io dicevo soltanto che, sportivamente parlando, Peppone un cafone. E quindi mi perdonerete se io mi metter a sghignazzare quando il suo famoso campione si prender tante di quelle sventole che, al terzo round ` non sapr pi come si chiama. S, ti perdoner, don Camillo. Non ti perdoner invece di trovare anche tu divertente lo spettacolo di due che tentano di accopparsi a pugni j. Don Camillo allarg le braceia. Io non ho mai pensato questo e mai aceetterei di avallare con la mia presenza simili manifestazioni di brutalit che servono soltanto a potenziare il culto della violenza. Pagina 28

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi Sono perfettamente d'accordo con voi e condanno ogni sport dove la destrezza in secondo piano rispetto alla forza bruta. Bravo, don Camillo disse il Gristo. Se un uomo sente il bisono di sranchire i muscoli non ger niente necessario che egli prenda a pugni il suo prossimo. Basta che egli, dopo essersi protetto le mani con guanti bene imbottiti, si sfoghi su un sacco di segatura o una palla appesi in ualche parte. Appunto disse don Camillo segnandosi rapidamente e precipitandosi per uscire. Levami una curiosit, don Camillo eselam il Gristo. Come si chiama quella palla di cuoio fissata con la corda elstica al soffitto e al pavimento del solaio? Mi pare "punching-ball" " borbott don Camillo fermandosi. E che cosa significa? ' iound : parola inglese (pron. : rund) che significa propriamente "giro, turno". Nello sport del pugilato, di cui termine proprio, indica ciascuna delle parti in cui si divide un incontro: quindi, ripresa, tempo. Ogni round dura tre minuti. 3 settacolo... ugni : il pugilato infatti un combattimento sportivo in cui i due atleti si colpiscono con i pugni, sia pure secondo determinate regole; ci non toglie che sia uno sport violento. ' auallaie : dare il benestare, il consenso. Propriamente significa "dare l'avallo", cio porre la propria firma sotto una cambiale altrui, per garantirne il pagamento. 5 punching-ball : parola inglese (pron. : pncing-bol) ; indica quella palla di cuoio a forma di pera, che serve ai pugili per fare allenamento. 116 117 Non so l'ingles rispose don Camillo svicolando Don Camillo presenzi alla cerimonia inaugurale della Gasa del popolo, e Peppone in persona lo accompagn a visitare i locali : si trattava di una faccenda veramente in gamba. Gosa ve ne pare? gli chiese Peppone che schiattava dalla gioia. Garino ! rispose sorridendo don Camillo. Dico la verit: non pare davvero che l'abbia disegnata un povero capomastro ' come il Brusco. Gi borbott Peppone, il quale aveva speso l'ira di Dio per farsi disegnare il progetto dal migliore architetto della citt ". Mica male l'idea di mettere le finestre coricate 9 anzich in piedi osserv don Camillo. Si possono tener le stanze pi basse senza che la cosa stoni. Bene, bene. Questo sarebbe il magazzino? il salone delle adunanze spieg Peppone. Ah! E l'armeria e la cella per gli avversari pericolosi le avete sistemate nelle cantine No rispose Peppone. Di avversari pericolosi non ne abbiamo, tutta robetta che pu rimanere in circolazione. Per -ia dell'armeria invece avremmo pensatc d: usufruire, in caso di bisogno, della vostra. Ottima idea rispose garbatissimo don Camillo. Del resto voi avete visto con quale cura io custodisco il mitra che voi mi avete affidato, signor Peppone. B suicolando : cambiando discorso. Propriamente "svicolare' significa "infilare un vicolo per evitare qualcuno". ' capomastro : in una impresa edilizia, l'addetto a dirigere i muratori e a curare l'esatta esecuzione del progetto. 5 aueua seso... citt : don Camillo lo sa benissimo, ma cerca di minimizzare la sua ammirazione per far dispetto a Peppone. fineste coicate : con andamento orizzontale perch il lato pi lungo la base (invece che l'altezza, come nelle finestre ad andamento verticale). Erano arrivati da-anti a un grande quadro rappresentante un uomo t" con enormi baffi in gi, occhietti piccoli e pipa. Quello sarebbe uno dei vostri morti? si inform compunto don Camillo. Quello sarebbe uno dei nostri vivi che, quando arriver, vi far sedere sul parafulmine del campanile spieg Peppone che non ne poteva pi. un posto troppo alto per un umile arciprete. Il posto pi alto del paese spetta sempre al sindaco e io lo metto sin d'ora a vostra completa disposizione. Avremo l'onore di avervi fra noi alla partita di boxe di oggi, signor arciprete? Grazie. IL mio gosto datelo pure a Fulmixxe che pi in grado di me di apprezzare l'intima bellezza e il profondo significato educativo e spirituale dello spettacolo. Io ad ogni modo mi tengo pronto in canonica: caso mai il vostro campione avesse bisogno dell'Olio Santo 11, non fate che mandarmi lo Smilzo e io in due minuti sono qui. Nel pomeriggio don Camillo rimase a chiacchierare col Cristo un'oretta, poi chiese licenza: Ho sonno, vado un po' a letto. E vi ringrazio di aver fatto piovere a catinelle. Secondo me ci far molto bene al frumento . E soprattutto impedir, secondo te, che molta gente che abita lontano possa venire ad assistere alla manifestazione di Peppone aggiunse il Cristo. Non cos? Don Camillo scosse il capo. lo un uomo : il ritratto di Stalin (pseud. di Josif Vissarionovic Giugasvili (1879-1953), statista e maresciallo sovietico nativo di Gori in Georgia, ancora presidente del consiglio dei ministri e segretario del Comitato centrale del partito comunista sovietico al tempo della nostra storia. '1 Olio Santo : Estrema Unzione, il sacramento che si impartisce ai moribondi. 118 La pioggia, pur venendo gi a catinelle, non aveva uastato per niente la festa di Peppone: da tutte le frazioni del comune e dai comuni pi vicini era venuta gente, e la grande palestra della Gasa del popolo era piena come un uovo. Pagina 29

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi IL campione della federazione era un bel nome, e Bagotti aveva una indubbia popolarit nella zona. E poi era un po' un incontro fra citt e campagna e la cosa interessava. Peppone, in prima fila sotto il ring 12, era trionfante per quell'afuenza 13. Inoltre era sicuro che, alla peggio, Bagotti avrebbe perso ai punti 1: in un caso simile una vittoria. Alle quattro precise, dopo un putiferio di battimani e di urla da far crollare il sofiztto, risuon il primo colpo di gong 1 e la gente cominci a rovinarsi il fegato per il tifo ls. Il campione provinciale, si vide subito, aveva uno stile superiore a quello di Bagotti, per Bagotti era pi svelto e il primo round fu una cosa davvero da togliere il fiato. Peppone era allagato di sudore e pareva avesse mangiato dinamite 17 12 ring : il palco, circondato da un triplice ordine di corde, sul qxxale si dispxxtano gli incontri di pueilato e di lotta. La parola inglese e sienifica propriamente ''anello". ,s auenza : il grande numero dei convenuti. ' a unti : sommando i punti assegnati ad ogni round dai giudici ai singoli pugili, in base al migliore comportamento tecnico. Si perde "ai punti" quando si sono totalizzati meno punti dell'avversario, anche senza essere stati messi fuori combattimento (knockout, pron. : nk-ut), cio senza essere stati atterrati. IS gong : strumento di origine cinese costituito da un piatto metallico che, tenuto sospeso e percosso con una mazza, d un suono prolungato. L'inizio e la fine di ogni round in un incontro pugilistico sono segnati da un colpo di gong. ,B tifo : propriam. malattia infettva epidemica ; nel linguaggio familiare indica l'entusiasmo fanatico per un atleta, una squadra sportiva o anche per una persona famosa (cantante, musicista, ecc.). 1T auesse mangiato dinamite: e quindi potesse scoppiare da un momento all'altro. 120 Il secondo round cominci bene per Bagotti che era all'attacco: ma improvvisamente Bagotti croll come un masso. E l'arbitro cominci a contare i secondi. No! url Peppone balzando in piedi sulla sedia. Golpo basso 1 ! IL campione federale si volse verso Peppone sorridendo sarcastico. Fece di no con la testa e si tocc col pugno il mento. No ! url Peppone esasperato mentre la gente tumultuava. Hanno visto tutti ! Prima gli hai dato un colpo basso e quando lui per il dolore si chinato, tu gli hai mollato il pugno al mento ! Non vale ! Il campione federle seroll le spalle sghignazzando. E intanto larbitro aveva contato fino a dieci e ora afirrava la mano del pugile per alzargliela, ma qui accadde la tragedia. Peppone butt via il cappello e con un balzo fu sulla pedana e si avanz stringendo i pugni contro il campione federale. Ti faccio vedere, io ! urlo Peppone. Pestalo, Peppone ! grid la gente impazzita. IL pugile si mise in guardia e Peppone gli cal addosso come un Panzer 1 e spar un cazzotto. Ma Peppone era troppo arrahbiato per raionare, e ialtro chiv facilmente e gli saett un diretto alla mascella. E non fece fatica a tirarlo ferte e giusto pereh Peppone stava l fermo, completamente scoperto, ed era come picchiare su un sacco di segatura. Peppone croll come un masso e nella folla corse come una ventata di sgomento che ghiacci le parole in gola a tutti. Ma ecco che mentre il campione federale guarcla sorridendo di commiserazione il gigante disteso sul tap ' Colpo basso : quello che si tira sotto iI torace e che vietato dalle regole. , panzer : pesante carro armat<, corazzato, con speciale riferimento a quelli tedeschi, in uso nella seconda guerra mondiale. 121 peto, la folla leva un urlo tremendo : un uomo salito sul ring. Non si cura neanche di togliersi l'impermeabile bagnato e il berretto. rlfferra due guantoni che stanno sul panchetto all'angolo delle corde, se li infila senza neanche legarli, si pianta in guardia davanti al campione e gli allenta una sberla. IL campione federale scansa, naturalmente, ma non pu rispondere pereh l'altro coperto. Si tratta di rimandare di tre secondi. Saltella attorno all'uomo che si limita a girarsi lento e tardo e, arrivato il momento, gli spara un diretto formidabile. L'altro manco si muove: con la sinistra devia e con la destra gli spara alla mascella un cazzotto che il campione incassa a wagon-lit 's': cio addormentandosi in viaggio e piombando gi addormentato gi dal ring. La gente diventa matta. Fu il campanaro che port la notizia in canonica, e don Camillo dovette saltar gi dal letto e aprirgli pereh il sagrestano pareva impazzito e, se non gli raccontava tutto dall'a alla zeta, sarebbe scoppiato. Don Camillo scese per riferire al Cristo. E allora? chiese il Gristo. Come andata? " _Ilputifrio vergognoso, uno spettacolo di disorine e di immoralt da non immaginarsi! Come la facceda del tentato linciaggio del tuo arbitro? si inform con indifierenza il Cristo. Don Camillo rise. Altro che arbitro! Al secondo round il campione di Peppone crollato come un sacco di patate. E allora Peppone in persona sali2o sul ring e si messo a scazzottarsi col vincitore. Naturalmte siccome forte come un bue, wagon-lit : parola francese (pron. : vagon-li) ; indica la carrozza letto, la vettura letto nelle ferrovie. Pagina 30

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi ma zuccone,l'altro gli rifila un diretto al mento e te lo stende secco come un chiodo. Gos sono due, le sconfitte che ha sofierto la sua sezione. S, due la sezione e una la federazione sghignazz don Camillo. Pereh non finita! Infatti appena il Peppone crolla, ecco che salta su un altro. Uno di quelli venuti dai comuni vicini pare: uno con barba e baffi, il quale anche lui si pianta in guardia e molla uno sganassone 1 al campione federale. E cos quello schiva e risponde: e anche l'uomo con la barba finisce a terra per far completo questo spettacolo brutale interruppe il Gristo. NoI Luomo coprt cme ri casrt. Allora il campione federale comincia a fare i salterelli per prenderlo di sorpresa. Ed ecco che, zac!, spara un diretto di destra. Allora io devio di sinistro e lo fulmino con n destro. Gi dal ring ! Gosa c,entri tu? Non capisco. Hai detto: 'lo devio di sinistro e lo fulmino con un destro". Non so proprio come io possa aver detto cos. Il Cristo sco.;se il capo. Ghe sia forse per il fatto che quell'uomo che ha picchiato il campione eri tu? Non mi pare rispose gravemente don Camillo. Io non ho n barba n baffi. L Tno potrebbe metterseli finti magari, per non far vedere alla gente che l'arciprete trova interessante lo spettacolo di due uomini che si prendono pubblicamente a pugni ! Don Camillo allarg le braccia. = sgana.ssone : o sganascione, termine del linguaggio dialettale per indicare un forte colpo dato alla ganaseia, un sonoro ceffone. 122 123 Ges, tutto pu darsi: bisogna tener presente che anche gli arcipreti sono fatti di carne. IL Cristo sospir. Noi teniamo presente questo : per teniamo presente pure che gli arcipreti, se son fatti di carne, dovrebbero non dimenticarsi mai di essere fatti anche di cervello. Don Camillo scosse il capo. Giusto. Per bisognerebbe tener presente che gli arcipreti, oltrech di carne e di eervello, sono fatti anche di qualcos'altro. E allora quando questo qualcos'altro vede un sindaco essere appiccicato al pavimento, davanti a tutti i suoi amministrati, da uno di citt che vince tirando colpi bassi (roba che grida vendetta a Dio), questo qualchecosa prende l'arciprete di carne e l'arciprete di cervello e li obbliga a salire sul ring. IL Cristo tentenn il capo. Vorresti dire che io dovrei tener conto che gli arcipreti sono fatti anche di cuore? Per l'amor del cielo, eselam don Camillo io non mi permetter mai di darvi dei consigli. Se mai, posso farvi presente che nessuno sa chi sia l'uomo con la barba. Be', non lo so neanche io rispose sospirando il Cristo. Piuttosto hai un'idea di quello che voglia dire punching-ball? Le mie nozioni di lingua inglese non sono aumentate, Signore rispose don Camillo. Facciamo a meno di sapere anche questo disse sorridendo il Cristo. Giao, campione federale. , UOMINI E BESTIE I famigli della tenuta La Grande si mettono in agitazione per ottenere dal Pasotti, il vecchio proprietario, giuste 'migliorie". Ma il Pasotti rifiuta di aderire alle richieste. Allora Peppone in persona si mette alla testa dello sciopero, organizzando turni di guardia, staffette e posti di blocco: dalla Grande non si entra e non si esce! IL terzo giorno di sciopero i muggiti delle vacche affamate, assetate e non munte arrivavano fin fuori del paese e spaceavann il cuore. tcomn, il veechrcaaro, corre in canonica a chiedere aiuto e don Camillo, senza stare a pensarci tanto, parte alla volta della Grande: con un abile stratagemma riesce a entrare nella fattoria... proprio nel punto in cui Peppone sta di guardia con tanto di mitra. I due avversari non si risparmiano rimproveri e minacce, ma quella notte nella stalla ci fu un silenzio di tomba e il mattino seguente il Pasotti, credendo il suo bestiame agli estremi, scese a parlamentare. Ma erano proprio in fin di vita le mucche della Grande? La Grande era una tenuta che non finiva pi, con una stalla di cento vacche, caseificio a vapore, frutteto e via discorrendo. Tutta roba del vecchio Pasotti, il quale viveva solo alla Badia, e aveva ai suoi ordini un esercito di famigli I. Un giorno i famigli si misero in agitazione e guidati da Peppone andarono tutti alla Badia, e il vecchio Pasotti diede loro udienza da una finestra. I famigli : nell'Italia settentrionale, coloro che lavorano in una azienda agrieola, aiutando il proprietario nella conduzione di essa e vivendo con la sua famiglia. 127 Dio vi fulmini ! grid il Pasotti mettendo fuori la testa. In questo paese non usa pi lasciare in pace i galantuomini? I galantuomini, s, rispose Peppone ma gli sfruttatori che negano ai lavoratori quello che gli spetta per diritto, no. Per me il diritto quello fissato dalla legge ribatt il Pasotti. E io con la legge sono a posto. Allora Peppone disse che, fino a quando il Pasotti non avesse concesse le migliorie, i lavoratori della Grande si sarebbero astenuti da ogni lavoro. Alle vostre cento vacche gli darete da mangiare voi! coneluse Peppone. Bene rispose il Pasotti. E chiusa la finestra and a riprendere il sonno interrotto. Cos cominci lo sciopero alla Grande e fu una cosa organizzata personalmente da Peppone con squadre di sorveglianza, turni di guardia, staflEette, posti di blocco 3. Le porte e le finestre della stalla vennero inchiodate e furono messi i suggelli 4. IL primo giorno le vacche muggirono perch non le avevano munte. Il secondo giorno muggirono pereh non le avevano munte e pereh avevano fame, e il terzo giorno si aggiunse al resto la sete, e i muggiti si udivano fino fuori comune. Pagina 31

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi Allora la veccha serva del Pasotti usc dalla porticina di servizio della Badia e agli uomini del posto di bloeco spieg che andava in paese alla farmacia a comprare del disinfettante. Ha detto il padrone che lui non vuole prendere il colera per via del puzzo che faranno le vacche quando saranno morte di fame. 2 staette : porta ordini. e posti di blocco : chiusura della via di accesso a un determinato luogo, imposta con la forza. ' suggelli : o sigilli, propriamente le impronte su cera, apposte a plichi, documenti, oggetti per chiuderli o garantirne l'autenticit; per estensione, come qui, qualsiasi tipo di chiusura ermetica. Questo fece crollare il capo ai pi vecchi famigli i quali da cinquant'anni lavoravano con Pasotti e sapevano che il Pasotti aveva una testa pi dura della ghisa ". Allora intervenne personalmente Peppone con lo stato maggiore e uomini suoi e disse che, se uno aveva il coraggio di avvicinarsi alla stalla, lo avrebbe trattato come un traditore della patria. Verso la sera del quarto giorno arriv in canonica Giacomo, un vecchio vaccaro della Grande. G' una vacca che grida da spaccare il cuore : ma se uno si avvicina alla stalla gli rompono le ossa. Don Camillo and ad aggrapparsi alla balaustra dell'altare. Ges, disse al Cristo croeifisso tenetemi o faccio la marcia su Roma ! Galmati, don Camillo lo ammon dolcemente il Cristo. Con la violenza non si pu ottenere niente. Bisogna calmare la gente col ragionamento, non esasperarla con atti di violenza. Giusto sospir don Camillo. Bisogna indurre la gente a ragionare. Peccato per che, mentre si induce la gente a ragionare, le vacche crepino. Il Cristo sorrise: Se, usando la violenza la quale chiama violenza, riusciremo a salvare cento bestie, ma perdiamo un uomo, e se, usando la persuasione, perdiamo cento bestie ma evitiamo la perdita di quell'uomo, secondo te meglio la violenza o la persuasione? . Don Camillo, che non riusciva a rinunciare all'idea 5 ghisa : lega di ferro e carbonio, resistente alla compressione, non malleabile (cio non si lascia ridurre in lamine), n trafilabile (cio non si lascia ridurre in fili); "pi duro della ghisa" significa quindi "durissimo". marcia su Roma: con la marcia su Roma (2 ottobre 1922) iI fascismo conquist il potere e organizz, sotto la guida di Benito Mussolini che assunse il titolo di "duce", lo stato totalitario e corporativo. Fu un atto di forza e di violenza alle istituzioni democratiche. 128 129 di fare la marcia su Roma tanto era indignato, scosse il capo. Voi, Ges, mi spostate i termini: qui non questione di cento bestie. Qui si tratta di patrimonio pubblico. E la morte di cento bestie non rappresenta semplicemente un danno per quella testa di ghisa di Pasotti, rappresenta un danno per tutti, buoni e cattivi. E pu a-ere ripercussioni tali da inasprire ancor pi i dissidi esistenti e creare un conflitto nel quale, invece di uno, scappano fuori venti morti '. Il Gristo non era d'accordo. Se col ragionamento eviti il morto oggi, pereh col ragionamento non potresti evitare i morti di domani? Don Camillo, hai perso la tua fede? Don Camillo usc a camminare attraverso i campi pereh era nervoso, e cos a un tratto, guarda il caso, cominci a udire vicini vicini i muggiti delle cento vacche della Grande. Poi sent parlottare gli uomini del posto di blocco e, dopo dieci minuti, si trov a strisciare dentro il grosso tubo di cemento del canale d'irrigazione che passava sotto la rete metallica e che, per fortuna, era in secca. Adesso, pens don Camillo bisognerebbe che qualcuno fosse ad aspettarmi in fondo al tubc per pestarmi una botta in testa e saremmo a posto! Invece non c'era nessuno e cos don Camillo pot incamminarsi cautamente dentro il canale, verso la fattoria. Alto l disse poco dopo una voce, e don Camillo con un balzo fu fuori del canale e si butt dietro un grosso tronco. Alto l o sparo! disse ancora la voce che veniva ora da dietro un grosso tronco dall'altra parte del canale. ' nenti morti: non sarebbe certo mancata la reazione violenta dei cittadini dell'altra fazione. Era la sera delle combinazioni ", e don Camillo si tro' per caso un grosso affare d'acciaio tra le mani. E allora tir indietro un certo arnese che si muoveva e rispose: ttento, Peppone, pereh sparo aneh'io . h borbott l'altro. Volevo ben vedere che non mi capitaste fra i piedi anche in questo affare ! Tregua di Dio disse don Camillo. Ghi manca alla parola del demonio. Adesso conto, e quando dico "tre" tutti e due saltiamo dentro il fosso. Non sareste neanche an prete se non foste cos malfidente rispose Peppone. E al tre salt e si trovarono seduti sul fondo del canale. Giungeva dalla stalla l'i_nfernale muQire delle vacche ed era una cosa da far venire il sudor freddo. Ghi sa come ti diverti con questa musica ! borbott don Camillo. Peccato che quando le vacche saranno morte la musica cesser. Fate bene a tener duro. Anzi dovresti spiegare ai famigli di bruciare i granai, i fienili e anche le case dove abitano: pensa, che rabbia il povero Pasotti, costretto a rifugiarsi in un alberguccio svizzero e a spendere i pochi milioni che ha in deposito laggi. Bisogna vedere se ci arriver, in Svizzera ! rispose minaccioso Peppone. Giusto ! eselam don Camillo. Hai ragione. ora di piantarla con la vecchia storia del quinto comandamento che dice di non ammazzare! E quando poi uno si trover davanti al Padreterno parler chiaro: 'Poche storie, caro signor Padreterno, o Peppone dichiara lo sciopero generale e fa inerociare le braccia a tutti". proposito, come farai, Peppone, a far inerociare le braccia ai Cherubini? Gi hai pensato? Peppone mugg peggio della vacca che urlava da spaceare il cuore. " combinazicini: imprevisti, circostanze fortuite che si verificano per caso, " un gros.ro afjare Pagina 32

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi d'acciaio : eio un mitra. Voi non siete un prete ! disse a denti stretti. Siete il comandante generale della Ghepe lo! Della Gestapo 11 corresse don Camillo. La Ghepe roba vostra. Voi girate di notte, in casa d'altri, con un mitra tra le zampe, come un bandito! E tu? obiett calmo don Camillo. Io sono al servizio del popolo ! E io sono al servizio di Dio! Peppone diede un calcio a un sasso. Non si pu parlare coi preti ! Dopo due parole ecco che ti buttano subito la cosa in politica! Peppone cominci con dolcezza don Camillo. Ma laltro non lo lasci continuare. Non venite a parlarmi di patrimonio nazionale e altre belle storie, o vi sparo! esclam. Don Camillo scosse il capo. Goi rossi non si pu parlare. Dopo due parole, ecco che ti buttano subito la cosa in politica ! Chi l? disse in quel momento qualcuno vicino al fosso. Ed erano il Brusco, il Magro e il Bigio. Fate un giro lungo la strada del molino ordin Peppone. Va bene rispose il Brusco, filando via con la squadra. Bene, Peppone sussurr don Camillo. Andiamo a fare gli interessi del popolo. Cosa avreste intenzione di fare? Don Camillo si incammin tranquillo lungo il canale, verso la fattoria, e Peppone gli disse che si fermasse, o gli avrebbe sparata una scarica tra le spalle. Peppone una bestia cocciuta come un mulo, lo Ghepe : polizia politica segreta russa. Ebbe poteri illimitati di indagine e di repressione. 11 Gestno : polizia segreta di stato nazista, tristemente nota per la feroce persecuzione degli avversari del partito. disse tranquillo don Camillo ma non spara alle spalle dei poveri preti che stanno facendo quello che Dio comanda loro di fare. Don Camillo continu tranquillo il suo cammino e l'altro dietro a borbottare e a minacciare. Arrivati vicino alla stalla, una voce grid l'alto l. Va' all'inferno ! rispose Peppone. Qui adesso ci sono io. Voi andate al caseificio. Don Camillo non degn neppure di uno sguardo la porta della stalla coi sugelli. Sal per la scala a pioli nel fienile, sopra la stalla, e chiam sottovoce : Giaeomo . Il vecchio vaccaro che poco prima era venuto in canonica sbuc dal fieno. Don Camillo accese una lampadina elettrica e, tolta via. una balla di fieno dal pavimento, apparve una botola. Adesso va' in casa ordin don Camillo al vecchio e il vecchio scomparve. Allora don Camillo spalanc la botola e vi fece rotolare dentro una balla di fieno. Cosa avete intenzione di fare? disse Peppone che era stato nascosto fino a quel momento. Aiutami a buttare gi balle e poi te lo dico. Peppone mugugnando 12 prese a buttar gi balle e balle e poi quando don Camillo si fu calato nella stalla lo segu. Don Camillo port una balla vicino alla mangiatoia a destra, ruppe i due fili di ferro, scioise il fieno e lo butt davanti alle vacche. Tu pensa alla mangiatoia di sinistra disse a Peppone. Neanche se mi scannate ! grid Peppone prendendo una balla e portandola verso la mangiatoia di sinistra. "= mugugnando : brontolando ; il termine del linguaggio regionale. 132 133 Lavorarono come un esercito di bovari. Poi ci fu la faccenda del bere e, siccome si trattava di una stalla moderna con le mangiatoie ai lati del corridoio e le vasche dell'abbeverata sistemate lungo i muri, bisogn far fare dietro front a cento vacche e poi rompersi le braccia a dar loro legnate sulle corna per toglierle dall'acqua se no sarebbero crepate. Quand'ebbero finito, nella stalla c'era sempre buio e questo dipendeva semplicemente dal fatto che lo sportello di legno di tutte le finestre era stato inchiodato dall'esterno. Sono le tre del pomeriggio disse don Camillo guardando l'orologio. Per poter uscire dovremo aspettare fino a stasera! Peppone cominci a mordersi le mani per la rabbia. Ma poi dovette mettersi l'animo in pace. Alla sera, in un angolo della stalla, Peppone e don Camillo giocavano ancora a carte, al lume di una lucerna a petrolio. Ho una fame che mangerei un vescovo di traverso! esclam Peppone con rabbia. Roba dura da digerire, cittadino sindaco rispose con calma don Camillo che per vedeva tutto verde per la Yame e avrebbe mangiato un cardinale. Per dire che hai fame aspetta a digiunare i giorni che hanno digiunato quelle bestie. Prima di uscire buttarono ancora fieno in tutte le mangiatoie, e Peppone non voleva a nessun costo perch diceva che era un tradimento del popolo, ma don Camillo fu inflessibile. Cos durante la notte ci fu silenzio di tomba nella stalla, e il vecchio Pasotti, non sentendo pi muggire le vacche, si spavent e pens che quelle ormai dovevano essere agli estremi se non avevano neanche pi la forza di gridare. E la mattina scese a parlamentare con Peppone e, mollando un po da tutt'e due le parti, la cosa torn a funzionare. Nel pomeriggio Peppone arriv in canonica. Eh ! disse con voce dolcissima don Camillo : voi rivoluzionari dovreste sempre dar retta ai consigli del vecchio arciprete. Proprio cos, figlioli cari.

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Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi

134 LA PROGESSIONE Se tutta la 'sezione" al gran completo non potr intervenire alla processione con tanto di bandiera rossa (pereh don Camillo non la vuole), guai a chi in paese oser partecipare alla funzione: questi sono gli ordini di Peppone. I benpensanti, mezzi morti di paura, chiedono a don Camillo di rivolgersi ai earabinieri, ma fare intervenire la forza pubblica quando gli animi sono gi esasperati un pessimo consiglio e una manifestazione di vilt. Dn Camillo far il suo dovere, contteggiamento fermo e consapevole, e ancora una volta avr ragione della testardaggine degli avversari che, alla fine, parteciperanno alla preghiera, commossi dinanzi al Gristo portato in processione in modo tanto singolare eppure cos toccante. Tutti gli anni, per la sagra 1 del paese, si portava in processione il Gristo crocifisso dell'altare, e il corteo arrivava fin sull'argine 2 e c'era la benedizione delle acque; pereh il fiume 3 nnn facese mattate4 e si comportasse da galantuomo. Anche quella volta pareva che tutto dovesse funzionare con la solita regolarit, e don Camillo stava pensando in pace agli ultimi ritocchi da dare al programma ' sagra : festa popolare con fiera e mercato ; si celebra ogni anno in ricorrenza della consacrazione della chiesa o della festa del Santo patrono. = argine : rialzo in terra o in muratura costruito lungo la riva di un corso d'aequa o del mare per contenere le piene o le inondazioni. " il ume : il Po. " mattate : cose da matti, cio non straripasse arrecando danni alle campagne. 139 della funzione, quando apparve in canonica il Bruscc. IL segretario della sezione disse il Brusco mi manda ad avvertirvi che parteciper alla processione tutta la sezione al completo con la bandiera. Ringrazio il segretario Peppone rispose don Camillo. Sar felicissimo che tutti gli uomini della sezione siano presenti. Per bisogna che siano tanto gentili da lasciare a casa la bandiera. Bandiere politiche in cortei sacri non ce ne devono essere. Questi sono gli ordini che ho io. 71 Brusco se ne and, e poco dopo arrivava Peppone rosso in faccia e con gli occhi fuori della testa. Siamo cristiani come tutti gli altri ! grid Peppone entrando in canonica senza neanche domandar permesso. Gosa abbiamo noi di diverso dall'altra gente? Ghe quando entrate in casa d'altri non vi levate il cappello rispose tranquillo don Gamiilo. Peppone si tolse con rabbia il cappello. Adesso sei uguale agli altri cristiani disse don Camillo. Pereh non possiamo venire alla processione con la nostra bandiera? grid Peppone. Gosa ha la nostra bandiera? la bandiera dei ladri e degli assassini? No, compagno Peppone spieg don Camillo accendendo il toscano. una bandiera di partito e non ci pu stare. Qui si fa della religione, non della politica. E allora anche le bandiere dell'Azione Cattolica5 voi le dovete lasciare fuori! E pereh? L'Azione Cattolica non un partito politico, tanto vero che il segretario sono io. Anzi io consiglio te e i tuoi compagni di iscrivervi g. Peppone sghignazz. 6 Azione Cattolic : organizzazione cattolica laica che ha lo scopo di fiancheggiare e sostenere l'apostolato della Ghiesa; alle dirette dipendenze dell'autorit ecelesiastica. Pagina 34

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi B consiglio te... iscriue,ui : la proposta di don Camillo una provocazione. 140 Se volete salvare la vostra anima nera, dovreste iserivervi al nostro partito! Don Camillo allarg le braccia. Facciamo cos, rispose sorridendo ognuno rimane dov', e amici come prima. Io e voi non siamo mai stati amici afIerm Peppone. Neanche quando eravamo in montagna assieme? No! Era una semplice alleanza strategica. Per il trionfo della causa ci si pu alleare anche coi preti. Bene disse tranquillo don Camillo. Per se volete venire in processione, la bandiera la lasciate a casa. Peppcne strinse i denti. Se voi crdete di poter fare il duce 7 i sbaliate, reverendo ! eselam Peppone. O con la nostra bandiera o niente processione! Don Camillo non si impression. "Gli passer" disse fra s. E difatti nei tre giorni che precedettero la domenica della sagra non si sent fiatare sull'argomento. Ma la domenica, un'ora prima della messa, arriv in canonica gente spaventata. La mattina presto la squadra di Peppone era passata in tutte le case e aveva avvertito che, se uno andava in processione, voleva dire che non gli premeva la salute. A me non l'hanno detto rispose don Camillo. Quindi la cosa non mi interessa. La processione doveva svolgersi alla fine della messa. E, mentre in sagristia don Camillo stava indossando i paramenti d'uso, arriv un gruppo di parrocchiani. Cosa si fa? gli chiesero. Si fa la processione rispose tranquillo don Camillo. Quelli sono capacissimi di buttare bombe sul cor ' duce : propriamente, condottiero, capo. Questo titolo venne assunto da Benito Mussolini, capo del movimento fascista, che instaur la dittatura in Italia. Ora, per estensione, e in senso spregiativo, significa piuttosto chi d ordini perentori. 141 teo ! gli obiettarono. Voi non potete esporre i vostri datura di cuoio col supporto per il piede della croce,cafedeli a questo pericolo.Secondo noi si dovrebbe sospen- v lenorme (:roCifisso dall'altare,lo infil nel supporto, dere la processione,avvertire la forza pubblica della cit- ' poi alla fine sospir: t e fare poi la processione quando fossero arrivati ca- Per potevano farla anche un tantino pi leera rabinieri in quantit sufificiente per tutelare la sicurezza questa croce . della gente. Dillo a me, rispose sorridendo il Gristo Che me Giusto osserv don Camillo. Nel frattempo si la sono dovuta portare fin lass e non avevo le spalle potrebbe spiegare ai martiri della religione che hanno fat- che hai tu. to malissimo a comportarsi come si sono comportati,e Pochi minuti dopo don Camillo,reggendo il suo enorche,invece di andare a propagare il cristianesimo quan- me Grocifisso, usciva solennemente dalla porta della do era proibito,dovevano aspettare che arrivassero i ca- chiesa. rabinieri. ILpaese era deserto: la gente si era rintanata in caPoi don Camillo indic ai presenti da che parte fos- sa per la paura e spiava attraverso la fessura delle gese la porta,e quelli se ne andarono brontolando.Di l losie. a poco entr in chiesa un gruppo di vecchi e di vecchie. Deve dar l'idea di quei frati che giravano soli con Noi veniamo,don Camillo dissero. la croce nera nelle strade delle citt spopolate dalla pe Voi invece andate a casa subito! rispose don Ga- stilenza osserv don Camillo tra s. Poi si mise a salmillo. Dio terr conto delle vostre pie intenzioni.Que- , modiare 9col suo vocione baritonale,e la voce ingigansto proprio uno di quei casi in cui veCchi,donne e bam- tiva nel silenzio. bini debbono starsene a casa. Travers la piazza,prese a camminare nel ceritro delDavanti alla chiesa era rimasto un gruppetto di per- la via principale e anche qui era silenzio e deserto. sone,ma quando dal paese si udirono degli spari (ed era L Tn piccolo cane usc da una via laterale e,quieto semplicemente il Brusco che,a scopo dimostrativo,face- , quieto,si mise a camminare dietro don Camillo. va fare i gargarismi al mitra sparacchiando in aria) an- , Passa via ! borbott don Camillo. che il gruppetto superstite e la squagli,e don Gamillc, :; Lascialc " sussurr dall'alto il Cristo. Gos Pepaffacciandosi alla porta della chiesa,trov il sagrato de- pone non potr dire che alla processione non c'era neanserto e pulito come un biliardo. t che un cane I. E allora si va,don Camillo? chiese in quel mo- quei fati... pestilenza : durante le pestilenze, che spesso afmento il Cristo dell'altare. eve eSSere maniflCo,il flu- flissero l'Europa nei secoli passati,gli abitanti delle citt restavano me,con tutto questo sole.Lo vedr proprio volentieri. chiusi nelle loro case per paura del contagio o pereh erano malati. Solo i religiosi sfidavano il pericolo per recare conforto ai Si va,s rispose don Camillo. Guardate per moribondi. che stavolta purtroppo sar io solo in processione.Se vi " salmodiare : cantare salmi,poesie religiose per lo pi di lode i e di invocazione a Dio. Solitamente i salmi si cantano in coro. accontentate... Gerca di immaginare don Camillo solo col grande crocifisso e che , ' PP Quando c don Camillo ceIl anche di tro o canta salmi. non c'era neanche un cane: I"espressione si usa solitamente disse sorridendo il Cristo. in senso figurato per indicare la mancanza assoluta di persone.Qui Don Camillo si adatt addOsso rapidamente la bar- l'Autore la usa alla lettera,ma in senso ironico. 142 La strada svoltava nel fondo e poi finivano le case, e dopo c'era la viottola che portava all'argine. E appena svoltato, don Camillo si trov improvvisamente la strada sbarrata. Duecento uomini avevano bloccato tutta la strada e stavano l muti, a gambe larghe e braccia conserte, e davanti c'era Peppone con le mani sui fianchi. Don Camillo avrebbe voluto essere un carro armato. Ma non poteva essere che don Camillo, e quando fu arrivato a un metro da Peppone si ferm. Pagina 35

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi Allora cav l'enorme Grocifisso dal fodero di cuoio e lo sollev. Gli uomini si ritrassero verso i marciapiedi e, come per incanto, un solco si aperse nelle massa. Rimase in mezzo alla strada soltanto Peppone, con le mani sui fianchi e piantato sulle gambe aperte. Don Camillo infil il piede del Grocifisso nel supporto di cuoio e marci diritto su Peppone. E Peppone si spost. Non mi scanso per voi, mi scanso per lui disse Peppone indicando il Grocifisso. E allora togliti il cappello dalla zucca! rispose don Camillo senza guardarlo. Peppone si tolse il cappello, e don Camillo pass solennemente fra gli uomini di Peppone. Quando fu sull'argine si ferm. Ges, disse ad alta voce don Camillo se in questo paese le case dei pochi galantuomini potessero ga?leggiare come l'arca di No, io vi pregherei di far venire una tal piena da spaccare l'argine e da sommergere tutto il paese. Ma siccome i pochi galantuomini vivono in case di mattoni uguali a quelle dei tanti farabutti, e non sarebbe giusto che i buoni dovessero soffrire per le colpe dei mascalzoni tipo il sindaco Peppone e tutta la sua ciurma di briganti senza Dio, vi prego di salvare il paese dalle acque e di dargli ogni prosperit. 144 :\men di;se dietro le spalle di don Camillo la voce di Peppone. \men risposero in cnro, dietro le spalle di don Camillo, li uomini di Peppone che avevano seguito il Grocifisso. Don (:amillo prese la via del ritorno e, quando fu arriato sul sarato e si olse pereh il Gristo desse lultima benedizione al fiume lontano, si trov davanti: il canetto, Peppone, ;li uomini di Peppone e tutti li abitanti del paese.

;. .tlnd, P l, IL GOIIZIO Ln pubblico xnanifesto annuncia che in piazza si tez-r txn cimizio organizzato dalla locale sezione del pax-tito liberale. I rossi 'vedono rosso" e. coxxsiderando questo fatto un'insidia alla democrazia, passano al contrattaceo. Ma impedire a chi non la pensa corne noi di esprimere le proprie idee davvero la prima e pi grave minaccia alla democx-azia stessa. Peppone lo capisce al momento giusto. eon appro-azione dall'alto di don Camillo: loratore libex-ale parler e alla ftnr 5ar anche applaudito. :ppena Peppone lesse sulle cantnnate il manifesto nel quale si diceva che un tizio di citt avrebbe Pagina 36

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi tenuto in piazza un cornizio 1 per invito della sezione del partito liberale , fece tzn salto. Qui, nella roccaforte rossa, si dovr permettere una provocazione simile? url. La vedremo chi comanda qui ! Poi convoc io stato maiore, e linaudito fatto ven ' comizio : adunanza di pupolo. specie in luogo aperto, in cui un oratore politico illustra ai eon-enuti il programma del proprio partito. Si tengono generalmente in periodo elettorale per raccogliere consensi e, quindi. -oti. partito liberale : eompagine politica che si ispira al "liberismo". dottrina economica sorta nel Settecento, che sostiene il principio del libero seambio delle merci neI commercio interno e internazionale. affxdando lattivit economica ai privati contro ogni intervento dello Stato. In Italia si ricollega alla tradizione liberale del Risorgimento. impersonata da Cavour. Attualmente il partito liberale si oppone. come tutti i partiti democratici. ai regimi totalitari. e continua a sostenere in economia la necessit della non ingerenza dello Stato: per questo atteggiamento, soprattutto, in contrasto coi partiti di sinistra. 149 zze studiato e analizzato. La proposta di incendi:ire ininzediatamente la sede del partito liberale fu scartata. Quella di ietare il comizio cadde pure. Ecco linsidia della democrazia! coneluse Peppone. Che il primo mascalzone pu permettersi il lusso di parlare in una pubblica piazza! Decisero di rimanere nell'ordine e nella legalit: mobilitazione generale di tutte le forze, organizzazione di squadre di sorveglianza per evitare agguati: occupare i punti strategici, presidiare la sede. Staffette pronte per chiamare rinforzi dalle frazioni vicine. Il fatto che tengano un pubblico comizio qui, sta a dimostrare che si sentono sicuri di sopraflarci disse. d ogni modo non ci colieranno impreparati. Le vedette lungo le strade di accesso al paese doevano segnalare ogni movimento sospetto, ed entrarono in servizin sin dalla mattina del sabato, zna non si vide neppure un gatto durante la giornata. lVella notte lo Smilzo avvist un ciclista sospetto che poi risult un normale ubriaco. IL comizio doveva svolgersi nel pomeriggio della domenica e fino alle quindici non si vide nessuno. rriveranno tutti col treno delle 15 e 35 disse Peppone. E predispose un servizio perfetto nei parai della tazione. Ed ecco che arriv il treno e scese soltanto un ometo magro con una valigetta di fibra. Si vede che hanno saputo qualcosa e non si sono sentiti in forze suflicienti per fare il colpo coneluse Peppone. In quel momento l'ometto si avvicin e, salutando rzrbanamente, chiese a Peppone se per cortesia gli indicava la sede del partito liberale. Peppone lo guard sbalordito. La sede del partito liberale? 5, ;pie liicrizci dciI-ei tenere un diccir,tt, fra enti niinuti c niin nrrei far tardi. Tutti uardrnno Peppnne e Peppnne,i ratt iii tel1. erimente zin pn diflcile spiearln pereh il centrn urbano si un pain di chilometri. Lnmettn elbe un eto di somentn. Sar pnsilile tz-o-are un znezzo per arrivarci? Ho il camion funri bnz-bott. Se uol salire. Lomettn rinr zi. Pni qtzando ftz fuori e vide lautncarrn pienn di ente dalla faceia trzzce e in fazzoletto rosso e con tanto di distinti o, ~uard Peppone. Sono io il capo disse Peppone. 5al5a pure daanti con zie. mezza strada Peppnne bloec la macchina e zzard in faccia l'omettn che pni era un sinore di media et, maro, dai lineamenti mnlto fini. Lei dunque liberale? chiese. S rispose il sinore. E non ha paura trnandosi qui snlo fra cinquanta comunisti? 1\'o rispose tranquillo Irzomo. Ln nlormorio minaccioso si le dagli uomini crl Co;ha in quella aligia? Tritnlo? chiese Peppone. Luozno si mise a ridere e sollev il coperchio. Ln piiama, un paio di pantofole e uno spazzolino da denti spie. Peppone si spieazz il cappello e si picchi le mani szzlle cosce. Rnha da matti ! ~rid. Si pu sapere pereh non ha pazzra? ppunto pereh io sono solo e voi sete cinquanta spie tranquillo lometto. Ma che cinquanta e non cinqzzanta ! url Peppo1o 151 ne. Non pensa lei che io da solo e con unst ul:i nlal;o arei capace di farla volare fin lai in quel canale? No, non ci penso rispose tranquillo luomo. Allora lei un pazo, o un incosciente, o uno che cerca di abbindolare 'j la gente. L'uomo si mise a ridere. Molto pi semplice, signore. Sono un alantuomo. Peppone balz in piedi. No, caro signore! Se lei fosse un galantuomo non sarebbe un nemico del popolo ! LIlservo della reazione ! Uno strumento del capitalismo. lo non sono nemico di ne;suno n servo di nessuno. Io sono uno che la pensa diversamente da lei '. Peppone innest la marcia e part a rdzLo. Lei ha fatto testamento prima di venire qui? ghign lungo la strada. No rispose con naturalezza l'uomo. La mia unica ricchezza il mio lavoro e se muoio non lo posso lasciare a nessuno. Prima di entrare in paese Peppone ferm un momento per parlare con lo Smilzo, il motociclista portaordini. Poi, attraverso strade secondarie, arriv davanti alla sede del partito liberale. Porta e finestre chiuse. Nessuno disse cupo Peppone. Saranno certamente tutti in piazza, gi tardi ribatt l'ometto. Gi, deve essere proprio cos rispose Peppone strizzando l'occhio al Brusco. abbindolare : raggirare, imbrogliare, ingannare. Pagina 37

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi ' caQitalismo : sistema economico e sociale nel quale i mezzi di produzione appartengono ai singoli che vi hanno impiegato i capitali. Popolarmente e in senso spregiativci la parola usata per indicare lo sfruttamentc, dei lavoratori da parte di chi possiede capitali. ' lo sono... da lei : la risposta molto misurata e denota educazione e civismo. :rrivati sulla piazza, Peppone e i suoi scesero, accerchiarono luomo, fendettero la ralca e ragiunsero la tribtzna. Luomo sal e si trov davanti duemila uomini in fazzoletto rosso. L,uomo si volse a Peppone che lo aveva seguito sul palco. Seui, si inform non ho per caso sbagliato comizio? o rassicur Peppone. Il fatto che i liberali sono in tutto ventitr e non risaltano molto nella massa. lo dico la erit, se fossi stato nei suoi panni non me lo sarei sognato neppure di indire un comizio qui. Si vede che i liberali hanno maggior fiducia nella ;.orrettezza democratica dei comunisti di quanto non ne abbia lei rispose luomo. Peppone mastic un pochetto amaro poi si appress al microfono. Compagni ! rid. Vi presento questo signore il quale vi terr un disc:orso alla fine del quale voi tutti andrete a iseriven-i al partito liberalec'. Lna enorme risata accolse quelle parole, e quando si fece un po di silenzio luomo parl. Ringrazio della sua cortesia il vostro capo, disse ma ho il dovere di spiearvi che non risponde ai miei deideri quanto eli ha afiermato. Pereh se, alla fine del mio discorso, voi andaste tutti a iserivervi al partito liberale, io sarei costretto ad andarmi a iserivere al partito comunista, e ci sarebbe contrario ai miei principi. Non pot continuare pereh in quell'istante arriv sibilando un pomodoro che lo colp in faccia. La folla si mise a sghignazzare e Peppone divent pallido. Chi ride un porco ! url al microfono. E la folla di'ent muta. " Vi re.sento... pnrtito liberale: senti nelle parole di Peppone tutta l'ironia e il sarcasmo. 152 153 Lizomo nnn si era mosso e con la msenci ccrc:ti di puliri il iso. Peppone era un istinti,o ', e, senza saperlo, cra capaee di eti enor,lii; si tolse il fazzoletto dal tachino, poi lo ripose e si slacei il rande fazzoletto rosso che portava al eczllo e lo porse all,uomo. Lo porta-o qzzandero in montana dise. Si riptzlisca. Bra o Peppone ! url una oce tonante da una finestra del primo piano duna casa vicina. \on hez biso-no dellappro-azione del clero rispose fierisimo Peppone, mentre don Camillo si znordeva la linua arrabbiatissimo di essersi lasciato scappare il rido. Luilo scoe il capo, ;i inchin e si a-vicin al microfono. Troppa storia racchiusa in quel fazzoletto pereh la si possa macchiare con un -ol;are episodio che appartiene alla cronaca meno eroica del mondo disse. Per caneellare qzzesta macchia basta un normale fazzoletto da naso. Peppone divent rosso e si inchin anche lui. Luomo prese a parlare calmo, paeato, evitando oni ar;omento un po duro pereh a-eva capito che, se anche si fosse scatenato, nessuno li avrebbe detto niente e sarehhe stata una vilt approfitLarne. .!lla fine lo applaudirono e, quando seese, gli fecero laro.

' istintii o : chi agisre d'istinto, spcntaneci. ixnpulsivci. " quando ero in rncintngna: Peppnne arcenna alla lotta parti giana cui parteciparono i denlocratici di ogni tendenza politira compresi t liberali. L. G:lIP

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Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi

154 Finalmente don Camillo, potr riaverE' la Geltrzlde, la caznpana pi z-ossa del suo campanilc'. tr-afer=:3ta dai tedLclli tl-c anzli pr-izila. I danari llc'racEllzitarla e son0 tanti) li dar la signora Girlseppizla, ctna \E'ccllla stl'oZzlna che dice di -olere in c)Izesto modo r-ingz-aziare Dio per averla aiutata in Irn aftare. Don Gazllillo schiatta dalla Qioia. Serlozteh l,ineorttro, anzi lo scontro con zzn "figlio del popolo", eos magro e znacilento da iznpedirgli di far tt;o d-i suoi ciillecllti cEffuni, suggerisce a don Camillo un'idea a sforido soeiale. E per realizzarla il hzzon pr-ete far ll selprema rinuncia.

DOn Gam1110, dOpO ltere, llt7len0 tre Olte al lOrncl e durante una intera settimana, aredit0, dovunque lo ineontrasse, il Bi~io', urlando<=li che, ia lui che tutti li altri capOmatri erano dei handiti che volevano arricchiri alle palle del pOpOlo, era riucito a mettersi darcOrdo su1 prezz0 e a-ea pOtllto rifare l,inionaco= alla facciata della L:lncmiea. E tdes,0, O~ni tant0, andava a sedersi sxtlla panchetta in mezz0 al 5arato e mentre filnia-a il sucl mezz0 tOcanO, staa l a godersi come LInO spettac0l0 tutt0 quel candOre di calce che, con le persiane verdi delle finestre e cOn qzzella pianta di gelsomin0 che infestonaa < la pOrta, era una manificnza. ' Biin: sc>pI-ann<ne di ccnc> dri compagni. che face-a di n>c'stiere il rciurati>re. intunacn : strato di malta apl>licatc> a cena mtlratura per rendc're liscia e c<nifcirme la secperficie. " infestuna a : c>rna-a c-<ix>e L>n festc>ne. Il festone un motivi> rnamentale cc>lz>pc>st<> di fc>glie. fic>ri e altr<> rhe si appende ad arco c'r addnbbare finestre. pa>-eti, ecc. 157 Ma, alla fine di ogni seduta, don Camillo si voltac z uardare il campanile e sospirava pensando alla Geltrude . Gliel'avevano portata via i tedeschi, la Geltrude, e quindi erano quasi tre anni che don Camillo si rodeva il fegato. Pereh la Geltrude era la campana pi grossa e, per poter trovare i soldi occorrenti a ricomprare una campana di quella mole, ci voleva proprio soltanto la mano di Dio. Non ti fare il sangue cattivo, don Camillo gli disse un giorno il Cristo dell'altare. L'na parrocchia pu essere in gamba anche se la torre della sua chiesa ha una campana di meno. In queste cose non questione di baccano. Dio ha un orecchio finissimo e sente benissimo anche se lo chiamano con un campanellino grosso come una nocciola. D'accordo rispose sospirando don Camillo. Ma gli uomini sono duri di orecchio, e le campane servono soprattutto per chiamare gli uomini. Gon gli uomini bisogna parlar forte : la massa ascolta solamente chi fa pi baccano. Insisti, don Camillo, e riuscirai. Ho provato tutto, Ges. Ghi sarebbe disposto a are soldi non ne ha, e i ricchi non scucionn una lira neanche a scannarli. Cn le schede della Sisal ' sono ;tato l l due olte... Peccato ! Sarebbe bastato che qualcuno mi avesse detto semplicemente una parola, un nome, e allora avrei potuto comprarne dieci di campane. Il Cristo sorrise. Perdonami, don Camillo, la mia trascuratezza: vuol ' Celtrude : il nome della campana pi grossa. " Sisal : nome della societ che gestisce il Totocalcio, gioco di pubbliche scommesse legato ai risultati delle partite di calcio. Poich si tratta di un gioco di azzardo, i sacerdoti non hanno il I>crmesso di partec-iparvi. Ma don Camillo gioca pereh ha biscignc della somma per rifare la campana e, nella sua semplicit, vi,rrebbr addirittura un pirec,lci aiuto dal cielc,. dire che, lanno enturo, segLtir con tttenziciie iI canipionato di calcio. Ti interessa anche il lotto? Don Camillo arross. Mi avete male interpretato protest. Dicendo 'qualcuno" io non intendevo neppure lontanamente parlare di voi! lo parlavo in senso generico. Mi fa piacere, don Camillo approv gravemente il Cristo. molto saggio, quando si tratta di cose eome questa, parlare in senso ;enerico. lcuni giorni dopo don Camillo fu chiamato alla villa della sinora Giuseppina, la padrona del Boscaccio, e quando torn caa eoppiava di ioia : u C's ! eselam don Camillo fermandosi ansimante davanti all'altare domani vedrete ardere qui davanti a voi un cero di dieci chili. Vado io a comprarlo in citt, e se non ce l'hanno me lo faccio fare apposta . Don Camillo, e chi te li d i soldi? Non vi preoccupate: a costo di vendere il materasso del Pagina 39

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi letto, voi avrete il cero! Troppo avete fatto . per me ! Poi don Camillo si calm. La signora Giuseppina offre alla chiesa il danaro occorrente per rifare la Geltrude! E come le venuta l'idea? Dice che aveva fatto un voto spieg don Camillo. "Se Ges mi aiuta a combinare un certo aflEare, offrir la campana alla chiesa"". L'aflEare andato bene e, grazie al vostro aiuto, fra un mese la Geltrude lever di nuovo la sua voce al cielo ! Vado a ordinare il cero ! "Se Ces... alla chiesa: non sono poche, purtroppo, le persone praticanti che credono di potersi "acc'aparrare la complicit di Dio" in affari di danaro, facendo promesse di offerte. L'atteggiamentc, mc,lto irriverente pereh come se trattassero "Dio da mediatore". Leggi cc,n attenzic,ne il dialogc, che segue e fa' le ticr riHrssicni. 159 I58 IL Cristo richiam don Camillo che era partito a tutto vapore. Niente ceri, don Camillo disse il Cristo severamente. Niente ceri. E pereh? si, stup don Camillo. Non ho nessun merito in questo rispose il Gristo. Io non ho aiutato la signora Giuseppina a combinare il suo affare. Io non mi occupo di concorsi a premio, n di commercio. Se io mi occupassi di commercio, chi in un affare guadagna avrebbe s ragione di benedirmi, ma chi nellaffare perde avrebbe ragione di maledirmi. Se tu trovi una borsa di danaro, non io te l'ho fatta trovare perch non io l'ho fatta smarrire al tuo prossimo. Il cero, accendilo davanti al mediatore che ha aiutato la sinora Giuseppina a guadagnare nuovi milioni. Io non sono un mediatore d'affari. La voce del Gristo era insolitamente dura, e don Camillo era pieno di vergogna. Perdonatemi balbett. Io sono un povero prete di campagna grosso e ignorante, e il mio cervello pieno di nebbia. IL Gristo sorrise. Non calunniare don Camillo eselam il Cristo. Don Camillo intende sempre la mia voce e questo sinifica che non ha il cervello pieno di nebbia. l'on sei tu che hai peccato: anzi la tua riconoscenza mi commuove, pereh tu, in ogni piccola cosa che ti dia gioia, sei pronto a vedere la benevolenza di Dio. E la tua gioia sempre onesta, come onesta ora la tua gioia nel riavere la campana. E onesto sei quando mi vuoi ringraziare per averti fatto riavere la tua campana. Disonesta la signora Giuseppina la quale crede di potersi accaparrare con danaro la complicit di Dio nei suoi sudici affari di danaro. Don Camillo aveva ascoltato in silenzio e a capo basso. Rialz la fronte. 'i rinrazio, Ges: vado a dire a quella strozzina di tenersi i suoi soldi ! eselam. Le mie campane debbono essere tutte campane per bene! Piuttosto ci sto a morire senza a-er potuto risentire la voce della mia Geltrude ! Si avvi fiero e decio, e il Cristo lo guard allontanirsi snrridendo, ma quando don Camillo fu sulla porta lo richiam. Don Camillo, disse il Gristo io so perfettamente cosa sinifichi per te la tua campana pereh io leggo nel tuo pensiero ogni momento. E questa tua rinuncia cos grande e nobile che basterebbe da sola a purificare il bronzo addirittura della statua dell'Anticristo '. Vade retro, Satana ". Leati cli qui, o mi costrinesst s concederti oltre alla tua campana, chi sa mai quale altra diavoleria. Don Camillo ristette. Allora posso tenerla? Tientela : te la sei guadagnata. In queste contingenze don Camillo dimenticava imm cabilmente il numero di easa". Era davanti all'alta e si inchin, fece un dietro front, prese la rincorsa, poi, a met della chiesa, blocc il motore e arriv a scivolone fin davanti alla porta. E il Cristo lo uard soddisfatto pereh anche questo un modo per cantare le lodi del Sinore.

' Anticri.sto : nemico di Gristo che, secondo la deserizione di San Paolo e quella di San Gio-anni sta gi nel mondo, ma che poco prima della sua fine si render visibile a tutti e lc,tter apertamente cc,ntro la Ghiesa. Sar seonfitto dal Gristo quando Egli ritorner sulla Terra alla fine del mondo per giudicare i Vivi e i Morti. " Vade... Satana : formula latina che si usa per esorcizzare chi creduto preda del demonio: significa "Vattene via, Satana". " dimenticasa... cn.sa : perdeva, come suol dirsi, la bussola, cio il c,ntrcllo di s. 160 161 Poi accadde, qualche giorno dopo, un brutto fatto. Don Camillo sorprese un ragazzo che stava scarabocchiandoli col carbone il candido intonaco della canonica e scatt come un bufalo. IL ragazzo sgusci via come una lueertola, ma don Camillo era fuori della grazia di Dio e lo rincorse. Ti agguanter dovessi spaccarmi i polmoni ! grid. Gominci una corsa furibonda attraverso i campi e, ogni passo, l'ira di don Camillo aumentava. A un tratto il ragazzo si trov davanti a una siepe fitta come un setaccio e allora si ferm e, sgomento, si volse mettendo le mani avanti e non aveva neanche pi fiato per dire una parola. Don Camillo arriv come un carro armato e con la mano sinistra agguant un braccio del ragazzo e lev la destra per cominciare il temporale degli seapaccioni. Ma si sent sotto le dita un braccio cos magro e cos leggero che ne ebbe un brivido e spalanc la mano e lasci ricadere il braccio levato. Allora guard il ragazzino e si trov davanti il viso pallido e li occhi sbarrati del filio di Strziami Io Strziami era il pi sciagurato della banda dei fedelissimi di Peppone, e non che fosse Pagina 40

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi un fannullone, ch anzi era sempre in cerca di iavoro. Ii uaiu c che, tiovato un posto, lavorava tranquillo un giorno, poi il secondo si azzuffava col padrone, e cos lavorava praticamente cinque giorni al mese. Don Camillo implor il ragazzino. Non lo far pi. Fila via! gli disse brusco don Camillo. Poi don Camillo mand a cercare Strziami e Strziami entr in canonica con le mani in saccoccia e col cappello in testa. "' Strziami : ancora un soprannome di un eompagno di Pepp one, arrogante e attaccabrighe. lfi Gosa vuole il clero dal popolo? chiese con arroQanza. P:ima di tutto che ti levi il cappello, secondariamente che tu la smetta di fare il bullo 11 pereh con me non attacca. Strziami era magro e scalcinato anche lui come suo figlio e una sberla di don Camillo l'avrebbe accoppato. Butt il cappello su una sedia e fece la faccia dell'uomo annoiato. Volete dirmi forse che mio filio vi ha sporcato il palazzo veseovile? Lo so, rne lhanno i detto. Sua Eminenza ;rigia sar servita : stasera picchieremo il ragazzo. Se hai il coraggio di toccarlo ti rompo l'osso del collo url don Camillo. Dagli da mangiar invece ! l7on ti accorgi che quel disgraziato ridotto a uno scheletro? Non tutti hanno avuto dal Padreterno la fortuna... cominci con sarcasmo Strziami. 1a don Camillo non lo lasci continuare. Qndo trovi un posto, tientelo invece di perderlo dopo due giorni facendo il rivoluzionario! Voi dovete impicciarvi delle faccende vostre! rispose Strziami con iolenza. Poi ~li volse le spalle per rcezie r llnr dnn G:imillo lo a;uant per un braccio. la sent sott le dita un braccio smagrito come quello del raazzo e lasci la presa. Poi and a protestare col Gristo. Ges, eselam mai possibile che io mi troi sempre tra le mani dei sacchi d'ossa? Tutto possibile in un paese travagliato da tante guerre e da tanti odi ri5pose sospirando il Gristo. Pi.zttosto, cerca di tenere pi le mani a posto. Don Camillo nd allofzcina e trov Peppone che stava lavorando alla morsa. " biillo : i'edi niita `?6 a pag. 98 I63 Bisogna che tu come sindaco faccia qualcosa per il ragazzo di quel disgraziato di Strziami disse don Camillo. Coi fondi che il comune ha in cassa, gli posso far vento col cartone del calendario rispose Peppone. Allora fa' qualcosa come capo della sezione del tuo partito. Strziami uno dei tuoi, se non sbaglio. Idem, gli posso far vento con la cartella del mio serittoio. Fammi il piacere! E tutti i soldi che vi manda la Russia? Peppone continu a limare. IL corriere dello zar rosso in ritardo rispose Peppone. Perch non mi prestate voi un po' dei soldi che vi manda l' merica? Don Camillo seroll le spalle. Se non la capisci come sindaco e come capo-mandria, dovresti almeno capire eome padre di un figlio la necessit di aiutare questo disgraziato che mi viene a sporcare col carbone il muro della canonica. Anzi di' al Bigio che se non mi ripulisce, e gratis, il muro, io attacco senza remissione il vostro partito dal giornale murale dei democristiani. Peppone continu a limare, poi disse: IL figlio di Strziami non il solo del comune che avrebbe bisogno di mare o di montagna. Se avessi trovato i soldi avrei fatto una colonia . E mettiti in giro! eselam don Camillo. Fin che stai qui a fare il sindaco limando dei bulloni, soldi non ne trovi. I contadini sono pieni di quattrini. I contadini non scuciono un ghello ' , reverendo. Darebbero soldi soltanto se si trattasse di organizzare una colonia per irrobustire i loro vitelli. Litigarono due ore e corsero il rischio di prendersi ' ghello : termine di gergo per indicare il danaro a berle almeno trenta volte. Don Camillo torn tardissimo. Ghe cosa c' di nuoo? chiese il Cristo. 1\Ii sembri agitato. Per forza, rispose don Camillo quando un povero prete ha dovuto litigare due ore con un sindaco proletario per fargli capire la necessit di istituire una colonia marina, e poi ha do-uto litiare altre due ore per convincere una strozzina capitalista a cacciar fuori i soldi occorrenti per impiantare la colonia, c' poco da stare allegri. Ti capisco rispose Cristo. Don Camillo titub. Ges, disse alla fine " do-ete scusarmi se hn tirato in ballo anche voi nella faccenda dei soldi. nche me? 4 S, per convincere quella strozzina a mollare i quattrini, ho dovuto dirle che stanotte voi mi siete apparso in sogno e mi avete detto che avreste gradito che i soldi lei li desse per un'opera benefica piuttosto che per comprare la nuova campana. Don Camillo, dopo aver fatto questo, tu hai ancora a n il coragio di 5uardarmi S rispose tranquillo don Camillo. IL fine giustifica i mezzi '. lnche questo vero ammise il Gristo. Poi, dieci giorni dopo, quando davanti alla chiesa pasarono cantando i bambini che andavano alla stazione per raggiungere la colonia, don Camillo corse a salutarli e a rimpinzarli di santini. E quando si vide davanti il filio di Strziami che era Iultimo della fila fece la faecia 5 scura. ' il fine... mezzi : frase attrihuita al Machiavelli. uomo politico e serittore fiorentino (1469-1527). iniziatore del pensiero politico modernii. Pagina 41

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi In realt eeli nc,n serisse mai questa frase che nacque da un travisamentn nin sempre inolontario delle idee espresse dall'.Autcre nel suo trattato "ll Principe". 164 165 Poi, qusndo ti sarai s-imessn, faremo i conti ! izzi llacel. Poi durante la notte son che Ge li appari-a e gli dicea c-he a-rebhe preferito che i ;cildi della 'iuseppina fo;sero usati per csnnpera di bene piuttosto che per un:z campana. GILTLII:TTA F ROIEO Gi fatto sussurr nel sonno don Carzzillu. Mariolino della Bruciata e Gina della Torretta sono due bravi giovani che si vogliono bene e desiderano sposarsi, ma le rispettive famiglie, in urto da tempo inzmemorabile per meschini contrasti e ora anche per via della politica, vi si oppongono fieramente. Invano i due giovani si rivoleranno pz-ima a don Gaznillo e poi a Peppone: tanto la legge ecelesiastica quanto quella laica impediscono di celebrare un matrimonio, se prima non sono state espIetaie alcune formalit. Gina e lariolino decidono allora di morire insieme, buttandosi nel fiume. La vicenda romantica finirebbe in tragedia se... se non ci fossero due tipi come Pepone e don Camillo! Il piccolo romanzo, deliziosamente narrato, ha il suo punto pi delicato e patetico nella leggenda della campana sommersa, che mandava i suoi rintocchi ogni volta che qualcuno trovava la morte nel fiume. Quando si diceva ' uno della Bruciata" era detto tutto, e se in un fatto c'entraa uno della Bruciata significava che erano volate sberle da far venire i capelli ricci. La Bruciata era una ran striscia di terra che correva fra il Boscaccio e l'argine grande, e il podere lo chiamavano cos pereh era terra pelata z come se ci fosse passato Attila , e soltanto a seminarvi della dinamite si sarebbe ottenuto qualcosa pereh, sotto, erano tutti sassi e probabilmente si trattava di una fetta di letto del fiume. ' pelata : brulla, cc,mpletamente priva di alberi e di coltivazioni. ` Attila : re degli Unni (434-453), detto "Flagello di Dio" perch, a capo delle sue orde barbariche, distruggeva qualunque cosa trcnassr sul suo cammino. lfi9 I.veva comprata Giro quando era tornato dall:1z-entina, temporibus illis'j, e, trovandosi con un esereito di fili da sfamare, aveva buttato gli ultimi soldi dellrentina nell,aequisto di un vapore+, una trebbiatrice e una pressaforaggi e, siecome erano le prime macchine arrivate nella zona nel 1908, di macchine ne aveva tante da poter trebbiare nelle aie pi grosse di tre o quattro comuni. Nel '908 lo chiamavano gi il "vecchio della Bruciata' pereh toccava appena i qzzaranta ', ma aveva 5i sei figli, il primo dei quali aveva compiuto i diciotto. Al confine della Bruciata, subito di l del Boscaccio, c'era il fondo della Torretta, e il padrone si chiamava Filotti, il quale nel '908 aveva trenta bestie e cinque figli, e tirava avan benone pereh la sua terra cacciava fuori granoturco e frumento da esposizione internazionale. IL Filotti, tanto per dire come stavano le cose, era tirato, a soldi, come la pelle di un tamburo per, piuttosto che servirsi delle macchine di quelli della Bruciata, spendeva tre volte tanto, ma faceva arrivare tutti gli anni un vapore da casa del diavolo. Stupidaggini: una gallina accoppata a sassate, un cane bastonato. Ma alla Bassa, dove il sole, d'estate, spacca la testa alla gente e schiaccia le case, e dove, d'inverno, non si capisce pi quale sia il cimitero e quale sia il paese ', basta una sciocchezza come qusta per mettere due familie in uerra perpetua. IL Filotti era uno di chiesa; il vecchio della Bruciata riposava il sabato e lavorava la domenica per fargli dispetto. ' temoribus illis: espressione latina che significa "a quei tempi" e usata in italiano col significato di "in tempi lontani". Qui si vuol dire "tanti e tanti anni fa". ' un uapore: una macchina a vapore. " i quaranta : sott. anni, come pi avanti i diciotto, sott. anni. " da esosizione internazionale : di ottima qualit, degni di essere portati a una mostra pubblica. ' d'innerno... sin il paese : a causa della nebbia persistente che spegne ogni contorno. In un paesaggio eos tetro anche gli uomini s,no rudi. Quando succede-a qzzalche piccolo incidente fra i ragazzi, i due capoccit ucivano di casa e, lentamente, si a'viavano verso la siepe di confine, nel punto dove c'era il pero selvatico. Le familie al completo li seguivano in silenzio. venti metri dal confine si fermavano silenziose e i due capocca prosegui-ano fino al pero. Qui si incontravano, si leva-ano la ;iacca, si rimboccavano le maniche e cominciavano a darsele senza dire una parola. Quando si erano pestati per bene le ossa, smettevano e ritornavano alla base seuiti dalle famiglie. Poi i ragazzi crebbero, non ci fu pi occasione di incidenti, e i due vecchi smisero di pestarsi. Poi ci fu la guerra che port via un paio di figli all'uno e all'altro. Poi i pasticci del dop ouerra eccetera: e cos passarono venti anni circ e nessuno pareva pensarci pi. Ma nel 192, Mariolino, il primo nipote del veechio Giro si accorse che, a due anni d'et, un uomo ha il dovere morale di girare il mondo per farsi un concetto della vita, e si mise traballando in cammino. Arrivato alla siepe di confine sotto lo storico pero, si sedette. Poco dopo sopraggiunse una certa Gina, di due anni, la prima nipotina del Filotti. L accadde che tutt'e due avrebbero voluto ottenere l'eselusiva di una pera mezzo marcia caduta dall'albero e cos cominciarono a strappars i capelli e a graffiarsi. Poi quando non ne poterono pi tornarono alla base. Non ci fu bisogno di nessuna spiegazione: tutto l'esercito era a tavola e, quando entr Mariolino con la faccia a pezzi, il padre fece per alzarsi, ma il vecchio Giro con un cenno lo inchiod alla sedia. Pagina 42

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi Poi si alz lui e, seguito a distanza da tutta la trib, si avvi verso il pero. Qui trov ad aspettarlo il vecchio Filotti. Erano sui sessanta tutt'e due, ma si scazzottarono come giovanotti. Per, siccome poi s'accorsero che, per rimettersi a posto le ossa, ci volle un mese e pi, accadde che il vecchio Ciro, una mattina, arrivato al confine, trov che qualcuno lo 170 aveva chiuso per met con una rete metallica. llora eli chiuse con rete n7etallica l,altra n7et e non se ne parl pi. Passarono anni ed anni. lltra guerra e altro dopoguerra. Rossi con7e il fuoco quelli della Bruciata, e neri come il carbone quelli della Torretta . Stando cos le cose, una sera un familio dei Filotti venne a chiamare don Camillo. Roba urgente spieg il famiglio. Venite subito. Don Camillo and e si trov al cospetto del congresso familiare al completo. Erano tutti seduti attorno alla enorme tavola, e il vecchio Filotti presiedeva il congresso. Accomodatevi disse gravemente indicandogli una sedia vuota alla sua destra. Ho bisogno della vostra assistenza spirituale. Gi fu un istante di silenzio, poi il vecchio Filotti fece un cenno ed entr la Gina, la prima nipote del Filotti, che era davvero una bella ragazza. Ristette davanti al nonno, e il vecchio le punt contro il dito minaccioso. vero, dunque? chiese. La ragazza abbass il capo. Da quanto tempo? >, Non ricordo balbett la ragazza. Quando lui ha fatto il buco nella rete metallica eravamo piccoli. Avremo avuto quattro o cinque anni. IL vecchio alz le braccia. Dunque quel mascalzone aveva fatto un buco nella siepe? url. Galma lo consigli don Camillo. Ghi quello che chiamate mascalzone? IL Mariolino della Bruciata. " Rossi... Torretta : di opposte tendenze politiche : di estrema sinistra quelli della Bruciata, di estrema destra quelli della Tc,rretta. 172 Quello? url don Camiilo balZando in piedi. Proprio lui, don CaI77illo. Don CaI71111o 51 3\leln fill3 raaZza. Rispondi, come hai potltto posare il tuo s5uardo di ragazza onesta e til7orosa di Dio su quel tizzone d'inferno? Eravalno ban7bini spie; la raazza. Gi, il buco nella iepe ghign il -ecchio Filotti. Si alz lentar7ente, si appress alla ragazza e la schiaffeggi. La ragazza si nascose il -olto tra le mani, ma dopo un istante sollev il capo. Gi sposeren7o disse con oce dura. Erano passate poco pi di dile settimane serz, sul tardi, don Can7illo, seduto sul sllo segiolone, stava legendo un suo lil7riccino, qllando sent blzssare diseretamente alla porta della canonica. nd ad aprire e si tro al cospetto di una donna con una seiarpa nera in capo. Gos, nel blzio dellandito, non la riconobbe, ma, entrata che fu nel suo stlldiolo, ide che era la Gina dei Filotti. Cosa vieni a fare a quest,ora? si stup. 1 sposarmi rispose la r:lazza. DC111 Ci1171111o pen5 a I,ucia Mondella" e si n7ise a i ic:lil c. E dopo cosa sllecede con don Rodrigo 1" ! eselam. E poi, qual7do ci si sposa, bisogna essere come minil77o in due. " Lucia Mondella : il nome della contadina lc,mbarda protagonista del celebre romanzo di :Alessandro Manzoni I Promessi Slos7. "' Dun Rudrigo : altrci persc,naggio dei Promessi Sposi. Cr,xne signorotto del paese egli ave=a fattci xninac:ciare il rurato dc>n Abbondiu dai suoi bra-i e lo avea diffidatn, pena la vita. a celebrare il matrimonio tra I,ucia e il filatore di seta Renzo Tramaglino. Don Camillo eerca di scherzare, ma pensa preoccupato alla reazione dei Filotti quando a,'essero appresn che egli aveva celebrato le nozze fra Gina e Mariolino. 173 Sono qui disse una voce. Ed entr Mariolino della Bruciata. Don Camillo strinse i pugni. Cosa vieni a fare nella casa del ministro di Dio? Mariolino afferr un braccio della Gina. :lndiamo, borbott non te lho sempre detto che questi clericali hanno il dente avvelenato dalla politica? Il giovanotto ave,a i capelli spettinati che gli cadevano fin sugli occhi, e istintivamente se li gett all'indietro. -llora si vide che aveva una scucitura " sulla fronte. Coshai fatto? chiese don Camillo. La Gina inter,enne piena di rabbia. Gli sono saltati addosso tutti quelli di casa sua. Gli hanno riempitu la te;ta di pugni e la chiena di seggiolate, pereh una pettegola andata a far la spia che ci facevamo dei seni. Sono dei bolscevichi, bisognerebbe scomunicarli ' . Mariolino afferr la ragazza per una spalla, la spinse sotto la lampada. I miei sono maledetti bolscevichi, sghignazz invece i suoi sono tutti santa gente piena di timor di Dio. Guardate qui. La ragazza, ora che le era caduto lo scialle che le copriva la testa e le ombreiava il viso, si vedeva benissimo che aveva la faccia piena di lividi e pareva che si fosse pettinata usando, inveee di un pettine, un gatto idrofobo. Pagina 43

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi Sono quindici iorni che la tenono chiusa nella sua camera come in galera, e appena hanno saputo che dalla finestra mi faceva dei segni, lhanno pestata come una fascina di canapa. Voi Filotti siete tutti una masnada ".scucituru : ferita. ' .scomunicarli : colpire con la scomunica, grave provvedimentn ecelesiastieo che eselude dalla comunit dei fedeli e priva della comunione e degli altri sacramenti. Viene pronunciata cimtrn gli eretici o i grandi peccatori. di hiotti ipocriti '', falsi come Giuda grid il ioanotto. E -oi della Bruciata siete dei sacrilehi, dei criminali senza Dio e senza coscienza! ribatt con foga la ragazza. 'err Stalin '' che vi metter tutti a posto ! eselam il giovane. Verr la giustizia che vi metter tutti in galera! eselam la ragazza. Non vedo l'ora di averti sposato per cavarti gli occhi! E io non vedo lora che tu sia mia moglie per riempirti la faccia di schiafl ! ribatt il giovanotto. Don Camillo si alz. Se non 1a finite, vi prendo a calci! aiss decso. La ragazza si lasci cadere su una sedia, si nascose la faccia tra le mani e cominci a piangere. Ma s, singhiozz quelli di casa mia mi vo-liono picchiare, lui mi vuol picchiare, il parroco mi vuol picchiare. Tutti mi vogliono picchiare. Ma cosa ho fatto di male pereh ce Iabbiano tanto con me? IL giovanotto le appoggi una mano sulla spalla. Non ti fare sangue cattivo, le disse con voce affettuosa non sono aneh'io nelle tue stesse condizioni? Ho fatto forse qualcoa di male io? Tu no, gemette la ragazza tu non sei che la vittima dei tuoi di casa... Alt ! disse don Camillo. Se siete venuti qui per litigare potete andarvene. Siamo venuti qui per sposarci rispose la ragazza. "' bigotti iocriti: eio falsi cristiani, preoccupati solo di osservare serupolosamente le pratiche di eulto esterno, ma senza un'intima religiosit e una profonda convinzione. " Verr Stalin: la frase, di moda in quegli anni, sottintendeva una minaecia: quando fossero andati al governo i "rossi" guai ai "neri'". Qui detta un po' per convinzione e un po' per scherzo. Stalin (vedi anche nota 10 a pag. 119) fu capo supremo e incontrastato dell'URSS dal 1928 al 1953, anno della sua morte. t74 175 S, per sposarci aggiunse il giovanotto. :\; ete qualcosa in contrario? Siamo o non siamo due cristiani corne gli altri? Siamo o non siamo maiorenni? Siamo o non siamo liberi di sposarci, o ci vuole il permesso della democrazia cristiana? Don Camillo allarg le braccia. Non ti scaldare rispnse rnn calma. Io mica ho detto che non volio sposarvi. lo vi sposo come ho sposato tutti quelli che erano in regola e son venuti qui per sposarsi. Tutto si svoler secono le leggi. Ma noi abbiamo premura ! eselam la ragazza. Sono qui per favorirvi: trascorso il tempo minimo per le pubblieazioni "', vi sposerete. IL giovanotto seroll le spalle. Le prrbblicazioni! Se i nostri sanno che vogliamn s osarci, ci ammazzano No, reverendo uesto un caso di emergenza, bisogna che ci sposiate subito. Ragazzi, il matrimonio non una burletta. una cosa che si fa in dieci minuti, ma dura tutta una vita. un atto grave, solenne, anche se viene celebrato nel moclo pi modesto e semplice. Ci sono dei regolamenti ai quali non si pu derogare. Abbiate pazienza! IL raazzo intervenne. E se un disraziato sta morendo e vuol sposare una donna, bisona fare prima le pubblieazion e poi aspettare il tempo preseritto? Voi mi fate un caso speciale ribatt don Camillo. Questo un caso uuale spieg il ragazzo. Perch anche qui c' di mezzo la pellaccia. E vni lo sapete, e quindi potete benissimo sposarci in articolum mortorum "' come se fossimo in agonia. '" ubblicazuni : espc,sizic,ne in muniripicx e in rhiesa dei dati anagrafici degli spnsi. prirxxa della celehrazi<ine del matrimono. "' in nrticolurrx mortorum : l'esatta dizione della formzzla latina in articulo mortir. Il matrinzonio in articulo rnortis quello che iI sarerdczte per celehrare senza alcuna fc,rmalit, se xezzo dei r<zntraezxti mnribc,ndo. 17fi Don Camillo allar le braccia. Gi, l'articolum mortorum con quarant'anni in due e una salute da arri-are a centocinquanta anni ciascuno! Non precipitiamo. Fatemi pensare. Lasciatemi andare da monsignore per sentire, dato il caso, come si pu iare per tutelare la vostra incolumit. >; Bisogna che ci sposiamo subito ! afferm con voce ferma la ragazza. E pereh? Non lo stesso rimandare qualche giorno? Non muore mica nessuno. una cosa da edersi disse il giovane. Siamo scappati di casa disse la ragazza. E non ci torneremo pi. Per non possiamo allontanarci dal paese se prima non ci siamo sposati. Se prima non siamo sposati, non possibile disse il ragazzo. Don Camillo si sent rabbrividire: quella affermazione calma, serena, precisa, sicura, fatta col tono di chi osserva che non possibile camminare sull'acqua o vedere con le orecchie, lo lasci senza fiato. E guard ammirato" i due giovani. :lbbiate pazienza, disse con angoscia lasciatemi pensare fino a domattina. Vi assicuro che sistemer tutto. 'a bene rispoe il io-anotto. Torniamo domani. I due uscirono, e don Camillo, quando fu solo, strinse i pugni e gonfi il petto. Li sposer a costo di fare la rivoluzione mondiale ! eselanz. Pagina 44

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi Peppone, solo nella sua ofificina, stava lavorando attorno al motore di un trattore, quando sent cigolare la " gunrd amnrirnto : per la derisic,ne e la seriet dimostrata dai cliic, gicnazxi. 177

. ",<t, t"t" porta e, alzata la testa, si tro- daanti Itriciliii, c l:i Gina. Per Peppone aver da'anti un H,ilotti e una vipera rornuta era la stesea cosa: con la Gina H,ilotti, poi, ce laveva particolarmente pereh ert ststta lei, con la sua lin_ua lunga, a sereditarli tutta la sezione femminile. Sei venuto per farle rettificare ' il cervello? si limit quindi a chiedere. 1\Ton ce n'ho bisono, ;i5nor podest "' rispose lr ragazza. Questa faccenda di chiarnarlo "podest invece di sindaco era un,altra delle mascalzonate della Gina, e Peppone non l'aveva mai mandata gi. Si appress agressivo e le mise snttc; il naso un enorme dito sporco di nero. Voi grid dovete guardare corTie parlate o io vi torco il collo eome a una ;allina. Peppone le si appress ancora di pi: Mariolino si strinse alla ragazza per difenderla, e allora Peppone vide la fronte scucita di i\ariolino e la faccia pesta della ragazza. Ghe accidente successo? domand. Mariolino fece il suo rapporto. Io non capisco che usto ci si trovi a piliare delle sberle osserv alla fine Peppone. Ci sono tante donne e tanti uomini... .1d ogni modo sono affari vostri e io non c,entro e non voTlio entrarci! lo sono il segretario della sezione, non sono il segretario galante! '" retticure : in meccanica, eseguire la rettifica, cio xnolare i vari pezzi per ottenere un alto grado di precisione. Per Peppone il cervello della Gina aveva bisogno di una "molatura" per poter funzionare a dovere. '" Qodest : l'uso del termine vuluto, non casuale, e dimostra un'intenzione maligna. La Gina ncxn ignorava certcx quanto il termine potesse sonare sgradevole e offensivcx per Peppone. sindaccx democraticamente eletto. "Podest" infatti era il capcx dell,acnministrazicxne c-omunale in peric,drx fasrista. di niinxina gi>vc,rnatia. 178 oi siete il sindnco ! disse la ragazza. Si capisce, e nie ne -anto! E allora? llora ci doete sposare subito eselam la raazza. Voi siete matti da leare ! Io faccio il meccanico sghignazz Peppone dopo un istante di perplessit, ficcando la testa dentrn il cofano del trattore e riprendendo a smartellare. La raazza si volse befiarda verso lVlariolino. Dunque, esclam ad alta voce questo il famoso Peppone che non ha paura di nessuno? Peppone cacci fuori la testa dal cofano. Qui non si tratta di aver paura! Qui si tratta di legge e io no pnso spnsare drre in rrn'- E poi certi regolamenti non li ho in testa. Venite domani mattina in comune. Metteremo a posto tutto. Io non so che bisogno ci sia di sposarsi alle dieci e mezzo di notte. Non ho mai visto un amore cos urgente! Non questione di amore, spieg Mariolino questione di necessit. Siamo scappati di casa e non vi torneremo pi. Ma non possiamo lasciare il paese se non siamo sposati. Quando siamo a posto con la legge e con la coscienza, allora si piglia il treno e si parte. Dove si arriva si arriva, e va sempre bene pereh si tratta di cominciare una cosa dal niente. Peppone si gratt la testa. Gapisco tutto borbott. Tutto giusto. Per bisogna aspettare lmeno fino a domani. Vedremo di accomodare la faccenda. Per stanotte tu dormi qui in ofificina sul camion e la ragazza pu andare a dormire a casa di mia madre. lo non dormo fuori di casa se non sono sposata! eselam la ragazza. Nessuno vi obbliga a dormire replic Peppone. Voi potete rimanere s'elia a dire il rosario e a pre,ar-e 179 per lmerica. S, pereh, adesso, se non vi dispiace, l:i bomba atumica ce l'abbiamo anche noi ". Trasse di tasca un giornale e lo dispieg. Mariolino prese la ragazza per un braccio. Grazie, capo, torniamo domattina spieg. Uscirono e Peppone rimase l fermo col giornale in mano. llinferno anche la bomba atomica ! eselam spieazzando il giornale e buttandolo lontano. Gentanni prima il fiume in piena aveva rotto l'argine grande, e l'acqua era arrivata fino ai Pioppi e c'era rimasta riconquistando cos in un minuto il pezzo di terra che in tre secoli gli uomini le avevano rubato. Tra l'argine e i Pioppi, in una bassa, c'era l'oratorio vecchio, una chiesetta con una piccola torre tozza, e l'aequa se l'era presa cos come stava, con dentro il vecchio scaccino ' e l'aveva ricoperta. Pagina 45

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi Dopo qualche mese qualcuno aveva pensato di recuperare la campana che era rimasta nel campanile sommerso e si era buttato sott'acqua trascinandosi dietro il capo di una lunga corda con un rampino. Poi, siccome tardava a tornare a galla, gli altri che stavano sulla riva avevano cominciato a tirare la corda, e tira e tira non fini-a mai, come sc quello ;i fo;e buttatu in mezzo alloceano. Alla fine usc il rampino al quale non era agganciato nulla. E proprio in quel momento si sent venire dal fondo del fiume un rintoccare spento di campana. La campana sommersa si sent rintoccare qualche anno dopo, la notte in cui un certo Tolli si uccise afifogan ' 1a bomba atomica... anche noi : il possesso della bomba atomica da parte dei russi toglieva agli USA il primato nell'armamento nucleare. Peppone vuol fare della politica in un momento in cui proprio non era il caso. '1 scaccino : chi fa le pulizie in chiesa. IL vecchio scaccino era innrtn durante l'inondazione. clnsi nel fiume. Poi la sentirono rintoccare quando si butti nel fiume la filia delloste del Ponte. Pmbabilmente nesuno aveva mai sentito niente di niente pereh impn sibile udire il rintocco di una campana sepnlta in fond:; allacqua, ma la leggenda rimase. Nei campi della Bassa le legende vengono con l'aequa: ngni tanto la corrente porta i un fanta ma c Ic etta alla deriva. Centocinquant'anni prima, durante unaltra piena uno di quei molini naviganti che ancor ogi si vedono all'ncora in mezzo al fiume (dipinti a scacchi bianchi e neri con seritto 'Dio mi salvi' sul davanti della capannuccia di leno che sta a cavalcioni dei due barconi affiancati) si inabi. E sopra c'era il inuiii zoppn, un maligno. Ma rimase il sun fantasma a vagare sull'acqua. E in certi rigi tardi pomeriggi d'inverno, il molino appariva e si ancorava davanti a questo o a quel paese, e il mugnaio zoppo scendeva e andava per i campi a cavare uno per uno i ranelli del frumento seminato, riempiendo sacchi e sacchi. Poi macinava il grano e buttava la farina al vento e ne usciva nebbia da taliar col coltello e, per quell'annn, la terra non dava grano. Stupidaggini cui neunn c:redeva. Ma cui tutti pensavano quando, nelle notti invernali, si sentiva mugghiare ii vento o uiuare un cane lontano. - La notte dei pmmessi sposi era appunto una di quelle in cui si pensava al mugnaio zoppo e alla campana sommersa. Verso le undici bussarono alla pnrta, e don Camillo si butt gi dal letto. Era uno dei l'ilotti. La Gina scomparsa ! disse agitato. IL vecchio vi vuole subito ! Il biroccio" vol lungo le strade buie, e don Camillo trov i Filotti tutti nella grande cucina, anche i ra =' bi%occio : o barroccio. carro a due o a quattro ruote, usato generalmente per trasportare materiali. 180 181 czzi, in camicia e con occhi grandi come suldciii clelI L mberto ". Si sentita sl>attere la finestra della camera della Gina,l'Antonia andata a vedere e ha trovato tutto vuoto spie il vecchio Filotti. Scappata dalla finestra. Sul com cera questo biglietto. Don Camillo lesse il folietto che conteneva poche parole: "Ce ne andiamo. O ci soseremo in chiesa come tutti i c%istiani o ci sosererno ull'oratorio r.ecchio, e allora sentirete sonare lu campana'. Non pu essere pi di un'ora fa spieg il vecchin. 111e nove e quaranta, quando la moglie di Giacomo le ha portato una candela, lei era ancora nella sua camera. In un'ora si fanno parecchie cose borbott don Camillo. Don Camillo, voi ne sapete niente? E che ne posso sapere? Meno male, temevo che quegli sciagurati fossero venuti da voi e voi vi foste impietosito. Torniamo a letto! ordin il vecchio. Don Camillo pest sul tavolo un pugno di mezza tonnellata. A letto un corno ! grid. Bisogna trovarli ! Si avvi verso la porta, e tutti, anche l'esercito delle donne, anche i raazzi, lo seguirono, e il vecchio rimase solo nella immensa cucina deserta.

Sull'argine grande il vento sofl5ava forte, ma di l nella fascia di terra tra l'acqua e l'argine,l'aria era quasi ferma come se si fosse impigliata tra i rami nudi delle gaggie: il giovanotto e la ragazza camminarono in silenzio e ristettero solo quando furono in riva all'acqua. L'oratorio vecchio l sotto indic Mariolino. ' iuldoni del!'Umberto: ai tempi del re Umberto I (1844-1900) ai-an, crs, legale grosse rncnete di hninzii. 1 fi '? Sentiranno suonare la campana mormor la ra;azza. laledetti tutti ! borbott il giovanotto. \laledetto nessuno sospir la ragazza. Quando i sta per morire non si deve maledire nessuno. Maledetti iamo noi che ci togliamo la vita. un delitto enorme. La mia ita mia e ne faceio quello che voglio ! ribatt aspro il gioanotto. Forse avremo per testimoni il vecchio scaccino dell'oratorio e il mugnaio zoppo sospir la ragazza. L'n'onda breve arriv sulla rena e l'acqua inzupp i piedi dei due. fredda come la morte > sospir rabbrividendo la ragazza. questione di un momento rispose il ragazzo. \luoteremo fino l, al fondone, po ci abbracceremo stretti e ci lasceremo scivolare gi. Sentiranno suonare la campana sussurr la ragazza forte come mai ha suonato perch adesso sono due in una volta sola che vanno a trovare il vecchio campanaro. Gi abbracceremo e nessuno potr dire niente. La morte unisce pi del prete e pi del sindaco Pagina 46

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi disse il giovanotto. Gammineremo tenendoci per mano continu la ragazza. Quando la terra ci mancher d'improvviso sotto i piedi, allora sar il fondone dell'oratorio e ci abbracceremo. Si presero per mano e cominci la marcia orrenda ed inesorabile.

Don Camillo seguito dalla mandria` dei Filotti era uscito dal podere ed era arrivato alla strada che portava al fiume. " nzandria : branco numeroso di quadrupedi domestici (buoi, cavalli, ecc.); quando si riferisce a persone di tono spregiativo. 183 izzi, in camicia e con occhi randi come soldciii clclI L ntberto i. Si sentita sbattere la finestra della camera della Gina,l' ntonia andata a vedere e ha trovato tutto vuoto spie il vecchio Filotti. Scappata dalla finestra. Sul com c'era questo biglietto. Don Camillo lesse il folietto che conteneva poche parole: "Ce ne andiamo. O ci soseremo in chiesa come tulti i c%istiani o ci sosererno ull'oratorio vecchio, e allora sentirete sonare lu campana'. Non pu essere pi di un'ora fa spieg il vecchin. .'lle nove e quaranta, quando la moglie di Giacomo le ha portato una candela, lei era ancora nella sua camera. In un'ora si fanno parecchie cose borbntt don Camillo. Don Camillo, voi ne sapete niente? E che ne posso sapere? Meno male, temevo che quegli sciagurati fossero venuti da voi e voi vi foste impietosito. Torniamo a letto! ordin il vecchio. Don Camillo pest sul tavolo un pugno di mezza tonnellata. A letto un corno ! grid. Bisogna trovarli ! Si avvi verso la porta, e tutti, anche l'esercito delle donne, anche i ragazzi, lo seguirono, e il vecchio rirnase solo nella immensa cucina deserta.

Sull'argine grande il vento sofl5ava forte, ma di l nella fascia di terra tra l'acqua e l'argine, l'aria era quasi ferma come se si fosse impigliata tra i rami nudi delle gaggie: il giovanotto e la ragazza camminarono in silenzio e ristettero solo quando furono in riva all'acqua. L'oratorio vecchio l sotto indic Mariolino. " soldoni del!'Umberto: ai tempi del re Umberto I (lft44-190ll) :iri-an, irs legale rosse rncmete di bri>nzii. 1 fi '? Sentiranno suonare la campana mormor la raazza. laledetti tutti ! borbott il giovanotto. \laledetto nessuno sospir la ragazza. Quando i sta per morire non si dee maledire nessuno. Maledetti iamo noi che ci togliamo la vita. un delitto enorme. La mia ita mia e ne faccio quello che voglio ! ribatt aspro il gioanotto. Forse avremo per testimoni il vecchio scaccino delloratorio e il mugnaio zoppo sospir la ragazza. Ln'onda breve arriv sulla rena e l'acqua inzupp i piedi dei due. fredda come la morte sospir rabbrividendo la ragazza. questione di un momento rispose il ragazzo. \Tuoteremo fino l, al fondone, poi ci abbracceremo stretti e ci lasceremo scivolare gi. Sentiranno suonare la campana sussurr la ragazza forte come mai ha suonato pereh adesso sono due in una volta sola che vanno a trovare il vecchio campanaro. Ci abbracceremo e nessuno potr dire niente. La morte unisce pi del prete e pi del sindaco disse il giovanotto. Gammineremo tenendoci per mano continu la ragazza. Quando la terra ci mancher d'improvviso sotto i piedi, allora sar il fondone dell'oratorio e ci abbracceremo. Si presero per mano e cominci la marcia orrenda ed inesorabile.

Don Camillo seguito dalla mandria 2 dei Filotti era uscito dal podere ed era arrivato alla strada che portava al fiume. 'r mandria : branco numeroso di quadrupedi domestici (buoi, cavalli, ecc.); quando si riferisce a persone di tono spregiativo. 183 L alla cabina della luce ci divideremo: met di qua dellargine e met di l. Quindi met batter verso monte e met verso valle. Se non sono ancora arrivati al fiume, non lo raggiungeranno. Lampadine elettriche, candele, lucerne, lumi a olio, anche i fanali a carburo delle biciclette : tutti avevano un po' di IuCe e si avviarono in silenzio. Ed ecco che, fatti cento metri, arrivarono l dove nella strada sboccava un'altra stradetta laterale e quasi cozzarono contro un'altra mandria: quelli della Bruciata. Tutti, si capisce, meno il vecchio. E il capomandria era Peppone. 1\Tiente di miracoloso in tutto questo, per il semplice fatto che don Camillo, prima di uscire dalla canonica per salire sul calesse dei Filotti, aveva detto alla vecchia serva di correre dal6 sindaco e di raccontargli quello che stava suCCedendo, in modo che lui Pagina 47

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi avvel-iisC i suoi bolscevichi della Bruciata. I due capimandria si fermarono l'uno di front all'altro, si guardarono fieramente. Peppone si tolse il Cappello e salut. Don Camillo rispose toglendosi il cappello, e le mandrie procedettero afifiancate. Pareva una scena da romanzo con tutti quei lumi nella notte. Si sale e poi ci si divide disse arrivato sull'arine il comandante supremo don Camillo. S, duce ' rispose Peppone. E don Camillo Icl guard nlale. Llno, due, tre passi: l'acqua arriva gi al ginocchio della ragazza e del iovanotto, e ormai non pi fredda. E la marcia orrenda continua implacabile, quando, d'improvviso, ecco levarsi voci dall'arginC e i due si volgonci di scatto e l'argine pieno di luci. Gi cercano ! disse la ragazza. 2" duce : perrh bisogna obbedirgli, senza discutere. IL termine usato cc,n tono ironicn e polemicc,. Se ci prCndono ci ammlzzano! eselam il giovanotto. Dieci passi e poi sarebbero stati sull'orlo del fondollC. 1a ormai il fiume e la morte avevano perso il loro fascino. La luce e la gente, ormai, li rir.ongiungevano violentemente alla vita. Furono di un balzo sulla riva e poi sull'argine. 1 di l cerano i campi deserti e i boschi. Ma li avvistarono subito e cominCi la caccia. I due correvano sull'argine e 1C due malldrie scatenate proCedevano pi sotto, a sinistra e a destra dellarine. Furono oltrepassati, poi, a un urlo di PepponC che 2i111111L l:llIllC IlIl rCIlIlCIL c 1 orl 111 C5 i.i a Colonna che procedeva lungo il fiume, le due schiere risalirono sullargine e si eongiunsero. Quando arriv don Camillo che navigava a tutto vapore, la manovra a tenalia era finita. Disgraziata! url unl donna dei Filotti avanzando verso la Gina Filotti. Mascalzone ! Urid una donna della Bruciata avanzando minacciosa verso Mariolino della Bruciata. I Filotti a,uantarono lsl loro ragazza, gli altri il loro io-anotto e si levarono urla furibonde di donne. Ma ecco che apparvero Peppone e don Ganlilln i quali avevano tri le mani una preoccupante stana d rovere ciascuno. In nome di Dio ! disse don Camillo. In nome della legge! url Peppone. Tutti tacquero, e il lungo corteo si compose e si avvi verso casa: davanti Giulietta e Romeo " i promessi sposi. Dietro a Ioro don Camillo e Peppone Con annesse "' Ciuliella e Romeo : nomi di due giovani innamorati chr l'odio fra le rispettive farniglie (Montecchi e Gapuleti di Verona) spinse al suicidio. La vicenda ispir numerosi serittori fra cui l'inglese \h'illiam Shakespeare rhe srrisse la famnsa traedia c,mc,nima. stanghe di rovere. Dietro, afifiancate, le due mandrie ilenziose. Appena sceso largine, il corteo dovette fermarsi perch si trov la strada sbarrata dal vecchio Filotti che, vista la nipote, alz i pugni al cielo. In quell'istante, naturalmente, arriv arrancando anche il vecchio della Bruciata che fece per scagliarsi contro il nipote. Si trovarono come per un miracolo, a fianco a fianco. Si guardarono feroci: centocinquantasei anni in due, ma pieni di rabbia come giovanotti. Le due mandrie si distesero silenziose ai due lati della strada e tutti alzarono le lucerne. I due vecchi si misero l'uno davanti all'altro, strinsero i pugni e cominciarono a pestari pugni in testa: ma era pi l'animosit=' che la forza, e dopo un primo assalto ripresero a guatarsi e a studiarsi stringendo i pu5ni, e il Filotti aveva anche il coraggio di soffiarsi sulle nocche delle dita come si faceva da ragazzi per dar pi forza al pugno. Allora don Camillo si volse verso Peppone. Procedi li disse. Non posso: sono il sindaco. E poi la cosa avrebbe un significato politico. Don Camillo allora si fece avanti: appoi delicatamente la destra sulla nuca del Filotti e la sinistra sulla nuca dell'altro, quindi con un colpo secco e preciso mand la zucca dell'uno a sbattere contro la zucca dell' altro. Non si videro scintille, ma il rumore si sent lontano. Amen disse Peppone riprendendo la marci:. E cos anche questa storia fin come tutte le storie. Passarono gli anni e adesso nella rete metallica che di ' animosit : malanimn, ranci,re, c,dio. vide il podere della Torrtta dal podere della Bruc-iata, c sempre il famoso buco, e un bambino piccolo piccolo si diverte a passare attraverso il buco da una parte al- l'altra. E il vecchio Filotti e il vecchio della Bruciata stanno finalmente vicini l,uno all'altro senza litigare, e il becchino dice anzi che non ha mai visto due morti andare cos d'accordo =".

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Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi

dne moiti... d'accodo : il Guareschi chiude con una battuta umoristica per riprendere il tono che gli proprio e che aveva abbandonato un attimo per racrc,ntarc-i una storia romantica. 186 LA ZAESTRA VEGGHIA Per eSaudirC l'eStrClllO deSlderl0 della vecetzii rziaestra, Peppolze norz Corzze Sindaco, ma comC capo dei co7nunisti. prende uLla deeisiorle corztraria al parere dClla magioranza : e qLleSta \'OlYa d07z GaIzlillo d'accord0 con lui. Erztrambi, anche in qLleSta nc-c-asiozze, rnettono a izLldo la loro natura, Lllz rzliSto di sCntiznentalisrzzo e di passionalit, che li rCnde cari al lettore arlche Se non si prl dire di lOrO che siano dLle campioni di coererlza politica. Il monumento nazionale ' del paese era lz maestra vecchia, una donnetta piccula e ma;ra che tutti avevano sempre visto pereh aveva insenato labbicc ai padri, ai fili e ai fili dei figli, e adesso vieva sola in una ca- setta un po' fuori dell'abitato e ce la face'a a tirare avanti con la pensione soltanto perch, quando mandava nelle bottehe a comprare mezz,etto di burro o di carne o altra roba da man;iare, le facevano paare il mezz'etto ma gliene davano sempre due o tre etti. Per lc Yl L ei uzl pasticcio pereh, anche se una maestra ha due o tremila anni e se ha perso la nozione del peso, quando domanda un paio d'uova e le danno invece sei uo'a, se ne accorge sempre. E allora il dottore rimedi al guaio pereh un giorno che la incontr le disse che la trovava molto i e le fece delle domande e poi le ordin di eliminare le uova. La maestra vecchia faceva soggezione a tutti, e anche don Camillo cercava di girarle alla larga pereh, dal iorno in cui disgraziatamente il suo cane era saltato nell'orto ' monumento nazionale: scherzosamente per dire "oggetto di venerazione". 19t della sinora Gristina, e le a'e-t fracassato un -aso di erani, tutte le volte che la vecchia incontra-a don Camillo lo minacciava col bastone e gli grida'a che c un Dio anche per i preti bolscevichi =. Non pote'a mandar gi Peppone che, quando era ragazzetto, veniva a seuola con le tasche piene di rane, di uccelletti e altre porcherie, e che, una mattina, era arrivato a cavalcioni di una mucca assieme a quellaltro zuccone del Brusco che gli face'a da palafreniere 'c. Lsciva di casa pochissime volte e non parlava mai eon nessuno pereh aveva sempre odiato i pettegolezzi, ma quando le dissero che Peppone era diventato sindaco e faceva i procla mi, allora usc. E quando fu arrivata in piazza C1 ferlri davanti a un manifesto appiccicato al muro, inforc gli occhiali e lo lesse tutto da cima a fondo, con fiero cipiglio. Poi aperse la borsetta, tir fuori il lapis rosso e blu, segn gli errori e serisse in fondo al manifesto : "4", "Asino !" E dietro c'erano i pi potenti "rossi, del paese che stavano a guardare cupi in volto, a braccia conserte e con le mascelle serrate. Ma nessuno ebbe il coraggio di dire niente. La legnaia della signora Gristina era nell'orto dietro la casa, ed era sempre ben fornita pereh di notte, speso qualcitno cavalcava la siepe e andava a buttare un paio di ciocchi o un fascinotto nel mucchio; ma l'inverno fu freddo e la maestra aveva troppi anni sulle piccole spalle curve per poterne uscire senza le costole rotte. E cos non la si vide pi in giro, e lei non si accorgeva neanche, quando mandava a comprare due uova, che liene mandavano otto. E una sera, mentre Peppone era bolscer,ichi : rivuluzionari ; il termine qui usato in senso lato e generico. Vedi la nota 10 a pag. 107. Pagina 49

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi " alafreniere : nel medioevo chi era adibito alla cura di un alafreno (cavallci da viaggio o da parata) e camminava alla staffa del signore. uantn umorismo in una sola parola: qui infatti il palafreno ... una rnurea! 192 in,eduta c:onsiliare, -enne qualcuno t dirli che la sinora Gristina lo a-e'it fatto chiamare e che si sbrigasse pereh lei non a-e-a tempo di aspettare i suoi comodi per morire. Don Camillo era stato chiamato prima, ed era corso subito pereh sapea che oramai era questione di ore. :ve-a tro'ato un =rande letto hianco con dentro una vecchina cos piccola e cos magra che pareva un bambino. la non era afiatto s-anita ', la maestra vecchia, e, appena intravide la ~ro5a masa nera di don Camillo, fece un risolino. 'i piacerebbe, eh, che adesso io vi confessassi che ho fatto un sacco di pecc:ati ! E invece niente, caro il mio inor pirroco. fte : -i ho e con lanima pulita, senza rancori. Perci vi perdono di avermi rotto il vaso di erani. 'i perdono di avermi chiamato "prete bolseevico' sussurr don Camillo. Grazie, ma non c,era neanche bisono ribatt la vecchina. Pereh nelle cose conta lo spirito col quale sono fatte, e io vi davo del prete bolscevico cos come davo dell,asino al sindaco Peppone. Senza intenzione di offendere. Don Camillo con dolcezza cominci tin lungo discorso per far capirc alla sicnora Gristina che quello era il znomento di abbandonare ogni umana prosopopea ', perch, per avere la speranza di andare in Paradiso... La speranza? lo interruppe la signora Gristina. Ma io ho la sieurezza di andarci ! questo un peceato di presunzione disse dolcemente don Camillo. Nessun mortale pu avere la sicurezza di aver vissuto sempre secondo le leggi di Dio. La signora Gristina sorrise. '.si anita : si dice di chi, specie per vecchiaia, ha le facolt di intendere affievolite. ' prosooea : sussie,go. presunzione. 193 Nesslzn nlortale tceetto la inorc (:ritina ripcise. Pereh alla si~nora Gristina questa notte Ges Grito \enuto a dire che lei andr in Paradiso! uindi la signora Gz-istina sicura. meno che non ne sappiate i \'oi di Ges Gristo! Davanti a una fede cos formidabile, cos precisa, cos inequivocabile, don (:amillo rimase senza fiato e si mise in lzn anolo a dire le sue prehierC. Poi arriv Peppone. Ti perdono per via delle rane e delle altre porcherie disse la vecchia maestra. lo ti conosco e so che, in fondo, non sei cattivo : preher Dio che ti perdoni i tuoi delitti grossi. Peppone allar 1C braecia. Signora, balbett io non ho mai comenesso dei delitti. Non dire bugie ! ribatt severa la si~nora Gristina. Tu e gli altri bolscevichi come te a-ete mandato via il re ", relegandolo in un'isoletta lontana per farlo morire di fame assiellie ai suoi bambini. La maestra si mise a piangere, e Peppone a veder piangere una vecchina cos piccola sent la voglia di mettersi a urlare. Non vero eselam. vero, rispose ia maestra me iha detto il signor Biletti che sente la radio e legge i iornali. Domani li spacco la faccia a quel reazionario! mugol Peppone. Don Ganlillo, diteQlielo voi che non vero ! Don Camillo si appress. Vi hanno inforcnata male spie dnlcemente. Son tutte bllgie. N isole deserte n morti di fame. Tutte buie, ve lo assicuro. " unete rnandato zia il re : accennex alla caduta della minarchia dei Savoia in seguitc> al referendum poprxlare del 2 giugno 196. Lex re Lmbertcx Il si rec in esilio in Portogalli>. dcxve 'ive tuttnra. lCno clale Ospir raSsCrCnata la \f'celllllc. F poi, eselam Peppone nlica soltantcl noi l'tbbiamci mandato via ! (: stata la votazione ed risultato che erano pi quelli che nnn lo volCvano che quelli che lo \ole\ano, e allora andato \'ia e nessuno li ha detto o fatto nientC. Go funzinna la democrazia! 11a che democrazia ! rispose se\'era lsc inora Gri;tina. I re non si mandano via! Scui rispose confuso Peppone. E cosa volete che rispondesse:' Poi la sinora (:ristina si ripos lzn poeo e parl. Tu sei il sindaco, disse e uesto il mio testamento. La casa non mia e i miei pochi stracci dalli a chi ne ha bi;ogno. I mici libz-i t che nrari sono. Devi fare molti esercizi di comporre e studiare i \erbi. Sissignora rispose Peppone. Voglio un funerale senza nlusica perch non llna cosa seria. E volio un funerale senza carro, come nei tempi civili '. Gon la cassa portata a spalle, e sulla cassa volio la bandiera. Sissignora rispose PepponC. La mia bandiera disse la signora Gristina. Quella che l a fianco dell,armadio. La mia bandiera, con lo stemma ". E fu tutto, pereh poi la signora Gristina sussurr: Dio ti benedica anche se sei bolscevico, gazzo mio . E poi chiuse li occhi e non li riaperse pi Peppone, la mattina dopo, fece chiamare in comllne ' lempi cirili: l>er la -ecchia inaestra il rimpianto dei tempi passati mcxlto fi,rte e il carn, fexnebre. istituitcx in tempi pi recenti. le sembra una nianifestazic,ne di inei-ilt pereh troppcx poccx riguardcxso del defunto. sterr:ma : quellcx sabaudcx. clie c>ccixp il centrcx della striscia bianca del ncistrcx tricolore dal 1848 al 1946. Pagina 50

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi 19-I Iq5 tutti i rappresentanti dei parti quando li ebbe davanti disse che la signora Gristin a morta, e il comrzne, per esprimerle la riconoscenza del popnlo, le avrebbe tributato solenni funerali. Questo ve lo dico come sindaco, e eome sindaco e interprete della volont di tutta la cittadinanza, vi hn chiamato qui pereh domani non mi si rimproveri che faccio di mia testa. Il fatto che la signora Gristina ha espresso come sua ultima volont di essere portata a spalle nella bara e sopra ci vuole la bandiera con lo steznma. Qui ognuno dica come la pensa. I rappresentanti dei partiti reazionari fanno il piacere di stare zitti perch tanto sappiamo benissimo che loro sarebbero felici:simi anche se ci fosse la brnda che szzona la marcia reale. Parl per primo quello del partito dazione" e parlava bene pereh era un laureato 1". Per riguardo a un solo defunto, noi non possiamo recar offesa ai centomila morti, col sacrificio dei quali il popolo ha conquistato la repubblica! E via discorrendo, tutto di filato con molto calore, coneludendo che la signora Gristina avev-a lavorato con la monarchia, ma per la patria, e quindi niente di pi giusto che sulla bara fosse distesa la bandiera, ma quella che oggi rappresenta la patria. Bene ! approv Begollini, il socialista che era pi marxista di Marx". finita l'era dei sentimentalismi " partito d'azione : partito politicu che si costitu nel 1942 per combattere il fascismo. Partecip attivamente dopo l'8 settembre 1943 alla lotta partigiana con le brigate "Giustizia e Libert". IL partito d'azione si sciolse nel 1947. "' laureato : in possesso della laurea (titolo conferito da una Lrniversit a chi ha compiuto un corso di studi superiori). "f>i rraarxista di Marx: Karl Marx l,1818-1883) economista e filosofo tedesco, fondatore del socialismo scientifico. Nel 1848. in collaborazione con Friedrich Engels, pubblic il Manifesto dei Conzuni-sti, in eui sono formulati i principi fundamentali della sua dottrina. autore del Capitale, opera nella quale enunci e studi la teoria del "plus valore" su cui si basa il marxismo, 196 c elle nostzlie : se volev a la bandiera c:on lo stemma do-ea morire prima! Be, questa una stupidaggine! eselam il farmacista, capo dei repubblicani storici '. Si deve ire piuttosto che o;gi la pubblica ostentazione di quell'emblema in un funerale potrebbe suscitare risentimenti, che snatrzrerehbero la cerirnonia trasformandola in una manifestazione politica e diminuendone, se non distrugendone, il nobile significato. Poi fu la volta del rappresentante dei democristiani ";. La olont dei morti sacra disse con voce solenne. E la volont della defunta signora particolarmente saera per noi pereh tutti l'amiamo e la veneriamo e uariarro alla sua lato. Ed appunto per questa venerazione e per questo rispetto alla sua memoria, siamo dell'avviso di cercare di evitare ogni minimo atto irrispettoso che, pur rivoltQ ad altro oggetto, suonerebbe come ofIesa alla sacra memoria dell,estinta. Perci anche noi ci associamo agli altri nello sconsigliare l,uso della vecchia bandiera. Peppone approv ravemente con un cenno del capo. Poi si rivolse a don Camillo, il quale era stato convocato anche lui. E don Camillo era pallido. Gosa ne pensa il signor parroco? Il sinor parroco prima di parlare aspetta di sentire quale sia il parere del signor sindaco. Peppone si raschi un poco in gola e prese la parola. In qualit di sindaco, disse vi ringrazio per la vostra collaborazic,ne, e come sindaco approvo il vostro parere di evitare la bandiera richiesta dalla defunta. Per, siccome in questo paese non comanda il sindaco ma ' repubbCrcnni.storici : aderenti al partitc, repubblicano dettci "storico" pereh la sua cnstituzione risale all'azione di Giuseppe Mazzini. "' democristiani : aderenti alla democrazia cristiana, partito politico italiano i cui prc,grammi si ispiranc, alla tradizione cattolica di eui intendono valorizzare i principi si>ciali. 197 comandano i comunisti, c;ome capo dei ccxiixt,iiti i clico che me ne infischio del vostro parere, e doniani lc sic;nora Cristina andr al cimitero con la bandiera che vuole lei pereh io rispetto pi lei morta che voi tutti vivi, e se qualcuno ha qualcosa da obiettare lo faccio volare ;i dalla finestra! IL sinor prete ha qualcosa da dire? GINQLTE PIL GINQL'E Gedo alla violenza rispose allarando le bracia don Camillo che era rientrato nella razia di Dio. E cos il giorno dopo la sinora Gristina and al cimitero nella bara portata a spalla da Peppone, dal Brusco, dal Bigio e dal Fulmine. E tutt'e quattro avevano al c:ollo i loro fazzoletti rossi come il fuoco, zna sulla bara c,era la bandiera della signora maestra. Cose che uccedono l, in quel paee ;tramplatn " dove il sole picchia martellate in testa alla gente e la ente ragiona pi con la stanga che col cervello, ma dove, almeno, si rispettano i morti.

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".stramalato : strano, stravagante, e scprattuttc, "dove si fannci cc,se strane', qxxal quella di avvolgere una bara in una bandiera non regc,lamentare, andando quasi c-untrc, la legge, pxxr di esaudire l'ultimo desiderio di una persona cui tutti devono ricc>noscenza e rispetto. Lbriaco di dolore e coi capelli ciondolanti sulla fronte Peppone va in chiesa a portare l'offertal di cinque grosse candele: suo figlio moribondu ed egli chiede la grazia della sua salvezza. E siccome la politiea un maledetto tarlo che quando ce l'hai dentro non riesci a liberartene pi, Peppone obbliga don Camillo ad aecendere le candele davanti alla Vladonna che, secondo lui, "almeno quella" nnn fa politica. Poco pi tardi per, anche davanti al Gristo, arderanno cinque candele, pi piceole, forse, ma pi luminose. E una lacrima scivoler gi dagli occhi di Ges, rigando con un filo d'argento il legno della croce. Lna sera dOn Gamill0 stava in chiesa assorto nelle ue preghiere, quando ud ciOlare la porticina del campanile e non fece neppure in tempo a levarsi in piedi che eppone gli stava dinanzi. Peppone aveva il vis0 tetro e teneva una mano dietro i llCli. t2% LlJliO, C 1 i:ctpClll IL i:lOIldOl-lIlU sulla fronte. Lentamente trasse la mano da dietro la schiena e porse a don Camillo un ~1-osso paccU stretto e lungo. Don Camillo pieno di sospetto non accenn ad allungare la mano e allora Peppone, deposto il pacco sulla balaustra dell,altare, strapp la carta blu, e apparvero inque lunghe torce di cera grosse quasi come un palo di vigna. Sta morendo spiC con vocP cupa Peppone. llora don Camillo si rieOrd che qualcuno gli avea detto che il bambino di Peppone da quattro o cinque iOrni tava male, ma dOn Camillo non ci a-e'a fattU nlolto caso credendo si trattasse di cosa da poco. E ori capia il silenzio di Peppone. Sta morendo disse Peppone. .ccendetele subito. Don Gaznillo and in saristia a prendere dei candelabri e, infilate le cinque rosse torce di cera, si accinse a disporle davanti al Gristo. No, disse con rancore Peppune quello l uno della vostra congrega 1. :lecendetele davanti a quella l che non fa della politiea =. Don Camillo a sentire chiamare "quella l" la Madonna strinse i denti e sent una voglia matta di rompere la testa a Peppone. Ma tacque e and a disporre le candele accese davanti alla statua della Vergine, nella cappelletta a sinistra. Si ,olse verso Peppone. Diteglielo! ordin con voce dura Peppone. .llora don Camillo si inginocchi, e sottovoce disse alla Madonna che quelle cinque grosse candele gliele offriva Peppone pereh aiutasse il suo bambino malato. Quando si rialz, Peppone era scomparso. Passando davanti all'altar maggiore, don Camillo s segn rapidamente e tent di sgattaiolare via, ma la voce del Gristo lo ferm. Don Camillo, cos'hai? > Don Camillo allarg le braccia umiliatissimo. NIi dispiace, disse che abbia bestemmiato cos, quel disgraziato. N io ho trovato la forza di dirgli niente. Come si fa a fare delle discussioni con un uomo che ha perso la testa pereh gli muore il figlio? Hai fatto benissimo rispose il Cristo. La politica una maledetta faccenda spieg don 1 congrega: congregazione, confraternita, ma anche riunione di persone per lo pi con scopi poco onesti. 7 pi probabile che Peppone usasse il termine in quest'ultimo senso. = quella l... olitica: secondo Peppone la Madre del Signore n,n fa politica, ma il Figlio s. Cimillo. Voi non dovete averene a male, non dciete cssere severo con lui. E pereh dovrei giudicarlo male? su5urr il Crito. Egli onorando la 1\ladre mia mi riempie il cuore di dolcezza. Mi spiace un po che labbia chiamata "quella l'. Don Camillo scosse il capo. vete inteso male protest. Egli ha detto : '.ccendetele tutte davanti alla Beata 'ergine Santissima che sta in quella cappella l. Figuratevi! Se avesse avuto il coraggio di dire una cosa simile, fili o non figli lo avrei cacciato fuori ! Ho proprio piacere che sia c:os rispose sorridendo il Gristo. Proprio picere. Per parlando di me etto "quello l'. Non lo si pu neare ammise don Camillo. :\d ogni modo io sono convinto che egli lo ha detto per fare un affronto a me, non a voi. Lo giurerei, tanto ne sono convinto. Don Camillo use, e dopo tre quarti d'ora rientr pieno di orgasmo. Ve l'avevo detto? grid sciorinando un pacco sulla balaustra. Mi ha portato cinque candele da accendere anche a voi! Cosa ne dite? molto bello tutto questo rispose sorridendn il Gristo. Sono pi pic:colette delle altre, spie don Camillo ma in quete cose, quello che conta l'intenzione. E poi dovete tener presente che Peppone non ricco e, con tutte le spese di medicine e dottori, si inguaiato 'j fino ali occhi. Tutto ci molto bello ripet il Gristo. Presto le cinque candele furono accese e pareva c-he fossero cinquanta tanto splendevano. 3 inguaiato : messo nei guai, nei pasticci. Pagina 52

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi 202 20 Si direbbe persino che mandino pi luce delle altre osserv don Camillo. E veramente mandavano molta pi luce delle altre pereh erano cinque candele che don Camillo era corso a comprare in paese facendo venir gi dal letto il dro;hiere e dando soltanto un acconto pereh don Camillo era povero in canna. E tzztto questo il Gristo lo sapeva benissimo e non disse niente, ma una lagrima scivol i dai suoi occhi e rig di un filo d'argento il legno nero della croce. E questo voleva dire che il bambino di Peppone era salvo. E cos fu. Appuntax-si sul petto una medaglia xneritat:i ixx gxxerra nei giorni che celebrano la vittox-ia. non r una "debolezza' ma un degno modo di onorare i morti, di rivivere nel ricordo la pi terribile delle esperienze uxnane, un proporsi di amare la pace e lottare con tutte le forze pereh essa trionfi insieme con la giustizia. In questo capitolo, pur con linuaggio diverso, don Camillo e Peppone sono fondamentalmente d'accordo. Nel pomeriggio del giorno 3, comparve in canonica Barchini, il cartolaio-tipografo. Nessuno ancora disse Barchini. Si vede proprio che hanno intenzione di non fare niente. C' ancora tempo obiett don Camillo. Non sono neanche le quattro. Barchini scosse il capo. Corto che sia il testo, mi ci voliono sempre tre ore per comporlo. Poi c' la correzione e poi la stampa. A tampare col torchio 1, un foglio alla volta, un macello '. Potee essere sicuro, don Camillo. Caso mai mando ad avvertirvi. Per prudenza don Camillo aspett aneora un'ora. Poi, non avendo pi avuto nuove del Barchini, si infil la palandrana 'j e and in municipio. Il sindaco, naturalmente non c'era; allora punt deciso sull'offxcina di Peppone e 1 to,chio : macchina da stampa a vite, la prima adottata nell'arte tipografica, e ora usata solo per lavori accessori. ' macello : un disastro ; il termine del linguaggio familiare e di tono scherzoso. ' alundrana : soprabito lungo, largo e sgraziaui. 207 qui trov il sindaco intento a rifare la vite a un bullone. Buona sera, signor sindaco. Qui non c' nessun sindaco rispose l'altro con ma?arbo, senza neppure alzare gli occhi dal suo lavoro. IL sindaco sta in municipio. Qui c' soltanto il cittadino Giuseppe Bottazzi che, mentre gli altri vanno a spasso, si rompe il filo della schiena per guadagnarsi il pane. Don Camillo non si scompose. Giusto ribatt. Si potrebbe allora chiedere un favore al cittadino Giuseppe Bottazzi, o arrivato l'ordine che il compagno Peppone deve comportarsi da villanzone anche fuori servizio? Peppone interruppe il suo lavoro. Sentiamo borbott sospettnso. Ecco spieg con bel garbo don Camillo. Bisognerebbe che il cittadino Giuseppe Bottazzi fosse tanto gentile da dire al compagno Peppone che, quando incontra il signor sindaco, lo preghi di mandare al parroco don Camillo una copia del manifesto che il comune ha fatto stampare in occasione del 4 novembre , perch don Camillo vorrebbe affiggerlo all'albo del suo ricreatorio. Peppone riprese a lavorare. Dite al signor parroeo che all'albo del suo dopolavoro ci appiccichi la fotografia del Papa. C' gi spieg dnn Camillo. i'desso mi oceorrerebbe una copia del manifesto per il 4 novembre, cos domani potr leggerlo ai ragazzi e spiegare il significato della data. Peppone sghignazz. Guarda un po' ! IL reverendo che sa il latino e ha studiato dei libri di storia di mezzo quintale l'uno ha proprio bisogno che il meccanico Peppone, il quale ha fatto ' 4 nouem Te : festa nazionale che ricorda la fine della prima guerra mondiale (4 novembre 1918) e la vittoria dell'Italia sull'Austria con l'annessione di Trento e Trieste, che ancora mancavano all'unit della patria. 208 la terza elementare, gli dia idee per spiegare il 4 novembre! 'Ii dispiace, ma stavolta vi andata male. Se credevate di potervi divertire spiegando lanalisi logica dei miei errori di grammatica, vi sbaliate. Sbagli tu protest calmo don Camillo. Io non ho nessttna intenzione di divertirmi cercando errori di grammatica nello seritto del meccanico Peppone. lo voglio semplicemente chiarire ai miei ragazzi quello che pensa la pi alta autorit del paese sul 4 novembre. Io, parroco, parlando del 4 novembre, voglio essere d'accordo con te, sindaco. Pereh esistono alcune cose nelle quali tutti dobbiamo essere daccordo. Quindi non questione di politica. Peppone conosceva perfettamente don Gamill e gli si piant davanti, coi pugni sui fianchi. Don Camillo : diamole un taglio alla poesia e veniamo al sodo. Lasciate stare la storiella del manifesto da appiecicare all'albo e ditemi cosa volete da me. Non voglio niente. Desidero sapere se il manifesto per il novembre l'hai fatto o non lhai fatto. Se non l'hai fatto sono qui io per aiuta.rti a buttarlo gi. Grazie del pensiero gentile ! Ma il manifesto non l'ho fatto e non lo far! Ordine dell' ^git-Prop? Oi diie di I;uli ! > ;rid Feppnne. Ordine della mia coscienza e basta! Il popolo ne ha piena l'anima di uerre e di vittorie. IL popolo sa benissimo cosa sono le guerre, senza bisogno di esaltarle con discorsi e proclami. Don Camillo scosse il capo. Sei su una strada sbagliata, Peppone. Qui non si tratta di esaltare una guerra. Si tratta di rendere un omaggio di ricnnoscenza a coloro che in quella guerra hanno sofierto e ci Pagina 53

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi hanno rimesso la pelle. Balle! Gon la scusa di ricordare i morti e le sofferenze, si fa della propaganda militarista, guerraiola e monarchica! L'eroismo, il sacrificio, uello che muore but209 n. ", pt,r, tando la stampella dietro al nenzico in fuga ', le canipune cii San Giusto, Trento e Trieste, il Grappa ', la Sara di Santa Gorizia , il Piave che mormorava ", il bollettino della vittoria 1', gli immancabili destini: tutta roba che puzza di monarchia e di regio esercito e che erve soltanto per montare la testa ai giovani e far propaganda al nazionalismo 11 e all,odio contro il proletariato 1 . Perch salta fuori l'Istria 13, la Dalmazia l, le fojbe 1", Ti 5 quello che muore... in fuga: si accenna ad Enrico Toti, medaglia d'oro della prima guerra mondiale. Arruolatosi volontario, beneh privo di una gamba, si comport sempre valorosamente : ferito a morte nella conquista di una trincea presso Monfalcone (1916). lanci contro il nemico la sua stampella. g le campane di San Giusto : sono le campane della cattedrale di San Giusto a Trieste. 7 il Grappa : monte delle Prealpi venete (m. 1776), caposaldo italiano durante la prima guerra mondiale, tenacemente difeso contro gli Austriaci. sla Sagra di Santa Gorizia: poesia di Vittorio Locchi (18891917) in cui si rievoca con accenti epici la presa di Gorizia (agosto 1916). il Piaue che mormoraua : con le parole "IL Piave mormorava" inizia La leggenda del Piaue, canzone di guerra composta dal poeta napoletano E. A. Mario nel 1918. 'o il bollettino della sittoria : l'ultimo bollettino della prima guerra mondiale firmato dal generale Armando Diaz: annunciava la vittoria delle armi italiane e la sconfitta definitiva degli Austriaci. '1 nazionalismo : dottrina politica fondata sul concetto di nazionalit; per estensione, significa anche la rivendicazione esagerata di ci che nazionale. roletariato : classe dei proletari ; termine adottato dai socialisti per indicare i prestatori d'opera in contrapposizione ai capitalisti. Gomunemente indica i lavoratori salariati. I Istria : penisola sull'Adriatico ;ettentrionale tra il golfo d Trieste e quello del Quarnaro; appartenne all'Italia dal 1918 al 1947, anno in cui fu assegnata alla Jugosavia. '* Dalmazia : regione costiera della penisola balcanica (Jugoslavia) sull'Adriatico, dal Quarnaro alle bocche di Gattaro, ricca di isole e di insenature. Gi possesso dell'Austria, dopo la prima guerra mondiale fu assegnata alla Jugosavia (tranne le citt di Fiume, Zara, Spalato e Gattaro. assegnate all'Italia). Pass tutta alla Jugosavia nel 1947. s foje : avvallamenti del terreno, prodotti da erosione sotterranea, caratteristiche del Garsn e dell'Istria; divennero tristemente famose ai tempi della lotta partigiana. 210 to "', Stalin, il Comintern l', l'merica, il Vaticano, i nemici della religione eccetera, fino ad arrivare al punto che il proletariato il nemico della patria e quindi bisogna rifare l'impero 1 ! Peppone, via via che parlava, si era accalorato, e gesticolava come se tenesse un comizio. E quando ebbe finito, don Camillo disse con calma: Bravo, Peppone: sembri un articolo completo dell'L'nit'. Ad ogni modo rispondi alla mia domanda: non fai niente per la vittoria? Per la vittoria ho gi fatto un sacco di naja "" e questo basta! Mi hanno portato via a mia madre che ero ancora un ragazzo, mi hanno ficcato in una trincea, mi hanno riempito di pidocchi, d i mi hanno fatto marciare di notte, sotto lacqua con una tonnellata di roba sulla roppa, mi han fatto andare all'assalto mentre venivano gi pallottolecome grandine, mi hanno detto che mi arrangiassi quando sono rimasto ferito. Ho fatto il facchino, il becchino, il cuciniere,1 artigliere,l'infermiere, il mulo, il cane, il lupo e la jena. Poi mi hanno dato un fazzoletto con su l'Italia, un vestito di cotonaccio, un foglio con scritto che avevo fatto il mio dovere, e io sono tornato a casa per andare a implorare lavoro da quelli che si erano fatti i milioni alle spalle mie e di tutti gli altri disgraziati! Peppone si interruppe e lev solennemente l'indice. 18 Tito : pseudon. di Josip Broz (1892- ), presidente della Repubblica Federativa Jugosava dal 1953. l'Comintern: abbreviazione per "Internazionale Gomunista". Designa la IlI Internazionale proclamata a Mosca nel 1919. L'Internazionale l'associazione operaia socialista dei lavoratori di tutto il mondo con lo scopo di coalizzare il proletariato contro il capitalismo. La I Internazionale fu fondata a Londra da Karl Marx nel 1864. 'e l'imero : quello di Abissinia proclamato da Mussolini nel 1936 a conelusione della guerra etiopica. ' llnit: giornale ufficiale del Partito Gomunista Italiano. naja : servizio militare ; parola di uso gergale. 211 Questo il mio proclama concluse. E se volete finirlo con una frase storica, metteteci in rosso che il compagno Peppone s vergogna di aver combattuto per arricchire questa gente, e oggi sarebbe soltanto orgoglioso di poter dire : sono stato un disertore 1 ! Don Camillo tentenn il capo. Scusa tanto chiese. Pereh nel '43 sei andato in montagna? E cosa c'entra? grid Peppone. Questa tutta un'altra cosa. Qui non mi ha mica comandato Sua Maest di andarci ! Ci sono andato di mia spontanea volont. E poi c' guerra e guerra ! url Peppone. Io quando ero lass non facevo della politica. Io difendevo la patri a ! Gome? eselam don Camillo. Mi pareva d'aver sentito che parlavi di patria. G' patria e patria spieg Peppone. Quella del '15-18 era una patria, quella del '43-45 era un'altra`2. Pagina 54

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi Per la messa in sufiragio dei Gaduti in guerra la chiesa era zeppa. Non ci fu discorso: don Camillo disse semplicemente: Alla fine della messa i bambini del ricreatorio si recheranno a deporre una corona al monumento . E alla fine della messa, tutti si incolonna:ono dietro i bam z' disertore : chi abbandona il reparto dell'esercito, cui appartiene; chi passa al nemico. llisertare sempre un atto di vigliaccheria che, in tempo di guerra, punito con la fucilazione. =z C' atria... un'altra : con linguaggio semplice Pepponc vuol dire che la guerra del 1915-18, l'ultima dell'indipendenza italiana. sulla cui necessit parte della classe dirigente italiana non era d'accordo, u profondamente diversa dalla.lotta armata condotta spontaneamente dal popolo (1943-45) per scacciare lo straniero tedesco e promuovere un rinnovamento del paese s che potesse inserirsi tra le nazioni democratiche, dopo il ventennio di dittatura fascista. In questo discorso Pepponc fa un po' di confusione. Afldati perci allo studio sistematico della storia di questi periodi che ti consentir di approfondire e comprendere le cause e ie conseguenze di questi due grandi fatti storici. 2t2 bini, e il silenzioso corteo sfil per il paese, fino alla piazza. La piazza era deserta, ma ai piedi del monumentino ai Gaduti, qualcuno aveva deposto due grosse corone di fiori. Ina con nastro tricolore, e sul nastro c'era scritto "IL Gomune" ; l'altra tutta di garofani rossi, e sul nastro cera seritto "ll popolo". Le ha portate la "squadraccia", mentre voi stavate dicendo la messa spieg il padrone del caff della piazza. C'erano tutti meno Peppone. Fu deposta la corona dei ragazzi e, senza discorsi,l'assembiea si sciolse. Nel rincasare don Camillo incontr Peppone. Quasi non lo riconosceva pereh piovigginava, e Peppone era imbacuccato nel pastrano. Ho visto le corone disse don Camillo. Le corone? Quali? chiese con indifierenza Peppone. Quelle del monumento. Belle. Peppone si strinse nelle spalle. Ah, dev'essere stata un'idea dei ragazzi. Pereh, vi dispiace? Figurati. Davanti alla canonica Peppone fece per andarsene, ma don Camillo lo trattenne. Vieni a bere un bicchiere. ion avvelenato, puoi star sicuro. Ln'altra volta borbott Peppone. Voglio andare a casa. Sto poco bene, oggi non ho neanche potuto lavorare. Ho freddo: brividi per tutta la vita. Brividi? Le solite influenze di stagione. L'unica medicina un bicchier di vino. Anzi, ho delle magn:fiche compresse di aspirina: entra. Peppone entr. Siediti, intanto io vado a prendere la bottiglia disse don Camillo. Quando torn, di l a poco, col vino e i bicchieri, 213 trov Peppone che si era seduto, ma non si era tolto il pastrano. Ho un freddo cane spieg Peppone. Preferisco rimanere coperto. Fai il comodo tuo. Porse a Peppone un bicchiere colmo e due pastiglie bianche. Manda gi. Peppone mand gi l'aspirina e ci bevve sopra il vino. Don Camillo usc un momento e rientr con una braceiata di legna che cacci nel camino. Una fiammata far bene anche a me spieg don Camillo dando fuoco alla legna. Ho ripenato alle tue parole di ieri disse don Camillo quando la vampa si alz. Dal tuo punto di vista hai ragione tu. Per me la faccenda della guerra stata una cosa tutta diversa. Aneh'io ero un pretino appena sfornato dal seminario quando mi ci trovai dentro. Pidocchi, fame, naja, pallottole, sofierenze, preciso come per te. Io non andavo all'assalto, si capisce, ma andavo a raccogliere i feriti. Ma per me la cosa era diversa: era il mio mestiere, e questo mestiere me l'ero scelto io. Per te la cosa era un'altra: il tuo mestiere non era quello del soldto. Per fortuna, pereh quelli che fanno il soldato per mestiere son davvero tutta gentaccia j. Be' questo non sempre vero borbott Peppone. Anche fra gli ufciali efettivi e' della brava gente. E poi, bisogna riconoscerlo, girano con la caramella `', per quando c' da rischiare la pelle la rischiano senza tante storie. quelli che fanno il soldato... gentaccia : don Camillo vuole provocare con questa battuta la reazione di Peppone. I combattenti italiani e i loro uflciali, come hanno dovuto spesso riconoscere gli stessi nemici, hanno sempre compiuto il proprio dovere con alto spirito di sacrificio anche in condizioni talora disastrose. Peppone lo sa e lo ammetter onestamente. ' caramella : monocolo, lente che si applica a un solo occhio. 214 d ogni modo cnntinu don Camillo per me il rimaner sotto le pallottnle a curar feriti e dare Iolio santo ai moribondi rappreentsz-a l niio mestiere di prete. Quindi per un prete, troarsi in mezzo a una epidemia di colera, in mezzo a un terremoto o a una uerra una pacchia. la cuccagna per uno che si uadana la -ita sal-ando le anizne '. :\la uno cozne te, cosa ha da sal-are in una ;uerra La pelle! Peppone fece per spostarsi pereh le fiamzne nel camino erano infernali, e co;, con due aspirine in corpo e un pastrano addoso, cera da senppiare di caldo. o, Peppone disse don Camillo. Se ti sposti morto il gioco. L'aspirina la si prende per sudare. Pi sudi e pi prestc uarisci. &etici opra un 3ltre iEiere di vino piuttoto. freco e ti tnglier la sete. Peppone be-ette due bicchieri di vino e si asciu il sudore. Pagina 55

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi Proprio cos continu don Camillo. Io capisco benissimo che uno il quale ; costretto a rischiare la pelle, cos, senza nessuno scopo, non desideri che squagliarsela. In queste condizioni, uno che fa il disertore non un pauroso, semplicemente una creatura uznana che segue il suo istinto di conservazione. e-i, Peppone. Peppone bevette. C Tronda-a, e pareva dovesse scoppiare da un tnnmentn a?l'altrn. desso puoi toglierti il pastrano lo consigli don Camillo. Gos quando poi esci, te lo rimetti e non senti il trapasso dal caldo al freddo. No, non ho caldo. Io sono uno che ragiona continu don Camillo. Hai fatto benissimo a non mettere fuori nessun manifesto. Saresti venuto meno ai tuoi princpi c'. Ieri io pen s la cuccagna... aninae : dun Camillo ironizza. Recare conforto ai moribondi in guerra non certo senza periroli. IL rompito dei cappellani , anzi. unc, dei pi rischicsi. "' Saresti... tuoi rincipi : i prinripi di Peppone sono pacifisti. 215 savo semplicemente ed egoisticamente al mio caso: per me c'era l'interesse, l'affare, nella guerra''. Figurati che una volta, per la smania di salvare un'anima e di mettermi in bella luce sentendomi chiamare da uno che era stato bloccato da una palla fra la nostra trincea e quella austriaca, saltai fuori della trincea e andai a raccontargli le solite cose che si dicono ai moribondi e mi mor tra le braccia. Io ci presi un paio di pallottole di striscio in testa, roba da niente, ma si fa per dire. Lo so questo fatto disse cupo Peppone. L'ho letto sul giornale militare che ci portavano in trincea, invece di portarci da mangiare. Vi diedero anche la medaglia se non sbaglio. Don Camillo si volse e guard un quadretto appeso alla parete. L'ho messa l disse. Troppe medaglie ei sono in giro. Voi avreste il diritto di portarla protest Peppone dopo aver cacciato gi un altro bicchiere. Ghi non ruba le medaglie ha il diritto di portarle. Non parliamo di queste cose con te che giustamente hai tutto un altro concetto della guerra. Ma togliti il pastrano, Peppone ! Peppone pareva il diluvio universale del sudore, tantc aveva caldo, ma era testardo come un mulo. E non si cav il pastrano. In fondo, coneluse don Camillo tu che disprezzi cos tutto quanto appartiene alla retorica patriottarda 2s tu che hai come massimz che la tua patria il mondo, sei pi nel giusto degli altri. Poich per te un giorno come n er me c'era l'interesse... nella guerra : qui l'ironia si fa pi profonda e pi amara. Quale interesse pu avere un cappellano militare, spesso vittima della violenza e dell'odio dei contendenti, con i quali per divide tutti i disagi? '" retorica patriottarda : sfoggio di frasi vuote, falsamente patriottiche. 21fi quello della vittoria rappresenta una data nefasta29 in quanto chi vince una guerra pi propenso a fare un'altra guerra di chi perde. vero che in Russia danno la medaglia ai disertori e puniscono quelli che fanno atti di coraggio in guerra `jo? L ffa ! grid Peppone lo sapevo che avreste trovato il modo di buttare la faccena in politica! Dovevo immaginarmelo ! Poi si calm improisamente. Muoio dal caldo sospir. E evatelo questo pzstrano ! Peppone si tolse finalmente il pastrano, e allora si vide che Peppone aveva appuntata al bavero della iaccz la medaglia d'argentc che sera guadagnata nella guerra '15-18. Be' disse don Camillo cavando dal quadretto la sua medaglia d'argento e appuntandosela sulla tonaca. un'idea. ora avvert la vecchia serva afifacciandosi. Possamo andare a mangiare un boccone disse don Camillo. laniarono, bevvero un numero considerevole di bottiglie e, alla fine, brindarono a non so quali vecchie carczsc i enerzii deiaitrz guerra. Poi, verso sera, Peppone si rimise il cappotto e si avvi verso la porta. Spero che non sfrutterete ignobilmente questo episodio di debolezza `t. " nefasta : funesta infausa. ' nero che in Russia... in guerra : in nessun paese del mondo si danno le medaglie ai disertori e si puniscono coloro i quali compirono atti di coraggio in guerra. Don Camillo lo sa benissimo, ma tenta con ogni mezzo di "buttare la cosa in politica" per provocare Peppone : e lo scopo c'. " episodio di debolezza: non debolezza puntarsi sul petto la medaglia, che si meritata compicndo eroicamente il proprio dovere. Ma Peppone vuol fare il duro. 217 I\o rispose don Camillo. Ombre di morti volteggiaano nella luce incerta di un cielo bigio da Sagra di Santa GoI-izia, e pare-a un quadro allegorico 3 di Plinio omellini 'j'. PA R.'

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Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi

g' allegorico : che rappresenta idee e concetti mediante simboli. Plinio lVomellni : pittore livornese (1866-1943) allievo del Fattori. IL tono del racconto grave e drammatico. Non si tratta, cozne spesso accadezto. di ripicche o di minacce, risoltc: il pi delle volte con uzla scarica di male parole. Qui siamo di fronte a un delitto, il piz assurdo. il pi insensato, pereh senza un movente preciso, come sola espressione di odio, di violenza e del desiderio di giustizia sommar:a. E don Camillo sembra perdere la fede in un'uznanit migliore, disposta all'azncre e al perdono, secondo il precet;o ean. Peppone fin di leggere il giornale arrivato con la posta del pomeriggio, poi dis;e allo Smilzo, il quale aspettava i ordini seduto su un fu;to, in un an;olo dell'officina: Piglia la macchina e porta qui la squadra entro un,ora . Roba grave' si inform lo Smil7o. Fila grid Peppone. Lo Smilzo mise in moto il odge e part. Dopo tre qcrii iit i ii i I iti iv I 211t1c:lIlqU2 uoIllllll 1211a squadra. Sal anche Yeppone e arrivarono ben presto alla casa del popolo. Tu stai di guardia alla macchina ordin Peppone allo Smilzo. Se vedi qllalcosa di poco chiaro, chiama. ' Quando furono nella stanza delle adunanze, P2ppone tenne rapporto. Qui, dis,e picchiando la manaccia ul foglio che recava 2normi titoli la faecenda arrivata al punto massimo : ci siamo. I.a reazion2 1 scatenata ; si spara ' reuziune : le forze che si opporrgurro ad ogrzi programma rifornratore e lottano snlo per manterrerc i lon privilegi. 221 contro i compagni, si gettano bombe contro tutte le sedi del partito. Lesse ad alta voce alcuni pezzi del giornale, che era poi Milano-sern, un folio milanese del pomeriggio. E badate che chi dice queste cose non un giornale del nostro partito ! un giornale indipendente e non ci sono storie, pereh ci sta seritto sotto la tetata ! FiguriamOci ! brontol il Brusco. Se sono costretti a dire cos anche i giornali indipendenti i quali tirano sempre verso destra e ci fanno l'opposizione tutte le volte che possono, figuriamoci come in realt debbono essere ancora pi gra-i le cose! Non vedo l'ora di leggere domattina l'Unit. Il Bigio si sirinse nelle spalle. Troverai forse di meno disse. 1lUnit ci sono dei compagni in gamba, ma tutti letterati, gente di cultura, i quali fanno della ran filosofia, ma tendono sempre a minimizzare queste faccende per non eecitare il popolo. Gente istruita che si prenecupa di star empre nella regola e nella legalit agiunse il PellerOea. Poeti ', pi che altro ! conc luse Peppnne. Per gente che, quando piglia in inan0 la penna, d via delle lenate che ti appic-c-ic-ann l murn. Ripreseru a parlre dell ;ituazionc, furono riletti i pezzi principali del giOrnale milanese e commentati. Qui la rivOluzione fascista " in atto disse Peppone. Qui da un mOmento all,altr0 risaltano fuori le squadre d'azione che bruciano le cooperative e le case ' tirano... desra : cio versn la reazione. Gli espnnenti dei partiti conservatori siedono infatti alla destra del presidente del parlamento. " Poeli : detti, in senso spregiativc,. per indicare chi frcori della c-alt e vive in un mondo di sc,gni. Pagina 57

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi 'riuoluzione fasci.stn: rivilexzione che, ccm il pretesto di xnettere ordine negli anni sxicc-essivi alla prima gecerra xnc,x-cdiale. tnlse :;li Italiani la lihert. 222 del popolo e cominciano a stan;are gente e a purgarla -'. IL giornale parla di ,sedi fasciste" e di "squadristi': non c, da equivocare. Se si trattasse di semplice qualunquismo, capitalismo, monarchia o altra roba, parlerebbe di "reazionari, di ,nostalgici, ' eccetera. Qui si parla chiaro e tond0 di fascismo e di squadre d'azione. E badiamo che un giornale indipendente. Qui noi dobbiamo essere pronti a frnnteggiare oni evenienza. IL Lungo disse che, seeOndo lui, prima che si muovessero li altr:, avrebbero do-uto muoversi loro: conoscevano uno per uno tutti i reaziOnal-i e gli ex del comune. Si vanno a trovare uno per uno a casa, si legnano e non se ne parla pi. CC Bah, ii Obiett0 11 Br'SCC ' :i Sml3r3 siamo immediatamente dalla parte del torto. Qui anche il giornale dice che bisogna rispondere alle provocazioni, non provocare le provocazioni. Pereh, se provochiamo, sono loro che hanno diritto di rispondere. Peppone appro-. Se si deve legnare uno, lo si deve lenare con giustizia e democrazia ". ' le.squadre dazione... purgnrln : i fascisti, riuniti in gruppi (squadre d'azione, dette in seguitn, popc,larmente. "squadracee") andavano a hruciare le conperatie agricole che sapevano ostili al loro miivnentc" c,ppure preleaianci dalle lc,ro case ciiloro che si facevano pubblicaniente cor;i,scere come neinici del fascismo, li picchiavano facean loro ingerire un bicchiere di olio di ricino (per urgare le idee, si diceva). qualunquismo : movimento politieo di destra sorto nel 1945, che ispir la sua azione agli interessi e ai sentimenti degli uomini comuni e non a ideologie pulitiche ; -enne a signific-ax-e rxn atteggiamento di rnediocre indifferenza ersc, i problemi politici e sociali. ' no.;talgici : con questo termine dal tono lievernente dispregiativo sono indicati coloro che ancor oggi hannci nostalgia dei metodi forti della dittatura fascista. " gli ex : cio gli ex militanti fascisti. legnare... democrazia : i termini sono in eontraddizione : "legnare" il prossimo azione nettanrente ccintraria ai principi della democrazia, che vuole libert di pensierc,, di azione e di associazione per tutti, entro i lniti imposti dalla Iegge. 223 Era caduta la era: in ri-a al fiume, dautunno, comincia a enir sera al:e dieci di mattina, e laria ha il colore dellacqLza. Discussero eon calzna unaltra mezzora, quando ad un tratto si ud uno scoppio che fece tremare i vetri. L'scirono e trovarono lo Smilzo abbandonato per terra dietro al carzzion, come znorto, con la faccia piena di sanue. lfidarono il corpo esanime dello Smilzo alla moglie del custode e saltarono sul camion. Via ! url Peppone, mentre il Lungo prendeva il volante. Partirono a razzo e, fatti due o tre chilometri, il Lungo si volse verso Peppone. Dove andiamo' Gi borbott Peppone. Dove andiamo? Frenarono e raccolsero le idee. Fecero marcia indietz-o, ritornarono in paese e si fermarono davanti alla sede dei democristiani. Trovarono un tavolo, due sedie e un ritratto del Papa, e buttarono tutto gi dalla finestra. Poi risalirono sul camion e puntarono decisi verso l'Ortaglia. Non pu essere stato che quel vigliacco del Pizzi 1" a lanciare la bomba che ha mmZZltJ 1C Smilzc > disse il Pellerossa. Ge lha a morte con noi dalla volta che abbiamo litigato quando cera lo sciopero dei braccianti. 'Ci vedremo", ha detto. Circondarono la casa, che era isolata. Entr Peppone. Il Pizzi era in cucina e stava rimestando la polenta. La moglie preparava la tavola e il ragazzo, inginocchiato davanti al focolare, metteva legna sul fuoco. IL Pizzi alz gli occhi, vide Peppone, cap che qual ' quel sigliacco del Pizzi : quando gli animi sono esasperati, facile accusare senza prove e fare di un inno cente uIlcapro espiatorio. cosa non andava. Guard il z-agazzino che gioca'a tranquillo ai suoi piedi. Cosa vuoi? chiese. Hanno buttato una bomba davanti alla sede ed hanno ammazzato lo Smilzo! grid Peppone. Io non centro rispose il Pizzi. La moglie si avanz. Pi;lia il ragazzo e vattene disse il Pizzi. La donna agguant il ragazzo e si ritrasse. TLz hai detto che ce l'avresti fatta pagare quando abbiamo questionato per lo sciopero dei braccianti. Tu sei uno sporco reazionario. Peppone si avanz, minaccioso, ma il Pizzi fece un pao indietro e, agguantta uz iivre clze s as ripiano del camino, la punt contro Peppone. Fermati, Peppone, o ti fulmino ! In quel momento qualcurzo che stava in agguato fuori, spalanc la finestra, spar una revolverata, e il Pizzi cadde a terra. Gadendo lasci partire dalla sua rivoltella un colpo clze and a perdersi nella cenere del focolare. La donni abbass gli occhi sul corpo del marito e si mise una mano davanti alla boeca. IL ragazzo si butt sul padre e cominci a urlare. Montarono in fretta sul camion e si allontanarono in silenzin. Prima di arrivare in paese si fermarono, scesero e si avviarono alla spicciolata. Davanti alla casa del popolo cera gente, e Peppone incontr don Camillo che ne stava uscendo. morto? chiese Peppone. Ci vuol altro! rispose sghignazzando don Camillo. Bella figura che avet fatto bruciando il tavolo della sede dei democristiani. Ci sar da ridere ! Peppone lo guard cupo. Pagina 58

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi G' poccda ridere, caro reverendo, qui si tratta di bombe ! Don Camillo lo guard con interesse. 224 225 Peppone, gli disse i ca.si sono due: o sei un mascalzone o sei un cretino. Invece Peppone non era n Iuno n l'altro. Semplicemente non sapeva ancora che non era scoppiata una bomba, ma la gomma del Dodge, quella ricostruita, che stava dietro, sotto il letto del camion. E un pezzaccio di gomma aveva colpito alla testa il povero Smilzo. :nd a guardare sotto il camion e vide la gomma sbudellata, e allora pens al Pizzi disteso sul pavimento della cucina e alla donna che aveva messo una mano davanti alla bocca per non urlare e al ragazzo che invece urlava. P , Intanto la gente rideva. Poi, do o un ora, smise di ridere pereh si sparse in paese la voce che il Pizzi era stato ferito.

Mor la mattina dopo, e quando i carabinieri andarono a interrogare la moglie, la donna li guard con occhi sbarrati dal terrore. Avete visto nessuno? Ero nell'altra stanza, ho sentito sparare un colpo e ho trovato mio marito per terra. Non ho visto niente altr0. Il ragazzo dov'era' Stava gi a letto. ^desso dov'? L'ho mandato da sua nonna. Non si riusc a sapere niente altro. La rivoltella risult mancante di un colpo, il proiettile che aveva ammazzato il Pizzi era entrato da una tempia, il calibro della palla era identico a quello della rivoltella che aveva in pugno il Pizzi. Si coneluse che era stato un suicidio. Don Camillo lesse il verbale, lesse le dichiarazioni dei familiari con la conferma che il Pizzi da temp0 era 226 preoccupat0 per un rosso afiare di semi andato malamente, e che pi volte aveva espresso la volont di farla finita; poi si rec a conferire col Cristo. Ges, disse addolorato questo il primo morto del paese cui non posso fare l'ufcio f,lnebre, ed giusto che sia cos pereh chi uccide se stesso uccide una creatiira di Di0 e si danna, e non avrebbe neppure diritto di riposare in un camposanto, a voler essere severi 11. Gertamente, don Camillo. Ma se si tollera che egli sia sepolto in un camposanto, eli per dovr arrivarci solo, pereh chi rinuncia alla sua umanit si abbassa al rango degli animali. La tiiattina dOpO (era dmnicj n Gamilpronunci durante la messa un terribile discorso sul suicidio. Fu spietato, tremendo, implacabile. Il funerale del Pizzi si svolse nel pomeriggio stesso. La bara fu caricata su un carro di terza classe disadorno, che si mise in moto traballando. E dietro, su due barocci, erno la mo;lie, il figlio e due fratelli del Pizzi, Quando il traporto entr in paese, la gente chiuse le _elosie e si mise a sbirciare tra le fessure. A un tratto accadde qualcosa da togliere il respiro: sbuc improvvisamente don Camillo con due chierichetti e la croce e, posTOsl d1'Int1 al carro, prese a camminare salmodiando '. Giunto al sarat0, dOn Camillo fece un cenno ai due fratelli del Pizzi che, tolta la bara dal carro, la recarono in chiesa. Qui don Camillo celebr l'ufficio dei defunti, ' a e nler es.sere ser eri : iI suicidio una violenza contl-o se stessi che la Chiesa condanna privando chi si macchia di tale peccato dei funerali rc:ligiosi. '' pre.ce a cnmminnre.snlmodiando : dc,n Camillo ha intuito che il morto non un suicida. noni,stante il verbale dell'autorit giudiziaria, e non esita a compiere il suo dovere di sacerdote anche contro il parere di tutta la pc>pc,lazione che, pavidamente. assiste ai funerali sbirciando tra le fessure delle gelosie. 227 e benedisse la salma. Poi ritorn davanti al carro funebre e, a piedi e salmodiando, travers tutto il paese. Non un'anima si fece vedere. Al eamposanto, calata la bara nella fossa, don Camillo gonfi il petto, e grid con voce di tuono : Dio premi la tua vita onesta, o galantuomo Antonio Pizzi . Poi gett un pugno di terra nella fossa e, benedetta la bara, usc lento e travers il paese, spopolato dalla paura. Ges disse don Camillo quando fu arrivato. Avete qualcosa da rimproverarmi? S, don Camillo: quando si va ad accompagnare al ciiIiitero un povero defunto, non ta bene portare una pistola in tasca. Capisco, Ges rispose don Camillo. vrei dovuto infilarla in una manica, pi a portata di mano. No, don Gamllo, questi arnesi si lasciano a casa, anche se si tratta di accompagnare la salma di uno che ... stato suicidato 13. Ges, disse don Camillo volete scommettere che una commissione composta dei miei pi fedeli baciapile I seriver indignata al vescovo che io ho commesso un sacrileio accompanando al cimitero un suicida? No, rispose il Cristo non commetto pereh la stanno gi serivendo. Gon questo atto mi sono attirato l'odio di tutti : di quelli che hanno ucciso il Pizzi, di quelli che, pur sapendo, come sanno tutti qui, che il Pizzi stato ucciso, ... stato suicidato : l'uso errato del verbo "suieidarsi" (che riflessivo e quindi non pu avere forma passiva) vnluto dall'Autore per esprimere. secondo il suo stile, ia mutua intesa fra il Gristo e don Camillo. Entrambi sanno con certezza che il Pizzi " stato ucciso". " baciaile : termine spregiativo per indicare persona bigotta e ipocrita per la quale la religione solo un fatto esteriore. La "pila" il contenitore dell'acqua benedetta. Pagina 59

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi 228 avrebbero trovato comodo che nessuno metiese in dubbio il suicidio. Degli stessi parenti del Pizzi che avrebbero gradito far credere che neppure sospettavano che non si fosse suieidato. L Tno dei fratelli mi ha chiesto: "Ma non proibito portare in chiesa i suicidi?" Della moglie stes;a del Pizzi che ha paura non per s ma per suo figlio, e tace per difendere la vita del figlio 1". La porticina dell'entrata laterale cigol, e don Ganlillo si volse, ed apparve il ragazzo del Pizzi. Il ragazzo si ferm davanti a don Camillo. Vi ringrazio a nome di mio padre disse con voce grave e dura da uomo fatto. Poi se ne and silenzioso come un'ombra. Ecco, disse il Gristo eco qualuno che nsn i odia, don Camillo. Ma il suo cuore pieno di odio per chi li ha ucciso il padre, ed una dannata catena che nessuno riesce a spezzare. Neanche voi che vi siete fatto mettere in croce. IL mondo non finito rispose sereno il Gristo. IL mondo appena cominciato, e L ass, il tempo lo si misura a miliardi di secoli. Non bisogna perdere la fede, don Camillo. G' tempo, c' tempo lfi.

" f>er difendere la i ita del figlio : purtroppo l'odio genera odio e la violenza genera violenza. "' C' tempo, c' temo : toccanti sono le parole del Gristo che esorta don Camillo a non perdere la fede in un'umanit migliore, pi disposta aIl'amore e al perdono, secondo il prec:etto evangelieo. LA PAURA G0l'TINUA Proclamare la verit richiede coraggio e forza morale; il silenzio per vilt e per amore del quito vivere colpevole pereh rende complici di coloro che hanno fatto il male. Don Gamilio dalle colonne del suo giornaletto ha parlato e l'autor:t giudiziaria sta ora indagando sul delitto. Incombe su tutti un senso di pericolo e di minaccia. Persino don Camillo, forse per la prima volta, ha paura, pereh teme un agguato e non sa come frontegiarb: gnato ei a una mano... provvidenziale gli far salva la vita. Dopo l'uscita del suo giornaletto, don Camillo si trov completamente solo. Mi pare di essere in mezzo al deserto confid al Cristo. E non cambia niente anche quando ho intorno cento persone, pereh essi sono l, a mezzo metro da me, ma fra me e loro c' un cristallo spesso mezzo metro. Sento le loro voci, ma come se venissero da un altro nono. >, la paura, don Camillo rispose il Cristo. Essi hanno paura di te. Di me? Di te, don Camillo. E ti odiano. Vivevano caldi e tranquilli dentro il bozzolo della loro vilt. Sapevano la verit, ma nessuno poteva obbligarli a sapere, pereh nessuno aveva detto pubblicamente questa verit. Tu hai agito e parlato in modo tale che essi ora debbono saperla la verit. E perci ti odiano e hanno paura di te. Tu vedi i fratelli che, quali pecore, obbediscono agli ordini del tiranno e gridi: "Svegliatevi dal vostro letargo, 233 ~uardate le genti libere ; confrontate la ostra itst cii quella delle genti libere!'. Ed essi non ti saranno riconocenti, ma ti odieranno e, se potranno, ti uccideranno, perch tu li costringi ad accorgersi di quello che essi i sapevano ma, per amor di quieto viere, fingevano di non sapere. Essi hanno occhi ma non vogliono vedere. Essi hanno orecchie ma non vogliono sentire. Sono vili ma non vogliono che nessuno dica loro che sono vili. Tu hai resa pubblica una ingiustizia e hai messo la gente in questo grave dilemma: se taci tu accetti il sopruso, se non lo accetti devi parlare. Era tanto pi comodo poterlo inorare, il sopruso. Ti stupisce tutto questo? Don Camillo allarg le braccia. No disse. Zi stupirei se non sapesi che, per aver voluto dire la verit agli uomini, voi siete stato messo in croce. Me ne dolgo semplicemente. Arriv poi un messo dal vescovo. Don Camillo, spieg Monsignore ha letto il vostro giornale e ha saputo le reazioni che esso ha suscitato in paese. IL primo numero gli piaciuto, ma ci terrebbe molto che il secondo numero non contenesse la vostra necrologia 1. Vedete voi. Questo indipendente dalla volont della direzione > rispose dnn Camillo. E peri dnvrehhe rivnlgere questa preghiera non a me ma a Dio. appunto quello che sta facendo spieg il messo. E ci teneva lo sapeste. IL maresciallo dei carabinieri era uno che sapeva stare al mondo: si incontr per caso con don Camillo. Ho letto il vostro giornale disse. La faccenda delle tracce dei pneumatici sull'aia del Pizzi molto interessante. Non ve ne eravate accorto? Pagina 60

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi ' necrologia : annunzio di morte che si fa, di solito. per mezzo della stampa. 1\'o rispose il maresciallo. Non me ne sono accorto pereh, appena le ho iste, ci ho fatto buttar dentro un po di gesso qua e l, e cos, per caso, ho riscontrato, confrontando i calchi con le ruote dei vari autocarri del paese, che le impronte sono state laseiate dal Dodge del sindaco. Inoltre, sempre per caso, ho notato che il Pizzi si sparato nella tempia sinistra mentre aveva la rivoltella nella mano destra e, frugando nella cenere del focolare, ho trovato la pallottola che era sfuggita dalla rivoltella del Pizzi, quando il Pizzi caduto colpito dalla palla arrivatagli attraverso la finestra. Don Camillo lo guard male. Pereh non l'avete detto? L'ho detto a hi , . hanno risposto che se, in un momento simile, avessi fatto arrestare il sindaco, la cosa avrebbe immediatamente acquistato un carattere politico. Quando queste cose vengono buttate in politica si insabbiano. Bisogna aspettare l'occasione: e me l'avete data voi, don Camillo. Io non voglio scaricare le responsabilit sugli altri: voglio semplicemente evitare il pericolo che la cosa debba insabbiarsi pereh c' chi ne fa una faccenda politica. Don Camillo rispose che il maresciallo aveva fatto benissimo. Io non posso mettervi due carabinieri alle costole per guardarvi le spalle, don Camillo. Non occorre, maresciallo: a guardarmi le spalle ci penser il Padreterno. Speriamo che stia pi attento che col Pizzi concluse il maresciallo. Le indagini ripresero il giorno dopo, e vennero ferocemente interrogati vari possidenti ed afifittuari. E poich tra essi c'era anche il Verola che protestava indignato, il maresciallo gli rispose calmo calmo: Signore mio: dato che il Pizzi era apolitico e nes34 235 suno gli rub niente, e dato che elementi nuovi fanno pensare non pi a un suicidio ma a un omicidio, si deve eseludere che si tratti di delitto politico o a scopo di furto. Q,uindi dobbiamo orientare le indagini verso coloro che avevano relazioni di interessi o di amicizia col Pizzi e che potevano nutrire odio contro di lui . La faccenda continu cos per alcuni giorni e la gente interrogata era indignatissima. IL Brusco era pieno di rabbia ma taceva. Peppone, disse alfine quel maledetto sta giocandoci come ragazzini. Tu vedrai: quando avr interrogati tutti, fra quindici giorni verr da te e ti chieder sorridendo se non ti dispiace che interroghi uno dei rostri. E tu non potrai dirgli di no. E quello lo interrogher e salter fuori tutto. Mi fai ridere ! grid Peppone. Manco se mi cava le unghie! Non interrogher n te n me n gli altri che pensiamo noi. Interrogher proprio quello che spifierer tutto. Interrogher proprio quello clte ha sparato. Peppone sghignazz. Non dire sciocchezze! Ma se non lo sappiamo neppure noi chi che ha sparato ! Era cos. Nessuno aveva visto chi dei venticinque uomini della squadra avesse sparaio. CaduLo il Pizzi, erano risaliti tutti in camion e si erano poi lasciati senza dire una parola, e del fatto non si era parlato pi. Peppone guard negli occhi il Brusco. Ghi avr sparato? disse. E chi lo sa? Forse anche tu. Io? grid Peppone. E come facevo se non ero neanche armato? Sei entrato da solo in casa del Pizzi. Nessuno ha visto cos'hai fatto l dentro. Ma hanno sparato dalla finestra. Qualcuno sapr chi era appostato alla finestra! 236 Di notte tutti i gatti sono bigi `: anche se uno ha visto non ha visto niente. Lno solo ha visto la faccia di quello che ha sparato, ed il ragazzo. Altrimenti i suoi non avrebbero detto che era a letto. E se il ragazzo lo sa, lo sa anche don Camillo. Se non lo sapesse di sicuro, non avrebbe fatto e detto quel che ha fatto e detto. ntanto il cerchio si stringeva, e il maresciallo tutte le sere, disciplinatamente, andava a riferire al sindaco sullo svolgimento delle indagini. Era gi sera tarda e don Camllo stava dandosi da fare nella chiesa deserta. Aveva rizzata una scaletta sull'ultimo gradino dell'altare. lVel legno di un braccio della croee si era aperta ?lna Erepl Camillo, stuccata la crepa, stava ora tingendo con un po' di vernice il gesso bianco della stuccatura. Ad un tratto sospir, e il Gristo gli parl sommesso. Cos'hai, don Camillo: Da qualche giorno mi sembri afifaticato. Ti senti poco bene? Ghe sia un po' d'influenza? No, Ges confess senza alzare la testa don Camillo. paura. Tu hai paura? E di che mai? Non lo so : se sapessi di che cosa ho paura non avrei pi paura rispose don Camillo. G' qualcosa che non va, qualcosa sospeso nell'aria, qualcosa da cui non posso difendermi. Venti uomini che mi aggrediscono con lo schioppo in pugno non mi fanno paura: mi seccano pereh sono venti io sono solo e senza schioppo. Se io zni trovo in mezzo al mare e non so nuotare penso: fra un minuto aflogher come un pulcino. E allora mi dispiace molto, ma non provo paura. Quando su un pericolo si pu ragionare non si prova paura. La paura per i pericoli che si sentono ma non si conoscono. co di notte... bigi : hanno cio lo stesso colore e non facile poterli distinguere. 237 me se camminassi a occhi bendati su una strada sconosciuta. Brutta faccenda. Non hai pi fede nel tuo Dio, don Camillo? Da mihi animam, caetera tolle j. L'anima di Dio i corpi sono della terra. La fede grande, ma questa una paura fisica. La mia fede pu essere immensa, ma se sto dieci giorni senza bere, ho sete. La fede consiste nel sopportare questa sete accettandola a cuore sereno come una prova impostaci da Pagina 61

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi Dio. Ges, io sono pronto a sopportare mille paure come questa per amor vostro. Per ho paura. IL Gristo sorrise. Mi disprezzate? \To, don Camillo, se tu non avessi paura, che valore avrebbe il tuo coraggio ? Nei paesi in riva al fiume il silenzio sgomenta perch in esso si sente la minaccia. Don Camillo passava con cura il pennellino sul legno della croce e vedeva la mano del Cristo, trapassata dal chiodo. Gli parve ad un tratto che quella mano si animasse. In quell'istante un colpo fece rintronare la chiesa. Qualcuno aveva sparato dalla finestra della cappelletta di fianco. Abbai un cane, poi abbai un altro cane. Si ud, lontana, una breve ratlca di mitra. Poi ritorn il silenzio. Don Camillo guard sgomento il viso del Cristo. Ges disse. Io ho sentito la vostra mano sulla mia fronte. Tu vaneggi, don Camillo. 3 Da mihi... tolle : frase latina che significa : "Lasciami l'anima, toglimi pure tutte le altre cose". ' se tu... coraggio : il coraggio infatti la forza d'animo di affrontare il pericolo, avendo coscienza delle possibili conseguenze e dominando volitivamente la paura. In caso contrario si tratta di incoscienza qual quella del bambino che va incontro al pericolo senza conoscerlo. 238 Don :tmillo riabbass gli occhi e li fis sulla mano attrszer;tta dal chiodo. Poi si sent come un briido e si laei lu~rire dalle dita il barattolo e il pennellino. IL polo del Gristo era stato trapassato dalla palla. Ge, di;se ansimando voi mi avete respinta la testa e a-ete ricevuto nel braccio la palla che era diretta a me! Don Camillo ! La palla non rimasta nel legno della croce ! orid don Camillo. Ecco dov' finita! .5 1 destra, in alto, dalla parte opposta della finestrina, c'era un quadretto con dentro un cuore d'argento. La palla aveva rotto il vetro e si era piantata nel centro del rlnre. Don Camillo corse in sagristia a cercare una scala lun;a e tese uno spago tra il buco che la palla aveva fatto nel vetro della finestrina e il buco fatto nel cuore del quadretto. E lo spago passava a trenta centimetri dal chiodo infisso nella mano del Gristo. Qui c'era la mia testa disse don Camillo. Il vostro braccio rimasto colpito pereh mi avete spinto il capo indietro. Questa la prova! Don Camillo, calmati! Ma don Camillo ormai non si poteva calmare pi e, se non gli osse venuto un lebbrone da elefante, Dio solo sa cosa avrebbe combinato don Camillo. E Dio, che appunto lo sapeva, li mand un febbrone da elefante, che lo appiccic nel letto come uno straccio bagnato. GIALLO E ROSA

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9. Mondo piccolo L'ultimo capitolo si apre con la suspense di un giallo. Gli attentati a don Camillo sono stati due, non uno, almeno cos si crede a giudicare dai buchi lasciati dai proiettili. Il maresciallo dei carabinieri fa le sue ipotesi, ma dei colpevoli nessuna traccia. La reazione ne approfitta subito per gettare fango sui rossi e Peppone convoca d'urgenza in sezione tutto lo stato maggiore per esaminare la situazione. E, mentre tiene la sua relazione, Peppone, di fronte al fanatismo dei compagni, da uomo profondamente onesto qual , sente insinuarsi iri lui il tarlo del dubbio. Sciolta la seduta, Peppone non resiste alla foI-za che lo spinge in canonica a vuotare il sacco. Siamo sotto Natale e don Camillo impegnato a ritoccare le statuine del presepe. E in quella dolce atmosfera, dominata dall'immagine del "Bambinello rosa", anche Peppone trover la sua pace. La finestra attraverso la quale avevano sparato dava sul campicello di propriet della chiea, e il maresciallo e don Camillo stavano dietro la eappelletta studiando la faccenda. Ecco qui la prova disse il maresciallo indicando quattro buchi che spiccavano sull'intonaco chiaro, a un paio di spanne sotto il davanzale della finestrella famosa. Tolse di tasca un coltellino, frug in uno dei buchi, e alla fine venne fuori qualeosa. Secondo me la faccenda semplice spieg il maresciallo. IL tipo era appostato lontano e ha sparato una raffica di mitra contro la finestra illuminata. Quattro 243 palle sono finite qui nel muro, una ha bucato il vetro ed entrata. Don Camillo scosse il capo. Vi ho detto che era un colpo di pistola e sparato da qui. Non sono ancora tanto rimbambito da non saper distinguere un colpo di pistola da una raflca di mitra! Prima stato sparato un colpo di pistola e da qui, dopo stata sparata una raf3fica di mitra da pi lontano. Si dovrebbe trovare il bossolo qui vicino allora ! ribatt il maresciallo. E il bossolo non c'. Don Camillo scosse le spalle. Ci vorrebbe il critico musicale della Scala t per saper distinguere dalla tonalit se un colpo viene sparato con una pistola a ripetizione o con un revolver a tamburo! Se quello ha sparato con un revolver a tamburo, il bossolo se l' portato via. Il maresciallo cominci a braccare tutt'attorno, e alla fine trov qualcosa sul tronco d'uno dei ciliegi piantati a cinque o sei metri di fianco alla chiesa. Una delle pallottole ha tagliato la corteccia disse. E la cosa era evidente. Si gratt la zucca perplesso. Bah, borbott alla fine facciamo pure il poliziotto scientifico. Prese un palo e lo piant per terra, rasente al muro, davanti a uno dei buchi nell'intonaco; poi prese a camminare per il campo e, ogni tanto, mirava al tronco del ciliegio colpito dalla palla e si spostava a destra o a sinistra fino a quando il tronco non copriva il palo piantato sotto il muro. Cos, a un bel momento, si trov da , il c,itico musicale della Scala: cio un uomo che abbia l'orecchio esercitatissimo alle varie tonalit dei suoni. IL critico colui che per professione esamina e giudica qualcosa in merito alla sua bellezza, esattezza, ecc. La Scala il massimo teatro lirico italiano e uno tra i pi celebri d'Europa e del mondo: ha sede in Milano. 244 vanti alla siepe, e al di l della siepe c'erano il fosso e una carrareccia. Don Camillo lo raggiunse, e uno da una parte e uno dall'altra della siepe, cominciarono a braccare per terra. Cercarono poco. Don Camillo, dopo cinque minuti, disse : Ecco qui e si trattava di un bossolo di mitra. Poi trovarono gli altri tre. Questo prova quanto dico io esclam il maresciallo. IL tipo ha sparato da qui contro la finestra. Don Camillo scosse la testa. Io non me ne intendo di nitra, disse don Camillo ma so che negli altri fucii le pallottole non fanno le curve. Guardate un po' voi. Sopraggiunse un carabiniere il uale avvert il maresciallo che in paese tutti erano calmi. Grazie tanto ! osserv don Camillo. Mica hanno sparato contro di loro ! Hanno sparato contro di me ! IL maresciallo si fece dare il moschetto dal carabiniere e, coricatosi per terra, lo punt contro il primo vetro della finestra della cappella, dove press'a poco ricordava che c'era il buco della pallottola. Se sparaste, dove andreste a finire? domand don Camillo. Era un calcolo da ragazzini; partendo da l e dovendo passare attraverso la finestrina della cappella, una pallottola sarebbe al massimo arrivata a sbattere la testa contro il primo confessionale a destra, a tre metri dalla porta della chiesa. A meno che non fosse una pallottola ammaestrata, quella non poteva passare per l'altare concluse Pagina 63

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi il maresciallo. IL che significa, don Camillo, che quando in una faccenda ci siete immischiato voi, son pasticci da strapparsi i capelli! Non vi bastava che fosse uno solo a spararvi? Nossignore: ne vuole due. Uno che gli spara da dietro la finestra e uno che gli spara da dietro una siepe lontana centocinquanta metri. 245 Be', io sono fatto cos rispose don Camillo Non bado a spese! La sera Peppone radun alla sede tutto lo stato maggiore e i fiduciari delle frazioni del comune. Peppone era cupo. Gompagni, disse un nuovo fatto venuto a complicare la situazione locale. Un ignoto ha sparato questa notte contro il parroco, e la reazione approfitta di questo episodio per rialzare il capo e gettare nuovo fango sul partito. La reazione, vile come sempre, non ha il coraggio di parlare chiaro, ma, come abbiamo saputo, mormora negli angolini e ci accusa la responsabilit di questo attentato ! IL Lungo alz una mano e Peppone gli fece cenno che poteva parlare. Prima di tutto, disse il Lungo si potrebbe dire alla signora reazione la quale cominci a dimostrarci che c' stato l'attentato contro il prete. Perch, fino a questo momento, soltanto lui a dirlo. E siccome non c'erano testimoni, pu benissimo essere stato il signor reverendo in persona a sparare la revolverata per poter scrivere sul suo giornale delle infamit contro di noi! Cominciamo col tirar fuori le prove. Bene ! approv il consesso. Il Lungo ha ragione ! Peppone riprese la parola. Un momento! Quello che dice il Lungo giusto, ma non dobbiamo escludere la possibilit che il fatto sia vero. Conoscendo anche il carattere di don Camillo, non si pu dire, onestamente, che sia uno che usi dei sistemi ambigui 2.. Gompagno Peppone interruppe Spocchia 3, il capocellula di Molinetto. Ricordati che chi prete = ambigui : poco chiari e subdoli. Socchia : il nome comune "spocchia" significa : boria, vanagloria; usato come soprannome indica "uno che si vanta". 246 sempre prete! Se tu avessi dato retta a me, il suo giornale non sarebbe uscito, e oggi il partito non avrebbe avuto il danno delle infami insinuazioni a proposito del suicidio del Pizzi! I\Tessuna piet contro i nemici del popolo! Chi ha piet dei nemici del popolo tradisce i1 popolo ! Peppone picchi un pugno sul tavolo. Non ho nessun bisogno che tu mi dia delle lezioni di morale ! url. Lo Spocchia non si impression. Intanto, se invece di opporti ci avessi lasciato fare quando si poteva fare ", arid adesso non avremmo ancora tra i piedi un sacco di reazionari ! Io... Spocchia era un giova sui vicinqu rii; inagro, con gran capelli all'indietro, ondulati in cima alla testa e tirati a lucido dalle parti, e che finivano in una specie di cresta di dietro, come usavano i cafonis del nord e i bulli di Trastevere 7. Aveva gli occhi piccoli e le labbra sottili. Peppone gli si avvicin aggressivo. Tu sei un cretino ! gli disse guardandolo in faccia. L'altro impallid, ma stette zitto. Ritornato al tavolo, Peppone riprese a parlare. ;< pprofittando di un episodio che si basa sulla semplice afiermazione di un prete, continu la reazione tenta nuove speculazionis ai danni del popolo. Bisogna ' chi ha piet... il poolo : il discorso tutto una stortura senza logica. Accusare un assassino non vuol dire essere nemici del popolo, ma consegnare un reo alla giustizia, compiere, cio, un dovere civile. 5 quando si oter,a fare : cio negli anni tristi della guerra e dell'immediato dopoguerra quando si poteva, nel disordine morale e materiale conseguenti alla sconfitta, sperare nell'immunit. e cafoni: persone villane, zotiche, maleducate. Propriamente voce dell'Italia meridionale usata per indicare i contadini. 'Trasteuere: quartiere popolare di Roma, sulla riva destra del Tevere. s speculazioni : sfruttamento illecito di possibilit favorevoli a s e sfavorevoli agli altri. 247 che i compagni siano oggi decisi come non mai. Alle ignobili insinuazioni 9... Ad un tratto gli accadde una strana cosa che non gli era capitata mai. Peppone si ascolt lo. Gli pareva che lui, Peppone, fosse laggi in fondo e ascoltasse quello che Peppone stava dicendo. (... la carne Uenduta 11, la reazione assoldata dai nemici del roletariato, gli agrari aamatori... ) Peppone ascoltava e, via via, gli pareva di ascoltare un altro. (... la cricc sabauda 1`. Il clero falso... Il gouerno nero... L'America... La lutocrazia... ) "Cosa vuol dire plutocrazia 13 ! Perch quello l parla di plutocrazia se non sa neanche cosa vuol dire?" pensava Peppone. Si guard attorno e vide facce che quasi non riconosceva. Occhi ambigui, e i pi ambigui erano quelli del giovane Spocchia. Pens al Brusco, il fedelissimo, e cerc i suoi occhi, ma il Brusco era l in fondo, a braccia conserte e con la testa bassa. (... ma saiano i nostri nemici che lo sirito della Resistenza non indebolito in noi... Pagina 64

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi Le armi che un giorno imugnammo er difendere la libert... ) Ora Peppone si sent che egli stava urlando come impazzito. Poi l'applauso lo fece rientrare in se stesso. Gos va bene gli sussurr lo Spocchia mentre stavano uscendo. Tu lo sai, Peppone: basta un fischio e si comineia. I miei ragazzi sono pronti. Anche fra un'ora. insinuazioni : allusioni maligne a eolpe altrui non suffragate da prove e quindi fatte con l'intenzione di nuocere. lU si ascolt : per la prima volta di fronte al fanatismo dei compagni Peppone parla, ripetendo meccanicamente parole di cui non sempre sa il significato, ed egli ascolta queste sue parole come non fosse lui a pronunciarle. '1 carne uenduta : traditori. ' cricca sabauda : i pochi rimasti a sostenere la causa della monarchia dei Savoia. " lutocrazia : dominio dei ricchi. 24A Bravo, bra'o ! rispos Peppone battendogli la mano sulla spalla. Ma gli avrebbe volentieri stritolata la zucca. Ghi sa poi perch I. Rimasero soli lui e il Brusco, e stettero zitti un po'. E allora? grid a un bel momento Peppone. Sei diventato scemo? Non mi dici neanche se ho parlato bene o no? Hai parlato benissimo rispose il Brusco. Benissimo. Meglio di tutte le altre volte. Poi tra i due ripiomb la cortina del silenzio. Peppone faceva dei conti su un registro: ad un tratto afferr un fermacarte di cristallo, lo scagli con violenza per terra e url con rabbia. IL Brusco lo gurd. = Una macchia d'inchiostro! spieg Peppone chiudendo il registro. Le solite penne di quel ladro del Barchini osserv il Brusco, guardandosi bene dal far notare a Peppone che, siccome Peppone stava serivendo col lapis, la faccenda della macchia d'inchiostro non quadrava. Quando furono fuori, nella notte, e si trovarono al crocicchio, Peppone stettc l come se volesse dire qualcosa al Brusco. Poi ta.li corto: Allora ci vediamo domani . Domani, capo. Buona notte. Ciao, Brusco. Si era ormai sotto Natale e bisognava tirar fuori d'urgenza dalla cassetta le statuette del presepe, ripulirle, ritoccarle col colore, riparare le ammaccature. Ed era gi tardi, ma don Camillo stava ancora lavorando in canonica. Sent bussare alla finestra e, poco dopo, and ad aprire pereh si trattava di Peppone. " Chi sa oi erch : pereh Peppone un uomo onesto e non ama la violenza per la violenza. 249 Peppone si sedette mentre don Camillo riprende-a le sue faccende, e tutt'e due tacquero per un bel po'. Don Camillo prese a ritoccare con la biacca la barba di San Giuseppe. In questo mondaccio un galantuomo non pu pi vivere ! eselam Peppone dopo un po'. E cosa ti interessa? domand don Camillo. Sei forse diventato un galantuomo? Lo sono sempre stato. Oh, bella! Non l'avrei mai immaginato. Don Camillo continu a ritoceare la barba di San Giuseppe. Poi pass a ritoccargli la veste. Ne avete ancora per molto tempo? si inform Peppone con ira. Se mi di una mano, in poco si finisce. Peppone era meccanico ed aveva mani grandi come badili e dita enormi che facevano fatica a piegarsi. Per, quando uno aveva un cronometro da accomodare, bisognava che andasse da Peppone. Pereh cos, e sono proprio gli omoni grossi che son fatti per le cose piccolissime. Filettava la carrozzeria delle macchine e i raggi delle ruote dei barocci come uno del mestiere. Figuratevi ! Adesso mi metto a pitturare i santi ! borbott. < Non mi avrete mica preso per il sagrestano! Don Camillo pec in fondo alla cassetta e tir su un afiarino rosa, grosso quanto un passerotto, ed era proprio il Bambinello. Peppone si trov in mano la statuetta senza sapere come, e allora prese un pennellino e comici a lavorare di fino. Lui di qua e don Camillo di l della tavola, senza potersi vedere in faccia perch c'era, fra loro, il barbaglio della lucerna. proprio un mondaccio disse Peppone. Non ci si pu fidare di nessuno, se uno vuol dire qualcosa. Non mi fido neppure di me stesso. `?50 Don Camillo era assorbitissimo dal suo lavoro: c'era da rifare tutto il viso della Nladonna. Roba fine. E di me ti fidi? chiese don Camillo. Non lo so. Prova a dirmi qualcosa, cos vedi. Peppone fin gli occhi del Bambinello: la cosa pi difificile. Poi rinfresc il rosso delle piccole labbra. Vorrei piantare l tutto disse Peppone. Ma non si pu. Ghi te lo impedisce? Impedirmelo? Io piglio una stanga di ferro e faccio fuori un reggimento. Hai paura? Mai avuto paur al mondo ! lo s, Peppone. Qualche vo a o paura. Peppone intinse il pennello. Be', qualche volta aneh'io disse Peppone. E appena si sent. Don Camillo sospir anche lui. Pagina 65

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi La pallottola mi passata a quattro dita dalla fronte raccont don Camillo. Se non avessi tirato indietro la testa proprio in quel momeato ci rimanevo secco. stato un miracolo. Ora Peppone aveva finito il viso del Bambinello e stava ripassando il rosa del corpo. 1i dispiace di averlo sbagliato borbott Peppone. Ma era troppo lontano, e c'erano di mezzo i ciliegi. Don Camillo ferm il pennello. Da tre notti, spieg Peppone il Brusco girava attorno alla casa del Pizzi per via che l'altro non facesse fuori il ragazzo. IL ragazzo deve aver visto chi ha sparato dalla finestra contro suo padre e l'altro lo sa. Io intanto giravo attorno a casa vostra. Pereh ero sicuro che l'altro sapeva che anche voi sapete chi ha sparato sul Pizzi. L'altro, chi? 251 Non lo so rispose Peppone. lo l'ho visto di lontano avvicinarsi alla finestra della cappelletta. Ma non potevo sparargli prima che facesse qualcosa. Appena ha sparato, ho sparato anch'io. L'ho sbagliato. Sia ringraziato il Signore disse don Camillo. So come spari, e allora posso dire che sono stati due i miracoli. Ma chi sar, chi sar? Lo sapete soltanto voi e il ragazzo chi . Don Camillo parl lentamente. S, Peppone, lo so, ma nessuna cosa al mondo pu farmi violare il segreto della confessione. Il Peppone sospir e continu a pitturare. G' qualcosa che non va disse ad un tratto. zVIi pare che tutti mi guardino con aItri occhi, adesso. Tutti, anche il Brusco. Anche al Brusco sembrer cos, e anche agli altri rispose don Camillo. Ognuno ha paura dell'altro, e ognuno quando parla come se sentisse di doversi sempre difendere. Perch questo? Non facciamo della politica, Peppone. Peppone sospir ancora. Mi sento come in galera disse cupo. C' sempre una porta per scappare da ogni galera di questa terra rispose don Camillo. Le galere sono soltanto per il corpo. E il corpo conta poco. Ormai il Bambinello era finito e, fresco di colore e cos rosa e chiaro, pareva che brillasse in mezzo alla enorme mano scura di Peppone. Peppone lo guard e gli parve di sentir sulla palma il tepore di quel piccolo corpo. E dimentic la galera. Depose con delicatezza il Bambinello rosa sulla tavola e don Camillo gli mise vicino la Madonna. IL mio bambino sta imparando la poesia di Natale annunci con fierezza Peppone. Sento che tutte le sere 25? sua madre gliela ripassa prima che si addormenti. un fenomeno. Lo so ammise don Camillo. Anche la poesia per il vescovo l'aveva imparata a meraviglia. Peppone si irrigid. Quella stata una delle vostre pi grosse mascalzonate ! esclam. Quella me la dovete pagare. pagare e a morire si fa sempre a tempo ribatt don Camillo. Poi, vicino alla Madonna curva sul Bambinello, pose la statuetta del somarello. Questo il figlio di Peppone, questa la moglie di Peppone e questo Peppone disse don Camillo toceando per ultimo il somarello. E questo don Camillo ! esclam Peppone prendendo la statuetta del bue e ponendola vicino al gruppo. Bah ! Fra bestie ci si comprende sempre concluse don Camillo. Uscendo, Peppone si ritrov nella cupa notte padana, ma ormai era tranquillissimo perch sentiva ancora nel cavo della mano il tepore del Bambinello rosa. Poi ud risuonarsi all'orecchio le parole della poesia, che ormai sapeva a memoria. l,uando, la sera della vigilia, me la dir, sar una cosa magnifica! si rallegr. Anche quando comander la democrazia proletaria, le poesie bisogner lasciarle stare. Anzi, renderle obbligatorie! IL fiume scorreva placido e lento, l a due passi, sotto l'argine, ed era anch'esso una poesia: una poesia cominciata quando era cominciato il mondo e che ancora continuava. E per arrotondare e levigare il pi piccolo dei miliardi di sassi in fondo all'acqua, c'eran voluti mille anni. 253 E soltanto fra venti generazioni l'acqua avr levigato un nuovo sassetto. E fra mille anni la gente correr a seimila chilometri lora su macchine a razzo superatomico e per far cosa? Per arrivare in fondo all'anno e rimanere a bocca aperta davanti allo stesso Bambinello di gesso che, una di que- APPENDIGE DIDATTIGA ste sere, il compagno Peppone ha pitturato col pennellino. Quesiti e Ricerche 1. Il romanzo, come viene definito dallo stesso Autore, "la storia di un anno di politica italiana", quello compreso tra il dicembre 1946 e il dicembre 1947. Niente da meravigliarsi, dunque, se fin dalla prima pagina si parla di elezioni. Sai che cosa sono le elezioni? In Italia vi sono due tipi di elezioni : quelle comunali e quelle politiche. Gon le elezioni _ comunali si eleggono i... (quaI i oro compito?); con le elezioni politiche si eleggono i... e i... (qual la loro funzione?). Le elezioni si possono fare sulla base del sistema proporzionale o di quello maggioritario : qual il sistema vigente in Italia? Spiega, con l'aiuto del dizionario se ti trovi in difficolt, il significato delle seguenti parole : lista elettorale, contrassegno, candidato, seggio, urna, cabina, certificato elettorale, scheda, elettore, voto di lista, voto preferenziale, presidente di seggio, scrutatore. Pagina 66

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi 2. Seipre a pag. 15 si parla delle "sinistre", termine che in politica ha un sinificato preciso : indica infatti i rappresentanti di quei partiti che, per una tradizionc difusa in tutta Europa, occupano in Parlamento gli scanni che sono alla sinistra del Presidente. :111o stesso modo si pu parlare di "destre" e di "centro". Sai quali sono i partiti che nel Parlamento italiano si schierano alla destra, alla sinistra e al centro? E prima di tutto, sai che cos' il Parlamento? Di quanti rami composto? Gome si chiamano gli esponenti di ciascun ramo? Qual il titolo che spetta a ogni parlamentare ? Dove ha sede la Gamera dei Deputati ? E il Senato ? Procurati, se puoi, una cartolina illustrata dei palazzi che ospitano i due rami del Parlamento e cerca notizie storiche e artistiche sui palazzi medesimi. Spiega con l'aiuto dell'insenante il significato delle seguenti parole: aula, banco, 257 exxzicirlo, settore, tribuna, xlxa_ioranza, opposizione, lcislatura, izizznunit parlaxnentare, nuxzzero lef=ale, ostruzionisxzlo. . A pag. 2 don Camillo, fra il convnto e il confidenzialc`. dice rhe il battesizno non una ',burletta", ina una ',cosz sacra" : infatti il px-izno dei sette sacramenti istituiti da Gesz Gristo. Quale grazia produee il battesizno' Ghe cosa accade, secondo la religione cristiana cattolica. a chi rnzzorc senza a-er ricevuto il battesirno, anche se non in peccato mortale? Gerra di assistere a una cerirnonia di battesimo r deserivila poi xninutainente. Disegna il fonte battesimale della tua rhiesa e cerca di sapere quando stato costruito e da chi (il tuo paz-roeo potr esserti d,aiuto): se si tratta cii un'opera d'arte, parlane diffusamente. 4. 'uelli che contano nella polexnica sono gli argornenti dice il Cristo cx-ocifisso a don Garnillo, dandoli in tal modo una bella lezione di buon costume politico e civico (pag. 32l. i\1a che cos' una 'polemica" e che cosa si deve intendere per,aromenti"? Ti sar eertaxnente eapitato di trovarti impenato in una diseussione con qualcuno che la pensava diversarnente da te : come ti sei conzportato? In questi casi "perdi le stafie" subito e pretendi di essere il solo a parlare o attendi pazientemente il tuo turno per esprimere la tua opinione? Sei mai riuscito a convinrere qualcuno della bont della tua posizione? :1 proposito di quale tema? E eon dixali argomenti ? 5. A pag. 42 si dice che la signora Gristina, la vecchia maestra, "aveva cominciato a insegnare in paese quando anrora l'abbicc era roba da rande citt", quando cio l'istruzione era considerata un privilegio dei ricchi. Secondo te,l'istruzione un privilegio o izn diritto:' Pereh? Che cosa sigrzifica l'espressione "l,analfabetismo (cio il non sapere n leggere n srrivere) una piaga soeiale" ? Gozne si vince l'analfabetismo? Se disponi di libri o di eneiclopedie (a easa o a seuolal fa' una ricerca sull'analfabetisrno in Italia a partire dal 1871, subito dopo il raggiungimento dell'unit nazionale, quando gli analfabeti rappresentavano il 68,8 % della poolazione oltre i sei anni. 6. IZilei la scena deseritta alle pp. 51-52 e cerca di farne rzn bel quadretto con le matite colorate o con la tempera. ili elementi non mancano: il buio della notte piovosa, la ente intabarraca ferm a sul pianoro, disposta a semicerchio eon al centro Peppone e don Camillo, e sullo sfondo la luce abbaliante della vecchia bicocca che brueia come una torcia. Ti sei mai trovato sul luoo di un incendio? In campagna o in citt? E l'ineendio stato domato? In che modo? Spiega, con l'aiuto del vocabolario, il significato di dueste parole : pompiere, avvisatore, estintore, idrante, pompa, autopompa, bocca d'acqua, maschera protettrice, lenzuolo di salvatag;io, tuta di amianto, cintura di sicurezza. 7. "La fifa differente ai piano e al monte" afierma don Gazizillo a pa. 5, come pr xre c e in guerra il coragio iene pi faeilmente, quasi di riflesso, pereh nasce dalla necessit di difendersi e di sopravvivere, mentre nella vita di tutti i giorni per andare incontro a sangue freddo a un rischio sicuro (e maari senza scopo, come nel caso del nostro racconto) ci vuole certo un coraggio di lega superiore. Sei d'accordo con questa affermazione? Ghe eos' per te il coraggio? Spiega la diHerenza di sinificato fra questi aggettivi: coraggioso, spericolato, incosciente. 8. La predica di don Garnillo, di tono chiaramente sarcastico nella parte roneluiva, contiene tuttavia molte erit (pag. 76; : la passione politica, infatti, un tarlo znaledetto che uando ce l'hai dentro, difficilmente riesei a liberartene e ti rode ti rode... Cos il tuo a,ersario politieo, anche se personalmente non ti ha fatto nulla, diventa per te il peggiore dei nemici e per fargli rabbia saresti rapaee di commettere le cose pi assurde e insensate (spenere il sole, per esempio, se fosse possibilie...). Tutto questo, naturualmente, se non sei "politicamente maturo". Oual infatti il fondamento della democrazia? E di contro, che eos la dittatura? Tu non sei ancora in et per fare della politica nella piz comune eccezione della parola, eppure tutti i giorni anche tu fai la tua olitica nella vita di fazlxilia, nella scuola, nei circoli ricreativi che frequenti. Vuoi provare a dimostrarlo? `?5ti 259 9. Quel 'la quale' detto da Peppone cos a sproposito rispetto alle regole grammaticali (pag. 87) come un balsamo consolatore che scende nell'animo di don Camillo dopo le ansie delle ultime ore: Pagina 67

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi pereh uno strafalcione detto col cuore vale pi di qualsiasi frase forbita, se priva di contenuto e vuota di sentimento. Sei d'accordo con questa affermazione? Ed ora rileggi le riflessioni del buon prete a pag. 86, quando si vedeva costretto ad andarsene "come un cane" mortificato dalla vilt degli amici e dal disinteresse dei neniici. E f le tue considerazioni sul valore "vero" del suo operato, anche alla luce dei fatti che sono seguiti. 10. A pag. 88 viene nominato Gicerone, uomo politico romano (106-43 a.G.), uno dei massimi oratori e il pi elegante rosatore dell'antichit classica. Gerca sul tuo libro di storia o su un'enciclopedia notizie dettagliate di questo illustre personaggio, dalla personalit complessa e molto discussa (potrebbe essere argonlento per un dibattito in classe) e, se puoi, procurati una traduzione delle Catilinarie, le celeberrime orazioni che Cicerone pronunci quando era console contro Catilina, per denunciarne la congiura. Leggi le prime pagine ad alta voce (immaginando di essere tu l'oratore) e sentirai il tono solenne, al cui confronto quel "la quale"... 11. La passione per lo sport del calcio assai diffusa e si pu dire che non risParmi nessizno : anche le Persone pii sprovvedute, non si sa bene pereh, "tengono" o meglio "fanno il tifo" per una squadra. Qual la tua squadra preferita e pereh? Sei amante del "bel gioco", oppure ti basta vedere il pallone andare in rete? IL moderno gioco del calcio originario dell'Inghilterra dove nel 1863 nacque la English Football Assocation (pron. : nglish ftbool assosiscion) che codifie le prime regole. Quanti sono i giocatori di ogni squadra ? Da che cosa sono contrassegnati ? Sapresti nominarli con ordine, indicando il ruolo di ciascuno di essi? Se tu dovessi giocare in una grande squadra, quale ruolo vorresti ricoprire? Se hai il ricordo di una partita rimasta memorabile, parlane diffusamente. Ma il gioco del calcio vanta origini antichissime : lo praticavano i i cinesi nel 2600 a.G., e lo conoscevano anche i berberi (VII sec. a.C.), i greci (V-IV sec. a.G.), i romani (I sec. d.G.). In Italia prese grande sviluppo il calcio fiorentino, nato intorno al sec. XIV e in auge a Firenze al tempo dei Medici. Gerca notizie sulle foleloristiche partite che si giocavano in costume in piazza Santa Croce dalle Calende di gennaio al carnevale. 12. A pag.110 don Camillo viene paragonato a Sansone iu dice d Israele (sec. XI a.C.), dotato di una forra leggendaria che, si diceva, stava tutta nella folta e lunga capigliatura. Durante la guerra fra Ebrei e Filistei, tradito da Dalila, che gli tagli tutti i capelli, Sansone venne fatto prigioniero dai nemici, ma... Gerca notizie di Sansone sul tuo libro di religione o su un'enciclopedia e narra la drammatica fine di questo episodio di Storia Scra. e sei bravo in disegno, ricrea con le matite colorate o con le tempere la scena finale. Il nome di Sansone, col valore di nome comune, rimasto a significare un uomo dotato di una forza eccezionale, e in questo senso sinonimo del nome di un eroe leggendario della mitologia classica: Ercole. A lui, che impersona la rozza generosit e l'invincibile forza fisica, si attribuiscono imprese eccezionali, le famose "dodici fatiche di Ercole" : ne conosci almeno una? Sapresti narrarla? 13. Lo Smilzo, gi portordini di Peppone, quando Peppone lavorava in montagna, e ora rnesso comunale, maneggia il suo strumento di lavoro, la bicicletta, con estrema destrezza : pigia sui pedali con forza, vola come un fulmine e frena "all'americana" (pag. 115) : in bicicletta, cos, ci poteva andare solo lo Smilzo (quello che in montagna riusciva a passare tra una pallottola e l'altl-a senza scalfirsi!). E tu, come vai in bicicletta? Freni anche tu come lo Smilzo, oppure quel genere di frenata passata di moda e ora ce n' in voga un'altra? Parla della tua bicicletta (si tratta di una bicicletta da passeggio o da corsa? in che cosa consiste la differenza?) e del modo col quale l'hai ottenuta (ti stata donata oppure te la sei comprata coi tuoi risparmi?). La bicicletta il mezzo di uno degli sport pi popolari : il ciclismo. Sei appassionato di questo sport? Preferisci le corse su strada o quelle 260 261 su pista? Pereh? Cuali sono i tuoi "canzpioni' pi-cferiti? Qizali doti deve avere, secondo te, un atleta per meritare il titolo di "rampione"? Gon l'aiuto del vocabolario spiega il sinificato delle seguenti parole: manubrio, sterzo, freno, telaio, forrella, sella, parafango, fanale, catarinfrangente, cambio, catena, pedivella, pedale, cerchione, raggio, mozzo, gomme ; rorsa in linea, a tappe, a cronometro ; prove di velocit, inseguimento, dietro motori: la "sei giorni". Hai mai visto una sei giorni? Se s, deserivila anche nei suoi particolari di spettacolo. Quali sono le pi importanti corse a tappe e quando si svolgono? 14. A pag. 1 I 7 l'Autore col suo linguaggio sbrigativo, ma cinematorafirn, definisce una gara di pugilato "lo spettacolo di due che tentano di accopparsi a pugni" e non si fa sci-upolo, pi avanti, di condannare ogni sport dove "la destrezza in secondo piano rispetto alla forza bruta". E tu, che cosa pensi del pugilato? Se hai assistito a un incontro (anche solo per televisione), rievocane i momenti pi drammatici. Fai il "tifo" per qualche rampione? Ti piacerebbe praticare questo sport e perrh? Ricerca, con l'aiuto del vocabolario, il sinificato di queste parole: casco, guantoni (indica anche il loro peso), quadrato o ring, ripresa o round (pron. : rund), gong, conteggio, caduta o knock-dorn (pron.: nk-dun), fuori combattimento o knock-out (pron.: nk-ut; pi noto con la sigla K.O. dalle Pagina 68

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi due iniziali della paroia inglesej, tappeto, sacco d'allenamento o punching-bag (pron.: pncing bgh), pera o unching-ball (pron. : pncing bol), colpo d'incontro, allungo, gancio o crochet (pron. : crosc), inontante o uppercut. Se conosci altri termini del linguaggio pugilistico, aggiungili col relativo sinificato. 15. Purante gli scioperi nelle campagne, come quello deseritto nel racconto di pag. 125 e segg., non sono stati infrequenti casi di bestiame decimato per mancanza di cure, di alberi secolari tagliati alla base, di riserve di rereali mandati alle fiamme: e tutto ci come triste conseguenza della lotta fra i contadini, che chiedevano migliori condizioni di -ita (e per ottenrle si lasriavano anrlze andare ad atti inronsultil e i proprietari terrieri che, sordi alla voce dei teinpi nuovi, si trinreravano dietro la lettera della legge. La =ra-it e l'assurdit della situazione, che va sempre a danIzo dei pi poveri, sono messe a fuoeo da don Camillo nel suo colloquio col Gristo erocifisso ("Qui non questione di cento bestie...', pag.130) e successivamente nel suo colloquio con Peppone ("Fate bene a tener duro...", pag. 131): quali sono gli elementi sui quali punta don Camillo per far cessare lo sciopero? Ti sembrano argomenti validi? Pereh? IL problema proposto al tuo esame grave e difficile e ha sempre tormentato la nostra nazione nel corso di tutta la sua storia : niente di male, quindi, se non sarai in grado di rispondere. la se hai qualche opinione in merito, espriizzila libei-anntc, oivalidaizdola, iziagarz, con ati i esperzenza personale e familiare. 16. Goinznenta le parole che don Gainillo rivolge, non senza il sarcasmo della polemira, ai suoi timorati, quanto pavidi pai-rocchiani, che avrebbero preteso di fare la processione... protetti dalla forza pubblica ("Nel frattempo..., pa;. 142). Se conosci la storia di qualche martire cristiano, morto per l'evangelizzazione di terre lontane, raccontala con tutti i partieolari possibili. l. La benedizione delIe acque del f-unie con processione dietro il Gristo crocifisso coneludeva degnamente la sagra del paese di Peppone e don Gainillo (pp. 137-145). Ma l'immagine non n nuova, n insolita. \on c' paese d'Italia, infatti, per quanto piccolo e reznoto, che non vanti una "sua" processione, legat a una solennit religiosa: alcune proeessioni che si tengono in occasione del enerd Santo assumono addirittura l'aspetto di "sacre rappresentazioni,'. Se abiti in un paese dove si svole una di queste caratteristiche processioni (per assistere alle quali vengono anche turisti dall'estero), deserivila con minuzia di particolari; altrimenti parla della processione pi solenne che si svolge nel luogo dove abiti. 262 263 18. Dopo aver letto il capitolo intitolato 'Gomizio" (pp. 147154), esponi in breve la lezione che se ne pu ricavare. (Ti pare proprio che un comizio sia "un'insidia della demoerazia"? Pereh?) IL termine comizio non ti certo nuovo : esso ricorre con maggiore frequenza in periodo elettorale, quel periodo, cio, stabilito dalla legge prima delle elezioni politiche o amministrative, pereh tutti i partiti abbiano tempo e modo di illustrare il loro programma, in ordine ai grandi problemi dell'amministrazione della cosa pubblica. Prova a deserivere l'atmosfera della tua citt o del tuo paese nei giorni che precedono le elezioni. E se hai assistito a qualche comizio (meglio se di partiti diversi) riferiscine dettagliatamente. La parola "eomizio" deriva direttamente dal latino co'mitium, ma il significato dei due termini non rimasto identico: fa' ulia z-icerca per stabilire in che cosa eonsiste la differenza. 19. Leggi con attenzione le aspre parole che il Cri,to pronuncia a pag. 160: "lo non ho aiutato la signora Giuseppina... Io non sono un mediatore d'affari". Non sono poche infatti, le persone praticanti che credono di potersi accaparrare la complicit di Dio in affari di danaro, facendo promesse di offerte, dette volgarmente "voti", senza considerare che il loro atteggiamento sommamente irriverente e quasi sacrilego. Sei d'accordo? Esprimi la tua opinione e porta i dati della tua esperienza, se iie liai. Ghe cos' veramentc un "voto" ? 20. La delicata storia d'amore di Mariolino dlla Bruciata e di Gina della Torretta (pp. 167-187), conelusasi con un felice matrimonio, ricorda quella di Giulietta e Romeo, due giovani innamorati che l'odio delle rispettive famiglie (Montecchi e Gapuleti di Verona) spinse invece al suicidio. La vicenda, che appartiene alla leggenda, ispir molti serittori, anche italiani, ma su tutti eccelse William Shakespeare (pron. : ulliam sckspiar), autore della tragedia omonima. Procurati una buona traduzione di quest'opera e poi prega l'insegnante di organizzare un piccolo spettacolo in classe in cui a turno, tu e i tuoi compagni, reciterete brani dell'immortale capolavoro. Elenca anche i titoli delle altre tragedie di Shakespeare. 21. La celebrazione del 4 novembre ofFre a Peppone e a don Gaznillo l'occasione per parlare della uerra, la prima uerra mondiale ( 1915-18) conelusasi con la vittoria delle truppe italiane e con l'annessione delle citt di Trento e Trieste, che ancora mancavano all'unit della patria. Rileggi con attenzione il quadro che Peppone fa della vita militare ("Per la vittoria... gli altri disgraziati, pp. 211-212) e il commento sarcastico di don Camillo ("per me c'era l'interesse... ma si fa per dire", pag. 216) e tieni conto che tutti e due si sono uadagnati una rnedaglia al valore. Ti pare_ proprio che per Peppone si sia trattato solo di "naja" e per don Camillo di un "affare"? Commenta le parole dei protagonisti alla luce dell'opinione che tu puoi esserti fatto della guerra e delle nozioni storiche che illuminano questo importante momento della nostra vita di nazione. Pagina 69

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi Ma soprattutto esprimi liberamente la tua opinione. Ricerca nella biblioteca della tua scuola o in una ben fornita libreria qualche libro che parli della priia uerra mondiale. 22. Peppone un tipo troppo schietto e troppo galantuomo per non suscitare la simpatia del lettore, ma di lui, lungo il oro ri ivlliaiizu, abiamo conosciuto via via gli aspetti del suo carattere che le circostanze mettevano in risalto : di questo singolare signor sindaco, insomma, non mai stato fatto un ritratto completo. Vuoi provare a farlo tu? Ti viene in aiuto anche l'Autore con poche righe ("Peppone era meccanico... come uno del mestiere", pag. 250), ma le sue parole, esaminate con cura, ti daranno anche la chiave per capire... il cuore di Peppone. 23. Altro protaonista del romanzo don Camillo, il "prete bolscevico", come lo chiamavano con disprezzo le destre, il "nero reazionario", come gli urlavano dietro con rabbia le sinistre, il "casus bello" come lo defin davanti al Vescovo 264 265 l'amico-nemico Peppone, sfoggiando per l'orcasione anche un po' di latino. Ma chi era in efletti don Camillo? Ritrova nel romanzo gli episodi che meglio illustrano la sua personalit o gli aspetti del suo carattere che tu preferisci e spiega i motivi della tua preferenza. 24. I racconti meglio riusciti sono quelli che presentano scene corali, dove protagonista la folla, mutevole e passionale, umana e disumana, ma sempre in armonia col paesaggio, "quella fettaccia di terra tra il fiume e il monte" dove "possono succedere cose che da altre parti non succedono", dove "tira un'aria speciale che va bene per i vivi e per i morti, e l hanno un'anima anche i cani...". Ricorda gli episodi in cui la folla gioca un ruolo di primo piano e commenta quello che ti piaciuto di pi. 25. Accanto ai due protagonisti gravita una serie di figure tutte singolarmente caratteristiche: i compagni di Peppone, spavaldi, decisi, focosi (come lo Smilzo, lo Spiccio, il Brusco, ecc.), la vecchia maestra, tenacemente ancorata a valori ormai tramontati, il proprietario terriero Filotti, che della testardaggine aveva fatto un costume, e tanti tanti altri. Parla del personaggio che, oltre i protagonisti, ti piaciuto di pi. INDICE Introduzione. a. 7 Peccato confessato 13 IL battesimo 21 Il proclama. , Scuola serale. Incendio doloso. 49 Il tesoro. Spedizione punitiva. . . 71 Delitto e castigo. 81 Ritorno all'ovile. . 8g La disfatta . . . . 101 IL vendicatore . . . I 13 Uomini e bestie. . . 125 La processione . . . 137 Il comizio. . 147 La campana. . . 155 Giulietta e Romeo. . . . 167 La maestra vecchia. . . . 189 Cinque pi cinque. . . Autunno. . 205 Paura. . . 21 g La paura continua. . . . 231 Giallo e rosa. . . . 241 Aendice didattica . . . 25.5 fINITO DI STAMPARf NEL MESE DI fEHHRAIO Il)')Z VELLO STAH I L Ihi ENTO DI RIZZOLI EDITORE IN MILA!i0 PRINTED IN ITALY SCITT/ltl l'IGGl EI! LA SCU/LA

Si tratta di una collana appositamente concepita e studiata in modo da assolvere, nel miglior modo possibile, le esigenze di apertura e di informazione culturale che caratterizzano gli attuali programmi scolastici. Compito della collana sar quindi di offrire libri letterariamente validi e che siano, ad un tempo, di piacevole lettura e di sicuro valore formativo. Volumi pubblicati Giuseppe Berto LA FANTARCA a cura di Maria Luisa Spaziani Giovanni Mosca RICORDI DI SCUOLA a cura di Fulvia Pozzo Alberto Bevilacqua LA CALIFFA a cura di Walter Mauro Enzo Biagi STORIE DI QUESTI GIORNI a cura di Giuseppe Pittno Stephen Crane IL SEGNO ROSSO DEL CORAGGIO a cura di Bruno Armellin Oriana Fallaci QUEL GIORNO SULLA LUNA a cura di Alberto Pozzolini Giovanni Guareschi DON CAMILLO E I GIOVANI D'OGGI a cura di Laura Cicero Mario Pomilio IL NUOVO CORSO a cura di Giovanni D'Elia Pagina 70

Guareschi Giovanni-Don Camillo e i giovani d'oggi Michele Prisco INVENTARIO DELLA MEMORIA a cura di Walter Mauro Beatrice Solinas Donghi L'UOMO FEDELE a cura di Laura Di Falco

Indro Montanelli GIORNO DI FESTA a cura di Eva Timbaldi Abruzzese SCITT/ltl l'IGGl EI! LA SCU/LA

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